Temporalone annunciato da scariche elettriche a rischiarare lo sfondo violaceo, celeste megaschermo in tilt fino al salutare copioso sfogo refrigerante.
Si respira e ci si può acquattare sotto ciascun gocciolone, lasciar sciogliere i dubbi o almeno i nodi, replicando un replicante.
E poi, in fretta, nuotar lontano da qui, nel recente ricordo di un bagno sotto la pioggia improvvisa: "A questo punto, meglio andare in mare: acqua sopra, acqua sotto." Pepite temporalesche grosse e rade, l'effetto d'un abito con perline a pelo d'acqua. Però non di gusto sciatto da umano manufatto, ma bello di natura, così l'occhio s'incanta e ringrazia del privilegio. Quindi riosserva il quadro, cogliendo mille e mille capezzoli del mare femmina che scaturiscono infiniti ad allattare la vista, ad allettar dello sguardo il sorriso. Infine, mutandosi il rovescio in pioggia leggera, produce tanti e innumerevoli cerchietti per le olimpiadi del plancton e degli scarichi abusivi.
12 luglio 2006
11 luglio 2006
Grimble Gromble
Per me, a torto o a ragione, The Piper At The Gates Of Dawn, loro primo album, è sempre stato il migliore dei Pink Floyd.
Forse perché c'era Syd Barrett, che ora non c'è più.
(notizia intercettata tramite Bolo)
Forse perché c'era Syd Barrett, che ora non c'è più.
(notizia intercettata tramite Bolo)
Cadenze
24 anni dopo si rialza la coppa, sogni per 12 e sei in finale, 4 ogni volta poi c'è il mondiale, anni passati a scandire stagioni, quelle là fuori o segrete nei cuori, 4 per anno e mese per mese il soffio del vento l'amore cortese il sangue che urla e strizza i sorrisi, poi perdi il conto e la tela e dal centro sfilano ironiche le settimane, 4 dipingono piena la luna con i regali del desiderio, giorni che danzano e siedono a sera saltano in festa una volta su 7, quasi ogni giorno il sole risorge, quasi ogni ora cambia i suoi raggi, ma ogni minuto riemerge un pensiero e se lo assecondo ritorna a te.
10 luglio 2006
Una roba mondiale
E laddove prima erano stati ansia e affanno e tensioni e sudore, furono gioia esplosiva urlata, lucentezza col botto, baci e abbracci beati, sorrisi beoti per l'ubriachezza da felicità. Ripetutamente. Con la voglia incontenibile di far innalzare quel tripudio fino al cielo, in tutto il mondo.
Indimenticabile meraviglia, sogno incarnato, far l'amore con quella puledra.
Indimenticabile meraviglia, sogno incarnato, far l'amore con quella puledra.
09 luglio 2006
Arrivati, partita
Lorenzo è lì nudo che urla alla finestra "Italia! Italia!"
Ora lo lavo, lo vesto e lo porto al bar a vederla.
Ora lo lavo, lo vesto e lo porto al bar a vederla.
24 giugno 2006
Elementare, matematico, forse
Il fuoco l'ho visto l'altra sera, ora mi accingo a raggiungere l'acqua, ad aggiunger la terra e a far turbinare tutto in aria.
Dalla miscela tirerò le somme, moltiplicherò le facce del poliedro di cristallo finché il loro numero non tenderà all'infinito e dalla boccia risultante sottrarrò le nubi nere e dividerò equanime il bene sbocciato, fattoriale dell'unguento estratto alla radice del vivere per elevarsi alla potenza del divenire.
Insomma, vado in vacanza al mare e forse ne avevo bisogno.
Arrivederci al nove luglio.
P.S.: prima di partire, si andrà a votare.
Dalla miscela tirerò le somme, moltiplicherò le facce del poliedro di cristallo finché il loro numero non tenderà all'infinito e dalla boccia risultante sottrarrò le nubi nere e dividerò equanime il bene sbocciato, fattoriale dell'unguento estratto alla radice del vivere per elevarsi alla potenza del divenire.
Insomma, vado in vacanza al mare e forse ne avevo bisogno.
Arrivederci al nove luglio.
P.S.: prima di partire, si andrà a votare.
21 giugno 2006
Anello in chiave di Fa
Sono appena tornato dai festeggiamenti per il matrimonio tra il nostro bassista Ray e la sua Giorgia.
Attenzione equamente spartita tra libagioni e palco, che ha ospitato i Funky Jazz Reds, parte dei Blubaluba e altri musicanti, con jam session eterogenee (da Jimi Hendrix a Herbie Hancock, da I Feel Good a Corcovado e Mas Que Nada, per esempio).
Gli auguri avremo modo di rinnovarli giovedì sera:
se ti va l'idea, vieni anche tu al
c o n c e r t o
soul funky groove&love

Osteria Garibaldi - via Longoni (strada tra Barlassina e Cogliate)
Barlassina (MI) - tel. 0362 563741
[parcheggio interno, ingresso gratuito]
>>> raggiungibile:
. dalla Statale dei Giovi (n. 35)
. dalla Superstrada Milano-Meda-Como (uscita Barlassina)
giovedì 22 giugno 2006 ore 22
(il locale, all'aperto, è un posto speciale per me che lo frequentavo da ragazzo, ma speciale lo ridiventa per tutti quanti ogni volta che ci suoniamo)
Attenzione equamente spartita tra libagioni e palco, che ha ospitato i Funky Jazz Reds, parte dei Blubaluba e altri musicanti, con jam session eterogenee (da Jimi Hendrix a Herbie Hancock, da I Feel Good a Corcovado e Mas Que Nada, per esempio).
Gli auguri avremo modo di rinnovarli giovedì sera:
se ti va l'idea, vieni anche tu al
soul funky groove&love
Osteria Garibaldi - via Longoni (strada tra Barlassina e Cogliate)
Barlassina (MI) - tel. 0362 563741
[parcheggio interno, ingresso gratuito]
>>> raggiungibile:
. dalla Statale dei Giovi (n. 35)
. dalla Superstrada Milano-Meda-Como (uscita Barlassina)
giovedì 22 giugno 2006 ore 22
(il locale, all'aperto, è un posto speciale per me che lo frequentavo da ragazzo, ma speciale lo ridiventa per tutti quanti ogni volta che ci suoniamo)
19 giugno 2006
18 giugno 2006
Senegal in Bovisa
Qualcuno ricorderà di Antonio, mio vicino di casa partito per l'Africa a dare una mano all'Associazione Les enfants d'Ornella. Qualcuno no, e allora ecco i riferimenti: #, ##, ###, ####.
Comunque sia, lunedì sera (19 giugno 2006 ore 20:30), Antonio sarà alla Biblioteca Rionale di via Baldinucci 76 a Milano per raccontare questa esperienza di solidarietà in Senegal, dove "moltissimi bambini vivono al di sotto della soglia di povertà, in condizioni igienico-sanitarie molto precarie, rischiando di morire anche per patologie semplici. Il livello di scolarità è bassissimo. È nostro dovere di solidarietà offrire una dignità maggiore a questi bambini, permettere che frequentino la scuola, destinarli a un futuro più sereno".
Già allestita presso la stessa sede e visitabile fino a venerdì 23 giugno, una mostra fotografica illustra la vita quotidiana della comunità rurale di Yenne.
Già allestita presso la stessa sede e visitabile fino a venerdì 23 giugno, una mostra fotografica illustra la vita quotidiana della comunità rurale di Yenne.
17 giugno 2006
Weltmeisterschaft
Diretta: la cosa più divertente di questa partita sono Lorenzo e il suo amichetto Diego che fanno la moviola, replicando dal vivo le azioni più rilevanti a loro insindacabile giudizio.
Esempio: fallo e ammonizione di Zambrotta.
- io sono quello che spingeva.
- no, posso farlo io?
- va bene, dai.
- ecco, arrivo di qua...
(e cadono entrambi con grande trasporto)
Esempio: fallo e ammonizione di Zambrotta.
- io sono quello che spingeva.
- no, posso farlo io?
- va bene, dai.
- ecco, arrivo di qua...
(e cadono entrambi con grande trasporto)
16 giugno 2006
Da un'altra parte
"Je voudrais m'en aller ailleurs", diceva la ragazzina mentre aspettavamo di essere serviti da sua madre, tunisina tradizionalista e DOCG come il suo couscous. Seconda generazione, residente a Lille, molto graziosa e simpatica, una sensualità precoce e un sorriso etnicamente marcato accompagnavano l'esposizione delle sue smanie adolescenziali.
Era come me ospite di Fatima, prototipo della bellissima emancipata dall'allure internazionale, una zia ancora giovane e ovvio modello di vita, per uno sguardo non allenato a cogliere ombre e malinconie tra le volute di fumo e le unghie smaltate.
Vorrei andarmene altrove, e io che avrei persin tentato di spiegarle che il mito dell'altrove non risolve le inquietudini e che l'altrove di uno è il qui di qualcun altro e se fosse stata italiana le avrei citato Vasco Rossi oppure le avrei raccontato di quelli che la sera varcano i confini provinciali perché "di là son tutte zoccole e ci stanno", scambiandosi inconsapevolmente di posto con i dirimpettai che nutrono pensieri speculari sulle loro conterranee.
Se non che, era pronto il couscous e mi dedicai a onorarlo, ripetutamente.
Era come me ospite di Fatima, prototipo della bellissima emancipata dall'allure internazionale, una zia ancora giovane e ovvio modello di vita, per uno sguardo non allenato a cogliere ombre e malinconie tra le volute di fumo e le unghie smaltate.
Vorrei andarmene altrove, e io che avrei persin tentato di spiegarle che il mito dell'altrove non risolve le inquietudini e che l'altrove di uno è il qui di qualcun altro e se fosse stata italiana le avrei citato Vasco Rossi oppure le avrei raccontato di quelli che la sera varcano i confini provinciali perché "di là son tutte zoccole e ci stanno", scambiandosi inconsapevolmente di posto con i dirimpettai che nutrono pensieri speculari sulle loro conterranee.
Se non che, era pronto il couscous e mi dedicai a onorarlo, ripetutamente.
15 giugno 2006
*
Le leggi di Murphy sui blog son belle e carine però manca quella di chi s'incazza perché gli hai linkato la ragazza.
14 giugno 2006
Dire, fare, poi forse baciare
Un ubriaco, rientrando barcollante a tarda notte invita un neocompagno di bisboccia a casa sua. "E la tua signora?" si preoccupa l'altro. "Tranquillo, amico, ha il sonno pesante." Dopo avere un bel po' zigzagato, una volta ingarrata a fatica la serratura, entrano e la visita guidata comincia: "Ecco," dice, "la mia umile, hic, dimora. Lì c'è la cucina, di qua la sala..." "Ah, bello! Quello è il mobile bar?" "Sì, ma prima ti mostro il resto: questo è il bagno, va' che bella la doccia nuova! E questa, piano eh? Questa è la camera... il lettone... sssht, guarda: quella lì è mia moglie e quello che le dorme accanto... quello sono io."
La discrepanza tra quel che sei e quel che credi, la distanza tra dove sei e dove ti vedi è proporzionale allo schermo che separa il dire e il fare, mentre frasi lanciate come un giavellotto coprono tese e tese d'intenzioni e intessono una fragile copertura a rete su un'entrata in campo annunciata dagli speaker e attesa da uno stadio vuoto, mentre parole inanellate su un filo umorale dipingono e si dipingono, tratteggiano vaghe vagheggiamenti d'illusioni e aggregano scomposti mosaici di cui chissà quali muse forse ispireranno il disegno complessivo...
Nel tragitto che porta dal dire al fare, sii guida e portatore, occhio e mano, timone e vela, respiro e passo.
Tra il dire e il fare, dicevano quelli, c'è di mezzo "e il".
Non roba da poco, considerando che a rigor di grammatica si tratta di congiunzione e determinazione.
La discrepanza tra quel che sei e quel che credi, la distanza tra dove sei e dove ti vedi è proporzionale allo schermo che separa il dire e il fare, mentre frasi lanciate come un giavellotto coprono tese e tese d'intenzioni e intessono una fragile copertura a rete su un'entrata in campo annunciata dagli speaker e attesa da uno stadio vuoto, mentre parole inanellate su un filo umorale dipingono e si dipingono, tratteggiano vaghe vagheggiamenti d'illusioni e aggregano scomposti mosaici di cui chissà quali muse forse ispireranno il disegno complessivo...
Nel tragitto che porta dal dire al fare, sii guida e portatore, occhio e mano, timone e vela, respiro e passo.
Tra il dire e il fare, dicevano quelli, c'è di mezzo "e il".
Non roba da poco, considerando che a rigor di grammatica si tratta di congiunzione e determinazione.
13 giugno 2006
Clima carezzevole
Sole caldo da tepore, brezza piacevolissima, atmosfera tranquilla.
Ho tagliato i capelli cortissimi e andando in bici l'aria mi faceva ghiri ghiri sulle tempie e sopra le orecchie.
Ho tagliato i capelli cortissimi e andando in bici l'aria mi faceva ghiri ghiri sulle tempie e sopra le orecchie.
Pantera
Le fauci aperte, spalancate per te. I muscoli in tensione, lo sguardo puntato più vicino di un balzo. La selvatica diffidenza pronta a esplodere distruttiva, potenza atta a farti in brani. Nari inquiete soffiano aggressione. Scostante, la belva pone mondi di giungle tra sé e chiunque.
Ma tu non hai paura. Tu non pensi, ti lasci andare a quel che essere deve. Ti lasci fiutare, guatare, puntare. Lieve e tranquillo, non ti aspetti alcunché. Aspetti, invece, paziente, e provi a essere te. Niente da perdere, ti godi lo spettacolo di beltà animale.
Iconiconiriche, fluttuanti parole si miscelano a sogni d'immagini. Sogni e bisogni si fondono, percezioni impossibili traversano l'etere. Sillabe eteree pulsano in vena e schizzano vita mugolante.
Le fauci aperte, spalancate per te. I muscoli in arcione, lo sguardo penetrato più profondo di un tarlo. La selvatica sapienza lesta a esplodere istruttiva, urgenza orgasmica che brami. Nari d'ariete che s'apre a percezione. Ansante, la belva gode mondi creati con te ovunque.
Ma tu non hai paura. Tu non pensi, ti lasci andare a quel che essere deve. Ti lasci fiutare, guatare, puntare. Lieve e tranquillo, non ti aspetti alcunché. Aspetti, invece, paziente, e provi a essere te. Niente da perdere, ti godi lo spettacolo di beltà animale.
Iconiconiriche, fluttuanti parole si miscelano a sogni d'immagini. Sogni e bisogni si fondono, percezioni impossibili traversano l'etere. Sillabe eteree pulsano in vena e schizzano vita mugolante.
Le fauci aperte, spalancate per te. I muscoli in arcione, lo sguardo penetrato più profondo di un tarlo. La selvatica sapienza lesta a esplodere istruttiva, urgenza orgasmica che brami. Nari d'ariete che s'apre a percezione. Ansante, la belva gode mondi creati con te ovunque.
12 giugno 2006
Antidoti
Piedi nudi sull'erba, corricchiare dietro a un pallone con i bimbi.
More di gelso colte lì per lì a tingere bocca e denti e mani.
Voci calde per ogni via: telematica, telefonica, telepatica... (grazie).
Pennichella sul prato e gli occhi si riaprono su un verde più verde che frastaglia un azzurro più azzurro.
Alberi frondosi, giganti nel venticello a coronare il pensiero che un sorriso prima o poi tornerà, torna, è già tornato.
More di gelso colte lì per lì a tingere bocca e denti e mani.
Voci calde per ogni via: telematica, telefonica, telepatica... (grazie).
Pennichella sul prato e gli occhi si riaprono su un verde più verde che frastaglia un azzurro più azzurro.
Alberi frondosi, giganti nel venticello a coronare il pensiero che un sorriso prima o poi tornerà, torna, è già tornato.
11 giugno 2006
Cose minime
Ieri sera avevo mal di testa, cosa più unica che rara per me, e sono andato a dormire.
Così il mal di testa m'è passato.
Però andando presto a dormire non ho fatto gli esercizi e stamattina patisco un po' alla schiena.
Risvegliando il corpo coi movimenti giusti so che le dolenzie passeranno.
Oggi andrò a fare un picnic al parco qua vicino, ma prima vorrei pulire un po' la casa.
Fare le pulizie significa spostare lo sporco altrove.
La testa stamane è pulita, il pulsare delle palpebre stanche svanito.
Il peso si è spostato altrove, più o meno tra stomaco e cuore.
Così il mal di testa m'è passato.
Però andando presto a dormire non ho fatto gli esercizi e stamattina patisco un po' alla schiena.
Risvegliando il corpo coi movimenti giusti so che le dolenzie passeranno.
Oggi andrò a fare un picnic al parco qua vicino, ma prima vorrei pulire un po' la casa.
Fare le pulizie significa spostare lo sporco altrove.
La testa stamane è pulita, il pulsare delle palpebre stanche svanito.
Il peso si è spostato altrove, più o meno tra stomaco e cuore.
09 giugno 2006
Un boccaglio di libertà
C'è gente che per lei ci ha rimesso la vita, dunque si può ben sacrificare un giorno di ferie già pagate per difendere la Costituzione.
Partiremo per il mare con un giorno di ritardo per votare No al referendum del 25 giugno 2006.
Partiremo per il mare con un giorno di ritardo per votare No al referendum del 25 giugno 2006.
08 giugno 2006
@ @
Una succinta documentazione fotografica e le relative didascalie riassumono la storia di due chiocciole conosciute di persona.
07 giugno 2006
Cinquemila
Tu hai già deciso a chi devolvere il 5 x 1000?
Stavo pensando ad Amnesty (codice 0303 111 05 82) oppure a Emergency (codice 971 471 101 55).
Oppure?
Stavo pensando ad Amnesty (codice 0303 111 05 82) oppure a Emergency (codice 971 471 101 55).
Oppure?
Kekule propone l'Ospedale Meyer di Firenze (codice 94080470480)
"È una di quelle realtà che funziona ma parecchio, quando posso ci vado a fare volon... ma neanche, a stare coi bimbi.
Bimbi che (sop)portano fardelli di patologie più grandi di loro."
Caporale ha già dato al Consorzio sociale Goel (codice 02228660805)
"una cooperativa nella locride che gli hanno rotto i maroni"
06 giugno 2006
Formiche da cortile
"Però," pensò, "avevo buon gusto da piccolo." Dopo vent'anni i capelli lisci neri incorniciavano lo stesso grazioso musino, degni delle stesse carezze, ma per la prima volta si accorgeva di quanto fosse bello il sottobosco dipinto negli occhi di Raffaella.
"Che roba," disse, recuperando i toni da cortile, "siamo qua tutti, come quando votavamo per decidere se giocare a pallone o fare i giri in bici." Dentro di sé invece pensava al nascondino, a quelle carezze scambiate in cantina, con l'innocenza dettata dall'ignoranza. A come l'avrebbe baciata ora, con la lingua e tutto, figli o non figli.
Ai funerali capita sempre, è la vita a volersi prendere la rivincita sulla decomposizione imminente: una scossa di essenziale, un salvacondotto di autenticità dopo la pantomima della scelta tra le bare.
Il fremito di tenerezza attraversò il midollo di lei che gli stava di fronte, lo sentì; lo volle credere. Così come volle tralasciare la banalità delle parole per riscoprire piuttosto il colore di quella voce dalla cadenza convenzionale.
Fill in the gaps, esercizio carino nelle schede d'inglese, era il nomignolo del suo solito vizio: colmare del proprio miele le altrui discontinuità, fino a connotarle d'illusorio desiderio da pulcino.
Uh, già, la banda del boschetto. Perché bisognava avere una banda, esserne il capo, come in quel libro, o in quel film, o come aveva visto fare dai compagni più grandi e smaliziati. Banda che non era vera banda, con la sua composizione mista e la tranquillità territoriale. Quanto al boschetto: una sparuta messe di fronde atte tutt'al più a occultare i ragazzini alla vedetta familiare appostata sui balconi oltre lo scavo, ove le fondamenta di una futura costruzione tardavano a rivendicare quei dislivelli oramai adibiti al ciclocross.
Tutti uniti, sempre tutti insieme. Poi le strade divergono, si moltiplicano le diramazioni. Il mondo si allarga e nessuno ancora sa di essere formica tra boschi di steli e oceani di pozzanghera, a spaziare nell'immensità di un metro quadro, viaggiando in tondo per tornare ai sotterranei capillari in cui fu larva.
In silenzio si dispiacque, ancora una volta, di averla chiamata oca fino a farla piangere, quel giorno in cui presero un gol facile mentre lei stava giocando in porta. Solo ora capiva, con vent'anni di ritardo. Solo ora in un flash coglieva il gesto amoroso di una bambina che aveva rinunciato ai giri in bici alzando la mano a favore dell'ennesima partita di pallone. In un cortile allungato tra i garage, con le porte disegnate sul muro e i tombini a segnare simmetrici il centrocampo e i dischetti del rigore. Uno ogni tre calci d'angolo, ovviamente.
"Che roba," disse, recuperando i toni da cortile, "siamo qua tutti, come quando votavamo per decidere se giocare a pallone o fare i giri in bici." Dentro di sé invece pensava al nascondino, a quelle carezze scambiate in cantina, con l'innocenza dettata dall'ignoranza. A come l'avrebbe baciata ora, con la lingua e tutto, figli o non figli.
Ai funerali capita sempre, è la vita a volersi prendere la rivincita sulla decomposizione imminente: una scossa di essenziale, un salvacondotto di autenticità dopo la pantomima della scelta tra le bare.
Il fremito di tenerezza attraversò il midollo di lei che gli stava di fronte, lo sentì; lo volle credere. Così come volle tralasciare la banalità delle parole per riscoprire piuttosto il colore di quella voce dalla cadenza convenzionale.
Fill in the gaps, esercizio carino nelle schede d'inglese, era il nomignolo del suo solito vizio: colmare del proprio miele le altrui discontinuità, fino a connotarle d'illusorio desiderio da pulcino.
Uh, già, la banda del boschetto. Perché bisognava avere una banda, esserne il capo, come in quel libro, o in quel film, o come aveva visto fare dai compagni più grandi e smaliziati. Banda che non era vera banda, con la sua composizione mista e la tranquillità territoriale. Quanto al boschetto: una sparuta messe di fronde atte tutt'al più a occultare i ragazzini alla vedetta familiare appostata sui balconi oltre lo scavo, ove le fondamenta di una futura costruzione tardavano a rivendicare quei dislivelli oramai adibiti al ciclocross.
Tutti uniti, sempre tutti insieme. Poi le strade divergono, si moltiplicano le diramazioni. Il mondo si allarga e nessuno ancora sa di essere formica tra boschi di steli e oceani di pozzanghera, a spaziare nell'immensità di un metro quadro, viaggiando in tondo per tornare ai sotterranei capillari in cui fu larva.
In silenzio si dispiacque, ancora una volta, di averla chiamata oca fino a farla piangere, quel giorno in cui presero un gol facile mentre lei stava giocando in porta. Solo ora capiva, con vent'anni di ritardo. Solo ora in un flash coglieva il gesto amoroso di una bambina che aveva rinunciato ai giri in bici alzando la mano a favore dell'ennesima partita di pallone. In un cortile allungato tra i garage, con le porte disegnate sul muro e i tombini a segnare simmetrici il centrocampo e i dischetti del rigore. Uno ogni tre calci d'angolo, ovviamente.
05 giugno 2006
Mani
Il contadino segnala un bell'articolo della Piccola Cuoca su lavoro e manualità.
Se posso, sottoscrivo. Il permesso lo devo chiedere perché in effetti rientro nella categoria imbranati se messo a confronto con certi maghi del bricolage o con gli aggiustatutto che fan sembrare facile ogni cosa, per non parlare di chi in cucina realizza opere da lasciarmi a bocca aperta ancor prima di mangiarle.
Tuttavia, il permesso lo perorerei e in verità e giustizia mi andrebbe accordato. Per la buona volontà, dimostrata in tante piccole umili azioni di domestica manovalanza. Dimostrata, ad onta della pigrizia e dell'autoconsapevolezza di un'abilità limitata, anche l'altro ieri, contribuendo a fissare a un muro irregolare un canestro regolamentare.
D'altronde, come ammoniva Kurt Vonnegut in Galapagos, il cervello umano è così grosso rispetto alle altre specie soprattutto perché deve comandare le mani. Se le teniamo inattive o le sottoutilizziamo, il gran bastardo si sfogherà entrando in circoli viziosi fino a farci impazzire di manie e frustrazioni.
Se posso, sottoscrivo. Il permesso lo devo chiedere perché in effetti rientro nella categoria imbranati se messo a confronto con certi maghi del bricolage o con gli aggiustatutto che fan sembrare facile ogni cosa, per non parlare di chi in cucina realizza opere da lasciarmi a bocca aperta ancor prima di mangiarle.
Tuttavia, il permesso lo perorerei e in verità e giustizia mi andrebbe accordato. Per la buona volontà, dimostrata in tante piccole umili azioni di domestica manovalanza. Dimostrata, ad onta della pigrizia e dell'autoconsapevolezza di un'abilità limitata, anche l'altro ieri, contribuendo a fissare a un muro irregolare un canestro regolamentare.
D'altronde, come ammoniva Kurt Vonnegut in Galapagos, il cervello umano è così grosso rispetto alle altre specie soprattutto perché deve comandare le mani. Se le teniamo inattive o le sottoutilizziamo, il gran bastardo si sfogherà entrando in circoli viziosi fino a farci impazzire di manie e frustrazioni.
02 giugno 2006
Diritti e rovesci
Evviva la Festa della Repubblica! Abbasso l'idea che l'unica rappresentazione dell'identità nazionale possano essere le Forze Armate.
60° anniversario del suffragio universale in Italia, evviva! Un po' mortificante, per la verità, il pensiero che soltanto da 60 anni le donne abbiano diritto di voto.
Giugno la porta dell'estate, uau! Però andando all'incirca in quella direzione sarà meglio portarsi un giacchetto in più.
A presto, probabilmente.
60° anniversario del suffragio universale in Italia, evviva! Un po' mortificante, per la verità, il pensiero che soltanto da 60 anni le donne abbiano diritto di voto.
Giugno la porta dell'estate, uau! Però andando all'incirca in quella direzione sarà meglio portarsi un giacchetto in più.
A presto, probabilmente.
01 giugno 2006
Giugno, che sei maturità dell'anno...
E con le messi che hai fra le tue mani ci porti il tuo tesoro,
con le tue spighe doni all'uomo il pane,
alle femmine l'oro, alle femmine l'oro...
Tutto da dimostrare, per carità, sono solo parole, ma è probabile, assai, che in questo mese cadrà un solstizio, addirittura.
L'oro alcune femmine intanto ce lo regalano, almeno credo, visto che per ora lo dico sulla fiducia, ma è fiducia piena, avendo scorso l'elenco delle partecipanti ai Monologhi della Varechina.
,, , ,,,, ,,,
(avevo ancora una manciata di virgole)
con le tue spighe doni all'uomo il pane,
alle femmine l'oro, alle femmine l'oro...
Tutto da dimostrare, per carità, sono solo parole, ma è probabile, assai, che in questo mese cadrà un solstizio, addirittura.
L'oro alcune femmine intanto ce lo regalano, almeno credo, visto che per ora lo dico sulla fiducia, ma è fiducia piena, avendo scorso l'elenco delle partecipanti ai Monologhi della Varechina.
,, , ,,,, ,,,
(avevo ancora una manciata di virgole)
31 maggio 2006
Specchio che non riflette
Perché la vita intreccia i sensi ai senza, l'urlo alla lirica,
l'amaro al mare, e mescola tutto con amore.
[da Controcanto]
Occhi e cocchi, quadriglie alate di meraviglia e paragoni tra lo spirito di agglomerati diversi, no, uguali, in scala quasi, fatte salve le reciproche specificità. Vegetazione che s'impone, stupenda, bruttezza inesistente o trascurabile, perfino mentre il cielo minaccia lacrime a replicare le tue. Palazzi e mezzi, alture e dislivelli, l'aria che non è mai fastidio, e binari. Binari e stazioni. Tuffo bicromo al cuore.
Colloqui senza eloquio, bozze, domande e risposte rimaste in gesti e sguardi, rimandate alla prova del reale, fuori dalla bolla di facile magia. De Andrè alla radio più vivo che mai ora e attuale. Bellezza prona a rimare con l'Incerto, Malinconia ad assonare con Dilemma. Non così insegna il sorriso, il luccichio dal cuore dei sogni che è e dev'essere il tuo.
Dolci gli occhi che parlano nel trasporto degli effluvi sotto l'istesso cielo, uguale, no, diverso, di lontane parole vere calde irrinunciabili. Di altre movenze nello spazio vivente. I colori si fondono e ti confondono, ma lo specchio che non riflette non è nemmeno il tuo, scemo.
30 maggio 2006
28 maggio 2006
6 e 113
Sono gli anni e i centimetri di Lorenzo, oggi. Pomeriggio di festeggiamenti scatenati per i piccini, piacevoli chiacchierate per gli altri. Stamattina invece, tra abbracci e risate, era stata tutto un giubilo l'apertura di regalini familiari, piccolissimi pensierini ma su misura. Poi, mentre giocava coi suoi adorati Gormiti, me lo sono guardato e accarezzato. Bello.
Memoria di pazziate incrociate
Da qualche anno sta con un piede nel web e uno in montagna, con una mano a cliccare sul mouse e l'altra a far cigolare il portone d'un castello.
Dopo esserci incrociati nei commenti di blog e aver condiviso brandelli di memoria e immaginazione, ci trovammo a brindare in feste rodeanti, già presagendo pazziate tra bastioni merlati, di cui poi saremmo andati a parlare in riva al mare.
Ora Davide merita l'ennesimo applauso per avere proseguito il cammino moltiplicando gli intrecci e raffinando gli sviluppi, con questo bel progetto che ancora una volta fungerà da ponte tra rete e realtà locale.
Dopo esserci incrociati nei commenti di blog e aver condiviso brandelli di memoria e immaginazione, ci trovammo a brindare in feste rodeanti, già presagendo pazziate tra bastioni merlati, di cui poi saremmo andati a parlare in riva al mare.
Ora Davide merita l'ennesimo applauso per avere proseguito il cammino moltiplicando gli intrecci e raffinando gli sviluppi, con questo bel progetto che ancora una volta fungerà da ponte tra rete e realtà locale.
27 maggio 2006
Pronti per l'urna
Auspicando il voto per Ferrante, Babsi scrive un bellissimo pezzo su Milano, da milanese.
Io che milanese son solo d'adozione appoggio la mozione e sosterrò Ferrante con Rifondazione.
A conti fatti, la Brichetto Letizia si meriterebbe un vaffanculo e basta, ma civilmente mi limito a dirle: sciò, pussa via, avete già fatto abbastanza danni.
Pronti per l'urna, ma non inceneriti.
Io che milanese son solo d'adozione appoggio la mozione e sosterrò Ferrante con Rifondazione.
A conti fatti, la Brichetto Letizia si meriterebbe un vaffanculo e basta, ma civilmente mi limito a dirle: sciò, pussa via, avete già fatto abbastanza danni.
Pronti per l'urna, ma non inceneriti.
26 maggio 2006
One fine day in pota-town
Anda, vai dove, randa! Ma tu vai, che la stella ti bacia in fronte, fonte bella, s'cet, sempre presente, sente dove sei, sem chi, vai tranqui, arriva in treno e trova l'auto e l'autista che cova il gesto gentile, sobrio ed ebbro d'umanità.
Oooh, e poi scopro che il Servizio pota-inclusive per i ciuccianebbia sperduti comprende pure tutto un abbraccio di parole alate e in fretta spiumano sul raccontare che s'invola in territorio di scambio, comprensione e crescita.
Senza contare il gadget, lo scrittomisto di Effe, condito da un biglietto dell'atb-system per dopo come segnalibro, un tocco di cura previdente che se non fossimo omaccioni supervirili stilewestern sarebbe da commozione.
Grazie, Mike: sei stato un angelo (il biglietto ce l'ho ancora intonso, dunque tornerò).
P.S.: ti farò contattare da una tipa che vuole sapere tutto sul cammino di Santiago, quello vero delle tue piote di Pota!
Oooh, e poi scopro che il Servizio pota-inclusive per i ciuccianebbia sperduti comprende pure tutto un abbraccio di parole alate e in fretta spiumano sul raccontare che s'invola in territorio di scambio, comprensione e crescita.
Senza contare il gadget, lo scrittomisto di Effe, condito da un biglietto dell'atb-system per dopo come segnalibro, un tocco di cura previdente che se non fossimo omaccioni supervirili stilewestern sarebbe da commozione.
Grazie, Mike: sei stato un angelo (il biglietto ce l'ho ancora intonso, dunque tornerò).
P.S.: ti farò contattare da una tipa che vuole sapere tutto sul cammino di Santiago, quello vero delle tue piote di Pota!
25 maggio 2006
Ebbene sì
Sarà perché, come diceva Darko, ascolto radio che mi raccontano la top ten maghrebina o mi aggiornano sulle new entry dei Carpazi mentre snobbano il mainstream, ma io certi tormentoni non li subisco se non molto di riflesso.
Sarà per questo che non mi capitò di nausearmi all'ascolto di quel pezzo là, quello che considerai non già una banalità sdolcinata e ributtante, ma un inno alla semplicità, puro e semplice, pura e semplice.
Sarà che c'erano delle strisciate sui bassi, delle strusciate profonde in quella voce inaspettatamente sensuale, come fummo felici di notare all'unisono, reciprocamente confortati, io e un mio amico per la pelle dai gusti per solito parecchio difficili.
Sarà che il girotondo melodico pronto a risbucare sul ritornello mi seduceva con la potenza di una caramella per un bambino, sarà che il ritornello stesso, ascoltato a dovere e non storpiato per noia o incuria da suoneria, secondo me era proprio bello.
Sarà che per una volta, dopo un'adolescenza da rockettaro duro e puro e incazzato e intransigente e stupido, non mi ero voluto lasciar fagocitare dai pregiudizi.
Sarà per tutto questo o altro, non so, ma Tre parole cantata da Valeria Rossi oggi l'ho beccata in un video del 2001 e mi è ripiaciuta.
Sarà per questo che non mi capitò di nausearmi all'ascolto di quel pezzo là, quello che considerai non già una banalità sdolcinata e ributtante, ma un inno alla semplicità, puro e semplice, pura e semplice.
Sarà che c'erano delle strisciate sui bassi, delle strusciate profonde in quella voce inaspettatamente sensuale, come fummo felici di notare all'unisono, reciprocamente confortati, io e un mio amico per la pelle dai gusti per solito parecchio difficili.
Sarà che il girotondo melodico pronto a risbucare sul ritornello mi seduceva con la potenza di una caramella per un bambino, sarà che il ritornello stesso, ascoltato a dovere e non storpiato per noia o incuria da suoneria, secondo me era proprio bello.
Sarà che per una volta, dopo un'adolescenza da rockettaro duro e puro e incazzato e intransigente e stupido, non mi ero voluto lasciar fagocitare dai pregiudizi.
Sarà per tutto questo o altro, non so, ma Tre parole cantata da Valeria Rossi oggi l'ho beccata in un video del 2001 e mi è ripiaciuta.
24 maggio 2006
Got a light, love?
"Scusi, ha da accendermi?"
"Sì, ecco... ma dov'è la sigaretta?"
"Non fumo, io. Cioè, solo se vale la pena. Un tiretto ogni tanto, anche perché la pigrizia mi ha salvato dal deboscio, nel senso che non avendo mai saputo o voluto imparare a rollare, ho rarefatto il consumo di canne fino alla pura eccezione."
"E allora perché mi ha chiesto da accendere? L'ennesimo trucchetto per attaccar bottone..."
"Accendermi, ho detto."
"È arrivata la Torcia umana, è arrivata."
"Se troviamo gli altri due saremo Fantastici, tutti insieme."
"Anche lei... anche tu leggevi i fumetti Marvel o dici così per via del grande schermo?"
"Fumetti, quelli originali. Avevo la serie completa, compresi gli arretrati esauriti, grazie al padre di un amico che aveva saccheggiato direttamente il magazzino dell'editore. Ci avevo speso tutti i risparmi della fanciullezza."
"Tanto ci tenevi!"
"Sì, mi facevano impazzire. In realtà, però, quando li avevo ordinati immaginavo di riuscire a reperirne una decina, non quasi un centinaio tra le varie serie che facevano capo a tutti quei supereroi con superproblemi."
"Dunque le cose erano andate oltre i tuoi desideri."
"In effetti, sì. Ma non potevo né intesi mai pentirmi di tutto ciò."
"E poi?"
"E poi percorsi l'abbondante godimento di leggermeli e rileggermeli tutti quanti, per qualche anno."
"Li hai ancora, ovviamente..."
"No, a un certo punto decidemmo di fare spazio in casa e li svendetti a un edicolante ingordo che approfittò della mia scarsa dimestichezza con la contrattazione e con la lungimiranza."
"Un collezionista non avrebbe mai commesso un errore del genere."
"Collezionista non lo sono, sebbene qualcuno lo creda."
"Cosa vuoi dire?"
"Che se hai da accendermi, brucerò per te soltanto."
"Sì, ecco... ma dov'è la sigaretta?"
"Non fumo, io. Cioè, solo se vale la pena. Un tiretto ogni tanto, anche perché la pigrizia mi ha salvato dal deboscio, nel senso che non avendo mai saputo o voluto imparare a rollare, ho rarefatto il consumo di canne fino alla pura eccezione."
"E allora perché mi ha chiesto da accendere? L'ennesimo trucchetto per attaccar bottone..."
"Accendermi, ho detto."
"È arrivata la Torcia umana, è arrivata."
"Se troviamo gli altri due saremo Fantastici, tutti insieme."
"Anche lei... anche tu leggevi i fumetti Marvel o dici così per via del grande schermo?"
"Fumetti, quelli originali. Avevo la serie completa, compresi gli arretrati esauriti, grazie al padre di un amico che aveva saccheggiato direttamente il magazzino dell'editore. Ci avevo speso tutti i risparmi della fanciullezza."
"Tanto ci tenevi!"
"Sì, mi facevano impazzire. In realtà, però, quando li avevo ordinati immaginavo di riuscire a reperirne una decina, non quasi un centinaio tra le varie serie che facevano capo a tutti quei supereroi con superproblemi."
"Dunque le cose erano andate oltre i tuoi desideri."
"In effetti, sì. Ma non potevo né intesi mai pentirmi di tutto ciò."
"E poi?"
"E poi percorsi l'abbondante godimento di leggermeli e rileggermeli tutti quanti, per qualche anno."
"Li hai ancora, ovviamente..."
"No, a un certo punto decidemmo di fare spazio in casa e li svendetti a un edicolante ingordo che approfittò della mia scarsa dimestichezza con la contrattazione e con la lungimiranza."
"Un collezionista non avrebbe mai commesso un errore del genere."
"Collezionista non lo sono, sebbene qualcuno lo creda."
"Cosa vuoi dire?"
"Che se hai da accendermi, brucerò per te soltanto."
23 maggio 2006
The Replacements
Ieri ho riesumato una vecchia cassetta e mi sono ascoltato questo gruppo della prima metà degli anni '80. L'album s'intitola Let it be, e al contrario di quanto potrebbe lasciar supporre il titolo, brilla per l'originalità degli accostamenti. Tuttora interessante e di piacevole ascolto, la band riesce a imprimere un proprio marchio sebbene i pezzi si differenzino molto per stile e approccio, coniugando energia post-punk e melodia beat, schitarrate rock e ballate, devianze hard-core e confidenzialità pianistica.
Alcuni di questi brani, poi, risvegliano nostalgie che credevo sopite o superate. Giungono a suscitare non già la voglia di tornare indietro, ma un senso di vaghezza nella quale il cuore o chi per lui si trova a fluttuare senza guinzaglio e senza bersaglio.
Succede, con le vibrazioni che arrivano a toccare corde nascoste o pizzicate di rado. Succede, può succedere attraverso diverse esperienze sensoriali, ma se altrove puoi ergere barriere, con la musica è impossibile. La musica ti frega sempre.
Alcuni di questi brani, poi, risvegliano nostalgie che credevo sopite o superate. Giungono a suscitare non già la voglia di tornare indietro, ma un senso di vaghezza nella quale il cuore o chi per lui si trova a fluttuare senza guinzaglio e senza bersaglio.
Succede, con le vibrazioni che arrivano a toccare corde nascoste o pizzicate di rado. Succede, può succedere attraverso diverse esperienze sensoriali, ma se altrove puoi ergere barriere, con la musica è impossibile. La musica ti frega sempre.
19 maggio 2006
Sparpagliato
L'aggettivo costituisce una traduzione possibile e abbastanza soddisfacente di scattered (vocabolo incamerato da un ascolto dei Rolling Stones). Posso dirlo perché in un certo senso (o anche in diversi sensi, massimo sette o otto, però) è così che mi sento.
Sarà per quello che ieri e ieri l'altro ho lasciato in giro solo parole altrove? Parole mie e di altri, su Lettere in rete, CuT'n'PaStE, Maltusiani&C.
Per fortuna la musica mi fa riprendere e un po' ricentrare, riconducendo lo sguardo e il palpito al momento presente e circostante, l'attenzione del sé ai vari strati che lo compongono (come la storia delle cipolle di Shrek). E di questo devo e voglio ringraziare chi c'era ieri sera, sul palco e in sala. Il sorriso del pensiero, comunque, raggiunge pure chi si è fatto sentire, a voce o per iscritto, anche al di là di.
Quanto alla scaletta, il repertorio consolidato si è arricchito di Going Back To Miami, in cui abbiamo parlato dell'amore pendolare con l'intimo augurio che per gli interessati possa trasformarsi presto in un I Feel Good (succede, posso testimoniarlo).
A Jacopo abbiamo dedicato uno dei pezzi che ci piacciono di più in assoluto. A Rillo ed Eva il terzo applauso.
Errata corrige: quella degli Stones in realtà era Shattered, da Some Girls. Peraltro, il campo semantico dei due aggettivi presenta una sovrapposizione, giustificata dalla comune etimologia.
Sarà per quello che ieri e ieri l'altro ho lasciato in giro solo parole altrove? Parole mie e di altri, su Lettere in rete, CuT'n'PaStE, Maltusiani&C.
Per fortuna la musica mi fa riprendere e un po' ricentrare, riconducendo lo sguardo e il palpito al momento presente e circostante, l'attenzione del sé ai vari strati che lo compongono (come la storia delle cipolle di Shrek). E di questo devo e voglio ringraziare chi c'era ieri sera, sul palco e in sala. Il sorriso del pensiero, comunque, raggiunge pure chi si è fatto sentire, a voce o per iscritto, anche al di là di.
Quanto alla scaletta, il repertorio consolidato si è arricchito di Going Back To Miami, in cui abbiamo parlato dell'amore pendolare con l'intimo augurio che per gli interessati possa trasformarsi presto in un I Feel Good (succede, posso testimoniarlo).
A Jacopo abbiamo dedicato uno dei pezzi che ci piacciono di più in assoluto. A Rillo ed Eva il terzo applauso.
Errata corrige: quella degli Stones in realtà era Shattered, da Some Girls. Peraltro, il campo semantico dei due aggettivi presenta una sovrapposizione, giustificata dalla comune etimologia.
16 maggio 2006
Zoiba
Ti racconteremo di quella che aveva il cuore grande come una balena, di quell'altra che se la faceva col figlio del predicatore, ti spiegheremo come sia duro a volte l'amore e di quanto sia messo in dubbio, ma ti rassicureremo e faremo star bene, perfino mentre pensi a quando ti si spezzarono le catene del cuore. Ti daremo la chiave dell'anima, ti faremo sentire a casa, faremo spazio ai tuoi desideri e, toccando ferro, tutti saranno perfettamente a proprio agio.(*)
giovedì 18 maggio 2006, ore 22:00

in concerto
@

Via Tucidide, 56 - 20134 Milano
tel. 02 70006486 / cell. 348 9559626
(*) come per esempio si sente dire in:
Minnie The Moocher, Son Of A Preacher Man, Hard To Handle, Do You Love Me, Out Of Sight, Hold On I'm Coming, I Feel Good, I Heard It Through The Grapevine, Chain Of Fools; Soul Man, Sweet Home Chicago, I Wish, Knock On Wood, Gimme Some Lovin'...
- Sul palco troverai:
/ voci: Zu, Elisa / fiati: Ivan (tromba), Mauro (sax tenore), Max (sax contralto) / tastiere: Stefano --- chitarra: Matteo / basso: Cristiano --- batteria: Roberto
Blubaluba: questa mi suona bene.
in concerto
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Via Tucidide, 56 - 20134 Milano
tel. 02 70006486 / cell. 348 9559626
(*) come per esempio si sente dire in:
Minnie The Moocher, Son Of A Preacher Man, Hard To Handle, Do You Love Me, Out Of Sight, Hold On I'm Coming, I Feel Good, I Heard It Through The Grapevine, Chain Of Fools; Soul Man, Sweet Home Chicago, I Wish, Knock On Wood, Gimme Some Lovin'...
- Sul palco troverai:
Blubaluba: questa mi suona bene.
15 maggio 2006
Rituali
Parecchio tempo addietro, una certa penna stilografica non riusciva a sfondare sul mercato e gli esperti non si capacitavano del motivo, finché non si resero conto che dipendeva da un particolare trascurato: siccome il cappuccio non faceva "clic", l'utilizzatore non si sentiva mai sicuro di averla chiusa per bene.
Dev'essere proprio vero che ne abbiamo bisogno, che non possiamo fare a meno dei gesti simbolici deputati a suggellare la compiutezza di un evento o varare l'avvio di un mutamento.
Esistono quelli scaramantici (non essere superstiziosi porta sfiga, ricordalo), più o meno palesati, ma anche le piccole manie che obbligano a compiere una serie di azioni razionalmente ingiustificate senza le quali verrà a mancare il senso di completamento. Lo stesso avviene sul piano verbale, per esempio con le superflue chiose "A posto così?" rilasciate al termine di un'operazione presso un qualsiasi sportello. In tutti i casi pare evidente la valenza funzionale: attenuare la tensione, domare l'ansia.
Poi, forse, si tocca un altro punto: ha a che fare con le bandierine da piantare, il territorio da marcare, il possesso di cui assicurarsi. A questi insiemi, temo, attiene almeno in parte il rito di fine lettura: chiuso un libro, se è mio e non preso in prestito, annoto sul frontespizio la data; da parecchi anni, in ogni caso copio l'inizio per mandarlo all'Incipitario; negli ultimi tempi, qualche volta ne scrivo due righe da raccogliere in Letture e riletture*, come ho fatto l'altro giorno per Mastruzzi indaga di Pino Cacucci, una serie di raccontini che mi fecero compagnia in treno tra un sonnellino un panino e una telefonata.
* dall'agosto 2002, l'invito aperto a tutti è quello di uno spazio pensato per chi dopo ogni lettura desidera condividere le proprie impressioni o le proprie emozioni. Scrivimi e le pubblicherò.
Dev'essere proprio vero che ne abbiamo bisogno, che non possiamo fare a meno dei gesti simbolici deputati a suggellare la compiutezza di un evento o varare l'avvio di un mutamento.
Esistono quelli scaramantici (non essere superstiziosi porta sfiga, ricordalo), più o meno palesati, ma anche le piccole manie che obbligano a compiere una serie di azioni razionalmente ingiustificate senza le quali verrà a mancare il senso di completamento. Lo stesso avviene sul piano verbale, per esempio con le superflue chiose "A posto così?" rilasciate al termine di un'operazione presso un qualsiasi sportello. In tutti i casi pare evidente la valenza funzionale: attenuare la tensione, domare l'ansia.
Poi, forse, si tocca un altro punto: ha a che fare con le bandierine da piantare, il territorio da marcare, il possesso di cui assicurarsi. A questi insiemi, temo, attiene almeno in parte il rito di fine lettura: chiuso un libro, se è mio e non preso in prestito, annoto sul frontespizio la data; da parecchi anni, in ogni caso copio l'inizio per mandarlo all'Incipitario; negli ultimi tempi, qualche volta ne scrivo due righe da raccogliere in Letture e riletture*, come ho fatto l'altro giorno per Mastruzzi indaga di Pino Cacucci, una serie di raccontini che mi fecero compagnia in treno tra un sonnellino un panino e una telefonata.
* dall'agosto 2002, l'invito aperto a tutti è quello di uno spazio pensato per chi dopo ogni lettura desidera condividere le proprie impressioni o le proprie emozioni. Scrivimi e le pubblicherò.
Riassunti di Strada
Mentre si esprimevano anche Aladin e Copiascolla, seguivo in giro il gioioso proliferare di resoconti e commenti a parole e immagini sulle declinazioni della giornata nelle varie località, trovando più o meno gli stessi entusiasmi, analoghe soddisfazioni, identico stupore positivo nel constatare la reale possibilità di fare.
Più e più voci, inoltre, rilanciano con richieste di bis, ulteriori sviluppi e abbracci verbali.
Da queste parti, per esempio, si è fatta sentire Antonia nei commenti:
Beh, se qualcuno avesse in serbo altre energie da devolvere all'opera, non sarei contrario a unirmi ai suoi sforzi...
Più e più voci, inoltre, rilanciano con richieste di bis, ulteriori sviluppi e abbracci verbali.
Da queste parti, per esempio, si è fatta sentire Antonia nei commenti:
Ciao scusa ma ho saputo oggi di questa bellissima iniziativa delle scritture di strada e per giunta da mia sorella che vive a Londra e io vivo in Bovisa, proprio in via mercantini. E' successo perchè non c'ero però perchè non avete lasciato traccia in quel del quartiere? Avete pensato di lasciare queste scritture appese nel quartiere? Mi avrebbe riempito il cuore trovare le parole delle persone che incontro ogni giorno ad invadere i muri della piazza, la renderebbe viva. Il sito è bellissimo ma purtroppo non da tutti consultabile, l'idea grandiosa, vi prego invadeteci la città! E poi è proprio di quella vita lì che si scrive, si ragiona, si dipinge e si urla giusto?
Grazie e spero a presto ancora su quell'angolo
Antonia
Beh, se qualcuno avesse in serbo altre energie da devolvere all'opera, non sarei contrario a unirmi ai suoi sforzi...
13 maggio 2006
Sguardo guardo guado
Scrivere il suo nome sull'argilla dei mattoni freschi non gli sembrava stupido, al momento. Era una delle tante cose fatte senza minimamente pensare alle conseguenze: interi muri battezzati Tania che solo l'intonaco avrebbe saputo proteggere da occhiate indiscrete.
A scatti il filo d'acciaio scendeva a tagliare la materia prima. Con movimenti veloci un ragazzo impilava l'ennesima grata in legno, mentre gli altri due inforcavano i forati ancora umidi e ve li poggiavano. Semilavorati pronti ad accogliere l'alfabetico vagheggiare, prima che il carrello pieno si avviasse al sole e infine alle fornaci.
Come un flashback a colori - e che colori! biondazzurro favola, zucchero di bambola - di scena ripresa da più angoli, i gesti e le parole dell'istante irreversibile si eternavano nel racconto masticato insieme a pane e mortadella. Era stato detto e confermato: in mezzo a tutti quanti, una specie di festa in una casa libera, tra conversazioni e risa, il capo che ruota e rimbalza indietro a molla, stile cartoon, occhiata sbalordita alla vista di una figura stile fumetto, sguardo da colpo di fulmine - o ebete, a seconda della condiscendenza descrittiva, bocca spalancata in una sola domanda: "E tu chi sei?"
Poi non osò nient'altro. Lasciato il capoluogo, il cuore volava ma la ragione era tornata in valle. Figurati, immaginati tu se posso aspirare a tanto. E comunque, lei è là e io sono bloccato qui. La rassegnazione non smorzava però le fantasticherie, espresse anche ad alta voce una volta fermate le macchine.
Ci volle la saggezza da barchetta di giornale, la semplicità da primitivo parasole, per riportare sulla terra e nel concreto gli arzigogoli fatti di parole e ipotesi anziché di tocchi ed epidermide. Furono le poche frasi scandite e tagliate nette come l'argilla in uscita dagli stampi. Furono quelle a convincerlo che la figlia del boss era una ragazza come le altre, che lui era pur sempre un essere umano, che la risposta di lei era nel brillio degli occhi, l'iride incantato e la pupilla che dice ti ho visto davvero e sono già tua perché mi hai guardato veramente.
Prese coraggio, tornò a trovarla. Difficile però andare oltre il primo approccio: impossibile incontrarla a tu per tu, una strana atmosfera da vorrei ma non posso, non posso nemmeno parlare ora.
Tornò in valle grattandosi la capoccia e i mattoni freschi, sui quali adesso vergava anche esplicite dichiarazioni imperiture, e in effetti immortalate ai mille gradi della cottura. Immortalate e consegnate a una certa impresa edile, che coincidenza, proprio quella là.
Interi muri battezzati Tania che solo l'intonaco avrebbe saputo proteggere da occhiate indiscrete. Prima che ciò avvenisse, però, i muratori avevano visto e capito. Riferirono, i vigliacchi. Risultato: collegio all'estero, località ignota, nessun contatto. Nemmeno un addio. Un messaggio invece sì: sotto forma di massaggio, a opera di callosi dipendenti del boss, giusto per dare una lezioncina al ragazzo.
Allo specchio, la conta delle rughe non supera quella dei peli bianchi, i muscoli di solito reggono il sorriso nonostante tutto. Di solito, ma oggi no, oggi il viso deforma urla mute e gemiti tardivi, e per il motivo sbagliato: un giornale di provincia che racconta di scandali, droga e morte. Provi a trattenerlo, ma il ricordo che dormiva dentro esplode da sé, quella conclusione inappellabile bisogna gridarla. L'hai capito, perché dunque taci? Scava, dimmelo, perché? Se la voce si strozza di silenzio è colpa del cordone ombelicale arravogliato attorno al collo finché forcipe non ti richiami, dice. Da un buio rassicurante che non vuoi abbandonare a quello dell'ignoto di cui, potendo, rimandi sine die l'esplorazione, la vita scorre perfino mentre non la stai vivendo. Mentre stai al guado, dice. E sullo specchio con le dita scrive.
A scatti il filo d'acciaio scendeva a tagliare la materia prima. Con movimenti veloci un ragazzo impilava l'ennesima grata in legno, mentre gli altri due inforcavano i forati ancora umidi e ve li poggiavano. Semilavorati pronti ad accogliere l'alfabetico vagheggiare, prima che il carrello pieno si avviasse al sole e infine alle fornaci.
Come un flashback a colori - e che colori! biondazzurro favola, zucchero di bambola - di scena ripresa da più angoli, i gesti e le parole dell'istante irreversibile si eternavano nel racconto masticato insieme a pane e mortadella. Era stato detto e confermato: in mezzo a tutti quanti, una specie di festa in una casa libera, tra conversazioni e risa, il capo che ruota e rimbalza indietro a molla, stile cartoon, occhiata sbalordita alla vista di una figura stile fumetto, sguardo da colpo di fulmine - o ebete, a seconda della condiscendenza descrittiva, bocca spalancata in una sola domanda: "E tu chi sei?"
Poi non osò nient'altro. Lasciato il capoluogo, il cuore volava ma la ragione era tornata in valle. Figurati, immaginati tu se posso aspirare a tanto. E comunque, lei è là e io sono bloccato qui. La rassegnazione non smorzava però le fantasticherie, espresse anche ad alta voce una volta fermate le macchine.
Ci volle la saggezza da barchetta di giornale, la semplicità da primitivo parasole, per riportare sulla terra e nel concreto gli arzigogoli fatti di parole e ipotesi anziché di tocchi ed epidermide. Furono le poche frasi scandite e tagliate nette come l'argilla in uscita dagli stampi. Furono quelle a convincerlo che la figlia del boss era una ragazza come le altre, che lui era pur sempre un essere umano, che la risposta di lei era nel brillio degli occhi, l'iride incantato e la pupilla che dice ti ho visto davvero e sono già tua perché mi hai guardato veramente.
Prese coraggio, tornò a trovarla. Difficile però andare oltre il primo approccio: impossibile incontrarla a tu per tu, una strana atmosfera da vorrei ma non posso, non posso nemmeno parlare ora.
Tornò in valle grattandosi la capoccia e i mattoni freschi, sui quali adesso vergava anche esplicite dichiarazioni imperiture, e in effetti immortalate ai mille gradi della cottura. Immortalate e consegnate a una certa impresa edile, che coincidenza, proprio quella là.
Interi muri battezzati Tania che solo l'intonaco avrebbe saputo proteggere da occhiate indiscrete. Prima che ciò avvenisse, però, i muratori avevano visto e capito. Riferirono, i vigliacchi. Risultato: collegio all'estero, località ignota, nessun contatto. Nemmeno un addio. Un messaggio invece sì: sotto forma di massaggio, a opera di callosi dipendenti del boss, giusto per dare una lezioncina al ragazzo.
Allo specchio, la conta delle rughe non supera quella dei peli bianchi, i muscoli di solito reggono il sorriso nonostante tutto. Di solito, ma oggi no, oggi il viso deforma urla mute e gemiti tardivi, e per il motivo sbagliato: un giornale di provincia che racconta di scandali, droga e morte. Provi a trattenerlo, ma il ricordo che dormiva dentro esplode da sé, quella conclusione inappellabile bisogna gridarla. L'hai capito, perché dunque taci? Scava, dimmelo, perché? Se la voce si strozza di silenzio è colpa del cordone ombelicale arravogliato attorno al collo finché forcipe non ti richiami, dice. Da un buio rassicurante che non vuoi abbandonare a quello dell'ignoto di cui, potendo, rimandi sine die l'esplorazione, la vita scorre perfino mentre non la stai vivendo. Mentre stai al guado, dice. E sullo specchio con le dita scrive.
12 maggio 2006
Fino che Alzheimer non ci separi
Per me, lo dico, si ispira a Lester Young. Quando nel sax soffia a basso volume, riempiendo le curve d'ottone di sottintesi, la voce pastosa e non impastata si declina in espressioni fatte di memoria. Si vede che gli ascolti sono densi e molti, si vede che i lustri non sono scivolati via insapori. Anzi, più che si vede, si sente.
Sembrerà forse esagerato questo panegirico, ma è quanto ho percepito l'altra sera al Filodrammatici, quando Vittorio Castelli e i suoi hanno fatto da interpunzione a Woody Allen Café, spettacolo d'atmosfera e battute costruito sui testi dell'umorista dalla nevrosi più illuminante degli scorsi decenni.
L'ho aspettato, alla fine, per ricordargli di quando girava per la Brianza a spiegare con parole ed esempi che cosa fosse lo swing (dacché, si sa, è invece vietato chiedere che cosa sia il jazz). Sorpreso io stesso che da allora siano passati 26 anni (ma è noto che in me i ricordi continuano a vivere e che nessuno, tranne il tizio del titolo, potrà portarmeli via).
Sembrerà forse esagerato questo panegirico, ma è quanto ho percepito l'altra sera al Filodrammatici, quando Vittorio Castelli e i suoi hanno fatto da interpunzione a Woody Allen Café, spettacolo d'atmosfera e battute costruito sui testi dell'umorista dalla nevrosi più illuminante degli scorsi decenni.
L'ho aspettato, alla fine, per ricordargli di quando girava per la Brianza a spiegare con parole ed esempi che cosa fosse lo swing (dacché, si sa, è invece vietato chiedere che cosa sia il jazz). Sorpreso io stesso che da allora siano passati 26 anni (ma è noto che in me i ricordi continuano a vivere e che nessuno, tranne il tizio del titolo, potrà portarmeli via).
11 maggio 2006
Migliorismo
Con Napolitano massima carica dello Stato, finalmente porteremo i cavalli ad abbeverarsi a San Pietro, ma con la cannuccia.
10 maggio 2006
Libertango
Un modo di ascoltare che è come far l'amore (che in fondo, per essere completo, parte proprio dall'ascoltare).
Albamarina per Lessico da amare.
Albamarina per Lessico da amare.
Annottamento
Altre impressioni espresse da Stefano, Irene, Su.
"E le tue?", mi chiedono.
Impressioni? Mi avete impressionato, sì!
Collaborazione, disponibilità, iniziativa, presenza, entusiasmo.
Bello constatare quanto sia vero che nella vita basta far scoccare una scintilla e poi tutto procede da sé.
Mezzi di fortuna, organizzazione ridotta al minimo e all'ultimo minuto, spazio all'improvvisazione condita dall'ispirazione esatta, proprio quella che serve per mettersi in contatto con una realtà non sempre facile, adusa a farsi muro di gomma e che invece piano piano si sbriciola in sorrisi, confidenza, reciproco avvicinamento.
Bella giornata davvero, di quelle che ti lasciano nelle membra stanchezza, ma sana, intrecciata alla soddisfazione per quel che s'è fatto.
Perfetta è stata poi la decompressione serale, anche grazie alle letture condivise: mi ha evitato l'effetto "piccola morte" che si annida, pronta a mordere a tradimento, dietro ogni metaforico orgasmo.
"E le tue?", mi chiedono.
Impressioni? Mi avete impressionato, sì!
Collaborazione, disponibilità, iniziativa, presenza, entusiasmo.
Bello constatare quanto sia vero che nella vita basta far scoccare una scintilla e poi tutto procede da sé.
Mezzi di fortuna, organizzazione ridotta al minimo e all'ultimo minuto, spazio all'improvvisazione condita dall'ispirazione esatta, proprio quella che serve per mettersi in contatto con una realtà non sempre facile, adusa a farsi muro di gomma e che invece piano piano si sbriciola in sorrisi, confidenza, reciproco avvicinamento.
Bella giornata davvero, di quelle che ti lasciano nelle membra stanchezza, ma sana, intrecciata alla soddisfazione per quel che s'è fatto.
Perfetta è stata poi la decompressione serale, anche grazie alle letture condivise: mi ha evitato l'effetto "piccola morte" che si annida, pronta a mordere a tradimento, dietro ogni metaforico orgasmo.
08 maggio 2006
Confetture di Strada
Scritture di Strada sezione Milano Bovisa: prime impressioni a caldo e prime foto (nel gruppo creato su Flickr da Aladin possono caricare immagini tutti gli anfitrioni di strada del 7 maggio 2006).
06 maggio 2006
Scritture della Sera
Grazie ad Alessandro Beretta, le Scritture di Strada sezione Bovisa sono menzionate nelle pagine locali del Corriere della Sera (a pagina 15).
Da lì vengo a sapere di azioni e iniziative che nel nostro piccolo non avevamo previsto, ma cui nel caso assisteremo con interesse e ammirazione pronti a sfociare in sostegno e partecipazione.
(qualcuno magari può provvedere ad acquisire l'articolo in forma digitale? A scannerizzare, insomma)
Da lì vengo a sapere di azioni e iniziative che nel nostro piccolo non avevamo previsto, ma cui nel caso assisteremo con interesse e ammirazione pronti a sfociare in sostegno e partecipazione.
(qualcuno magari può provvedere ad acquisire l'articolo in forma digitale? A scannerizzare, insomma)
10 pezzi
Babsi offre un gustoso aneddoto contestualizzato in cambio di un elenco di pezzi "rock" (in senso ampio) degli anni '60-'90 (esclusi quelli degli artisti a lei sacri, tipo Patti Smith e David Bowie).
Ottimo esempio di transazione win-win, per il doppio piacere che procura leggere e partecipare:
Pink Floyd, Lucifer Sam (The Piper At The Gates Of Dawn, 1966)
Jimi Hendrix, Fire (Are You Experienced?, 1967)
Jefferson Airplane, Wild Tyme (After Bathing At Baxter's, 1967)
Frank Zappa, Willie the Pimp (Hot Rats, 1969)
Violent Femmes, Blister In The Sun (Violent Femmes, 1982)
The Flaming Lips, Everything's Explodin' (Oh My Gawd!!!, 1987)
Sonic Youth, Hey Jony (Daydream Nation, 1988)
Mano Negra, Indios de Barcelona (Patchanka, 1988)
Négresses Vertes, C'est pas la mer à boire (Mlah, 1989)
Pixies, Allison (Bossanova, 1990)
Superfluo, vero?, precisare che i pezzi irrinunciabili sono molti di più, che non puoi lasciar fuori quello e quell'altro, che solo dieci a testa è una crudeltà perché scegliere è difficile eccetera eccetera.
Ottimo esempio di transazione win-win, per il doppio piacere che procura leggere e partecipare:
Pink Floyd, Lucifer Sam (The Piper At The Gates Of Dawn, 1966)
Jimi Hendrix, Fire (Are You Experienced?, 1967)
Jefferson Airplane, Wild Tyme (After Bathing At Baxter's, 1967)
Frank Zappa, Willie the Pimp (Hot Rats, 1969)
Violent Femmes, Blister In The Sun (Violent Femmes, 1982)
The Flaming Lips, Everything's Explodin' (Oh My Gawd!!!, 1987)
Sonic Youth, Hey Jony (Daydream Nation, 1988)
Mano Negra, Indios de Barcelona (Patchanka, 1988)
Négresses Vertes, C'est pas la mer à boire (Mlah, 1989)
Pixies, Allison (Bossanova, 1990)
Superfluo, vero?, precisare che i pezzi irrinunciabili sono molti di più, che non puoi lasciar fuori quello e quell'altro, che solo dieci a testa è una crudeltà perché scegliere è difficile eccetera eccetera.
05 maggio 2006
Stop
Quella del 1982 fu un'estate di concerti e di Mondiali di calcio.
Per esempio al Redecesio, riserva naturale per zanzare, andai a vedere Frank Zappa.
Al di là delle solite cose, un momento particolare fu quando Francis Vincent interruppe l'esecuzione perché era arrivata sul palco una bottiglia di plastica (vuota). La mostrò al pubblico annunciando che ogni eventuale lancio avrebbe comportato l'interruzione della musica. Spettacolare e indimenticabile fu l'assoluta sincronia di tutti i musicisti a quello stop improvviso.
Sono particolari che restano impressi più di ogni altro virtuosismo, come quel perfetto stop al volo di Junior in Brasile-Australia, quando con una levità da ultramondo addomesticò un pallone proveniente dalla stratosfera prima che toccasse terra.
Per esempio al Redecesio, riserva naturale per zanzare, andai a vedere Frank Zappa.
Al di là delle solite cose, un momento particolare fu quando Francis Vincent interruppe l'esecuzione perché era arrivata sul palco una bottiglia di plastica (vuota). La mostrò al pubblico annunciando che ogni eventuale lancio avrebbe comportato l'interruzione della musica. Spettacolare e indimenticabile fu l'assoluta sincronia di tutti i musicisti a quello stop improvviso.
Sono particolari che restano impressi più di ogni altro virtuosismo, come quel perfetto stop al volo di Junior in Brasile-Australia, quando con una levità da ultramondo addomesticò un pallone proveniente dalla stratosfera prima che toccasse terra.
04 maggio 2006
Ergastolo
In effetti, condannare a morte un aspirante kamikaze sarebbe stato come punire un masochista frustandolo.
03 maggio 2006
Scritture di strada
col foglio e la penna
comunque poi vada
per tutti una strenna
ci mandi in sollucchero
e l'uso ci avvinca
di carta da zucchero
e inchiostro pervinca.
- - - - - - - - -
Domenica 7 maggio a Milano in piazza Bausan
con me ci saranno Su, Narsil, DadaUmpa e Copiascolla. In forse la partecipazione straordinaria di Fraps, Rillo, Aladin. Previsto l'arrivo di Ecate, annunciata una possibile capatina di Broono. Adesione pervenuta da Irene, Eveline, si attendono conferme da SuperCopy, Pispa, Ethico...
E tu?
col foglio e la penna
comunque poi vada
per tutti una strenna
ci mandi in sollucchero
e l'uso ci avvinca
di carta da zucchero
e inchiostro pervinca.
- - - - - - - - -
Domenica 7 maggio a Milano in piazza Bausan
con me ci saranno Su, Narsil, DadaUmpa e Copiascolla. In forse la partecipazione straordinaria di Fraps, Rillo, Aladin. Previsto l'arrivo di Ecate, annunciata una possibile capatina di Broono. Adesione pervenuta da Irene, Eveline, si attendono conferme da SuperCopy, Pispa, Ethico...
E tu?
02 maggio 2006
Relax
01 maggio 2006
Lavoro
Oggi non ho voglia di sfilare e nemmeno di far festa.
Ho voglia di darmi da fare, da subito.
Anzi, ho già cominciato.
Ho voglia di darmi da fare, da subito.
Anzi, ho già cominciato.
29 aprile 2006
Tai chi
Se non piove, alle 10 son lì.
Parco Sempione, vicino al laghetto, anche coi bimbi.
- - - - - - - - -
Ah, ci siamo andati. Da principianti totali, abbiamo eseguito le 8 posizioni fondamentali. Francesca entusiasta, al punto da riprodurle anche a casa stasera, mentre spiegava a Tri cosa si intende come "energia interna". Lorenzo invece ha seguito solo fino a metà percorso, poi ha preferito dedicarsi a insetti e vegetazione.
Infine, dopo avere assistito a varie dimostrazioni, l'attenzione si è spostata sulle tartarughe del laghetto. Sono rimasto sorpreso dai loro colori e disegni, nonché dalla condiscendenza con cui una di esse si è lasciata trastullare dalle mani delicate dei miei cuccioli.
Domanda del giorno, pervenuta via cellulare: Chi pratica tale arte essendo un po' sovrappeso si potrà definire tai-ciccione?
Parco Sempione, vicino al laghetto, anche coi bimbi.
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Ah, ci siamo andati. Da principianti totali, abbiamo eseguito le 8 posizioni fondamentali. Francesca entusiasta, al punto da riprodurle anche a casa stasera, mentre spiegava a Tri cosa si intende come "energia interna". Lorenzo invece ha seguito solo fino a metà percorso, poi ha preferito dedicarsi a insetti e vegetazione.
Infine, dopo avere assistito a varie dimostrazioni, l'attenzione si è spostata sulle tartarughe del laghetto. Sono rimasto sorpreso dai loro colori e disegni, nonché dalla condiscendenza con cui una di esse si è lasciata trastullare dalle mani delicate dei miei cuccioli.
Domanda del giorno, pervenuta via cellulare: Chi pratica tale arte essendo un po' sovrappeso si potrà definire tai-ciccione?
28 aprile 2006
Vedere la musica
Puoi guardarlo o scaricarlo liberamente (sono circa 18 mega).
27 aprile 2006
Poesia da favola
Quella di Lorenzo che avvista la nuova e improvvisa bianca fioritura di piante e prato all'ingresso della sua scuola d'infanzia e sentenzia ridendo:
"Sembvra polvevre di fata!"
"Sembvra polvevre di fata!"
26 aprile 2006
NRG
Energy, energia.
C'è quella interna che viene dall'ascolto di sé, riserva inesauribile se si alimenta di abbracci, carburante che si distribuisce con un gesto e si accende con uno sguardo.
C'è quella esterna che viene dalla terra e dal cielo, rinnovabile se si alimenta di ricerca, inesauribile solo se usata con parsimonia e consapevolezza. Consapevolezza dei costi non solo immediati, dei danni non solo privati. Con attenzione speciale al tempo e allo spazio.
Anche per tutto questo, concordo con Mafe.
C'è quella interna che viene dall'ascolto di sé, riserva inesauribile se si alimenta di abbracci, carburante che si distribuisce con un gesto e si accende con uno sguardo.
C'è quella esterna che viene dalla terra e dal cielo, rinnovabile se si alimenta di ricerca, inesauribile solo se usata con parsimonia e consapevolezza. Consapevolezza dei costi non solo immediati, dei danni non solo privati. Con attenzione speciale al tempo e allo spazio.
Anche per tutto questo, concordo con Mafe.
25 aprile 2006
Festa della liberazione
Qualora scocchi il 25 aprile nel bel mezzo di una festa di compleanno addolcita dal babà, il dj sagace saprà far uscire con opportuno tempismo dalle casse dello stereo Bella ciao nel travolgente riarrangiamento di Goran Bregovic con i Modena City Ramblers, atto a trasformare i balli in cori e battimani da scandire e ribadire fino sul terrazzo, come è giusto che sia.
Molte ore di treno dopo, due bimbetti in pigiama abbarbicati al papà, due babà veri e propri per tenerezza e dolcezza, riferiranno sulle manifestazioni della giornata, ricordando entusiasti la presenza della Banda degli Ottoni a Scoppio e i brani eseguiti dal vivo.
Il senso della festa torna ascoltando la diretta di Appunti partigiani su Radio Popolare.
Un sapore, quello della festa, che non deve mancare per un 25 aprile autentico.
E il babà? Quello non guasta, si gusta e non basta, quello è una festa in sé.
Molte ore di treno dopo, due bimbetti in pigiama abbarbicati al papà, due babà veri e propri per tenerezza e dolcezza, riferiranno sulle manifestazioni della giornata, ricordando entusiasti la presenza della Banda degli Ottoni a Scoppio e i brani eseguiti dal vivo.
Il senso della festa torna ascoltando la diretta di Appunti partigiani su Radio Popolare.
Un sapore, quello della festa, che non deve mancare per un 25 aprile autentico.
E il babà? Quello non guasta, si gusta e non basta, quello è una festa in sé.
24 aprile 2006
Da qui a lì
Giri turistici, incontri professionali, bagni termali, riunioni scritturali, cene pizze caffè, bellezze naturali, pontili di nuova strutturazione, regge borboniche... l'ultima cosa che ti viene in mente è entrare in un internet point. Però, quando infine si approda in casa di blogger, la tentazione è troppo forte: siamo dei malati? Insomma, giusto un saluto, da una dimora in cui fervono grandi preparativi per la festa di compleanno della padrona di casa. Nonostante la mia proverbiale pigrizia, ho partecipato alla rituale bagnatura del babà.
A presto, e buon 25 aprile se non ci sentiamo prima.
A presto, e buon 25 aprile se non ci sentiamo prima.
20 aprile 2006
Note dipinte
MIRÓ © by Pontebragas
Me lo dicono le onde / viste dal cielo
Sponde di un mare / che unisce
Els teus colors / meu únic paisatge
Mateix record / braç de mar
Miró Miró Miró Miró / Lleus colors travessen el mar
Miró Miró Miró Miró / Desperten imatges
Miró Miró Miró Miró / Mediterraneo
Miró Miró Miró Miró / Affaccia al mio mare
Per attraversare questo mare / basta poggiare il piede
da un'isola all'altra, / dimenticare le parole
e tuffarsi nei colori / blau i roig i groc
giallo ocra blu mediterraneo / La finestra sul mio stesso mare
Miró Miró Miró Miró / Colors que pinten el mar
Miró Miró Miró Miró / Desperten imatges
Miró Miró Miró Miró / Mediterraneo
Miró Miró Miró Miró / Affaccia al mio mare
Miró Miró Miró Miró / Mediterraneo / Blau i roig i groc
Blau i roig i groc / Mediterraneo / Miró Miró Miró Miró / Mediterraneo
* se non erro, fu durante un concerto al Nidaba Theatre di Milano. Ricordo che il pezzo era stato costruito in sala prove su un giro di accordi proposto da Renzo Belardi, nostro chitarrista all'epoca.
19 aprile 2006
Canto per te che mi vieni a sentire
17 aprile 2006
Cinema
Inside man di Spike Lee trabocca intelligenza: quella del rapinatore che architetta il colpo perfetto, quella del poliziotto nel ruolo del negoziatore, quella della raffinata intrallazzatrice occupata a coprire segreti imbarazzanti.
Oltre a quella dei personaggi, interpretati da un cast di prim'ordine, c'è quella della regia, dinamica e d'effetto ma anche funzionale al racconto, e quella della sceneggiatura, con una storia capace di avvincere e sorprendere esprimendo nel contempo un minimo di morale e senso civico.
Il tutto ottimamente shakerato in una produzione che assicura allo spettatore due ore e passa di coinvolgente divertimento, titoli di testa e di coda compresi.
Oltre a quella dei personaggi, interpretati da un cast di prim'ordine, c'è quella della regia, dinamica e d'effetto ma anche funzionale al racconto, e quella della sceneggiatura, con una storia capace di avvincere e sorprendere esprimendo nel contempo un minimo di morale e senso civico.
Il tutto ottimamente shakerato in una produzione che assicura allo spettatore due ore e passa di coinvolgente divertimento, titoli di testa e di coda compresi.
15 aprile 2006
Pasqua
Mi sono purificato le mani come insegnarono gli Esseni e chinato a lavarti i piedi, con amore, dedizione e forza.
Mi sono prodigato a condividere pane e companatico, brindisi ed energie, carmi e fantasie, parole e sguardi, deliziandomi di un'effimera ma non per questo meno intensa convivialità.
Mi sono avviato al percorso scontato, vedendo dall'anima praterie e ruscelli laddove l'occhio sbigottiva per la desolazione e la gola per l'arsura.
Mi sono aperto il torace per cercarti una sorpresa e sono stato lì con la mano tesa e colante sangue a porgere al nulla il muscolo palpitante, ancora per un po', fino allo spegnersi del sorriso.
Mi sono sentito venir meno e m'accascio sereno, certo della resurrezione.
Mi sono prodigato a condividere pane e companatico, brindisi ed energie, carmi e fantasie, parole e sguardi, deliziandomi di un'effimera ma non per questo meno intensa convivialità.
Mi sono avviato al percorso scontato, vedendo dall'anima praterie e ruscelli laddove l'occhio sbigottiva per la desolazione e la gola per l'arsura.
Mi sono aperto il torace per cercarti una sorpresa e sono stato lì con la mano tesa e colante sangue a porgere al nulla il muscolo palpitante, ancora per un po', fino allo spegnersi del sorriso.
Mi sono sentito venir meno e m'accascio sereno, certo della resurrezione.
13 aprile 2006
Leggi scrivi e scopri
Ho pubblicato su Letture e riletture un'altra recensione inviatami da Matteo Ferrario, di cui segnalo il raccontino Levonorgestrel.
12 aprile 2006
Toh, un blog
Niente male questo Blogorrea.
Ne ho appena riportato degli spunti su Tomato Republic e CuT'n'PaStE, ma a occhio e croce vale una lettura integrale.
Ne ho appena riportato degli spunti su Tomato Republic e CuT'n'PaStE, ma a occhio e croce vale una lettura integrale.
11 aprile 2006
Te facessi capa e muro
Anzi, capa e spigolo.
A te e a chi a dargli un martello, subito si massacra i testicoli, mannaggia a chitemmuorte e al suffragio universale.
A te e a chi a dargli un martello, subito si massacra i testicoli, mannaggia a chitemmuorte e al suffragio universale.
10 aprile 2006
Secondo me
Votare, è meglio votare. Non che tutto si esaurisca lì, anzi, ma intanto è un modo per influire sulla ponderazione del da farsi.
Pertanto, non appena riapriranno i seggi, andrò a esercitare il mio diritto, votando il più possibile a sinistra.
Pertanto, non appena riapriranno i seggi, andrò a esercitare il mio diritto, votando il più possibile a sinistra.
08 aprile 2006
Seguono 229 firme
Abbiamo scritto a Ciampi. Se ti va, diffondi pure. Grazie.
Caro Presidente
Siamo un gruppo di amici di Enzo Baldoni.
Da anni ci frequentiamo quotidianamente via internet grazie alle mailing list da lui fondate.
Recentemente Lei ha assegnato una medaglia d'oro al valor civile alla memoria di Fabrizio Quattrocchi.
Noi non vogliamo entrare nel merito di ciò: c'è già chi lo ha fatto, con opinioni diverse e contrapposte.
Non chiediamo una medaglia d'oro, che lui non avrebbe voluto e che noi non sapremmo dove appuntare.
Le chiediamo però un riconoscimento per il nostro amico Enzo, scomparso in Iraq dove, senza armi, era andato a cercare di capire le ragioni di una guerra, e ad aiutare, per quel che poteva, chi aveva bisogno, al di là della fede politica o religiosa.
Questo gli è costato la vita.
Per lui adesso vorremmo sì una medaglia, ma di cristallo: una medaglia simbolica alla chiarezza e alla serenità.
La chiarezza che Enzo amava cercare durante i suoi viaggi, e la serenità che ha saputo insegnare a chi ha avuto il privilegio di essergli amico.
La chiarezza per noi di capire infine cosa è realmente successo in quei giorni dell'agosto 2004, e la serenità che in parte ci restituirebbe il riavere ciò che resta del nostro amico di nuovo qui vicino.
Senza cerimonie e clamori, come Enzo e la sua famiglia ci hanno insegnato.
Con profondo rispetto.
N° | NOME | COGNOME | EVENTUALE MAILING LIST DI APPARTENENZA | PROVENIENZA
...
165 | GIULIO "ZU" | PIANESE | ZONKER'S ZONE | MILANO
...
Caro Presidente
Siamo un gruppo di amici di Enzo Baldoni.
Da anni ci frequentiamo quotidianamente via internet grazie alle mailing list da lui fondate.
Recentemente Lei ha assegnato una medaglia d'oro al valor civile alla memoria di Fabrizio Quattrocchi.
Noi non vogliamo entrare nel merito di ciò: c'è già chi lo ha fatto, con opinioni diverse e contrapposte.
Non chiediamo una medaglia d'oro, che lui non avrebbe voluto e che noi non sapremmo dove appuntare.
Le chiediamo però un riconoscimento per il nostro amico Enzo, scomparso in Iraq dove, senza armi, era andato a cercare di capire le ragioni di una guerra, e ad aiutare, per quel che poteva, chi aveva bisogno, al di là della fede politica o religiosa.
Questo gli è costato la vita.
Per lui adesso vorremmo sì una medaglia, ma di cristallo: una medaglia simbolica alla chiarezza e alla serenità.
La chiarezza che Enzo amava cercare durante i suoi viaggi, e la serenità che ha saputo insegnare a chi ha avuto il privilegio di essergli amico.
La chiarezza per noi di capire infine cosa è realmente successo in quei giorni dell'agosto 2004, e la serenità che in parte ci restituirebbe il riavere ciò che resta del nostro amico di nuovo qui vicino.
Senza cerimonie e clamori, come Enzo e la sua famiglia ci hanno insegnato.
Con profondo rispetto.
N° | NOME | COGNOME | EVENTUALE MAILING LIST DI APPARTENENZA | PROVENIENZA
...
165 | GIULIO "ZU" | PIANESE | ZONKER'S ZONE | MILANO
...
07 aprile 2006
Meglio tardi che mai
Ti consiglio La maga delle spezie di Chitra Banerjee Divakaruni, che ho letto all'inizio del 2006.
02 aprile 2006
Succede
Ieri non ho scritto alcunché perché non mi avresti preso sul serio.
Oggi sono le dita a non prendere sul serio la tastiera. Ce le ho messe, in posizione giusta anche, con gli indici su F e J e tutto il resto, ma non scorrono da sole.
Dice il saggio, anzi la saggia:
"Quando è il momento viene fuori da sé."
A presto, forse.
Oggi sono le dita a non prendere sul serio la tastiera. Ce le ho messe, in posizione giusta anche, con gli indici su F e J e tutto il resto, ma non scorrono da sole.
Dice il saggio, anzi la saggia:
"Quando è il momento viene fuori da sé."
A presto, forse.
31 marzo 2006
29 marzo 2006
"Punto, punto e virgola, due punti!"
Oh che bello mi ha pubblicato il commento e allora scrivo così senza metterci nemmeno un segno d'interpunzione a titolo di omaggio tributo riconoscimento e intanto saluto gli amici la mamma il papà e tutte le persone che mi conoscono speriamo che torno presto a casa non vedo l'ora di riabbracciarvi tutti fatemi sentire la canzone quella che mi piace tanto magari datemi un pizzicotto ma dai non ci posso credere non ci posso madonna è troppo bello ma ti rendi conto oppure no insomma punto e stop
Sei un genio!
(e io che pensavo fossi solo una bella ragazza)
Zu martedì, 28 marzo 06 00:39
27 marzo 2006
Secondo me devi piantare il computer...
Lo faccio, lo faccio: sabato, per esempio, siamo andati tutti e quattro a Ivrea per assistere a una partita dei cuginetti, che hanno vinto con il nostro caloroso incoraggiamento dagli spalti.
Ieri poi ho portato i bimbi al parco di Villa Litta, ad Affori, dove Lorenzo ha provato il suo nuovo equipaggiamento da minibasket mentre Francesca con un'amichetta non si scollava dall'esibizione ippica che era in corso.
Però, di tanto in tanto, momenti di dolce malinconia mi acchiappano comunque, indipendentemente dalla presenza davanti al monitor. Per fortuna non mi ammosciano la voglia di vivere né prosciugano l'energia per sorridere, nonostante una sorta di patimento per una mancata pienezza, quella che reclamano il sangue e il cuore quando pulsano per conto loro.
Ieri poi ho portato i bimbi al parco di Villa Litta, ad Affori, dove Lorenzo ha provato il suo nuovo equipaggiamento da minibasket mentre Francesca con un'amichetta non si scollava dall'esibizione ippica che era in corso.
Però, di tanto in tanto, momenti di dolce malinconia mi acchiappano comunque, indipendentemente dalla presenza davanti al monitor. Per fortuna non mi ammosciano la voglia di vivere né prosciugano l'energia per sorridere, nonostante una sorta di patimento per una mancata pienezza, quella che reclamano il sangue e il cuore quando pulsano per conto loro.
26 marzo 2006
Sedani, ancora
Pubblicata anche la continuazione in 997 battute dell'incipit di Paolo Bolla, che ho intitolato Chiamo io.
24 marzo 2006
30 anni dal golpe militare in Argentina
Tre promemoria, poi magari qualche parola in più:
- il film di Marco Bechis Garage Olimpo
[un capolavoro per come riesce a far inorridire* senza mostrare direttamente le torture fisiche. Nota a margine sulla scomposizione del meccanismo narrativo: interessante come cambia nello spettatore la considerazione dell'atto terroristico iniziale dopo che vengono rese note le circostanze.
* Andai a vederlo da solo. All'intervallo, una ragazza della fila davanti alla mia corse in bagno a vomitare. Scoprii alla fine che era lì con una mia conoscente e decidemmo di andare tutti insieme a rifarci la bocca con qualche bicchiere di vino: la vita si prendeva l'ennesima rivincita contro la desolazione subumana]
- il romanzo di Manuel Vázquez Montalbán Quintetto di Buenos Aires
[per una volta, Pepe Carvalho indaga in Sudamerica e affiorano o meglio si impongono i nodi irrisolti dell'ingiustizia disumana, come i bambini sottratti ai desaparecidos e dati in adozione agli amici dei golpisti]
- il raccontare di Massimo Carlotto Le irregolari. Buenos Aires Horror Tour
[il tema delle Abuelas e un giro turistico impietoso nel ricordare che la spietatezza insana e imperdonabile va moltiplicata per 30.000, trentamila vite calpestate]
- il film di Marco Bechis Garage Olimpo
[un capolavoro per come riesce a far inorridire* senza mostrare direttamente le torture fisiche. Nota a margine sulla scomposizione del meccanismo narrativo: interessante come cambia nello spettatore la considerazione dell'atto terroristico iniziale dopo che vengono rese note le circostanze.
* Andai a vederlo da solo. All'intervallo, una ragazza della fila davanti alla mia corse in bagno a vomitare. Scoprii alla fine che era lì con una mia conoscente e decidemmo di andare tutti insieme a rifarci la bocca con qualche bicchiere di vino: la vita si prendeva l'ennesima rivincita contro la desolazione subumana]
- il romanzo di Manuel Vázquez Montalbán Quintetto di Buenos Aires
[per una volta, Pepe Carvalho indaga in Sudamerica e affiorano o meglio si impongono i nodi irrisolti dell'ingiustizia disumana, come i bambini sottratti ai desaparecidos e dati in adozione agli amici dei golpisti]
- il raccontare di Massimo Carlotto Le irregolari. Buenos Aires Horror Tour
[il tema delle Abuelas e un giro turistico impietoso nel ricordare che la spietatezza insana e imperdonabile va moltiplicata per 30.000, trentamila vite calpestate]
23 marzo 2006
22 marzo 2006
21 marzo 2006
Sbocciò
Questa mattina con la Primavera alle 6.00 è nata ANNA.
Rita e Mario
Una bimba doppiamente benedetta dalla musica, se è vero com'è vero che i suoi genitori convolarono sui ritmi della BSM e se è vero come mi sussurrarono che fu concepita dopo un concerto estivo dei Blubaluba.
Benvenuta piccolina!
Congratulazioni e baciabbracci affettuosi a mamma e papà.
Rita e Mario
Una bimba doppiamente benedetta dalla musica, se è vero com'è vero che i suoi genitori convolarono sui ritmi della BSM e se è vero come mi sussurrarono che fu concepita dopo un concerto estivo dei Blubaluba.
Benvenuta piccolina!
Congratulazioni e baciabbracci affettuosi a mamma e papà.
DiVersiOne
Le Spaventapassere, segnalando che oggi è la giornata mondiale della poesia, invitano a pubblicarne una sul proprio blog. Volentieri provvedo (e traduco).
Si fosse n'auciello
Si fosse n'auciello, ogne matina
vurria cantà 'ncoppa 'a fenesta toja:
"Bongiorno, ammore mio, bongiorno, ammore!"
E po' vurria zumpà 'ncoppa 'e capille
e chianu chiano, comme a na carezza,
cu stu beccuccio accussì piccerillo,
mme te mangiasse 'e vase a pezzechillo...
si fosse nu canario o nu cardillo.
(Antonio De Curtis, in arte Totò)
Se fossi un uccello
Se fossi un uccello, ogni mattina
vorrei cantare sulla tua finestra:
"Buongiorno, amore mio, buongiorno, amore!"
E poi vorrei saltarti sui capelli
e piano piano, come una carezza,
con questo mio beccuccio piccolo,
ti mangerei di baci a pizzico...
se fossi canarino o cardellino.
Si fosse n'auciello
Si fosse n'auciello, ogne matina
vurria cantà 'ncoppa 'a fenesta toja:
"Bongiorno, ammore mio, bongiorno, ammore!"
E po' vurria zumpà 'ncoppa 'e capille
e chianu chiano, comme a na carezza,
cu stu beccuccio accussì piccerillo,
mme te mangiasse 'e vase a pezzechillo...
si fosse nu canario o nu cardillo.
(Antonio De Curtis, in arte Totò)
Se fossi un uccello
Se fossi un uccello, ogni mattina
vorrei cantare sulla tua finestra:
"Buongiorno, amore mio, buongiorno, amore!"
E poi vorrei saltarti sui capelli
e piano piano, come una carezza,
con questo mio beccuccio piccolo,
ti mangerei di baci a pizzico...
se fossi canarino o cardellino.
EvapoRAM
Ci ho messo il titolo e 1000 battute e le ho incollate sotto l'incipit di Luca Ragagnin per Sedani, il gioco-concorso delle storie raccontate a mano ideato da Alice Avallone per conto della Biblioteca Astense.
20 marzo 2006
No, no, no, non si può più dormire
(Babsi Jones)
Notti di sangue e di terrore
scendono a valle sul mio paese
chi pagherà le vittime innocenti?
chi darà vita a Pinelli il ferroviere?
(Yu Kung, Luna rossa)
18 marzo 2006
Festa del papà
Lorenzo ha dettato alla sua educatrice Stefania e sottoscritto in lettere dorate: "Il mio papà è spesso contento. Al mio papà piace tanto guardare le partite. Mio papà è contento quando insieme facciamo le passeggiate in bici." Poi mi ha spiegato dettagliatamente la realizzazione della scultura-ritratto.
La Cajuina, dopo essersi trattenuta a lungo sul ballatoio, si è presentata con disegno e dedica: "Caro papà, visto che a scuola non abbiamo festeggiato la festa del papà, e io non ho avuto il tempo di farti un regalo, ho improvvisato ora e ho fatto un ritratto a un passerotto, che si era posato per un po' facendo ogni tanto un breve tratto volando. Tanti auguri papi! Francesca P."
16 marzo 2006
I got the blues
La sera di domenica 19 marzo 2006 potrai trovarmi lì, al Mi Cantino di Monza, per una volta come avventore, e dopo un po' di sbevazzamenti e smangiucchiamenti, traduzione pratica di happy hour, goderti il concerto.
Sul palco salirà questa formazione:
Roberta: voce (già BSM)
Matteo: chitarra (vedi Blubaluba)
Nicola: chitarra
Aurelio: sax tenore
Stefano: tastiere
Paolo: basso
Ferruccio: batteria
15 marzo 2006
Quando i sedani fan primavera
Siamo quasi agli sgoccioli, ma sono sicuro che se vuoi troverai il tempo, perché quando si tratta di scrittura non sai resistere.
Per questo, forse, parteciperai entro il limite fissato (21 marzo 2006) al gioco-concorso organizzato per conto della Biblioteca Astense e così sceglierai un incipit, lo continuerai in mille battute, gli imporrai un titolo e lo spedirai con la vecchia magica posta ordinaria.
Buon divertimento!
Per questo, forse, parteciperai entro il limite fissato (21 marzo 2006) al gioco-concorso organizzato per conto della Biblioteca Astense e così sceglierai un incipit, lo continuerai in mille battute, gli imporrai un titolo e lo spedirai con la vecchia magica posta ordinaria.
Buon divertimento!
14 marzo 2006
Un flash dalla lampada
Sono contento che esista questo ragazzo e orgoglioso di potermi annoverare tra le sue amicizie.
Lo dico con vivo affetto, nonostante le insanabili differenze legate alla fede (lui, infatti, purtroppo, è interista).
Lo dico con vivo affetto, nonostante le insanabili differenze legate alla fede (lui, infatti, purtroppo, è interista).
13 marzo 2006
Lepre
Ti tocca passando. Tocca a te, vedi, ti ha toccato. Ma sei pazzo? Ma che cazzo. Disarticoli disappunto e rabbia inopportuna, sproporzionati entrambi al banale episodio. No, guarda, non c'entro. Ho da fare, io.
Inutile, se l'occhio altrui è uno specchio, rifletti. E poi la data, base cognitiva impropria che tutto contiene, come ogni altro frammento nato o creatosi.
Ti tocca correndo. Il vorticare plurimo del suo movimento articolare si trasferisce d'un tratto alle tue sinapsi e i collegamenti s'inseguono più rapidi del senso che pretenderebbe governarli, in corse più ampie del bagno cranico che ambirebbe a contenerli. Il database, fuso.
Ma è pazza? Pazza pazza pazza pazza. Non t'immagini nemmeno come fare a fare cosa, ma al tuo viso tirato lei che corre sorride serena e quando guardi meglio, lo sta facendo col tuo sorriso.
Tuffo al cuore oltre l'iride.
Inutile, se l'occhio altrui è uno specchio, rifletti. E poi la data, base cognitiva impropria che tutto contiene, come ogni altro frammento nato o creatosi.
Ti tocca correndo. Il vorticare plurimo del suo movimento articolare si trasferisce d'un tratto alle tue sinapsi e i collegamenti s'inseguono più rapidi del senso che pretenderebbe governarli, in corse più ampie del bagno cranico che ambirebbe a contenerli. Il database, fuso.
Ma è pazza? Pazza pazza pazza pazza. Non t'immagini nemmeno come fare a fare cosa, ma al tuo viso tirato lei che corre sorride serena e quando guardi meglio, lo sta facendo col tuo sorriso.
Tuffo al cuore oltre l'iride.
11 marzo 2006
Hagas lo que hagas...
A gentile richiesta, ho reso disponibili per intero i pezzi dei Pontebragas che furono registrati al Jungle Sound di Milano nel 1995.
Quando cominciammo a mettere insieme il gruppo, la cosa che più mi riempiva di piacere era la constatazione della fiducia e dell'entusiasmo che mi venivano riservati. Avevo campo libero e potevo contare su un'assistenza infinitamente preziosa. Mi bastava arrivare in sala prove con una melodia in testa, canticchiarla spiegando genericamente le intenzioni ritmiche, con gli accenti principali, e su quella linea melodica veniva costruito all'istante il giro di basso mentre nasceva la parte di batteria. In tutti i primi brani la chitarra fu inserita solo in un secondo momento.
Per alcune canzoni, ricordo perfettamente la genesi mentale: la più curiosa in tal senso è forse Vida de alquiler, che mi ritrovai a cantare pedalando solitario nella notte di Formentera e che mi rimase talmente scolpita da poter essere proposta mesi e mesi dopo al resto del nascente gruppo.
Quando cominciammo a mettere insieme il gruppo, la cosa che più mi riempiva di piacere era la constatazione della fiducia e dell'entusiasmo che mi venivano riservati. Avevo campo libero e potevo contare su un'assistenza infinitamente preziosa. Mi bastava arrivare in sala prove con una melodia in testa, canticchiarla spiegando genericamente le intenzioni ritmiche, con gli accenti principali, e su quella linea melodica veniva costruito all'istante il giro di basso mentre nasceva la parte di batteria. In tutti i primi brani la chitarra fu inserita solo in un secondo momento.
Per alcune canzoni, ricordo perfettamente la genesi mentale: la più curiosa in tal senso è forse Vida de alquiler, che mi ritrovai a cantare pedalando solitario nella notte di Formentera e che mi rimase talmente scolpita da poter essere proposta mesi e mesi dopo al resto del nascente gruppo.
10 marzo 2006
Saggezza contadina 2.0
Riguardo al virus dell'aviaria, leggi le parole di Stefan.
Hai letto? Bene.
Valgono anche per i virus in generale, per le malattie o le strane insorgenze che giungono ad affligere il singolo umano.
Dunque occorre riconsiderare un po' di cose.
Non dico mica di snobbare l'intervento invasivo (medicina allopatica o chirurgia), che è rassicurante e talvolta indispensabile alla sopravvivenza immediata, ma trascurare di individuare il motore simbolico (o inconscio, o profondo, o superiore) che permette al malanno di attecchire e devastare significa esporsi a nuove rotture di scatole, nonché rinunciare alla possibilità di evolvere imparando dalle somatizzazioni spinte.
Hai letto? Bene.
Valgono anche per i virus in generale, per le malattie o le strane insorgenze che giungono ad affligere il singolo umano.
Dunque occorre riconsiderare un po' di cose.
Non dico mica di snobbare l'intervento invasivo (medicina allopatica o chirurgia), che è rassicurante e talvolta indispensabile alla sopravvivenza immediata, ma trascurare di individuare il motore simbolico (o inconscio, o profondo, o superiore) che permette al malanno di attecchire e devastare significa esporsi a nuove rotture di scatole, nonché rinunciare alla possibilità di evolvere imparando dalle somatizzazioni spinte.
09 marzo 2006
'mmiezo a via
Se solo potessi dire / che gli spazi siamo noi
La scrittura di strada produrrà senso per chi impugnerà la penna, per chi fornirà il foglio bianco, per chi porgerà una sedia e un invito ad accomodarsi, per chi ne parlerà o leggerà. Non solo il senso delle parole, ma quello della città come luogo fruibile.
L'iniziativa Scritture di strada, scaturita in questa forma da conversazioni che trovarono attenzione e riscontro nei commenti di Herzog, è già un blog: Le parole si fanno strada, nato per coordinare le attività di chi vorrà partecipare organizzando qualcosa nella propria città o anche solo rilanciando la notizia, da ora e qui al 7 maggio 2006.
Il comune ci prestava una piazzetta e io portavo tavolini e siggiulelle e poi adescavo i passanti. Obiettivo: scrivere due, tre ore. C'è stata gente che non ha azzeccato un congiuntivo ma era commossa, non scriveva da 35 anni, si sentiva riappropriata di qualcosa. (Flounder)Se potessimo creare / suscitare intensi sogni noi
è una cosa che si fa proprio per chi non ha l'abitudine di scrivere.
chi invece lo fa si assume il compito - con grazia e levità - di guidare gli altri con un po' di animazione. (flounder)
La scrittura di strada produrrà senso per chi impugnerà la penna, per chi fornirà il foglio bianco, per chi porgerà una sedia e un invito ad accomodarsi, per chi ne parlerà o leggerà. Non solo il senso delle parole, ma quello della città come luogo fruibile.
L'iniziativa Scritture di strada, scaturita in questa forma da conversazioni che trovarono attenzione e riscontro nei commenti di Herzog, è già un blog: Le parole si fanno strada, nato per coordinare le attività di chi vorrà partecipare organizzando qualcosa nella propria città o anche solo rilanciando la notizia, da ora e qui al 7 maggio 2006.
08 marzo 2006
06 marzo 2006
05 marzo 2006
Nobile sport
Alle 11 iniziano a giocare. È piovuto, fango garantito: lo spettacolo sarà completo. Andiamo a vedere.
(...)
Avevo accettato di buon grado la sveglia mattutina, nonostante le poche ore di sonno della nottata postconcerto, soprattutto per due motivi: accontentare Lorenzo che da tempo aspettava di poter assistere a una partita di rugby dal vivo e vedere all'opera Fabio Accaputo, ex vicino di casa conosciuto quando aveva più o meno l'età attuale di mia figlia e che ora è giovane uomo nonché agonista fatto e temprato.
Famigliola al completo, abbiamo raggiunto Lambrate portandoci i cuscinetti del Milan, da qualche anno in disuso, ma utilissimi per i gradoni ancora bagnati del Crespi.
Una alla volta le squadre si riscaldano e provano qualche schema, poi è partita, subito vera. Lorenzo si informa su quale sia la nostvra squadvra, si esalta con il tifo alla meta e trasformazione, poi si avvicina a un signore e prima di accarezzare la boxer tigrata che tiene al guinzaglio, gli chiede per chi faccia il tifo. Per i gialli, risponde quello che poi scopriremo essere il presidente della Union Rugby Milano.
In campo si procede senza esclusione di colpi, fango e sangue si mischiano nelle pozzanghere, c'è parecchia tensione e non solo muscolare, ma trova spazio anche un siparietto simpatico quando un treno passa e fischia per un saluto di incitamento.
Le azioni si alternano alle mischie, e non ti posso dire dove mi porta la mente quando al contatto i pacchetti mugghiano in una sorta di gemito collettivo.
Tutti ci danno dentro con ardore e generosità fino all'ultimo e alla fine Union Rugby Milano - A.S.R. Lainate finisce in parità, con due mete e due trasformazioni a testa.
Torneremo a vederli, anche perché oggi a Fabio è toccato il turnover e la panchina, ma soprattutto perché questo rimane e si conferma uno sport bestiale giocato da gentiluomini, in cui dopo essersi massacrati ci si stringe la mano e si va a bere qualcosa tutti insieme.
(...)
Famigliola al completo, abbiamo raggiunto Lambrate portandoci i cuscinetti del Milan, da qualche anno in disuso, ma utilissimi per i gradoni ancora bagnati del Crespi.
Una alla volta le squadre si riscaldano e provano qualche schema, poi è partita, subito vera. Lorenzo si informa su quale sia la nostvra squadvra, si esalta con il tifo alla meta e trasformazione, poi si avvicina a un signore e prima di accarezzare la boxer tigrata che tiene al guinzaglio, gli chiede per chi faccia il tifo. Per i gialli, risponde quello che poi scopriremo essere il presidente della Union Rugby Milano.
In campo si procede senza esclusione di colpi, fango e sangue si mischiano nelle pozzanghere, c'è parecchia tensione e non solo muscolare, ma trova spazio anche un siparietto simpatico quando un treno passa e fischia per un saluto di incitamento.
Le azioni si alternano alle mischie, e non ti posso dire dove mi porta la mente quando al contatto i pacchetti mugghiano in una sorta di gemito collettivo.
Tutti ci danno dentro con ardore e generosità fino all'ultimo e alla fine Union Rugby Milano - A.S.R. Lainate finisce in parità, con due mete e due trasformazioni a testa.
Torneremo a vederli, anche perché oggi a Fabio è toccato il turnover e la panchina, ma soprattutto perché questo rimane e si conferma uno sport bestiale giocato da gentiluomini, in cui dopo essersi massacrati ci si stringe la mano e si va a bere qualcosa tutti insieme.
03 marzo 2006
Concerto Blubaluba
Sicuramente hai voglia anche tu di tornare ad ascoltare, a ondeggiare, a farti coinvolgere, a ballare con il groove & love delle melodie e dei ritmi funky, soul e rhythm&blues, suonati come li suonano i Blubaluba quando pensano a te che sei lì e si ispirano a Ray Charles, James Brown, Aretha Franklin, Jaco Pastorius, Stevie Wonder, Otis Redding, Cab Calloway, Sam&Dave, Wilson Pickett, Roberta Flack, Marvin Gaye...
Sicuramente hanno voglia di suonare di nuovo anche per te: Zu ed Elisa (voci), Ivan (tromba), Mauro (sax tenore), Max (sax contralto), Stefano (tastiere), Matteo (chitarra), Cristiano (basso), Roberto (batteria).
E sicuramente non saranno mai troppi i ringraziamenti a Broono per le riprese e la postproduzione video e ad Aladin per le foto.
Aggiornamento: ho reso disponibile anche uno zip del filmato, visto che qualcuno aveva difficoltà a scaricare il normale wmv.
Mi segnalano gentilmente che in ogni caso dalla pagina blubaluba ospitata su altervista si riesce ad accedere al file senza problemi.
02 marzo 2006
Cose così cosà
C'è da imparare per tutti, da tutti si può imparare. La prova? Una volta una tipa neoadepta di Dianetics mi disse una frase rivelatrice sulle contraddizioni tipo che connotavano la mia adolescenza: "Tu sei estroverso con gli altri, ma introverso con te stesso." Non la capii mica del tutto, nel senso che ancora oggi fatico a spiegarla, ma la captai come veritiera. Potenza delle formulazioni pseudosimmetriche? Di fatto, pur espansivo, avevo introiettato l'assetto timido della gracile insicurezza e di conseguenza tendevo a non scavare abbastanza dentro di me, se più timoroso o pudico non saprei. Poi sono cresciuto, poi ho continuato a crescere ma in larghezza, poi piano piano ho cominciato a delinearmi anche interiormente e financo a vedermi. Ti vedi ora, ora ti vedi? A un passo dal burrone, col passo del burlone, elusivo un poco, non fino in fondo. Il coraggio si dà da sé e ti lascia anche speculare, riflettere, in specchiata onestà, spocchiosa sicumera, nuovo saluto da vacanze elleniche. Giri in tondo, in fondo, in tondo. Il mondo, lui, ti sta dicendo qui e lì e dove sei, scegli dai. Dannosauro, ripeti gli stessi errori e riillumini lo stesso crepuscolo. Ragion impura senza un opuscolo chiede istruzioni e non le segue. Severo sguardo dolce se vero (lo è). Ogni faro gira e sarà luce dove c'era buio ieri e ad ogni giro farà luce e buio veri dove c'eri tu.
01 marzo 2006
Concerti
Una vita non basta a fare tutto, ma anche se non potrò esserci, ti consiglio queste due serate musicali:
- giovedì 2 marzo 2006, ore 22: Burp Quintet, concerto jazz al Bluestage di Linarolo (PV) in via Cavallotti 26
(di Cristiano Callegari, in arte blogghistica zio Burp, ho sentito un disco e ritengo strameriti l'ascolto dal vivo)
- venerdì 3 marzo 2006, ore 22: The Field, concerto beat al Diavolo e l'Acqua Santa di Omegna (VB) in via Cavallotti [che storia questi indirizzi]
(ero andato a sentirli il mese scorso e fu un concerto molto divertente, per la scelta dei pezzi e per l'atmosfera che i ragazzacci riuscirono a creare)
Sabato, poi, sarà la volta dei Blubaluba, ma ne riparliamo.
- giovedì 2 marzo 2006, ore 22: Burp Quintet, concerto jazz al Bluestage di Linarolo (PV) in via Cavallotti 26
(di Cristiano Callegari, in arte blogghistica zio Burp, ho sentito un disco e ritengo strameriti l'ascolto dal vivo)
- venerdì 3 marzo 2006, ore 22: The Field, concerto beat al Diavolo e l'Acqua Santa di Omegna (VB) in via Cavallotti [che storia questi indirizzi]
(ero andato a sentirli il mese scorso e fu un concerto molto divertente, per la scelta dei pezzi e per l'atmosfera che i ragazzacci riuscirono a creare)
Sabato, poi, sarà la volta dei Blubaluba, ma ne riparliamo.
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