24 novembre 2022

Son rossori

I crisantemi sul balcone si stanno imporporando 
- oh, meraviglia - 
come le stringhe bianche delle mie scarpe rosse 
che con la pioggia stingono.  

31 ottobre 2022

Cielo sole mare

I piedi nell'acqua salata li avevo già bagnati qualche giorno fa ad Amalfi, durante la bella uscita didattica, va be', gita, di tre giorni con gli alunni di terza media. Un'ovvia e attesa fatica, soprattutto a causa dell'incessante impegno e della grande responsabilità, compensata però da parecchie gioie, amplificate nel mio caso dal fatto di ritornare a Napoli e dintorni dopo tanti anni. 

Oggi in mare ci sono entrato per intero, a Cap Ferrat, dopo un paio di giorni trascorsi nei pressi di Nizza, visitata dopo aver conosciuto ed esplorato i paesini di Tourrette-Levens e Aspremont. Anche in questo caso, l'inevitabile fatica dovuta alla voglia, soddisfatta, di fare tante cose in poco tempo, è stata bilanciata e sopraffatta dalla contentezza di tornare oltr'alpe godendo tra l'altro di un'accoglienza calorosa e generosa da parte delle vecchie e nuove generazioni. 

29 settembre 2022

I(n)spirazione

"Respira" è il consiglio che do da sempre, ma intanto io non riuscivo a farlo bene. 

Setto nasale deviato, turbinati ipertrofici e concha bullosa ostacolavano il flusso aereo mandandomi talvolta in apnea, ma finalmente mi sono fatto operare. Già sto percependo i benefici, nonostante i fastidi inevitabili e previsti per le prime settimane. Anche dopo la dimissione dall'ospedale, sono rimasto diversi giorni tagliato fuori dal resto del mondo a causa di una noiosa febbriciattola. Poi la prima visita di controllo, rassicurante, e il riavvio delle normali attività, sebbene non mi senta ancora al cento per cento. 

Ora è presto, ma ho grandi aspettative e pare pure che abbia smesso di russare. A naso, sarei portato ad affermare che sarà un punto di svolta, perché l'ispirazione potrà anche portare a grandi cose, ma se l'inspirazione non funziona, c'è poco da sperare. 

30 agosto 2022

Foto di parole

Il lago di Garda visto dall'alto per la prima volta, lungo l'ascesa a tratti rocciosa e scoscesa fino all'eremo di San Valentino, sopra Gargnano. 

La sorpresa di due castelli e un piccolo borgo antico intravisto di passaggio e poi visitato con piacere, nella placida e gentile provincia: Strassoldo, frazione di Cervignano del Friuli. 
Prima e dopo, la piazza piovosa e poi soleggiata e di nuovo piovosa, ma sotto i portici danzata al ritmo di swing, di una città-fortezza a nove punte, girata con curiosità da porta a porta e da bastione e bastione: Palmanova. 

Parco e fontane da un lato, il mare dall'altro, ricchissimo all'interno anche se non di mio gusto: il Castello di Miramare, e poco in là, Trieste. 
L'accoglienza affettuosa, l'aperitivo al Caffé degli Specchi nella piazza sontuosa e grandissima, la cena alle Rive, la passeggiata nelle vivaci vie pedonali. 
Il giorno dopo, una telefonata alla mia maestra delle elementari per dirle che la sua città mi piace moltissimo, e la salita a San Giusto. Poi, dopo esserci rifocillati da Pepi S'Ciavo, sosta golosa e letteraria al Caffé San Marco prima di ripartire. 

L'emozione di varcare una e due frontiere dopo tre anni di autarchia, ciao Slovenia, ciao Croazia. 
Un arcobaleno sulle verdeggianti strade interne dell'Istria, poi giù fino al mare, lungo carreggiate sempre più strette e curve. 
Un buongiorno di sole e d'azzurro dalla terrazza, a Drenje. 
Un campanile da fotografare e un altro da cui guardare il panorama, a Labin. 
Un anfiteatro romano e un tempio e un arco della stessa epoca, e il centro storico e la fortezza: Pola. 
Dopo le escursioni, torniamo alla base e passiamo un paio di giorni sulla nostra spiagga, non facilmente raggiungibile e sassosa, ma con il mare proprio bello: Jadrina. 
Un borgo storico colorato e spumeggiante condensato in un promontorio che fronteggia un piccolo arcipelago: Rovinij. 
Quando vieni via dal mare ma le vacanze non sono finite, la malinconia non ti assale, soprattutto se di passaggio t'imbatti in una trattoria semplice, ma che più tentatrice non si può: Gostilna Erna, a Podgrad, in Slovenia. 

Di nuovo Trieste e... tango! Ci limitiamo però a una pomeridiana nell'ambito del ricco festival di questi giorni, perché la sera la passiamo in giro per la città. 

Nell'ultimo giorno (per questa volta) a Trieste dedico qualche ora a visitare la Risiera di San Sabba, che tra i campi di concentramento nazifascisti in territorio italico è stato l'unico anche di sterminio. 
"Non è solo un’esigenza di giustizia, ma anche un problema educativo. Tutti devono sapere che delitti come questi non cadono sul fondo della memoria, non vengono prescritti. Chiunque pensasse ad un nuovo fascismo deve sapere che, alla fine, sarà sempre la giustizia a vincere. Anche se i mulini della giustizia macinano lentamente." (Simon Wiesenthal) 

Le celle, minuscole, opprimenti, asfissianti. Un lungo momento toccante che prosegue nei suoi effetti anche oltre l'uscita, quando a non uscire è la mia voce al telefono. Poi, ovviamente, si passa ad altro. Ma senza dimenticare. 

Quando la vacanza è davvero finita e ci si trova sulla via del ritorno, mi piace aggiungere una deviazione, un prolungamento, un extra, un piccolo bonus: in questo caso, il cadeau è stato il carinissimo borgo di Soave (VR), che meriterà una visita meno frettolosa una volta o l'altra. 

31 luglio 2022

Tutto questo è gioia

L'acqua dei torrenti è benefica già a bagnarcisi i piedi, ma immergendovisi completamente e a più riprese, la sensazione è quella di una rinascita, quasi una sorta di autobattesimo laico con la benedizione dell'energia della Natura, quella che sgorga e si esprime indipendentemente dalla nostra presenza, della quale, ricordiamoci, saprebbe fare benissimo a meno. 

Due volte in questo luglio ho goduto di tali privilegi: la prima in alta val Brembana, la seconda in val di Fiemme. Dalla Lombardia al Trentino, le premesse erano di esperienze a metà tra vacanza e fatica, ma come sempre mi accade, sono riuscito a godermi numerosi momenti di intenso benessere. Grazie alla Natura, certo, ma soprattutto grazie alle persone, delle quali è bellissimo non fare a meno. 

Della settimana a Mezzoldo, ad accompagnare un'ottantina di allievi di prima, seconda e terza media, conservo una montagna di ricordi derivati dalle molteplici attività svolte quasi incessantemente, con grande tripudio dei ragazzi che hanno potuto vivere esperienze interessanti e coinvolgenti. Rimane però soprattutto la contentezza dovuta a come sono stato bene coi colleghi e ancor più al segno lasciato fin nel profondo dagli abbracci finali spontanei, commossi e commoventi degli ormai ex allievi e allieve di terza media, pronti a volare verso il mondo dei più grandi. 

In Trentino, il bello -- e il difficile -- è stato portare in vacanza la mamma, facendola uscire dalla RSA per 15 giorni e permettendole di godersi gli amatissimi ambiti di Castello di Fiemme e dintorni, con varie puntate in alta montagna: passo Lavazè, passo Rolle, passo San Pellegrino, ovviamente in diverse giornate, condividendo il gusto per i paesaggi e l'aria, il sole e l'acqua, e dandole la possibilità di rivedere tante persone care, con alcune delle quali ha condiviso oltre mezzo secolo di villeggiature estive. Siamo riusciti a fare tutto ciò superando le paure del Covid e delle possibili fratture da caduta, due spettri che abbiamo disinnescato con un'attenzione continua e col sollievo finale di una soddisfazione condivisa. 

30 giugno 2022

Fine e inizio, come sempre

Fine semestre dell'anno solare, fin della fine dell'anno scolastico: sembrerebbe di poter segnare un punto fermo, un punto e a capo, ma in verità, come sempre, c'è sempre qualcosa in sospeso, punti da ridefinire e appunti da riordinare, bagagli da inventare e viaggi da organizzare. 

Soprattutto, però, ci sono volontà da reinnescare e sogni da accompagnare. Piccole azioni che devono ricominciare perché possano far da viatico al rinnovamento del percorso personale, e perché il viatico non prenda la maiuscola della rassegnazione. 

Passo dopo passo dopo passo, che siano in montagna o nella musica. 
Onda dopo onda dopo onda, che lambiscano gli scogli, la battigia o i confini dell'anima. 

31 maggio 2022

Il suono che ti sostiene

Belle canzoni da bei film: questa l'idea per "Soundtracks", piccola* e selezionata playlist sul mio profilo Spotify. 

Per ora ho attinto parsimoniosamente, non più di un pezzo per film, dalle colonne sonore di questi titoli cinematografici:

Reservoir Dogs (Le iene) - 1992
Good Morning, Vietnam - 1987
Fight Club - 1999
A Serious Man - 2009
O Brother, Where Art Thou? (Fratello, dove sei?) - 2000
Pulp Fiction - 1994
Arizona Dream - 1993
Forrest Gump - 1994
Magnolia - 1999
A Bronx Tale (Bronx) - 1993
Mujeres al borde de un ataque de nervios (Donne sull'orlo di una crisi di nervi) - 1988 
Dona Flor e seus dois maridos (Donna Flor e i suoi due mariti) - 1976
Pensavo fosse amore... invece era un calesse - 1991
Toto le héros (Toto le héros - Un eroe di fine millennio) - 1991
Strange days - 1995
This Must Be the Place - 2011

... e poi:
The Big Chill (Il grande freddo) - 1983
Il divo - 2008
Up in the Air (Tra le nuvole) - 2009
Radio Days - 1987
About Time (Questione di tempo) - 2013
Something Wild (Qualcosa di travolgente) - 1986
Trainspotting - 1996
Marrakech Express - 1989
The Purple Rose of Cairo (La rosa purpurea del Cairo) - 1985
La prima cosa bella - 2010
American Hustle - 2013
Paris, Texas - 1984

(*)Piccola per ora; l'elenco è in aggiornamento, l'invito è semplice: trova o suggerisci l'abbinamento canzone-film che preferisci. 

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Apprezzamenti:
In the Death Car di Goran Bregović cantata da Iggy Pop in Arizona Dream (Sara)

Suggerimenti:
Last night sleep dei Can in Until the end of the world (Sara)
Imagine di John Lennon in The Killing Fields (Urla del Silenzio) (Marco)

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Registi finora coinvolti: 
Quentin Tarantino, Barry Levinson, David Fincher, Joel Coen e Ethan Coen, Emir Kusturica, Robert Zemeckis, Paul Thomas Anderson, Robert De Niro, Pedro Almodóvar, Massimo Troisi, Jaco Van Dormael, Kathryn Bigelow, Paolo Sorrentino, Lawrence Kasdan, Jason Reitman, Woody Allen, Richard Curtis, Jonathan Demme, Danny Boyle, Gabriele Salvatores, Paolo Virzì, David O. Russell, Wim Wenders

29 aprile 2022

Personal lockdown

Domani dovrei uscirne. Sono prudente, perché già una settimana fa mi ero illuso di uscirne, e dunque di poter di nuovo uscire. Tutto dipenderà dalla comparsa o meno di una striscetta rossa. 
Alla fine, per fortuna e grazie anche ai vaccini, si è trattato più che altro di una scocciatura, visto che come sintomi ho avuto solo qualche giorno di tosse e raffreddore, senza nemmeno una linea di febbre. 

È opportuno rammentarlo e ribadirselo, giacché troppo spesso ci si dimentica di ridimensionare, laddove è invece sano e giusto riportare alla giusta misura le piccole o grandi avversità che capita di dover attraversare. 
Ridimensionare per contrastare l'abbattimento, il provvisorio abbattimento, al quale reagire si deve e si può, trovando istante per istante antidoti che tenderanno a moltiplicarsi quanto più permetteremo loro di farlo, aprendoci alle possibilità proprio nel momento in cui ci tocca rinchiuderci, letteralmente.  

Leggere, risistemare, cucinare, fare le pulizie, poi a un certo punto mettersi a disposizione per collegarsi online e fare lezione: lavorare mentre si potrebbe poltrire è il contrario di quel che raccomando a chiunque, però insegnare è bello, e sapere di poter aiutare i propri alunni a superare delle difficoltà in vista della fine dell'anno scolastico è sufficiente a far saltare la barricata della pigrizia e della voglia di rimanere a dormire un po' più a lungo al mattino. 

Un motivo in più per sperare di uscirne è la necessità di riprendere la discesa ponderale, che ha avuto una pericolosa inversione in sole due settimane. Far urlare il corpo in movimento anziché la bilancia sarà salutare e potenzialmente assai piacevole. 

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bonus musicale: Depeche Mode e Johnny Cash


a cura di Giulio Pianese

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