31 luglio 2022

Tutto questo è gioia

L'acqua dei torrenti è benefica già a bagnarcisi i piedi, ma immergendovisi completamente e a più riprese, la sensazione è quella di una rinascita, quasi una sorta di autobattesimo laico con la benedizione dell'energia della Natura, quella che sgorga e si esprime indipendentemente dalla nostra presenza, della quale, ricordiamoci, saprebbe fare benissimo a meno. 

Due volte in questo luglio ho goduto di tali privilegi: la prima in alta val Brembana, la seconda in val di Fiemme. Dalla Lombardia al Trentino, le premesse erano di esperienze a metà tra vacanza e fatica, ma come sempre mi accade, sono riuscito a godermi numerosi momenti di intenso benessere. Grazie alla Natura, certo, ma soprattutto grazie alle persone, delle quali è bellissimo non fare a meno. 

Della settimana a Mezzoldo, ad accompagnare un'ottantina di allievi di prima, seconda e terza media, conservo una montagna di ricordi derivati dalle molteplici attività svolte quasi incessantemente, con grande tripudio dei ragazzi che hanno potuto vivere esperienze interessanti e coinvolgenti. Rimane però soprattutto la contentezza dovuta a come sono stato bene coi colleghi e ancor più al segno lasciato fin nel profondo dagli abbracci finali spontanei, commossi e commoventi degli ormai ex allievi e allieve di terza media, pronti a volare verso il mondo dei più grandi. 

In Trentino, il bello -- e il difficile -- è stato portare in vacanza la mamma, facendola uscire dalla RSA per 15 giorni e permettendole di godersi gli amatissimi ambiti di Castello di Fiemme e dintorni, con varie puntate in alta montagna: passo Lavazè, passo Rolle, passo San Pellegrino, ovviamente in diverse giornate, condividendo il gusto per i paesaggi e l'aria, il sole e l'acqua, e dandole la possibilità di rivedere tante persone care, con alcune delle quali ha condiviso oltre mezzo secolo di villeggiature estive. Siamo riusciti a fare tutto ciò superando le paure del Covid e delle possibili fratture da caduta, due spettri che abbiamo disinnescato con un'attenzione continua e col sollievo finale di una soddisfazione condivisa. 

30 giugno 2022

Fine e inizio, come sempre

Fine semestre dell'anno solare, fin della fine dell'anno scolastico: sembrerebbe di poter segnare un punto fermo, un punto e a capo, ma in verità, come sempre, c'è sempre qualcosa in sospeso, punti da ridefinire e appunti da riordinare, bagagli da inventare e viaggi da organizzare. 

Soprattutto, però, ci sono volontà da reinnescare e sogni da accompagnare. Piccole azioni che devono ricominciare perché possano far da viatico al rinnovamento del percorso personale, e perché il viatico non prenda la maiuscola della rassegnazione. 

Passo dopo passo dopo passo, che siano in montagna o nella musica. 
Onda dopo onda dopo onda, che lambiscano gli scogli, la battigia o i confini dell'anima. 

31 maggio 2022

Il suono che ti sostiene

Belle canzoni da bei film: questa l'idea per "Soundtracks", piccola* e selezionata playlist sul mio profilo Spotify. 

Per ora ho attinto parsimoniosamente, non più di un pezzo per film, dalle colonne sonore di questi titoli cinematografici:

Reservoir Dogs (Le iene) - 1992
Good Morning, Vietnam - 1987
Fight Club - 1999
A Serious Man - 2009
O Brother, Where Art Thou? (Fratello, dove sei?) - 2000
Pulp Fiction - 1994
Arizona Dream - 1993
Forrest Gump - 1994
Magnolia - 1999
A Bronx Tale (Bronx) - 1993
Mujeres al borde de un ataque de nervios (Donne sull'orlo di una crisi di nervi) - 1988 
Dona Flor e seus dois maridos (Donna Flor e i suoi due mariti) - 1976
Pensavo fosse amore... invece era un calesse - 1991
Toto le héros (Toto le héros - Un eroe di fine millennio) - 1991
Strange days - 1995
This Must Be the Place - 2011

... e poi:
The Big Chill (Il grande freddo) - 1983
Il divo - 2008
Up in the Air (Tra le nuvole) - 2009
Radio Days - 1987
About Time (Questione di tempo) - 2013
Something Wild (Qualcosa di travolgente) - 1986
Trainspotting - 1996
Marrakech Express - 1989
The Purple Rose of Cairo (La rosa purpurea del Cairo) - 1985
La prima cosa bella - 2010
American Hustle - 2013
Paris, Texas - 1984

(*)Piccola per ora; l'elenco è in aggiornamento, l'invito è semplice: trova o suggerisci l'abbinamento canzone-film che preferisci. 

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Apprezzamenti:
In the Death Car di Goran Bregović cantata da Iggy Pop in Arizona Dream (Sara)

Suggerimenti:
Last night sleep dei Can in Until the end of the world (Sara)
Imagine di John Lennon in The Killing Fields (Urla del Silenzio) (Marco)

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Registi finora coinvolti: 
Quentin Tarantino, Barry Levinson, David Fincher, Joel Coen e Ethan Coen, Emir Kusturica, Robert Zemeckis, Paul Thomas Anderson, Robert De Niro, Pedro Almodóvar, Massimo Troisi, Jaco Van Dormael, Kathryn Bigelow, Paolo Sorrentino, Lawrence Kasdan, Jason Reitman, Woody Allen, Richard Curtis, Jonathan Demme, Danny Boyle, Gabriele Salvatores, Paolo Virzì, David O. Russell, Wim Wenders

29 aprile 2022

Personal lockdown

Domani dovrei uscirne. Sono prudente, perché già una settimana fa mi ero illuso di uscirne, e dunque di poter di nuovo uscire. Tutto dipenderà dalla comparsa o meno di una striscetta rossa. 
Alla fine, per fortuna e grazie anche ai vaccini, si è trattato più che altro di una scocciatura, visto che come sintomi ho avuto solo qualche giorno di tosse e raffreddore, senza nemmeno una linea di febbre. 

È opportuno rammentarlo e ribadirselo, giacché troppo spesso ci si dimentica di ridimensionare, laddove è invece sano e giusto riportare alla giusta misura le piccole o grandi avversità che capita di dover attraversare. 
Ridimensionare per contrastare l'abbattimento, il provvisorio abbattimento, al quale reagire si deve e si può, trovando istante per istante antidoti che tenderanno a moltiplicarsi quanto più permetteremo loro di farlo, aprendoci alle possibilità proprio nel momento in cui ci tocca rinchiuderci, letteralmente.  

Leggere, risistemare, cucinare, fare le pulizie, poi a un certo punto mettersi a disposizione per collegarsi online e fare lezione: lavorare mentre si potrebbe poltrire è il contrario di quel che raccomando a chiunque, però insegnare è bello, e sapere di poter aiutare i propri alunni a superare delle difficoltà in vista della fine dell'anno scolastico è sufficiente a far saltare la barricata della pigrizia e della voglia di rimanere a dormire un po' più a lungo al mattino. 

Un motivo in più per sperare di uscirne è la necessità di riprendere la discesa ponderale, che ha avuto una pericolosa inversione in sole due settimane. Far urlare il corpo in movimento anziché la bilancia sarà salutare e potenzialmente assai piacevole. 

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bonus musicale: Depeche Mode e Johnny Cash

31 marzo 2022

Reset

Forse per via del cordone ombelicale che rischiò di strozzarmi proprio mentre mi accingevo a venire alla luce, il mio peggiore incubo a livello personale è il soffocamento. 
In questo momento, il naso tappato ne rappresenta una buona perfida approssimazione. Un fastidioso cocktail con parti variabili di banali allergie, setto deviato e sensibilità alla pessima qualità dell'aria di questa pianura industriosa e crudele fa sì che il mio sonno si interrompa più volte e che il risveglio sia spesso contraddistinto da fauci riarse. 
Difficile mantenere il buonumore in tali frangenti, ma fortunatamente tutto ciò non mi capita mentre mi delizio con passatempi e passioni. Tuttavia, dovrò decidermi a intervenire, perché non avrebbe senso lasciar perdere la qualità del vivere. A meno di improbabili intuizioni di altro genere, temo che dovrò farmi raddrizzare il setto nasale. Già dico ahia, ma alle volte ci vuole proprio un reset. 

28 febbraio 2022

Ti tocca approfondire in ogni caso

"It's more complicated than that!" è una frase che mi è sempre rimasta in mente dopo averla letta qualche lustro fa sul blog di Gaspar Torriero, dove campeggia tuttora. 
Purtroppo o per fortuna, è vera. Purtroppo, perché sarebbe meno faticoso se le cose fossero più semplici. Per fortuna, perché sarebbe noioso se fossero sempre banali e totalmente prevedibili. 

La realtà è sempre un po' più complicata di come appare a una considerazione fugace o pigra; per questo le discussioni "da scompartimento del treno" (quando gli scompartimenti c'erano ancora), superficiali quanto fulminee nel raggiungere conclusioni apodittiche, non giovano alla comprensione e tantomeno alla possibile risoluzione di problemi generali intrecciati a situazioni complesse. 

Praticamente per ogni questione, il manicheismo da tifosi non può funzionare come analisi seria e l'assenza di interrogativi prelude a una insopportabile schiera di stupidi punti esclamativi. 
Purtroppo o per fortuna, ti tocca approfondire: studiare le cause, le conseguenze, le interazioni, le possibili ripercussioni. Pensaci, prima di parlare a vanvera. 

Con questo, non intendo si debba evitare di schierarsi ove l'emergenza o l'urgenza lo richieda, però sarebbe bene ricordarsi che per quasi qualunque cosa: "È più complicato di così!"

31 gennaio 2022

Verità o auspici

Con il passare degli anni, il dentro e il fuori rischiano di assomigliarsi sempre meno, salvo che non si sorrida con gli occhi e dal cuore. Quello sarà di certo l'antidoto all'avvizzirsi dell'animo, talvolta perfino a quello dell'epidermide. 

Con il passare del tempo, il tempo stesso sembra scivolare più lesto, come un torrente in prossimità delle rapide. Eppure, se si imparano i segreti della rosa dagli infiniti petali, il suo schiudersi saprà eternizzare ogni istante, e se la vita non potrà allungarsi, sarà però più ampia. 

Che lo sguardo lungo sia come quello di un vals ballato in modo fluido, che il qui e ora sia come una milonga gioiosamente scandita, che gli abbracci siano come quelli di un tango gustato intensamente e fino in fondo. 

Che il vivere e il ballare possano imitarsi a vicenda, intersecandosi con soddisfazione e divertimento. 

31 dicembre 2021

Auguri a tutti

Non importa il colore delle mutande che indossi, ma il calore di chi te le toglie.

Negatività

Non ho tanta fame, non ho voglia di cotechino e lenticchie. No, tranquilli, i sapori li sento, è che ne sento tanti e spesso. Magari più tardi. 

Non andiamo a ballare, stasera. Tutto annullato, tutto chiuso, il tango se ci sarà sarà casalingo. 

Non sparerò i botti. Certo, ci sarebbero mille buoni motivi per non farlo, ma in realtà, a pensarci bene, non lo faccio per pigrizia. 

Non andremo nemmeno al cinema, stasera. Ci si sarebbe dovuti organizzare per tempo, ma è tutto un cincischiare, un mezzo ciancicare, tra falsi allarmi e un sentimento d'attesa, quasi di vita sospesa. 

Non esser così negativo, dai! E invece sì, voglio esser negativo... per questo mi sto facendo un test, così domani vado tranquillo a trovare la mamma, che è sempre più confusa ma sempre più felice di vederci. 

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N.B.: ho in corpo tre dosi di vaccino e altrettante ne auguro a voi.


a cura di Giulio Pianese

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