21 novembre 2006

L'onore dei guizzi

Il fatto di donare titolo e sottotitolo per una settimana a Certe piccole manie - tassonomia esistenziale meriterebbe un post già di per sé, vuoi perché sono orgoglioso sia stato scelto il mio Certe piccole aritmie - Extrasistolia sentimentale, vuoi per il piacere di sottolineare come la mutevolezza di quell'intestazione sia scaturita da un giocare collettivo e spontaneo che prese vita qualche settimana fa (fase uno e fase due) tra il fitto fogliame dei commenti al blog di Flounder, un lussureggiante salotto quasi degno della padrona di casa.

Vale però la pena approfittare di questa piccola esposizione di vanità per rilanciare la segnalazione di un raccontino sul filo dei discorsi che negli ultimi giorni hanno trovato e suscitato attenzione in rete (vedi per esempio l'intervento di Broono) riguardo al problema dell'anoressia e più in generale delle malattie che si esprimono in comportamenti pericolosamente anomali in campo alimentare.

Al raccontino scritto da Flounder manca il titolo, ma tutto il resto ce l'ha. Quel che mi è venuto da dire dopo averlo letto l'ho scritto nei suoi commenti. Leggilo anche tu e poi se ti va dimmi che te ne pare.

19 novembre 2006

Solchi di memoria

Col sottofondo di RadioPop che ripropone uno straordinario Robert Wyatt come dj d'eccezione (serie di trasmissioni che seguii in diretta chissà quanti anni fa), prendo spunto da una domanda posta in Zone:
Qual è il primo 33 giri che avete comprato? E sottolineo comprato da voi, con la vostra paghetta settimanale. Non valgono i regali, a meno che non siano arrivati dietro vostra esplicita richiesta.
Marina stessa definisce la sua curiosità un "quizzone scemo", ma in realtà è divertente rispondere, perché ci si crea l'occasione per rispolverare o riscoprire ricordi che non sai, come direbbe Conte.

Per me furono 4, tutti assieme, con una spedizione ad hoc da Seregno a Milano in treno coi miei amici, nel settembre '78 se non sbaglio, destinazione Buscemi dischi in corso Magenta:
Deep Purple, Made in Europe
Genesis, Trespass
John Mayall, Bluesbreakers
Quicksilver Messenger Service, Happy Trails

Quell'estate ero andato a lavorare per comprarmi lo stereo (un bellissimo Pioneer in offerta) e volevo iniziare al più presto a costruirmi la discografia desiderata, nelle ramificazioni dei miei gusti variegati, ove tra blues, rock, west coast e pop inglese spuntarono poi Frank Zappa e Velvet Underground, tanto per dire.
Eppure, fu un periodo di grandi pregiudizi, proprio da adolescenti che devono porsi contro per affermare il debole io. Tutto quel che andava in discoteca lo schifavamo e fu per colpa di dudududadada che rinunciammo al primo concerto italiano dei Police...

---
Se anziché del primo LP mi avessero chiesto dei 45 giri che davo in pasto al mangiadischi, avrei detto che da bambino mi facevo regalare quelli di Gianni Morandi (Bella Belinda, Scende la pioggia) che era il mio preferito, ma anche qualcosa di Massimo Ranieri (Rose rosse, Erba di casa mia) e varie altre di musica leggera italiana.

Il mio primissimo acquisto da ragazzino delle medie, quando ancora non avevo lo stereo, fu la cassetta Rimmel di Francesco De Gregori. Nello stesso periodo, ascoltavo Crosby Stills Nash & Young (4 Way Street), duplicati da un amico. Quasi in contemporanea nacque la passione per Edoardo Bennato, ma ancora era da venire l'epoca degli ellepi, finché non colmai l'assenza di un giradischi in casa.

17 novembre 2006

Camel si dice dromedario

Un anno fa moriva il papà di una cara amica, un tipo speciale che si chiamava Jim. Gli piacevano limerick e filastrocche, un po' come quella che ho messo qui.

L'ho letta, ci ho riso sopra, poi m'è venuto in mente di provare a tradurla, o meglio ricrearla in italiano a rime alternate.
Ecco quel che ne è sortito:
Tra gli animali del vasto deserto
quando l'amor di stagione li spinge
il dromedario procura sconcerto
perché vorrebbe incularsi la sfinge.

Ma pieno il culo la sfinge ha di sabbia
al dromedario così all'improvviso
viene la gobba per via della rabbia
ed alla sfinge lo strano sorriso.

16 novembre 2006

EN > IT

Ho un mug (quelle tazze cilindriche col manico) regalatomi in tempi remoti che continuo a trovare simpatico: sul lato vi campeggia un pinguino dalla forma pressoché tondeggiante, corredato dalla scritta "I'm not overweight" (non sono sovrappeso). Sotto la tazza si può leggere il resto: "I'm undertall" (sono "sottoaltezza").

Soltanto oggi la Caju, che spesso ne fa uso a colazione, mi ha chiesto di tradurre. Dopo la spiegazione, ho provato a fornire una soluzione che proponesse in italiano un gioco di assonanze per surrogare i rimbalzi semantici dell'originale:

I'm not overweight.
I'm undertall.


Non sono troppo grasso.
Son solo troppo basso.

Altre proposte?
(di traduzione, non di dieta)

- - -

Ivano: Non è il chilo in più, è il metro in meno.

Broono: È la gravità, ma non è grave.

Aitan: Non è il chilo di troppo, ma la statura da tappo.

Aquatarkus: No, non è lardo / sono solo un po' sardo.

Mike: Dal cerchio largo / a stento m'alzo.

Elena: 1) Non è grasso che cola, ma altezza che cala.
2) Non sono pesante... Sono un cortometraggio.

Gigi Massi: Ma che pinguedine! È mancanza di altitudine...

15 novembre 2006

Boccaccia mia

Ieri ho fatto una gaffe, ma una di quelle imperdonabili: vedendo che avevo preso questo titolo di Izzo (da regalare), la libraia ha espresso il suo entusiasmo per l'autore marsigliese, del quale ha dichiarato di aver letto tutti i libri tranne due. Così ci siamo messi a parlare, e l'originale, e la traduzione, ma com'è bravo, com'era bravo, e quello è un pugno nello stomaco ma ne vale la pena e poi, a un certo punto, con la nonchalance più maldestra del mondo, en passant, raccontandole la reazione di un'amica nello scoprire [una certa cosa] ho rivelato alla mia interlocutrice il finale di Solea! Avevo capito chissà come che l'avesse già letto e invece, mamma mia, mi sono sentito davvero mortificato, sebbene lei, pur dispiaciutissima, provasse a minimizzare.
Niente da fare: imperdonabile. Sono uscito dalla libreria sapendomi più coglione che mai. Più tardi, però, dopo essere andato a prendere i bimbi, ci sono tornato con loro a portarle dei dolcetti e lei è scoppiata a ridere.

A Lorenzo, a Francesca e alla sua amichetta Bianca avevo raccontato la vicenda ed esemplificato:
- Un po' come se svelassi alla Cajuina (appassionatamente impegnata a leggersi l'intera serie di Salgari) che alla fine...
- No, papà!
- ...che alla fine, Sandokan...
- No, dai, non farlo, uffa!
- ...che Sandokan alla fine... diventa una femmina.

Uahr, uahr, uhar, scoppi di risa in Bianca e Lorenzo, il quale inoltre condiva con varie smorfie la soddisfazione per la battuta, quasi una rivalsa sull'eroe preferito della sorella.
Francesca invece s'è indignata e financo offesa. Toccale tutto, ma non il suo pirata prediletto.

14 novembre 2006

Anticalcare

Se di traduzione vogliamo parlare e non di calco pedissequo, ha ragione Massimo:

mid-term elections = elezioni di metà mandato

13 novembre 2006

Splinder night

Domani sera, martedì 14 novembre 2006, dalle ore 19 al Luminal di viale Monte Grappa 14 a Milano.
Non mi potrò trattenere a lungo, ma almeno un salto per salutarli lo vorrei fare.

09 novembre 2006

Da dove dgt?

Non sono solito dissertare sulla provenienza dei visitatori di queste pagine ("referrers" in itangliano), ma una visita da Paris, Texas vale l'eccezione: per il film di Wenders, per il disco di Ry Cooder, per lei.



(anche se nella fattispecie cercavano su Google... "tutto sulle capre")

06 novembre 2006

Riabbracci

Ieri in tarda mattinata Rillo e Narsil mi hanno riferito che alcune persone (2 ragazze e 1 ragazzo) in centro a Milano brandivano cartelli con la scritta "dono abbracci"; interrogati, spiegavano che più o meno una volta al mese ripetono l'iniziativa.
L'idea non ha mancato di solleticare il nostro animo pazziante e chissà che un giorno o l'altro non ci uniamo a moltiplicare le forze benefiche d'amore gratuito (Rillo ha tenuto a specificare che dovrò solo abbracciare e non limonare chi vorrà approfittare dell'offerta).

Oggi vedo su [mini]marketing che analoga minimanifestazione ha avuto luogo anche altrove.
Che si tratti di coincidenza o di attività collegate tra loro, comunque mi ricordano il video Free Hugs di cui si parlò tempo fa.

05 novembre 2006

Dunque

Di quel che è da fare è inutile dire, anzi è dannoso perché ruba tempo. Per quel che è da dire c'è poco da fare, diventa falloso quand'è fuori tempo. Del tempo dell'aria non vale parlare. Il tempo che resta si fa attraversare.

04 novembre 2006

Poesia in tournée

Se ami la poesia, magari ti farà piacere sentirti ricordare che stasera a Venezia parte il lovepoetry! tour e che le prossime tappe previste toccheranno Alessandria l'11 novembre e Vercelli il 26.
Del manipolo poetante conosco finora Arsenio Bravuomo e Carlo Molinaro: a loro in particolare, ma anche a tutti gli altri un grosso e affettuoso in bocca al lupo.

Muoviti muoviti

Troppe ore davanti al computer? Se lamenti dolenzie a schiena, collo, braccia, polsi, dita... eccoti qualche semplice esercizio da fare. Il tuo corpo ti ringrazierà.

La sindrome del tunnel carpale appartiene alla categoria delle lesioni da sforzo ripetuto (RSI) e colpisce anche la categoria dei traduttori, i quali però talvolta si trovano soverchiati da altri problemi...

03 novembre 2006

Certe fortune

Per esempio, che in queste sere l'anno scorso non facesse questo freddo becco.
E anche il fatto di essere vivi, certo.

Ma che mania!

Immagina di riunire in una sola pagina blog, fotoblog, audioblog, videoblog, il tutto già dotato degli ammennicoli potenzialmente desiderabili (commenti, feed, tag, community) e caratterizzato da facilità estrema di gestione fin dall'iscrizione.
A questo Vox mi era venuta voglia di dare un'occhiata dopo aver letto Mantellini. L'ho fatto, e tanto per vedere come funziona, ho inserito anche un file audio inedito dei Blubaluba, registrato dal vivo nel 2005.

02 novembre 2006

Passaggio a livella

Ogn'anno, il due novembre c'è l'usanza / per i defunti andare al Cimitero. Oddio, non proprio ogni anno, diciamolo: solo qualche volta è capitato che la ricorrenza fosse onorata esattamente alla data prescritta; d'altronde, le distanze geografiche pongono vincoli e poi per queste cose non sono fissato come invece mi succede per il compleanno, che pretendo di festeggiare solo ed esclusivamente nel giorno in cui cade l'anniversario preciso.
Trovarsi il 2 novembre tra le tombe, comunque, sembra ovvio, ma oggi la circostanza è stata speciale. Nulla di originale, in verità, nulla di diverso dall'ordine naturale delle cose. So it goes, chioserebbe Billy Pilgrim. E già: si nasce, si vive, si muore, siamo una specie fatta così, non abbiamo ancora imparato l'immortalità o forse non ci interessa davvero.

Una signora anziana, una mamma, una nonna, una bisnonna muore. Semplicemente, se ne va. Chi resta, a guardare nella voragine di quei tre metri criptici cementati di buio, dapprima non capisce, poi non si rassegna: per questo interviene drastica la pietra tombale, a tranquillizzarti sulla realtà del dolore, a pestarti le croste delle ferite, a chiudere quanto va chiuso. Chiude senza tanti complimenti, ma lo fa perché le abrasioni possano cicatrizzarsi per bene e guarire sul serio, perché la visione riesca a riaprirsi a paesaggi dinamici, perché la vita riprovi nel sorriso a rivincere per l'ennesima effimera volta sulla morte, che non è detto sia più misteriosa di lei.
Anche le braccia si chiudono, ma lo fanno attorno alle persone care. Gli abbracci sanno di amicizia che osa chiedere e dare sostegno, resistendo anche a distanza di anni. Porgere le condoglianze a Cece e ai suoi familiari è stato un bagno di affetto, riprova hegeliana del positivo dal negativo.
Gioioso suggello, su sfondo terso, la tavolozza delle fronde irradiate di luce e vento, meglio dei Caran d'Ache in scatola grande, perfino. E tutti quei colori fan da corredo, accompagnano un giro a omaggiare amici presentiassenti, fatti di sogno e polvere, o forse luce, chissà. E già: si nasce, si vive, si muore, siamo una specie fatta così, un vizio di forma per qualcuno, ma se fosse diversamente, che sfizio ci sarebbe?

31 ottobre 2006

Che festa sia!

Come già si disse un anno fa, chi se ne importa se è importata, l'importante è festeggiare.
C'è chi lo farà in modi paurosissimi, chi si dedicherà alle mangerie augurali e chi avrà a che fare con bimbi.
Anche a questi ultimi, ma non solo, sono dedicati i Giochi tradizionali da fare, a cura di Jane, la super rossa della Zone:
  • ducking for apples (immergersi per le mele): prendere una bacinella capiente e riempirla di acqua, metterla per terra; buttare dentro delle mele; mettersi in ginocchio (aspettate... non è quel tipo di gioco!) e cercare di afferrare una mela con i denti. Provare per credere, è difficile. In teoria, chi prende la mela per prima si sposa quell'inverno, ma lasciamo perdere...
  • apple peeling (sbucciare la mela): mettersi davanti a uno specchio con una candela accesa e sbucciare una mela; buttare la buccia per terra dietro le spalle; vedrete la faccia del(la) futuro/a sposo/a nello specchio e la buccia disegnerà l'iniziale del suo nome. Di solito gli amici si divertono con foto mostruose e la buccia fa sempre una "c".
  • treacle scones (scones alla melassa): appendere gli scones (specie di tortine) dal soffitto con lo spago e cospargerli di melassa dopo aver messo diversi strati di giornale per terra; cercare di mangiare lo scone senza coprire il capo di melassa. Non c'è alcuno shampoo, sapone o solvente che toglie la melassa dai capelli. Ne so qualcosa.

    Jane :-)

  • Sempre la nostra scozzese preferita ci regala una curiosità linguistica: "Trick or treat è un'americanata. È una pratica antica imitare le fate e andare in giro a chiedere regalini su minaccia di dispetti. Il suo nome antico, ancora in uso da noi, è guising (da disguise, travestimento)."

    25 ottobre 2006

    Annuncio concerto


    Suoneremo per Bagheera,
    balleremo con Baloo,
    canteremo tutta sera
    se ci vieni pure tu


    venerdì 27 ottobre 2006 al Mi Cantino di Monza in via Dante, 6

    il concerto inizierà alle ore 23 in punto
    è consigliabile arrivare un po' prima e meglio ancora prenotare:
    tel. 039 322970

    voci, fiati, tastiere, chitarra, basso, batteria
    funky, soul, blues, R&B, groove & love

    Blubaluba
    questa mi suona bene

    le foto - il video (ca. 18 mega) - gli audio (uno, due e tre)

    24 ottobre 2006

    Oi dialogoi

    Accompagnarli a scuola alla mattina è un privilegio anche per l'opportunità di ascoltarne le conversazioni durante la deambulazione:

    Lorenzo, anni 6: Mamma mia, quanta gente che fuma! Pevrò c'è qualcuno che non fuma mai... gli animali, eeheehhe!
    Francesca, anni 10: Guarda che noi siamo animali.
    L.: No, noi siamo umani.
    F.: Esistono tre regni: minerale, vegetale, animale. Dato che non siamo pietre e nemmeno piante, siamo animali.
    L.: No, senti, noi non siamo animali, siamo degli umani.
    F.: Gli umani sono una specie di animali. Altrimenti anche il leopardo potrebbe dire che ci sono quattro categorie: minerali, vegetali, animali e i leopardi.
    L.: Uffa, non è vevro.
    F.: Senti, dei tre regni: minerali, vegetali, animali, noi cosa siamo?
    L.: Un sogno.

    20 ottobre 2006

    Sentito dire

    Overheard in New York, segnalato da Ceci della Zonker's Zone, riporta frasi sentite per strada e spesso presenta autentiche chicche. Abbastanza innocuo ma carino il seguente scambio ai margini della parata per il Pulaski Day:

    Ragazza polacca n. 1: Era il Cardinale quello?
    Ragazza polacca n. 2: No. Il Cardinale è vestito di rosso.
    Ragazzo polacco: Ehi, se il Papa stesse sopra al cardinale, farebbero la Polonia!
    Ragazze polacche: ...
    Ragazzo polacco: No, voglio dire, come la bandiera!


    Quanto al titolo, non è certo da meno:
    E se gli stesse dentro, farebbero la Svizzera.

    19 ottobre 2006

    Sssht

    Dai, ti prego, solo un momentino: svegliami tra cinque minuti, ho bisogno di staccare un attimo, di lasciarmi andare al torpore e prometto che tornerò presto, che sarò in forma e sorridente; chiamami, in caso non mi rialzassi spontaneamente, però fallo con delicatezza, meglio ancora con dolcezza, ma non troppa, altrimenti anziché lasciare il giaciglio ti ci trascinerò e indugeremo a lungo, più di quanto non ci si possa concedere date le circostanze.

    (chiudo gli occhi e penso che non avrei mai dovuto acconsentire a farmi tatuare l'interno delle palpebre)

    18 ottobre 2006

    Katalogato

    Mi piace la commistione tra dialetto astense e finto nippo di Kata Homo, il catalogo umano allestito da Alice, che mi ci ha inserito e prezzato.

    Aggiornamento: nella prima versione del catalogo ero effettivamente presente in questa veste.

    Matemagica

    Ringrazio la graziosa omonima che mi ha strappato qualche risata inviandomi una serie di immagini sulla risoluzione di problemi matematici, cose tipo questa:



    Problema: Trovare x.
    Soluzione: Eccola qui.

    17 ottobre 2006

    Benvenuto, Fabio!

    Mi hanno comunicato che stasera è nato un nuovo nipotino, il secondogenito della mia sorellina.

    Copia e incolla

    Lo faccio quasi tutti i giorni: tutti i giorni o quasi ritaglio qualcosa qua e là e lo copio su CuT'n'PaStE.

    Oggi invece lo voglio fare qui, per invitarti a leggere o rileggere l'ennesimo imperdibile pezzo di Sphera ["casa.", del 17 ottobre 2006], una che sa infilare perle bellissime sulla collana del vivere:
    A delimitare ciò che ti appartiene non sono i muri che costruisci, ma il raggio della tua luce.

    16 ottobre 2006

    Lingue d'inferno

    C'è un incendio in via Andreoli, proprio in questo istante. Affacciatomi a guardare, sembra che a bruciare sia un appartamento del palazzo in cui abitavo prima, al numero 9. Non ho voglia di scendere in strada e mischiarmi tra i curiosi o i preoccupati per vedere meglio: m'è bastata l'impressione lasciata dalle fiamme che fuoriuscivano prepotenti dalle finestre a lambire l'inizio della notte, mentre non si capiva se il camion dei pompieri con la scala già estratta stesse servendo a qualcosa o meno.
    Un po' d'angoscia per le persone eventualmente in pericolo, ma soprattutto stupore al verificarsi di un evento tremendo per urgenza e realtà, della categoria di quel che si pensa possa riguardare sempre e soltanto altri, altrove.
    Per un momento ho perfino temuto che il fuoco potesse propagarsi casa per casa mangiandosi tutto per duecento metri di edifici fino a giungere qui... e allora mi sono sbrigato a cliccare [Send] sul messaggio e-mail che avevo appena concluso.
    Ora è spento. Restano i lampeggianti blu e arancioni, punto interrogativo intermittente che non si spiega come possa essere indesiderata una voluta di fumo.

    14 ottobre 2006

    Questi so' numeri!

    Estrazione n. 122 del 12/10/2006 (giovedì)
    Milano 52-45-25-76-12


    Me l'ha segnalato Broono, io mica lo sapevo quando scrissi questo.

    Domani metto giù un bancariello in stazione, sotto la metropolitana.
    Vieni con fiducia, vediamo che si può fare.

    12 ottobre 2006

    6 parole

    Mi stupiva che il misurato b.georg usasse le misure per definire una bloggante, poi dall'intestazione della pagina di riferimento ho capito in che senso intendere "la fantastica quarta", ma soprattutto ho trovato menzione, buon esempio e applicazione di un bel giochino: scrivere una storia in sei parole.

    Di primo acchito, "6 parole" mi ha istigato il commento:
    Sole, cuore, amore... Poi però vattene.

    Oggi invece contribuisco con:
    L'amò perdutamente, ma teneva famiglia.

    11 ottobre 2006

    Giù dalla giostra

    Primo: prendere atto della realtà.
    Secondo: ricordarsene.
    Terzo: fissarselo in testa e negli occhi.
    Quarto: fare lo stesso con tutti gli altri sei o sette sensi.
    Quinto: lasciar posare.
    Sesto: promemoria.
    Settimo: ricominciare a guardarsi in giro.
    Ottavo: lasciare che il passato riaffiori come passato e non come finto presente.


    Aggiornamento: oltre a intrecciarsi nei commenti qui sotto, la conversazione sviluppa spunti interessanti con le considerazioni di Flounder e Broono, alle quali ho provato a rispondere qui e qui.

    09 ottobre 2006

    Chiure l'uocchie pe guarda'

    Così un verso di Pino Daniele ai tempi di Musicante, da un pezzo che diceva di musica nell'aria e altre magie ineffabili.
    La musica è la mia salvezza (è tutto quel che ho, cantava lui prima ancora) e in questi giorni mi si propone agli occhi con le parole del già lodato libro di Françoise Goddard; mi attraversa le cavità corporee rimettendomi insieme i frantumi mentre canto con i Blubaluba; mi accarezza le orecchie col sorriso jazzato delle nuvole d'alta montagna, grazie alla cortesia dell'organizzazione I Suoni delle Dolomiti (la stessa di questo evento) che mi ha omaggiato di un bel CD con Stefano Bollani e altri valenti musici, tra cui vecchie conoscenze come Ares Tavolazzi e scoperte per me recenti come Petra Magoni.
    Ho sempre detto che la musica ti frega, per la sua capacità di scardinare qualsiasi bastione di autodifesa emotiva, ma è altrettanto vero che sa essere ausilio terapeutico per la guarigione di qualsiasi ferita, se le si lascia il tempo, se la si segue a tempo, se si comprende che è tempo di lasciarsi andare a quel che sarà.

    07 ottobre 2006

    06 ottobre 2006

    04 ottobre 2006

    Note d'anima

    La musica segue nei fiumi il corso dei pensieri, scava nella terra il solco al sentire, crea nell'aria lo spazio al cuore, mentre toglie il fiato e te lo restituisce a tempo, col tempo dei palpiti giusti, in tempo per non morire e poi ti fa morire, sì, ma di godimento, se ti ci lasci andare.

    Blubaluba, sabato 7 ottobre 2006 allo Spaziomusica di via Faruffini 5 a Pavia: nove elementi a far vibrare l'energia del funky, soul, blues, R&B, groove & love, sulle note dei miti della musica vera, la musica che ha tiro e fa rinascere ogni volta chi suona e chi ascolta.

    03 ottobre 2006

    02 ottobre 2006

    Cuore pulpitante

    Ci passava tutti i giorni in motorino, vicino a quel muro: grigio cemento, senza nemmeno un graffito, con un simulacro di marciapiede raffigurato da un'inutile striscia bianca. Inutile per i pedoni, perché nessuno sarebbe stato tanto avventato da avventurarsi in quel passaggio troppo stretto per l'intensità del traffico.
    Ci passava tutti i giorni e lo rasentava, noncurante del giacchettino in pelle che alla mezza stagione cedeva brandelli di sé scoprendo le parti opache. Noncurante, in quell'estate calda e stolida, della sua stessa epidermide, raschiata più e più volte fino alla carne viva in quelle curve volutamente mal calcolate.
    Ci passava tutti i giorni in lavanderia, a lasciare camicie strappate e a chiazze rugginose, tela d'autore del suo sangue rappreso. Snob quanto bastava ed elegante, impeccabile nei modi e strambo, scontrino alla mano ritirava i suoi straccetti lavati e stirati alla perfezione.

    Ma non gli bastò più quella grattugia: un giorno finalmente se ne accorse, girò il manubrio e ricercò l'impatto. Il muro lo sospese per lussarlo, e alla caduta accoglierne le macchie, così benevolmente e in leggerezza, come nei gesti oliati dalla voglia. Ahilui non si sottrasse ed il suo viso andò a baciar coi bulbi la parete. Il freno conficcato nel costato, un ghigno storto sulla faccia pesta.

    Adesso resta solo un punto in forse: se debba sopraggiungere un furgone e metter fine alfine alle sue pene. Oppure se arrestare il flusso immane, pericoloso traffico adirato, e sia lasciato indenne o almeno vivo il temerario insano e lesionato. Si ascolta il gocciolio che dentro al ventre produce a stille l'organo pulsante, quel cuore che sgozzato vuol cadere giù nell'abisso per dimenticare.

    Ti manderei qualcuno a ricucirti, ma solo se prometti d'imparare: il cuore vuole palpiti e miraggi, tu ascolta i volontari che son saggi.

    01 ottobre 2006

    *

    Quando rumina la vita
    e ti sfugge un poco o latita
    la bellezza va capita
    del sorriso che ti capita.

    (Caspita!)

    30 settembre 2006

    In presa diretta

    Bzaar Camp attraverso le foto di Samuele Silva.
    Si tratta di un incontro in cui ogni partecipante presenta qualcosa. Anche se in questa occasione non mi sono gettato nella mischia, l'idea di aggregazione attiva così come lo scambio di esperienze mi piace assai e spero ci saranno resoconti in rete.

    28 settembre 2006

    A 40 è uno squonkuasso

    Se Gonio chiama e bloggator risponde, estemporaneo nasce un blog in quarantena: squonkuarantology.

    Abbracciamondo

    L'altra sera al Movida mi sono sentito apostrofare come da parecchio tempo non succedeva: lo sprimacciatore. Sia ben chiaro che del nomignolo affibbiatomi da Jorma vado orgoglioso, perché rimanda all'espressione fisica della mia affettuosità (non ci crederai, ma già così mi trattengo).
    Se, fatta salva la cura dell'igiene personale, ci si tocca, massaggia, abbraccia un po' di più, il mondo non potrà che trarne giovamento, credo. Né sono l'unico a pensarla così: guarda il video "Free Hugs" (segnalato da Diavoletta).

    25 settembre 2006

    Film a raffica

    C'è tempo fino a mezzanotte per partecipare al giochino di mirumir:
    Quali sono i 10 film che salvereste in caso di [riempire con un evento a scelta, non voglio sapere quale]? Non quelli che vi farebbero necessariamente fare bella figura, non quelli che pensate di dover salvare: mi piacerebbe una cosa possibilmente svergognata, grazie. Potete anche dirne uno alla volta (numerateli), cambiare idea, farvi influenzare dal vicino di commento, spiegare perché (motivazioni come "mi piace Johnny Depp" sono ritenute perfettamente accettabili).
    Niente regole, post aperto, dibattito, bagigi per tutti.
    Come criterio, ho scelto alcuni dei film che non mi stuferei di rivedere:
    1. Toto le héros - Un eroe di fine millennio (Jaco Van Dormael)
    2. Pensavo fosse amore, invece era un calesse (Massimo Troisi)
    3. La banda degli onesti (Camillo Mastrocinque)
    4. La vita è un miracolo (Emir Kusturica)
    5. Ogni cosa è illuminata (Liev Schreiber)
    6. Frankenstein junior (Mel Brooks)
    7. The Blues Brothers (John Landis)
    8. Pane e tulipani (Silvio Soldini)
    9. Mujeres al borde de un ataque de nervios (Pedro Almodóvar)
    10. Prospero's Books (Peter Greenaway)

    P.S.: fossero stati 11 i titoli consentiti, ne avrei inserito uno brutto, perché bisogna anche riservarsi del tempo per limonare senza rimpianti.


    Aggiornamento: la miru ha fatto lo spoglio!

    Tutti quei momenti

    Un giorno d'autunno il mio amico Cece, occhialuto, andava in vespa in mezzo alla nebbia. A un certo punto però s'accorse di essere l'unico a procedere quasi a passo d'uomo, mentre tutti lo superavano. Rispondendo con goffa gestualità a qualche derisore, per caso toccò una lente, rendendosi conto solo allora dell'appannamento che lo aveva fino a quell'istante ingannato e rallentato.

    L'episodio narratomi torna alla memoria guardando la sequenza d'immagini fotografiche di Roberto: la pioggia dietro i vetri non finirà mai fintanto che gli occhi lacrimeranno.

    Dai una scorsa alla serie e comunica le tue impressioni, o immagina una tua storia.

    23 settembre 2006

    Libra

    In un sol giorno il cambio di stagione, segno zodiacale, anno: l'equinozio m'equipaggerà d'equilibrio?
    Si potrebbe sostenere che l'equilibrio non esiste perché siamo in continuo divenire, ma a tale obiezione risponderei con l'esempio del funambolo: equilibrio per lui non significa acchetarsi in situazione statica, ma trovare la condizione che gli permetta di procedere sul filo, in costante movimento. Istante per istante sarà per intero nel tempo presente, o cadrà.
    Forse un giorno o l'altro a percorrere quell'ardita distanza non sarà solo e l'equilibrio diverrà ancor più delicato, ma probabilmente anche più affascinante.

    22 settembre 2006

    Fraps-è

    Il pigrone spumeggiante per eccellenza, il fidanzato denegante per deficienza, il fantasma pazziante per incoscienza, avrebbe finalmente riattivato il suo spazio web. Ora mi chiedo se sia necessario procurargli un programma autobloggante perché si ricomincino a vedere dei post.

    Ah, quella del programma autobloggante non è una fola, ma una favola moderna, molto ben congegnata e scritta da aquatarkus.

    La buona educazione

    Anche quando ci si ricorda che il fare conta più del dire, quanto si riesce a trasmettere ai propri figli è sempre un coacervo di cose buone e meno buone; ma se la perfezione non esiste, ciò non esime dal tentativo di continuare a migliorarsi.
    E questo è un motivo in più per leggere Squonk:
    oggi, in fondo, le persone corte ci danno l'impressione di diventare grandi molto in fretta perché a quattro o cinque anni sanno cambiare un dvd o usare la Playstation, ma in fondo sono molto più "piccole" di quanto non fossero i loro nonni, perché noi - i loro genitori - a quarant'anni non sappiamo sopportare nemmeno un decimo delle Paure che i nostri padri hanno dovuto e saputo affrontare durante la loro infanzia

    21 settembre 2006

    Incubazioni

    Leggo Narsil che dipinge una tremenda scena da incubo e mi tornano in mente per associazione d'idee parole che quasi un anno fa avevo appuntato senza mai decidere di pubblicarle e senza mai capire la provenienza delle immagini evocate:
    Volano in su e in giù quei rapaci, eleganti, e li guardi ammirato da tale grazia giostrante. Non pensi che quel movimento sia l'alternanza dei loro turni per cibarsi di una carogna, né che la carogna di cui si stanno nutrendo, spolpandola, sei proprio tu.

    Inutile stropicciarsi gli occhi, sono aperti su un sogno diurno. Inutile pizzicarsi, sei già sveglio: solo un tantino allucinato. Abbacinato lo sarai tra poco, se non distogli occhi e pensiero e non la smetti di fissare quel biancore capace di mettere il mondo vero in sottofondo.

    Sbagliasti a dir loro che avevi fegato, a offrirti a cuore aperto, ad assicurare che interiormente li avresti coccolati. Ora ti trovano una delizia e si servono golosamente. È la loro natura, che t'aspettavi?

    Piovono pietre

    Niente di drammatico, è solo che a RadioPop hanno appena trasmesso il pezzo Simmer Down, antica sigla della mitica rubrica mattutina di Alessandro Robecchi.
    Per il resto, qui si vibra di vita (o è tremula malinconia?) e poi di tanto in tanto si va pure a riposare.
    Buonanotte, e buona fortuna.

    19 settembre 2006

    Emolandia

    Si scioglie nelle vene per una finta di Maradona, s'è sciolto nella teca com'è vera la Madonna, s'è sparso sulla faccia No! Attento, ma no, cazzo, nooo! della signora sotto il furgone, ahiomamma però almeno è viva, avete visto cosa può succedere state attenti bambini, sangue del mio sangue, non versatelo, nemmeno nella coppa a cena con gli amici più intimi, che poi non si sa mai, e non pungetevi, sangue di Giuda!, con lo spillone o con un fuso, mica posso stare cent'anni senza di voi, ché il sangue non è acqua, oh no, anche quando è sangue misto, anzi quello soprattutto, siam meticci lo sapete, serve per mischiar la razza e rafforzare i cromosomi, questa è nobiltà di sangue autentica, l'altra solo triste endogamia da stanze scure, pallide tare e melanconia, lo dico a sangue freddo, non ce l'ho con nessuno, per carità, a che pro guastarsi il sangue, sarebbe un prosciugamento emotivo, un emosalasso col prefisso bisvalido e poi non ne resta più per lavar le offese, ma cosa vuoi lavare cosa, figuriamoci poi come conceresti gli asciugamani, peggio di Macbeth, si suderebbe sangue a ripulirli e l'acqua ossigenata a fiumi sotto sotto soffrirebbe perché bionda non si piace.

    18 settembre 2006

    Un dono del creato

    Petra Magoni lo è per come canta e per come esiste sul palco.
    Avrebbe potuto entrare in scena, regalarci la sua voce multistrato e uscire senza dire una sola parola: saremmo stati grati alla Fortuna e alle rotte intergalattiche per averci portato lì un'aliena bella quanto brava e ancor più brava della bellezza. E invece si mette pure a dialogare, a intrattenere il pubblico, a gigioneggiare insieme al suo "socio", altrettanto simpatico ed efficace. Ma allora ditelo che questa è più che perfetta e che ha ragione quello là a innamorarsene ogni volta.
    Così intensamente era iniziato il concerto, con una ninnannanna sarda dalla magia stregonesca e una Come together ritmata dal fiato dell'anima, che uno non sapeva come fare per applaudire di più dello spellarsi. Allora si cambia posto, si va proprio davanti al palco e non più accecati dalle luci si resta pure a bocca aperta per il resto, che è un sovrappiù, d'accordo, mica eravamo lì per quello, ma non guasta.
    Per inciso, Ferruccio Spinetti, che suona il contrabbasso trasformandolo in un'intera orchestrina, sarebbe bravissimo; è bravissimo, ma viene spontaneo lasciarsi calamitare da lei in ogni esecuzione, coi suoi virtuosismi che tradiscono spessori come petali a schiudersi infiniti, con una varietà di registri vocali e interpretativi da brividi freddocaldi e da sangue in circolo a mille.
    Il repertorio è variegato oltre ogni dire, ma ogni cosa alla fine porta un marchio, il suo, che viene dall'universo dei quattro elementi e si muta in sublime al passaggio da quelle sue corde vocali da paradiso. Musica nuda che veste e adorna il mondo.

    - - -

    Bonus: parole innamorate e foto del concerto da Aladin, senza parole e video da Broono.

    15 settembre 2006

    Rogo

    Di me non t'importa e chissenefrega,
    suoniamo insieme e non ti brucerai
    Ho un solo desiderio a stuzzicarmi:
    fammi stare accanto al tuo fuoco

    Jimi Hendrix, Fire

    Nel torace, fin dal primo istante al risveglio, le palpebre ancora abbassate e non più percorse dal sorriso, gli si accese a cerchio come una sorta di fornelletto. Sapeva già, per esperienza, che da allora in poi non gli avrebbe più concesso requie.
    Si erano dati totalmente, troppi e troppo intensi gli scambi per non lasciare impronta indelebile. E la processione percettiva di ricordi fisici e visivi era corroborata da quelli verbali, copiosi e mondani, distillati ed eterni, scaturiti dal brillio di sensi e anima.
    Tutto stampato, tutto conservato, anche materialmente. Un archivio che non gli occorreva sfogliare perché l'aveva dentro sempre. Eppure, qualcosa andava fatto, bisognava intervenire: suo malgrado, non poteva negare di conoscere il valore degli atti simbolici.
    Quella sera si decise, come Abramo con Isacco. Gli avevano procurato napalm da spruzzare sul cartaceo: "Quell'ammasso enorme s'alzerà in aria leggero come un'esplosione di brace liquida".
    Si mise lì vicino, stava in piedi ignorando la vampata. Dentro, il fornelletto seguitava a consumarlo senza tregua. Guatando il calor bianco di quelle fiamme illegali gli parve dapprima di scorgere tratti e poi linee, un tatuaggio di cenere scura a punteggiare di grafismi immobili l'aria tremula.
    S'accorse volgendosi alla parete lunga del loft dello spettacolo di sé, proiettore di parole sagomato in forma d'uomo. Da quel lambire smanioso d'incendio, a vortice sprigionava una danza futurista aggrappata all'intonaco e strappata al suo cuore, alle sue carni. La memoria d'ogni espressione, discorso, sussurro, d'ogni dire trascorso scalfiva, crudele diamante, la sua diafana anatomia e ne eruttava, fattasi segno e graffito.

    § § §

    Mattino, esterno urbano. Due umani: la mano piccola in quella più grande, andatura che s'adegua a pareggiare i passi, zainetto sulle spalle contenente l'orgoglio di un quadernone con parole in stampatello scritte a matita.

    - Papà, stanotte mi sono svegliato, ma non son venuto nel lettone.
    - Bravo che sei riuscito a riaddormentarti da solo.
    - Eh, si vede che l'acchiappasogni ha funzionato, perché non mi sono spaventato del sogno.
    - Com'era questo sogno?
    - C'era un uomo di vetro.
    - Di vetro?!
    - Sì, era lì in piedi e si vedeva tutto dentro. Però invece degli organi e del sangue, invece di tutte le cose e anche delle ossa, si vedeva un fuoco.
    - Dentro di lui?
    - Sì, un fuoco dentro il vetro.
    - Ah, e scottava?
    - No, io non mi sono scottato, ma di sicuro lui sentiva caldo, perché a un certo punto si è girato a guardarmi e aveva gli occhi che gli sudavano tanto.

    12 settembre 2006

    Respirare

    Un'utopia, con le mucose gonfie. Agli dei dava il nettare, a me l'allergia, quest'omonimia similmeneghina. Fare a meno del naso per ore, salvo che per soffiarselo, ti illustra la differenza degli elementi, e quanto sia asciutta l'aria che ingoi tra le fauci come carta assorbente. Davvero non pare la stessa capace di ossigenarti lo sguardo in montagna o di tonificare l'umore sulla battigia. Non è la stessa, infatti, non è aria, come dici per troncare un'interazione importuna. Eppure, sia come sia, ne hai bisogno come... come dell'aria che respiri. Almeno un secondo, un minuto, un'ora, secondino, un'ora d'aria mi spetta. Aria, aria, risponde con sufficienza, negandomi la bastevole ventilazione e condannandomi così, che ironia, all'insufficienza respiratoria. Non sono morto per un soffio. Al cuore.

    [rif.: commenti post precedente]

    P.S.: l'espressione "post precedente" è talmente assurda che ho voluto lasciarla vivere.

    10 settembre 2006

    Terra

    Nome sottovalutato, dato per scontato, quasi dimenticato. Come le cose che ti ritrovi dinanzi agli occhi tutti i giorni e che vanno a far parte del paesaggio invisibile, quello di cui non ti rendi conto nemmeno se ci sbatti contro, quello di cui ti accorgi solo se ribalti completamente la casa per delle pulizie generali che aspettavano da tempo immemorabile e grazie alle quali capisci lo spreco dello spazio e l'inutilità dei feticci che non sapevi nemmeno più esistessero.
    Terra, dicevo, è un nome magico, a pensarci. La terza pietra a partire dal Sole, cantava il moretto riccioluto.
    (intermezzo: son due giorni che ammazzo le zanzare al volo, starò mica diventando troppo zen?)
    Cioè, non so se mi spiego, è il nostro pianeta, perbacco. L'unico a distanza raggiungibile sul quale siamo in grado di vivere (o sopravvivere).
    Se mi sporgo a guardarlo da fuori, insieme agli altri che ruotano intorno al Sole, mi dispiace persino che questa vicina stella si spegnerà (tra qualche miliardo di anni, mi pare).
    Be', nel frattempo, in questo battito di ciglia che mi sta toccando, spero proprio di avere sempre la forza e il coraggio per vivere davvero, senza smettere di cogliere le meraviglie che la vita regalerà.

    05 settembre 2006

    Velatamente

    Un voilier sans voile, c'est un non-sens, une hérésie, c'est comme un jour sans lumière, un corps sans âme, une fontaine sans eau, un enfant sans rire, un feu sans chaleur
    (di ImpasseSud)

    Ha ragione la blogueuse (o jouebeuse, per dirla ancor più alla francofona*) di Entre mer et maquis : connaissez-vouz leurs parfums ? a rimarcarlo: Un veliero senza vele è un controsenso, un'eresia, è come un giorno senza luce, un corpo senz'anima, una fontana senz'acqua, un bimbo senza sorriso, un fuoco senza calore.

    Se un'imbarcazione è nata per far l'amore con l'acqua e il vento, non la si potrà snaturare a lungo senza svilirla, senza svilirsi e senza che l'universo mondo abbia a soffrirne.

    _________
    * per conto mio, all'inizio avevo ben proposto e usato "diarista telematico", ma non è affatto facile far attecchire l'italiano in ambiti anglofili.

    04 settembre 2006

    Alti frangenti

    I cavalloni dell'ultimo giorno di mare risorgono nel bianco e nero dei ricordi lontani, quelli in cui non sai più distinguere la parte di memoria da quella di racconto, in una Riviera di levante d'epoca spartana, fatta di piste per le biglie e salvagenti rossi.
    I cavalloni si rinnovano e tornano, l'ultimo giorno di mare, nelle gradazioni di blu turchese azzurro e bianco schiuma del mare mosso davanti a Sa Petra Ruja.
    Li si aspetta a riva per saltarli, si va loro incontro per farsi travolgere, ci si tuffa dentro a bucarli per riemergere nell'euforia che non dimentica il rispetto per gli elementi.
    I cavalloni a noi bambini piacciono, ancora, sempre. Irresistibili animali d'acqua.

    02 settembre 2006

    Oggi sposi, qualche anno fa

    Uno dei motivi per cui posso dirmi fortunato è costituito dai genitori che ho avuto in sorte. Naturalmente, per rendermene conto ci sono voluti anni, lustri, ma soprattutto confronti con quel che ho visto in giro. Prima di traforare incredulo la patina delle situazioni altrui, davo per scontato che ogni papà e mamma si comportassero così con i figli, regalando loro il massimo della propria disponibilità e affettuosità, piantando nel contempo saldi paletti di riferimento, anche sotto forma d'insopportabili divieti. Grazie a questi si cresce fino a ritrovarsi in grado di svellerli per fissarne di nuovi, grazie a quelle lo si fa dopo essersi imbevuti della nutriente autostima.
    Bravi genitori non significa persone perfette: limiti e difetti son di tutti, ma se gli dei dell'infanzia cadranno nella polvere allo sguardo adolescente, si dovranno pur risollevare a quello dell'evoluzione postconflittuale, possibile dopo un distacco fisico o simbolico.
    Guardandoli con equilibrio, ancora scuoto il capo rassegnato all'inevitabilità di certi modi che impediscono loro di godere appieno, ma col sorriso affiora un grazie a toccare labbra e occhi insieme a un augurio per i loro 44 anni.

    01 settembre 2006

    Stagione 2006 / 2007

    D'accordo, facciamo pure che oggi è capodanno: sarà un'occasione in più per ricominciare, per fare, per far meglio, per non indulgere nell'indolenza.
    Piccole azioni simboliche valgono più di venticinque parole e tutto fa brodo: rimettere la pila all'orologio fermo da mesi, riaprire il buco al lobo dell'orecchio destro, riordinare quel che s'è sparso non appena ha finito di servire, magari andare a tagliarsi i capelli o perfezionare la rasatura; ma anche sorridere al sole seppur deboluccio sulla pelle, ai colori benché confinati tra asfalto e ferraglie, ai volti ritrovati, alle presenze. Lasciando perdere quel che non c'è e chi non ci vuol essere.
    Guardare avanti per trasferire il luccichio dai sogni alla realtà.

    20 agosto 2006

    Partirà la nave partirà

    crepuscolo alla Bovisa Domani è il giorno dell'imbarco. Son contento di dove e da chi andrò, ma come sempre mi capita, non vorrei partire. Poi, quando sarò là, non vorrò tornare.
    Questo succedeva già quando ero piccolo: ad ogni partenza per le ferie estive, tradizionalmente fissata per la ricorrenza dei SS. Pietro e Paolo, ero restio a lasciare il mio mondo, che proprio in quei giorni trovavo più che mai divertente e insostituibile. Finita la scuola, i pomeriggi in cortile erano il massimo in ogni istante: i compagni e le compagne di giochi sembravano più interessanti, le partite a pallone alimentavano grande entusiasmo agonistico, i giri in bici diventavano esplorazioni del quartiere, della cittadina, si finiva per incontrare nuovi sorrisi... il sapore delle vacanze era lì, dunque perché andare a cercarlo altrove?
    Una volta a destinazione, tempo due ore e mi ero già ambientato: in pineta ad arrampicarsi sugli alberi, con gli amichetti del posto a giocare a biglie con le facce dei ciclisti, al ruscello a simulare l'avventura, in gita su valichi e vette, oppure a zonzo in paese, timidamente incantato da nuovi sorrisi... il sapore della bellezza era lì, dunque perché rientrare in città?
    Se ciò sia da considerarsi metafora di altro, altri me lo dovrebbe dire, ma per duecento sacchi sul lettino dovrei quantomeno trovarci una già sdraiata, e l'onorario mi parrebbe comunque po' po' esagerato. Vabbe', tanto oggi c'è il blog e domani ci penseranno i cuccioli a distrarmi, in attesa che impari a comprendere il senso del distacco.

    18 agosto 2006

    Letto e riletto

    Ci sono libri che per essere apprezzati davvero vanno assaporati al momento giusto. Uno di questi è sicuramente Il dio delle piccole cose, di Arundhati Roy. Se non l'hai ancora letto, spera che quel momento venga presto anche per te.

    17 agosto 2006

    C*lo

    Quel che posso assicurarti è poco ma sicuro: non è questione di cellulite. Nemmeno di avercelo troppo grosso, debordante, o cose così. Non è questione di canoni perché abbia luogo il vero e autentico apprezzamento, in grado di farti bramire e bramare, di accenderti le carni e avviare l'accelerazione circolatoria dell'intero apparato.

    Da dietro irresistibile spettacolo appagante
    un vero combustibile sia mignon o gigante
    Portato con decoro eppure un po' sfrontato
    prezioso come l'oro, più buono del gelato
    È meglio di un magnete e attira il tastamento
    mi rende cieco ariete per tutto il firmamento
    Non prendere cappello se sottolineo il fatto:
    un deretano bello non ha da esser piatto.

    15 agosto 2006

    Idroparty

    Da anni e anni a ferragosto l'aggregazione sociogastronomica a Milano avviene grazie all'iniziativa di Radio Popolare e alla partecipazione attiva dei suoi ascoltatori.
    Un tempo si chiamava "cortil party", perché la festa si svolgeva presso la sede della radio, nel cortile per l'appunto. Allargandosi all'intera via divenne Stradella party, quindi Olly party per il passaggio alla sede attuale di via Ollearo.
    L'anno scorso il grande salto, con l'Ippoparty tenutosi nel parco dell'ex O.P. Paolo Pini, sito in via Ippocrate.

    Oggi il tutto ha avuto luogo all'Idroscalo, il "mare dei milanesi".
    Mi stavo per impigrire, ma per fortuna mi sono venuti a prendere e ho partecipato, contribuito (con canestrelli di Biella, patatine e chinotto), mangiato (couscous, riso, pasta, guacamole...), bevuto (vino, soprattutto Müller Thurgau), ritrovato (nientepopodimeno che ConcoBeach e Vale! - minchia, roba di quell'epoca ).

    Menzione speciale meritano sicuramente Aurelio e Marinella: anche quest'anno recavano fichi e pere, prelibati frutti dei loro alberi che abbiamo onorato in men che non si dica.

    13 agosto 2006

    Agosto a che gusto?

    A una dolce morte si è accennato nei commenti di Chiaraaa e per quanto mi riguarda si tratterebbe di un vero e proprio incontro tra Eros e Thanatos, data la mia passione così dichiarata per il gelato.
    Però, siccome sono contrario al suicidio, che considero un intollerabile segno d'impazienza, preferisco concentrarmi sulla squisita leccornia.
    E allora diciamo solo che almeno per oggi se I Scream è "Urlo", IceCream è un URL.

    12 agosto 2006

    Buongiorno

    Una volta tanto mi sono alzato all'alba, per aiutare a sollevare una valigia troppo pesante; come premio, mi sono poi avviato a far colazione dalla mia ex panettiera. Il vero bonus però me l'ha regalato la Bovisa, con una fascia dorata in fondo a una traversa, tra i tetti e le nuvole: era il sole uscito a salutare prima di nascondersi nel cielo coperto-variabile di quest'oggi.

    P.S.: nel pomeriggio è tutto un azzurrofavola, lassù; così, dopo un passaggio in biblioteca a riconsegnare con grave ritardo un paio di libri, mi sono allungato in bici fino a Villa Litta, dove a piedi nudi sdraiato al sole sull'erba badavo a come le foglie scontornavano il cielo o viceversa.

    11 agosto 2006

    Tiratardi

    "In riferimento a:
    Il soffio della valanga, Santo Piazzese, Palermo, Sellerio (2002)
    Le ricordiamo che è prevista una sospensione dal servizio di prestito per un periodo pari a quello del ritardo"


    Hanno ragione, quelli della biblioteca rionale, ma ancora non ne avevo scritto per Letture e riletture. È una debole scusa e mi scuso per l'abuso, ma in ogni caso e a scanso d'altre accuse, io non ricevo accise per il consiglio profuso.

    08 agosto 2006

    El tiempo pasa

    Uno dei vantaggi dell'avere figli è la possibilità di constatare in modo indiscutibile che il tempo non passa invano.
    Da un anno all'altro non è tanto la crescita fisica a imporsi alla consapevolezza, anzi quella passa quasi inosservata come tutto ciò che sta costantemente sotto gli occhi. Si nota piuttosto l'evoluzione comportamentale, a cominciare dalla sfera pratica, comprendente l'acquisizione di nuove abilità: nei giorni scorsi, il porfido di Castello non è stato perfido e Lorenzo ha potuto compiere il giro di pedale fatidico, imparando ad andare in bici senza rotelle ("Devo ancovra migliovravre nelle cuvrve e nell'equilibvrio, ma ovramai sono capace."). Per non parlare della sua impresa di domenica, quando è salito sul Corno Bianco insieme a me e a Francesca (esperta... in effetti per lei era la seconda volta).

    Il tempo però passa per tutti e mi ha immalinconito un po' lasciare a mezzacosta i miei genitori, che stavolta non se la sono proprio sentita. Pienamente giustificati: mio padre ha l'età dell'ATM (ovvero quella che avrebbe avuto James Dean), mia madre lo segue a tre lunghezze, ma è sempre difficile accettare la realtà delle cose e il loro ordine naturale quando ci investe in pieno.
    Anche in questo secondo fine settimana trentino la fortuna ci ha arriso, riservandoci in un cielo generalmente coperto scampoli d'azzurro intenso proprio sopra di noi per gran parte del tempo in entrambe le passeggiate: sabato pomeriggio dal Passo Lavazè alla Malga Ora, il giorno successivo dal Passo Occlini al Corno Bianco, in cima al quale oltre ai bimbi era con me... la maglietta di Pupa.

    E la sera, dopo aver messo a nanna i piccoli, la bellezza di ritrovare i vecchi amici, con le chiacchiere che non sono semplici chiacchiere e gli sguardi che sono già abbracci di risate. Senza trascurare le prelibatezze locali, ovviamente.

    Il ritorno a Milano è proceduto senza intoppi e la città, una volta tanto, ci ha accolti con un clima ideale. Il tempo passa, dicevo, e la serata ne ha fornito ulteriore testimonianza, con la prima crisi sentimentale della Cajuina. Le ho asciugato i lacrimoni e poi ci siamo alternati a parlarne con lei. A lungo. E qui ci vorrà un altro post.

    05 agosto 2006

    Indelebile

    Come dire inestinguibile, incancellabile, perenne, permanente, duraturo, perpetuo... Oscuro è il motivo per cui qualcosa lo è e qualcos'altro no. Non si cancella, semplicemente. Succede a certi ricordi, ma colpisce se l'evento cui rimandano risulta all'apparenza marginale o trascurabile.
    Per esempio, per esempio: tanti anni fa, diciamo una ventina, per concludere una serata di abbondanti libagioni in compagnia mi portarono al concerto di un gruppo femminile norvegese (in trasferta brianzola!) del quale altro non rimembro se non la presenza di un violino nell'esecuzione grintomelodica di un brano rockeggiante costruito su un testo francese.
    Mi piacerebbe poterlo cantare qui sul blog, perché lo ricordo perfettamente o quasi, nonostante il mio tasso alcolico quella sera fosse oltre il limite di guardia, tipo da indurti a troncare una conversazione un po' biascicata per precipitarti a pisciare contro una recinzione. Il testo, come venni a sapere parecchio tempo dopo, era quello di una poesia di Prévert, questa:

    Je suis allé au marché aux oiseaux
    Et j'ai acheté des oiseaux
    Pour toi
    mon amour
    Je suis allé au marché aux fleurs
    Et j'ai acheté des fleurs
    Pour toi
    mon amour
    Je suis allé au marché à la ferraille
    Et j'ai acheté des chaînes
    De lourdes chaînes
    Pour toi
    mon amour
    Et puis je suis allé au marché aux esclaves
    Et je t'ai cherchée
    Mais je ne t'ai pas trouvée
    mon amour

    [qui una traduzione]

    Cose che risuonano e risuoneranno sempre, mi sa. Pour toi, mon amour.

    04 agosto 2006

    E via che si va

    Prima mi sono riletto, di Sphera, pazzerella assai e bella saggia, una frase altrettanto bella e saggia che avevo conservato e riproposto stamane su CuT'n'PaStE.
    Quello sono me Poi sono andato in agenzia viaggi ed esaminate le possibilità ho deciso: porterò i miei due cuccioli in Sardegna, sostando da nostri amici (non blogganti) in quel di Siniscola per dirigermi quindi alla casa dell'amaca, dove ci aspettano Gilgamesh e Mistral con Emma.
    Livorno-Olbia il 21 agosto, Olbia-Livorno il 30. Chissà che prima di tornare non riesca anche a passare da Gaspar...

    01 agosto 2006

    I Suoni delle Dolomiti

    Si prende la cabinovia, in due tronconi. Inevitabilmente, si ripensa a quando lì c'era una funivia, a quando cadde tragicamente una prima volta e a quando invece la tranciarono strafottenti i top gun di cui siamo vassalli. Si trasborda sulla seggiovia ed ecco le vertigini perché accanto hai due bimbi che secondo le tue paure potrebbero scivolare giù a ogni momento e allora li obblighi a non staccare le manine dalla sbarra per l'intero tragitto, bello bello ma apparentemente interminabile.
    i suoni delle dolomitiSi arriva su e stranamente le orecchie non si sono tappate nonostante gli oltre mille metri di dislivello. Si cammina per tre quarti d'ora con una breve scorciatoia tra le rocce ("chiacchievrando questa scalata sembvra più bvreve") e si arriva ai laghetti di Bombasel. Sei bimbi a giocare con rane e tritoni, tre adulti a godersi la musica e i suoni: oltre agli archi, verso la fine del concerto si sono fatte sentire le marmotte coi loro fischi, immagino d'approvazione. I musicisti sono virtuosi ed espressivi, forse un filo troppo solisti in alcuni frangenti. Mozart rende felice il mondo e il mondo risponde con paesaggi straordinari tutt'intorno. Il sole a duemilaedue sembra discreto e invece picchia sul collo, ancora oggi arrossato.
    Curioso, quasi scioccante, il divario tra quell'aria respirata senza pensarci per l'intera giornata e l'afrore ferale d'un autobus feriale nell'afa serale da orario estivo urbano. Ennesimo monito a godersi ogni meraviglia, finché c'è.

    29 luglio 2006

    Falsi falsetti

    Italia: malafemmina pallista e pallonara nel cui tricolore il bello lascia il posto al belletto: distrae col rossetto poi mette il bianchetto sul verdetto.

    *

    Suonare e cantare con entusiasmo e dedizione scoprendo poi che all'esterno l'impianto restituiva risultati gracchianti è come scopare con duratura passione venendo poi a sapere che i suoi non erano ansiti di godimento, bensì asma.

    27 luglio 2006

    I misteri d'una stilla vera

    Ricordavo, ma in modo un po' vago (dopo trent'anni, nemmeno la mia memoria è impeccabile). L'avevo comunque messa in guardia, invitandola a procedere con gli altri titoli della serie che sta divorando in questi mesi, perché riguardo a quel volume in me era rimasta registrata una sensazione di disagio e di paura, legata soprattutto a un nome: Thugs.
    La setta di quegli stessi strangolatori che ieri sera hanno attaccato e ucciso un amico di Tremal-Naik e Kammamuri, dopo che in un'ottantina di pagine la Cajuina aveva fatto in tempo ad affezionarsi. E così la mia cucciola ha pianto a dirotto e disperatamente per colpa (o merito) di un viaggiatore mancato, quell'Emilio Salgari già capace di ipnotizzarmi in fanciullezza con pirati e tigrotti in ogni mare, con avventure e pericoli in ogni dove.
    Come sempre accade, il preavviso di un genitore vale poco: occorre sbatterci il musino di persona per capire; ed è giusto che sia così.

    26 luglio 2006

    Come un raggio dal cuore

    Dal cuore di chi suona o canta, o ascolta, ondeggia, balla.
    Un raggio che nasce insieme alle note, un palpito che scaturisce dal ritmo.
    Esserci perché ciascun concerto è unico, come ogni istante di vita vera.
    Come far l'amore con l'anima.

    Blubaluba dal vivo: venerdì 28 luglio 2006, ore 22:30

    Blubaluba al Club 56Osteria Garibaldi - via Longoni, 150
    Barlassina (MI) - tel. 0362 563741
    [il locale si trova lungo la strada tra Barlassina e Cogliate ed è facilmente raggiungibile, per esempio, dalla Superstrada Milano-Meda-Como, uscita Barlassina]

    Sul palco la solita formazione, ma con un ospite speciale:
    alla batteria, Domenico Gallelli



    soul, funky, rhythm & blues, groove and love

    25 luglio 2006

    Con l'afa non ce la si fa

    Ti piacciono i baci, scommetto di sì. Piacciono a tutti, credo.
    Com'è possibile che l'afa invece non piaccia a nessuno?
    In fondo, si tratta di calore avvolgente che toglie il respiro...

    Preda rassegnata di insolubili dilemmi, lemme lemme mi defilo, cerco il canto o mi ci provo, esco un poco e un poco fresco spero tanto troverò.

    P.S.: da Maltusiani&C. poche righe in tre rime, anzi due e mezza.

    24 luglio 2006

    Mali di stagione

    Fa così caldo da togliere il respiro.
    Ma forse, a pensarci bene, non è mica il caldo.

    23 luglio 2006

    ;

    Perora, dice. Va bene, per ora peroro.

    Campagna di rivalutazione del punto e virgola

    La freccia del tempo

    Ogni anno, il 17 giugno, la famiglia di Diego Goldberg compie un piccolo rituale, fermando in uno scatto fotografico il dardo temporale.
    Lo fa da trent'anni, più o meno l'età della mia ossessione per questo misterioso elemento, il tempo, riguardo al quale talvolta sorgono interrogativi che ti invito a considerare.

    22 luglio 2006

    E se no, a che servono i blog?

    C'è Lia di Haramlik che cerca casa a Genova, magari tu puoi darle una dritta (o spargere la voce, come ha già fatto Ste).

    Nei panni di

    Certe cose le capisci solo se ci passi attraverso, la comprensione sarà anche un dono, ma non mi son mai sognato di chiedere alla luna illustrami col metodo Stanislavsky il punto di vista delle sigarette quando qualcuno decide di smettere di fumare. E comunque, perbacco, si sappia: son certo, certissimo, di non procurare tutti quei loro brutti effetti collaterali.

    20 luglio 2006

    Non fa niente

    Se organizzano i Campionati mondiali di Pigrizia tu magari pensi di avere buone possibilità e allora partecipi.
    Invece, come è giusto che sia, vincerà uno che non aveva nemmeno voluto compilare il modulo d'iscrizione.

    19 luglio 2006

    Meglio non dire

    Quand'anche le parole, convinte alla convenzione, si attestassero su significati univoci traballando nell'aria dalla bocca emittente all'orecchio destinatario, occorrerebbe, per non correre detestati rischi d'incomprensione, prenderne la misura, campirle per capirle, saperne registrare portata e capienza nonché attitudine a perdurare superne. Altrimenti, belle come il vento, atte allo scompiglio, un attimo solo infocheranno il cielo già pronto ad annegar nel tramonto e puff.

    Ma tu non ammainare gli occhi e guarda: il cielo scuro stanotte perfino qui regala Giove splendente e Antares la rossa, adesso verso occidente. Chiudi la bocca e apri il cuore.

    18 luglio 2006

    43

    Dunque tra 21 saranno 64.

    Mmh...

    [Se mi vuoi coglimi ora, che come te nemmeno io sono eterno.]

    17 luglio 2006

    Onda su onda

    - Ho scritto t'amo tra le squame.
    - Muto, tu, branzino masochista.
    - Io invece ho preso un granchio, ma non perché mi sia sbagliata.
    - Guarda un po' se una medusa può far la spiritosa.
    - Gli è che mi sognai ciliegia e invece nacqui qui.
    - Ma dimmi te se è il caso...
    - Non è per caso che non trovava casa, era un paguro tutt'altro che sicuro.
    - Infatti dalla paura faceva le bolle.
    - T'ho detto muto! Fai il pesce.
    - Se sei nato con la giacca morirai nella risacca.
    - Uffaaa! Io, i-o sono qui per scelta, non come voi arenati.
    - Non importa, il mare monda tutto, prima o poi.
    - Dubito che l'abbia vinta, hai visto la marea cos'ha portato oggi?
    - ...
    - ...!
    - Che minchia sto facendo? Mo' attizzo pure la conversazione...
    - M'hai stupito!
    - Son basita.
    - Basta, siete morti, esistete solo perché io, i-o vedo i fumetti sopra le vostre spoglie puzzolenti.
    - E tu sei sicuro di esistere?
    - Oh oh, da quale accademia, credi che questa sia epistemologia?
    - Codesta, vorrai dire.
    - Prego?
    - Con me, con noi non puoi perderti in un deittico. Uah uah!
    - Hi ihihihih...
    - Mannaggia a me che rimango al sole...
    - Aaah noi del mare siam le vi-ooo-leee...
    - Belle nel mare siamo vi-ooo-leee...
    - ...finché mi scotta la capoccia.
    - ...cogline uuu-na mentre sbooo-cciaaa...
    - ...coglila presto e fa' biis-booo-cciaaa...

    15 luglio 2006

    Altro giro

    Non si finisce mai d'imparare. Sarà che sono imbranato, ma ho fatto la ruota per la prima volta in vita mia a 42 anni suonati, sulla battigia ionica. L'ho eseguita imitando Lorenzo e chiedendo dritte alla Cajuina, che procedendo a sua volta alla dimostrazione ha spiegato, osservato e infine sentenziato: "Per essere un principiante, non l'hai fatta per niente male."
    A vent'anni ovviamente consideravo i trentenni dei vegliardi e gli anta manco li vedevo, collocandoli oltre lo scollinamento del cammino mortale. Mai avrei immaginato che in quest'epoca della vita sarei riuscito a godermi le cose meglio di allora, anche le stesse in certi casi, ma con più gusto: quello della consapevolezza, tuttora unita al sorriso degli occhi.
    Ora so o quantomeno immagino che ci sia sempre da assaggiare qualcosa di nuovo, che occorra imparare a gustarlo e talora a gestirlo. Va bene, mi dico, continuiamo l'apprendimento, una sorta di educazione permanente da sorbire diluita nella crapula di una voracità da temperare, da affinare, da orientare alla qualità. Va bene la qualità, dico, purché sia tanta. Purché ci sia sempre o almeno spesso.
    No? Devo imparare la pazienza, lasciare tempo al tempo, concentrarmi sull'istante presente come recita l'Hagakure. D'accordo, ci provo, anzi, lo faccio. Poi però, ti avverto, non è detto che quanto avrò imparato non finisca appallottolato in un cestino, con la realizzazione del canestro accompagnata da un liberatorio vaffanculo.
    Intanto, ho fatto la ruota.

    14 luglio 2006

    Anche da noi il 14 luglio

    Scesero in piazza gli Smutandati, si presero una Pastiglia e proclamarono i sacri principii di Liberismo, Globalizzazione e Massoneria.
    Seguì il periodo del Terrone, in cui decapitarono le Nobili e riformarono il calendario e la serie A.
    Indi, assediati dalle forze congiunte del Fondo Marchettaro Internazionale, si affidarono a Napoconiglio per respingerle. Inizialmente fu un successo, ma la scalata borsistica virò in orchite quando lui s'incaponì su una società di celle frigorifere implicata nelle quote latte illegali. Fu messo fuori gioco in ambito WTO.
    Fuggì su un vecchio taxi in disuso, un'Elba Diesel. Dopo cento giorni trovò la compagnia di tale Elena, una vera santa, se è vero che riuscì a sopportar le sue manie di grandezza fino all'età pensionabile.
    Gli altri nel frattempo chiamarono carpentieri ucraini e muratori maghrebini per restaurare tutto, soggiorno compreso, ma senza il permesso.
    Così si arrivò in nero, alla Cosa-di-tutti, quella di Costituzione cagionevole, col Parlamento nuovo e i Prefetti vecchi. Immobile, orbace di tanto spiro.
    Corsi e ricorsi e obiezioni e mozioni. Obiezioni accettate, con l'ascia. E mozioni scritto staccato, grazie. Ricorsi respinti. Corsi con esami ma senza appello.
    E i fuochi d'artificio bocciati, tanto ci sarà il temporale.

    13 luglio 2006

    ij sìngher d'la nassion

    RadioPop ha appena trasmesso il concerto dei Mau Mau da Arezzo Wave.
    Bello è stato riascoltare l'esecuzione di un brano dal loro primissimo disco, di cui possiedo il vinile.
    Mi trovavo lì coi miei amici dei Ça Ira quando da semisconosciuti i tre Mau Mau degli esordi lo proposero in un bar di Milano in versione completamente acustica. Una vita fa.

    Meteoblog

    (praticamente, una scoreggia)

    Quando piove di smerza, non c'è ombrello che tenga.
    Speriamo almeno nell'arcobaleno.

    12 luglio 2006

    Precipitazione

    Temporalone annunciato da scariche elettriche a rischiarare lo sfondo violaceo, celeste megaschermo in tilt fino al salutare copioso sfogo refrigerante.
    Si respira e ci si può acquattare sotto ciascun gocciolone, lasciar sciogliere i dubbi o almeno i nodi, replicando un replicante.

    E poi, in fretta, nuotar lontano da qui, nel recente ricordo di un bagno sotto la pioggia improvvisa: "A questo punto, meglio andare in mare: acqua sopra, acqua sotto." Pepite temporalesche grosse e rade, l'effetto d'un abito con perline a pelo d'acqua. Però non di gusto sciatto da umano manufatto, ma bello di natura, così l'occhio s'incanta e ringrazia del privilegio. Quindi riosserva il quadro, cogliendo mille e mille capezzoli del mare femmina che scaturiscono infiniti ad allattare la vista, ad allettar dello sguardo il sorriso. Infine, mutandosi il rovescio in pioggia leggera, produce tanti e innumerevoli cerchietti per le olimpiadi del plancton e degli scarichi abusivi.

    11 luglio 2006

    Grimble Gromble

    Per me, a torto o a ragione, The Piper At The Gates Of Dawn, loro primo album, è sempre stato il migliore dei Pink Floyd.
    Forse perché c'era Syd Barrett, che ora non c'è più.

    (notizia intercettata tramite Bolo)

    Cadenze

    24 anni dopo si rialza la coppa, sogni per 12 e sei in finale, 4 ogni volta poi c'è il mondiale, anni passati a scandire stagioni, quelle là fuori o segrete nei cuori, 4 per anno e mese per mese il soffio del vento l'amore cortese il sangue che urla e strizza i sorrisi, poi perdi il conto e la tela e dal centro sfilano ironiche le settimane, 4 dipingono piena la luna con i regali del desiderio, giorni che danzano e siedono a sera saltano in festa una volta su 7, quasi ogni giorno il sole risorge, quasi ogni ora cambia i suoi raggi, ma ogni minuto riemerge un pensiero e se lo assecondo ritorna a te.

    10 luglio 2006

    Una roba mondiale

    E laddove prima erano stati ansia e affanno e tensioni e sudore, furono gioia esplosiva urlata, lucentezza col botto, baci e abbracci beati, sorrisi beoti per l'ubriachezza da felicità. Ripetutamente. Con la voglia incontenibile di far innalzare quel tripudio fino al cielo, in tutto il mondo.
    Indimenticabile meraviglia, sogno incarnato, far l'amore con quella puledra.

    09 luglio 2006

    Arrivati, partita

    Lorenzo è lì nudo che urla alla finestra "Italia! Italia!"
    Ora lo lavo, lo vesto e lo porto al bar a vederla.

    24 giugno 2006

    Elementare, matematico, forse

    Il fuoco l'ho visto l'altra sera, ora mi accingo a raggiungere l'acqua, ad aggiunger la terra e a far turbinare tutto in aria.
    Dalla miscela tirerò le somme, moltiplicherò le facce del poliedro di cristallo finché il loro numero non tenderà all'infinito e dalla boccia risultante sottrarrò le nubi nere e dividerò equanime il bene sbocciato, fattoriale dell'unguento estratto alla radice del vivere per elevarsi alla potenza del divenire.
    Insomma, vado in vacanza al mare e forse ne avevo bisogno.
    Arrivederci al nove luglio.

    P.S.: prima di partire, si andrà a votare.

    21 giugno 2006

    Anello in chiave di Fa

    Sono appena tornato dai festeggiamenti per il matrimonio tra il nostro bassista Ray e la sua Giorgia.
    Attenzione equamente spartita tra libagioni e palco, che ha ospitato i Funky Jazz Reds, parte dei Blubaluba e altri musicanti, con jam session eterogenee (da Jimi Hendrix a Herbie Hancock, da I Feel Good a Corcovado e Mas Que Nada, per esempio).

    Gli auguri avremo modo di rinnovarli giovedì sera:
    se ti va l'idea, vieni anche tu al
    c o n c e r t o
    soul funky groove&love



    Osteria Garibaldi - via Longoni (strada tra Barlassina e Cogliate)
    Barlassina (MI) - tel. 0362 563741
    [parcheggio interno, ingresso gratuito]
    >>> raggiungibile:
    . dalla Statale dei Giovi (n. 35)
    . dalla Superstrada Milano-Meda-Como (uscita Barlassina)

    giovedì 22 giugno 2006 ore 22

    (il locale, all'aperto, è un posto speciale per me che lo frequentavo da ragazzo, ma speciale lo ridiventa per tutti quanti ogni volta che ci suoniamo)

    18 giugno 2006

    Senegal in Bovisa

    Qualcuno ricorderà di Antonio, mio vicino di casa partito per l'Africa a dare una mano all'Associazione Les enfants d'Ornella. Qualcuno no, e allora ecco i riferimenti: #, ##, ###, ####.

    Comunque sia, lunedì sera (19 giugno 2006 ore 20:30), Antonio sarà alla Biblioteca Rionale di via Baldinucci 76 a Milano per raccontare questa esperienza di solidarietà in Senegal, dove "moltissimi bambini vivono al di sotto della soglia di povertà, in condizioni igienico-sanitarie molto precarie, rischiando di morire anche per patologie semplici. Il livello di scolarità è bassissimo. È nostro dovere di solidarietà offrire una dignità maggiore a questi bambini, permettere che frequentino la scuola, destinarli a un futuro più sereno".
    Già allestita presso la stessa sede e visitabile fino a venerdì 23 giugno, una mostra fotografica illustra la vita quotidiana della comunità rurale di Yenne.


    a cura di Giulio Pianese

    scrivimi