Esordisce ilTigro su Letture e riletture, intanto che piano piano Lessico da amare viene impreziosito da Chiaraaa e FemmeFatale, mentre alla tavolata si trovano occasioni per brindare e su CuT'n'PaStE le riflessioni s'alternano allo svago.
So che qui dovrei tirare le somme di vari giochini e iniziative (acrostici, esercizi di traduzione, reti relazionali), ma ora invece vorrei stendere un materasso per riposarmi un pochino. Perché come dice il saggio: "sera leoni, mattino c..." e io la mattina non posso nemmeno ciondolare troppo, ché altrimenti la bici sovraffollata si ribalta.
Però vale la pena essere un po' stanchi per avere scorrazzato fino alla fine di una serata densa di parole e di non detti, ricca di bicchieri e anche nei piatti, sfavillante d'occhi tutti matti.
21 settembre 2004
20 settembre 2004
Che cos'è per te...
...lo SPAM?
Puoi chiederlo ai Monty Python, a Effe o ai Maltusiani, ma dimmi la tua: che cos'è per te lo s.p.a.m.?
Puoi chiederlo ai Monty Python, a Effe o ai Maltusiani, ma dimmi la tua: che cos'è per te lo s.p.a.m.?
18 settembre 2004
Com'è andata?
Preparare la scaletta di riferimento per un concerto significa pensare al pubblico del locale in cui si suonerà, ascoltare il parere degli elementi del gruppo (12, ciascuno con le sue esigenze) e... tenere conto delle preferenze espresse dai lettori del blog!
Ieri sera, rispetto alle solite versioni, abbiamo variato Hit The Road Jack inserendovi due strofe di Fever e assoli un po' jazzati, poi abbiamo spostato il momento delle presentazioni di Angelo (un vero istrione) da Everybody Needs Somebody a Get Up Off-A That Thing.
Il pubblico è parso soddisfatto e divertito dalla serata, compresa la nutrita rappresentanza di motociclanti, anche se un habitué delle nostre esibizioni mi ha rimproverato per l'assenza di parolacce e frasi spinte nei miei interventi verbali (si vede che non ero abbastanza brillo).
A me è piaciuta tanto la visita a sorpresa della nostra ex corista Francesca, salita con noi sul palco per due o tre brani. È stato bello e non solo dal punto di vista esecutivo: la musica è magica nell'estrarre affettuosità e diffonderla attorno.
Ecco i brani eseguiti: Peter Gunn Theme, Flip Flop And Fly, Hard To Handle, Hit The Road Jack - Fever - Tu vuo' fa' l'americano, Il tuo bacio è come un rock, Chain Of Fools, Respect, A Little Less Conversation, What'd I Say, Sex Bomb, Everybody Needs Somebody, Mustang Sally, Mr. Pitiful, The House That Jack Built, Mo' Better Blues
E poi: Green Onions, Movin' On Up, Proud Mary, Minnie The Moocher, Land Of 1000 Dances, I Feel Good, Think, Long Train Running, Lady Marmelade, Shake Your Tailfeather, Jail House Rock, Treat Her Right, Get Up Off A That Thing, Sweet Home Chicago, La pelle nera
Sabato prossimo saremo al Box 31.
Ieri sera, rispetto alle solite versioni, abbiamo variato Hit The Road Jack inserendovi due strofe di Fever e assoli un po' jazzati, poi abbiamo spostato il momento delle presentazioni di Angelo (un vero istrione) da Everybody Needs Somebody a Get Up Off-A That Thing.
Il pubblico è parso soddisfatto e divertito dalla serata, compresa la nutrita rappresentanza di motociclanti, anche se un habitué delle nostre esibizioni mi ha rimproverato per l'assenza di parolacce e frasi spinte nei miei interventi verbali (si vede che non ero abbastanza brillo).
A me è piaciuta tanto la visita a sorpresa della nostra ex corista Francesca, salita con noi sul palco per due o tre brani. È stato bello e non solo dal punto di vista esecutivo: la musica è magica nell'estrarre affettuosità e diffonderla attorno.
Ecco i brani eseguiti: Peter Gunn Theme, Flip Flop And Fly, Hard To Handle, Hit The Road Jack - Fever - Tu vuo' fa' l'americano, Il tuo bacio è come un rock, Chain Of Fools, Respect, A Little Less Conversation, What'd I Say, Sex Bomb, Everybody Needs Somebody, Mustang Sally, Mr. Pitiful, The House That Jack Built, Mo' Better Blues
E poi: Green Onions, Movin' On Up, Proud Mary, Minnie The Moocher, Land Of 1000 Dances, I Feel Good, Think, Long Train Running, Lady Marmelade, Shake Your Tailfeather, Jail House Rock, Treat Her Right, Get Up Off A That Thing, Sweet Home Chicago, La pelle nera
Sabato prossimo saremo al Box 31.
16 settembre 2004
Mi piace vivere
Di primo acchito ho pensato fosse ironica, poi mi son reso conto di essere entrato lì fischiettando e le ho risposto dicendo la verità: "Mi piace vivere".
Questo può valere sempre, in qualsiasi situazione se ci ricordiamo che ogni giorno è un giorno speciale e può essere un nuovo inizio. Oggi, per esempio, è Rosh Hashanà.
15 settembre 2004
Copiona, copiona, la rete non perdona
Tale Cristina Gavello ha scritto un libro copiando di sana pianta la tesi di laurea di Monia Alessandrini.
È tutto spiegato in Comzine, il blog di Monia. Il link è nella frase qui sotto e invito tutti a replicarlo per esporre al pubblico ludibrio della rete chi commette scorrettezze del genere.
È tutto spiegato in Comzine, il blog di Monia. Il link è nella frase qui sotto e invito tutti a replicarlo per esporre al pubblico ludibrio della rete chi commette scorrettezze del genere.
>>> Cristina Gavello è una copiona. <<<
14 settembre 2004
Pomeriggio piovoso (Rainy day)
All'inizio ho sentito i cani guaire. "Stanno piangendo", ho detto avvicinandomi. Dribbling tra gli ombrelli per un abbraccio, due, poi il corteo. In chiesa jazz acustico sopraffino eseguito dal vivo condiva magicamente l'impotente liturgia tradizionale. Al cimitero, il cielo scioglieva in fango la terra, pesante su quella bara troppo giovane. Inzuppato e inzaccherato, dentro e fuori, nemmeno una parola mi usciva a confortare l'amico mutilato della sua discendenza. Solo l'abbraccio contava qualcosa. Fors'anche la simbologia dei gesti. Per aiutarlo a reggere, a sfangarla, a ricordarsi del fiore tra le zolle. Indurlo a distogliere lo sguardo dalla fossa malgrado l'orizzonte muto. Per provare ad attraversare lo strazio sorvolando la materia.
13 settembre 2004
Scaletta
Devo preparare la scaletta per il prossimo concerto della Black Sound Machine. Tu quali pezzi sceglieresti, pescando in questo repertorio?
Saremo sul palco dell'Indian's Saloon di Sesto S.Giovanni tra quattro giorni, venerdì 17. Ma no, ma no, dai! Rimetti le mani sulla tastiera...
Saremo sul palco dell'Indian's Saloon di Sesto S.Giovanni tra quattro giorni, venerdì 17. Ma no, ma no, dai! Rimetti le mani sulla tastiera...
09 settembre 2004
Sapere dove guardare
Mi ha scosso. Anzi, direi che il mondo mi è scoppiato in testa.
Urla e polvere e poi tutto si è attutito e si è spento per un attimo.
Ora però sono qui a fluttuare, qui sopra di voi che mi piangete.
No, quella laggiù è solo la carcassa, io sono qui leggero leggero...
Dai, voltatevi in su con gli occhi del cuore: "Ciao!".
"Anche oggi, ricordati di trovare almeno una cosa bella nella tua giornata e di regalare un sorriso a uno sconosciuto."
Urla e polvere e poi tutto si è attutito e si è spento per un attimo.
Ora però sono qui a fluttuare, qui sopra di voi che mi piangete.
No, quella laggiù è solo la carcassa, io sono qui leggero leggero...
Dai, voltatevi in su con gli occhi del cuore: "Ciao!".
"Anche oggi, ricordati di trovare almeno una cosa bella nella tua giornata e di regalare un sorriso a uno sconosciuto."
07 settembre 2004
Vagamente
In altre parole, Di come le serpeggianti stradine del varesotto illustrino la teoria dei frattali.
06 settembre 2004
Tre domande, tre risposte
1.
Massimo: Disporre di troppe informazioni può essere uguale a nessuna informazione. Quale è la tua opinione, con particolare riferimento ai blogs ed alle loro potenzialità?
Zu: Nel 1996, ai tempi dei miei primi collegamenti a Internet, tale Salvo Pagliarello scrisse (cito a memoria): "Cercare informazioni su Internet è come volersi dissetare a una manichetta antincendio. Si riceve sicuramente una grande quantità d'acqua, ma si finisce col rinunciare a bere."
Per rimediare, il criterio rimane quello della selezione, come d'altronde già ci succede per la fruizione di libri, film, programmi radiotelevisivi...
2.
Massimo: Nei blogs, spesso i propri pensieri assumono un taglio "umoristico". Satira o umorismo si rivelano forse gli strumenti più adatti per rendere più interessante e chiaro quello che si vuole comunicare. È solo un aspetto della personalità di chi scrive, oppure un espediente per essere sintetici ed efficaci?
Zu: Da un lato è un modo per risultare accattivanti. Dall'altro può essere uno schermo dietro il quale nascondere timidezze, timori, chiusure. Comunque, se usati da chi li sa suonare e su uno spartito sostanzioso, quegli strumenti sanno rendere la musica ancor più apprezzabile.
Al di là della piacevolezza, un aspetto importante dell'umorismo è che obbliga chi scrive e poi chi legge a considerare le cose da punti di vista meno scontati, dunque può configurarsi in strumento di indagine e conoscenza.
3.
Massimo: Quale è la prima cosa che hai pensato quando hai iniziato a scrivere nel tuo blog e quali opinioni hai cambiato da allora?
Zu: Pensai che era bello poter disporre di un attrezzo così semplice e potente al tempo stesso. Non ho cambiato opinione, però ho progressivamente visto sfumare l'emozione dovuta all'utilizzo del mezzo in sé e per sé. In compenso sono cresciute altre emozioni, grazie alle interazioni telematiche e personali aumentate in modo esponenziale senza perdere di qualità.
[tutto ciò fu un tempo pubblicato sul Salto del Canale, ma poi... il canale saltò]
Massimo: Disporre di troppe informazioni può essere uguale a nessuna informazione. Quale è la tua opinione, con particolare riferimento ai blogs ed alle loro potenzialità?
Zu: Nel 1996, ai tempi dei miei primi collegamenti a Internet, tale Salvo Pagliarello scrisse (cito a memoria): "Cercare informazioni su Internet è come volersi dissetare a una manichetta antincendio. Si riceve sicuramente una grande quantità d'acqua, ma si finisce col rinunciare a bere."
Per rimediare, il criterio rimane quello della selezione, come d'altronde già ci succede per la fruizione di libri, film, programmi radiotelevisivi...
2.
Massimo: Nei blogs, spesso i propri pensieri assumono un taglio "umoristico". Satira o umorismo si rivelano forse gli strumenti più adatti per rendere più interessante e chiaro quello che si vuole comunicare. È solo un aspetto della personalità di chi scrive, oppure un espediente per essere sintetici ed efficaci?
Zu: Da un lato è un modo per risultare accattivanti. Dall'altro può essere uno schermo dietro il quale nascondere timidezze, timori, chiusure. Comunque, se usati da chi li sa suonare e su uno spartito sostanzioso, quegli strumenti sanno rendere la musica ancor più apprezzabile.
Al di là della piacevolezza, un aspetto importante dell'umorismo è che obbliga chi scrive e poi chi legge a considerare le cose da punti di vista meno scontati, dunque può configurarsi in strumento di indagine e conoscenza.
3.
Massimo: Quale è la prima cosa che hai pensato quando hai iniziato a scrivere nel tuo blog e quali opinioni hai cambiato da allora?
Zu: Pensai che era bello poter disporre di un attrezzo così semplice e potente al tempo stesso. Non ho cambiato opinione, però ho progressivamente visto sfumare l'emozione dovuta all'utilizzo del mezzo in sé e per sé. In compenso sono cresciute altre emozioni, grazie alle interazioni telematiche e personali aumentate in modo esponenziale senza perdere di qualità.
[tutto ciò fu un tempo pubblicato sul Salto del Canale, ma poi... il canale saltò]
04 settembre 2004
Pinzillacchere
1)
Stasera con la Black Sound Machine sarò qui:
2)
Ho sei inviti Gmail da regalare, anche a chi non viene a vedere la BSM.
Stasera con la Black Sound Machine sarò qui:
Osteria Garibaldie tu?
Strada tra Barlassina e Cogliate (MI)
(uscita Barlassina della superstrada Milano-Meda) tel. 0362-563741
22:00 inizio concerto
2)
Ho sei inviti Gmail da regalare, anche a chi non viene a vedere la BSM.
03 settembre 2004
Esercizio di traduzione 2
Lo so, è passato un bel po' di tempo, ma tanto si sa che è solo una categoria della mente, no? Riprendiamo dunque da dove avevamo lasciato, e cioè da qui (intervento e relativi commenti).
Anzi, visto che Haloscan si mangia i commenti vecchi, ho cominciato ad allestire una pagina indipendente dove raccogliere anche gli eventuali nuovi contributi.
Per dare il buon esempio, riparto io con l'ennesimo tentativo di rendere nella nostra lingua il pressoché intraducibile gioco di parole di Mark Twain:
Age is an issue of mind over matter. If you don't mind, it doesn't matter.
L'età è la conta dei tuoi passi, ma se te la spassi non conta.
Ora tocca a te.
Anzi, visto che Haloscan si mangia i commenti vecchi, ho cominciato ad allestire una pagina indipendente dove raccogliere anche gli eventuali nuovi contributi.
Per dare il buon esempio, riparto io con l'ennesimo tentativo di rendere nella nostra lingua il pressoché intraducibile gioco di parole di Mark Twain:
Age is an issue of mind over matter. If you don't mind, it doesn't matter.
L'età è la conta dei tuoi passi, ma se te la spassi non conta.
Ora tocca a te.
02 settembre 2004
Facce rollà
Grazie a Giuseppe Granieri per avere messo a disposizione un nuovo simpatico aggeggino, che ho quasi prontamente inserito nella pagina delle Reti relazionali.
E speriamo di aver tradotto bene il titolo.
E speriamo di aver tradotto bene il titolo.
Dolce far niente
Da tutti si può imparare qualcosa. Nel 1979, finita la terza liceo, scelsi di occupare l'estate a fare un po' di soldi per comprarmi lo stereo e trovai lavoro nelle cucine di un ristorante a Cavalese. Insieme a me a lavare i piatti c'era un ragazzo "difficile". Si trattava in realtà di un diciottenne dalle normali potenzialità, che però da trovatello era stato sistemato in un istituto "coi bomboloidi", dove era rimasto per l'intera fanciullezza. Inutile dire che a saperlo prendere era tranquillissimo e perfino incline a sprazzi comunicativi. Fu in uno di quei rari momenti di buonumore confidenziale che mi disse: "Mi son qua a far el lavapiati, ma el mè vero sarìa no far un cazo!"
L'avrei abbracciato, sarà perché io quelli che s'annoiano a non lavorare non li capisco. In effetti, sebbene il mio mestiere continui a piacermi, preferirei non esservi vincolato da ragioni economiche. Sembrano frasi alla Catalano, ma so per certo che esistono persone afflitte da cefalea ogniqualvolta si astengono dalle attività lavorative. Temo dipenda dalla scarsa capacità di rivolgere lo sguardo interiore verso ambiti diversi. Non dover necessariamente lavorare sarebbe un privilegio sfruttabile per coltivare senza remore passioni e interessi personali, per abbandonarsi all'otium, ma anche all'ozio puro e semplice.
I simboli sommi di quest'ultima opzione sono per me essenzialmente due: farsi radere dal barbiere e dondolarsi su un'amaca. In questa estate ricca di vacanze li ho sperimentati entrambi, il primo vicino alla casa in cui sono nato e l'altro, naturalmente, alla casa dell'amaca.
Godendo soavemente mi ci dondolavo prima e dopo ogni escursione su una nuova spiaggia, gli occhi golosi e la pelle salata. Perlomeno quando l'amaca era libera dalle evoluzioni del mammosauro Lorenzo spinto dal mentore ammaestrato alla bisogna, nientepopodimeno che il suo "Gilgameshone", quello che "sa tutte le cose del mondo".
Di sicuro in quei momenti le cose del mondo sapevano identificarsi nel qui e ora. E con Mistral si diceva, appunto: "Quelli che s'annoiano a non lavorare non li capisco."
L'avrei abbracciato, sarà perché io quelli che s'annoiano a non lavorare non li capisco. In effetti, sebbene il mio mestiere continui a piacermi, preferirei non esservi vincolato da ragioni economiche. Sembrano frasi alla Catalano, ma so per certo che esistono persone afflitte da cefalea ogniqualvolta si astengono dalle attività lavorative. Temo dipenda dalla scarsa capacità di rivolgere lo sguardo interiore verso ambiti diversi. Non dover necessariamente lavorare sarebbe un privilegio sfruttabile per coltivare senza remore passioni e interessi personali, per abbandonarsi all'otium, ma anche all'ozio puro e semplice.
I simboli sommi di quest'ultima opzione sono per me essenzialmente due: farsi radere dal barbiere e dondolarsi su un'amaca. In questa estate ricca di vacanze li ho sperimentati entrambi, il primo vicino alla casa in cui sono nato e l'altro, naturalmente, alla casa dell'amaca.
Godendo soavemente mi ci dondolavo prima e dopo ogni escursione su una nuova spiaggia, gli occhi golosi e la pelle salata. Perlomeno quando l'amaca era libera dalle evoluzioni del mammosauro Lorenzo spinto dal mentore ammaestrato alla bisogna, nientepopodimeno che il suo "Gilgameshone", quello che "sa tutte le cose del mondo".
Di sicuro in quei momenti le cose del mondo sapevano identificarsi nel qui e ora. E con Mistral si diceva, appunto: "Quelli che s'annoiano a non lavorare non li capisco."
01 settembre 2004
"Gaglieda, caput mundi"
Sono appena rientrato da un'escursione di pochi giorni nella mia Romagna natìa: valle del Bidente, Galeata, provincia di Forlì (sarebbe Forlì-Cesena oramai, ma ancora non mi ci abituo). Ci sono tornato dopo un'assenza di qualche anno, se escludiamo il funerale della nonnina due anni orsono.
Tutto bellissimo, addirittura entusiasmante, come se la mia terra mi avesse baciato.
Nota: la frase tra virgolette era la presa per il culo preferita di un mio zio toscano nei confronti di noi romagnoli appenninici e del paese che forte fa sentire il suo richiamo.
Tutto bellissimo, addirittura entusiasmante, come se la mia terra mi avesse baciato.
Nota: la frase tra virgolette era la presa per il culo preferita di un mio zio toscano nei confronti di noi romagnoli appenninici e del paese che forte fa sentire il suo richiamo.
27 agosto 2004
Vale ancora
Una persona che muore, ci scommetto, passa a un altro stato dell'essere.
Per chi rimane, invece, diventa un mosaico. Un'opera le cui tessere sono distribuite nei nostri occhi, nei nostri cuori. Nei ricordi della nostra mente, ma anche in ciò che faremo con le nostre mani. E in ciò che siamo e che saremo, con noi stessi e con gli altri. Per questo continueremo a sentirti presente.
Per chi rimane, invece, diventa un mosaico. Un'opera le cui tessere sono distribuite nei nostri occhi, nei nostri cuori. Nei ricordi della nostra mente, ma anche in ciò che faremo con le nostre mani. E in ciò che siamo e che saremo, con noi stessi e con gli altri. Per questo continueremo a sentirti presente.
26 agosto 2004
Per farla breve
Il blog di Luisa Carrada è spesso fonte di spunti stimolanti.
Oggi segnala ScrittoLettoDettoFatto, pagina che ospita microracconti non superiori a cento parole. Ho raccolto l'invito adattando un pezzo che avevo scritto per il Blogrodeo del 18 maggio: Cosa pensi che ci sia qui dentro?
Oggi segnala ScrittoLettoDettoFatto, pagina che ospita microracconti non superiori a cento parole. Ho raccolto l'invito adattando un pezzo che avevo scritto per il Blogrodeo del 18 maggio: Cosa pensi che ci sia qui dentro?
24 agosto 2004
Setterosa
Se oggi per il gol della Zanchi a due secondi dalla sirena ho cacciato un urlo d'esultanza come da tempo non mi capitava per un evento sportivo, non devo ringraziare solo le ragazze della nazionale di pallanuoto, ma anche i miei cognati Enzo Altamura e Cinzia Mileto, vecchie glorie nei rispettivi ruoli di allenatore e giocatrice, che nel tempo hanno saputo indurmi ad apprezzare questa disciplina, seppure da bordo vasca.
Nello stesso pomeriggio, tanto per dire, la sorte dei giovanotti del calcio non mi ha smosso nemmeno un po'.
Nello stesso pomeriggio, tanto per dire, la sorte dei giovanotti del calcio non mi ha smosso nemmeno un po'.
23 agosto 2004
Io pulso positivo
20 agosto 2004
Nuotare nudi
Mi è sempre piaciuto. L'acqua salata sa accarezzarti ovunque, come un bagno amniotico universale. Anche per questo ho eletto più bel bagno stagionale quello fatto a Baccu Mandara, dove dopo essermi spinto abbastanza al largo con qualche bracciata in più, ho osato sfilarmi il costume, metterlo a tracolla e perdermi nell'azzurro dipinto di blu.
19 agosto 2004
Due serate al multisala
Ero andato a vedere Una storia americana (di Andrew Jarecki) solo perché trascinatovi da una coppia di amici. Pensavo fosse pesante e invece scorre, malgrado l'argomento scottante e il trattamento documentaristico. È un'autentica lezione di montaggio per come accosta con sagacia filmini familiari, materiale televisivo cronachistico e d'inchiesta, interviste raccolte in epoche diverse. L'intreccio, drammaticamente denso e pregnante, a un secondo livello di lettura si fa strumento per mostrare come la poliedricità del reale sfugga alla rassicurante classificazione della "Verità", in un continuo spiazzamento che fino in fondo lascia qualcosa in sospeso. Dal punto di vista della cinenarrazione è apprezzabile che riesca a farlo per semplici accostamenti di testimonianze, punti di vista o modi di sentire opposti, senza che alcuna voce onnisciente si occupi di rendere digeribile la faccenda. Dal non detto si evincono ulteriori sfumature di significato e Hitch questo l'avrebbe apprezzato.
La serata seguente è stata la volta di Ladykillers (di Joel e Ethan Coen). Il divertimento cercato è stato in parte trovato: il film è godibile, la colonna sonora avvincente e vi sono parecchie scene degne di nota, però non mi viene da dire "che bello!" e ciò non è dettaglio trascurabile.
Chissà se può valere la pena di andare a ripescare in cassetta l'originale del 1955 (La signora omicidi), quello con Alec Guinness e Peter Sellers.
La serata seguente è stata la volta di Ladykillers (di Joel e Ethan Coen). Il divertimento cercato è stato in parte trovato: il film è godibile, la colonna sonora avvincente e vi sono parecchie scene degne di nota, però non mi viene da dire "che bello!" e ciò non è dettaglio trascurabile.
Chissà se può valere la pena di andare a ripescare in cassetta l'originale del 1955 (La signora omicidi), quello con Alec Guinness e Peter Sellers.
17 agosto 2004
H
Blog collettivo, ma soprattutto progetto.
Mi è piaciuto il modo in cui mi è stato presentato, perciò ho raccolto l'invito di Daneel qualche settimana fa.
Ieri notte è giunto anche il momento di scrivere un mio contributo: si intitola Al capolinea.
Mi è piaciuto il modo in cui mi è stato presentato, perciò ho raccolto l'invito di Daneel qualche settimana fa.
Ieri notte è giunto anche il momento di scrivere un mio contributo: si intitola Al capolinea.
16 agosto 2004
A4
La vista è solo uno dei cinque o sei o sette sensi di cui si dispone, ma guidando è il primo cui fare riferimento. Per fortuna, l'attenzione alla strada non esclude la possibilità di godersi almeno parzialmente la bellezza dei paesaggi e seppure a sprazzi le mutevolezze cromatiche del cielo.
Così accadde anche ieri. Tornavamo dalla val di Fiemme dopo avere salutato i piccoli, rimasti colà coi nonni a prolungar vacanze. Superati i timori di code epocali, superata anche la cornice più suggestiva dell'itinerario, mi consolavo occhieggiando ove possibile la rosatura crepuscolare e il rincorrersi dei rannuvolamenti all'occidente orizzontale.
D'un tratto scorgo un punto molto luminoso fisso. Quello è sicuramente un pianeta. Dunque... Se non rammento male, Asgard News parlava di Giove visibile per qualche minuto al tramonto, ma quello è talmente luminoso da sembrare Venere, il che è impossibile, se è vero che per questo mese appare all'alba in tutt'altra direzione.
io: - Quel pianeta... quello lì. Dovrebbe essere Giove, ma è lucente quanto Venere. Che strano, che bello!
Licia: - Guarda che adesso sta lampeggiando.
io: - Azz, è un aereo! Sai, dalla prospettiva in cui ci trovavamo prima sembrava una luce fissa, forse perché veniva nella nostra direzione...
Licia: - No, no, è un pianeta. Chillo è Plutone, 'o pianeta d' 'o suggettone.
Così accadde anche ieri. Tornavamo dalla val di Fiemme dopo avere salutato i piccoli, rimasti colà coi nonni a prolungar vacanze. Superati i timori di code epocali, superata anche la cornice più suggestiva dell'itinerario, mi consolavo occhieggiando ove possibile la rosatura crepuscolare e il rincorrersi dei rannuvolamenti all'occidente orizzontale.
D'un tratto scorgo un punto molto luminoso fisso. Quello è sicuramente un pianeta. Dunque... Se non rammento male, Asgard News parlava di Giove visibile per qualche minuto al tramonto, ma quello è talmente luminoso da sembrare Venere, il che è impossibile, se è vero che per questo mese appare all'alba in tutt'altra direzione.
io: - Quel pianeta... quello lì. Dovrebbe essere Giove, ma è lucente quanto Venere. Che strano, che bello!
Licia: - Guarda che adesso sta lampeggiando.
io: - Azz, è un aereo! Sai, dalla prospettiva in cui ci trovavamo prima sembrava una luce fissa, forse perché veniva nella nostra direzione...
Licia: - No, no, è un pianeta. Chillo è Plutone, 'o pianeta d' 'o suggettone.
13 agosto 2004
Mutevolezza (era tutta una Commedia?)
Come lampo d'agosto diuturno
col tocco d'una lieve brezza
l'astro che il giorno è di turno
colora della sua carezza
il cielo che fu a pecorelle.
Perciò, come disse il poeta,
lassù rivedremo le stelle.
Divine parole di seta
sussurro di tenero amante:
l'azzurro d'una luce bella
si schiuse alle labbra di Dante
la notte che andò in camporella.
col tocco d'una lieve brezza
l'astro che il giorno è di turno
colora della sua carezza
il cielo che fu a pecorelle.
Perciò, come disse il poeta,
lassù rivedremo le stelle.
Divine parole di seta
sussurro di tenero amante:
l'azzurro d'una luce bella
si schiuse alle labbra di Dante
la notte che andò in camporella.
Parentesi quadre
Mi rileggo dopo quasi un anno
[ Il pensiero positivo è fondamentale anche per poter irradiare come percezione di valore ciò che pensiamo di noi stessi. ]virgola concordo virgola ma non è facile ripeterselo con piena convinzione se le caviglie già mi si gonfiano per la scarsa mobilità da troppa scrivania virgola pleonastica e i coglioni pure.
10 agosto 2004
Torre, vuoi mettere?
Torre vorrei la turba che al mio salir non manca mai
Soffro di vertigini, molto. Non ne soffro da sempre, giacché ricordo interminabili arrampicate sulle conifere trentine da piccolo, quando per l'intera estate mi confondevo con l'umanità locale.
Madide mani mie sudore greve di paura
Ci provo, provo a contrastarle, le vertigini. Come quella volta a Firenze, da liceale, sulla torre campanaria a impormi di guardar giù. E soffrirci, ma farlo. Riscoprendo che la maggior paura sorgeva non dallo sguardo verticale, ma da quello che mi fa sentire a mezz'aria tra il punto elevato in cui mi trovo e un altro cui l'occhio s'aggrappa: nella fattispecie, il campanile di Giotto e la cupola del Brunelleschi con la sua gabbia da grilli.
Il dì del compleanno a Cajuina è caro assai
Desideri espressi: tre. "Vorrei tante sorpresine" - a questo abbiamo felicemente risposto fin dal mattino, improvvisando festeggiamenti con palloncini e cotillon nella cabina del traghetto che si approssimava allo scalo marittimo di Livorno. "Un cagnolino o un gattino o dei criceti" - ho opposto un crudele diniego, ma le circostanze hanno riportato da noi la gattina Lola, benché solo per qualche giorno. "Vedere la torre di Pisa" - piccola deviazione ed è fatta. Arriviamo belli belli, poi ci informiamo: salita vietata ai minori di anni 8, biglietto 15 euro, primi posti disponibili nel gruppo delle ore 12:20. Va be': coda, no carta di credito, prelevare al bancomat, coda, aspettare al sole. Anzi, per un po' all'ombra del battistero, dopo un vano tentativo di accedere al camminamento delle mura antiche nell'attesa.
Torre lei volle ed io vidi dall'alto quelle mura
Salire sulle mura, oltre che utile preparazione al difficile compito che mi si prospettava, sarebbe stato bello anche per portare un po' in alto Lorenzo, escluso per ragioni d'età dall'ascesa pendente. Il piccolo mammosauro [© Mistràl] peraltro era più che soddisfatto dell'opportunità di sfogarsi corridendolando nell'erba insieme alla festeggiata.
Anni o lustri fa ero stato io a ridere e rotolarmi su quei prati, scolaro gitante ubriaco perso dopo il pranzo a Massaciuccoli, precludendomi la visita alla torre più famosa d'Italia.
Se stavolta sono arrivato in vetta devo proprio ringraziare Francesca, per l'idea e per il vigore psicologico che mi ha infuso, da fatina quale sa essere questa cajuina di otto anni compiuti.
Soffro di vertigini, molto. Non ne soffro da sempre, giacché ricordo interminabili arrampicate sulle conifere trentine da piccolo, quando per l'intera estate mi confondevo con l'umanità locale.
Madide mani mie sudore greve di paura
Ci provo, provo a contrastarle, le vertigini. Come quella volta a Firenze, da liceale, sulla torre campanaria a impormi di guardar giù. E soffrirci, ma farlo. Riscoprendo che la maggior paura sorgeva non dallo sguardo verticale, ma da quello che mi fa sentire a mezz'aria tra il punto elevato in cui mi trovo e un altro cui l'occhio s'aggrappa: nella fattispecie, il campanile di Giotto e la cupola del Brunelleschi con la sua gabbia da grilli.
Il dì del compleanno a Cajuina è caro assai
Desideri espressi: tre. "Vorrei tante sorpresine" - a questo abbiamo felicemente risposto fin dal mattino, improvvisando festeggiamenti con palloncini e cotillon nella cabina del traghetto che si approssimava allo scalo marittimo di Livorno. "Un cagnolino o un gattino o dei criceti" - ho opposto un crudele diniego, ma le circostanze hanno riportato da noi la gattina Lola, benché solo per qualche giorno. "Vedere la torre di Pisa" - piccola deviazione ed è fatta. Arriviamo belli belli, poi ci informiamo: salita vietata ai minori di anni 8, biglietto 15 euro, primi posti disponibili nel gruppo delle ore 12:20. Va be': coda, no carta di credito, prelevare al bancomat, coda, aspettare al sole. Anzi, per un po' all'ombra del battistero, dopo un vano tentativo di accedere al camminamento delle mura antiche nell'attesa.
Torre lei volle ed io vidi dall'alto quelle mura
Salire sulle mura, oltre che utile preparazione al difficile compito che mi si prospettava, sarebbe stato bello anche per portare un po' in alto Lorenzo, escluso per ragioni d'età dall'ascesa pendente. Il piccolo mammosauro [© Mistràl] peraltro era più che soddisfatto dell'opportunità di sfogarsi corridendolando nell'erba insieme alla festeggiata.
Anni o lustri fa ero stato io a ridere e rotolarmi su quei prati, scolaro gitante ubriaco perso dopo il pranzo a Massaciuccoli, precludendomi la visita alla torre più famosa d'Italia.
Se stavolta sono arrivato in vetta devo proprio ringraziare Francesca, per l'idea e per il vigore psicologico che mi ha infuso, da fatina quale sa essere questa cajuina di otto anni compiuti.
24 luglio 2004
Sull'onda soffierà un vento eroico
Un diario telematico funziona al contrario di un diario di viaggio: lo si scrive quando si sta fermi. Se infatti ci si allontana dalla postazione abituale capita per lo più di non disporre di collegamenti alla rete. Così sulle pagine che di solito ospitano aggiornamenti quotidiani si moltiplicano gli annunci di chiusura temporanea. Non faccio eccezione, né mi illudo di sostituire la carta ai pixel. Magari succederà, ma con frequenza occasionale se non rara. Ed è comprensibile, se non si hanno le sei mani vagheggiate da Rillo.
Insomma, sono di nuovo in partenza. Domani si raggiungerà con calma Livorno, che l'anno scorso m'incantò di sera con l'Effetto Venezia, una festa di luci, musiche, fiabe, cibo e persone lungo i suoi canali medicei.
Stavolta l'imbarco per Olbia avverrà di sera, per cui approderemo all'isola magica lunedì mattina. Da lì, presumibilmente dopo qualche divagazione, raggiungeremo Cagliari, dove i nostri generosi anfitrioni Mistràl e Gilgamesh ci intercetteranno per condurci affettuosi alle delizie di una vacanza sulla loro nuvoletta.
Insomma, sono di nuovo in partenza. Domani si raggiungerà con calma Livorno, che l'anno scorso m'incantò di sera con l'Effetto Venezia, una festa di luci, musiche, fiabe, cibo e persone lungo i suoi canali medicei.
Stavolta l'imbarco per Olbia avverrà di sera, per cui approderemo all'isola magica lunedì mattina. Da lì, presumibilmente dopo qualche divagazione, raggiungeremo Cagliari, dove i nostri generosi anfitrioni Mistràl e Gilgamesh ci intercetteranno per condurci affettuosi alle delizie di una vacanza sulla loro nuvoletta.
AAVV, Commentarii, ed. Séverine 2004
Più che un brainstorming, si preannunciava una tempesta ormonale. Sembra invece che il sangue abbia continuato ad affluire anche al cervello.
23 luglio 2004
Bollito duro
Sudo e lui cigola, il ventilatore oscillante convocato dalla cantina senza nemmeno spolverarlo. Sudo e cigolo anch'io, il collo si lamenta e la spalla destra duole benché abbia spostato a sinistra il topo elettronico.
Smetto di sudare per sfinimento e ricomincio con l'inutile procedura della doccia tiepida, cambio stracci, rilassato ottimismo. Non riesco a fare a meno dell'integrazione liquidi, sarà per quello che risudo. D'altronde non è una novità, l'acqua potabile è imprescindibile, tranne se possiedi le quattro stazioni.
E allora, che fare? Un'uscita serale verso il verde rubato alle tangenziali è un palliativo, perché non è difficile ritrovarsi a sudare comunque. Passare tutto il tempo in vasca è riduttivo nonché macerante, oltretutto diventa difficile rispondere al citofono.
Delle due l'una: seguire la panettiera di piazza Bausan accanto al forno per un paio d'ore per poi apprezzare la frescafa bovisasca, o puntare a isolarsi in un luogo adeguatamente ventilato, una terra di mare attraente quanto il cielo e altrettanto magnetica.
Mo' ci penso.
Smetto di sudare per sfinimento e ricomincio con l'inutile procedura della doccia tiepida, cambio stracci, rilassato ottimismo. Non riesco a fare a meno dell'integrazione liquidi, sarà per quello che risudo. D'altronde non è una novità, l'acqua potabile è imprescindibile, tranne se possiedi le quattro stazioni.
E allora, che fare? Un'uscita serale verso il verde rubato alle tangenziali è un palliativo, perché non è difficile ritrovarsi a sudare comunque. Passare tutto il tempo in vasca è riduttivo nonché macerante, oltretutto diventa difficile rispondere al citofono.
Delle due l'una: seguire la panettiera di piazza Bausan accanto al forno per un paio d'ore per poi apprezzare la frescafa bovisasca, o puntare a isolarsi in un luogo adeguatamente ventilato, una terra di mare attraente quanto il cielo e altrettanto magnetica.
Mo' ci penso.
22 luglio 2004
Vuoi perdere peso? Chiedimi come
Attestato che il metodo migliore sarebbe sostituire con continuità alla pausa pranzo una pausa coccole, prima di disperare è bene sapere che non è l'unico.
Se vuoi saltare la pappa e annullare la fame nella fama, puoi sempre partecipare a un gioco basato su scrittura e improvvisazione, fantasia e rapidità, tastiera ed elettricità.
Naturalmente sto parlando del Blogrodeo, che oggi sarà tenuto da Squonk dalle ore 12:45 alle 14:45.
Se vuoi saltare la pappa e annullare la fame nella fama, puoi sempre partecipare a un gioco basato su scrittura e improvvisazione, fantasia e rapidità, tastiera ed elettricità.
Naturalmente sto parlando del Blogrodeo, che oggi sarà tenuto da Squonk dalle ore 12:45 alle 14:45.
21 luglio 2004
Storie di gatti
Ho un gatto in casa. Se la memoria non mi fa difetto, era dai tempi di Pastina che queste mura non vedevano una presenza felina. La felpata creatura si chiama Lola e appartiene a un'amica che se la riprenderà tra pochi giorni. È tranquilla, finora non ha dato grattacapi e ha innescato nei bimbi un entusiasmo educato e rispettoso, quasi una riedizione laica di antiche adorazioni.
Pastina, lui, era di tutt'altra vivacità (stavo per dire "pasta"). Lo raccattammo dal cortile della vecchia casa con gli occhi destinati a non aprirsi mai. La madre, alle prese con una variopinta e numerosa cucciolata, l'aveva abbandonato alla sua debolezza. Da inguaribili assistenzialisti ci assoggettammo (provvisoriamente, sia chiaro) a nutrirlo, pulirlo, curarlo. Due giorni dopo provammo a rimetterlo in cortile, ma quella troia non riconosceva più il suo odore e gli soffiava contro.
Dunque non ci restò che continuare l'opera, alzandoci di notte per dargli il minibiberon e tenendolo al calduccio sul petto mentre suggeva (fu un allenamento, certo), coccolandolo per consolare a qualsiasi ora i suoi miagolii disperati, osservandolo e aspettando che imparasse a camminare, insegnandogli a mangiare, a lavarsi e tutto il resto.
Per un po' continuò a puzzare da maledetto, poi una volta fuori pericolo fu possibile lavarlo meglio, ma ricordo tuttora il suo odore e quello della bevanda ipernutritiva latte-uova che gli preparavamo.
Di giorno rimaneva con me: a parte le varie incombenze, l'accortezza maggiore era evitare di pestarlo o di passargli sopra con le ruote della sedia girevole.
Cambiammo casa e crescendo poté finalmente sfogarsi e scorrazzare in locali vuoti e ampi, giocare a piacimento tra attrezzi e cavi, infilarsi in ogni possibile anfratto e scatola. Si allungava, il giovane gattino e più di lui la sua coda.
La regola era che non salisse sul letto, ma quando cercavo di afferrarlo per riportarlo con i piedi per terra riusciva ad appiattirsi più di un fumetto e la collottola spariva come un link irraggiungibile.
Infine, come prestabilito, giunse il momento di consegnarlo a una famiglia che l'avrebbe accolto potendo contare anche su un giardino. Momento preparato accuratamente, consegne trasmesse con la meticolosità che nemmeno un genitore apprensivo saprebbe sfoggiare. E il giorno dopo ripassai di lì, per assicurarmi che si trovasse bene. Aveva due mesi e mezzo allora, Pastina.
Non so quanto tempo trascorse, ma tornammo a trovarlo. Era diventato il pascià della via: coccolato da tutti e sempre più bello. Lo riconobbi subito da una macchia sulla zampa e l'emozione fu il disinfettante dei graffi che mi procurò giocando a mordicchiarmi la mano come faceva da neonato.
Era bello Pastina, non so chi né come poté trovare il coraggio di avvelenarlo prima che arrivasse a compiere tre anni. Bastardo.
Era anche battezzato, come gatto. In un certo senso, almeno, visto che il nome glielo aveva appioppato il signor Ivano, quello che mi portava a casa l'acqua in bottiglie di vetro. La cassa sulla spalla, con la coda dell'occhio si rivolse a quel batuffolino precario nei suoi tremolanti passi di limbo e lo apostrofò inesorabile: "Uei, pastina!"
Pastina, lui, era di tutt'altra vivacità (stavo per dire "pasta"). Lo raccattammo dal cortile della vecchia casa con gli occhi destinati a non aprirsi mai. La madre, alle prese con una variopinta e numerosa cucciolata, l'aveva abbandonato alla sua debolezza. Da inguaribili assistenzialisti ci assoggettammo (provvisoriamente, sia chiaro) a nutrirlo, pulirlo, curarlo. Due giorni dopo provammo a rimetterlo in cortile, ma quella troia non riconosceva più il suo odore e gli soffiava contro.
Dunque non ci restò che continuare l'opera, alzandoci di notte per dargli il minibiberon e tenendolo al calduccio sul petto mentre suggeva (fu un allenamento, certo), coccolandolo per consolare a qualsiasi ora i suoi miagolii disperati, osservandolo e aspettando che imparasse a camminare, insegnandogli a mangiare, a lavarsi e tutto il resto.
Per un po' continuò a puzzare da maledetto, poi una volta fuori pericolo fu possibile lavarlo meglio, ma ricordo tuttora il suo odore e quello della bevanda ipernutritiva latte-uova che gli preparavamo.
Di giorno rimaneva con me: a parte le varie incombenze, l'accortezza maggiore era evitare di pestarlo o di passargli sopra con le ruote della sedia girevole.
Cambiammo casa e crescendo poté finalmente sfogarsi e scorrazzare in locali vuoti e ampi, giocare a piacimento tra attrezzi e cavi, infilarsi in ogni possibile anfratto e scatola. Si allungava, il giovane gattino e più di lui la sua coda.
La regola era che non salisse sul letto, ma quando cercavo di afferrarlo per riportarlo con i piedi per terra riusciva ad appiattirsi più di un fumetto e la collottola spariva come un link irraggiungibile.
Infine, come prestabilito, giunse il momento di consegnarlo a una famiglia che l'avrebbe accolto potendo contare anche su un giardino. Momento preparato accuratamente, consegne trasmesse con la meticolosità che nemmeno un genitore apprensivo saprebbe sfoggiare. E il giorno dopo ripassai di lì, per assicurarmi che si trovasse bene. Aveva due mesi e mezzo allora, Pastina.
Non so quanto tempo trascorse, ma tornammo a trovarlo. Era diventato il pascià della via: coccolato da tutti e sempre più bello. Lo riconobbi subito da una macchia sulla zampa e l'emozione fu il disinfettante dei graffi che mi procurò giocando a mordicchiarmi la mano come faceva da neonato.
Era bello Pastina, non so chi né come poté trovare il coraggio di avvelenarlo prima che arrivasse a compiere tre anni. Bastardo.
Era anche battezzato, come gatto. In un certo senso, almeno, visto che il nome glielo aveva appioppato il signor Ivano, quello che mi portava a casa l'acqua in bottiglie di vetro. La cassa sulla spalla, con la coda dell'occhio si rivolse a quel batuffolino precario nei suoi tremolanti passi di limbo e lo apostrofò inesorabile: "Uei, pastina!"
20 luglio 2004
Mi domando e dico
Anche se uno non se la vuole menare, viene per forza da chiedersi chi sono? quando le giornate nelle quali si è tratti lontano dal proprio fare si moltiplicano. E non si tratta qui di distrazione piacevole, a tratti ludica, sebbene per fortuna quella non venga mai a mancare completamente. Purtroppo è piuttosto questione di spreco dei talenti, per scarsi che siano, distolti a quel che si sa fare per tener dietro a mille diavolerie fini a sé stesse. Come posso dirmi traduttore se il tempo dedicato a quell'attività si erode in una carneficina di minuti devoluti a scocciature altre, varie ed eventuali?
Gli è che non son capace di mosse drastiche, altrimenti il calcolatore, lo schermo e i cavi che lo riscaldano sarebbero volati già da lunga pezza nell'area dismessa che ostinata popola il mio orizzonte di quel po' di verde indispensabile a temperare il malumore.
Quanto alle altre domande solitamente connesse alla prima, credo di sapere più o meno dove andrò, e mi piace, grazie a Gilga e Mistral. E da dove vengo, comunque la si voglia intendere, non può che avere una risposta piacevole e stuzzicante.
Gli è che non son capace di mosse drastiche, altrimenti il calcolatore, lo schermo e i cavi che lo riscaldano sarebbero volati già da lunga pezza nell'area dismessa che ostinata popola il mio orizzonte di quel po' di verde indispensabile a temperare il malumore.
Quanto alle altre domande solitamente connesse alla prima, credo di sapere più o meno dove andrò, e mi piace, grazie a Gilga e Mistral. E da dove vengo, comunque la si voglia intendere, non può che avere una risposta piacevole e stuzzicante.
19 luglio 2004
Una torta con troppo rum...
è stata l'unica devianza alcolica della giornata, perché i festeggiamenti si sono svolti nell'ambito ristretto della famiglia allargata, tra giochi e passeggiate nella valle dell'Elvo. A Milano sono tornato quasi a compleanno scaduto. Della mia data di scadenza, però, spalmandomi di crema idratante, non ho trovato traccia, dunque per un po' credo di poter stare tranquillo.
15 luglio 2004
"Oi Diablogoi"
In ritardo, in ritardo!
Ho la giustificazione scritta e firmata, ma è pur sempre in ritardo che ho trasmesso il mio contributo odierno al Blogrodeo lanciato da Woland.
Acceso il computer a quattro minuti dallo scadere, ci ho messo più di mezz'ora a consegnare questo dialogo.
Ho la giustificazione scritta e firmata, ma è pur sempre in ritardo che ho trasmesso il mio contributo odierno al Blogrodeo lanciato da Woland.
Acceso il computer a quattro minuti dallo scadere, ci ho messo più di mezz'ora a consegnare questo dialogo.
14 luglio 2004
Musica leopardata
Stasera i Figli di Madre Ignota suonano a Roccabrivio (San Giuliano Milanese).
Se sei da quelle parti non perderteli, ne vale sicuramente la pena.
Anche perché in qualche modo il 14 luglio va pur festeggiato.
Se sei da quelle parti non perderteli, ne vale sicuramente la pena.
Anche perché in qualche modo il 14 luglio va pur festeggiato.
13 luglio 2004
Nuove parole (per me)
Burraco: mai sentito prima.
La prima settimana, sulla costa tirrenica, ho declinato la partecipazione al torneo pomeridiano ed è finita lì. La seconda settimana, in una caldissima trasferta sul litorale ionico leccese, il termine è rispuntato e da altre labbra ne ho ricevuto la spiegazione.
L'ho accolta con compostezza, ma da te avrei ascoltato anche la versione avanzata del manuale omnicomprensivo di giochi da tavolo, fiore salentino, sbocciato con la passione della giocatrice e dischiuso in un armonioso ed elegante ben di dio a distrarre menti e sguardi.
Sarà per questo che dopo i primi ragguagli ho evitato di restare ad assistere alla tua partita, andandomene a sudare un po' sui tasti di un flipper vecchia maniera, quasi.
La prima settimana, sulla costa tirrenica, ho declinato la partecipazione al torneo pomeridiano ed è finita lì. La seconda settimana, in una caldissima trasferta sul litorale ionico leccese, il termine è rispuntato e da altre labbra ne ho ricevuto la spiegazione.
L'ho accolta con compostezza, ma da te avrei ascoltato anche la versione avanzata del manuale omnicomprensivo di giochi da tavolo, fiore salentino, sbocciato con la passione della giocatrice e dischiuso in un armonioso ed elegante ben di dio a distrarre menti e sguardi.
Sarà per questo che dopo i primi ragguagli ho evitato di restare ad assistere alla tua partita, andandomene a sudare un po' sui tasti di un flipper vecchia maniera, quasi.
12 luglio 2004
Argento
D'argento come nella canzone napoletana era la luna, e il lago che proiettava la notte sul mare del Cilento, e il gol della Grecia in semifinale, e un paio di messaggi, e il metallizzato di una carrozzeria, e i pesci che da un altro mare guizzavano in su a raccattar molliche, e il vino che scendeva fresco in gola, e qualche bracciata al largo, e i misteri di un castello troppo geometrico, ma prima di tutto questo lo fu Iside.
25 giugno 2004
Ci vediamo blogghedì
Per tener meglio il conto dei giorni, ricorrerò al calendario dei blogger, del quale Buba ha messo a disposizione il secondo semestre e che mese per mese, volendo, puoi anche usare come sfondo per il tuo schermo.
24 giugno 2004
23 giugno 2004
Puff puff, pant pant
Di là è già iniziato il Blogrodeo Confuso, però devo terminare e consegnare un lavoro per essere poi in tempo stasera al Movida a salutare gli altri adolescenti diaristi telematici come me e constatare con ennesimo stupore che le peperine bloggatrici sono fascinose anche dal vivo. Dunque mi rimane solo il tempo per dire che G-Mail mi offre la possibilità di estendere 6 (sei) inviti e lo farò alle prime persone che me lo chiederanno.
21 giugno 2004
Pastelli d'altri colori
Potrà sembrare un delitto sminuzzare una lettura fino alla mise en abîme per dedicarsi a un particolare richiamato marginalmente solo da un link, specialmente se ciò avviene con un post di Rillo, ma così mi capitò.
I Caran d'Ache! La scatola grande alle elementari permetteva di sbizzarrirsi in tutte le sfumature autunnali di una campagna più immaginata che vista.
Quei colori li accostavo con godimento, riempiendo tutti gli spazi della terra e del cielo, differenziando coltivazioni e arborescenze, fogliame e spazi aperti, muschi ed erbe d'ogni genere, ma assolutamente sconosciute allora a me bambino grandicello e tuttora a me adulto ancora infante per quanto attiene all'universo botanico.
Non che fossi bravo a disegnare, tutt'altro: non mi sono mai piaciuti i risultati approssimativi e ingenui che la mano mi permetteva di raggiungere quando tracciavo dei contorni, però l'uso estensivo del colore, quello sì ch'era soddisfacente, durante e dopo, quando riguardavo il foglio privo ormai di punti bianchi.
Una composizione di vedute naturalistiche di una natura mai vista in quel modo. Di vederla così mi capitò tanti tanti anni dopo, quando (ri)cominciai a guardare il paesaggio, oltre ai compagni di giochi e alle ragazze. Quando seppi che sapevo godere appieno delle cromie inafferrabili che regala all'occhio una salita dopo la pioggia, una teoria montana di verdi vivi dal prato alla pineta, uno sciabordio che scintilla sotto un calore cangiante. Quando mi resi conto che è tempo guadagnato e non perso quello che si passa a contemplare il limitare tra luminescenza e magia.
I Caran d'Ache! La scatola grande alle elementari permetteva di sbizzarrirsi in tutte le sfumature autunnali di una campagna più immaginata che vista.
Quei colori li accostavo con godimento, riempiendo tutti gli spazi della terra e del cielo, differenziando coltivazioni e arborescenze, fogliame e spazi aperti, muschi ed erbe d'ogni genere, ma assolutamente sconosciute allora a me bambino grandicello e tuttora a me adulto ancora infante per quanto attiene all'universo botanico.
Non che fossi bravo a disegnare, tutt'altro: non mi sono mai piaciuti i risultati approssimativi e ingenui che la mano mi permetteva di raggiungere quando tracciavo dei contorni, però l'uso estensivo del colore, quello sì ch'era soddisfacente, durante e dopo, quando riguardavo il foglio privo ormai di punti bianchi.
Una composizione di vedute naturalistiche di una natura mai vista in quel modo. Di vederla così mi capitò tanti tanti anni dopo, quando (ri)cominciai a guardare il paesaggio, oltre ai compagni di giochi e alle ragazze. Quando seppi che sapevo godere appieno delle cromie inafferrabili che regala all'occhio una salita dopo la pioggia, una teoria montana di verdi vivi dal prato alla pineta, uno sciabordio che scintilla sotto un calore cangiante. Quando mi resi conto che è tempo guadagnato e non perso quello che si passa a contemplare il limitare tra luminescenza e magia.
20 giugno 2004
Dire, fare, baciare, leggere e poi dire
Mi sono appena iscritto alla mailing list orecchiette di Palomar, perché so quanto sia bello condividere il piacere di una lettura o scambiare pareri su quel che va scoperto.
Lo sapevo nell'agosto 2002 quando aprii Letture e riletture, che continua ad accogliere i contributi di tutti (basta scrivermi) e dove ieri finalmente è stato tempo di parlare di un romanzo che avevo letto mesi fa: La montagna blu di Meir Shalev (dagli scaffali della biblioteca rionale).
Lo sapevo nell'agosto 2002 quando aprii Letture e riletture, che continua ad accogliere i contributi di tutti (basta scrivermi) e dove ieri finalmente è stato tempo di parlare di un romanzo che avevo letto mesi fa: La montagna blu di Meir Shalev (dagli scaffali della biblioteca rionale).
18 giugno 2004
La senti questa voce...
Zapotek ha provveduto: è disponibile l'mp3 dell'intervista telefonica che ebbe la bontà di chiedermi per I Blogorroici.
Ti aVanza un account?
17 giugno 2004
Pietro 30 e lode
Leggo e diffondo:
Il numero massimo degli ascoltatori contemporanei è stato portato a 30!!!
(naturalmente si parla di MieTerreRadio di Pietro B.)
16 giugno 2004
Località elette
Sarà troppo presto mettersi a cercare ora una destinazione per le ferie d'inizio estate?
A cavallo tra giugno e luglio vedrò il mare con la mia piccola tribù, ma non so ancora bene da dove.
Tanto c'è tempo, soprattutto considerando che ritarderemo un poco la partenza per non mancare al ballottaggio provinciale di domenica 27 (se c'è una speranzella di bocciare la signora ariafritta, non voglio rimorsi da astensionismo leggero).
A cavallo tra giugno e luglio vedrò il mare con la mia piccola tribù, ma non so ancora bene da dove.
Tanto c'è tempo, soprattutto considerando che ritarderemo un poco la partenza per non mancare al ballottaggio provinciale di domenica 27 (se c'è una speranzella di bocciare la signora ariafritta, non voglio rimorsi da astensionismo leggero).
15 giugno 2004
Teleparlando
M'avevano messo in viva voce e mi sono perso. Non mi resta che confidare nell'emmepitre...
(grazie ai Blogorroici e auguri a Zapotek)
(grazie ai Blogorroici e auguri a Zapotek)
14 giugno 2004
Coro elettrico
13 giugno 2004
12 giugno 2004
Bloggatore Quasi ammodo
E come potevamo noi postare
con splinder azzurro nel colore,
tra codici negati e strane chiazze?
Puh, al disco duro non piaccio, a rilento
suggello dei trastulli, un url e sclero:
scheda madre che lasciava senza appiglio
a rimpiangere le poste ed il telegrafo...
Piattaforma: dai, salici, è ignoto
se nel blog le parole già spese
in geroglifici avranno mutamento.
con splinder azzurro nel colore,
tra codici negati e strane chiazze?
Puh, al disco duro non piaccio, a rilento
suggello dei trastulli, un url e sclero:
scheda madre che lasciava senza appiglio
a rimpiangere le poste ed il telegrafo...
Piattaforma: dai, salici, è ignoto
se nel blog le parole già spese
in geroglifici avranno mutamento.
[riscritto per Maltusiani&C]
11 giugno 2004
L'essenziale è invisibile agli occhi
Lo spessore con leggerezza, la sostanza impalpabile, la roca dolcezza, l'espressione ineguagliabile.
10 giugno 2004
Risveglieremo l'eroe dei due mondi
Per l'undici giugno
saremo all'aperto
di ogni mugugno
faremo deserto.
Con questo messaggio
di nuovo ti avverto
riserva un assaggio
al nostro concerto!
Puoi chieder conferma
al pubblico esperto
vedrai, non si scherma
chi avrà già scoperto
le dolci delizie
con cui mi diverto,
di allegre primizie
spettacolo offerto
di quando, già tardi,
il distacco è sofferto
perché come bardi
abbiam riscoperto
che in fondo al tuo cuore
seppur ricoperto
la musica è amore:
di questo son certo.
Black Sound Machine, il solito gruppo da 12 elementi, per un concerto R&B, soul, funky e via e via... Venerdì 11 giugno ore 22:00, presso l'Osteria Garibaldi (all'aperto, quindi si starà bene), locale che si trova lungo la strada tra Barlassina e Cogliate (MI) e raggiungibile facilmente, per esempio, dalla superstrada Milano-Meda (uscita Barlassina) o dalla Statale dei Giovi (n. 35).
saremo all'aperto
di ogni mugugno
faremo deserto.
Con questo messaggio
di nuovo ti avverto
riserva un assaggio
al nostro concerto!
Puoi chieder conferma
al pubblico esperto
vedrai, non si scherma
chi avrà già scoperto
le dolci delizie
con cui mi diverto,
di allegre primizie
spettacolo offerto
di quando, già tardi,
il distacco è sofferto
perché come bardi
abbiam riscoperto
che in fondo al tuo cuore
seppur ricoperto
la musica è amore:
di questo son certo.
Black Sound Machine, il solito gruppo da 12 elementi, per un concerto R&B, soul, funky e via e via... Venerdì 11 giugno ore 22:00, presso l'Osteria Garibaldi (all'aperto, quindi si starà bene), locale che si trova lungo la strada tra Barlassina e Cogliate (MI) e raggiungibile facilmente, per esempio, dalla superstrada Milano-Meda (uscita Barlassina) o dalla Statale dei Giovi (n. 35).
09 giugno 2004
Omaggio (o giugno, forse, già)
- How old are you?
- Thirsty-something today.
- Here's looking at you, kid.
- Quanti anni compi?
- O-tanta-sete oggi.
- Brindiamoci su!
>>>
- Thirsty-something today.
- Here's looking at you, kid.
- Quanti anni compi?
- O-tanta-sete oggi.
- Brindiamoci su!
>>>
Premessa
"Ciao Sara, come stai?"
"Ciao Giulio! Tanto per cominciare faccio subito subito la permalosa ricordandoti che mi chiamo Sarah, con l'H!! :)"
...
Regalino riparatore
H!
Accapigliarsi non fa per me,
sorte vigliacca.
Accanto a te
senza la giacca
accalorato se
vita bislacca
accadrà di rivederci.
Non sarà cosa fiacca:
accasarsi magari no,
ma porca vacca
accatastarsi in un abbraccio, sì,
che non ci distacca...
Accavalliamoci,
saraH!
08 giugno 2004
07 giugno 2004
Rivai col lazo
Ricomincia il BlogRodeo online: oggi alle 15 sarà sguinzagliato il torello da domare. Presentarsi armati di parole elettriche.
05 giugno 2004
Tra l'altro
Per fortuna sono andato in treno, così ho avuto modo di farmi accompagnare in viaggio da Marcela Serrano, addolcendo i distacchi. Proprio le pagine sul tema del tempo sviluppate con meravigliosa sintesi in Antigua, vita mia sono state maestre durante l'attesa per le coincidenze. E non solo quelle ferroviarie.
Peccato non avere ampliato gli itinerari ad libitum.
Per fortuna sono passato dalla stazione, così ho potuto chiacchierare un po' con Cristiano e Chiara incontrati lì per caso (o per sincronicità degli eventi, come direbbe il bardo).
Peccato la sera prima i minuti di libertà dagli impegni già presi fossero pochi, appena sufficienti a un rapido giro di saluti.
Per fortuna mi sono svegliato in tempo utile a farmi un giretto in quella che mi è parsa una località turistica a giudicare dalla tranquillità del passeggio mattutino per il centro piacevolmente soleggiato.
Peccato non avere prolungato il soggiorno.
Per fortuna ho avuto la volontà necessaria a tenere a bada le pulsioni sollecitate dalle mie narici all'incontro ravvicinato con il profumo azzurro già riconosciuto e fatto fotografare.
Peccato avere dovuto tenere a bada quelle pulsioni.
Per fortuna chi per un soffio non c'era si è fatta poi sentire al telefono.
Peccato il telefono trasmetta solo il ricordo della radiosità percepita.
Per fortuna il telefono era acceso anche la notte precedente.
Peccato col telefono non funzioni il teletrasporto.
Per fortuna le persone con cui ho condiviso il palco mi sono piaciute (o già mi piacevano).
Peccato la limitatezza umana non permetta la trasmissione simultanea di contenuti espressivi differenziati e adattati ai diversi destinatari presenti e potenziali.
Peccato: non siamo dei.
Per fortuna siamo dei... bei tomi. In grado, spesso, di cogliere il meglio dalle situazioni.
Per questo, e per fortuna, ad Asti mi sono divertito, sono stato contento di rivedere o incontrare per la prima volta parecchie persone piacevoli, interessanti, belle, simpatiche.
Nota: gli aggettivi di cui sopra non sono facilmente cumulabili, ma in alcuni casi sì, eccome, anzi, sono parchi... evviva la natura!
Ri-conosciuti di persona: Buba, Donatella, Mitì, Effe, Ruggero, Silvia, Elisabetta, Alice, Paolo, Fraps, Narsil, Titti e i suoi cari, Massimiliano, Chiara, Cristiano, Davide... e poi i commensali raggiunti a cena, sui cui nomi la memoria ha dapprima navigato dietro l'etichetta di un favoloso Barbera: Margherita, Mia, Renato...
Ho saputo in seguito che tra il pubblico c'erano anche: Zanna, Northfromhere, Luca Ruella, Angelocesare...
Peccato non avere ampliato gli itinerari ad libitum.
Per fortuna sono passato dalla stazione, così ho potuto chiacchierare un po' con Cristiano e Chiara incontrati lì per caso (o per sincronicità degli eventi, come direbbe il bardo).
Peccato la sera prima i minuti di libertà dagli impegni già presi fossero pochi, appena sufficienti a un rapido giro di saluti.
Per fortuna mi sono svegliato in tempo utile a farmi un giretto in quella che mi è parsa una località turistica a giudicare dalla tranquillità del passeggio mattutino per il centro piacevolmente soleggiato.
Peccato non avere prolungato il soggiorno.
Per fortuna ho avuto la volontà necessaria a tenere a bada le pulsioni sollecitate dalle mie narici all'incontro ravvicinato con il profumo azzurro già riconosciuto e fatto fotografare.
Peccato avere dovuto tenere a bada quelle pulsioni.
Per fortuna chi per un soffio non c'era si è fatta poi sentire al telefono.
Peccato il telefono trasmetta solo il ricordo della radiosità percepita.
Per fortuna il telefono era acceso anche la notte precedente.
Peccato col telefono non funzioni il teletrasporto.
Per fortuna le persone con cui ho condiviso il palco mi sono piaciute (o già mi piacevano).
Peccato la limitatezza umana non permetta la trasmissione simultanea di contenuti espressivi differenziati e adattati ai diversi destinatari presenti e potenziali.
Peccato: non siamo dei.
Per fortuna siamo dei... bei tomi. In grado, spesso, di cogliere il meglio dalle situazioni.
Per questo, e per fortuna, ad Asti mi sono divertito, sono stato contento di rivedere o incontrare per la prima volta parecchie persone piacevoli, interessanti, belle, simpatiche.
Nota: gli aggettivi di cui sopra non sono facilmente cumulabili, ma in alcuni casi sì, eccome, anzi, sono parchi... evviva la natura!
Ri-conosciuti di persona: Buba, Donatella, Mitì, Effe, Ruggero, Silvia, Elisabetta, Alice, Paolo, Fraps, Narsil, Titti e i suoi cari, Massimiliano, Chiara, Cristiano, Davide... e poi i commensali raggiunti a cena, sui cui nomi la memoria ha dapprima navigato dietro l'etichetta di un favoloso Barbera: Margherita, Mia, Renato...
Ho saputo in seguito che tra il pubblico c'erano anche: Zanna, Northfromhere, Luca Ruella, Angelocesare...
03 giugno 2004
In carrozza!
Sono sul piede di partenza e sì, ad Asti andrò in treno, anche perché Diabolik ha la vettura già impegnata...
01 giugno 2004
Il giro del mondo in 80 post
La sera del 3 giugno, giovedì, sarà dedicata ai blog. Per l'occasione, la Biblioteca Astense ha pensato bene d'invitare Placida/SìSì, Effe, Buba e il sottoscritto.
Onorato dell'invito e felice della compagnia, spero che l'incontro sarà anche un'opportunità per conoscere di persona o rivedere altri blogger.
Forse succederà qualcosa di imperdibile, ma puoi anche decidere di non venire e limitarti ai resoconti: tanto, come ha precisato il funambolico titolare di Herzog: "l'incontro verrà ripreso da un cineoperatore malato di parkinson e trasmesso in diretta via videotelefonino".
Note:
1) ovviamente per l'evento è stato aperto un blog ad hoc. Attivo, frequentatissimo, conta già numerose adesioni.
2) è stato lanciato un concorso fotografico cui puoi partecipare liberamente, in special modo se ti alletta un premio in libri.
31 maggio 2004
Un buon webcompleanno
Oggi Pietro lo festeggia con una festicciola pomeridiana... via radio.
A partire dalle ore 16:00 si potrà seguire l'inaugurazione ufficiale di MieTerreRadio, che da qualche tempo aveva già cominciato a trasmettere.
Sarà possibile telefonare in diretta al numero 320 722 30 36 oppure chiedere di essere chiamati mandando un SMS o scrivendo qui.
Doppi auguri dunque!
A partire dalle ore 16:00 si potrà seguire l'inaugurazione ufficiale di MieTerreRadio, che da qualche tempo aveva già cominciato a trasmettere.
Sarà possibile telefonare in diretta al numero 320 722 30 36 oppure chiedere di essere chiamati mandando un SMS o scrivendo qui.
Doppi auguri dunque!
30 maggio 2004
From blogspHere to Eternity
FranCiskje (chissà come va pronunciato) ci regala il video del servizio di MTV sul BlogRodeo.
29 maggio 2004
Alla faccia della pigrizia
Essere fortunato significa anche avere voglia di fare quel che in quel momento si deve.
Così pensavo stamane lavando i pavimenti di casa. Operazione improcrastinabile dopo il pomeriggio di ieri. Già, perché il cielo poi non ha tenuto: tonitruante, ci ammonì da lassù tra oscuri squarci e chiassosi ohibò, con una pluralità di goccioloni severi.
Immediato il cambio di programma: di corsa a casa a tracciare col machete un camminamento tra le masserizie del corridoio, a raccogliere con la ruspa gli oggetti sparsi, a ribaltare tutto come una squadra demolizioni, facendo in 15 minuti quello che in tempi normali avrebbe richiesto 15 giorni. Solo così siamo stati in grado di accogliere la festosa turba di amichetti giunti per lo spegnimento delle candeline e l'accensione dello stabile. Ci hanno dato dentro, ma per chissà quale combinazione astrale non sono riusciti ad ammazzarsi né a causare danni irreparabili all'immobile. In certi momenti mi sembrava di rivedere Le teste matte, soprattutto la sigla iniziale che mostrava scontri evitati per un pelo tra vetture e tram, oltre alle solite torte in faccia.
Comunque, lo ammetto, più volte ho indugiato a godere con lo sguardo della loro spettacolarità: i bimbi avrebbero meritato un applauso e invece sono stato io a riceverne i sorrisi complici.
Così pensavo stamane lavando i pavimenti di casa. Operazione improcrastinabile dopo il pomeriggio di ieri. Già, perché il cielo poi non ha tenuto: tonitruante, ci ammonì da lassù tra oscuri squarci e chiassosi ohibò, con una pluralità di goccioloni severi.
Immediato il cambio di programma: di corsa a casa a tracciare col machete un camminamento tra le masserizie del corridoio, a raccogliere con la ruspa gli oggetti sparsi, a ribaltare tutto come una squadra demolizioni, facendo in 15 minuti quello che in tempi normali avrebbe richiesto 15 giorni. Solo così siamo stati in grado di accogliere la festosa turba di amichetti giunti per lo spegnimento delle candeline e l'accensione dello stabile. Ci hanno dato dentro, ma per chissà quale combinazione astrale non sono riusciti ad ammazzarsi né a causare danni irreparabili all'immobile. In certi momenti mi sembrava di rivedere Le teste matte, soprattutto la sigla iniziale che mostrava scontri evitati per un pelo tra vetture e tram, oltre alle solite torte in faccia.
Comunque, lo ammetto, più volte ho indugiato a godere con lo sguardo della loro spettacolarità: i bimbi avrebbero meritato un applauso e invece sono stato io a riceverne i sorrisi complici.
28 maggio 2004
RC auto
Ho appena rinnovato telefonicamente l'assicurazione obbligatoria. Sono incerto se inquietarmi o esaltarmi considerando un segno del destino il nome dell'Amministratore Delegato della compagnia: James Brown.
Quattvo!
Alla Caju aveva chiesto una pistola ad acqua e ha ricevuto in regalo una specie di mitra multicolore con serbatoio maxi.
A papà e mamma un drago, che dovremo andare tutti insieme a cercare, dopo avere stabilito di comune accordo che averne uno vivo non è possibile e che un esemplare troppo grande risulterebbe poi difficile da maneggiare.
Lorenzo è orgoglioso di essere diventato gvandicello, specialmente da quando ieri sera gli ho permesso di usare un coltello vero a tavola (per tagliare l'uovo all'occhio di bue).
Oggi pomeriggio se il cielo regge festeggeremo con tutti i suoi compagni ai giardini di via Livigno, in un consesso multicolore.
A papà e mamma un drago, che dovremo andare tutti insieme a cercare, dopo avere stabilito di comune accordo che averne uno vivo non è possibile e che un esemplare troppo grande risulterebbe poi difficile da maneggiare.
Lorenzo è orgoglioso di essere diventato gvandicello, specialmente da quando ieri sera gli ho permesso di usare un coltello vero a tavola (per tagliare l'uovo all'occhio di bue).
Oggi pomeriggio se il cielo regge festeggeremo con tutti i suoi compagni ai giardini di via Livigno, in un consesso multicolore.
27 maggio 2004
Non solo a Rozzano: BSM
Ancora non so se presentarmi nella versione popstar supersexy oppure vestito da boy lift metallurgico. Forse alla fine, visto il conclamarsi del periodo estivo, un abbigliamento mare sapore di mare potrebbe rivelarsi consono. Se sarò a corto di camicie, non esiterò a commettere qualche piccolo reato, sicuramente da prescrizione. L'importante sarà non trascurare troppo quello che sta dietro i vestiti e dentro i pantaloni.
Perché sabato sera al Mi Cantino di Monza non si potrà prescindere dallo spirito: quello dell'anima, certo, quello delle bevande, sicuro, ma anche quello necessario a stringersi in 12 su quel minuscolo palco, che pure continua a darci piacevoli soddisfazioni, avviluppato com'è dall'attenzione affettuosa di chi si gode appieno (e ci fa godere) la serata musicale.
L'inizio del concerto è previsto per le 22:30, ma non mi stupirei slittasse verso le 23, come il cappello d'un tempo. Se vuoi farti riservare un posto, telefona al locale: 039-322970, che si trova in via Dante al civico 6.
Perché sabato sera al Mi Cantino di Monza non si potrà prescindere dallo spirito: quello dell'anima, certo, quello delle bevande, sicuro, ma anche quello necessario a stringersi in 12 su quel minuscolo palco, che pure continua a darci piacevoli soddisfazioni, avviluppato com'è dall'attenzione affettuosa di chi si gode appieno (e ci fa godere) la serata musicale.
L'inizio del concerto è previsto per le 22:30, ma non mi stupirei slittasse verso le 23, come il cappello d'un tempo. Se vuoi farti riservare un posto, telefona al locale: 039-322970, che si trova in via Dante al civico 6.
26 maggio 2004
Attore e spettatore
Proprio come in Jackie Brown di Tarantino, grazie ai blog la stessa scena la puoi seguire successivamente da prospettive diverse. Si concretizza nelle parole la ricchezza di uno sguardo molteplice, di un'esperienza attraversata e osservata grazie a un puzzle narrativo e cognitivo come quello descritto dalle efficaci parole di Sphera.
Esempio personale e recentissimo di tutto ciò l'ho vissuto, per esempio, leggendo il racconto di Tequila, con l'appuntamento dato a un angolo trafficatissimo, con i ritardi che diventano sincronia, con un abbraccio dal quale non mi sarei staccato più. Ma la serata doveva pur iniziare...
Esempio personale e recentissimo di tutto ciò l'ho vissuto, per esempio, leggendo il racconto di Tequila, con l'appuntamento dato a un angolo trafficatissimo, con i ritardi che diventano sincronia, con un abbraccio dal quale non mi sarei staccato più. Ma la serata doveva pur iniziare...
(puzzle, mosaico, sgabuzzino della memoria o del cuore)
25 maggio 2004
*
"Sarò il tuo diapason", le avevo detto, e cominciò a vibrare. Fummo felici, finché una volta non mi scordai e finì l'armonia.
24 maggio 2004
Ho visto la squonkina
Milano, piazza della Scala. Manifestazione per il diritto a scuole materne e asili nido pubblici. Giocolieri, trampolieri, animatori, lenzuola colorate e gessetti per disegnare sul porfido dello spazio prospiciente palazzo Marino. Più tardi arriverà anche una rappresentanza della Banda degli Ottoni.
La forza per contrastare ogni ingiustizia non c'è, e in effetti per me essere qui oggi è una scelta puramente occasionale, in una piazza casualmente condivisa con chi rivendica il diritto alla casa (evidentemente il malcontento è variegato, in questa nostra Mailand albertiniana).
A un certo punto mi sembra di riconoscere una tipa. Per assicurarmi della sua identità senza porle domande potrei annusarla, ma riconosco che forse non è la maniera più decente di comportarsi in spazio aperto al pubblico sguardo, dunque mi ritraggo. Poi però ci ripenso e mentre decido di assoggettarmi all'imbarazzante interrogatorio, guardo in faccia la bambina che tiene per mano e fugo ogni dubbio: "Ma tu sei..?" "Ciao!" "E quella allora è la squonkina... ecco, questa è Licia, loro sono i miei piccoli. Mi raccomando, salutami Sergio."
Dopo le presentazioni, assisto a un minidialogo solidale tra due mogli di blogger. Le vedo scuotere la testa con un fare tra la rassegnazione e il compatimento.
Tutto perché non hanno mai provato le nostre assurde ebbrezze, quelle da blogosfera.
La forza per contrastare ogni ingiustizia non c'è, e in effetti per me essere qui oggi è una scelta puramente occasionale, in una piazza casualmente condivisa con chi rivendica il diritto alla casa (evidentemente il malcontento è variegato, in questa nostra Mailand albertiniana).
A un certo punto mi sembra di riconoscere una tipa. Per assicurarmi della sua identità senza porle domande potrei annusarla, ma riconosco che forse non è la maniera più decente di comportarsi in spazio aperto al pubblico sguardo, dunque mi ritraggo. Poi però ci ripenso e mentre decido di assoggettarmi all'imbarazzante interrogatorio, guardo in faccia la bambina che tiene per mano e fugo ogni dubbio: "Ma tu sei..?" "Ciao!" "E quella allora è la squonkina... ecco, questa è Licia, loro sono i miei piccoli. Mi raccomando, salutami Sergio."
Dopo le presentazioni, assisto a un minidialogo solidale tra due mogli di blogger. Le vedo scuotere la testa con un fare tra la rassegnazione e il compatimento.
Tutto perché non hanno mai provato le nostre assurde ebbrezze, quelle da blogosfera.
Raccontare tutto è impossibile, dunque evviva il puzzle!
L'altra sera sono andato solo di gin tonic perché l'acqua tonica contiene il chinino che notoriamente è curativo. Effetti collaterali: ti sbianca l'orizzonte, nel senso che non torni a casa finché la notte non si schiarisce nei primi lucori di un nuovo giorno.
Un raduno così deve potersi prendere più spazio, anzi, più tempo. Quel tempo che fin dal mattino di venerdì vedevo solo di minaccioso profilo, sottilissimo e tutt'altro che proclive a lasciarsi riempire di tutto quello che avrei dovuto fare fino a sera.
Mi sentivo come Ray Liotta in Goodfellas, alle prese con una giornata impossibile sormontata da un elicottero ubiquo come una spada di Damocle a elica. Per fortuna le mie erano quasi tutte incombenze piacevoli e difatti non dismettevo il sorriso, come magicamente mi faceva notare Mafe in mezzo al traffico che tentava d'ingoiare la nostra carovana musical-bloggatara.
Blogganti ne vedevo e sentivo da giorni: conclusasi la pazziata, si erano intensificati i preparativi per il BlogRodeo, comprese attività propagandistiche (cartoline in ogni bar frequentato) e di borsa nera (affettatrici a manovella che passavano di mano transitando per sobborghi ex industriali).
Quella mattina però attendevo l'arrivo di qualcuno venuto da lontano, da oltre il fiume, da oltre le montagne, da oltre il mare. Ero insieme alla Cajuina, uscita in anticipo da scuola, ad accogliere Gilgamesh e Mistràl con un po' di cibarie e le prime birre della giornata. Poi, siccome l'elicottero di cui sopra c'era davvero, Gilga si appostava alla tastiera con piglio guerriero per sistemarlo a dovere. E avrei visto cose mistiche accadere al mio computer, occhieggiando ogni tanto a schermate imperscrutabili mentre salutavo i nuovi arrivati Alessio, Strelnik e Monia (e vi riabbraccio anche ora ripensandovi con calore).
Un raduno così deve potersi prendere più spazio, anzi, più tempo. Quel tempo che fin dal mattino di venerdì vedevo solo di minaccioso profilo, sottilissimo e tutt'altro che proclive a lasciarsi riempire di tutto quello che avrei dovuto fare fino a sera.
Mi sentivo come Ray Liotta in Goodfellas, alle prese con una giornata impossibile sormontata da un elicottero ubiquo come una spada di Damocle a elica. Per fortuna le mie erano quasi tutte incombenze piacevoli e difatti non dismettevo il sorriso, come magicamente mi faceva notare Mafe in mezzo al traffico che tentava d'ingoiare la nostra carovana musical-bloggatara.
Blogganti ne vedevo e sentivo da giorni: conclusasi la pazziata, si erano intensificati i preparativi per il BlogRodeo, comprese attività propagandistiche (cartoline in ogni bar frequentato) e di borsa nera (affettatrici a manovella che passavano di mano transitando per sobborghi ex industriali).
Quella mattina però attendevo l'arrivo di qualcuno venuto da lontano, da oltre il fiume, da oltre le montagne, da oltre il mare. Ero insieme alla Cajuina, uscita in anticipo da scuola, ad accogliere Gilgamesh e Mistràl con un po' di cibarie e le prime birre della giornata. Poi, siccome l'elicottero di cui sopra c'era davvero, Gilga si appostava alla tastiera con piglio guerriero per sistemarlo a dovere. E avrei visto cose mistiche accadere al mio computer, occhieggiando ogni tanto a schermate imperscrutabili mentre salutavo i nuovi arrivati Alessio, Strelnik e Monia (e vi riabbraccio anche ora ripensandovi con calore).
(altri tasselli si aggiungeranno, sicuramente)
23 maggio 2004
Dai, racconta!
In principio era la Mente, e la mente si fece Suprema.
Disse "Fiat Blog" e blog fuit, ma questo molto prima di andare a Torino.
Quando decretarono ch'era l'era dei blog, si spostò in un bar per una birra sotto la pioggia.
Seguirono pizze, aperitivi, feste, cene, mentre i tempi cambiavano.
In occasione di un evento durante l'avvento, insomma, proprio in quel tempo, M.S. ci apostrofò e disse: "Ho in mente un progettino e vorrei coinvolgervi."
Di lì a poco sarebbe nata la mailing list laurora, testimone di passi e passettini sulla lunga strada verso il BlogRodeo.
Disse "Fiat Blog" e blog fuit, ma questo molto prima di andare a Torino.
Quando decretarono ch'era l'era dei blog, si spostò in un bar per una birra sotto la pioggia.
Seguirono pizze, aperitivi, feste, cene, mentre i tempi cambiavano.
In occasione di un evento durante l'avvento, insomma, proprio in quel tempo, M.S. ci apostrofò e disse: "Ho in mente un progettino e vorrei coinvolgervi."
Di lì a poco sarebbe nata la mailing list laurora, testimone di passi e passettini sulla lunga strada verso il BlogRodeo.
(continua, magari)
22 maggio 2004
Wow!
Ancora non ho ripreso il fiato che serve per raccontare. Mi guardo qualche foto e intanto penso: "Com'è stato bello, che goduria!"
L'unico rimpianto è la mancanza di ubiquità: quando la densità degli accadimenti e la gradevolezza delle presenze raggiungono certi livelli, è inevitabile perdersi qualcosa, ma sono innamorato di queste intensità.
L'unico rimpianto è la mancanza di ubiquità: quando la densità degli accadimenti e la gradevolezza delle presenze raggiungono certi livelli, è inevitabile perdersi qualcosa, ma sono innamorato di queste intensità.
21 maggio 2004
20 maggio 2004
E l'inno?
Questa l'avevo scritta più di un anno fa, ma la ripropongo per due motivi:
c'è chi non riesce a leggere il mio vecchio blog a causa del trattino basso (underscore) dell'indirizzo;
potrebbe essere adottata come inno del BlogRodeo, da cantare a squarciagola a fine serata insieme alla Black Sound Machine.
Il tuo bacio è come un blog
Per un bacio sul tuo blog
faccio subito il login
muovo abile il mio mouse
quando aggiorno faccio ping.
Mi fa effetto questo post,
lo commenterò così:
"Oh-oh-oh-oh-oh-oh-oh
il tuo bacio è come un blog!"
I tuoi baci non son semplici baci
io ti linko ma tienili per me;
nei commenti, bambina tu mi piaci
e dico "Blo-blo-bloggami così!"
Vuoi postare sul mio blog?
Devi scrivere al login
questa password che ti dò,
non confonderla col link!
Ho cambiato username
oggi chiamami Mimì
"Oh-oh-oh-oh-oh-oh-oh
il tuo bacio è come un blog!"
I tuoi baci non son semplici baci
io ti linko ma tienili per me;
nei commenti, bambina tu mi piaci
e dico "Blo-blo-bloggami così!"
Il tuo bacio è come un blog
che mi fonde i permalink
tu fai muovere il mio mouse
come fosse un token-ring.
Bimba tu mi dai lo choc
e perciò posto così:
"Oh-oh-oh-oh-oh-oh-oh
Oh-oh-oh-oh-oh-oh-oh
Oh-oh-oh-oh-oh-oh-oh
il tuo bacio è come un blog!"
19 maggio 2004
Accordi musicali
Se raggiungere l'intesa è auspicabile per suonare insieme, mettersi d'accordo è indispensabile per riuscire a trovarsi.
Nel sito del BlogRodeo sono in corso scambi comunicativi per combinare appuntamenti e passaggi, scavalcando ostacoli logistici e geografici.
Le comunicazioni proseguono poi via e-mail in privato, solitamente. Non so quante di queste assumano toni simili a quanto ricordato da trillycampanellino, un'amica neobloggante.
Nel sito del BlogRodeo sono in corso scambi comunicativi per combinare appuntamenti e passaggi, scavalcando ostacoli logistici e geografici.
Le comunicazioni proseguono poi via e-mail in privato, solitamente. Non so quante di queste assumano toni simili a quanto ricordato da trillycampanellino, un'amica neobloggante.
Puoi contarci
Diciamolo a tutti!
Il momento sta per arrivare: venerdì sera saremo tutti lì.
"Lì, dove?" è un interrogativo che riceverà adeguata risposta, ma prima i fatti: ci sarà un concerto, anzi prima ci sarà una gara, però un momento, prima di tutto ci sarà una festa: tra i partecipanti ci sei tu, certo, e ci sono anche un sacco di blogger che s'incontreranno dal vivo...
Chi sono i blogger, chiedi? Ora ti spiego: un blogger è uno che ha un blog... lo sai che cos'è un blog? Non importa, puoi venire lo stesso. Ah, ci tieni proprio a saperlo...
Aspetta, allora partiamo dall'inizio: ci sono i fiori e le farfalle, il polline e l'inseminazione, gli animali e la stagione dell'accoppiamento, e poi ci sono i film porno. A parte questo, esistono persone che ancora amano far le cose per il piacere di farle e tra queste possono annoverarsi molti di quelli che quotidianamente o quasi lasciano traccia di sé scrivendo parole in rete, su internet, magari in una specie di diario che si chiama blog.
Comunque, venerdì 21 maggio alle ore 21:00 inizierà una goliardica divertente ridanciana gara di scrittura tra blogger: il BlogRodeo 1.0.
Tre manche al fulmicotone: un quarto d'ora per scrivere e il resto del tempo per ascoltare, schiamazzare, bere e votare il migliore.
A un certo punto gli occhi si staccheranno dai monitor e dalle tastiere per puntare verso il palco ed è allora (23:30) che entrerà in scena la Black Sound Machine e la musica suonerà al ritmo nero dell'anima.
Tutto questo si svolgerà allo Spazio Aurora di via Cavour, 4 a Rozzano (MI).
(all'ingresso sarà richiesto un obolo di due euro)
18 maggio 2004
"Cosa pensi che ci sia qui dentro?"
In effetti mi ci ero incantato, stavo lì da un bel po' a guardare, un leggero sorriso a distendermi il volto.
"No, davvero, non so che cosa ci trovi."
Senza perdere la posizione alzai il sopracciglio e lo sguardo pensando di cogliere la divertita ironia della sua espressione. Invece era seria, fors'anche un po' scocciata per via della sineddoche rappresentata dal mio fare e a causa della quale si sentiva sminuita.
Confidando nella sua pazienza e nell'attaccamento che aveva sempre mostrato nei confronti della mia persona e delle mie passioni, tornai a contemplare la meraviglia che mi teneva inchiodato lì da lunghi minuti.
Una bellezza naturale la cui semplicità si esaltava nella percezione del connoisseur, proclive a pregustarne la sinestesia; una presenza nel contempo mitica e reale, l'idea incarnata, il ponte tra tangibile e sovrumano.
"Almeno, il mio ginecologo si fa pagare."
Ci affondai la lingua, per tacitarla, goloso.
"No, davvero, non so che cosa ci trovi."
Senza perdere la posizione alzai il sopracciglio e lo sguardo pensando di cogliere la divertita ironia della sua espressione. Invece era seria, fors'anche un po' scocciata per via della sineddoche rappresentata dal mio fare e a causa della quale si sentiva sminuita.
Confidando nella sua pazienza e nell'attaccamento che aveva sempre mostrato nei confronti della mia persona e delle mie passioni, tornai a contemplare la meraviglia che mi teneva inchiodato lì da lunghi minuti.
Una bellezza naturale la cui semplicità si esaltava nella percezione del connoisseur, proclive a pregustarne la sinestesia; una presenza nel contempo mitica e reale, l'idea incarnata, il ponte tra tangibile e sovrumano.
"Almeno, il mio ginecologo si fa pagare."
Ci affondai la lingua, per tacitarla, goloso.
[scritta per il BlogRodeo di oggi]
15 maggio 2004
Alla fine le rose le abbiamo comprate
Inizia che si entra nel bar un po' a sorpresa, caciarando ad alta voce, poi partono i dialoghi, i brindisi, le letture e i monologhi. E così abbiamo fatto ieri sera al Rita, un cocktail bar in via Fumagalli 1 a Milano, dove in queste settimane viene anche ospitata la mostra di Chiara Boniardi e Paola Biscari "Che Rita! Fotografie al bar".
Con me a "recitare" c'erano Mike, Rillo e Fraps, con noi a leggere c'era Sphera, per noi suonava Darko, disegnava Helghi e tutto questo fino alla chiusa, pronunciata da Cinzia in modo sicuramente efficace, visto che faceva scattare l'applauso desiderato e a quel punto direi anche meritato.
Attraverso la lettura dei loro "post" sono stati con noi estate-indiana (presente anche di persona insieme a narsil), giarina, motel, mics.
Un ringraziamento va inoltre a Edo per i beveraggi, a Matteo Nardini per l'assistenza tecnica e a Mario per le riprese.
Tra pochi giorni, se tutto fila liscio, sarà in rete un sito in cui convogliare tutto il materiale raccolto (copione, disegni, forse foto e filmati) per il piacere di condividere l'entusiasmo e la potenzialità propulsiva della proposta "pazziata".
Ci piacerebbe che iniziative analoghe si moltiplicassero e che ci fossero comunicate.
Per quanto ci riguarda, abbiamo rotto il ghiaccio scegliendo volutamente di farlo in un ambito non favorevolissimo: un locale stretto e lungo, con le nostre voci non amplificate e un pubblico totalmente all'oscuro di ciò che si sarebbe trovato di fronte (o in mezzo).
Comunque alla pazziata abbiamo preso gusto e siamo intenzionati a portarla in giro riproponendola con i necessari adattamenti in diverse situazione e ubicazioni.
Con me a "recitare" c'erano Mike, Rillo e Fraps, con noi a leggere c'era Sphera, per noi suonava Darko, disegnava Helghi e tutto questo fino alla chiusa, pronunciata da Cinzia in modo sicuramente efficace, visto che faceva scattare l'applauso desiderato e a quel punto direi anche meritato.
Attraverso la lettura dei loro "post" sono stati con noi estate-indiana (presente anche di persona insieme a narsil), giarina, motel, mics.
Un ringraziamento va inoltre a Edo per i beveraggi, a Matteo Nardini per l'assistenza tecnica e a Mario per le riprese.
Tra pochi giorni, se tutto fila liscio, sarà in rete un sito in cui convogliare tutto il materiale raccolto (copione, disegni, forse foto e filmati) per il piacere di condividere l'entusiasmo e la potenzialità propulsiva della proposta "pazziata".
Ci piacerebbe che iniziative analoghe si moltiplicassero e che ci fossero comunicate.
Per quanto ci riguarda, abbiamo rotto il ghiaccio scegliendo volutamente di farlo in un ambito non favorevolissimo: un locale stretto e lungo, con le nostre voci non amplificate e un pubblico totalmente all'oscuro di ciò che si sarebbe trovato di fronte (o in mezzo).
Comunque alla pazziata abbiamo preso gusto e siamo intenzionati a portarla in giro riproponendola con i necessari adattamenti in diverse situazione e ubicazioni.
14 maggio 2004
Preparazione
E il tempo per ripassare la parte? Boh, magari in auto, oppure lì fuori dal locale, stasera prima dell'irruzione.
13 maggio 2004
12 maggio 2004
Misticismo ermetico
M'illumino d'incenso.
P.S.: credevo anche d'averla inventata, invece se ne trovano precedenti a bizzeffe. Quanta gente dovrebbe andare a lavorare invece di star lì a cazzeggiare!
P.S.: credevo anche d'averla inventata, invece se ne trovano precedenti a bizzeffe. Quanta gente dovrebbe andare a lavorare invece di star lì a cazzeggiare!
Ricerca personale
Si richiede il possesso anche momentaneo di una videocamera, la capacità di usarla e la presenza a Milano (zona Navigli) nella serata di venerdì.
Si prospetta la possibilità di riprendere una pazziata dal vivo, quella dei bimbi sperduti che si esibiranno come bloghémien senza rete.
Si offre ogni onore e gloria, ma probabilmente anche da bere.
Si prospetta la possibilità di riprendere una pazziata dal vivo, quella dei bimbi sperduti che si esibiranno come bloghémien senza rete.
Si offre ogni onore e gloria, ma probabilmente anche da bere.
11 maggio 2004
10 maggio 2004
09 maggio 2004
04 maggio 2004
cA§in0 Tot@l€
Oggi 'o quatto e' maggio qui si è concretizzato elettronicamente, con lotte impari non ancora concluse contro le vili forze entropiche. Spero non succeda un quarantotto, ma son già quasi rassegnato alle ineleganti pratiche invasive: copia, formatta, reinstalla.
Ahi, questa volatilità...
Ahi, questa volatilità...
03 maggio 2004
Non è per il trofeo
che si partecipa. Non c'è nemmeno, un trofeo. Quello che c'è è il toro, il toro che scalpita dentro e si acquieta solo quando i polpastrelli vanno a pigiare in successione rapida quei tasti grigiobiancosporco. Così ci si ritrova a mandare un altro contributo al BlogRodeo, oggi in versione lunga e distesa, sì da accogliere nella sua arena tutti i profughi delle parole che han voglia di condividerle. C'è ancora tempo, fino a mezzanotte.
02 maggio 2004
Le rouge et le noir
Stasera raggiungere i "bimbi sperduti" per le prove della pazziata mi ha portato ad attraversare un blocco di sbandieratori urlanti. Non mi è affatto dispiaciuto: certe cose mica si cancellano.
30 aprile 2004
Esercizio di traduzione
Chi vuole cimentarsi nella difficile transumanza dei giochi di parole, che tendono a dileguarsi al guado tra una lingua e l'altra?
Ho ripescato da un vecchio messaggio questa frase di Mark Twain:
Ho ripescato da un vecchio messaggio questa frase di Mark Twain:
Age is an issue of mind over matter. If you don't mind, it doesn't matter.D'accordo con la mia corrispondente, la classificai tra le intraducibili. Ora invece oso proporre un tentativo, rimanendo poi in ascolto di altre proposte:
L'età è una forma di pensiero. Se non ti dai pensiero, non ti sforma.Aggiornamento: innanzitutto ringrazio chi ha cominciato a partecipare attraverso i commenti e rinnovo l'invito a contribuire. Nei prossimi giorni pubblicherò le varie proposte, anche perché ritengo che da ciascuna si possano trarre spunti. Nel frattempo, mi sono venute in mente altre possibilità:
L'età è la mente che segna la materia. È un sogno della mente, non è una cosa seria.
L'età è la coscienza che informa la sostanza. Se avanzi prende forma, se sosti non avanza.
L'età è quel che la mente assegna alla materia. Materialmente segna colui che si rassegna.
L'età è applicare la mente alla sostanza, ma in tal materia mente a chi le dà importanza.
29 aprile 2004
Storie di sé
La Cajuina mi chiede sempre più spesso di raccontarle di quando ero piccolo e io che pur mi vanto della mia buona memoria mi rendo conto di come sia difficile ripescare al volo aneddoti facilmente verbalizzabili e digeribili. Forse scrivendo un diario a ritroso...
Dunque: Un tempo, mi coricavo di buon'ora...
Dunque: Un tempo, mi coricavo di buon'ora...
28 aprile 2004
Tum-tum tachicardico
Stamane ho rodeato in 13 minuti. Purtroppo noto che non sono altrettanto veloce con il lavoro che ho sottomano, per cui mi c'impiombo per la prossima rotazione terrestre.
Nota: il titolo è diretta conseguenza di un apprezzamento giunto attraverso canali riservati.
Nota: il titolo è diretta conseguenza di un apprezzamento giunto attraverso canali riservati.
25 aprile 2004
U fa' la muntagna
Mi ci sono messo a chiacchierare soprattutto per via di Lorenzo, le cui perplessità, alla terza o quarta lapide che onoravamo, cominciavano a fortificarsi nella convinzione che i partigiani fossero tutti morti. Allora mi sono informato tra i presenti per cercare di individuare i sopravvissuti, agli eventi di allora e alla falcidie del tempo.
Uno di loro è Bruno, presidente della sezione ANPI della Bovisa, ultraottantenne in gamba e lucidissimo. Sobrio nell'espressione, mi ha colpito quando ha dichiarato quasi commosso il suo apprezzamento per l'apporto propulsivo fornito da Licia nelle scorse settimane per organizzare e rivitalizzare il rituale giro commemorativo della mattinata resistente.
Quest'anno, in effetti, alcune piccole novità hanno conferito un tocco di freschezza e trasmesso ai partecipanti un pizzico di entusiasmo in più: in testa al corteo stavano le biciclette; la forbice anagrafica risultava più che mai ampia; davanti a ciascuna delle lapidi il ricordo del caduto veniva pronunciato dal vivo e non delegato alla solita cassetta preregistrata; all'arrivo in piazza Bausan ci attendeva una bella rappresentanza della Banda degli Ottoni a Scoppio: sette elementi che hanno saputo riscaldare i cuori e rallegrare i sensi reinterpretando brani tradizionali e altri con i quali ci hanno accompagnato anche durante il successivo rinfresco al circolino (ricordo Bella Ciao, El Ejército del Ebro, Siamo i ribelli della montagna, Ale Brider, Tammurriata nera, Hasta Siempre Comandante, L'Internazionale).
Prima di congedarci, mi ha gratificato di qualche minuto di dialetto Luciano, il quale rivangava i tempi in cui il Partito Comunista in Bovisa raccoglieva il 70-80 per cento dei consensi elettorali. La frase che però mi sembra maggiormente degna di sottolineatura riguarda proprio la lotta partigiana: "Ho fatto la montagna, ma ne avrei fatto a meno". Questa a mio modo di sentire è la discriminante fondamentale tra chi ha portato un fazzoletto rosso al collo e il parabellum in spalla solo perché costretto dagli eventi o meglio dalle altrui prepotenze e chi invece, ammantato di camicie nere o brune, si proiettava sostanzialmente nel disumanizzante "Viva la muerte" dei franchisti.
Lo sguardo del partigiano invece è rivolto al sol dell'avvenir: sogna luce e vita, forse perché, come ricorda Babsi, nella notte lo guidano le stelle.
Le stelle e i pianeti di sicuro hanno guidato la nostra serata. Parlo di me e del zuvnot classe 2000, giacché le femmine di casa avevano già dato partecipando alla manifestazione pomeridiana. Noi due invece, dopo una pennichella, eravamo troppo vispi e ci siamo lasciati tentare dall'idea di una capatina agli Appunti partigiani, uno scenario impreziosito dal triumvirato celeste impudicamente propostosi alla nostra ammirazione: Luna, Marte e Venere in un quadretto d'autore.
Uno di loro è Bruno, presidente della sezione ANPI della Bovisa, ultraottantenne in gamba e lucidissimo. Sobrio nell'espressione, mi ha colpito quando ha dichiarato quasi commosso il suo apprezzamento per l'apporto propulsivo fornito da Licia nelle scorse settimane per organizzare e rivitalizzare il rituale giro commemorativo della mattinata resistente.
Quest'anno, in effetti, alcune piccole novità hanno conferito un tocco di freschezza e trasmesso ai partecipanti un pizzico di entusiasmo in più: in testa al corteo stavano le biciclette; la forbice anagrafica risultava più che mai ampia; davanti a ciascuna delle lapidi il ricordo del caduto veniva pronunciato dal vivo e non delegato alla solita cassetta preregistrata; all'arrivo in piazza Bausan ci attendeva una bella rappresentanza della Banda degli Ottoni a Scoppio: sette elementi che hanno saputo riscaldare i cuori e rallegrare i sensi reinterpretando brani tradizionali e altri con i quali ci hanno accompagnato anche durante il successivo rinfresco al circolino (ricordo Bella Ciao, El Ejército del Ebro, Siamo i ribelli della montagna, Ale Brider, Tammurriata nera, Hasta Siempre Comandante, L'Internazionale).
Prima di congedarci, mi ha gratificato di qualche minuto di dialetto Luciano, il quale rivangava i tempi in cui il Partito Comunista in Bovisa raccoglieva il 70-80 per cento dei consensi elettorali. La frase che però mi sembra maggiormente degna di sottolineatura riguarda proprio la lotta partigiana: "Ho fatto la montagna, ma ne avrei fatto a meno". Questa a mio modo di sentire è la discriminante fondamentale tra chi ha portato un fazzoletto rosso al collo e il parabellum in spalla solo perché costretto dagli eventi o meglio dalle altrui prepotenze e chi invece, ammantato di camicie nere o brune, si proiettava sostanzialmente nel disumanizzante "Viva la muerte" dei franchisti.
Lo sguardo del partigiano invece è rivolto al sol dell'avvenir: sogna luce e vita, forse perché, come ricorda Babsi, nella notte lo guidano le stelle.
Le stelle e i pianeti di sicuro hanno guidato la nostra serata. Parlo di me e del zuvnot classe 2000, giacché le femmine di casa avevano già dato partecipando alla manifestazione pomeridiana. Noi due invece, dopo una pennichella, eravamo troppo vispi e ci siamo lasciati tentare dall'idea di una capatina agli Appunti partigiani, uno scenario impreziosito dal triumvirato celeste impudicamente propostosi alla nostra ammirazione: Luna, Marte e Venere in un quadretto d'autore.
24 aprile 2004
Era meglio morire da piccoli?
Ieri ho partecipato anch'io al BlogRodeo, rispondendo alla domanda con questo contributo:
_______
“L’infanzia è l’età più bella…” “Beati loro: che se la godano, questi bambini, finché possono!” “Si è giovani una volta sola.” “Cosa c’è di più bello dell’adolescenza, quando hai tutta la vita davanti?”
Tutte puttanate.
Pronunciate da chi ha una cattiva memoria, da chi proietta sugli altri l’ombra delle proprie frustrazioni attuali, da chi crede di vivere e invece replica stancamente lo stesso copione anno dopo anno, stagione dopo stagione, mezzastagione dopo… no, quelle non ci sono più, già.
Puttanate enunciate da chi non ricorda le piccole grandi angosce dell’infante che teme d’essere abbandonato o che si sente trascurato. Le stizze del bambino che si crede ingiustamente limitato da regole incomprensibili. I sensi di vuoto di quando più che la vita davanti, si sentiva il baratro intorno. E i tabù, e l’ignoranza, e i pregiudizi da essa derivati. E il peso delle aspettative altrui: cosa farai da grande? Cazzo, lasciami vivere qui e ora.
Vivere qui e ora. Questo poi, volendo, lo si impara. E in tal caso, ciascun istante attraversato consapevolmente varrà più di qualsiasi batuffolo di peli. E sarà valsa la pena di bruciarseli. Vivendo. Senza interrompersi, senza stagnare. Vivendo e gustando. Senza smettere di affinare la capacità di cogliere tutto ciò che può pervenire ai cinque sensi. E magari scoprire che sono sei o sette, in realtà. Vista gusto tatto udito olfatto anima e amore. Oppure otto, se ci aggiungiamo quel piccolino che qualcuno avrebbe voluto far morire dentro di noi.
_______
Per la cronaca: ha vinto il contributo di gio.x, spiccando con merito tra diversi altri frammenti sicuramente validi.
I precedenti vincitori (e temi) del rodeo online sono stati:
dougx ("Dopo il primo bacio che ti darò")
gabryella ("Parla la tua lingua, l'italiano, e c'è una luce nel suo sguardo che è una mezza speranza")
Ardesia (“Mi tolgo le mutande, così facciamo prima”)
mem ("Da piccolo non mantenevo le promesse")
L'appassionante gioco non si ferma qui: prossimo appuntamento lunedì 26 aprile ore 13.
“L’infanzia è l’età più bella…” “Beati loro: che se la godano, questi bambini, finché possono!” “Si è giovani una volta sola.” “Cosa c’è di più bello dell’adolescenza, quando hai tutta la vita davanti?”
Tutte puttanate.
Pronunciate da chi ha una cattiva memoria, da chi proietta sugli altri l’ombra delle proprie frustrazioni attuali, da chi crede di vivere e invece replica stancamente lo stesso copione anno dopo anno, stagione dopo stagione, mezzastagione dopo… no, quelle non ci sono più, già.
Puttanate enunciate da chi non ricorda le piccole grandi angosce dell’infante che teme d’essere abbandonato o che si sente trascurato. Le stizze del bambino che si crede ingiustamente limitato da regole incomprensibili. I sensi di vuoto di quando più che la vita davanti, si sentiva il baratro intorno. E i tabù, e l’ignoranza, e i pregiudizi da essa derivati. E il peso delle aspettative altrui: cosa farai da grande? Cazzo, lasciami vivere qui e ora.
Vivere qui e ora. Questo poi, volendo, lo si impara. E in tal caso, ciascun istante attraversato consapevolmente varrà più di qualsiasi batuffolo di peli. E sarà valsa la pena di bruciarseli. Vivendo. Senza interrompersi, senza stagnare. Vivendo e gustando. Senza smettere di affinare la capacità di cogliere tutto ciò che può pervenire ai cinque sensi. E magari scoprire che sono sei o sette, in realtà. Vista gusto tatto udito olfatto anima e amore. Oppure otto, se ci aggiungiamo quel piccolino che qualcuno avrebbe voluto far morire dentro di noi.
Per la cronaca: ha vinto il contributo di gio.x, spiccando con merito tra diversi altri frammenti sicuramente validi.
I precedenti vincitori (e temi) del rodeo online sono stati:
dougx ("Dopo il primo bacio che ti darò")
gabryella ("Parla la tua lingua, l'italiano, e c'è una luce nel suo sguardo che è una mezza speranza")
Ardesia (“Mi tolgo le mutande, così facciamo prima”)
mem ("Da piccolo non mantenevo le promesse")
L'appassionante gioco non si ferma qui: prossimo appuntamento lunedì 26 aprile ore 13.
23 aprile 2004
BSM = 12 x 7 x 2
L'operazione in oggetto è risolvibile in una stringa di caratteri ASCII di questo genere:
"Un manipolo di musicanti si offrira' all'attenzione benevola
scopo reciproco godimento mediante ausilio musicale."
Legenda:
BSM : Black Sound Machine
12 : numero di musici sul palco
7 : le note
2 : i concerti
Altrimenti detto, saremo sul palco per te, per voi, per noi, per tutti stasera e domani sera, rispettivamente:
Venerdì 23 aprile 2004 @ Busker
Via S. Anna, 2 - Vimodrone (Mi) - tel. 02-25007083 - ore 22:30 inizio concerto
Sabato 24 aprile 2004 @ T 58 (ex Bajadera)
Via Vittorio Veneto (via principale, sotto i portici) - Bresso (Mi) - ore 22:30 inizio concerto
BSM
Basta Sapere la Matematica
scopo reciproco godimento mediante ausilio musicale."
Legenda:
BSM : Black Sound Machine
12 : numero di musici sul palco
7 : le note
2 : i concerti
Altrimenti detto, saremo sul palco per te, per voi, per noi, per tutti stasera e domani sera, rispettivamente:
Venerdì 23 aprile 2004 @ Busker
Via S. Anna, 2 - Vimodrone (Mi) - tel. 02-25007083 - ore 22:30 inizio concerto
Sabato 24 aprile 2004 @ T 58 (ex Bajadera)
Via Vittorio Veneto (via principale, sotto i portici) - Bresso (Mi) - ore 22:30 inizio concerto
Basta Sapere la Matematica
Curriculum e mulucirruc
Serendip riflette ad alta voce sul curriculum e poi s'interroga e ci interroga sul suo possibile contrario.
22 aprile 2004
21 aprile 2004
Divertissement
Su Maltusiani&C ci si diverte a giocare un po' con le parole. Quando Iamthelotus ha scritto un acrostico palindromo doppio non ho potuto esimermi dal commentare ammirato:
Oh!
Sublimo Ossidanti Stupori,
Osteggio Sospiri, Stupisco Obnubilato,
Ossequio Siffatta Sublime Ostentazione:
Sto Omaggiando Sinceramente.
Oh!
Sublimo Ossidanti Stupori,
Osteggio Sospiri, Stupisco Obnubilato,
Ossequio Siffatta Sublime Ostentazione:
Sto Omaggiando Sinceramente.
Oh!
Ieri sera in sala prove
Quando ho annunciato ai ragazzi che per il 21 maggio una quinta di Bari mi ha promesso il lancio del reggiseno sul palco, il mio tastierista, suo conterraneo, ha levato le braccia al cielo.
-.-.-.-.-
Intanto si continua a rodeare. Dopo la versione notturna svoltasi ieri, oggi si tornerà a domare parole in pausa pranzo, alle 13.
-.-.-.-.-
Intanto si continua a rodeare. Dopo la versione notturna svoltasi ieri, oggi si tornerà a domare parole in pausa pranzo, alle 13.
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