05 agosto 2006

Indelebile

Come dire inestinguibile, incancellabile, perenne, permanente, duraturo, perpetuo... Oscuro è il motivo per cui qualcosa lo è e qualcos'altro no. Non si cancella, semplicemente. Succede a certi ricordi, ma colpisce se l'evento cui rimandano risulta all'apparenza marginale o trascurabile.
Per esempio, per esempio: tanti anni fa, diciamo una ventina, per concludere una serata di abbondanti libagioni in compagnia mi portarono al concerto di un gruppo femminile norvegese (in trasferta brianzola!) del quale altro non rimembro se non la presenza di un violino nell'esecuzione grintomelodica di un brano rockeggiante costruito su un testo francese.
Mi piacerebbe poterlo cantare qui sul blog, perché lo ricordo perfettamente o quasi, nonostante il mio tasso alcolico quella sera fosse oltre il limite di guardia, tipo da indurti a troncare una conversazione un po' biascicata per precipitarti a pisciare contro una recinzione. Il testo, come venni a sapere parecchio tempo dopo, era quello di una poesia di Prévert, questa:

Je suis allé au marché aux oiseaux
Et j'ai acheté des oiseaux
Pour toi
mon amour
Je suis allé au marché aux fleurs
Et j'ai acheté des fleurs
Pour toi
mon amour
Je suis allé au marché à la ferraille
Et j'ai acheté des chaînes
De lourdes chaînes
Pour toi
mon amour
Et puis je suis allé au marché aux esclaves
Et je t'ai cherchée
Mais je ne t'ai pas trouvée
mon amour

[qui una traduzione]

Cose che risuonano e risuoneranno sempre, mi sa. Pour toi, mon amour.

04 agosto 2006

E via che si va

Prima mi sono riletto, di Sphera, pazzerella assai e bella saggia, una frase altrettanto bella e saggia che avevo conservato e riproposto stamane su CuT'n'PaStE.
Quello sono me Poi sono andato in agenzia viaggi ed esaminate le possibilità ho deciso: porterò i miei due cuccioli in Sardegna, sostando da nostri amici (non blogganti) in quel di Siniscola per dirigermi quindi alla casa dell'amaca, dove ci aspettano Gilgamesh e Mistral con Emma.
Livorno-Olbia il 21 agosto, Olbia-Livorno il 30. Chissà che prima di tornare non riesca anche a passare da Gaspar...

01 agosto 2006

I Suoni delle Dolomiti

Si prende la cabinovia, in due tronconi. Inevitabilmente, si ripensa a quando lì c'era una funivia, a quando cadde tragicamente una prima volta e a quando invece la tranciarono strafottenti i top gun di cui siamo vassalli. Si trasborda sulla seggiovia ed ecco le vertigini perché accanto hai due bimbi che secondo le tue paure potrebbero scivolare giù a ogni momento e allora li obblighi a non staccare le manine dalla sbarra per l'intero tragitto, bello bello ma apparentemente interminabile.
i suoni delle dolomitiSi arriva su e stranamente le orecchie non si sono tappate nonostante gli oltre mille metri di dislivello. Si cammina per tre quarti d'ora con una breve scorciatoia tra le rocce ("chiacchievrando questa scalata sembvra più bvreve") e si arriva ai laghetti di Bombasel. Sei bimbi a giocare con rane e tritoni, tre adulti a godersi la musica e i suoni: oltre agli archi, verso la fine del concerto si sono fatte sentire le marmotte coi loro fischi, immagino d'approvazione. I musicisti sono virtuosi ed espressivi, forse un filo troppo solisti in alcuni frangenti. Mozart rende felice il mondo e il mondo risponde con paesaggi straordinari tutt'intorno. Il sole a duemilaedue sembra discreto e invece picchia sul collo, ancora oggi arrossato.
Curioso, quasi scioccante, il divario tra quell'aria respirata senza pensarci per l'intera giornata e l'afrore ferale d'un autobus feriale nell'afa serale da orario estivo urbano. Ennesimo monito a godersi ogni meraviglia, finché c'è.

29 luglio 2006

Falsi falsetti

Italia: malafemmina pallista e pallonara nel cui tricolore il bello lascia il posto al belletto: distrae col rossetto poi mette il bianchetto sul verdetto.

*

Suonare e cantare con entusiasmo e dedizione scoprendo poi che all'esterno l'impianto restituiva risultati gracchianti è come scopare con duratura passione venendo poi a sapere che i suoi non erano ansiti di godimento, bensì asma.

27 luglio 2006

I misteri d'una stilla vera

Ricordavo, ma in modo un po' vago (dopo trent'anni, nemmeno la mia memoria è impeccabile). L'avevo comunque messa in guardia, invitandola a procedere con gli altri titoli della serie che sta divorando in questi mesi, perché riguardo a quel volume in me era rimasta registrata una sensazione di disagio e di paura, legata soprattutto a un nome: Thugs.
La setta di quegli stessi strangolatori che ieri sera hanno attaccato e ucciso un amico di Tremal-Naik e Kammamuri, dopo che in un'ottantina di pagine la Cajuina aveva fatto in tempo ad affezionarsi. E così la mia cucciola ha pianto a dirotto e disperatamente per colpa (o merito) di un viaggiatore mancato, quell'Emilio Salgari già capace di ipnotizzarmi in fanciullezza con pirati e tigrotti in ogni mare, con avventure e pericoli in ogni dove.
Come sempre accade, il preavviso di un genitore vale poco: occorre sbatterci il musino di persona per capire; ed è giusto che sia così.

26 luglio 2006

Come un raggio dal cuore

Dal cuore di chi suona o canta, o ascolta, ondeggia, balla.
Un raggio che nasce insieme alle note, un palpito che scaturisce dal ritmo.
Esserci perché ciascun concerto è unico, come ogni istante di vita vera.
Come far l'amore con l'anima.

Blubaluba dal vivo: venerdì 28 luglio 2006, ore 22:30

Blubaluba al Club 56Osteria Garibaldi - via Longoni, 150
Barlassina (MI) - tel. 0362 563741
[il locale si trova lungo la strada tra Barlassina e Cogliate ed è facilmente raggiungibile, per esempio, dalla Superstrada Milano-Meda-Como, uscita Barlassina]

Sul palco la solita formazione, ma con un ospite speciale:
alla batteria, Domenico Gallelli



soul, funky, rhythm & blues, groove and love

25 luglio 2006

Con l'afa non ce la si fa

Ti piacciono i baci, scommetto di sì. Piacciono a tutti, credo.
Com'è possibile che l'afa invece non piaccia a nessuno?
In fondo, si tratta di calore avvolgente che toglie il respiro...

Preda rassegnata di insolubili dilemmi, lemme lemme mi defilo, cerco il canto o mi ci provo, esco un poco e un poco fresco spero tanto troverò.

P.S.: da Maltusiani&C. poche righe in tre rime, anzi due e mezza.

24 luglio 2006

Mali di stagione

Fa così caldo da togliere il respiro.
Ma forse, a pensarci bene, non è mica il caldo.

23 luglio 2006

;

Perora, dice. Va bene, per ora peroro.

Campagna di rivalutazione del punto e virgola

La freccia del tempo

Ogni anno, il 17 giugno, la famiglia di Diego Goldberg compie un piccolo rituale, fermando in uno scatto fotografico il dardo temporale.
Lo fa da trent'anni, più o meno l'età della mia ossessione per questo misterioso elemento, il tempo, riguardo al quale talvolta sorgono interrogativi che ti invito a considerare.

22 luglio 2006

E se no, a che servono i blog?

C'è Lia di Haramlik che cerca casa a Genova, magari tu puoi darle una dritta (o spargere la voce, come ha già fatto Ste).

Nei panni di

Certe cose le capisci solo se ci passi attraverso, la comprensione sarà anche un dono, ma non mi son mai sognato di chiedere alla luna illustrami col metodo Stanislavsky il punto di vista delle sigarette quando qualcuno decide di smettere di fumare. E comunque, perbacco, si sappia: son certo, certissimo, di non procurare tutti quei loro brutti effetti collaterali.

20 luglio 2006

Non fa niente

Se organizzano i Campionati mondiali di Pigrizia tu magari pensi di avere buone possibilità e allora partecipi.
Invece, come è giusto che sia, vincerà uno che non aveva nemmeno voluto compilare il modulo d'iscrizione.

19 luglio 2006

Meglio non dire

Quand'anche le parole, convinte alla convenzione, si attestassero su significati univoci traballando nell'aria dalla bocca emittente all'orecchio destinatario, occorrerebbe, per non correre detestati rischi d'incomprensione, prenderne la misura, campirle per capirle, saperne registrare portata e capienza nonché attitudine a perdurare superne. Altrimenti, belle come il vento, atte allo scompiglio, un attimo solo infocheranno il cielo già pronto ad annegar nel tramonto e puff.

Ma tu non ammainare gli occhi e guarda: il cielo scuro stanotte perfino qui regala Giove splendente e Antares la rossa, adesso verso occidente. Chiudi la bocca e apri il cuore.

18 luglio 2006

43

Dunque tra 21 saranno 64.

Mmh...

[Se mi vuoi coglimi ora, che come te nemmeno io sono eterno.]

17 luglio 2006

Onda su onda

- Ho scritto t'amo tra le squame.
- Muto, tu, branzino masochista.
- Io invece ho preso un granchio, ma non perché mi sia sbagliata.
- Guarda un po' se una medusa può far la spiritosa.
- Gli è che mi sognai ciliegia e invece nacqui qui.
- Ma dimmi te se è il caso...
- Non è per caso che non trovava casa, era un paguro tutt'altro che sicuro.
- Infatti dalla paura faceva le bolle.
- T'ho detto muto! Fai il pesce.
- Se sei nato con la giacca morirai nella risacca.
- Uffaaa! Io, i-o sono qui per scelta, non come voi arenati.
- Non importa, il mare monda tutto, prima o poi.
- Dubito che l'abbia vinta, hai visto la marea cos'ha portato oggi?
- ...
- ...!
- Che minchia sto facendo? Mo' attizzo pure la conversazione...
- M'hai stupito!
- Son basita.
- Basta, siete morti, esistete solo perché io, i-o vedo i fumetti sopra le vostre spoglie puzzolenti.
- E tu sei sicuro di esistere?
- Oh oh, da quale accademia, credi che questa sia epistemologia?
- Codesta, vorrai dire.
- Prego?
- Con me, con noi non puoi perderti in un deittico. Uah uah!
- Hi ihihihih...
- Mannaggia a me che rimango al sole...
- Aaah noi del mare siam le vi-ooo-leee...
- Belle nel mare siamo vi-ooo-leee...
- ...finché mi scotta la capoccia.
- ...cogline uuu-na mentre sbooo-cciaaa...
- ...coglila presto e fa' biis-booo-cciaaa...

15 luglio 2006

Altro giro

Non si finisce mai d'imparare. Sarà che sono imbranato, ma ho fatto la ruota per la prima volta in vita mia a 42 anni suonati, sulla battigia ionica. L'ho eseguita imitando Lorenzo e chiedendo dritte alla Cajuina, che procedendo a sua volta alla dimostrazione ha spiegato, osservato e infine sentenziato: "Per essere un principiante, non l'hai fatta per niente male."
A vent'anni ovviamente consideravo i trentenni dei vegliardi e gli anta manco li vedevo, collocandoli oltre lo scollinamento del cammino mortale. Mai avrei immaginato che in quest'epoca della vita sarei riuscito a godermi le cose meglio di allora, anche le stesse in certi casi, ma con più gusto: quello della consapevolezza, tuttora unita al sorriso degli occhi.
Ora so o quantomeno immagino che ci sia sempre da assaggiare qualcosa di nuovo, che occorra imparare a gustarlo e talora a gestirlo. Va bene, mi dico, continuiamo l'apprendimento, una sorta di educazione permanente da sorbire diluita nella crapula di una voracità da temperare, da affinare, da orientare alla qualità. Va bene la qualità, dico, purché sia tanta. Purché ci sia sempre o almeno spesso.
No? Devo imparare la pazienza, lasciare tempo al tempo, concentrarmi sull'istante presente come recita l'Hagakure. D'accordo, ci provo, anzi, lo faccio. Poi però, ti avverto, non è detto che quanto avrò imparato non finisca appallottolato in un cestino, con la realizzazione del canestro accompagnata da un liberatorio vaffanculo.
Intanto, ho fatto la ruota.

14 luglio 2006

Anche da noi il 14 luglio

Scesero in piazza gli Smutandati, si presero una Pastiglia e proclamarono i sacri principii di Liberismo, Globalizzazione e Massoneria.
Seguì il periodo del Terrone, in cui decapitarono le Nobili e riformarono il calendario e la serie A.
Indi, assediati dalle forze congiunte del Fondo Marchettaro Internazionale, si affidarono a Napoconiglio per respingerle. Inizialmente fu un successo, ma la scalata borsistica virò in orchite quando lui s'incaponì su una società di celle frigorifere implicata nelle quote latte illegali. Fu messo fuori gioco in ambito WTO.
Fuggì su un vecchio taxi in disuso, un'Elba Diesel. Dopo cento giorni trovò la compagnia di tale Elena, una vera santa, se è vero che riuscì a sopportar le sue manie di grandezza fino all'età pensionabile.
Gli altri nel frattempo chiamarono carpentieri ucraini e muratori maghrebini per restaurare tutto, soggiorno compreso, ma senza il permesso.
Così si arrivò in nero, alla Cosa-di-tutti, quella di Costituzione cagionevole, col Parlamento nuovo e i Prefetti vecchi. Immobile, orbace di tanto spiro.
Corsi e ricorsi e obiezioni e mozioni. Obiezioni accettate, con l'ascia. E mozioni scritto staccato, grazie. Ricorsi respinti. Corsi con esami ma senza appello.
E i fuochi d'artificio bocciati, tanto ci sarà il temporale.

13 luglio 2006

ij sìngher d'la nassion

RadioPop ha appena trasmesso il concerto dei Mau Mau da Arezzo Wave.
Bello è stato riascoltare l'esecuzione di un brano dal loro primissimo disco, di cui possiedo il vinile.
Mi trovavo lì coi miei amici dei Ça Ira quando da semisconosciuti i tre Mau Mau degli esordi lo proposero in un bar di Milano in versione completamente acustica. Una vita fa.

Meteoblog

(praticamente, una scoreggia)

Quando piove di smerza, non c'è ombrello che tenga.
Speriamo almeno nell'arcobaleno.

12 luglio 2006

Precipitazione

Temporalone annunciato da scariche elettriche a rischiarare lo sfondo violaceo, celeste megaschermo in tilt fino al salutare copioso sfogo refrigerante.
Si respira e ci si può acquattare sotto ciascun gocciolone, lasciar sciogliere i dubbi o almeno i nodi, replicando un replicante.

E poi, in fretta, nuotar lontano da qui, nel recente ricordo di un bagno sotto la pioggia improvvisa: "A questo punto, meglio andare in mare: acqua sopra, acqua sotto." Pepite temporalesche grosse e rade, l'effetto d'un abito con perline a pelo d'acqua. Però non di gusto sciatto da umano manufatto, ma bello di natura, così l'occhio s'incanta e ringrazia del privilegio. Quindi riosserva il quadro, cogliendo mille e mille capezzoli del mare femmina che scaturiscono infiniti ad allattare la vista, ad allettar dello sguardo il sorriso. Infine, mutandosi il rovescio in pioggia leggera, produce tanti e innumerevoli cerchietti per le olimpiadi del plancton e degli scarichi abusivi.

11 luglio 2006

Grimble Gromble

Per me, a torto o a ragione, The Piper At The Gates Of Dawn, loro primo album, è sempre stato il migliore dei Pink Floyd.
Forse perché c'era Syd Barrett, che ora non c'è più.

(notizia intercettata tramite Bolo)

Cadenze

24 anni dopo si rialza la coppa, sogni per 12 e sei in finale, 4 ogni volta poi c'è il mondiale, anni passati a scandire stagioni, quelle là fuori o segrete nei cuori, 4 per anno e mese per mese il soffio del vento l'amore cortese il sangue che urla e strizza i sorrisi, poi perdi il conto e la tela e dal centro sfilano ironiche le settimane, 4 dipingono piena la luna con i regali del desiderio, giorni che danzano e siedono a sera saltano in festa una volta su 7, quasi ogni giorno il sole risorge, quasi ogni ora cambia i suoi raggi, ma ogni minuto riemerge un pensiero e se lo assecondo ritorna a te.

10 luglio 2006

Una roba mondiale

E laddove prima erano stati ansia e affanno e tensioni e sudore, furono gioia esplosiva urlata, lucentezza col botto, baci e abbracci beati, sorrisi beoti per l'ubriachezza da felicità. Ripetutamente. Con la voglia incontenibile di far innalzare quel tripudio fino al cielo, in tutto il mondo.
Indimenticabile meraviglia, sogno incarnato, far l'amore con quella puledra.

09 luglio 2006

Arrivati, partita

Lorenzo è lì nudo che urla alla finestra "Italia! Italia!"
Ora lo lavo, lo vesto e lo porto al bar a vederla.

24 giugno 2006

Elementare, matematico, forse

Il fuoco l'ho visto l'altra sera, ora mi accingo a raggiungere l'acqua, ad aggiunger la terra e a far turbinare tutto in aria.
Dalla miscela tirerò le somme, moltiplicherò le facce del poliedro di cristallo finché il loro numero non tenderà all'infinito e dalla boccia risultante sottrarrò le nubi nere e dividerò equanime il bene sbocciato, fattoriale dell'unguento estratto alla radice del vivere per elevarsi alla potenza del divenire.
Insomma, vado in vacanza al mare e forse ne avevo bisogno.
Arrivederci al nove luglio.

P.S.: prima di partire, si andrà a votare.

21 giugno 2006

Anello in chiave di Fa

Sono appena tornato dai festeggiamenti per il matrimonio tra il nostro bassista Ray e la sua Giorgia.
Attenzione equamente spartita tra libagioni e palco, che ha ospitato i Funky Jazz Reds, parte dei Blubaluba e altri musicanti, con jam session eterogenee (da Jimi Hendrix a Herbie Hancock, da I Feel Good a Corcovado e Mas Que Nada, per esempio).

Gli auguri avremo modo di rinnovarli giovedì sera:
se ti va l'idea, vieni anche tu al
c o n c e r t o
soul funky groove&love



Osteria Garibaldi - via Longoni (strada tra Barlassina e Cogliate)
Barlassina (MI) - tel. 0362 563741
[parcheggio interno, ingresso gratuito]
>>> raggiungibile:
. dalla Statale dei Giovi (n. 35)
. dalla Superstrada Milano-Meda-Como (uscita Barlassina)

giovedì 22 giugno 2006 ore 22

(il locale, all'aperto, è un posto speciale per me che lo frequentavo da ragazzo, ma speciale lo ridiventa per tutti quanti ogni volta che ci suoniamo)

18 giugno 2006

Senegal in Bovisa

Qualcuno ricorderà di Antonio, mio vicino di casa partito per l'Africa a dare una mano all'Associazione Les enfants d'Ornella. Qualcuno no, e allora ecco i riferimenti: #, ##, ###, ####.

Comunque sia, lunedì sera (19 giugno 2006 ore 20:30), Antonio sarà alla Biblioteca Rionale di via Baldinucci 76 a Milano per raccontare questa esperienza di solidarietà in Senegal, dove "moltissimi bambini vivono al di sotto della soglia di povertà, in condizioni igienico-sanitarie molto precarie, rischiando di morire anche per patologie semplici. Il livello di scolarità è bassissimo. È nostro dovere di solidarietà offrire una dignità maggiore a questi bambini, permettere che frequentino la scuola, destinarli a un futuro più sereno".
Già allestita presso la stessa sede e visitabile fino a venerdì 23 giugno, una mostra fotografica illustra la vita quotidiana della comunità rurale di Yenne.

17 giugno 2006

Weltmeisterschaft

Diretta: la cosa più divertente di questa partita sono Lorenzo e il suo amichetto Diego che fanno la moviola, replicando dal vivo le azioni più rilevanti a loro insindacabile giudizio.
Esempio: fallo e ammonizione di Zambrotta.
- io sono quello che spingeva.
- no, posso farlo io?
- va bene, dai.
- ecco, arrivo di qua...
(e cadono entrambi con grande trasporto)

16 giugno 2006

Da un'altra parte

"Je voudrais m'en aller ailleurs", diceva la ragazzina mentre aspettavamo di essere serviti da sua madre, tunisina tradizionalista e DOCG come il suo couscous. Seconda generazione, residente a Lille, molto graziosa e simpatica, una sensualità precoce e un sorriso etnicamente marcato accompagnavano l'esposizione delle sue smanie adolescenziali.
Era come me ospite di Fatima, prototipo della bellissima emancipata dall'allure internazionale, una zia ancora giovane e ovvio modello di vita, per uno sguardo non allenato a cogliere ombre e malinconie tra le volute di fumo e le unghie smaltate.
Vorrei andarmene altrove, e io che avrei persin tentato di spiegarle che il mito dell'altrove non risolve le inquietudini e che l'altrove di uno è il qui di qualcun altro e se fosse stata italiana le avrei citato Vasco Rossi oppure le avrei raccontato di quelli che la sera varcano i confini provinciali perché "di là son tutte zoccole e ci stanno", scambiandosi inconsapevolmente di posto con i dirimpettai che nutrono pensieri speculari sulle loro conterranee.
Se non che, era pronto il couscous e mi dedicai a onorarlo, ripetutamente.

15 giugno 2006

*

Le leggi di Murphy sui blog son belle e carine però manca quella di chi s'incazza perché gli hai linkato la ragazza.

14 giugno 2006

Dire, fare, poi forse baciare

Un ubriaco, rientrando barcollante a tarda notte invita un neocompagno di bisboccia a casa sua. "E la tua signora?" si preoccupa l'altro. "Tranquillo, amico, ha il sonno pesante." Dopo avere un bel po' zigzagato, una volta ingarrata a fatica la serratura, entrano e la visita guidata comincia: "Ecco," dice, "la mia umile, hic, dimora. Lì c'è la cucina, di qua la sala..." "Ah, bello! Quello è il mobile bar?" "Sì, ma prima ti mostro il resto: questo è il bagno, va' che bella la doccia nuova! E questa, piano eh? Questa è la camera... il lettone... sssht, guarda: quella lì è mia moglie e quello che le dorme accanto... quello sono io."

La discrepanza tra quel che sei e quel che credi, la distanza tra dove sei e dove ti vedi è proporzionale allo schermo che separa il dire e il fare, mentre frasi lanciate come un giavellotto coprono tese e tese d'intenzioni e intessono una fragile copertura a rete su un'entrata in campo annunciata dagli speaker e attesa da uno stadio vuoto, mentre parole inanellate su un filo umorale dipingono e si dipingono, tratteggiano vaghe vagheggiamenti d'illusioni e aggregano scomposti mosaici di cui chissà quali muse forse ispireranno il disegno complessivo...

Nel tragitto che porta dal dire al fare, sii guida e portatore, occhio e mano, timone e vela, respiro e passo.
Tra il dire e il fare, dicevano quelli, c'è di mezzo "e il".
Non roba da poco, considerando che a rigor di grammatica si tratta di congiunzione e determinazione.

13 giugno 2006

Clima carezzevole

Sole caldo da tepore, brezza piacevolissima, atmosfera tranquilla.
Ho tagliato i capelli cortissimi e andando in bici l'aria mi faceva ghiri ghiri sulle tempie e sopra le orecchie.

Pantera

Le fauci aperte, spalancate per te. I muscoli in tensione, lo sguardo puntato più vicino di un balzo. La selvatica diffidenza pronta a esplodere distruttiva, potenza atta a farti in brani. Nari inquiete soffiano aggressione. Scostante, la belva pone mondi di giungle tra sé e chiunque.

Ma tu non hai paura. Tu non pensi, ti lasci andare a quel che essere deve. Ti lasci fiutare, guatare, puntare. Lieve e tranquillo, non ti aspetti alcunché. Aspetti, invece, paziente, e provi a essere te. Niente da perdere, ti godi lo spettacolo di beltà animale.

Iconiconiriche, fluttuanti parole si miscelano a sogni d'immagini. Sogni e bisogni si fondono, percezioni impossibili traversano l'etere. Sillabe eteree pulsano in vena e schizzano vita mugolante.

Le fauci aperte, spalancate per te. I muscoli in arcione, lo sguardo penetrato più profondo di un tarlo. La selvatica sapienza lesta a esplodere istruttiva, urgenza orgasmica che brami. Nari d'ariete che s'apre a percezione. Ansante, la belva gode mondi creati con te ovunque.

12 giugno 2006

Antidoti

Piedi nudi sull'erba, corricchiare dietro a un pallone con i bimbi.
More di gelso colte lì per lì a tingere bocca e denti e mani.
Voci calde per ogni via: telematica, telefonica, telepatica... (grazie).
Pennichella sul prato e gli occhi si riaprono su un verde più verde che frastaglia un azzurro più azzurro.
Alberi frondosi, giganti nel venticello a coronare il pensiero che un sorriso prima o poi tornerà, torna, è già tornato.

11 giugno 2006

Cose minime

Ieri sera avevo mal di testa, cosa più unica che rara per me, e sono andato a dormire.
Così il mal di testa m'è passato.

Però andando presto a dormire non ho fatto gli esercizi e stamattina patisco un po' alla schiena.
Risvegliando il corpo coi movimenti giusti so che le dolenzie passeranno.

Oggi andrò a fare un picnic al parco qua vicino, ma prima vorrei pulire un po' la casa.
Fare le pulizie significa spostare lo sporco altrove.

La testa stamane è pulita, il pulsare delle palpebre stanche svanito.
Il peso si è spostato altrove, più o meno tra stomaco e cuore.

09 giugno 2006

Un boccaglio di libertà

C'è gente che per lei ci ha rimesso la vita, dunque si può ben sacrificare un giorno di ferie già pagate per difendere la Costituzione.
Partiremo per il mare con un giorno di ritardo per votare No al referendum del 25 giugno 2006.

08 giugno 2006

@ @

Una succinta documentazione fotografica e le relative didascalie riassumono la storia di due chiocciole conosciute di persona.

07 giugno 2006

Cinquemila

Tu hai già deciso a chi devolvere il 5 x 1000?
Stavo pensando ad Amnesty (codice 0303 111 05 82) oppure a Emergency (codice 971 471 101 55).
Oppure?
Kekule propone l'Ospedale Meyer di Firenze (codice 94080470480)
"È una di quelle realtà che funziona ma parecchio, quando posso ci vado a fare volon... ma neanche, a stare coi bimbi.
Bimbi che (sop)portano fardelli di patologie più grandi di loro."


Caporale ha già dato al Consorzio sociale Goel (codice 02228660805)
"una cooperativa nella locride che gli hanno rotto i maroni"

06 giugno 2006

Formiche da cortile

"Però," pensò, "avevo buon gusto da piccolo." Dopo vent'anni i capelli lisci neri incorniciavano lo stesso grazioso musino, degni delle stesse carezze, ma per la prima volta si accorgeva di quanto fosse bello il sottobosco dipinto negli occhi di Raffaella.
"Che roba," disse, recuperando i toni da cortile, "siamo qua tutti, come quando votavamo per decidere se giocare a pallone o fare i giri in bici." Dentro di sé invece pensava al nascondino, a quelle carezze scambiate in cantina, con l'innocenza dettata dall'ignoranza. A come l'avrebbe baciata ora, con la lingua e tutto, figli o non figli.
Ai funerali capita sempre, è la vita a volersi prendere la rivincita sulla decomposizione imminente: una scossa di essenziale, un salvacondotto di autenticità dopo la pantomima della scelta tra le bare.
Il fremito di tenerezza attraversò il midollo di lei che gli stava di fronte, lo sentì; lo volle credere. Così come volle tralasciare la banalità delle parole per riscoprire piuttosto il colore di quella voce dalla cadenza convenzionale.
Fill in the gaps, esercizio carino nelle schede d'inglese, era il nomignolo del suo solito vizio: colmare del proprio miele le altrui discontinuità, fino a connotarle d'illusorio desiderio da pulcino.
Uh, già, la banda del boschetto. Perché bisognava avere una banda, esserne il capo, come in quel libro, o in quel film, o come aveva visto fare dai compagni più grandi e smaliziati. Banda che non era vera banda, con la sua composizione mista e la tranquillità territoriale. Quanto al boschetto: una sparuta messe di fronde atte tutt'al più a occultare i ragazzini alla vedetta familiare appostata sui balconi oltre lo scavo, ove le fondamenta di una futura costruzione tardavano a rivendicare quei dislivelli oramai adibiti al ciclocross.
Tutti uniti, sempre tutti insieme. Poi le strade divergono, si moltiplicano le diramazioni. Il mondo si allarga e nessuno ancora sa di essere formica tra boschi di steli e oceani di pozzanghera, a spaziare nell'immensità di un metro quadro, viaggiando in tondo per tornare ai sotterranei capillari in cui fu larva.
In silenzio si dispiacque, ancora una volta, di averla chiamata oca fino a farla piangere, quel giorno in cui presero un gol facile mentre lei stava giocando in porta. Solo ora capiva, con vent'anni di ritardo. Solo ora in un flash coglieva il gesto amoroso di una bambina che aveva rinunciato ai giri in bici alzando la mano a favore dell'ennesima partita di pallone. In un cortile allungato tra i garage, con le porte disegnate sul muro e i tombini a segnare simmetrici il centrocampo e i dischetti del rigore. Uno ogni tre calci d'angolo, ovviamente.

05 giugno 2006

Mani

Il contadino segnala un bell'articolo della Piccola Cuoca su lavoro e manualità.
Se posso, sottoscrivo. Il permesso lo devo chiedere perché in effetti rientro nella categoria imbranati se messo a confronto con certi maghi del bricolage o con gli aggiustatutto che fan sembrare facile ogni cosa, per non parlare di chi in cucina realizza opere da lasciarmi a bocca aperta ancor prima di mangiarle.
Tuttavia, il permesso lo perorerei e in verità e giustizia mi andrebbe accordato. Per la buona volontà, dimostrata in tante piccole umili azioni di domestica manovalanza. Dimostrata, ad onta della pigrizia e dell'autoconsapevolezza di un'abilità limitata, anche l'altro ieri, contribuendo a fissare a un muro irregolare un canestro regolamentare.
D'altronde, come ammoniva Kurt Vonnegut in Galapagos, il cervello umano è così grosso rispetto alle altre specie soprattutto perché deve comandare le mani. Se le teniamo inattive o le sottoutilizziamo, il gran bastardo si sfogherà entrando in circoli viziosi fino a farci impazzire di manie e frustrazioni.

02 giugno 2006

Diritti e rovesci

Evviva la Festa della Repubblica! Abbasso l'idea che l'unica rappresentazione dell'identità nazionale possano essere le Forze Armate.

60° anniversario del suffragio universale in Italia, evviva! Un po' mortificante, per la verità, il pensiero che soltanto da 60 anni le donne abbiano diritto di voto.

Giugno la porta dell'estate, uau! Però andando all'incirca in quella direzione sarà meglio portarsi un giacchetto in più.

A presto, probabilmente.

01 giugno 2006

Giugno, che sei maturità dell'anno...

E con le messi che hai fra le tue mani ci porti il tuo tesoro,
con le tue spighe doni all'uomo il pane,
alle femmine l'oro, alle femmine l'oro...


Tutto da dimostrare, per carità, sono solo parole, ma è probabile, assai, che in questo mese cadrà un solstizio, addirittura.


L'oro alcune femmine intanto ce lo regalano, almeno credo, visto che per ora lo dico sulla fiducia, ma è fiducia piena, avendo scorso l'elenco delle partecipanti ai Monologhi della Varechina.

,, , ,,,, ,,,
(avevo ancora una manciata di virgole)

31 maggio 2006

Specchio che non riflette

Perché la vita intreccia i sensi ai senza, l'urlo alla lirica,
l'amaro al mare, e mescola tutto con amore.

[da Controcanto]

Dolciumi e profumi, cielo schiacciato tra nuvole scure e orizzonte d'acqua, laggiù, là, dopo essere stato in fondo alla discesa e aver vagato chiedendo il nome di una piazza che non era destinazione ma passaggio, anticipando i propri passi a un ritmo leggero, già alleggerito dalle dolenzie, un camminare infaticabile ad attraversamento di memorie note e ignote, risposta zen a interrogativi precoci o troppo tardivi.
Occhi e cocchi, quadriglie alate di meraviglia e paragoni tra lo spirito di agglomerati diversi, no, uguali, in scala quasi, fatte salve le reciproche specificità. Vegetazione che s'impone, stupenda, bruttezza inesistente o trascurabile, perfino mentre il cielo minaccia lacrime a replicare le tue. Palazzi e mezzi, alture e dislivelli, l'aria che non è mai fastidio, e binari. Binari e stazioni. Tuffo bicromo al cuore.
Colloqui senza eloquio, bozze, domande e risposte rimaste in gesti e sguardi, rimandate alla prova del reale, fuori dalla bolla di facile magia. De Andrè alla radio più vivo che mai ora e attuale. Bellezza prona a rimare con l'Incerto, Malinconia ad assonare con Dilemma. Non così insegna il sorriso, il luccichio dal cuore dei sogni che è e dev'essere il tuo.
Dolci gli occhi che parlano nel trasporto degli effluvi sotto l'istesso cielo, uguale, no, diverso, di lontane parole vere calde irrinunciabili. Di altre movenze nello spazio vivente. I colori si fondono e ti confondono, ma lo specchio che non riflette non è nemmeno il tuo, scemo.

28 maggio 2006

6 e 113

Sono gli anni e i centimetri di Lorenzo, oggi. Pomeriggio di festeggiamenti scatenati per i piccini, piacevoli chiacchierate per gli altri. Stamattina invece, tra abbracci e risate, era stata tutto un giubilo l'apertura di regalini familiari, piccolissimi pensierini ma su misura. Poi, mentre giocava coi suoi adorati Gormiti, me lo sono guardato e accarezzato. Bello.

Memoria di pazziate incrociate

Da qualche anno sta con un piede nel web e uno in montagna, con una mano a cliccare sul mouse e l'altra a far cigolare il portone d'un castello.
Dopo esserci incrociati nei commenti di blog e aver condiviso brandelli di memoria e immaginazione, ci trovammo a brindare in feste rodeanti, già presagendo pazziate tra bastioni merlati, di cui poi saremmo andati a parlare in riva al mare.
Ora Davide merita l'ennesimo applauso per avere proseguito il cammino moltiplicando gli intrecci e raffinando gli sviluppi, con questo bel progetto che ancora una volta fungerà da ponte tra rete e realtà locale.

27 maggio 2006

Pronti per l'urna

Auspicando il voto per Ferrante, Babsi scrive un bellissimo pezzo su Milano, da milanese.
Io che milanese son solo d'adozione appoggio la mozione e sosterrò Ferrante con Rifondazione.

A conti fatti, la Brichetto Letizia si meriterebbe un vaffanculo e basta, ma civilmente mi limito a dirle: sciò, pussa via, avete già fatto abbastanza danni.

Pronti per l'urna, ma non inceneriti.

26 maggio 2006

One fine day in pota-town

Anda, vai dove, randa! Ma tu vai, che la stella ti bacia in fronte, fonte bella, s'cet, sempre presente, sente dove sei, sem chi, vai tranqui, arriva in treno e trova l'auto e l'autista che cova il gesto gentile, sobrio ed ebbro d'umanità.

Oooh, e poi scopro che il Servizio pota-inclusive per i ciuccianebbia sperduti comprende pure tutto un abbraccio di parole alate e in fretta spiumano sul raccontare che s'invola in territorio di scambio, comprensione e crescita.

Senza contare il gadget, lo scrittomisto di Effe, condito da un biglietto dell'atb-system per dopo come segnalibro, un tocco di cura previdente che se non fossimo omaccioni supervirili stilewestern sarebbe da commozione.

Grazie, Mike: sei stato un angelo (il biglietto ce l'ho ancora intonso, dunque tornerò).

P.S.: ti farò contattare da una tipa che vuole sapere tutto sul cammino di Santiago, quello vero delle tue piote di Pota!

25 maggio 2006

Ebbene sì

Sarà perché, come diceva Darko, ascolto radio che mi raccontano la top ten maghrebina o mi aggiornano sulle new entry dei Carpazi mentre snobbano il mainstream, ma io certi tormentoni non li subisco se non molto di riflesso.
Sarà per questo che non mi capitò di nausearmi all'ascolto di quel pezzo là, quello che considerai non già una banalità sdolcinata e ributtante, ma un inno alla semplicità, puro e semplice, pura e semplice.
Sarà che c'erano delle strisciate sui bassi, delle strusciate profonde in quella voce inaspettatamente sensuale, come fummo felici di notare all'unisono, reciprocamente confortati, io e un mio amico per la pelle dai gusti per solito parecchio difficili.
Sarà che il girotondo melodico pronto a risbucare sul ritornello mi seduceva con la potenza di una caramella per un bambino, sarà che il ritornello stesso, ascoltato a dovere e non storpiato per noia o incuria da suoneria, secondo me era proprio bello.
Sarà che per una volta, dopo un'adolescenza da rockettaro duro e puro e incazzato e intransigente e stupido, non mi ero voluto lasciar fagocitare dai pregiudizi.
Sarà per tutto questo o altro, non so, ma Tre parole cantata da Valeria Rossi oggi l'ho beccata in un video del 2001 e mi è ripiaciuta.

24 maggio 2006

Got a light, love?

"Scusi, ha da accendermi?"
"Sì, ecco... ma dov'è la sigaretta?"
"Non fumo, io. Cioè, solo se vale la pena. Un tiretto ogni tanto, anche perché la pigrizia mi ha salvato dal deboscio, nel senso che non avendo mai saputo o voluto imparare a rollare, ho rarefatto il consumo di canne fino alla pura eccezione."
"E allora perché mi ha chiesto da accendere? L'ennesimo trucchetto per attaccar bottone..."
"Accendermi, ho detto."
"È arrivata la Torcia umana, è arrivata."
"Se troviamo gli altri due saremo Fantastici, tutti insieme."
"Anche lei... anche tu leggevi i fumetti Marvel o dici così per via del grande schermo?"
"Fumetti, quelli originali. Avevo la serie completa, compresi gli arretrati esauriti, grazie al padre di un amico che aveva saccheggiato direttamente il magazzino dell'editore. Ci avevo speso tutti i risparmi della fanciullezza."
"Tanto ci tenevi!"
"Sì, mi facevano impazzire. In realtà, però, quando li avevo ordinati immaginavo di riuscire a reperirne una decina, non quasi un centinaio tra le varie serie che facevano capo a tutti quei supereroi con superproblemi."
"Dunque le cose erano andate oltre i tuoi desideri."
"In effetti, sì. Ma non potevo né intesi mai pentirmi di tutto ciò."
"E poi?"
"E poi percorsi l'abbondante godimento di leggermeli e rileggermeli tutti quanti, per qualche anno."
"Li hai ancora, ovviamente..."
"No, a un certo punto decidemmo di fare spazio in casa e li svendetti a un edicolante ingordo che approfittò della mia scarsa dimestichezza con la contrattazione e con la lungimiranza."
"Un collezionista non avrebbe mai commesso un errore del genere."
"Collezionista non lo sono, sebbene qualcuno lo creda."
"Cosa vuoi dire?"
"Che se hai da accendermi, brucerò per te soltanto."

23 maggio 2006

The Replacements

Ieri ho riesumato una vecchia cassetta e mi sono ascoltato questo gruppo della prima metà degli anni '80. L'album s'intitola Let it be, e al contrario di quanto potrebbe lasciar supporre il titolo, brilla per l'originalità degli accostamenti. Tuttora interessante e di piacevole ascolto, la band riesce a imprimere un proprio marchio sebbene i pezzi si differenzino molto per stile e approccio, coniugando energia post-punk e melodia beat, schitarrate rock e ballate, devianze hard-core e confidenzialità pianistica.

Alcuni di questi brani, poi, risvegliano nostalgie che credevo sopite o superate. Giungono a suscitare non già la voglia di tornare indietro, ma un senso di vaghezza nella quale il cuore o chi per lui si trova a fluttuare senza guinzaglio e senza bersaglio.
Succede, con le vibrazioni che arrivano a toccare corde nascoste o pizzicate di rado. Succede, può succedere attraverso diverse esperienze sensoriali, ma se altrove puoi ergere barriere, con la musica è impossibile. La musica ti frega sempre.

19 maggio 2006

Sparpagliato

L'aggettivo costituisce una traduzione possibile e abbastanza soddisfacente di scattered (vocabolo incamerato da un ascolto dei Rolling Stones). Posso dirlo perché in un certo senso (o anche in diversi sensi, massimo sette o otto, però) è così che mi sento.
Sarà per quello che ieri e ieri l'altro ho lasciato in giro solo parole altrove? Parole mie e di altri, su Lettere in rete, CuT'n'PaStE, Maltusiani&C.

Per fortuna la musica mi fa riprendere e un po' ricentrare, riconducendo lo sguardo e il palpito al momento presente e circostante, l'attenzione del sé ai vari strati che lo compongono (come la storia delle cipolle di Shrek). E di questo devo e voglio ringraziare chi c'era ieri sera, sul palco e in sala. Il sorriso del pensiero, comunque, raggiunge pure chi si è fatto sentire, a voce o per iscritto, anche al di là di.

Quanto alla scaletta, il repertorio consolidato si è arricchito di Going Back To Miami, in cui abbiamo parlato dell'amore pendolare con l'intimo augurio che per gli interessati possa trasformarsi presto in un I Feel Good (succede, posso testimoniarlo).

A Jacopo abbiamo dedicato uno dei pezzi che ci piacciono di più in assoluto. A Rillo ed Eva il terzo applauso.


Errata corrige: quella degli Stones in realtà era Shattered, da Some Girls. Peraltro, il campo semantico dei due aggettivi presenta una sovrapposizione, giustificata dalla comune etimologia.

16 maggio 2006

Zoiba

Ti racconteremo di quella che aveva il cuore grande come una balena, di quell'altra che se la faceva col figlio del predicatore, ti spiegheremo come sia duro a volte l'amore e di quanto sia messo in dubbio, ma ti rassicureremo e faremo star bene, perfino mentre pensi a quando ti si spezzarono le catene del cuore. Ti daremo la chiave dell'anima, ti faremo sentire a casa, faremo spazio ai tuoi desideri e, toccando ferro, tutti saranno perfettamente a proprio agio.(*)

giovedì 18 maggio 2006, ore 22:00

blubaluba, groove and love

in concerto

@

il 56
Via Tucidide, 56 - 20134 Milano
tel. 02 70006486 / cell. 348 9559626


(*) come per esempio si sente dire in:
Minnie The Moocher, Son Of A Preacher Man, Hard To Handle, Do You Love Me, Out Of Sight, Hold On I'm Coming, I Feel Good, I Heard It Through The Grapevine, Chain Of Fools; Soul Man, Sweet Home Chicago, I Wish, Knock On Wood, Gimme Some Lovin'...


- Sul palco troverai:
/ voci: Zu, Elisa / fiati: Ivan (tromba), Mauro (sax tenore), Max (sax contralto) / tastiere: Stefano --- chitarra: Matteo / basso: Cristiano --- batteria: Roberto
Blubaluba: questa mi suona bene.

15 maggio 2006

Rituali

Parecchio tempo addietro, una certa penna stilografica non riusciva a sfondare sul mercato e gli esperti non si capacitavano del motivo, finché non si resero conto che dipendeva da un particolare trascurato: siccome il cappuccio non faceva "clic", l'utilizzatore non si sentiva mai sicuro di averla chiusa per bene.
Dev'essere proprio vero che ne abbiamo bisogno, che non possiamo fare a meno dei gesti simbolici deputati a suggellare la compiutezza di un evento o varare l'avvio di un mutamento.
Esistono quelli scaramantici (non essere superstiziosi porta sfiga, ricordalo), più o meno palesati, ma anche le piccole manie che obbligano a compiere una serie di azioni razionalmente ingiustificate senza le quali verrà a mancare il senso di completamento. Lo stesso avviene sul piano verbale, per esempio con le superflue chiose "A posto così?" rilasciate al termine di un'operazione presso un qualsiasi sportello. In tutti i casi pare evidente la valenza funzionale: attenuare la tensione, domare l'ansia.
Poi, forse, si tocca un altro punto: ha a che fare con le bandierine da piantare, il territorio da marcare, il possesso di cui assicurarsi. A questi insiemi, temo, attiene almeno in parte il rito di fine lettura: chiuso un libro, se è mio e non preso in prestito, annoto sul frontespizio la data; da parecchi anni, in ogni caso copio l'inizio per mandarlo all'Incipitario; negli ultimi tempi, qualche volta ne scrivo due righe da raccogliere in Letture e riletture*, come ho fatto l'altro giorno per Mastruzzi indaga di Pino Cacucci, una serie di raccontini che mi fecero compagnia in treno tra un sonnellino un panino e una telefonata.

* dall'agosto 2002, l'invito aperto a tutti è quello di uno spazio pensato per chi dopo ogni lettura desidera condividere le proprie impressioni o le proprie emozioni. Scrivimi e le pubblicherò.

Riassunti di Strada

Mentre si esprimevano anche Aladin e Copiascolla, seguivo in giro il gioioso proliferare di resoconti e commenti a parole e immagini sulle declinazioni della giornata nelle varie località, trovando più o meno gli stessi entusiasmi, analoghe soddisfazioni, identico stupore positivo nel constatare la reale possibilità di fare.
Più e più voci, inoltre, rilanciano con richieste di bis, ulteriori sviluppi e abbracci verbali.
Da queste parti, per esempio, si è fatta sentire Antonia nei commenti:
Ciao scusa ma ho saputo oggi di questa bellissima iniziativa delle scritture di strada e per giunta da mia sorella che vive a Londra e io vivo in Bovisa, proprio in via mercantini. E' successo perchè non c'ero però perchè non avete lasciato traccia in quel del quartiere? Avete pensato di lasciare queste scritture appese nel quartiere? Mi avrebbe riempito il cuore trovare le parole delle persone che incontro ogni giorno ad invadere i muri della piazza, la renderebbe viva. Il sito è bellissimo ma purtroppo non da tutti consultabile, l'idea grandiosa, vi prego invadeteci la città! E poi è proprio di quella vita lì che si scrive, si ragiona, si dipinge e si urla giusto?
Grazie e spero a presto ancora su quell'angolo
Antonia

Beh, se qualcuno avesse in serbo altre energie da devolvere all'opera, non sarei contrario a unirmi ai suoi sforzi...

13 maggio 2006

Sguardo guardo guado

Scrivere il suo nome sull'argilla dei mattoni freschi non gli sembrava stupido, al momento. Era una delle tante cose fatte senza minimamente pensare alle conseguenze: interi muri battezzati Tania che solo l'intonaco avrebbe saputo proteggere da occhiate indiscrete.
A scatti il filo d'acciaio scendeva a tagliare la materia prima. Con movimenti veloci un ragazzo impilava l'ennesima grata in legno, mentre gli altri due inforcavano i forati ancora umidi e ve li poggiavano. Semilavorati pronti ad accogliere l'alfabetico vagheggiare, prima che il carrello pieno si avviasse al sole e infine alle fornaci.
Come un flashback a colori - e che colori! biondazzurro favola, zucchero di bambola - di scena ripresa da più angoli, i gesti e le parole dell'istante irreversibile si eternavano nel racconto masticato insieme a pane e mortadella. Era stato detto e confermato: in mezzo a tutti quanti, una specie di festa in una casa libera, tra conversazioni e risa, il capo che ruota e rimbalza indietro a molla, stile cartoon, occhiata sbalordita alla vista di una figura stile fumetto, sguardo da colpo di fulmine - o ebete, a seconda della condiscendenza descrittiva, bocca spalancata in una sola domanda: "E tu chi sei?"
Poi non osò nient'altro. Lasciato il capoluogo, il cuore volava ma la ragione era tornata in valle. Figurati, immaginati tu se posso aspirare a tanto. E comunque, lei è là e io sono bloccato qui. La rassegnazione non smorzava però le fantasticherie, espresse anche ad alta voce una volta fermate le macchine.
Ci volle la saggezza da barchetta di giornale, la semplicità da primitivo parasole, per riportare sulla terra e nel concreto gli arzigogoli fatti di parole e ipotesi anziché di tocchi ed epidermide. Furono le poche frasi scandite e tagliate nette come l'argilla in uscita dagli stampi. Furono quelle a convincerlo che la figlia del boss era una ragazza come le altre, che lui era pur sempre un essere umano, che la risposta di lei era nel brillio degli occhi, l'iride incantato e la pupilla che dice ti ho visto davvero e sono già tua perché mi hai guardato veramente.
Prese coraggio, tornò a trovarla. Difficile però andare oltre il primo approccio: impossibile incontrarla a tu per tu, una strana atmosfera da vorrei ma non posso, non posso nemmeno parlare ora.
Tornò in valle grattandosi la capoccia e i mattoni freschi, sui quali adesso vergava anche esplicite dichiarazioni imperiture, e in effetti immortalate ai mille gradi della cottura. Immortalate e consegnate a una certa impresa edile, che coincidenza, proprio quella là.
Interi muri battezzati Tania che solo l'intonaco avrebbe saputo proteggere da occhiate indiscrete. Prima che ciò avvenisse, però, i muratori avevano visto e capito. Riferirono, i vigliacchi. Risultato: collegio all'estero, località ignota, nessun contatto. Nemmeno un addio. Un messaggio invece sì: sotto forma di massaggio, a opera di callosi dipendenti del boss, giusto per dare una lezioncina al ragazzo.

Allo specchio, la conta delle rughe non supera quella dei peli bianchi, i muscoli di solito reggono il sorriso nonostante tutto. Di solito, ma oggi no, oggi il viso deforma urla mute e gemiti tardivi, e per il motivo sbagliato: un giornale di provincia che racconta di scandali, droga e morte. Provi a trattenerlo, ma il ricordo che dormiva dentro esplode da sé, quella conclusione inappellabile bisogna gridarla. L'hai capito, perché dunque taci? Scava, dimmelo, perché? Se la voce si strozza di silenzio è colpa del cordone ombelicale arravogliato attorno al collo finché forcipe non ti richiami, dice. Da un buio rassicurante che non vuoi abbandonare a quello dell'ignoto di cui, potendo, rimandi sine die l'esplorazione, la vita scorre perfino mentre non la stai vivendo. Mentre stai al guado, dice. E sullo specchio con le dita scrive.

12 maggio 2006

Fino che Alzheimer non ci separi

Per me, lo dico, si ispira a Lester Young. Quando nel sax soffia a basso volume, riempiendo le curve d'ottone di sottintesi, la voce pastosa e non impastata si declina in espressioni fatte di memoria. Si vede che gli ascolti sono densi e molti, si vede che i lustri non sono scivolati via insapori. Anzi, più che si vede, si sente.
Sembrerà forse esagerato questo panegirico, ma è quanto ho percepito l'altra sera al Filodrammatici, quando Vittorio Castelli e i suoi hanno fatto da interpunzione a Woody Allen Café, spettacolo d'atmosfera e battute costruito sui testi dell'umorista dalla nevrosi più illuminante degli scorsi decenni.
L'ho aspettato, alla fine, per ricordargli di quando girava per la Brianza a spiegare con parole ed esempi che cosa fosse lo swing (dacché, si sa, è invece vietato chiedere che cosa sia il jazz). Sorpreso io stesso che da allora siano passati 26 anni (ma è noto che in me i ricordi continuano a vivere e che nessuno, tranne il tizio del titolo, potrà portarmeli via).

11 maggio 2006

Migliorismo

Con Napolitano massima carica dello Stato, finalmente porteremo i cavalli ad abbeverarsi a San Pietro, ma con la cannuccia.

10 maggio 2006

Libertango

Un modo di ascoltare che è come far l'amore (che in fondo, per essere completo, parte proprio dall'ascoltare).
Albamarina per Lessico da amare.

*

Francesca (altresì nota come Cajuina) inventa freddure e, quel che preoccupa, mi chiede di metterle sul blog:
A tavola, un bambino chiede alla mamma:
"Mamma, c'è ancora il passato?"
"No, c'era ieri; oggi non c'è più."

Annottamento

Altre impressioni espresse da Stefano, Irene, Su.
"E le tue?", mi chiedono.

Impressioni? Mi avete impressionato, sì!
Collaborazione, disponibilità, iniziativa, presenza, entusiasmo.
Bello constatare quanto sia vero che nella vita basta far scoccare una scintilla e poi tutto procede da sé.
Mezzi di fortuna, organizzazione ridotta al minimo e all'ultimo minuto, spazio all'improvvisazione condita dall'ispirazione esatta, proprio quella che serve per mettersi in contatto con una realtà non sempre facile, adusa a farsi muro di gomma e che invece piano piano si sbriciola in sorrisi, confidenza, reciproco avvicinamento.

Bella giornata davvero, di quelle che ti lasciano nelle membra stanchezza, ma sana, intrecciata alla soddisfazione per quel che s'è fatto.

Perfetta è stata poi la decompressione serale, anche grazie alle letture condivise: mi ha evitato l'effetto "piccola morte" che si annida, pronta a mordere a tradimento, dietro ogni metaforico orgasmo.

08 maggio 2006

Confetture di Strada

Scritture di Strada sezione Milano Bovisa: prime impressioni a caldo e prime foto (nel gruppo creato su Flickr da Aladin possono caricare immagini tutti gli anfitrioni di strada del 7 maggio 2006).

06 maggio 2006

Scritture della Sera

Grazie ad Alessandro Beretta, le Scritture di Strada sezione Bovisa sono menzionate nelle pagine locali del Corriere della Sera (a pagina 15).

Da lì vengo a sapere di azioni e iniziative che nel nostro piccolo non avevamo previsto, ma cui nel caso assisteremo con interesse e ammirazione pronti a sfociare in sostegno e partecipazione.

(qualcuno magari può provvedere ad acquisire l'articolo in forma digitale? A scannerizzare, insomma)

6 maggio

Oggi è il compleanno della mia amica Bea. Amica significa mica sia d'accordo con tutto quello che scrive o pensa, ma che importa. Le voglio bene e gliene auguro di ogni.

10 pezzi

Babsi offre un gustoso aneddoto contestualizzato in cambio di un elenco di pezzi "rock" (in senso ampio) degli anni '60-'90 (esclusi quelli degli artisti a lei sacri, tipo Patti Smith e David Bowie).
Ottimo esempio di transazione win-win, per il doppio piacere che procura leggere e partecipare:

Pink Floyd, Lucifer Sam (The Piper At The Gates Of Dawn, 1966)
Jimi Hendrix, Fire (Are You Experienced?, 1967)
Jefferson Airplane, Wild Tyme (After Bathing At Baxter's, 1967)
Frank Zappa, Willie the Pimp (Hot Rats, 1969)
Violent Femmes, Blister In The Sun (Violent Femmes, 1982)
The Flaming Lips, Everything's Explodin' (Oh My Gawd!!!, 1987)
Sonic Youth, Hey Jony (Daydream Nation, 1988)
Mano Negra, Indios de Barcelona (Patchanka, 1988)
Négresses Vertes, C'est pas la mer à boire (Mlah, 1989)
Pixies, Allison (Bossanova, 1990)

Superfluo, vero?, precisare che i pezzi irrinunciabili sono molti di più, che non puoi lasciar fuori quello e quell'altro, che solo dieci a testa è una crudeltà perché scegliere è difficile eccetera eccetera.

O-maggio

Serti e piccole magie
(è un gran bel blog)

05 maggio 2006

Stop

Quella del 1982 fu un'estate di concerti e di Mondiali di calcio.

Per esempio al Redecesio, riserva naturale per zanzare, andai a vedere Frank Zappa.
Al di là delle solite cose, un momento particolare fu quando Francis Vincent interruppe l'esecuzione perché era arrivata sul palco una bottiglia di plastica (vuota). La mostrò al pubblico annunciando che ogni eventuale lancio avrebbe comportato l'interruzione della musica. Spettacolare e indimenticabile fu l'assoluta sincronia di tutti i musicisti a quello stop improvviso.

Sono particolari che restano impressi più di ogni altro virtuosismo, come quel perfetto stop al volo di Junior in Brasile-Australia, quando con una levità da ultramondo addomesticò un pallone proveniente dalla stratosfera prima che toccasse terra.

04 maggio 2006

Ergastolo

In effetti, condannare a morte un aspirante kamikaze sarebbe stato come punire un masochista frustandolo.

Memo

Avere una grande visione ma gestirla attraverso i piccoli passi

(sta in un elenco riferito da g.g. e mi sembra un ottimo connubio tra teoria e prassi... se solo non fossi miope!)

03 maggio 2006

Scritture di strada
col foglio e la penna
comunque poi vada
per tutti una strenna

ci mandi in sollucchero
e l'uso ci avvinca
di carta da zucchero
e inchiostro pervinca.


- - - - - - - - -

Domenica 7 maggio a Milano in piazza Bausan

con me ci saranno Su, Narsil, DadaUmpa e Copiascolla. In forse la partecipazione straordinaria di Fraps, Rillo, Aladin. Previsto l'arrivo di Ecate, annunciata una possibile capatina di Broono. Adesione pervenuta da Irene, Eveline, si attendono conferme da SuperCopy, Pispa, Ethico...

E tu?

02 maggio 2006

Relax

Se conosci il dialetto di qualche provincia autonoma, probabilmente riuscirai anche a tradurre lo pseudonimo dell'amico autore di questi scatti, che se vuoi puoi ingrandire con un clic:


Val d'Orcia e dintorni
(foto di Zizi Pugiali)


Pienza
(foto di Zizi Pugiali)

01 maggio 2006

Lavoro

Oggi non ho voglia di sfilare e nemmeno di far festa.
Ho voglia di darmi da fare, da subito.
Anzi, ho già cominciato.

29 aprile 2006

Tai chi

Se non piove, alle 10 son lì.
Parco Sempione, vicino al laghetto, anche coi bimbi.

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Ah, ci siamo andati. Da principianti totali, abbiamo eseguito le 8 posizioni fondamentali. Francesca entusiasta, al punto da riprodurle anche a casa stasera, mentre spiegava a Tri cosa si intende come "energia interna". Lorenzo invece ha seguito solo fino a metà percorso, poi ha preferito dedicarsi a insetti e vegetazione.

Infine, dopo avere assistito a varie dimostrazioni, l'attenzione si è spostata sulle tartarughe del laghetto. Sono rimasto sorpreso dai loro colori e disegni, nonché dalla condiscendenza con cui una di esse si è lasciata trastullare dalle mani delicate dei miei cuccioli.

Domanda del giorno, pervenuta via cellulare: Chi pratica tale arte essendo un po' sovrappeso si potrà definire tai-ciccione?

28 aprile 2006

Vedere la musica

Caricato sul sito dei Blubaluba un estratto più corposo del promo video realizzato da Broono.
Puoi guardarlo o scaricarlo liberamente (sono circa 18 mega).

27 aprile 2006

Poesia da favola

Quella di Lorenzo che avvista la nuova e improvvisa bianca fioritura di piante e prato all'ingresso della sua scuola d'infanzia e sentenzia ridendo:

"Sembvra polvevre di fata!"

26 aprile 2006

NRG

Energy, energia.

C'è quella interna che viene dall'ascolto di sé, riserva inesauribile se si alimenta di abbracci, carburante che si distribuisce con un gesto e si accende con uno sguardo.

C'è quella esterna che viene dalla terra e dal cielo, rinnovabile se si alimenta di ricerca, inesauribile solo se usata con parsimonia e consapevolezza. Consapevolezza dei costi non solo immediati, dei danni non solo privati. Con attenzione speciale al tempo e allo spazio.

Anche per tutto questo, concordo con Mafe.

25 aprile 2006

Festa della liberazione

Qualora scocchi il 25 aprile nel bel mezzo di una festa di compleanno addolcita dal babà, il dj sagace saprà far uscire con opportuno tempismo dalle casse dello stereo Bella ciao nel travolgente riarrangiamento di Goran Bregovic con i Modena City Ramblers, atto a trasformare i balli in cori e battimani da scandire e ribadire fino sul terrazzo, come è giusto che sia.

Molte ore di treno dopo, due bimbetti in pigiama abbarbicati al papà, due babà veri e propri per tenerezza e dolcezza, riferiranno sulle manifestazioni della giornata, ricordando entusiasti la presenza della Banda degli Ottoni a Scoppio e i brani eseguiti dal vivo.

Il senso della festa torna ascoltando la diretta di Appunti partigiani su Radio Popolare.

Un sapore, quello della festa, che non deve mancare per un 25 aprile autentico.
E il babà? Quello non guasta, si gusta e non basta, quello è una festa in sé.

24 aprile 2006

Da qui a lì

Giri turistici, incontri professionali, bagni termali, riunioni scritturali, cene pizze caffè, bellezze naturali, pontili di nuova strutturazione, regge borboniche... l'ultima cosa che ti viene in mente è entrare in un internet point. Però, quando infine si approda in casa di blogger, la tentazione è troppo forte: siamo dei malati? Insomma, giusto un saluto, da una dimora in cui fervono grandi preparativi per la festa di compleanno della padrona di casa. Nonostante la mia proverbiale pigrizia, ho partecipato alla rituale bagnatura del babà.
A presto, e buon 25 aprile se non ci sentiamo prima.

20 aprile 2006

Anche a Milano, Bovisa


                       

Piazzale

Avremmo di gran lunga preferito un "Largo Enzo Baldoni".

Note dipinte

Aprendo il programma di navigazione (browser in italiano), nella pagina iniziale (homepage, sorry) il marchio del motore di ricerca si presenta in una variante d'occasione [ahi, però...] e allora la colgo anch'io per rispolverare il testo di un brano che mi piaceva molto e del quale l'unica testimonianza sonora rimane in una cassetta registrata dal vivo con mezzi di fortuna.*


MIRÓ © by Pontebragas

Me lo dicono le onde / viste dal cielo
Sponde di un mare / che unisce
Els teus colors / meu únic paisatge
Mateix record / braç de mar

Miró Miró Miró Miró / Lleus colors travessen el mar
Miró Miró Miró Miró / Desperten imatges
Miró Miró Miró Miró / Mediterraneo
Miró Miró Miró Miró / Affaccia al mio mare

Per attraversare questo mare / basta poggiare il piede
da un'isola all'altra, / dimenticare le parole
e tuffarsi nei colori / blau i roig i groc
giallo ocra blu mediterraneo / La finestra sul mio stesso mare

Miró Miró Miró Miró / Colors que pinten el mar
Miró Miró Miró Miró / Desperten imatges
Miró Miró Miró Miró / Mediterraneo
Miró Miró Miró Miró / Affaccia al mio mare

Miró Miró Miró Miró / Mediterraneo / Blau i roig i groc
Blau i roig i groc / Mediterraneo / Miró Miró Miró Miró / Mediterraneo


* se non erro, fu durante un concerto al Nidaba Theatre di Milano. Ricordo che il pezzo era stato costruito in sala prove su un giro di accordi proposto da Renzo Belardi, nostro chitarrista all'epoca.

19 aprile 2006

Tradurre da Dio

Da Herzog, una scenetta spiega divinamente l'importanza delle lingue.

Canto per te che mi vieni a sentire

Per il momento, in verità, l'ho fatto in sala prove, dove siamo finalmente tornati.
Per il palco, invece, manca qualche settimana ancora e ti avviserò se lo vorrai.

17 aprile 2006

Cinema

Inside man di Spike Lee trabocca intelligenza: quella del rapinatore che architetta il colpo perfetto, quella del poliziotto nel ruolo del negoziatore, quella della raffinata intrallazzatrice occupata a coprire segreti imbarazzanti.
Oltre a quella dei personaggi, interpretati da un cast di prim'ordine, c'è quella della regia, dinamica e d'effetto ma anche funzionale al racconto, e quella della sceneggiatura, con una storia capace di avvincere e sorprendere esprimendo nel contempo un minimo di morale e senso civico.
Il tutto ottimamente shakerato in una produzione che assicura allo spettatore due ore e passa di coinvolgente divertimento, titoli di testa e di coda compresi.

15 aprile 2006

Pasqua

Mi sono purificato le mani come insegnarono gli Esseni e chinato a lavarti i piedi, con amore, dedizione e forza.

Mi sono prodigato a condividere pane e companatico, brindisi ed energie, carmi e fantasie, parole e sguardi, deliziandomi di un'effimera ma non per questo meno intensa convivialità.

Mi sono avviato al percorso scontato, vedendo dall'anima praterie e ruscelli laddove l'occhio sbigottiva per la desolazione e la gola per l'arsura.

Mi sono aperto il torace per cercarti una sorpresa e sono stato lì con la mano tesa e colante sangue a porgere al nulla il muscolo palpitante, ancora per un po', fino allo spegnersi del sorriso.

Mi sono sentito venir meno e m'accascio sereno, certo della resurrezione.

13 aprile 2006

Leggi scrivi e scopri

Ho pubblicato su Letture e riletture un'altra recensione inviatami da Matteo Ferrario, di cui segnalo il raccontino Levonorgestrel.

12 aprile 2006

Toh, un blog

Niente male questo Blogorrea.
Ne ho appena riportato degli spunti su Tomato Republic e CuT'n'PaStE, ma a occhio e croce vale una lettura integrale.

11 aprile 2006

Te facessi capa e muro

Anzi, capa e spigolo.
A te e a chi a dargli un martello, subito si massacra i testicoli, mannaggia a chitemmuorte e al suffragio universale.

10 aprile 2006

Secondo me

Votare, è meglio votare. Non che tutto si esaurisca lì, anzi, ma intanto è un modo per influire sulla ponderazione del da farsi.
Pertanto, non appena riapriranno i seggi, andrò a esercitare il mio diritto, votando il più possibile a sinistra.

08 aprile 2006

Seguono 229 firme

Abbiamo scritto a Ciampi. Se ti va, diffondi pure. Grazie.

Caro Presidente

Siamo un gruppo di amici di Enzo Baldoni.
Da anni ci frequentiamo quotidianamente via internet grazie alle mailing list da lui fondate.
Recentemente Lei ha assegnato una medaglia d'oro al valor civile alla memoria di Fabrizio Quattrocchi.
Noi non vogliamo entrare nel merito di ciò: c'è già chi lo ha fatto, con opinioni diverse e contrapposte.
Non chiediamo una medaglia d'oro, che lui non avrebbe voluto e che noi non sapremmo dove appuntare.
Le chiediamo però un riconoscimento per il nostro amico Enzo, scomparso in Iraq dove, senza armi, era andato a cercare di capire le ragioni di una guerra, e ad aiutare, per quel che poteva, chi aveva bisogno, al di là della fede politica o religiosa.
Questo gli è costato la vita.
Per lui adesso vorremmo sì una medaglia, ma di cristallo: una medaglia simbolica alla chiarezza e alla serenità.
La chiarezza che Enzo amava cercare durante i suoi viaggi, e la serenità che ha saputo insegnare a chi ha avuto il privilegio di essergli amico.
La chiarezza per noi di capire infine cosa è realmente successo in quei giorni dell'agosto 2004, e la serenità che in parte ci restituirebbe il riavere ciò che resta del nostro amico di nuovo qui vicino.
Senza cerimonie e clamori, come Enzo e la sua famiglia ci hanno insegnato.

Con profondo rispetto.

N° | NOME | COGNOME | EVENTUALE MAILING LIST DI APPARTENENZA | PROVENIENZA
...
165 | GIULIO "ZU" | PIANESE | ZONKER'S ZONE | MILANO
...

07 aprile 2006

Meglio tardi che mai

Ti consiglio La maga delle spezie di Chitra Banerjee Divakaruni, che ho letto all'inizio del 2006.

02 aprile 2006

Succede

Ieri non ho scritto alcunché perché non mi avresti preso sul serio.

Oggi sono le dita a non prendere sul serio la tastiera. Ce le ho messe, in posizione giusta anche, con gli indici su F e J e tutto il resto, ma non scorrono da sole.

Dice il saggio, anzi la saggia:
"Quando è il momento viene fuori da sé."

A presto, forse.

31 marzo 2006

Ah, beh, allora...



- Smetto di bloggare.
- Rimani comunque un coglione.



Sia come sia, esco a farmi una birra.

29 marzo 2006

"Punto, punto e virgola, due punti!"

Oh che bello mi ha pubblicato il commento e allora scrivo così senza metterci nemmeno un segno d'interpunzione a titolo di omaggio tributo riconoscimento e intanto saluto gli amici la mamma il papà e tutte le persone che mi conoscono speriamo che torno presto a casa non vedo l'ora di riabbracciarvi tutti fatemi sentire la canzone quella che mi piace tanto magari datemi un pizzicotto ma dai non ci posso credere non ci posso madonna è troppo bello ma ti rendi conto oppure no insomma punto e stop

Sei un genio!
(e io che pensavo fossi solo una bella ragazza)

Zu martedì, 28 marzo 06 00:39


a cura di Giulio Pianese

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