Torre vorrei la turba che al mio salir non manca mai
Soffro di vertigini, molto. Non ne soffro da sempre, giacché ricordo interminabili arrampicate sulle conifere trentine da piccolo, quando per l'intera estate mi confondevo con l'umanità locale.
Madide mani mie sudore greve di paura
Ci provo, provo a contrastarle, le vertigini. Come quella volta a Firenze, da liceale, sulla torre campanaria a impormi di guardar giù. E soffrirci, ma farlo. Riscoprendo che la maggior paura sorgeva non dallo sguardo verticale, ma da quello che mi fa sentire a mezz'aria tra il punto elevato in cui mi trovo e un altro cui l'occhio s'aggrappa: nella fattispecie, il campanile di Giotto e la cupola del Brunelleschi con la sua gabbia da grilli.
Il dì del compleanno a Cajuina è caro assai
Desideri espressi: tre. "Vorrei tante sorpresine" - a questo abbiamo felicemente risposto fin dal mattino, improvvisando festeggiamenti con palloncini e cotillon nella cabina del traghetto che si approssimava allo scalo marittimo di Livorno. "Un cagnolino o un gattino o dei criceti" - ho opposto un crudele diniego, ma le circostanze hanno riportato da noi la gattina Lola, benché solo per qualche giorno. "Vedere la torre di Pisa" - piccola deviazione ed è fatta. Arriviamo belli belli, poi ci informiamo: salita vietata ai minori di anni 8, biglietto 15 euro, primi posti disponibili nel gruppo delle ore 12:20. Va be': coda, no carta di credito, prelevare al bancomat, coda, aspettare al sole. Anzi, per un po' all'ombra del battistero, dopo un vano tentativo di accedere al camminamento delle mura antiche nell'attesa.
Torre lei volle ed io vidi dall'alto quelle mura
Salire sulle mura, oltre che utile preparazione al difficile compito che mi si prospettava, sarebbe stato bello anche per portare un po' in alto Lorenzo, escluso per ragioni d'età dall'ascesa pendente. Il piccolo mammosauro [© Mistràl] peraltro era più che soddisfatto dell'opportunità di sfogarsi corridendolando nell'erba insieme alla festeggiata.
Anni o lustri fa ero stato io a ridere e rotolarmi su quei prati, scolaro gitante ubriaco perso dopo il pranzo a Massaciuccoli, precludendomi la visita alla torre più famosa d'Italia.
Se stavolta sono arrivato in vetta devo proprio ringraziare Francesca, per l'idea e per il vigore psicologico che mi ha infuso, da fatina quale sa essere questa cajuina di otto anni compiuti.
10 agosto 2004
24 luglio 2004
Sull'onda soffierà un vento eroico
Un diario telematico funziona al contrario di un diario di viaggio: lo si scrive quando si sta fermi. Se infatti ci si allontana dalla postazione abituale capita per lo più di non disporre di collegamenti alla rete. Così sulle pagine che di solito ospitano aggiornamenti quotidiani si moltiplicano gli annunci di chiusura temporanea. Non faccio eccezione, né mi illudo di sostituire la carta ai pixel. Magari succederà, ma con frequenza occasionale se non rara. Ed è comprensibile, se non si hanno le sei mani vagheggiate da Rillo.
Insomma, sono di nuovo in partenza. Domani si raggiungerà con calma Livorno, che l'anno scorso m'incantò di sera con l'Effetto Venezia, una festa di luci, musiche, fiabe, cibo e persone lungo i suoi canali medicei.
Stavolta l'imbarco per Olbia avverrà di sera, per cui approderemo all'isola magica lunedì mattina. Da lì, presumibilmente dopo qualche divagazione, raggiungeremo Cagliari, dove i nostri generosi anfitrioni Mistràl e Gilgamesh ci intercetteranno per condurci affettuosi alle delizie di una vacanza sulla loro nuvoletta.
Insomma, sono di nuovo in partenza. Domani si raggiungerà con calma Livorno, che l'anno scorso m'incantò di sera con l'Effetto Venezia, una festa di luci, musiche, fiabe, cibo e persone lungo i suoi canali medicei.
Stavolta l'imbarco per Olbia avverrà di sera, per cui approderemo all'isola magica lunedì mattina. Da lì, presumibilmente dopo qualche divagazione, raggiungeremo Cagliari, dove i nostri generosi anfitrioni Mistràl e Gilgamesh ci intercetteranno per condurci affettuosi alle delizie di una vacanza sulla loro nuvoletta.
AAVV, Commentarii, ed. Séverine 2004
Più che un brainstorming, si preannunciava una tempesta ormonale. Sembra invece che il sangue abbia continuato ad affluire anche al cervello.
23 luglio 2004
Bollito duro
Sudo e lui cigola, il ventilatore oscillante convocato dalla cantina senza nemmeno spolverarlo. Sudo e cigolo anch'io, il collo si lamenta e la spalla destra duole benché abbia spostato a sinistra il topo elettronico.
Smetto di sudare per sfinimento e ricomincio con l'inutile procedura della doccia tiepida, cambio stracci, rilassato ottimismo. Non riesco a fare a meno dell'integrazione liquidi, sarà per quello che risudo. D'altronde non è una novità, l'acqua potabile è imprescindibile, tranne se possiedi le quattro stazioni.
E allora, che fare? Un'uscita serale verso il verde rubato alle tangenziali è un palliativo, perché non è difficile ritrovarsi a sudare comunque. Passare tutto il tempo in vasca è riduttivo nonché macerante, oltretutto diventa difficile rispondere al citofono.
Delle due l'una: seguire la panettiera di piazza Bausan accanto al forno per un paio d'ore per poi apprezzare la frescafa bovisasca, o puntare a isolarsi in un luogo adeguatamente ventilato, una terra di mare attraente quanto il cielo e altrettanto magnetica.
Mo' ci penso.
Smetto di sudare per sfinimento e ricomincio con l'inutile procedura della doccia tiepida, cambio stracci, rilassato ottimismo. Non riesco a fare a meno dell'integrazione liquidi, sarà per quello che risudo. D'altronde non è una novità, l'acqua potabile è imprescindibile, tranne se possiedi le quattro stazioni.
E allora, che fare? Un'uscita serale verso il verde rubato alle tangenziali è un palliativo, perché non è difficile ritrovarsi a sudare comunque. Passare tutto il tempo in vasca è riduttivo nonché macerante, oltretutto diventa difficile rispondere al citofono.
Delle due l'una: seguire la panettiera di piazza Bausan accanto al forno per un paio d'ore per poi apprezzare la frescafa bovisasca, o puntare a isolarsi in un luogo adeguatamente ventilato, una terra di mare attraente quanto il cielo e altrettanto magnetica.
Mo' ci penso.
22 luglio 2004
Vuoi perdere peso? Chiedimi come
Attestato che il metodo migliore sarebbe sostituire con continuità alla pausa pranzo una pausa coccole, prima di disperare è bene sapere che non è l'unico.
Se vuoi saltare la pappa e annullare la fame nella fama, puoi sempre partecipare a un gioco basato su scrittura e improvvisazione, fantasia e rapidità, tastiera ed elettricità.
Naturalmente sto parlando del Blogrodeo, che oggi sarà tenuto da Squonk dalle ore 12:45 alle 14:45.
Se vuoi saltare la pappa e annullare la fame nella fama, puoi sempre partecipare a un gioco basato su scrittura e improvvisazione, fantasia e rapidità, tastiera ed elettricità.
Naturalmente sto parlando del Blogrodeo, che oggi sarà tenuto da Squonk dalle ore 12:45 alle 14:45.
21 luglio 2004
Storie di gatti
Ho un gatto in casa. Se la memoria non mi fa difetto, era dai tempi di Pastina che queste mura non vedevano una presenza felina. La felpata creatura si chiama Lola e appartiene a un'amica che se la riprenderà tra pochi giorni. È tranquilla, finora non ha dato grattacapi e ha innescato nei bimbi un entusiasmo educato e rispettoso, quasi una riedizione laica di antiche adorazioni.
Pastina, lui, era di tutt'altra vivacità (stavo per dire "pasta"). Lo raccattammo dal cortile della vecchia casa con gli occhi destinati a non aprirsi mai. La madre, alle prese con una variopinta e numerosa cucciolata, l'aveva abbandonato alla sua debolezza. Da inguaribili assistenzialisti ci assoggettammo (provvisoriamente, sia chiaro) a nutrirlo, pulirlo, curarlo. Due giorni dopo provammo a rimetterlo in cortile, ma quella troia non riconosceva più il suo odore e gli soffiava contro.
Dunque non ci restò che continuare l'opera, alzandoci di notte per dargli il minibiberon e tenendolo al calduccio sul petto mentre suggeva (fu un allenamento, certo), coccolandolo per consolare a qualsiasi ora i suoi miagolii disperati, osservandolo e aspettando che imparasse a camminare, insegnandogli a mangiare, a lavarsi e tutto il resto.
Per un po' continuò a puzzare da maledetto, poi una volta fuori pericolo fu possibile lavarlo meglio, ma ricordo tuttora il suo odore e quello della bevanda ipernutritiva latte-uova che gli preparavamo.
Di giorno rimaneva con me: a parte le varie incombenze, l'accortezza maggiore era evitare di pestarlo o di passargli sopra con le ruote della sedia girevole.
Cambiammo casa e crescendo poté finalmente sfogarsi e scorrazzare in locali vuoti e ampi, giocare a piacimento tra attrezzi e cavi, infilarsi in ogni possibile anfratto e scatola. Si allungava, il giovane gattino e più di lui la sua coda.
La regola era che non salisse sul letto, ma quando cercavo di afferrarlo per riportarlo con i piedi per terra riusciva ad appiattirsi più di un fumetto e la collottola spariva come un link irraggiungibile.
Infine, come prestabilito, giunse il momento di consegnarlo a una famiglia che l'avrebbe accolto potendo contare anche su un giardino. Momento preparato accuratamente, consegne trasmesse con la meticolosità che nemmeno un genitore apprensivo saprebbe sfoggiare. E il giorno dopo ripassai di lì, per assicurarmi che si trovasse bene. Aveva due mesi e mezzo allora, Pastina.
Non so quanto tempo trascorse, ma tornammo a trovarlo. Era diventato il pascià della via: coccolato da tutti e sempre più bello. Lo riconobbi subito da una macchia sulla zampa e l'emozione fu il disinfettante dei graffi che mi procurò giocando a mordicchiarmi la mano come faceva da neonato.
Era bello Pastina, non so chi né come poté trovare il coraggio di avvelenarlo prima che arrivasse a compiere tre anni. Bastardo.
Era anche battezzato, come gatto. In un certo senso, almeno, visto che il nome glielo aveva appioppato il signor Ivano, quello che mi portava a casa l'acqua in bottiglie di vetro. La cassa sulla spalla, con la coda dell'occhio si rivolse a quel batuffolino precario nei suoi tremolanti passi di limbo e lo apostrofò inesorabile: "Uei, pastina!"
Pastina, lui, era di tutt'altra vivacità (stavo per dire "pasta"). Lo raccattammo dal cortile della vecchia casa con gli occhi destinati a non aprirsi mai. La madre, alle prese con una variopinta e numerosa cucciolata, l'aveva abbandonato alla sua debolezza. Da inguaribili assistenzialisti ci assoggettammo (provvisoriamente, sia chiaro) a nutrirlo, pulirlo, curarlo. Due giorni dopo provammo a rimetterlo in cortile, ma quella troia non riconosceva più il suo odore e gli soffiava contro.
Dunque non ci restò che continuare l'opera, alzandoci di notte per dargli il minibiberon e tenendolo al calduccio sul petto mentre suggeva (fu un allenamento, certo), coccolandolo per consolare a qualsiasi ora i suoi miagolii disperati, osservandolo e aspettando che imparasse a camminare, insegnandogli a mangiare, a lavarsi e tutto il resto.
Per un po' continuò a puzzare da maledetto, poi una volta fuori pericolo fu possibile lavarlo meglio, ma ricordo tuttora il suo odore e quello della bevanda ipernutritiva latte-uova che gli preparavamo.
Di giorno rimaneva con me: a parte le varie incombenze, l'accortezza maggiore era evitare di pestarlo o di passargli sopra con le ruote della sedia girevole.
Cambiammo casa e crescendo poté finalmente sfogarsi e scorrazzare in locali vuoti e ampi, giocare a piacimento tra attrezzi e cavi, infilarsi in ogni possibile anfratto e scatola. Si allungava, il giovane gattino e più di lui la sua coda.
La regola era che non salisse sul letto, ma quando cercavo di afferrarlo per riportarlo con i piedi per terra riusciva ad appiattirsi più di un fumetto e la collottola spariva come un link irraggiungibile.
Infine, come prestabilito, giunse il momento di consegnarlo a una famiglia che l'avrebbe accolto potendo contare anche su un giardino. Momento preparato accuratamente, consegne trasmesse con la meticolosità che nemmeno un genitore apprensivo saprebbe sfoggiare. E il giorno dopo ripassai di lì, per assicurarmi che si trovasse bene. Aveva due mesi e mezzo allora, Pastina.
Non so quanto tempo trascorse, ma tornammo a trovarlo. Era diventato il pascià della via: coccolato da tutti e sempre più bello. Lo riconobbi subito da una macchia sulla zampa e l'emozione fu il disinfettante dei graffi che mi procurò giocando a mordicchiarmi la mano come faceva da neonato.
Era bello Pastina, non so chi né come poté trovare il coraggio di avvelenarlo prima che arrivasse a compiere tre anni. Bastardo.
Era anche battezzato, come gatto. In un certo senso, almeno, visto che il nome glielo aveva appioppato il signor Ivano, quello che mi portava a casa l'acqua in bottiglie di vetro. La cassa sulla spalla, con la coda dell'occhio si rivolse a quel batuffolino precario nei suoi tremolanti passi di limbo e lo apostrofò inesorabile: "Uei, pastina!"
20 luglio 2004
Mi domando e dico
Anche se uno non se la vuole menare, viene per forza da chiedersi chi sono? quando le giornate nelle quali si è tratti lontano dal proprio fare si moltiplicano. E non si tratta qui di distrazione piacevole, a tratti ludica, sebbene per fortuna quella non venga mai a mancare completamente. Purtroppo è piuttosto questione di spreco dei talenti, per scarsi che siano, distolti a quel che si sa fare per tener dietro a mille diavolerie fini a sé stesse. Come posso dirmi traduttore se il tempo dedicato a quell'attività si erode in una carneficina di minuti devoluti a scocciature altre, varie ed eventuali?
Gli è che non son capace di mosse drastiche, altrimenti il calcolatore, lo schermo e i cavi che lo riscaldano sarebbero volati già da lunga pezza nell'area dismessa che ostinata popola il mio orizzonte di quel po' di verde indispensabile a temperare il malumore.
Quanto alle altre domande solitamente connesse alla prima, credo di sapere più o meno dove andrò, e mi piace, grazie a Gilga e Mistral. E da dove vengo, comunque la si voglia intendere, non può che avere una risposta piacevole e stuzzicante.
Gli è che non son capace di mosse drastiche, altrimenti il calcolatore, lo schermo e i cavi che lo riscaldano sarebbero volati già da lunga pezza nell'area dismessa che ostinata popola il mio orizzonte di quel po' di verde indispensabile a temperare il malumore.
Quanto alle altre domande solitamente connesse alla prima, credo di sapere più o meno dove andrò, e mi piace, grazie a Gilga e Mistral. E da dove vengo, comunque la si voglia intendere, non può che avere una risposta piacevole e stuzzicante.
19 luglio 2004
Una torta con troppo rum...
è stata l'unica devianza alcolica della giornata, perché i festeggiamenti si sono svolti nell'ambito ristretto della famiglia allargata, tra giochi e passeggiate nella valle dell'Elvo. A Milano sono tornato quasi a compleanno scaduto. Della mia data di scadenza, però, spalmandomi di crema idratante, non ho trovato traccia, dunque per un po' credo di poter stare tranquillo.
15 luglio 2004
"Oi Diablogoi"
In ritardo, in ritardo!
Ho la giustificazione scritta e firmata, ma è pur sempre in ritardo che ho trasmesso il mio contributo odierno al Blogrodeo lanciato da Woland.
Acceso il computer a quattro minuti dallo scadere, ci ho messo più di mezz'ora a consegnare questo dialogo.
Ho la giustificazione scritta e firmata, ma è pur sempre in ritardo che ho trasmesso il mio contributo odierno al Blogrodeo lanciato da Woland.
Acceso il computer a quattro minuti dallo scadere, ci ho messo più di mezz'ora a consegnare questo dialogo.
14 luglio 2004
Musica leopardata
Stasera i Figli di Madre Ignota suonano a Roccabrivio (San Giuliano Milanese).
Se sei da quelle parti non perderteli, ne vale sicuramente la pena.
Anche perché in qualche modo il 14 luglio va pur festeggiato.
Se sei da quelle parti non perderteli, ne vale sicuramente la pena.
Anche perché in qualche modo il 14 luglio va pur festeggiato.
13 luglio 2004
Nuove parole (per me)
Burraco: mai sentito prima.
La prima settimana, sulla costa tirrenica, ho declinato la partecipazione al torneo pomeridiano ed è finita lì. La seconda settimana, in una caldissima trasferta sul litorale ionico leccese, il termine è rispuntato e da altre labbra ne ho ricevuto la spiegazione.
L'ho accolta con compostezza, ma da te avrei ascoltato anche la versione avanzata del manuale omnicomprensivo di giochi da tavolo, fiore salentino, sbocciato con la passione della giocatrice e dischiuso in un armonioso ed elegante ben di dio a distrarre menti e sguardi.
Sarà per questo che dopo i primi ragguagli ho evitato di restare ad assistere alla tua partita, andandomene a sudare un po' sui tasti di un flipper vecchia maniera, quasi.
La prima settimana, sulla costa tirrenica, ho declinato la partecipazione al torneo pomeridiano ed è finita lì. La seconda settimana, in una caldissima trasferta sul litorale ionico leccese, il termine è rispuntato e da altre labbra ne ho ricevuto la spiegazione.
L'ho accolta con compostezza, ma da te avrei ascoltato anche la versione avanzata del manuale omnicomprensivo di giochi da tavolo, fiore salentino, sbocciato con la passione della giocatrice e dischiuso in un armonioso ed elegante ben di dio a distrarre menti e sguardi.
Sarà per questo che dopo i primi ragguagli ho evitato di restare ad assistere alla tua partita, andandomene a sudare un po' sui tasti di un flipper vecchia maniera, quasi.
12 luglio 2004
Argento
D'argento come nella canzone napoletana era la luna, e il lago che proiettava la notte sul mare del Cilento, e il gol della Grecia in semifinale, e un paio di messaggi, e il metallizzato di una carrozzeria, e i pesci che da un altro mare guizzavano in su a raccattar molliche, e il vino che scendeva fresco in gola, e qualche bracciata al largo, e i misteri di un castello troppo geometrico, ma prima di tutto questo lo fu Iside.
25 giugno 2004
Ci vediamo blogghedì
Per tener meglio il conto dei giorni, ricorrerò al calendario dei blogger, del quale Buba ha messo a disposizione il secondo semestre e che mese per mese, volendo, puoi anche usare come sfondo per il tuo schermo.
24 giugno 2004
23 giugno 2004
Puff puff, pant pant
Di là è già iniziato il Blogrodeo Confuso, però devo terminare e consegnare un lavoro per essere poi in tempo stasera al Movida a salutare gli altri adolescenti diaristi telematici come me e constatare con ennesimo stupore che le peperine bloggatrici sono fascinose anche dal vivo. Dunque mi rimane solo il tempo per dire che G-Mail mi offre la possibilità di estendere 6 (sei) inviti e lo farò alle prime persone che me lo chiederanno.
21 giugno 2004
Pastelli d'altri colori
Potrà sembrare un delitto sminuzzare una lettura fino alla mise en abîme per dedicarsi a un particolare richiamato marginalmente solo da un link, specialmente se ciò avviene con un post di Rillo, ma così mi capitò.
I Caran d'Ache! La scatola grande alle elementari permetteva di sbizzarrirsi in tutte le sfumature autunnali di una campagna più immaginata che vista.
Quei colori li accostavo con godimento, riempiendo tutti gli spazi della terra e del cielo, differenziando coltivazioni e arborescenze, fogliame e spazi aperti, muschi ed erbe d'ogni genere, ma assolutamente sconosciute allora a me bambino grandicello e tuttora a me adulto ancora infante per quanto attiene all'universo botanico.
Non che fossi bravo a disegnare, tutt'altro: non mi sono mai piaciuti i risultati approssimativi e ingenui che la mano mi permetteva di raggiungere quando tracciavo dei contorni, però l'uso estensivo del colore, quello sì ch'era soddisfacente, durante e dopo, quando riguardavo il foglio privo ormai di punti bianchi.
Una composizione di vedute naturalistiche di una natura mai vista in quel modo. Di vederla così mi capitò tanti tanti anni dopo, quando (ri)cominciai a guardare il paesaggio, oltre ai compagni di giochi e alle ragazze. Quando seppi che sapevo godere appieno delle cromie inafferrabili che regala all'occhio una salita dopo la pioggia, una teoria montana di verdi vivi dal prato alla pineta, uno sciabordio che scintilla sotto un calore cangiante. Quando mi resi conto che è tempo guadagnato e non perso quello che si passa a contemplare il limitare tra luminescenza e magia.
I Caran d'Ache! La scatola grande alle elementari permetteva di sbizzarrirsi in tutte le sfumature autunnali di una campagna più immaginata che vista.
Quei colori li accostavo con godimento, riempiendo tutti gli spazi della terra e del cielo, differenziando coltivazioni e arborescenze, fogliame e spazi aperti, muschi ed erbe d'ogni genere, ma assolutamente sconosciute allora a me bambino grandicello e tuttora a me adulto ancora infante per quanto attiene all'universo botanico.
Non che fossi bravo a disegnare, tutt'altro: non mi sono mai piaciuti i risultati approssimativi e ingenui che la mano mi permetteva di raggiungere quando tracciavo dei contorni, però l'uso estensivo del colore, quello sì ch'era soddisfacente, durante e dopo, quando riguardavo il foglio privo ormai di punti bianchi.
Una composizione di vedute naturalistiche di una natura mai vista in quel modo. Di vederla così mi capitò tanti tanti anni dopo, quando (ri)cominciai a guardare il paesaggio, oltre ai compagni di giochi e alle ragazze. Quando seppi che sapevo godere appieno delle cromie inafferrabili che regala all'occhio una salita dopo la pioggia, una teoria montana di verdi vivi dal prato alla pineta, uno sciabordio che scintilla sotto un calore cangiante. Quando mi resi conto che è tempo guadagnato e non perso quello che si passa a contemplare il limitare tra luminescenza e magia.
20 giugno 2004
Dire, fare, baciare, leggere e poi dire
Mi sono appena iscritto alla mailing list orecchiette di Palomar, perché so quanto sia bello condividere il piacere di una lettura o scambiare pareri su quel che va scoperto.
Lo sapevo nell'agosto 2002 quando aprii Letture e riletture, che continua ad accogliere i contributi di tutti (basta scrivermi) e dove ieri finalmente è stato tempo di parlare di un romanzo che avevo letto mesi fa: La montagna blu di Meir Shalev (dagli scaffali della biblioteca rionale).
Lo sapevo nell'agosto 2002 quando aprii Letture e riletture, che continua ad accogliere i contributi di tutti (basta scrivermi) e dove ieri finalmente è stato tempo di parlare di un romanzo che avevo letto mesi fa: La montagna blu di Meir Shalev (dagli scaffali della biblioteca rionale).
18 giugno 2004
La senti questa voce...
Zapotek ha provveduto: è disponibile l'mp3 dell'intervista telefonica che ebbe la bontà di chiedermi per I Blogorroici.
Ti aVanza un account?
17 giugno 2004
Pietro 30 e lode
Leggo e diffondo:
Il numero massimo degli ascoltatori contemporanei è stato portato a 30!!!
(naturalmente si parla di MieTerreRadio di Pietro B.)
16 giugno 2004
Località elette
Sarà troppo presto mettersi a cercare ora una destinazione per le ferie d'inizio estate?
A cavallo tra giugno e luglio vedrò il mare con la mia piccola tribù, ma non so ancora bene da dove.
Tanto c'è tempo, soprattutto considerando che ritarderemo un poco la partenza per non mancare al ballottaggio provinciale di domenica 27 (se c'è una speranzella di bocciare la signora ariafritta, non voglio rimorsi da astensionismo leggero).
A cavallo tra giugno e luglio vedrò il mare con la mia piccola tribù, ma non so ancora bene da dove.
Tanto c'è tempo, soprattutto considerando che ritarderemo un poco la partenza per non mancare al ballottaggio provinciale di domenica 27 (se c'è una speranzella di bocciare la signora ariafritta, non voglio rimorsi da astensionismo leggero).
15 giugno 2004
Teleparlando
M'avevano messo in viva voce e mi sono perso. Non mi resta che confidare nell'emmepitre...
(grazie ai Blogorroici e auguri a Zapotek)
(grazie ai Blogorroici e auguri a Zapotek)
14 giugno 2004
Coro elettrico
13 giugno 2004
12 giugno 2004
Bloggatore Quasi ammodo
E come potevamo noi postare
con splinder azzurro nel colore,
tra codici negati e strane chiazze?
Puh, al disco duro non piaccio, a rilento
suggello dei trastulli, un url e sclero:
scheda madre che lasciava senza appiglio
a rimpiangere le poste ed il telegrafo...
Piattaforma: dai, salici, è ignoto
se nel blog le parole già spese
in geroglifici avranno mutamento.
con splinder azzurro nel colore,
tra codici negati e strane chiazze?
Puh, al disco duro non piaccio, a rilento
suggello dei trastulli, un url e sclero:
scheda madre che lasciava senza appiglio
a rimpiangere le poste ed il telegrafo...
Piattaforma: dai, salici, è ignoto
se nel blog le parole già spese
in geroglifici avranno mutamento.
[riscritto per Maltusiani&C]
11 giugno 2004
L'essenziale è invisibile agli occhi
Lo spessore con leggerezza, la sostanza impalpabile, la roca dolcezza, l'espressione ineguagliabile.
10 giugno 2004
Risveglieremo l'eroe dei due mondi
Per l'undici giugno
saremo all'aperto
di ogni mugugno
faremo deserto.
Con questo messaggio
di nuovo ti avverto
riserva un assaggio
al nostro concerto!
Puoi chieder conferma
al pubblico esperto
vedrai, non si scherma
chi avrà già scoperto
le dolci delizie
con cui mi diverto,
di allegre primizie
spettacolo offerto
di quando, già tardi,
il distacco è sofferto
perché come bardi
abbiam riscoperto
che in fondo al tuo cuore
seppur ricoperto
la musica è amore:
di questo son certo.
Black Sound Machine, il solito gruppo da 12 elementi, per un concerto R&B, soul, funky e via e via... Venerdì 11 giugno ore 22:00, presso l'Osteria Garibaldi (all'aperto, quindi si starà bene), locale che si trova lungo la strada tra Barlassina e Cogliate (MI) e raggiungibile facilmente, per esempio, dalla superstrada Milano-Meda (uscita Barlassina) o dalla Statale dei Giovi (n. 35).
saremo all'aperto
di ogni mugugno
faremo deserto.
Con questo messaggio
di nuovo ti avverto
riserva un assaggio
al nostro concerto!
Puoi chieder conferma
al pubblico esperto
vedrai, non si scherma
chi avrà già scoperto
le dolci delizie
con cui mi diverto,
di allegre primizie
spettacolo offerto
di quando, già tardi,
il distacco è sofferto
perché come bardi
abbiam riscoperto
che in fondo al tuo cuore
seppur ricoperto
la musica è amore:
di questo son certo.
Black Sound Machine, il solito gruppo da 12 elementi, per un concerto R&B, soul, funky e via e via... Venerdì 11 giugno ore 22:00, presso l'Osteria Garibaldi (all'aperto, quindi si starà bene), locale che si trova lungo la strada tra Barlassina e Cogliate (MI) e raggiungibile facilmente, per esempio, dalla superstrada Milano-Meda (uscita Barlassina) o dalla Statale dei Giovi (n. 35).
09 giugno 2004
Omaggio (o giugno, forse, già)
- How old are you?
- Thirsty-something today.
- Here's looking at you, kid.
- Quanti anni compi?
- O-tanta-sete oggi.
- Brindiamoci su!
>>>
- Thirsty-something today.
- Here's looking at you, kid.
- Quanti anni compi?
- O-tanta-sete oggi.
- Brindiamoci su!
>>>
Premessa
"Ciao Sara, come stai?"
"Ciao Giulio! Tanto per cominciare faccio subito subito la permalosa ricordandoti che mi chiamo Sarah, con l'H!! :)"
...
Regalino riparatore
H!
Accapigliarsi non fa per me,
sorte vigliacca.
Accanto a te
senza la giacca
accalorato se
vita bislacca
accadrà di rivederci.
Non sarà cosa fiacca:
accasarsi magari no,
ma porca vacca
accatastarsi in un abbraccio, sì,
che non ci distacca...
Accavalliamoci,
saraH!
08 giugno 2004
07 giugno 2004
Rivai col lazo
Ricomincia il BlogRodeo online: oggi alle 15 sarà sguinzagliato il torello da domare. Presentarsi armati di parole elettriche.
05 giugno 2004
Tra l'altro
Per fortuna sono andato in treno, così ho avuto modo di farmi accompagnare in viaggio da Marcela Serrano, addolcendo i distacchi. Proprio le pagine sul tema del tempo sviluppate con meravigliosa sintesi in Antigua, vita mia sono state maestre durante l'attesa per le coincidenze. E non solo quelle ferroviarie.
Peccato non avere ampliato gli itinerari ad libitum.
Per fortuna sono passato dalla stazione, così ho potuto chiacchierare un po' con Cristiano e Chiara incontrati lì per caso (o per sincronicità degli eventi, come direbbe il bardo).
Peccato la sera prima i minuti di libertà dagli impegni già presi fossero pochi, appena sufficienti a un rapido giro di saluti.
Per fortuna mi sono svegliato in tempo utile a farmi un giretto in quella che mi è parsa una località turistica a giudicare dalla tranquillità del passeggio mattutino per il centro piacevolmente soleggiato.
Peccato non avere prolungato il soggiorno.
Per fortuna ho avuto la volontà necessaria a tenere a bada le pulsioni sollecitate dalle mie narici all'incontro ravvicinato con il profumo azzurro già riconosciuto e fatto fotografare.
Peccato avere dovuto tenere a bada quelle pulsioni.
Per fortuna chi per un soffio non c'era si è fatta poi sentire al telefono.
Peccato il telefono trasmetta solo il ricordo della radiosità percepita.
Per fortuna il telefono era acceso anche la notte precedente.
Peccato col telefono non funzioni il teletrasporto.
Per fortuna le persone con cui ho condiviso il palco mi sono piaciute (o già mi piacevano).
Peccato la limitatezza umana non permetta la trasmissione simultanea di contenuti espressivi differenziati e adattati ai diversi destinatari presenti e potenziali.
Peccato: non siamo dei.
Per fortuna siamo dei... bei tomi. In grado, spesso, di cogliere il meglio dalle situazioni.
Per questo, e per fortuna, ad Asti mi sono divertito, sono stato contento di rivedere o incontrare per la prima volta parecchie persone piacevoli, interessanti, belle, simpatiche.
Nota: gli aggettivi di cui sopra non sono facilmente cumulabili, ma in alcuni casi sì, eccome, anzi, sono parchi... evviva la natura!
Ri-conosciuti di persona: Buba, Donatella, Mitì, Effe, Ruggero, Silvia, Elisabetta, Alice, Paolo, Fraps, Narsil, Titti e i suoi cari, Massimiliano, Chiara, Cristiano, Davide... e poi i commensali raggiunti a cena, sui cui nomi la memoria ha dapprima navigato dietro l'etichetta di un favoloso Barbera: Margherita, Mia, Renato...
Ho saputo in seguito che tra il pubblico c'erano anche: Zanna, Northfromhere, Luca Ruella, Angelocesare...
Peccato non avere ampliato gli itinerari ad libitum.
Per fortuna sono passato dalla stazione, così ho potuto chiacchierare un po' con Cristiano e Chiara incontrati lì per caso (o per sincronicità degli eventi, come direbbe il bardo).
Peccato la sera prima i minuti di libertà dagli impegni già presi fossero pochi, appena sufficienti a un rapido giro di saluti.
Per fortuna mi sono svegliato in tempo utile a farmi un giretto in quella che mi è parsa una località turistica a giudicare dalla tranquillità del passeggio mattutino per il centro piacevolmente soleggiato.
Peccato non avere prolungato il soggiorno.
Per fortuna ho avuto la volontà necessaria a tenere a bada le pulsioni sollecitate dalle mie narici all'incontro ravvicinato con il profumo azzurro già riconosciuto e fatto fotografare.
Peccato avere dovuto tenere a bada quelle pulsioni.
Per fortuna chi per un soffio non c'era si è fatta poi sentire al telefono.
Peccato il telefono trasmetta solo il ricordo della radiosità percepita.
Per fortuna il telefono era acceso anche la notte precedente.
Peccato col telefono non funzioni il teletrasporto.
Per fortuna le persone con cui ho condiviso il palco mi sono piaciute (o già mi piacevano).
Peccato la limitatezza umana non permetta la trasmissione simultanea di contenuti espressivi differenziati e adattati ai diversi destinatari presenti e potenziali.
Peccato: non siamo dei.
Per fortuna siamo dei... bei tomi. In grado, spesso, di cogliere il meglio dalle situazioni.
Per questo, e per fortuna, ad Asti mi sono divertito, sono stato contento di rivedere o incontrare per la prima volta parecchie persone piacevoli, interessanti, belle, simpatiche.
Nota: gli aggettivi di cui sopra non sono facilmente cumulabili, ma in alcuni casi sì, eccome, anzi, sono parchi... evviva la natura!
Ri-conosciuti di persona: Buba, Donatella, Mitì, Effe, Ruggero, Silvia, Elisabetta, Alice, Paolo, Fraps, Narsil, Titti e i suoi cari, Massimiliano, Chiara, Cristiano, Davide... e poi i commensali raggiunti a cena, sui cui nomi la memoria ha dapprima navigato dietro l'etichetta di un favoloso Barbera: Margherita, Mia, Renato...
Ho saputo in seguito che tra il pubblico c'erano anche: Zanna, Northfromhere, Luca Ruella, Angelocesare...
03 giugno 2004
In carrozza!
Sono sul piede di partenza e sì, ad Asti andrò in treno, anche perché Diabolik ha la vettura già impegnata...
01 giugno 2004
Il giro del mondo in 80 post
La sera del 3 giugno, giovedì, sarà dedicata ai blog. Per l'occasione, la Biblioteca Astense ha pensato bene d'invitare Placida/SìSì, Effe, Buba e il sottoscritto.
Onorato dell'invito e felice della compagnia, spero che l'incontro sarà anche un'opportunità per conoscere di persona o rivedere altri blogger.
Forse succederà qualcosa di imperdibile, ma puoi anche decidere di non venire e limitarti ai resoconti: tanto, come ha precisato il funambolico titolare di Herzog: "l'incontro verrà ripreso da un cineoperatore malato di parkinson e trasmesso in diretta via videotelefonino".
Note:
1) ovviamente per l'evento è stato aperto un blog ad hoc. Attivo, frequentatissimo, conta già numerose adesioni.
2) è stato lanciato un concorso fotografico cui puoi partecipare liberamente, in special modo se ti alletta un premio in libri.
31 maggio 2004
Un buon webcompleanno
Oggi Pietro lo festeggia con una festicciola pomeridiana... via radio.
A partire dalle ore 16:00 si potrà seguire l'inaugurazione ufficiale di MieTerreRadio, che da qualche tempo aveva già cominciato a trasmettere.
Sarà possibile telefonare in diretta al numero 320 722 30 36 oppure chiedere di essere chiamati mandando un SMS o scrivendo qui.
Doppi auguri dunque!
A partire dalle ore 16:00 si potrà seguire l'inaugurazione ufficiale di MieTerreRadio, che da qualche tempo aveva già cominciato a trasmettere.
Sarà possibile telefonare in diretta al numero 320 722 30 36 oppure chiedere di essere chiamati mandando un SMS o scrivendo qui.
Doppi auguri dunque!
30 maggio 2004
From blogspHere to Eternity
FranCiskje (chissà come va pronunciato) ci regala il video del servizio di MTV sul BlogRodeo.
29 maggio 2004
Alla faccia della pigrizia
Essere fortunato significa anche avere voglia di fare quel che in quel momento si deve.
Così pensavo stamane lavando i pavimenti di casa. Operazione improcrastinabile dopo il pomeriggio di ieri. Già, perché il cielo poi non ha tenuto: tonitruante, ci ammonì da lassù tra oscuri squarci e chiassosi ohibò, con una pluralità di goccioloni severi.
Immediato il cambio di programma: di corsa a casa a tracciare col machete un camminamento tra le masserizie del corridoio, a raccogliere con la ruspa gli oggetti sparsi, a ribaltare tutto come una squadra demolizioni, facendo in 15 minuti quello che in tempi normali avrebbe richiesto 15 giorni. Solo così siamo stati in grado di accogliere la festosa turba di amichetti giunti per lo spegnimento delle candeline e l'accensione dello stabile. Ci hanno dato dentro, ma per chissà quale combinazione astrale non sono riusciti ad ammazzarsi né a causare danni irreparabili all'immobile. In certi momenti mi sembrava di rivedere Le teste matte, soprattutto la sigla iniziale che mostrava scontri evitati per un pelo tra vetture e tram, oltre alle solite torte in faccia.
Comunque, lo ammetto, più volte ho indugiato a godere con lo sguardo della loro spettacolarità: i bimbi avrebbero meritato un applauso e invece sono stato io a riceverne i sorrisi complici.
Così pensavo stamane lavando i pavimenti di casa. Operazione improcrastinabile dopo il pomeriggio di ieri. Già, perché il cielo poi non ha tenuto: tonitruante, ci ammonì da lassù tra oscuri squarci e chiassosi ohibò, con una pluralità di goccioloni severi.
Immediato il cambio di programma: di corsa a casa a tracciare col machete un camminamento tra le masserizie del corridoio, a raccogliere con la ruspa gli oggetti sparsi, a ribaltare tutto come una squadra demolizioni, facendo in 15 minuti quello che in tempi normali avrebbe richiesto 15 giorni. Solo così siamo stati in grado di accogliere la festosa turba di amichetti giunti per lo spegnimento delle candeline e l'accensione dello stabile. Ci hanno dato dentro, ma per chissà quale combinazione astrale non sono riusciti ad ammazzarsi né a causare danni irreparabili all'immobile. In certi momenti mi sembrava di rivedere Le teste matte, soprattutto la sigla iniziale che mostrava scontri evitati per un pelo tra vetture e tram, oltre alle solite torte in faccia.
Comunque, lo ammetto, più volte ho indugiato a godere con lo sguardo della loro spettacolarità: i bimbi avrebbero meritato un applauso e invece sono stato io a riceverne i sorrisi complici.
28 maggio 2004
RC auto
Ho appena rinnovato telefonicamente l'assicurazione obbligatoria. Sono incerto se inquietarmi o esaltarmi considerando un segno del destino il nome dell'Amministratore Delegato della compagnia: James Brown.
Quattvo!
Alla Caju aveva chiesto una pistola ad acqua e ha ricevuto in regalo una specie di mitra multicolore con serbatoio maxi.
A papà e mamma un drago, che dovremo andare tutti insieme a cercare, dopo avere stabilito di comune accordo che averne uno vivo non è possibile e che un esemplare troppo grande risulterebbe poi difficile da maneggiare.
Lorenzo è orgoglioso di essere diventato gvandicello, specialmente da quando ieri sera gli ho permesso di usare un coltello vero a tavola (per tagliare l'uovo all'occhio di bue).
Oggi pomeriggio se il cielo regge festeggeremo con tutti i suoi compagni ai giardini di via Livigno, in un consesso multicolore.
A papà e mamma un drago, che dovremo andare tutti insieme a cercare, dopo avere stabilito di comune accordo che averne uno vivo non è possibile e che un esemplare troppo grande risulterebbe poi difficile da maneggiare.
Lorenzo è orgoglioso di essere diventato gvandicello, specialmente da quando ieri sera gli ho permesso di usare un coltello vero a tavola (per tagliare l'uovo all'occhio di bue).
Oggi pomeriggio se il cielo regge festeggeremo con tutti i suoi compagni ai giardini di via Livigno, in un consesso multicolore.
27 maggio 2004
Non solo a Rozzano: BSM
Ancora non so se presentarmi nella versione popstar supersexy oppure vestito da boy lift metallurgico. Forse alla fine, visto il conclamarsi del periodo estivo, un abbigliamento mare sapore di mare potrebbe rivelarsi consono. Se sarò a corto di camicie, non esiterò a commettere qualche piccolo reato, sicuramente da prescrizione. L'importante sarà non trascurare troppo quello che sta dietro i vestiti e dentro i pantaloni.
Perché sabato sera al Mi Cantino di Monza non si potrà prescindere dallo spirito: quello dell'anima, certo, quello delle bevande, sicuro, ma anche quello necessario a stringersi in 12 su quel minuscolo palco, che pure continua a darci piacevoli soddisfazioni, avviluppato com'è dall'attenzione affettuosa di chi si gode appieno (e ci fa godere) la serata musicale.
L'inizio del concerto è previsto per le 22:30, ma non mi stupirei slittasse verso le 23, come il cappello d'un tempo. Se vuoi farti riservare un posto, telefona al locale: 039-322970, che si trova in via Dante al civico 6.
Perché sabato sera al Mi Cantino di Monza non si potrà prescindere dallo spirito: quello dell'anima, certo, quello delle bevande, sicuro, ma anche quello necessario a stringersi in 12 su quel minuscolo palco, che pure continua a darci piacevoli soddisfazioni, avviluppato com'è dall'attenzione affettuosa di chi si gode appieno (e ci fa godere) la serata musicale.
L'inizio del concerto è previsto per le 22:30, ma non mi stupirei slittasse verso le 23, come il cappello d'un tempo. Se vuoi farti riservare un posto, telefona al locale: 039-322970, che si trova in via Dante al civico 6.
26 maggio 2004
Attore e spettatore
Proprio come in Jackie Brown di Tarantino, grazie ai blog la stessa scena la puoi seguire successivamente da prospettive diverse. Si concretizza nelle parole la ricchezza di uno sguardo molteplice, di un'esperienza attraversata e osservata grazie a un puzzle narrativo e cognitivo come quello descritto dalle efficaci parole di Sphera.
Esempio personale e recentissimo di tutto ciò l'ho vissuto, per esempio, leggendo il racconto di Tequila, con l'appuntamento dato a un angolo trafficatissimo, con i ritardi che diventano sincronia, con un abbraccio dal quale non mi sarei staccato più. Ma la serata doveva pur iniziare...
Esempio personale e recentissimo di tutto ciò l'ho vissuto, per esempio, leggendo il racconto di Tequila, con l'appuntamento dato a un angolo trafficatissimo, con i ritardi che diventano sincronia, con un abbraccio dal quale non mi sarei staccato più. Ma la serata doveva pur iniziare...
(puzzle, mosaico, sgabuzzino della memoria o del cuore)
25 maggio 2004
*
"Sarò il tuo diapason", le avevo detto, e cominciò a vibrare. Fummo felici, finché una volta non mi scordai e finì l'armonia.
24 maggio 2004
Ho visto la squonkina
Milano, piazza della Scala. Manifestazione per il diritto a scuole materne e asili nido pubblici. Giocolieri, trampolieri, animatori, lenzuola colorate e gessetti per disegnare sul porfido dello spazio prospiciente palazzo Marino. Più tardi arriverà anche una rappresentanza della Banda degli Ottoni.
La forza per contrastare ogni ingiustizia non c'è, e in effetti per me essere qui oggi è una scelta puramente occasionale, in una piazza casualmente condivisa con chi rivendica il diritto alla casa (evidentemente il malcontento è variegato, in questa nostra Mailand albertiniana).
A un certo punto mi sembra di riconoscere una tipa. Per assicurarmi della sua identità senza porle domande potrei annusarla, ma riconosco che forse non è la maniera più decente di comportarsi in spazio aperto al pubblico sguardo, dunque mi ritraggo. Poi però ci ripenso e mentre decido di assoggettarmi all'imbarazzante interrogatorio, guardo in faccia la bambina che tiene per mano e fugo ogni dubbio: "Ma tu sei..?" "Ciao!" "E quella allora è la squonkina... ecco, questa è Licia, loro sono i miei piccoli. Mi raccomando, salutami Sergio."
Dopo le presentazioni, assisto a un minidialogo solidale tra due mogli di blogger. Le vedo scuotere la testa con un fare tra la rassegnazione e il compatimento.
Tutto perché non hanno mai provato le nostre assurde ebbrezze, quelle da blogosfera.
La forza per contrastare ogni ingiustizia non c'è, e in effetti per me essere qui oggi è una scelta puramente occasionale, in una piazza casualmente condivisa con chi rivendica il diritto alla casa (evidentemente il malcontento è variegato, in questa nostra Mailand albertiniana).
A un certo punto mi sembra di riconoscere una tipa. Per assicurarmi della sua identità senza porle domande potrei annusarla, ma riconosco che forse non è la maniera più decente di comportarsi in spazio aperto al pubblico sguardo, dunque mi ritraggo. Poi però ci ripenso e mentre decido di assoggettarmi all'imbarazzante interrogatorio, guardo in faccia la bambina che tiene per mano e fugo ogni dubbio: "Ma tu sei..?" "Ciao!" "E quella allora è la squonkina... ecco, questa è Licia, loro sono i miei piccoli. Mi raccomando, salutami Sergio."
Dopo le presentazioni, assisto a un minidialogo solidale tra due mogli di blogger. Le vedo scuotere la testa con un fare tra la rassegnazione e il compatimento.
Tutto perché non hanno mai provato le nostre assurde ebbrezze, quelle da blogosfera.
Raccontare tutto è impossibile, dunque evviva il puzzle!
L'altra sera sono andato solo di gin tonic perché l'acqua tonica contiene il chinino che notoriamente è curativo. Effetti collaterali: ti sbianca l'orizzonte, nel senso che non torni a casa finché la notte non si schiarisce nei primi lucori di un nuovo giorno.
Un raduno così deve potersi prendere più spazio, anzi, più tempo. Quel tempo che fin dal mattino di venerdì vedevo solo di minaccioso profilo, sottilissimo e tutt'altro che proclive a lasciarsi riempire di tutto quello che avrei dovuto fare fino a sera.
Mi sentivo come Ray Liotta in Goodfellas, alle prese con una giornata impossibile sormontata da un elicottero ubiquo come una spada di Damocle a elica. Per fortuna le mie erano quasi tutte incombenze piacevoli e difatti non dismettevo il sorriso, come magicamente mi faceva notare Mafe in mezzo al traffico che tentava d'ingoiare la nostra carovana musical-bloggatara.
Blogganti ne vedevo e sentivo da giorni: conclusasi la pazziata, si erano intensificati i preparativi per il BlogRodeo, comprese attività propagandistiche (cartoline in ogni bar frequentato) e di borsa nera (affettatrici a manovella che passavano di mano transitando per sobborghi ex industriali).
Quella mattina però attendevo l'arrivo di qualcuno venuto da lontano, da oltre il fiume, da oltre le montagne, da oltre il mare. Ero insieme alla Cajuina, uscita in anticipo da scuola, ad accogliere Gilgamesh e Mistràl con un po' di cibarie e le prime birre della giornata. Poi, siccome l'elicottero di cui sopra c'era davvero, Gilga si appostava alla tastiera con piglio guerriero per sistemarlo a dovere. E avrei visto cose mistiche accadere al mio computer, occhieggiando ogni tanto a schermate imperscrutabili mentre salutavo i nuovi arrivati Alessio, Strelnik e Monia (e vi riabbraccio anche ora ripensandovi con calore).
Un raduno così deve potersi prendere più spazio, anzi, più tempo. Quel tempo che fin dal mattino di venerdì vedevo solo di minaccioso profilo, sottilissimo e tutt'altro che proclive a lasciarsi riempire di tutto quello che avrei dovuto fare fino a sera.
Mi sentivo come Ray Liotta in Goodfellas, alle prese con una giornata impossibile sormontata da un elicottero ubiquo come una spada di Damocle a elica. Per fortuna le mie erano quasi tutte incombenze piacevoli e difatti non dismettevo il sorriso, come magicamente mi faceva notare Mafe in mezzo al traffico che tentava d'ingoiare la nostra carovana musical-bloggatara.
Blogganti ne vedevo e sentivo da giorni: conclusasi la pazziata, si erano intensificati i preparativi per il BlogRodeo, comprese attività propagandistiche (cartoline in ogni bar frequentato) e di borsa nera (affettatrici a manovella che passavano di mano transitando per sobborghi ex industriali).
Quella mattina però attendevo l'arrivo di qualcuno venuto da lontano, da oltre il fiume, da oltre le montagne, da oltre il mare. Ero insieme alla Cajuina, uscita in anticipo da scuola, ad accogliere Gilgamesh e Mistràl con un po' di cibarie e le prime birre della giornata. Poi, siccome l'elicottero di cui sopra c'era davvero, Gilga si appostava alla tastiera con piglio guerriero per sistemarlo a dovere. E avrei visto cose mistiche accadere al mio computer, occhieggiando ogni tanto a schermate imperscrutabili mentre salutavo i nuovi arrivati Alessio, Strelnik e Monia (e vi riabbraccio anche ora ripensandovi con calore).
(altri tasselli si aggiungeranno, sicuramente)
23 maggio 2004
Dai, racconta!
In principio era la Mente, e la mente si fece Suprema.
Disse "Fiat Blog" e blog fuit, ma questo molto prima di andare a Torino.
Quando decretarono ch'era l'era dei blog, si spostò in un bar per una birra sotto la pioggia.
Seguirono pizze, aperitivi, feste, cene, mentre i tempi cambiavano.
In occasione di un evento durante l'avvento, insomma, proprio in quel tempo, M.S. ci apostrofò e disse: "Ho in mente un progettino e vorrei coinvolgervi."
Di lì a poco sarebbe nata la mailing list laurora, testimone di passi e passettini sulla lunga strada verso il BlogRodeo.
Disse "Fiat Blog" e blog fuit, ma questo molto prima di andare a Torino.
Quando decretarono ch'era l'era dei blog, si spostò in un bar per una birra sotto la pioggia.
Seguirono pizze, aperitivi, feste, cene, mentre i tempi cambiavano.
In occasione di un evento durante l'avvento, insomma, proprio in quel tempo, M.S. ci apostrofò e disse: "Ho in mente un progettino e vorrei coinvolgervi."
Di lì a poco sarebbe nata la mailing list laurora, testimone di passi e passettini sulla lunga strada verso il BlogRodeo.
(continua, magari)
22 maggio 2004
Wow!
Ancora non ho ripreso il fiato che serve per raccontare. Mi guardo qualche foto e intanto penso: "Com'è stato bello, che goduria!"
L'unico rimpianto è la mancanza di ubiquità: quando la densità degli accadimenti e la gradevolezza delle presenze raggiungono certi livelli, è inevitabile perdersi qualcosa, ma sono innamorato di queste intensità.
L'unico rimpianto è la mancanza di ubiquità: quando la densità degli accadimenti e la gradevolezza delle presenze raggiungono certi livelli, è inevitabile perdersi qualcosa, ma sono innamorato di queste intensità.
21 maggio 2004
20 maggio 2004
E l'inno?
Questa l'avevo scritta più di un anno fa, ma la ripropongo per due motivi:
c'è chi non riesce a leggere il mio vecchio blog a causa del trattino basso (underscore) dell'indirizzo;
potrebbe essere adottata come inno del BlogRodeo, da cantare a squarciagola a fine serata insieme alla Black Sound Machine.
Il tuo bacio è come un blog
Per un bacio sul tuo blog
faccio subito il login
muovo abile il mio mouse
quando aggiorno faccio ping.
Mi fa effetto questo post,
lo commenterò così:
"Oh-oh-oh-oh-oh-oh-oh
il tuo bacio è come un blog!"
I tuoi baci non son semplici baci
io ti linko ma tienili per me;
nei commenti, bambina tu mi piaci
e dico "Blo-blo-bloggami così!"
Vuoi postare sul mio blog?
Devi scrivere al login
questa password che ti dò,
non confonderla col link!
Ho cambiato username
oggi chiamami Mimì
"Oh-oh-oh-oh-oh-oh-oh
il tuo bacio è come un blog!"
I tuoi baci non son semplici baci
io ti linko ma tienili per me;
nei commenti, bambina tu mi piaci
e dico "Blo-blo-bloggami così!"
Il tuo bacio è come un blog
che mi fonde i permalink
tu fai muovere il mio mouse
come fosse un token-ring.
Bimba tu mi dai lo choc
e perciò posto così:
"Oh-oh-oh-oh-oh-oh-oh
Oh-oh-oh-oh-oh-oh-oh
Oh-oh-oh-oh-oh-oh-oh
il tuo bacio è come un blog!"
19 maggio 2004
Accordi musicali
Se raggiungere l'intesa è auspicabile per suonare insieme, mettersi d'accordo è indispensabile per riuscire a trovarsi.
Nel sito del BlogRodeo sono in corso scambi comunicativi per combinare appuntamenti e passaggi, scavalcando ostacoli logistici e geografici.
Le comunicazioni proseguono poi via e-mail in privato, solitamente. Non so quante di queste assumano toni simili a quanto ricordato da trillycampanellino, un'amica neobloggante.
Nel sito del BlogRodeo sono in corso scambi comunicativi per combinare appuntamenti e passaggi, scavalcando ostacoli logistici e geografici.
Le comunicazioni proseguono poi via e-mail in privato, solitamente. Non so quante di queste assumano toni simili a quanto ricordato da trillycampanellino, un'amica neobloggante.
Puoi contarci
Diciamolo a tutti!
Il momento sta per arrivare: venerdì sera saremo tutti lì.
"Lì, dove?" è un interrogativo che riceverà adeguata risposta, ma prima i fatti: ci sarà un concerto, anzi prima ci sarà una gara, però un momento, prima di tutto ci sarà una festa: tra i partecipanti ci sei tu, certo, e ci sono anche un sacco di blogger che s'incontreranno dal vivo...
Chi sono i blogger, chiedi? Ora ti spiego: un blogger è uno che ha un blog... lo sai che cos'è un blog? Non importa, puoi venire lo stesso. Ah, ci tieni proprio a saperlo...
Aspetta, allora partiamo dall'inizio: ci sono i fiori e le farfalle, il polline e l'inseminazione, gli animali e la stagione dell'accoppiamento, e poi ci sono i film porno. A parte questo, esistono persone che ancora amano far le cose per il piacere di farle e tra queste possono annoverarsi molti di quelli che quotidianamente o quasi lasciano traccia di sé scrivendo parole in rete, su internet, magari in una specie di diario che si chiama blog.
Comunque, venerdì 21 maggio alle ore 21:00 inizierà una goliardica divertente ridanciana gara di scrittura tra blogger: il BlogRodeo 1.0.
Tre manche al fulmicotone: un quarto d'ora per scrivere e il resto del tempo per ascoltare, schiamazzare, bere e votare il migliore.
A un certo punto gli occhi si staccheranno dai monitor e dalle tastiere per puntare verso il palco ed è allora (23:30) che entrerà in scena la Black Sound Machine e la musica suonerà al ritmo nero dell'anima.
Tutto questo si svolgerà allo Spazio Aurora di via Cavour, 4 a Rozzano (MI).
(all'ingresso sarà richiesto un obolo di due euro)
18 maggio 2004
"Cosa pensi che ci sia qui dentro?"
In effetti mi ci ero incantato, stavo lì da un bel po' a guardare, un leggero sorriso a distendermi il volto.
"No, davvero, non so che cosa ci trovi."
Senza perdere la posizione alzai il sopracciglio e lo sguardo pensando di cogliere la divertita ironia della sua espressione. Invece era seria, fors'anche un po' scocciata per via della sineddoche rappresentata dal mio fare e a causa della quale si sentiva sminuita.
Confidando nella sua pazienza e nell'attaccamento che aveva sempre mostrato nei confronti della mia persona e delle mie passioni, tornai a contemplare la meraviglia che mi teneva inchiodato lì da lunghi minuti.
Una bellezza naturale la cui semplicità si esaltava nella percezione del connoisseur, proclive a pregustarne la sinestesia; una presenza nel contempo mitica e reale, l'idea incarnata, il ponte tra tangibile e sovrumano.
"Almeno, il mio ginecologo si fa pagare."
Ci affondai la lingua, per tacitarla, goloso.
"No, davvero, non so che cosa ci trovi."
Senza perdere la posizione alzai il sopracciglio e lo sguardo pensando di cogliere la divertita ironia della sua espressione. Invece era seria, fors'anche un po' scocciata per via della sineddoche rappresentata dal mio fare e a causa della quale si sentiva sminuita.
Confidando nella sua pazienza e nell'attaccamento che aveva sempre mostrato nei confronti della mia persona e delle mie passioni, tornai a contemplare la meraviglia che mi teneva inchiodato lì da lunghi minuti.
Una bellezza naturale la cui semplicità si esaltava nella percezione del connoisseur, proclive a pregustarne la sinestesia; una presenza nel contempo mitica e reale, l'idea incarnata, il ponte tra tangibile e sovrumano.
"Almeno, il mio ginecologo si fa pagare."
Ci affondai la lingua, per tacitarla, goloso.
[scritta per il BlogRodeo di oggi]
15 maggio 2004
Alla fine le rose le abbiamo comprate
Inizia che si entra nel bar un po' a sorpresa, caciarando ad alta voce, poi partono i dialoghi, i brindisi, le letture e i monologhi. E così abbiamo fatto ieri sera al Rita, un cocktail bar in via Fumagalli 1 a Milano, dove in queste settimane viene anche ospitata la mostra di Chiara Boniardi e Paola Biscari "Che Rita! Fotografie al bar".
Con me a "recitare" c'erano Mike, Rillo e Fraps, con noi a leggere c'era Sphera, per noi suonava Darko, disegnava Helghi e tutto questo fino alla chiusa, pronunciata da Cinzia in modo sicuramente efficace, visto che faceva scattare l'applauso desiderato e a quel punto direi anche meritato.
Attraverso la lettura dei loro "post" sono stati con noi estate-indiana (presente anche di persona insieme a narsil), giarina, motel, mics.
Un ringraziamento va inoltre a Edo per i beveraggi, a Matteo Nardini per l'assistenza tecnica e a Mario per le riprese.
Tra pochi giorni, se tutto fila liscio, sarà in rete un sito in cui convogliare tutto il materiale raccolto (copione, disegni, forse foto e filmati) per il piacere di condividere l'entusiasmo e la potenzialità propulsiva della proposta "pazziata".
Ci piacerebbe che iniziative analoghe si moltiplicassero e che ci fossero comunicate.
Per quanto ci riguarda, abbiamo rotto il ghiaccio scegliendo volutamente di farlo in un ambito non favorevolissimo: un locale stretto e lungo, con le nostre voci non amplificate e un pubblico totalmente all'oscuro di ciò che si sarebbe trovato di fronte (o in mezzo).
Comunque alla pazziata abbiamo preso gusto e siamo intenzionati a portarla in giro riproponendola con i necessari adattamenti in diverse situazione e ubicazioni.
Con me a "recitare" c'erano Mike, Rillo e Fraps, con noi a leggere c'era Sphera, per noi suonava Darko, disegnava Helghi e tutto questo fino alla chiusa, pronunciata da Cinzia in modo sicuramente efficace, visto che faceva scattare l'applauso desiderato e a quel punto direi anche meritato.
Attraverso la lettura dei loro "post" sono stati con noi estate-indiana (presente anche di persona insieme a narsil), giarina, motel, mics.
Un ringraziamento va inoltre a Edo per i beveraggi, a Matteo Nardini per l'assistenza tecnica e a Mario per le riprese.
Tra pochi giorni, se tutto fila liscio, sarà in rete un sito in cui convogliare tutto il materiale raccolto (copione, disegni, forse foto e filmati) per il piacere di condividere l'entusiasmo e la potenzialità propulsiva della proposta "pazziata".
Ci piacerebbe che iniziative analoghe si moltiplicassero e che ci fossero comunicate.
Per quanto ci riguarda, abbiamo rotto il ghiaccio scegliendo volutamente di farlo in un ambito non favorevolissimo: un locale stretto e lungo, con le nostre voci non amplificate e un pubblico totalmente all'oscuro di ciò che si sarebbe trovato di fronte (o in mezzo).
Comunque alla pazziata abbiamo preso gusto e siamo intenzionati a portarla in giro riproponendola con i necessari adattamenti in diverse situazione e ubicazioni.
14 maggio 2004
Preparazione
E il tempo per ripassare la parte? Boh, magari in auto, oppure lì fuori dal locale, stasera prima dell'irruzione.
13 maggio 2004
12 maggio 2004
Misticismo ermetico
M'illumino d'incenso.
P.S.: credevo anche d'averla inventata, invece se ne trovano precedenti a bizzeffe. Quanta gente dovrebbe andare a lavorare invece di star lì a cazzeggiare!
P.S.: credevo anche d'averla inventata, invece se ne trovano precedenti a bizzeffe. Quanta gente dovrebbe andare a lavorare invece di star lì a cazzeggiare!
Ricerca personale
Si richiede il possesso anche momentaneo di una videocamera, la capacità di usarla e la presenza a Milano (zona Navigli) nella serata di venerdì.
Si prospetta la possibilità di riprendere una pazziata dal vivo, quella dei bimbi sperduti che si esibiranno come bloghémien senza rete.
Si offre ogni onore e gloria, ma probabilmente anche da bere.
Si prospetta la possibilità di riprendere una pazziata dal vivo, quella dei bimbi sperduti che si esibiranno come bloghémien senza rete.
Si offre ogni onore e gloria, ma probabilmente anche da bere.
11 maggio 2004
10 maggio 2004
09 maggio 2004
04 maggio 2004
cA§in0 Tot@l€
Oggi 'o quatto e' maggio qui si è concretizzato elettronicamente, con lotte impari non ancora concluse contro le vili forze entropiche. Spero non succeda un quarantotto, ma son già quasi rassegnato alle ineleganti pratiche invasive: copia, formatta, reinstalla.
Ahi, questa volatilità...
Ahi, questa volatilità...
03 maggio 2004
Non è per il trofeo
che si partecipa. Non c'è nemmeno, un trofeo. Quello che c'è è il toro, il toro che scalpita dentro e si acquieta solo quando i polpastrelli vanno a pigiare in successione rapida quei tasti grigiobiancosporco. Così ci si ritrova a mandare un altro contributo al BlogRodeo, oggi in versione lunga e distesa, sì da accogliere nella sua arena tutti i profughi delle parole che han voglia di condividerle. C'è ancora tempo, fino a mezzanotte.
02 maggio 2004
Le rouge et le noir
Stasera raggiungere i "bimbi sperduti" per le prove della pazziata mi ha portato ad attraversare un blocco di sbandieratori urlanti. Non mi è affatto dispiaciuto: certe cose mica si cancellano.
30 aprile 2004
Esercizio di traduzione
Chi vuole cimentarsi nella difficile transumanza dei giochi di parole, che tendono a dileguarsi al guado tra una lingua e l'altra?
Ho ripescato da un vecchio messaggio questa frase di Mark Twain:
Ho ripescato da un vecchio messaggio questa frase di Mark Twain:
Age is an issue of mind over matter. If you don't mind, it doesn't matter.D'accordo con la mia corrispondente, la classificai tra le intraducibili. Ora invece oso proporre un tentativo, rimanendo poi in ascolto di altre proposte:
L'età è una forma di pensiero. Se non ti dai pensiero, non ti sforma.Aggiornamento: innanzitutto ringrazio chi ha cominciato a partecipare attraverso i commenti e rinnovo l'invito a contribuire. Nei prossimi giorni pubblicherò le varie proposte, anche perché ritengo che da ciascuna si possano trarre spunti. Nel frattempo, mi sono venute in mente altre possibilità:
L'età è la mente che segna la materia. È un sogno della mente, non è una cosa seria.
L'età è la coscienza che informa la sostanza. Se avanzi prende forma, se sosti non avanza.
L'età è quel che la mente assegna alla materia. Materialmente segna colui che si rassegna.
L'età è applicare la mente alla sostanza, ma in tal materia mente a chi le dà importanza.
29 aprile 2004
Storie di sé
La Cajuina mi chiede sempre più spesso di raccontarle di quando ero piccolo e io che pur mi vanto della mia buona memoria mi rendo conto di come sia difficile ripescare al volo aneddoti facilmente verbalizzabili e digeribili. Forse scrivendo un diario a ritroso...
Dunque: Un tempo, mi coricavo di buon'ora...
Dunque: Un tempo, mi coricavo di buon'ora...
28 aprile 2004
Tum-tum tachicardico
Stamane ho rodeato in 13 minuti. Purtroppo noto che non sono altrettanto veloce con il lavoro che ho sottomano, per cui mi c'impiombo per la prossima rotazione terrestre.
Nota: il titolo è diretta conseguenza di un apprezzamento giunto attraverso canali riservati.
Nota: il titolo è diretta conseguenza di un apprezzamento giunto attraverso canali riservati.
25 aprile 2004
U fa' la muntagna
Mi ci sono messo a chiacchierare soprattutto per via di Lorenzo, le cui perplessità, alla terza o quarta lapide che onoravamo, cominciavano a fortificarsi nella convinzione che i partigiani fossero tutti morti. Allora mi sono informato tra i presenti per cercare di individuare i sopravvissuti, agli eventi di allora e alla falcidie del tempo.
Uno di loro è Bruno, presidente della sezione ANPI della Bovisa, ultraottantenne in gamba e lucidissimo. Sobrio nell'espressione, mi ha colpito quando ha dichiarato quasi commosso il suo apprezzamento per l'apporto propulsivo fornito da Licia nelle scorse settimane per organizzare e rivitalizzare il rituale giro commemorativo della mattinata resistente.
Quest'anno, in effetti, alcune piccole novità hanno conferito un tocco di freschezza e trasmesso ai partecipanti un pizzico di entusiasmo in più: in testa al corteo stavano le biciclette; la forbice anagrafica risultava più che mai ampia; davanti a ciascuna delle lapidi il ricordo del caduto veniva pronunciato dal vivo e non delegato alla solita cassetta preregistrata; all'arrivo in piazza Bausan ci attendeva una bella rappresentanza della Banda degli Ottoni a Scoppio: sette elementi che hanno saputo riscaldare i cuori e rallegrare i sensi reinterpretando brani tradizionali e altri con i quali ci hanno accompagnato anche durante il successivo rinfresco al circolino (ricordo Bella Ciao, El Ejército del Ebro, Siamo i ribelli della montagna, Ale Brider, Tammurriata nera, Hasta Siempre Comandante, L'Internazionale).
Prima di congedarci, mi ha gratificato di qualche minuto di dialetto Luciano, il quale rivangava i tempi in cui il Partito Comunista in Bovisa raccoglieva il 70-80 per cento dei consensi elettorali. La frase che però mi sembra maggiormente degna di sottolineatura riguarda proprio la lotta partigiana: "Ho fatto la montagna, ma ne avrei fatto a meno". Questa a mio modo di sentire è la discriminante fondamentale tra chi ha portato un fazzoletto rosso al collo e il parabellum in spalla solo perché costretto dagli eventi o meglio dalle altrui prepotenze e chi invece, ammantato di camicie nere o brune, si proiettava sostanzialmente nel disumanizzante "Viva la muerte" dei franchisti.
Lo sguardo del partigiano invece è rivolto al sol dell'avvenir: sogna luce e vita, forse perché, come ricorda Babsi, nella notte lo guidano le stelle.
Le stelle e i pianeti di sicuro hanno guidato la nostra serata. Parlo di me e del zuvnot classe 2000, giacché le femmine di casa avevano già dato partecipando alla manifestazione pomeridiana. Noi due invece, dopo una pennichella, eravamo troppo vispi e ci siamo lasciati tentare dall'idea di una capatina agli Appunti partigiani, uno scenario impreziosito dal triumvirato celeste impudicamente propostosi alla nostra ammirazione: Luna, Marte e Venere in un quadretto d'autore.
Uno di loro è Bruno, presidente della sezione ANPI della Bovisa, ultraottantenne in gamba e lucidissimo. Sobrio nell'espressione, mi ha colpito quando ha dichiarato quasi commosso il suo apprezzamento per l'apporto propulsivo fornito da Licia nelle scorse settimane per organizzare e rivitalizzare il rituale giro commemorativo della mattinata resistente.
Quest'anno, in effetti, alcune piccole novità hanno conferito un tocco di freschezza e trasmesso ai partecipanti un pizzico di entusiasmo in più: in testa al corteo stavano le biciclette; la forbice anagrafica risultava più che mai ampia; davanti a ciascuna delle lapidi il ricordo del caduto veniva pronunciato dal vivo e non delegato alla solita cassetta preregistrata; all'arrivo in piazza Bausan ci attendeva una bella rappresentanza della Banda degli Ottoni a Scoppio: sette elementi che hanno saputo riscaldare i cuori e rallegrare i sensi reinterpretando brani tradizionali e altri con i quali ci hanno accompagnato anche durante il successivo rinfresco al circolino (ricordo Bella Ciao, El Ejército del Ebro, Siamo i ribelli della montagna, Ale Brider, Tammurriata nera, Hasta Siempre Comandante, L'Internazionale).
Prima di congedarci, mi ha gratificato di qualche minuto di dialetto Luciano, il quale rivangava i tempi in cui il Partito Comunista in Bovisa raccoglieva il 70-80 per cento dei consensi elettorali. La frase che però mi sembra maggiormente degna di sottolineatura riguarda proprio la lotta partigiana: "Ho fatto la montagna, ma ne avrei fatto a meno". Questa a mio modo di sentire è la discriminante fondamentale tra chi ha portato un fazzoletto rosso al collo e il parabellum in spalla solo perché costretto dagli eventi o meglio dalle altrui prepotenze e chi invece, ammantato di camicie nere o brune, si proiettava sostanzialmente nel disumanizzante "Viva la muerte" dei franchisti.
Lo sguardo del partigiano invece è rivolto al sol dell'avvenir: sogna luce e vita, forse perché, come ricorda Babsi, nella notte lo guidano le stelle.
Le stelle e i pianeti di sicuro hanno guidato la nostra serata. Parlo di me e del zuvnot classe 2000, giacché le femmine di casa avevano già dato partecipando alla manifestazione pomeridiana. Noi due invece, dopo una pennichella, eravamo troppo vispi e ci siamo lasciati tentare dall'idea di una capatina agli Appunti partigiani, uno scenario impreziosito dal triumvirato celeste impudicamente propostosi alla nostra ammirazione: Luna, Marte e Venere in un quadretto d'autore.
24 aprile 2004
Era meglio morire da piccoli?
Ieri ho partecipato anch'io al BlogRodeo, rispondendo alla domanda con questo contributo:
_______
“L’infanzia è l’età più bella…” “Beati loro: che se la godano, questi bambini, finché possono!” “Si è giovani una volta sola.” “Cosa c’è di più bello dell’adolescenza, quando hai tutta la vita davanti?”
Tutte puttanate.
Pronunciate da chi ha una cattiva memoria, da chi proietta sugli altri l’ombra delle proprie frustrazioni attuali, da chi crede di vivere e invece replica stancamente lo stesso copione anno dopo anno, stagione dopo stagione, mezzastagione dopo… no, quelle non ci sono più, già.
Puttanate enunciate da chi non ricorda le piccole grandi angosce dell’infante che teme d’essere abbandonato o che si sente trascurato. Le stizze del bambino che si crede ingiustamente limitato da regole incomprensibili. I sensi di vuoto di quando più che la vita davanti, si sentiva il baratro intorno. E i tabù, e l’ignoranza, e i pregiudizi da essa derivati. E il peso delle aspettative altrui: cosa farai da grande? Cazzo, lasciami vivere qui e ora.
Vivere qui e ora. Questo poi, volendo, lo si impara. E in tal caso, ciascun istante attraversato consapevolmente varrà più di qualsiasi batuffolo di peli. E sarà valsa la pena di bruciarseli. Vivendo. Senza interrompersi, senza stagnare. Vivendo e gustando. Senza smettere di affinare la capacità di cogliere tutto ciò che può pervenire ai cinque sensi. E magari scoprire che sono sei o sette, in realtà. Vista gusto tatto udito olfatto anima e amore. Oppure otto, se ci aggiungiamo quel piccolino che qualcuno avrebbe voluto far morire dentro di noi.
_______
Per la cronaca: ha vinto il contributo di gio.x, spiccando con merito tra diversi altri frammenti sicuramente validi.
I precedenti vincitori (e temi) del rodeo online sono stati:
dougx ("Dopo il primo bacio che ti darò")
gabryella ("Parla la tua lingua, l'italiano, e c'è una luce nel suo sguardo che è una mezza speranza")
Ardesia (“Mi tolgo le mutande, così facciamo prima”)
mem ("Da piccolo non mantenevo le promesse")
L'appassionante gioco non si ferma qui: prossimo appuntamento lunedì 26 aprile ore 13.
“L’infanzia è l’età più bella…” “Beati loro: che se la godano, questi bambini, finché possono!” “Si è giovani una volta sola.” “Cosa c’è di più bello dell’adolescenza, quando hai tutta la vita davanti?”
Tutte puttanate.
Pronunciate da chi ha una cattiva memoria, da chi proietta sugli altri l’ombra delle proprie frustrazioni attuali, da chi crede di vivere e invece replica stancamente lo stesso copione anno dopo anno, stagione dopo stagione, mezzastagione dopo… no, quelle non ci sono più, già.
Puttanate enunciate da chi non ricorda le piccole grandi angosce dell’infante che teme d’essere abbandonato o che si sente trascurato. Le stizze del bambino che si crede ingiustamente limitato da regole incomprensibili. I sensi di vuoto di quando più che la vita davanti, si sentiva il baratro intorno. E i tabù, e l’ignoranza, e i pregiudizi da essa derivati. E il peso delle aspettative altrui: cosa farai da grande? Cazzo, lasciami vivere qui e ora.
Vivere qui e ora. Questo poi, volendo, lo si impara. E in tal caso, ciascun istante attraversato consapevolmente varrà più di qualsiasi batuffolo di peli. E sarà valsa la pena di bruciarseli. Vivendo. Senza interrompersi, senza stagnare. Vivendo e gustando. Senza smettere di affinare la capacità di cogliere tutto ciò che può pervenire ai cinque sensi. E magari scoprire che sono sei o sette, in realtà. Vista gusto tatto udito olfatto anima e amore. Oppure otto, se ci aggiungiamo quel piccolino che qualcuno avrebbe voluto far morire dentro di noi.
Per la cronaca: ha vinto il contributo di gio.x, spiccando con merito tra diversi altri frammenti sicuramente validi.
I precedenti vincitori (e temi) del rodeo online sono stati:
dougx ("Dopo il primo bacio che ti darò")
gabryella ("Parla la tua lingua, l'italiano, e c'è una luce nel suo sguardo che è una mezza speranza")
Ardesia (“Mi tolgo le mutande, così facciamo prima”)
mem ("Da piccolo non mantenevo le promesse")
L'appassionante gioco non si ferma qui: prossimo appuntamento lunedì 26 aprile ore 13.
23 aprile 2004
BSM = 12 x 7 x 2
L'operazione in oggetto è risolvibile in una stringa di caratteri ASCII di questo genere:
"Un manipolo di musicanti si offrira' all'attenzione benevola
scopo reciproco godimento mediante ausilio musicale."
Legenda:
BSM : Black Sound Machine
12 : numero di musici sul palco
7 : le note
2 : i concerti
Altrimenti detto, saremo sul palco per te, per voi, per noi, per tutti stasera e domani sera, rispettivamente:
Venerdì 23 aprile 2004 @ Busker
Via S. Anna, 2 - Vimodrone (Mi) - tel. 02-25007083 - ore 22:30 inizio concerto
Sabato 24 aprile 2004 @ T 58 (ex Bajadera)
Via Vittorio Veneto (via principale, sotto i portici) - Bresso (Mi) - ore 22:30 inizio concerto
BSM
Basta Sapere la Matematica
scopo reciproco godimento mediante ausilio musicale."
Legenda:
BSM : Black Sound Machine
12 : numero di musici sul palco
7 : le note
2 : i concerti
Altrimenti detto, saremo sul palco per te, per voi, per noi, per tutti stasera e domani sera, rispettivamente:
Venerdì 23 aprile 2004 @ Busker
Via S. Anna, 2 - Vimodrone (Mi) - tel. 02-25007083 - ore 22:30 inizio concerto
Sabato 24 aprile 2004 @ T 58 (ex Bajadera)
Via Vittorio Veneto (via principale, sotto i portici) - Bresso (Mi) - ore 22:30 inizio concerto
Basta Sapere la Matematica
Curriculum e mulucirruc
Serendip riflette ad alta voce sul curriculum e poi s'interroga e ci interroga sul suo possibile contrario.
22 aprile 2004
21 aprile 2004
Divertissement
Su Maltusiani&C ci si diverte a giocare un po' con le parole. Quando Iamthelotus ha scritto un acrostico palindromo doppio non ho potuto esimermi dal commentare ammirato:
Oh!
Sublimo Ossidanti Stupori,
Osteggio Sospiri, Stupisco Obnubilato,
Ossequio Siffatta Sublime Ostentazione:
Sto Omaggiando Sinceramente.
Oh!
Sublimo Ossidanti Stupori,
Osteggio Sospiri, Stupisco Obnubilato,
Ossequio Siffatta Sublime Ostentazione:
Sto Omaggiando Sinceramente.
Oh!
Ieri sera in sala prove
Quando ho annunciato ai ragazzi che per il 21 maggio una quinta di Bari mi ha promesso il lancio del reggiseno sul palco, il mio tastierista, suo conterraneo, ha levato le braccia al cielo.
-.-.-.-.-
Intanto si continua a rodeare. Dopo la versione notturna svoltasi ieri, oggi si tornerà a domare parole in pausa pranzo, alle 13.
-.-.-.-.-
Intanto si continua a rodeare. Dopo la versione notturna svoltasi ieri, oggi si tornerà a domare parole in pausa pranzo, alle 13.
19 aprile 2004
È ufficiale
17 aprile 2004
Precisazione
Mi sono poi reso conto che il termine bloghémien era già stato usato da Effe in un intervento dell'ottobre 2003 o giù di lì. Giusto riconoscergliene la paternità, tantopiù che oramai si è dimostrato pronto anche per questo ruolo.
Il ritardatario
In ritardo? In ritardo!
Io in ritardo lo sono sempre. Da sempre.
Faccio sempre tardi, sono in ritardo fin dalla nascita: mia madre mi ha fatto in casa, volle farmi nascere nel paesino di mia nonna, e io la ripagai con un parto lunghissimo e difficile.
Da allora, qualsiasi impegno prestabilito mi vede in affanno. Appuntamenti di ogni genere per me sono una vera impresa. Rispettare un orario è cosa ardua, per quanto mi impegni.
Programmo, mi organizzo, ma poi c'è sempre qualcosa per cui mi tocca correre all'ultimo minuto. Correre dietro agli autobus e ridurmi ad andare a scuola in autostop. Correre dietro ai treni, perderli e trovarmi a pagare un supplemento per il TGV che non volevo prendere. Correre dietro alla puntualità, e perdere la serenità: iniziare la serata andando a prendere in ritardo una ragazza gelosa, che non si capacita del fatto che se sono arrivato tardi da lei non è per chissà quale altro intrallazzo.
Arrivare in ritardo alle prove, prendere per un pelo l'aereo, consegnare la tesi agli ultimi cinque minuti utili stile Blues Brothers, richiedere il passaporto due giorni prima di partire per nonsodove, avviare una pratica complicata a sei ore dalla scadenza nazionale, far iniziare il concerto al resto del gruppo con un brano strumentale perché è arrivato il momento e non mi sono ancora cambiato.
Tutte cose successe veramente e che continuano a succedere. Perché?
Con le ragazze, poi... mi sono capitate tutte puntuali, puntualissime. Impossibile riuscire a trovare sempre nuove scuse. Tutte puntuali, tranne una, vabbe': talmente ritardataria, come me, che prendevamo appuntamento ogni giorno ma riuscimmo a vederci solo due volte in cinque mesi. E finì così. Tutte puntuali dicevo, a parte quella che ebbe un ritardo, ma il fatto è che era rimasta incinta e questa è un'altra storia.
Io invece sempre trafelato, perché?
Il perché ho iniziato a chiedermelo, finalmente. Osservo che quasi sempre la causa è il cincischiare dell'ultimo minuto. Un ultimo minuto che può durare un minuto o un trimestre.
Mi domando perché. E la conclusione è semplice: faccio tardi perché non voglio mai smettere di fare quel che sto facendo. Non riesco a staccarmi. Non riesco a staccarmi da nulla, davvero.
In ritardo fin dalla nascita, dunque: mi hanno dovuto tirar fuori col forcipe.
D'altra parte, chi sarebbe così scemo da voler uscire da lì, un posto caldo morbido e comodo, per approdare nel difficile mondo?
Peggio che lasciare il tepore del lettuccio in un mattino d'inverno... roba da matti, non fa per me.
Io in ritardo lo sono sempre. Da sempre.
Faccio sempre tardi, sono in ritardo fin dalla nascita: mia madre mi ha fatto in casa, volle farmi nascere nel paesino di mia nonna, e io la ripagai con un parto lunghissimo e difficile.
Da allora, qualsiasi impegno prestabilito mi vede in affanno. Appuntamenti di ogni genere per me sono una vera impresa. Rispettare un orario è cosa ardua, per quanto mi impegni.
Programmo, mi organizzo, ma poi c'è sempre qualcosa per cui mi tocca correre all'ultimo minuto. Correre dietro agli autobus e ridurmi ad andare a scuola in autostop. Correre dietro ai treni, perderli e trovarmi a pagare un supplemento per il TGV che non volevo prendere. Correre dietro alla puntualità, e perdere la serenità: iniziare la serata andando a prendere in ritardo una ragazza gelosa, che non si capacita del fatto che se sono arrivato tardi da lei non è per chissà quale altro intrallazzo.
Arrivare in ritardo alle prove, prendere per un pelo l'aereo, consegnare la tesi agli ultimi cinque minuti utili stile Blues Brothers, richiedere il passaporto due giorni prima di partire per nonsodove, avviare una pratica complicata a sei ore dalla scadenza nazionale, far iniziare il concerto al resto del gruppo con un brano strumentale perché è arrivato il momento e non mi sono ancora cambiato.
Tutte cose successe veramente e che continuano a succedere. Perché?
Con le ragazze, poi... mi sono capitate tutte puntuali, puntualissime. Impossibile riuscire a trovare sempre nuove scuse. Tutte puntuali, tranne una, vabbe': talmente ritardataria, come me, che prendevamo appuntamento ogni giorno ma riuscimmo a vederci solo due volte in cinque mesi. E finì così. Tutte puntuali dicevo, a parte quella che ebbe un ritardo, ma il fatto è che era rimasta incinta e questa è un'altra storia.
Io invece sempre trafelato, perché?
Il perché ho iniziato a chiedermelo, finalmente. Osservo che quasi sempre la causa è il cincischiare dell'ultimo minuto. Un ultimo minuto che può durare un minuto o un trimestre.
Mi domando perché. E la conclusione è semplice: faccio tardi perché non voglio mai smettere di fare quel che sto facendo. Non riesco a staccarmi. Non riesco a staccarmi da nulla, davvero.
In ritardo fin dalla nascita, dunque: mi hanno dovuto tirar fuori col forcipe.
D'altra parte, chi sarebbe così scemo da voler uscire da lì, un posto caldo morbido e comodo, per approdare nel difficile mondo?
Peggio che lasciare il tepore del lettuccio in un mattino d'inverno... roba da matti, non fa per me.
La pazziata - bloghemien senza rete
con Fraps, Helghi, Mike, Rillo, Sphera, Cinzia, Darko
16 aprile 2004
Cose da sapere
Da approfonditi studi e serissimi sondaggi sul campo è risultato ed è stato inequivocabilmente certificato che un concerto della Black Sound Machine presenta senza alcun dubbio anche i seguenti vantaggi:
1) non fa ingrassare
2) non provoca reazioni allergiche
3) non ha controindicazioni per le effusioni amorose
Il che, se hai superato le feste pasquali accantonando il tempo delle abbuffate, disvelando tutte le sorprese senza che si sia assopita la voglia di divertirsi, ma soprattutto se i desideri non sono stati tutti appagati... può portare a una sola conclusione: è tornato il momento di passare una serata ascoltando cantando e ballando R&B, r'n'r, funky e soul.
L'occasione immediata è sabato 17 aprile 2004
c/o Box 31 a Paderno Dugnano (MI) - via Togliatti 31 - tel. 02-36540593
inizio concerto ore 22:30 circa
1) non fa ingrassare
2) non provoca reazioni allergiche
3) non ha controindicazioni per le effusioni amorose
Il che, se hai superato le feste pasquali accantonando il tempo delle abbuffate, disvelando tutte le sorprese senza che si sia assopita la voglia di divertirsi, ma soprattutto se i desideri non sono stati tutti appagati... può portare a una sola conclusione: è tornato il momento di passare una serata ascoltando cantando e ballando R&B, r'n'r, funky e soul.
L'occasione immediata è sabato 17 aprile 2004
c/o Box 31 a Paderno Dugnano (MI) - via Togliatti 31 - tel. 02-36540593
inizio concerto ore 22:30 circa
Dolce Stil Blog
Oggi da Placida un po' di sano divertimento con le rime malthusiane.
Intanto continua il Blogrodeo 1.0 e ci si chiede in quali altri orari proporlo (esprimi la tua preferenza).
Il weblog è quella cosa[Aggiornamento: ne è nato addirittura un blog a sé stante]
dov'è facile esternare,
se ti stanno ad ascoltare
te lo dice Shinystat.
Nota: il titolo del presente intervento è preso in prestito a Sphera (dai commenti di Herzog).
-.-.-.-.-Intanto continua il Blogrodeo 1.0 e ci si chiede in quali altri orari proporlo (esprimi la tua preferenza).
15 aprile 2004
Prossimamente...
BLOGROMEO 1.0, il concorso per le migliori dichiarazioni d'amore via blog.
Nel frattempo, ci si fan le basi su Lessico da amare.
Nel frattempo, ci si fan le basi su Lessico da amare.
14 aprile 2004
Effe, un uomo di lettere
Lettere dal blog firmate da un monogramma esplicitato: Herzog iniziò così, fedele a una linea, circoscritto da un delinearsi volutamente cinico e forzatamente gretto, sempre e immancabilmente capace di divertire, talora ustionando con l'acido dei suoi strali. Poi dal personaggio Effe non poté fare a meno di lasciarsi intravedere la persona, anche grazie all'entourage che gradatamente andò a costituire una vera e propria compagnia stabile, uno staff efficacemente raffigurato dal tocco pittorico di Buba.
Da lì il proliferare dei commenti, spesso ininterrotto crepitio d'arguzie o magari di scambi d'affetto mascherati dai giochi di ruolo. Uno spettacolo nello spettacolo, meglio vivibile dal di dentro, un'autorappresentazione a tempo pieno. Una pièce che l'autore lancia ma dalla quale poi si tiene in disparte, come se vivesse sempre un po' discosto, a un passo appena da se stesso.
Oggi quel blog compie un anno e il miglior modo per festeggiarlo è leggere The Cure, un racconto o romanzo breve, un hard-boiled ambientato nella blogosfera ma potenzialmente in grado di suscitare interesse e attenzione anche in lettori estranei a questa nostra malattia. Uscì a puntate a partire dal 9 ottobre 2003, ma chi non volesse faticare a ripescarlo dagli archivi lo può trovare per intero qui, confezionato a cura di riccionascosto e con la prefazione di Mitì Vigliero.
Buona lettura e buon compleanno a Herzog.
Da lì il proliferare dei commenti, spesso ininterrotto crepitio d'arguzie o magari di scambi d'affetto mascherati dai giochi di ruolo. Uno spettacolo nello spettacolo, meglio vivibile dal di dentro, un'autorappresentazione a tempo pieno. Una pièce che l'autore lancia ma dalla quale poi si tiene in disparte, come se vivesse sempre un po' discosto, a un passo appena da se stesso.
Oggi quel blog compie un anno e il miglior modo per festeggiarlo è leggere The Cure, un racconto o romanzo breve, un hard-boiled ambientato nella blogosfera ma potenzialmente in grado di suscitare interesse e attenzione anche in lettori estranei a questa nostra malattia. Uscì a puntate a partire dal 9 ottobre 2003, ma chi non volesse faticare a ripescarlo dagli archivi lo può trovare per intero qui, confezionato a cura di riccionascosto e con la prefazione di Mitì Vigliero.
Buona lettura e buon compleanno a Herzog.
Segnalazione
Come se non bastassero tutti quelli che già infesto, m'hanno invitato a partecipare a milanomultiblog.
Ho esordito segnalando l'inaugurazione di una mostra fotografica in un bar zona Navigli:
mercoledì 14 aprile ore 18:30
Rita&Cocktails
via Fumagalli 1 a Milano
Ho esordito segnalando l'inaugurazione di una mostra fotografica in un bar zona Navigli:
Rita&Cocktails
via Fumagalli 1 a Milano
13 aprile 2004
12 aprile 2004
11 aprile 2004
Vinile!
...e poi dicono che coi blog ci s'impigrisce. Au contraire! Aver lasciato un commento da Marquant (tomino del mese) mi ha indotto alla fatica di sgombrare il mobile del vecchio stereo, sollevarne il coperchio e il braccio per posizionare la puntina sulla quarta traccia della seconda facciata di Uncle Meat. Solo così mi è stato possibile riascoltare Electric Aunt Jemima, apprezzata anche dalla Cajuina, che ha addirittura gradito il successivo Prelude to King Kong.
Ora sul piatto sta girando Cruising with Ruben and the Jets, con le Mothers of Invention e il nostro Francis Vincent (nei panni del suo alias Ruben Sano per l'occasione) a far gli stupidini eccellenti con brani che giostrano tra il rock'n'roll blando e l'orecchiabilità melensa.
Ora vado a rimettere su Electric Aunt Jemima e poi usciamo.
Ora sul piatto sta girando Cruising with Ruben and the Jets, con le Mothers of Invention e il nostro Francis Vincent (nei panni del suo alias Ruben Sano per l'occasione) a far gli stupidini eccellenti con brani che giostrano tra il rock'n'roll blando e l'orecchiabilità melensa.
Ora vado a rimettere su Electric Aunt Jemima e poi usciamo.
10 aprile 2004
Bozza di "chiusa" per la pazziata dei bloghemien
Siam giunti qui che ti riempivi il ventre
di stuzzichini e versami da bere
t'abbiamo forse disturbato mentre
stava in aria il terzo tuo bicchiere
Non so perché m'andava di parlarti
la confidenza sembra cosa rara
ma chi si trova già da queste parti
la vita vera di sicuro impara
Se per un poco ci guardiamo dentro
per i sogni spazio ce n'è ancora
immagini parole che fan centro
e il cuore in superficie affiora
Se l'animo sincero che t'incontra
riluce di sorrisi e gioia vera
il nostro desiderio è come un mantra
regalaci un applauso e buonasera.
di stuzzichini e versami da bere
t'abbiamo forse disturbato mentre
stava in aria il terzo tuo bicchiere
Non so perché m'andava di parlarti
la confidenza sembra cosa rara
ma chi si trova già da queste parti
la vita vera di sicuro impara
Se per un poco ci guardiamo dentro
per i sogni spazio ce n'è ancora
immagini parole che fan centro
e il cuore in superficie affiora
Se l'animo sincero che t'incontra
riluce di sorrisi e gioia vera
il nostro desiderio è come un mantra
regalaci un applauso e buonasera.
[rif.: Mike, Fraps, Rillo, ancora Fraps, di nuovo Rillo e prossimamente Helghi e Sphera]
09 aprile 2004
Cose da Venerdì Santo
Scrivo cogliendo praticamente in diretta un dialogo tra Francesca (7) e Lorenzo (3).
F. (preoccupata per i funambolismi del fratellino): "E se muori, poi cosa fai?"
L. (imperturbabile): "Vado in cielo e ti dico le cose belle."
F. (preoccupata per i funambolismi del fratellino): "E se muori, poi cosa fai?"
L. (imperturbabile): "Vado in cielo e ti dico le cose belle."
07 aprile 2004
06 aprile 2004
Stelle
Il più lungo applauso cui abbia partecipato in vita mia è quasi sicuramente riconducibile a un concerto dei Pentangle, a Milano intorno al 1980. Al termine della scaletta programmata e di una lunga serie di bis si congedarono, ma con le luci del teatro già riaccese riuscimmo a richiamarli fuori dopo aver battuto le mani per una ventina di minuti.
Sul palco si ripresentarono solo John Renbourn e Jacqui McShee. La soddisfazione per il successo del nostro perseverare fu superata dal visibilio in cui ci mandò il brano che scelsero di eseguire: Watch the Stars. Guardare il cielo e trovarci ogni sera lo splendore di Venere è impagabile come un bacio d'amore, ma quella canzone lo accompagnerebbe degnamente.
Bonus di memoria: l'anno successivo, il solo fatto di conoscere quel gruppo folk mi guadagnò la benevolenza incondizionata di Janice, mia insegnante scozzese in quel di Hastings, dolce fin dalla voce.
Sul palco si ripresentarono solo John Renbourn e Jacqui McShee. La soddisfazione per il successo del nostro perseverare fu superata dal visibilio in cui ci mandò il brano che scelsero di eseguire: Watch the Stars. Guardare il cielo e trovarci ogni sera lo splendore di Venere è impagabile come un bacio d'amore, ma quella canzone lo accompagnerebbe degnamente.
Bonus di memoria: l'anno successivo, il solo fatto di conoscere quel gruppo folk mi guadagnò la benevolenza incondizionata di Janice, mia insegnante scozzese in quel di Hastings, dolce fin dalla voce.
04 aprile 2004
Relazioni di concerto
Stavo costeggiando il bancone a caccia di un cuba libre quando uno mi ferma col sorriso in volto e la mano tesa. Lo saluto contento, mai stufo delle benevole lusinghe di chi viene ad ascoltare la band, ma quello riesce a sorprendermi: "Complimenti... leggo il tuo blog." Questa non me l'aspettavo. [Ah, fatti vivo, che non ho annotato l'indirizzo delle tue pagine in rete.] Come se due diversi piani comunicativi si riunificassero.
Ieri sera al Mi Cantino tra il pubblico c'era una nutrita presenza di blogger (da buon catalizzatore, ho riunito allo stesso tavolo Sfera, FemmeFatale, Fraps e Schiaffo), ma anche di persone delle quali ho parlato recentemente proprio su queste pagine (Cinthia, Manu e Nadia). Incantevoli essenze che sembravano confermare e ampliare precedenti asserzioni, così: "noi non siamo virtuali e nemmeno i nostri post".
Ieri sera lo spazio era ad alta densità, non solo per via del palco evidentemente esiguo per noi 12, ma per la coincidenza di incontri e ritrovamenti e intrecci o connessioni che hanno portato a sorrisi e abbracci, a sorprendente benessere, al godimento condiviso su quella linea di confine tra tangibile e immateriale che è perfettamente rappresentata dalla musica.
A margine della scaletta prestabilita (completa di ovvia dedica), oltre alla solita jam session di Sweet Home Chicago (sul palco anche Schiaffo, e Luca del Mi Cantino, e Luigi nostro bassista titolare che si era fatto sostituire per impegni... sentimentali) ho goduto della collaborazione di Darko per una versione omnicomprensiva di Satisfaction (partenza blues con successiva accelerazione da hardcore soul).
Alla fine eravamo stanchi, cotti dai faretti, ma abbastanza contenti da cedere alle richieste di un manipolo di fanciulle irlandesi alle quali non abbiamo rifiutato il dittico Mustang Sally + Mr Pitiful. Eh, ieri sera il pubblico femminile vantava provenienze decisamente variegate: Irlanda, Lettonia, Svizzera, Jugoslavia (sì, lo dico così), Colombia... che bello il mondo colorato di bellezza!
Ieri sera al Mi Cantino tra il pubblico c'era una nutrita presenza di blogger (da buon catalizzatore, ho riunito allo stesso tavolo Sfera, FemmeFatale, Fraps e Schiaffo), ma anche di persone delle quali ho parlato recentemente proprio su queste pagine (Cinthia, Manu e Nadia). Incantevoli essenze che sembravano confermare e ampliare precedenti asserzioni, così: "noi non siamo virtuali e nemmeno i nostri post".
Ieri sera lo spazio era ad alta densità, non solo per via del palco evidentemente esiguo per noi 12, ma per la coincidenza di incontri e ritrovamenti e intrecci o connessioni che hanno portato a sorrisi e abbracci, a sorprendente benessere, al godimento condiviso su quella linea di confine tra tangibile e immateriale che è perfettamente rappresentata dalla musica.
A margine della scaletta prestabilita (completa di ovvia dedica), oltre alla solita jam session di Sweet Home Chicago (sul palco anche Schiaffo, e Luca del Mi Cantino, e Luigi nostro bassista titolare che si era fatto sostituire per impegni... sentimentali) ho goduto della collaborazione di Darko per una versione omnicomprensiva di Satisfaction (partenza blues con successiva accelerazione da hardcore soul).
Alla fine eravamo stanchi, cotti dai faretti, ma abbastanza contenti da cedere alle richieste di un manipolo di fanciulle irlandesi alle quali non abbiamo rifiutato il dittico Mustang Sally + Mr Pitiful. Eh, ieri sera il pubblico femminile vantava provenienze decisamente variegate: Irlanda, Lettonia, Svizzera, Jugoslavia (sì, lo dico così), Colombia... che bello il mondo colorato di bellezza!
02 aprile 2004
*
Lavorare stanca. L'unico rimedio è trovare un passatempo appassionante e farsi pagare per svolgerlo.
(citofonare Zu)
(citofonare Zu)
La maldestria rende ciechi
Ieri ho patito un imprevisto scocciante e costoso. Ho scassato un paio d'occhiali nuovissimi, schiacciandoli involontariamente sotto uno sgabello pieghevole che è crollato implacabile quando ho tentato di scostarlo con un piede. La mia maldestria è stata pari solo all'inavvertenza di averli precedentemente poggiati lì, insieme a dei fogli di lavoro. Cretino. Uno scherzetto da 150 euro, più o meno (nuova montatura più una lente che dovrò cambiare perché scheggiata). Comunque ho bestemmiato solo per tre o quattro minuti di filato, poi sono andato a concedermi alla vista dell'assemblea di classe della scuola materna con degli occhialoni neri di gomma che usavo per giocare a pallavolo. Insomma, una specie di pesce d'aprile autocongegnato.
Gli occhiali, dopo l'incidente, erano accartocciati. Ripensandoci oggi mi vengono in mente i crash test, le simulazioni con le automobili che troppo spesso fanno da anticipazione alle tragedie di cui sono disseminate le strade. Considerando che anche quegli eventi sono per lo più frutto di maldestra disattenzione, mi consolo pensando che per imparare la lezioncina me la sono cavata con poco. E quindi... ops, c@#*°, p0r+/§ (%&+#, scusate, mi si è rovesciato il calamaio sulla tastiera!
Gli occhiali, dopo l'incidente, erano accartocciati. Ripensandoci oggi mi vengono in mente i crash test, le simulazioni con le automobili che troppo spesso fanno da anticipazione alle tragedie di cui sono disseminate le strade. Considerando che anche quegli eventi sono per lo più frutto di maldestra disattenzione, mi consolo pensando che per imparare la lezioncina me la sono cavata con poco. E quindi... ops, c@#*°, p0r+/§ (%&+#, scusate, mi si è rovesciato il calamaio sulla tastiera!
La musica suona al ritmo nero dell'anima
- Mi sa che ho bisogno di una dose di BSM.
- Una dose di BSM? Pronti!
Domani sera suoneremo a Monza, al Mi Cantino. Non occorre un mago per dirti che se ti lascerai andare un po' al ritmo ti ripercorrerà il sorriso.
A evocarlo, un palco dei divertimenti dove le macchinine volanti sparano note colorate adescando cromie di Blues Brothers, Commitments, Big Joe Turner, Ray Charles, Creedence Clearwater, Otis Redding, Elvis Presley, Cab Calloway, James Brown, Aretha Franklin, Wilson Pickett...
Ambiranno alla tua presenza attiva e affettiva le voci di Zu, Elisa, Francesca, Marina, gli ottoni di Angelo, Ivan, Mauro, Sergio, i tasti di Enzo, le corde di Matteo e Vincenzo, le pelli e i metalli di Raffaele.
Insomma: Black Sound Machine sabato 3 aprile 2004
c/o Mi Cantino - via Dante, 6 - Monza - tel. 039 322970
inizio concerto ore 22:30
- Una dose di BSM? Pronti!
Domani sera suoneremo a Monza, al Mi Cantino. Non occorre un mago per dirti che se ti lascerai andare un po' al ritmo ti ripercorrerà il sorriso.
A evocarlo, un palco dei divertimenti dove le macchinine volanti sparano note colorate adescando cromie di Blues Brothers, Commitments, Big Joe Turner, Ray Charles, Creedence Clearwater, Otis Redding, Elvis Presley, Cab Calloway, James Brown, Aretha Franklin, Wilson Pickett...
Ambiranno alla tua presenza attiva e affettiva le voci di Zu, Elisa, Francesca, Marina, gli ottoni di Angelo, Ivan, Mauro, Sergio, i tasti di Enzo, le corde di Matteo e Vincenzo, le pelli e i metalli di Raffaele.
Insomma: Black Sound Machine sabato 3 aprile 2004
c/o Mi Cantino - via Dante, 6 - Monza - tel. 039 322970
inizio concerto ore 22:30
01 aprile 2004
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