23 dicembre 2009

Il mondo visto da sotto il metro

Frasi Storiche è un blog che da anni raccoglie e ripropone esempi della "micidiale logica stringente dei bambini" (compresi alcuni aneddoti dei miei due gioielli).

Ora Andrea ne ha pubblicato il meglio, col titolo Ho una testa di cervello!, liberamente scaricabile in formato pdf.

11 dicembre 2009

PSLA significa Post Sotto l'Albero

Quella del 2009 sarà la settima edizione, sempre a cura di Sir Squonk, che ogni anno già un paio di mesi prima comincia a fracass... ehm a ricordarci dell'iniziativa. Ho consegnato stamane, ultimo giorno utile (ma c'è tempo fino a mezzanotte e se vuoi partecipare devi solo scrivere un pezzo e mandarglielo via e-mail).

I miei precedenti sono questi: Opera d'arte, Sotto l'albero, Luminarie zerocinque, Buon Natale in digest, Ho ho ho, Al vento decembrino.

Le raccolte complete, con i contributi di tutti i partecipanti anno per anno sono ancora scaricabili in formato pdf: 2008, 2007, 2006, 2005, 2004, 2003.

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Aggiornamento: grazie a Sir Squonk, è già disponibile il pdf liberamente scaricabile del PSLA 2009 (se ho contato bene, 108 partecipanti per 164 pagine).

Il mio contributo l'ho riportato anche tra le Zuccate, s'intitola: Come un cioccolatino.

05 dicembre 2009

Térez Montcalm

Ieri sera, da sola con la sua chitarra sul palco dell'Auditorium di Radio Popolare, Térez Montcalm ci ha regalato un gran bel concerto.

Brava e intensa, questa cantautrice canadese sembra mastichi la musica mentre te la trasmette corpo e anima, con la levità di chi sa essere mentre fa. I classici pop rock e jazz rivisitati e i brani di sua composizione presentati in scaletta sono risultati tutti pregevolmente marchiati dalla personalità delle interpretazioni.

Abituata a esibirsi con una band, all'inizio si era schermita; in realtà mi è parso che con questi riarrangiamenti, scarni per necessità contingente, la resa ne abbia addirittura guadagnato, valorizzando ancor più le sue qualità. Oltre a padroneggiare la chitarra (e il contrabbasso, che però nell'occasione non è stato usato per un disguido tecnico), questa artista autentica gioca sui suoi due registri vocali, velato e risonante, sfruttandone dinamiche e ampia gamma espressiva fino a ottenere una moltitudine di effetti naturali che colorano ogni singolo passaggio.

Gusti variegati, gesti potenti tra soffio linfatico e scatto dei fianchi, sempre al sapore di jazz:

1. Where the streets have no name
2. My baby just cares for me
3. Le requin danse
4. Private lies
5. E penso a te
6. Sweet dreams
7. C'est extra
8. Ciao ciao bambino

Le esecuzioni erano inframmezzate dai dialoghi con il conduttore Niccolò Vecchia, un'intervista dal vivo e in diretta radiofonica che ha permesso a noi presenti e al pubblico a casa di conoscere meglio la storia musicale e le passioni di Térez*.

Se vuoi ascoltarla:
- la sua pagina su myspace
- il jukebox della casa discografica
- YouTube

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(*) molto simpatica anche nelle chiacchiere post concerto, dapprima sotto il palco e più tardi all'Enosud.

26 novembre 2009

Rimettersi in gioco (parole e musica)

Domenica 29 novembre 2009 il Premio Asti d'Appello rimetterà in gioco i romanzi giunti secondi e terzi ai maggiori premi letterari nazionali.
L'iniziativa, a cura della Biblioteca Astense, recupera un nome e un'idea originale degli anni Sessanta, quando ebbe anche il merito di premiare un escluso illustre quale Italo Calvino per Le cosmicomiche.
La sollecitazione a riprenderla è venuta da Paolo Conte, l'avvocato chansonnier astigiano che sarà presente di persona per premiare il vincitore con diecimila euro.

A proposito di Paolo Conte e ammesso che ti piaccia, mi dici qual è la sua canzone che preferisci?

Interrogato da PepperMind, ho risposto a bruciapelo: "Bartali!"
Rispondi anche tu a bruciapelo, fa meno male di un taglio col rasoio o di una ceretta e ti allena a praticare prontamente l'arte della scelta drastica, ovemai se ne presentasse la necessità.

Bartali (musica e parole) è preferita da: Zu, Francesco, ...

Azzurro (musica e parole) è preferita da: Elena Petulia, ...

La fisarmonica di Stradella (musica e parole) è preferita da: Lele, ...

Via con me (musica e parole) è preferita da: Gaia, Sid, ...

Pesce veloce del Baltico (musica e parole) è preferita da: Elena (quella di Londra), ...

Sotto le stelle del jazz (musica e parole) è preferita da: Thelonious, ...

Genova per noi (musica e parole) è preferita da: Scrittoingrassetto, ...

Una giornata al mare (musica e parole) è preferita da: Untitled io, ...

Dancing (musica e parole) è preferita da: Roberta Milano, ...

Gli impermeabili (musica e parole) è preferita da: Peppermind, ...

Sparring partner (musica e parole) è preferita da: Silenskia, ...

Un gelato al limon (musica e parole) è preferita da: Bea, Astrid, ...

Happy feet (musica e parole) è preferita da: Mastrangelina, ...

Wanda (musica e parole) è preferita da: Caporale, ...

Parole d'amore scritte a macchina (musica e parole) è preferita da: Raffa, ...

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A chi sta partecipando o rilanciando e anche a chi passa semplicemente a leggere e ascoltare, un bonus: di Giorgio Conte (il fratello), Gnè gnè (grazie a Francesco).

09 novembre 2009

Nuovo esercizietto di traduzione

La frase è:
The main thing is to keep the main thing the main thing.

(da Des Traynor tramite Wilg)

Mia proposta di traduzione:

Quel che più conta è che conti davvero quel che più conta.

La tua?

Sid: La cosa più importante è che la cosa più importante rimanga la cosa più importante.

Elena (quella di Londra): L'importante è dare importanza a ciò che è importante.
L'importante è dare importanza a ciò che importa.

Raffa: L'importante è che l'importante importi davvero.
Quel che conta è far contare quel che conta.

Chiaratiz: Quello che conta è tenere in conto quel che più conta.

Splendidi quarantenni: Ciò che conta è che le cose importanti rimangano tali.

Laura: La cosa più importante è (far sì) che ciò che conta conti davvero.

Vix: La cosa più importante deve rimanere sempre la più importante, questo è l'importante.

Scogliera: L'aspetto centrale è mantenere il centro al centro.
L'aspetto centrale è che il centro resti al centro.
La questione centrale è che il centro resti al centro.

Reloj: L'importante è che la cosa più importante resti la più importante.

Alliandre (la Ippe): Quel che più conta è far contar davvero quel che conta.
La cosa principale è che quel che conta resti al centro dell'attenzione.

Caporale: La cosa più importante è che la cosa più importante resti (più) importante.

E.l.e.n.a.: La cosa davvero importante è riuscire a far sì che ciò a cui noi teniamo rimanga sempre la cosa più importante.

Aladingenius: La cosa più importante è far sì che la cosa più importante rimanga la cosa più importante.

Scrittoingrassetto: L'importante è che i fondamentali rimangano tali.

Peppermind: La cosa è fare che la cosa rimanga la cosa.

Silenskia: La cosa primaria è mantenere primarie le cose primarie.

...

03 novembre 2009

31 ottobre 2009

Chì ch'inscì l'è semper festa

C'era una volta una ragazza che doveva andare a una festa, ma aveva perso la corriera e non sapeva come fare per raggiungere il paese, punto d'incontro con il resto della compagnia. Veicoli circolanti zero, taxi nemmeno a parlarne, solo nebbiolina tardopomeridiana lungo la carreggiata. S'incamminò scuotendo la testa e le bastò affrettare il passo per sentir cedere il tacco, cui era ben poco avvezza. Il dolore alla caviglia le trasfigurò l'immagine di quella giornata tanto attesa e ora, invece, storta.
Con voce posata ed evitando di corrugare il viso, cominciò a tirare giù una serie di imprecazioni degna di rivaleggiare con la litania di tutti i santi. Per lei era quella udita dal padre, uomo sanguigno e dotato di scarso autocontrollo, ma di notevole verve. Una volta, per assicurarsi di bestemmiarli tutti senza eccezioni, aveva staccato il calendario dal muro e, inforcati gli occhiali, si era prodotto in un capolavoro di fantasia che toccava relazioni e genealogie dell'intero apparato ultraterreno.
Ora sentiva solo lo sfogo della propria voce, privata di ogni eco dall'ovatta dell'aria umida. Il disappunto garbato e lo scoramento contenuto si surriscaldarono in veemente collera, le gote cominciarono a dipingere la misura del suo caricarsi, quindi l'impeto prese le redini fino all'oblio del motivo iniziale dell'incazzatura. Fu allora che contro l'orizzonte traslucido, dal lato dei campi, dove rialzava lo sguardo scarmigliato, si colorarono quattro sagome inquietanti. Lei le fissò senza temere di non sapere. Respirò. Senza capire il perché, si distese di una curiosità tranquilla. Ne attese l'avvicinarsi. Poi ascoltò. Era un invito, l'invitavano a una festa, volevano lei e con sorrisi sghembi glielo comunicavano cantando più o meno così.

16 ottobre 2009

Male informati

Nel suo post di ieri Seth Godin parlava di come un certo tipo di informazione amplifichi i peggiori elementi della reazione emotiva. Ne traduco l'elenco a punti:

1. Ci si concentra sull'urgenza anziché sull'importanza.
2. Sono le emozioni forti e le immagini che le accompagnano a determinare che cosa è importante.
3. Si esalta il rumore invece dell'analisi ponderata.
4. Manca la volontà di cambiare le cose e il proprio modo di pensare.
5. Reazioni xenofobe e scioviniste (paura degli estranei).
6. Difesa dello status quo incoraggiata da un pubblico scelto per essere uniforme.
7. Le cose diventano importanti solo perché altri hanno deciso che lo sono.
8. La comunicazione dall'alto verso il basso induce l'effetto risonanza (essere d'accordo o cambiare canale).
9. Cattiva informazione storica e sull'argomento specifico.
10. Si confonde l'opinione con la verità.
11. Revisionismo affinché i fatti coincidano con un determinato punto di vista.
12. Non si vogliono riconsiderare gli errori passati alla luce della storia e usarli per fare meglio la prossima volta.

15 ottobre 2009

Se venerdì vieni lì...

...sul palco a suonare soul, funky, rhythm & blues, con groove and love, troverai i Blubaluba in questa formazione:

voci: Zu, Elisa Serra
fiati: Ivan Padovani (tromba), Mauro Trabucchi (sax)
tastiere: Stefano D'Ancona
chitarra: Matteo Nardini
basso: Cristiano Reibaldi
batteria: Bruno Saitta

Il concerto si terrà venerdì 16 ottobre 2009
al Mi Cantino, in via Dante Alighieri 6 a Monza.
Inizio previsto tra le 22:30 e le 23:00.
Ingresso libero, tel. per prenotazioni: 039 322970

Vieni, vieni / se ti sfizia
e diffondi / la notizia.


05 ottobre 2009

La pianura che brucia

The Burning Plain lo vidi l'anno scorso in originale, ma stamane un intervento di chiagia me lo ha fatto riaffiorare al sentire.

Molte le corde emotive che risuonano in questo film capace di collegare diverse storie, passato e presente, amore e azioni, sentimenti e memoria. Tremendo a tratti, ma sobrio dove poteva lasciare spazio al facile strazio. I drammi, le vite pulsano nelle vicende intrecciate, o meglio accavallate, ma per lo spettatore è più l'ignoto che piano piano si dipana a far da protagonista, nei tre piani temporali nella narrazione. Le attrici riescono perfino a superare in bravura la loro bellezza. Toccante, intenso, bello. Se ti dicono che è lento, non ascoltarli.

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Riferimenti:
- il film su wikipedia (en) e (it)
- un'analisi di Roberto Bernabò

01 ottobre 2009

Tutto e niente



"Nothing is everything" (Niente è tutto), si legge su un muro colorato proposto da Star Walls.
Noto che a seconda di come si decide di tradurlo (o meglio, interpretarlo), il significato cambia, e con esso la visione del mondo.
Per esempio: "Nessuna cosa è tutto quanto" e "Il niente è tutto" sono opposti tra loro, completamente opposti, tanto che alla fine, forse, coincideranno.

21 settembre 2009

Riconoscimenti

Se bendato ti conducessero sulla sabbia, sapresti di essere in spiaggia grazie all'orecchio lambito dal frangersi delle onde, alla pelle irradiata dalle emanazioni solari, ai piedi semiaffondati nel morbido granulato. Che gioia, il bambino in te non sta già nella pelle, ma l'adulto clicca su "altrove" e vai di teletrasporto. Di nuovo sabbia e sole e brezza marina: dal profumo della macchia mediterranea intuisci la latitudine, dalla ventosità e dalla bellezza del contatto tattile arguisci di essere su un bel litorale isolano. Per qualche particolare potresti addirittura individuare il luogo esatto, come la temperatura della battigia, rinfrescata dalle acque del rio Solanas che filtrano sotto il mare, diluendo la salinità per un tratto di nuotata. Lì sapresti di star bene, ne saresti contento e soddisfatto, ma in alcuni frangenti, imprevedibilmente, ti trovi disposto a un lascia o raddoppia quasi da incosciente e premi di nuovo alla cieca il pulsante del rischio, affidandoti alla buona stella e a quelle che hai salutato mentre cadevano o si facevano sparare allegramente attraversando il cielo blu notte. E vai, e aaaaah, ecco, ecco, eccoci: i piedi ti restituiscono l'infinita carezza a clessidra di un talco quasi impalpabile, eppur terreno. Un godimento a metà tra materia e spirito, una sabbia che ti è ben nota, che riconosci: simile a quella di Chia a cala Campana o a quella di cala Giunco a Villasimius e allora decidi di fermarti lì. Ti fai sbendare e il mare dinanzi a te regala i toni del verde e del blu, gli scogli che si alternano alle calette sono levigati da anni luce di eppure soffia, la vegetazione che attornia l'intera baia predilige ginepro leccio e lentischio e la collina digrada trasformandosi in bianche dune al centro. Meraviglia delle meraviglie, riconosci tutto quanto senza esserci mai stato, capisci che hai fatto bene a farti sbendare e sorridi a quanto sei stato fortunato a capitare, quasi per caso, a Porto Sa Ruxi. Con gioia stupenda ci nuoterai e trasecolando ti dici che vorresti farlo per sempre.

15 settembre 2009

Non è solo un ottavo di pizza

Quella è la pigrizia mentale che impedisce di vedere le cose, bloccando la percezione anche delle più evidenti.
Non è vero, per esempio, che non esiste più la mezza stagione. Esiste, ed è caratterizzata da un clima particolare, un clima in cui se stai nudo hai freddo e se ti vesti hai caldo. Qui c'è stata ieri. Da stanotte è già autunno da finestre chiuse.

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E tu chiudile pure, rivestiti se tocca rivestirsi, ma svestiti delle armature e non dimenticar che bello è aprirsi.

10 settembre 2009

Imbrunire

Stasera ho finito di corricchiare che s'erano già accesi i lampioni. Nemmeno le giornate son più quelle di una volta, non durano, sarà il ritorno della mezza stagione o sarà che quelli hanno imposto i tagli anche all'ora legale, rosicchiando senza parere minuti alle nostre vite per riservarli allo sponsor.

Ma non importa, finché c'è fiato c'è speranza. Nientemeno che del creazionismo parlavano quattro ragazzi correndo affiancati (ho origliato seguendoli fino alla curva, poi ognuno per la sua strada, che io faccio il mio di giro) e a tal proposito hanno menzionato il Flying Spaghetti Monster, così ho saputo dell'esistenza di questa nuova religione nata come parodistica protesta contro i pericolosi zucconi del pensiero letterale.

Promemoria maglietta: non indossare battute ambigue, altrimenti risulterà imbarazzante sorridere a chi incroci, ammesso che ti venga da sorridere (spesso sì, volentieri). Dunque metti al bando questa, che ha anche una certa età, oltretutto.

Le zanzare, fortunatamente, erano troppo stanche per pungere attraverso la pelle madida durante lo stretching finale. Casa, doccia, pasta al pesto, un altro po' di traduzione per portarsi avanti.

09 settembre 2009

Qualcosa d'irresistibile

I tuoi capelli lisci e scuri, i tuoi boccoli biondi, la testa reclinata sulle mie ginocchia, le labbra che ancora non conoscevano lingua, il verde montano del tuo sguardo in campo d'ambra, quei due laghi azzurri incorniciati da chiome di grano, i baci timidi, l'audacia frammista a ritrosia, il calore ripetuto della passione a sorpresa, il bacio perfetto, le fossette lombari del tuo bacino mediterraneo, i tuoi mugolii da fuochi d'artificio continui, il prorompere dei tuoi seni al nostro primo lento, il sorriso bagnato quanto l'erba del giardino, l'incredibile creatura in carne e curve, il suggello di una luna rossa, la dolcezza consapevole, l'avventura di musica e parole, il batticuore dell'impeto, lo sfizio del desiderio condiviso, le vibrazioni radiose, le sontuose cavalcate e disperanti, le carezze del toccar con mano l'ineffabile, la complicità ormonale, il sudore totale, la moltiplicazione dell'essere, l'orgasmo dell'anima, lo sguardo a ventosa, i tuoi gesti di appartenenza, l'offerta, i portafortuna, le affettuosità terapeutiche, il ruggire del godimento, la golosità del gelato, la soavità dello scoprirsi, la grandezza del riconoscersi, la rinascita delle riaperture, la bellezza che sa illuminare, la speranza che fa innamorare.

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Rispondendo a "cosa vi colpisce in una donna?", dicevo per l'appunto: Come si muove nello spazio, come guarda, come sorride. La forma del culo, la differenza di diametro tra vita e fianchi. Poi si può approfondire e l'elenco sarebbe lunghissimo, perché in ciascuna c'è qualcosa di bello e in qualcuna qualcosa di irresistibile.

08 settembre 2009

Di REM così

Scendevamo delle scale. Fuori tempo, fors'anche un po' stonate rispetto al circondario, ma noi eravamo lì, reali e realmente preoccupati. Ad attenderci c'era il tempo perduto, quello di quando sei in ritardo ancor prima di partire. Si cercava d'agguantare un treno per l'ultimo predellino, pur sapendo che nemmeno prendendolo sarebbe stato possibile arrivare per tempo. Di mezzo, moltiplicandi ostacoli, piccoli e grandi, tutti egualmente avviluppanti, come lenzuola umide a vincolar caviglie e piedi. L'improbabile tinto di sensazioni, un lampeggiare carico di promemoria sentimentali, lo zampicare delle pulsioni opposte al volere o a quel che si credeva tale. Su di uno sfondo capace di acquattarsi per lasciar spazio al dire dell'eidomachia, incruenta guerra di visione che scaturisce in gestazione d'alba.

07 settembre 2009

Eh

I sorrisi, l'amore, la musica, le onde, il piacere, le cose buone, i colori, lo sguardo sul mondo, tutto bello, d'accordo, però il pensiero che l'unico "per sempre" su cui contare sia quello della morte, che chi se n'è andato non lo abbia fatto solo temporaneamente, un po' di giramento di coglioni lo suscita, eh.

06 settembre 2009

Dixie pixel swing

Noi sembriamo carne facile
fatta per gli istanti magici
di chi s'accontenta docile
di chi non fa caso a tutto il
sus-sur-ra-re

Quasi tutto viene semplice
se per ogni istante guardi lo
spazio che distanzia il forcipe
dallo spazio che prepara il
so-spi-ra-re

[stacco intreccio fiati]

Quasi tutto viene semplice
quando t'abbandoni come se
un istante almeno come si
deve ti spettasse in questo
na-vi-ga-re

Poi stentiamo a dirci magi re
ben che lo si sappia a tu per tu
quel che si sprigiona da più in là
quel che il nostro spazio interno
fa vi-bra-re

[di nuovo fiati e assoli ad lib.]

09 agosto 2009

A mare

Una volta festeggiato il compleanno della cajuina e l'onomastico del patatino, salperò coi miei cuccioli per l'isola magica, quella grande a forma di sandalo.
Come ho già detto, quando mi trovo su quella terra, anche al suo bellissimo interno ne percepisco l'energia che sale dalle piante dei piedi pervadendomi l'essere.

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e poi, è in quelle acque che si bagnano le blogstar!

06 agosto 2009

Potrebbe recapitare anche a te

Un sacco di socialcosi (twitter, friendfeed, facebook...) stanno dando ripetuti segni di cedimento.
Presto, scambiamoci i numeri di telefono!
Anzi, le coordinate delle colombaie, per i piccioni viaggiatori.

02 agosto 2009

Orologi fermi

Oggi per tutto il giorno sono le 10 e 25.
A Bologna, in stazione, lo sono dal 2 agosto 1980. A far esplodere le vite altrui furono i bombaroli fascisti, coperti da apparati deviati dello Stato.

31 luglio 2009

Defrag

Ero piccolo, camminavo sul ghiaccio. Poi di colpo fu estate di sudori e allergie tra i prati. Ormai lontane le spiagge le onde i cavalloni. Non sapevo ancora nuotare, usavo uno strano salvagente che al ricordo sa di spugna rivestita di plastica arancione, legato attorno al torace. Prima d'imparare, mi ritrovai in montagna. Al mare però avevo visto e tracciato le piste per le biglie dei ciclisti e le riproducemmo lassù, nella vasca di sabbia. Lassù sugli alberi arrivarono anche le vertigini, o forse fu un cagnetto precipitato dal balcone, tra i vapori della calura e lo svaporare onirico al ridestarsi. Comunque l'estate ogni volta finiva e si ricominciavano altri giochi, in altri luoghi e orari. Tutto quel che finiva mi rattristava, comprese le serie di trasmissioni in bianco e nero. A colori erano le capigliature, motivo di tre classifiche diverse sulle preferenze del momento, peraltro non espresse alle interessate bionde more e castane. Boschetto, prato, cortile, bande, dispute, partite, nascondino, carezze. Pensieri, canti, fantasie, timidezze. Sogni a lungo appiedati. Più oltre, le bici grandi, ancora più in là il motorino. Volti nuovi, o riedizioni cresciute di colpo erompendo vitali dalle dismesse divise scolastiche. Grembiuli bianchi, grembiuli neri, perfino i fiocchettini si portavano, da lontano rivedo addirittura i calamai fino a un attimo prima che sparissero, dopo decine di frustranti macchie e fogli bucati dalle cancellature. C'è chi cancella tutto di botto e rinasce come tabula rasa, ma no. Fin che alzheimer non ci separi, nulla andrà perduto, sebbene l'hard disk cranico cominci a sentirsi pieno.

12 luglio 2009

Sedici petali

Le carezze delle nubi alla luna hanno forma di carta da musica. Stelle cadenti non si lasciano ancora vedere, ne fanno le veci le lucciole. Pulsar rimpiazzano palpiti spenti nel blu. Ficca gli occhi nell'illusione di spazio profondo lassù, sarà la mente a cullar via il lamento, a tramutarlo in nenia e poi in canzone. Allora voce chiami canto chiami linfa chiami sangue chiami umori ed il pulsar sarà dei battiti. Affonda l'ascolto ficcante nel profondo del tuo spazio e cogline la forma, riscrivila in musica e mettila su carta, ché possa riaccarezzar la luna.

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bonus: una videocanzone di Noah and the Whale

24 giugno 2009

Succede se non hai l'iPod

Vado. Spengo e vado. Per una corsetta, che mi ci vuole proprio. L'essenziale e via al parco Nord: entro, guardo, respiro, una specie di saluto al sole per sgranchirmi, un minimo di stretching zona lombare e gambe e parto, senza indugiare all'ascolto del bonghista, che sarà lì anche al ritorno, né alla tentazione di attaccare bottone con la studentessa seduta all'ombra.
Il corridoio di chiome arboree incornicia la vista, procedo e senza forzare mi beo del piccolo privilegio. Corricchio in relax, tranquillo osservo la serenità del circondario, talmente tutto grazioso e benevolo da farmi sospettare un truman show di cose e persone e perfino animali, complici. Avanzo, ancora senza sudare.

I pensieri cominciano a vagare altrove, vedo perfino una che assomiglia a. Corro torcendo il collo per un po', ma è impossibile, e poi comunque. I pensieri vagano perché non è come quando fai la forma, capace di impegnarti tutta l'attenzione lasciandoti solo la pace dell'essere presente. E allora rimedio intimando alla mente di mettersi a contare le foglie, tutte quante, tutte le foglie di tutti i rami di tutti gli alberi che costeggiano la stradina e anche di quelli che formano il fondale oltre il prato laggiù.
Mi supera uno, in forma e fiato, non me ne curo ma un po' lo prendo da sprone e tuttavia continuo a non forzare punto. Torno dallo sterrato, tun-tà tun-tà, il ghiaino si fa ascoltare e insieme parte una melodia nella testa, ma il ritmo lo danno grilli e cicale, concertino cui si uniscono cinguettii vari. Dal film al cartone animato si passa quando scorgo il cane amico del vecchio Fido in Lilli e il vagabondo, accucciato nell'erba presso il padrone che gli volta le spalle, seduto su una panchina discosta dal passaggio. Una coppia m'incrocia, lui troppo magro lei troppo cicciottella, ma poi riguardandoli lui non sta male e lei ha occhi dolci e belli. Una sirena prona si rimira i piedi, chissà sognando una pinna caudale.

Intanto comincia il sudore a ruscellare di lato. Gli occhi rimangono protetti dalle sopracciglia, visto a cosa servono i peli, ripenso a quel thread, dov'era già, su un feed, no era al bar e le fazioni erano due. Io sto con i peli, mi piacciono insieme agli umori, quando mi piacciono.
La volta delle frasche crea un tunnel ombroso e aumento un pochino il ritmo. Ritorna anche il ritmo nella testa lo fanno le api lo fanno gli uccellini facciamolo anche noi innamoriamoci. Eh, non ho l'iPod ma la musica arriva comunque, tu invece lo stai programmando, no, forse stai mandando un messaggio, immagino rimirando la linea morbida di quei tratti assorti.

Si riesce al sole e alla calura e l'ultimo raccordo del giro lo cammino, mentre lo sguardo abbraccia il panorama e il suo respiro, fronde al cielo solcato da strisce bianche come desideri, il pulsare di un qui e ora quieto di parca soddisfazione, quella di chi ricorda ma non si strugge. Vivo e traspiro, traspare al mio vivere il mondo.

31 maggio 2009

Fase per fase

La luce della luna è solo un riflesso, dicono i detrattori, lei è poco più di un sasso un po' più grosso degli altri che si ostina a girarci in testa.
Lo splendore della luna, in realtà, al tuo occhio primitivo e bambino è la prova visibile che il sole non t'ha abbandonato, ma continua a illuminare anche quando il globo ruotando ti occulta, e presto tornerà a inondarti di calore. Dormi col sorriso disteso a forma di alba.

24 maggio 2009

Dire, fare, ricordare

Un messaggio intenso e insieme struggente ricorre casualmente alla memoria. Tradotto suonerebbe più o meno così:

aarrggh ogni giorno vorrei essere già lì, ma poi vorrei non esserci ancora, perché so che non sarò più lì l'indomani

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Mi vien da dire che vivere a pezzi alla fine a pezzi ti ci fa davvero, a meno di ricordarsi della teoria delle perle azzurre e belle sul filo vitale, preziosi ingredienti di una collana di sorrisi totali. E purché tale collana, indossata, non pieghi il collo obbligando lo sguardo a terra, ma gli permetta di spaziare in un presente pieno di orizzonti, un presente profumato di futuro.

15 maggio 2009

Con spirito lieve

Prendi un ampio giardino, come quello dietro alla Villa Reale di Monza la domenica mattina. Dalle 10.30 e per un'ora e mezza ci trovi alcune decine di persone che in silenzio spostano l'aria al rallentatore, serenamente. Mettiti in mezzo, così da poter osservare e imitare i movimenti di qualcuno più esperto da qualsiasi angolazione in cui ti verrai a trovare. Vai con fiducia e vedrai, anzi assaggerai gratuitamente il Tai Chi Chuan.

Poi, se avrai un po' di spudoratezza, potrai chiedere e ottenere un massaggio shiatsu. Shi-atsu sarebbe digitopressione, ma con me Barbara di Shiatsu e Natura (Monza) ha usato i gomiti, procurandomi grande e doloroso beneficio. Credo proprio abbia iniziato a smuovermi alcuni blocchi profondi, per la serie: l'evoluzione, fortunatamente, non finisce mai.

Dire e fare con semplicità e immediatezza, ovvero dire quel che vuoi dire e fare senza indugio, sono ingredienti quasi sicuri per le cose belle. Cielo e prato ti toccano meglio se ti muovi e non importa la goffaggine, prima o poi la supererai, supereroe.


P.S.: segnalo volentieri anche il Centro Shiatsu Valtellina (Morbegno), dove Maurizio conduce tra l'altro meditazioni zen.

05 maggio 2009

Biodanza in Brianza

Qualche sera fa mi sono avvicinato a una pratica per me nuova e su invito di mia cugina ho provato la Biodanza. Una bella esperienza, strana e basilare, ricca: ci si trova in gruppo (nel mio caso, a Monza, una dozzina di persone eterogenee) e si compiono dei movimenti, con semplicità e superamento di pudori, lasciandosi guidare dalla musica e dalle indicazioni del "conduttore", che delinea un tema e dei percorsi di fisicità e sensibilità.

Si sono create belle armonie e ho percepito scambi energetici potenti e delicati ad un tempo. In certi casi, alla fine sembrava di conoscersi da sempre e i ringraziamenti reciproci scaturivano dall'autentico benessere regalatoci a vicenda. Probabile sia stato anche fortunato a capitare con un tema particolarmente incoraggiante: primavera e rinascita, su una colonna sonora con un sacco di pezzi che conoscevo, tra l'altro (dal girotondo al rock, dalle ballate ai lenti, dalle canzoni alle suggestioni sonore).
Empatia, abbracci, sfioramenti, intrecci d'aura nel fluire individuale e collettivo, energia e pienezza, comprensione, sorriso interiore, profondità radiosa, lieta levità, evviva. Magari sapessimo portare tutto questo nel quotidiano vivere.

Info e contatti: Raffaella Mariani (e-mail, cell. 335-6651577)

24 aprile 2009

Domattina con l'ANPI Bovisa, fazzoletto rosso al collo

Vai vicino a quelle lapidi, leggi le date di nascita e di morte: ti farà da promemoria sull'età di quei ragazzi, generosi loro malgrado.
Omaggiarli dopo tanti anni ha ancora senso se non vuoi dare per scontato ciò che scontato non è stato per loro e non sarà per i tuoi figli, se non sposti il culo dal divano a un sellino di bicicletta, per esempio.

Bisogna essere motivati.
Buon 25 aprile

01 aprile 2009

Peace and love

Sento che l'universo mi ama con passione.
Anche le zanzare, in fondo, vogliono solo succhiarmi un po'.

25 marzo 2009

Autocompiacimento

Stamattina troppo presto mi son svegliato e non ho potuto fare a meno di alzarmi per un insopprimibile bisogno di fare pipì. Il fatto in sé mi scocciava, a me piace rimanere a letto fino all'ultimissimo minuto. Poi ho visto l'orario, le 5 e mezza circa, e subito dopo essermi liberato la vescica m'è venuto in mente di uscire sul balcone, dove ho potuto ammirare Venere, verso est, luce di prima della luce. Lì mi son lasciato accarezzare dalla considerazione di essere quasi sempre e comunque capace di guardare al lato radioso della vita.

19 marzo 2009

Un augurio, un auspicio

Che i figli si ricordino dei padri, che i padri si ricordino d'esser stati figli.

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sintonie passate e presenti:
La tavolata
Gilgamesh

17 marzo 2009

Irretiti

La questione della "separazione 2.0" cui accenna La Tengi non è cosa da sottovalutare.

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(colonna sonora facoltativa)

10 marzo 2009

Sentiamoci, vediamoci

Venerdì 13 marzo 2009 risalirò sul palco del Mi Cantino in via Dante 6 a Monza con i Blubaluba.

Il repertorio pesca come sempre nel soul, funky, R&B. La formazione comprenderà: voci (Zu, Elisa), tromba (Ivan), sax (Mauro), chitarra (Matteo), tastiera (Stefano), basso (Cristiano) e batteria (Bruno*).

Il concerto inizierà alle 23:00, ma è consigliabile essere lì un po' prima, meglio ancora prenotare telefonicamente allo 039 322970.
Ingresso libero. Ci vediamo lì?



(*)Bruno Saitta, che sostituisce per l'occasione il nostro Roberto "rockymountain" Pucci, suonava già da ragazzino con me, Ivan, Stefano e altri negli Art&Soul. Ora, tra l'altro, fa parte della Babbutzi Orkestar.

28 febbraio 2009

In diretta

Lorenzo, vedendo la scena di Happy Feet in cui il pinguino viene bombardato di clic fotografici, mi chiede: "Se ti scattano tante foto puoi andavre fuovri di testa?"
Io: "Perché? Vuoi dire col flash?"
L.: "Eh, se ti scattano tantissime foto col flash puoi andavre fuovri di testa?"
Io: "Non per le foto in sé, ma forse con un numero esagerato di flash potrebbero esserci conseguenze."
L.: "Ah, ecco pevrché Bevrlusconi è così. Ah ahahahah!"

Tutto scorre

Come un delta di montagna, il flusso di chi la rete la abita si scompone in tanti rivoli e va bene così, perché il permanere non è legato alla staticità, nemmeno nel vivere, nemmeno nei ricordi. Come dove quando e se si possa ricomporre un fiume non è sempre definibile, ma friendfeed costituisce una buona approssimazione. Tantopiù che ad arricchire quel corso insieme agli affluenti primari giungono le generose precipitazioni dei commenti, graditi temporali con lampi di "like".

17 febbraio 2009

Sì comment

Il vecchio sistema di commenti Yaccs, cui molti blogganti di lungo corso erano affezionati, ha interrotto il servizio. Per questo, da qualche tempo, non era più possibile commentare su CuT'n'PaStE, il più antico blog collettivo italiano di copia e incolla.
Ora, grazie all'intervento di Simone, la funzione è ripristinata. Prego, accomodati pure.

06 febbraio 2009

Giocando col rovescio

Da dietro un vetro, la pioggia ti può immalinconire, attenuandoti la luminosità fino all'incupimento. Se invece, con quella stessa pioggia, apri la finestra e annusi, l'olfatto ti restituirà a te, facendoti compiere un passo sensoriale verso il benessere, già solo per la gradevolezza di un'aria un po' più pulita.
Lasciarsi piovere è inevitabile, talvolta, o forse spesso. Se però succede attraverso il respiro anziché con le lacrime, farai riprendere i sensi al tuo sorriso, la vista ai tuoi occhi, l'abbrivo ai tuoi sogni, rinnovati.

P.S.: avevo ragione sulla primavera, me lo ridice quell'uccelletto che zompetta sui rami spogli ad annunciare che presto, almeno per un poco, spioverà.

02 febbraio 2009

Fay çe que vouldras

Puoi prendere spunto da qualsiasi cosa e arrivare a qualsiasi conclusione, a posteriori.
Come coi proverbi, spesso ambigui o addirittura contraddittori, specie nei dintorni della meteorologia (però per la Candelora io mi attengo alle filastrocche di nonna Teresita, secondo le quali la nevicata è suggello finale dell'inverno).
Un segno, un sogno, un detto, un motto, dipende da come li interpreti. Da come li vuoi interpretare. Non è difficile piegare un oroscopo alle tue contingenze, tantomeno far realizzare un presagio che ti riguarda: si cercano linee guida con insistenza tale da rendere autoavveranti a manciate le profezie. O le loro reinterpretazioni.
E tuttavia, proprio per la possibile persistenza del libero arbitrio, non rigetto alcun messaggio, in qualsivoglia forma giunga a farsi notare: sarà occasione per riconsiderare sé stessi e soprattutto delineare il prossimo passo da compiere, nel sentierino malamente tracciato dei desideri veri.

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Per il titolo, sono debitore a François Rabelais e alla regola dell'abbazia di Telema, che impone di fare ciò che si vuole.

30 gennaio 2009

Vai e fai, dai!

Mi sa che l'ultima frase dell'articolo di Mafe sul controllo vale anche per la nostra vita in generale.

22 gennaio 2009

Grande politica

Barack Obama chiude Guantanamo.
Il Comune di Milano vuole chiudere Conchetta.

Indovina qual è il centro di tortura e quale il centro sociale.

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twitter: #cox18
video: C6.tv
commenti: Dazieri, Robecchi, ...

05 gennaio 2009

Dicevo...

Stasera appendi una calza, anzi due: una per i dolcetti, l'altra per le dolcezze.
Credici e vedrai che arriveranno.

31 dicembre 2008

Verso l'ennesimo passaggio

Per quanto possa essere convenzionale anziché naturale, ci siamo talmente autosuggestionati da vivere l'avvento di un nuovo anno di calendario come un transito importante. Far finta di niente non sarebbe facile e forse nemmeno utile ai fini dell'autenticità. E poi un'occasione in più per condividere festosamente un momento va sfruttata al meglio, insieme all'opportunità di ennesima piccola rinascita, che sia di rinnovamento o di riconferma.

Duemilaenove mi suona bene, dunque un augurio musicale ci sta: che ci siano armonia, melodia e ritmo. Armonia nel saper gestire i rapporti con gli altri e con sé stessi, melodia nel ricordarsi di esprimersi sempre ma in modo opportuno e gradevole, ritmo per darci dentro come si deve e come ti piace.

Nota: melodia è scritto tutto attaccato, chiaro? Giusto per la precisione, giusto perché non si dica che suggerisco approcci troppo diretti. Sebbene, alle volte, possano poi generare battute irresistibili.

29 dicembre 2008

Il tuo doppio dimezzato

Scattare una foto del tuo volto, di fronte, poi tagliarla a metà in verticale e duplicare a specchio i tuoi lati, creando due nuove immagini. Questa l'idea realizzata ieri sera dalla fotografa pistoiese Francesca Pagliai.
Era presso il bellissimo SpazioMil di Sesto San Giovanni, dove sono arrivato tardi, troppo tardi per i discorsi, le perfomance, il dibattito, le presentazioni o quel che era. In tempo però per salutare gli amici, godermi una panoramica degli interni, con qualche allestimento, e per apprezzare l'idea del doppio fotografico.
Un'idea che produce risultati curiosi, esteticamente interessanti quanto inquietanti, grazie specialmente alla nostra presunzione di essere tutto sommato creature simmetriche. Invece, tanto per cominciare, tra lato destro e sinistro vi sono le differenze macroscopiche di contorno, come la presenza di una riga laterale nell'acconciatura, di un codino, di un neo, che raddoppieranno o scompariranno nel gioco di specchi delle due metà. Poi le differenze solitamente trascurate, grazie alle quali si generano due volti parecchio diversi, più o meno allungati, più o meno larghi.
Discrepanze fisiche, dunque, ma soprattutto una nuova lettura degli aspetti di un viso, come se si disponesse di una lente a focalità ricalibrata, per cogliere oltre. Constatare quanto siano marcate la bonomia e la tristezza rispettivamente nel lato sinistro e destro di un uomo che nel ritratto originale le teneva a bada o comunque al riparo dalla nostra indagine visiva. Quanto sia in realtà complesso un volto femminile che sembra occultare una forte parte di sé. O ancora, quanto sia fallace l'apparente compostezza di altri visi nel momento in cui l'obiettivo e il computer si alleano per ricostruirne il caos sottostante.
Ovviamente tintinna il ricordo di Medardo, Il visconte dimezzato che Italo Calvino fa ritornare orrendamente mutilato da una guerra coi Turchi. Di lui è tornata solo la metà cattiva, dice la sua balia Sebastiana. Di noi, invece, per fortuna quegli studi fotografici restituiscono tutte due le metà, oltre a un pizzico di comprensione in più.

21 dicembre 2008

Mezzogiorno di luce

Oggi, alle 12:04, solstizio. Che inauguri un inverno dal dolce cuor contento.

16 dicembre 2008

13 dicembre 2008

Ci fu un tempo

Ci fu un tempo, forse, in cui non serviva segnalare di avere scritto perché le parole raggiungevano da sole i destinatari. Un altro, forse ma forse, in cui non serviva nemmeno scrivere perché le cose erano già state dette. E addirittura, chissà poi se sì o no, un tempo in cui non serviva nemmeno dire, giacché gli sguardi avevano già provveduto a oltrepassare gli angusti confini verbali. E poi c'è adesso, quando cose del genere funzionano solo direttamente con santalucia, quella di magia e luce. E basta.

12 dicembre 2008

Piazza Fontana

Dodici dicembre è quasi un permalink di per sé. Lo è anche quando non vado là, come oggi, visto che alle 16.37 mi trovavo incolonnato altrove per impegni paterni. Lo è perché bisogna ricordare e rammentare che dopo i sempremila procedimenti e il tot di quasiprocessi nei troppi anni insaccati da quel pomeriggio di vite detonate, quella di piazza Fontana rimane una strage impunita.

11 dicembre 2008

Non serve incartarlo, ma se vuoi...

Per chi si lascia sciogliere e non se la squaglia, per chi tiene duro ma con tenerezza, per chi la vita è un gioco da prendere seriamente, per chi sa che donare è un regalo per sé, per chi ti legge online perché sei tu, per chi non sa chi sei ma segue le parole, per chi ritrova il dire seguendo le figure, per chi risorge per un giorno fuori stagione, per chi sposta lo sguardo dal foglio alla finestra e poi, dopo avere letto, esce e per magia riesce a esprimere un nuovo desiderio.

Puoi leggere online o scaricarlo e perfino stamparlo, il corposo file pdf del Post sotto l'Albero 2008, assemblato per la sesta volta da Squonk.


P.S.: ho riportato anche su Zuccate il mio contributo, che s'intitola Al vento decembrino.

10 dicembre 2008

Fior di fiocco

Negli anni, mi sto educando a smettere di pensare che la vita sia come un gelato, da cogliere e gustare immediatamente prima che si sciolga. In effetti, tale atteggiamento può portare a comportamenti affrettati, modi di fare inopportuni, stati d'impazienza deleteri.

Il fatto è che della vita, come dei gelati, sono davvero goloso e gli occhi bambini la reclamano di continuo, mai sazi di percorrerne le combinazioni, saggiarne le opportunità, assaporare la prelibatezza di ogni occasione.

La neve in città è innanzitutto considerata una scocciatura e un ostacolo. Ciò è comprensibile: oggi, per esempio, se non avessi potuto rimandare l'appuntamento al magazzino archivio del commercialista me la sarei vista direttamente con tanti yeti clacsonanti.

Provarsi a riaprire lo sguardo magico di quando ci si elettrizzava vedendo tutto bianco fuori prima di andare a scuola però è sano. Sano e opportuno. Inoltre rappresenta un esempio lampante di qualcosa da godere subito, qui e ora o mai più. Anche perché, come dice Calvin al suo tigrotto Hobbes: "Math will still be there when the snow melts", la matematica sarà ancora lì quando la neve si scioglierà.

[per Calvin and Hobbes Snow Art, grazie all'inesauribile Giavasan]

[se ti va, vedi anche questo raccontino e la traduzione]

02 dicembre 2008

Ridimensionare

Le parole sono importanti, occorre fare attenzione a quel che si dice o peggio si promette. O no?


The Wizard of Id by Parker and Hart

- Per stare con te scalerei montagne, attraverserei deserti e oceani.
- Che ne dici di passare da me stasera?
- Mi spiace, il cavallo s'è azzoppato e mi toccherebbe venire a piedi.

28 novembre 2008

Siparietto

Cajuina: "Ma uffa, non è giusto, tutti quelli che vanno in televisione sono ricchi e sempre bellissimi!"
Lorenzo: "E Bvrunetta, eh? Bvrunetta va in televisione, lui ti sembvra bello?"

18 novembre 2008

Noi ci saremo, e tu?

Ecco, ci siamo quasi: accorda, prova i volumi, abbassa le luci in sala... batti quattro, attacca!
E poi?
E poi senti il tiro, lascia vibrare l'anima e suona e canta e ascolta e sballa sul palco, e dal palco vedi e senti che balla e ascolta tutto il locale, e capisci che sei

al Mi Cantino, in via Dante Alighieri 6 a Monza, dove venerdì 21 novembre 2008 il concerto dei Blubaluba inizierà tra le 22.30 e le 23.00.

Se arrivi un po' prima ci trovi già lì e saremo felici di salutarti. In ogni caso è consigliabile prenotare (tel. 039 322970).

Zu, Elisa, Ivan, Mauro, Stefano, Matteo, Cristiano, Roberto / voci, fiati, tastiere, chitarra, basso, batteria / soul, funky, rhythm & blues, groove and love.

04 novembre 2008

Contralba

Apparecchia, disse, che ti mangerò viva. Ti bramo e ti sbrano, ma non tutta, non stare a preoccuparti. Lei, ubbidiente come s'era lasciata abituare, assentì facendo brillare lo sguardo. Le piaceva sdraiarsi su uno dei lunghi tavoli di legno, ancora appiccicosi di birra sversata e unti delle salsine versicolori, le piaceva contrastare il proprio igienismo con quel contatto tra la pelle sua nuda e gli sbriciolamenti residui degli avventori, ragazzi suoi coetanei che come lei vivevano lì quasi ogni serata, però dall'altra parte del bancone.

Aveva preso a rincasare sempre più tardi, ma sua sorella non la sentiva nemmeno, sprofondata nel sonnifero fino alla contralba, così come soleva chiamare l'aurora teorica nell'antracite metropolitana, momento in cui si evocava dagli abissi del nonsogno per arrampicarsi sui doveri lavorativi. Ossia, quando a cervello scarmigliato e barcollante si preparava a presentarsi in ufficio. Sola, da troppo tempo sola in mezzo a 8 milioni di abitanti, la ospitava sul divano letto affinché, sottratta all'obbligo di rimediare i soldi dell'affitto, la piccola potesse trovare anche il tempo di studiare.
Sola era anche lei, "la piccola", dopo avere abbandonato la compagnia dei giardini e l'eterno moroso, rimasto più stordito che addolorato dal suo menevadovianonstiamopiuinsiemeciao. Non avrebbe saputo definire il movente, comunque nessuno glielo aveva chiesto. Essere una ragazzina sintetica e determinata, alle volte veniva comodo. Nel caso, probabilmente avrebbe risposto con uno dei suoi sguardi intensi che lasciavano intendere qualsiasi cosa.

Mica s'era pentita. Studiare, stava studiando quasi zero. Imparare, però, stava imparando: sapeva come servire senza sprecare tempo né energie, come stuzzicare tutti quanti senza trovarsi invischiata in spiacevolezze, come soddisfare lui senza rinunciare mai al proprio appagamento.

Dunque, dopo aver fatto scattare i blocchi della saracinesca, si apprestava a spogliarsi e ad appendere diligente come ogni volta maglietta jeans e intimo prima di allungarsi sul primo tavolo di fronte allo specchio, quando la sua impazienza celata a stento subì un sussulto di arresto. Quanto aveva visto o creduto di vedere nel riflesso non era il solito famelico fauno, ma qualcuno o qualcosa di ben più inquietante. Tuttavia, deglutendo l'ansia e l'ingovernabile palpito, non si sottrasse alla sequela cerimoniale dei soliti movimenti, quelli capaci di attizzarlo irrimediabilmente e perciò altrettanto efficaci nel procurarle il piacere.
Piacere per lei sommo, fatto di potere, di potenza, potere in potenza da un certo punto di vista, ad ogni modo sufficiente a farla sentire per magia fuori di sé in quanto essenza inglobante. Lei era una e nel contempo unita a lui, da cui veniva mangiata e di cui in realtà si nutriva. Ogni volta, per più volte, instancabile.

E anche stavolta, lo percepiva orgogliosa con tutti e sette i sensi, lui reagiva tale e quale a un magnete, calamitato da lei oltre ogni possibile volontà, divorato dalla sua stessa voracità. Fiera, lei, di quella passione smodata. Fiera, lui, bestialmente. Anche stavolta, il suo godimento di ragazzina dea si scatenava. La sacralità dell'istante si eternava di nuovo. Sacrificarsi per lui non poteva inficiare il valore di quella vera e propria idolatria. Lo scintillio della mannaia le si amplificò nello sguardo che gli rimandò intenso più che mai, ancora una volta, l'ultima.

30 ottobre 2008

14 ottobre 2008

:-)*

Che poi, in realtà, un motivo vero per cui non si aggiorna più spesso l'aggeggio qui presente è che si finirebbe per scrivere e riscrivere lo stesso post. Della luna già si sa, la musica è sospesa oppure sta di , le foto e quando mai, goloso come sai, due tre malinconie e poi i contatti e le riscoperte, che son così per tutti quanti. Ho usato l'impersonale, ma parlo per me, sia chiaro. E lo "stesso post", adesso sarebbe questo. Col sorriso, però. Col sorriso e un bacio. Dormi bene, dormi.

12 ottobre 2008

Decantando

Dedicami una canzone su RadioBaby sabato pomeriggio. Io non potrò ascoltarla perché sarò al parco insieme ai miei familiari e ai vicini di casa, ma il giorno dopo all'oratorio mi faccio dire dalla mia amica che pezzo era e cos'ha detto il digei. Poi lunedì a scuola ti dico. Oppure te lo faccio capire. Ci vediamo all'intervallo lungo o al limite al cambio dell'ora in palestra. Me lo scrivo anche sul diario.

Bel brano, eh? Grazie del prop. T'ho mandato un reply su blip, come hai fatto a non accorgerti, scusa non mi stavi followando su twitter? Ah, no, friendfeed non lo uso, bisogna pur darsi un limite. Per me ok se mi aggiungi su facebook, però potresti anche tumblerarmi più spesso. Certo, certo, hai ragione anche tu che non sto scrivendo molto, ma chi lo trova più il tempo per dedicarsi al blog.

Ricominciamo daccapo, ragazzi. Aspetta, una matita? Ecco, segnati la tonalità. Non c'è bisogno che batti quattro: dammi l'accordo, attacco io e poi entrate tutti insieme. Ancora e ancora, finché non torna il groove giusto. Finché dal solco dell'anima non ricomincia a risuonare la vibrazione che ci vuole, quella che poi, quando finisce il pezzo, ci viene da darci un cinque.

27 settembre 2008

Quattro mani per strada

Tappe forzate è il titolo della novella che stanno pubblicando a puntate La Tengi e Squonk.
Dopo una breve interruzione, è bastato riaffacciarmi al feed per esserne acchiappato definitivamente e non poter fare a meno di sapere come proseguirà. Te la consiglio.

24 settembre 2008

Un po' tocco

L'esplosione atomica, dentro, c'è già stata. Tutto raso al suolo, rimangono solo le intelaiature da facciata, come negli spaghetti western o nelle sagome da foto ricordo finte. Sensazioni, memorie, visioni non sono però andate perdute, bensì digitalizzate. Stanno tutte strette strette, codificate come un calendario maya, sui polpastrelli. Indicizzate, si direbbe, ma anche le altre dita ne conservano il calco parziale. Una leggera pressione e sulla pelle, tua o mia non importa, s'irradierà un racconto, colorato secondo stagione, accorpandosi in forma di flash al formicolio dermico che forse scambierai per una leggera scossa. Di qui al sentimento il passo è breve o impercettibile e le onde faranno vibrare timpani e labirinto, di riflesso però, ché saran le ossa craniche ad accoglierle e ritrasmetterle. Non pensare a un inganno: son cose vere ancorché liofilizzate, vere e naturali, sebbene concentrate. Sono o non sono io a conservarle, seppure immagazzinate in altra forma da quella neuronale. Ritroveremo tutto se m'aiuterai, a mosse di breakdance ricapterai dall'aria elettrica tutte le nostre cariche. Si mischieran le cose, cosa vuoi, l'integrità, ma credi che quel pezzo che di te ogni giorno evapora ti mancherà alla fine, se non te lo dicevo non ci pensavi mica, alle cellule che muoiono di notte e alla loro scia che solo su Tralfamador vedresti intera, un'ombra ambrata dietro e innanzi al tuo presente. Allora, la vuoi questa carezza, vuoi darmi la tua Universale Concezione.

11 settembre 2008

Che ti prenda un golpe

La fregatura della fine del mondo sai qual è? Che non puoi esserne davvero sicuro. Voglio dire, se succedesse una catastrofe immane, a te sembrerebbe la fine del mondo, e ti dispiacerebbe ma in fondo saresti arrivato a vedere come va a finire, non ti perderesti nient'altro, e invece. Invece, non potresti mai sapere per certo che non sia circoscritta alla tua regione, provincia, città, palazzo. Un nubifragio, un terremoto, un bombardamento, un'esplosione.

La fregatura peggiore comunque è quando il mondo te lo fanno finire gli altri, altri umani come te, più o meno come te, diciamo, solo che in quel momento sono abbastanza merde da fottersene di ogni singola storia di vita e affetti e sudore e gioia e sangue e sguardi. Abbastanza merde da decidere che tu non puoi decidere. Perché ti ritengono irresponsabile*, per esempio.

L'ironia, la beffa, è che a causa di un'altra tremenda strage che ricorrerà in seguito, numericamente più contenuta ma infinitamente più spettacolare e trasmessa in diretta, quella fregatura non la ricordano nemmeno più. E tu, tra le migliaia e migliaia di morti o le decine di migliaia di torturati, non solo non conti una mazza, ma non hai nemmeno diritto alla memoria condivisa e ufficiale.

11 settembre 1973, colpo di stato militare in Cile, con l'avallo e probabilmente il sostegno degli Stati Uniti, contro il tentativo di socialismo democratico iniziato con la libera elezione di Salvador Allende a Presidente della Repubblica. Successiva instaurazione della giunta capeggiata dal dittatore Pinochet (puh, ti sputo nella tomba), quello stesso che appariva nelle foto accanto al papa polacco, con lui benevolo (fanculo te e la madonna nera).

Altri, prima di loro, avevano bruciato libri. Loro bruciarono la musica quando, tra l'altro, spaccarono le mani a Victor Jara, prima di ucciderlo.

* parola di Henry Kissinger, Nobel per la pace proprio nel 1973 (puah, che ti prenda un golpe)

05 settembre 2008

Testo della trascrizione

Fff, cosa faccio? Avessi un libro almeno. Mmh, sì, i fogli. Cartella n. 687 Rif. Prot. eccetera. Dunque vediamo, 'mazza mezza palpebra pesa. Oggetto: visita previa neutralizzazione e provvedimenti ulteriori. Chi l'ha scritto. Ai sensi dei termini regolamentari... Vabbè, la solita spataffiata. Sgocciola, mizzega, brucia nell'occhio. (cazzzarola) ...stanti le risultanze cliniche che evidenziano modalità comportamentali patologiche (il soggetto, se aggredito, reagisce in modo spropositato, smisuratamente ./. Mannaggia a 'ste maniche, come la volto la pagina. (FANCULO) Minchia tutto ovattato. (AARR) Manco rimbalza. Oh, sarà mica gonfio, mi si chiude. Aspe', certo, la capocciata. Quel tizio, coi fogli in mano e i dentoni. Protervo. Proteso. Protesico, ahahah. Forse sì, ne avrà bisogno, visto come se li è spezzati. Comunque rimane brutto com'era. (ooh, ci sei?) Dio, sono afono. (OOH, TIPO, CI SEI?) Seeeh, mo' mi sente. Bah, adesso mi sdraio anch'io su 'sti materassi, anche in verticale li han messi, oh.
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14 agosto 2008

Stimoli

Siccome non ho mai voglia di partire, cerco di aiutarmi stimolando la memoria visiva riguardo alla destinazione...



...ok, preparo i bagagli.

08 agosto 2008

Blip

Blip non è niente male, perché oltre a segnalare canzoni le puoi ascoltare e commentare. Ho cominciato oggi e non mi ha ancora stufato.

02 agosto 2008

Muto

Nel senso che forse cambio.
Pelle, se prenderò abbastanza luce.
Gusti, se assaggerò le cose nuove.
Sguardo, se lo dirigerò più avanti.
Tempi, se ubbidirò più spesso al sole.

18 luglio 2008

45 giri



Everybody needs a bosom for a pillow

Bosom può essere seno o torace o petto e vale anche in senso figurato, e in effetti tutti hanno bisogno di poter essere accolti affettuosamente.
[foto di Mario Mancuso, musica dei Cornershop]

12 luglio 2008

Digli che ti rimando io

Ha ragione Massimo Morelli a sottolineare la bravura di Leonardo nella sua attualissima rivisitazione di Fiori per Algernon.

P.S.: a Fiori per Algernon si ispira anche Il topolino Crick (Effetto C.C.) di Francesco Silvestri (#, ##). Se ti capita, vedilo a teatro, altrimenti leggilo in Storiacce.

05 luglio 2008

Dal cuore dei sogni

Un giorno ti racconterò una storia. Una storia annodata con parole e gesti, su notturni illuminati a giorno. Un giorno, di sera, ti racconterò: ti aggiornerò sugli scenari muti e sugli snodi, e tra le gesta avranno voce anche i non detti, stagliati sullo schermo blu gas del cielo in mutamento, o già mutato.

Quel giorno che racconterò, che storia!, vedrò snodarsi tutto l'intestino, come un cervello sdoganato e crasso, capace d'imbarazzi o di sbottare con egual fatica. Quel giorno annotterà, tu annoterai tutti i paragrafi come ti pare, nessuna remora alla chiglia, puoi navigar come ti dice fato.

Non son sicuro che ci piacerà, non son sicuro. Non son nemmen sicuro che si debba fare. Non son tanto propenso a spubblicare, e non lo faccio. Nemmeno quando il cuore pulsa - no, va be', questa l'ho scritta per il ritmo ma non c'entra. E il resto? dice. Manco.

Di giorno o sera però ci racconteremo. E ci diremo quante luci ancor stanno brillando in mezzo a quegli sguardi. In mezzo, non in te o in me, proprio lì in mezzo, proprio a mezz'aria. Luci o lucciole. Non lanterne rosse, no. Luci o lucciole, o luccichii. Blu.

20 giugno 2008

Il solstizio anche di notte

Sabato sera, il 21 giugno, ci saranno un po' di concerti gratuiti in giro per Milano. Uno di questi è organizzato da Matteo e Stefano, che mi hanno invogliato ad andarci.
L'appuntamento, mi dicono, è nella bellissima Fonderia Napoleonica Eugenia in via Thaon di Ravel n° 21 (zona Isola) per la prima volta aperta ad un evento pubblico, dalle ore 22:00 alle 02:00.

Probabilmente prima vedrò la partita dell'Olanda, poi mi sposterò là a goder della musica (blues e jazz di ottimo livello) e dei beveraggi.

16 giugno 2008

Vola vola vola

Quelli di Viaggi solidali (che aderiscono ai principi del turismo responsabile) mi segnalano di avere a disposizione alcuni voli a prezzi di svendita per quest'estate. Destinazioni in offerta speciale: Etiopia, Mozambico, Messico, Ecuador, Perù e Repubblica Dominicana.
Diffondi questo annuncio e vincerai anche tu come me una giornata di bel tempo non appena arriverà la bella stagione.

14 giugno 2008

Biosincopi

Noto che troppo spesso non trovo facilmente la voglia di andare a dormire.

07 giugno 2008

03 giugno 2008

Aiuto diretto

Ho appena fornito un piccolo contributo alla donazione che Gilgamesh sta coordinando per portare aiuti diretti e concreti in Myanmar (ex Birmania).

Rilancia anche tu, grazie.

02 giugno 2008

Memorabile!

Che bello che ballo che bello che sballo il racconto che ho appena letto su L'isolavirtuale.
Un applauso ad Aquatarkus per "I nuovi ricordi".

28 maggio 2008

Una vincita all'otto

Oggi pomeriggio vado a festeggiare il Tondino (come lo chiamava la Caju* da piccolo per via della forma del capo e delle protuberanti guanciotte), che compie 8 anni. L'ho menzionato tante volte, ma al di là delle sue uscite che forse meriterebbero un blog a parte, non saprei esplicitare in misura sufficiente quanto mi apra il cuore la sua esistenza. Auguri, Lorenzo!

(*)Francesca, l'altra mia meraviglia.

21 maggio 2008

Amici di libro

Finalmente ho provveduto a concretizzare l'idea di Fraps, Mi, Narsil... e ho regalato alla biblioteca rionale Dergano-Bovisa (in via Baldinucci 60 a Milano) una copia di A passo d'angelo di Mikel Capelli, chiedendo loro di catalogarlo e metterlo a disposizione degli utenti.

Riferimenti:
l'autore
il libro
l'ho letto

13 maggio 2008

Per tutte le stagioni

Questo toccante brano di Henri Salvador* fa scorrere eleganti suggestioni evocando oggetti e miti, miscelando presenze e assenze. Un po' come succede agli innamorati malinconici, ma il cantato trasmette nelle sue inflessioni anche un sorriso interiore che sembra andare oltre, a nutrirsi di essenza (guarda quanto si può fare con un cambio di vocale).

Clicca pure per il video musicale e il testo originale e se vuoi leggi la mia traduzione qui sotto:

Jardin d'hiver (Giardino d'inverno)

Vorrei del sole verde
centrini e teiere
delle foto balneari
nel mio giardino d'inverno

Vorrei la luce
del New England
voglio cambiare atmosfera
nel mio giardino d'inverno

La tua gonna a fiori
sotto la pioggia di novembre
le mie mani che corrono
non ne posso più di aspettarti
Passano gli anni
com'è lontana la giovinezza
nessuno può sentirci

Vorrei un po' di Fred Astaire
rivedere un Latécoère
vorrei continuare a piacerti
nel mio giardino d'inverno

Voglio pranzare per terra
come lungo i golfi chiari
baciarti a occhi aperti
nel mio giardino d'inverno

La tua gonna a fiori
sotto la pioggia di novembre
le mie mani che corrono
non ne posso più di aspettarti
Passano gli anni
com'è lontana la giovinezza
nessuno può sentirci

Nel mio giardino d'inverno


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* ho poi scoperto che lo ha scritto Keren Ann.

08 maggio 2008

Otto per mille e cinque per mille (8 x 1000 e 5 x 1000)

Riguardo all'8 per mille, ho firmato di nuovo per i Valdesi, che hanno linee guida fatte per bene.

Il 5 per mille quest'anno lo devolvo all'A.N.P.I. (codice 00776550584, firma nel primo riquadro in alto a sinistra).

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Operare una scelta è opportuno e utile: tieni presente che la tua firma conta anche come "voto", per stabilire a chi attribuire le somme non esplicitamente destinate.

Altre idee? Di' la tua:
- Amnesty International, 03031110582
- Emergency, 97147110155
- Medici Senza Frontiere, 97096120585
- pispa lo dà all'ANFFAS di Milano (qui puoi scaricare l'elenco delle strutture)
- Sable sottoscrive per i Valdesi e per Terre des Hommes, 97149300150
- Raffa darà il 5x1000 all'UNICEF, 01561920586. "Sono tra i pochissimi che riescono (forse) a fare qualcosa per aiutare il Myanmar, di cui sembrano essersi dimenticati tutti."
- mia sorella Simona segnala l'Ageranvi, 97069140156

06 maggio 2008

Cicalecci

Una volta volevo dire che quelli che scrivono su twitter in terza persona mi sembrano i tamagotchi di sé stessi.
Poi ho pensato che non è una cosa carina da dire, specialmente considerando che lo fanno anche molte persone che stimo o che mi stanno simpatiche.
Poi ho pensato che invece siccome lo penso è meglio dirlo.
Poi ho pensato che comunque è una cosa marginale.
Poi ho pensato che tuttavia mi dà fastidio, anche se non abbastanza da costituire un criterio di selezione.
Poi penso che se non la smetto e non ricomincio immediatamente a tradurre, sarò in grave difficoltà con le prossime consegne, perché gli impegni lavorativi si stanno accavallando tra loro e sulle altre incombenze in un'ammucchiata di cose da fare, un'orgia senza orgasmo, un'urgenza dettata da altri, insomma tutto il contrario del vero vivere; so però che è una situazione temporanea e dunque posso dire: a presto.

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Nota:
comunque, twitter lo sto usicchiando anch'io.

Segnalazione:
Geek And Poke, un blog di vignette che toccano spesso l'argomento (ne ho tradotta una qui).

29 aprile 2008

23 aprile 2008

Tè resistente

Oggi a Milano Bovisa ore 17: incontro tra Cittadini e Partigiani c/o i nuovi locali della C.E.B. in via Broglio, 5.


Le prossime iniziative promosse dalla Sezione "F. Severgnini" - Bovisa dell'ANPI comprendono:

* 24 aprile 2008, ore 21: rappresentazione teatrale A piazza delle Erbe! 7 luglio 1944. La rivolta delle donne di Carrara della Compagnia Stradevarie, c/o il Circolo ARCI La Scighera in via Candiani, 131 - ingresso a sottoscrizione libera con tessera ARCI (a 6 euro per gli iscritti ANPI).

* 25 aprile 2008: un corteo di auto, bici e banda musicale percorrerà il quartiere per ricordare i combattenti, gli antifascisti e i partigiani della Bovisa che, deportati o uccisi, alla Bovisa non tornarono più. Partenza alle ore 9:30 da via Mercantini 15; il corteo poi si concluderà in piazza Bausan, presso la fontana. Infine, ci si saluterà al Circolo Familiare Bovisa in via Mercantini.

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Quanto al resto del mondo, rilancio l'iniziativa delle mondine "Radici resistenti", a Gattatico (RE), già segnalata da Astrid.

A Milano il 25 aprile inoltre: La bicicletta di Lia (10.45 via Hermada 8 a Niguarda, 11.30 Villa Litta ad Affori), bivacco partigiano (ore 12 all'ex Paolo Pini di via Ippocrate 45 c/o Olinda), poi manifestazione da piazza Oberdan ore 15 e infine Partigiani in ogni quartiere, multispettacolo con beveraggi e mangerie davanti al Torchiera (piazza Cimitero Maggiore, dalle 18 a oltranza).

Se ce n'è una alla quale partecipi o che ti pare degna di menzione, dimmelo, grazie.

21 aprile 2008

Nicchie di sicurezza

Quando la pioggia insistente ti pare bella, quando ti dimentichi per un po' della cervicale, quando non c'è assenza capace di svuotarti il mondo, significa che hai trovato un libro di quelli in cui vuoi tuffarti appena puoi, cui senti di anelare occhi e respiro, un libro come Everything Is Illuminated, per esempio.
Ssssh, non raccontarmi niente, mi raccomando: sebbene abbia visto il film per due volte (una e mezzo a dire il vero, essendomi perso l'inizio) so bene che la versione cartacea è tutt'un'altra faccenda e me ne sto accorgendo.
Parola chiave finora: "glow".

19 aprile 2008

La vita continua

Il cielo è azzurro, il sole splende, il mal di testa non tramortisce la voglia di coniugare un sacco di verbi al futuro. Cosa che funziona solo rispettando l'ordine grammaticale, ossia partendo dalla prima persona singolare per poi arrivare alle altre.

12 aprile 2008

Merda!

Modo più appropriato di fare gli auguri all'Italia non v'è, perché purtroppo almeno in parte ha ragione Gaspar.

Tuttavia a guardar bene, o anche solo ad annusare, delle differenze ci sono sempre: e se purtroppo, al momento, il panorama sembra sprovvisto di profumate fiande equine, ricordati che è sempre meglio la cacca bovina della merda di gatto o di cane, quantomeno secondo i criteri olfattivi, ma anche secondo parametri di utilità e danno.

Per questo domani andrò a votare.

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Incidentalmente, dai un'occhiata alle osservazioni di Rillo e di Doug, ben raffigurate dal titolo del manifesto che riporto qui sotto.

07 aprile 2008

La top ten!

Come dice Astrid: "Prima che inventassero il tumblr, c'era cut'n'paste."

Ecco, per noi che facciamo tutto a mano (ehm, su questo punto, qualcuno ebbe da ironizzare), è giunto il momento, gentile pubblico, di pubblicizzare la pubblicazione di
Sceglilmeglio, ovvero: la top ten di CuT'n'PaStE.

Buona lettura e grazie a tutti.

02 aprile 2008

Una rete di gentilezza

Lo è, per esempio, grazie anche a Gabriele di Cremona, che dopo aver visitato una vecchia pagina in cui lamentavo l'assenza dal web di una certa vignetta di Altan, me l'ha mandata via e-mail:



Argomento tuttora scottante, quello della pillola del giorno dopo, che essendo un anticoncezionale e non un medicinale abortivo, non può in alcun modo e in nessun caso giustificare l'obiezione di coscienza (sulla quale peraltro ci sarebbe parecchio da obiettare).

01 aprile 2008

Siamo in un acquario

Non c'è del.icio.us, tumblr, twitter o cipeciop che tenga: se vuoi dei bei link, anche il primo aprile, passa da Giavasan.

31 marzo 2008

Verso la hit-parade di CuT'n'PaStE

Il cosa e il come lo trovi leggendo quel tal post.

Ora che anche Simone ha detto la sua, vedi e rivedi quel tal post, hai ancora un grappolo di ore o forse giorni per partecipare, dato che il primo aprile non si lancia quasi* mai niente e quindi domani ce lo si prende di pausa.

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* blogrodeo a parte.

24 marzo 2008

Una canzone

Di seguito la mia traduzione di un pezzo di Joni Mitchell dall'album Blue, del 1971.
L'originale è qui.

All I Want (Tutto quel che voglio)

Viaggio su una strada solitaria
cercando qualcosa, che può essere?
Ti odio un po', un po' ti amo,
ti amo quando mi dimentico di me

Voglio essere forte, voglio ridere
voglio appartenere alla vita
e viva voglio alzarmi e scatenarmi
fino a disfare le calze davanti a un juke-box
Vuoi ballare con me?
Ti va di provarci
magari ad avere una storia con me,
dai!

Quel che voglio davvero dal nostro amore
è che tiri fuori il meglio in me e in te
Voglio parlarti, voglio farti uno shampoo
voglio rinnovarti ancora e poi ancora
applaudire, battere le mani alla vita
quando penso ai tuoi baci la mente vacilla
Vedi, lo vedi quanto mi fai male?
Così te ne faccio anch'io
e c'intristiamo tutti e due.

Viaggio su una strada solitaria
cercando la chiave per liberarmi
La gelosia, la brama sfibra,
e distrugge tutta la gioia possibile
Voglio divertirmi, voglio splendere come il sole
voglio essere io quella che vuoi vedere
voglio sferruzzare per farti un maglione
voglio scriverti una lettera d'amore
voglio farti sentire meglio
voglio farti sentire libero
voglio farti sentire libero

20 marzo 2008

Il tempo delle molle

Quello che ti spinge a fare, andare, mangiarti il mondo con gli occhi.
Comincia oggi, quest'anno: la pulce nell'orecchio me l'aveva messa la decorazione di Google, la conferma l'ho trovata dal contadino.

E la luna piena viene subito dopo l'equinozio, come a dire che i desideri vanno espressi dopo aver capito come bilanciarsi.

Beh, intanto vado a sentire i Monday Blues in quel di Bresso.

19 marzo 2008

Enhance Colors

Era un po' di tempo che non andavo da Cinisello Balsamo alla Bovisa al mattino presto. Oggi il disagio della sveglia imprevista è stato compensato quasi subito: guidando attraverso il parco nord, i colori accarezzavano la vista, generati dalla luce naturale che filtrava da un cielo teatro di nuvole vive, accostati in delicate tavolozze di bellezza quasi surreale, sfrontati nella loro avvenenza superiore. Un photoshop ultraterreno che induceva a esclamare intimamente: "Bravo Dio, si vede che cj hai la Passione!"

07 marzo 2008

Tacabanda

In casa sono stato sempre il più pigro con gli strumenti musicali (a parte il flauto a scuola, ho suonato solo il sax tenore per un paio d'anni verso la fine dell'adolescenza), credo soprattutto perché ai tempi del liceo già cantavo in un gruppo e mi piaceva così.

Gli altri invece almeno per un po' ci hanno dato dentro: mio fratello, oltre a suonare la batteria nei Fragole e Sangue e nei Pontebragas, se la cava un po' con la chitarra; la sorellina più piccola con clarinetto e sax, anche se poi s'è messa a far tremila altre cose e ha abbandonato il pentagramma.

Tere invece continua a suonare, oltre alla chitarra per i bimbi della scuola materna, il basso elettrico nella Banda di Seregno e la tromba in vari altri contesti, tra cui la S. Cecilia Big Band che si esibirà domani sera, 8 marzo 2008, al Teatro San Giuseppe di via Verdi a Meda (MI), alle ore 21:15, nell'ambito della VI Rassegna jazz medese.

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(io non vi assisterò perché impegnato sulle nevi coi miei pargoli - in Lorenzo s'è accesa la passione e pare anche parecchio portato per lo sci, sicuramente molto più di me, che bado più che altro a sopravvivere rimettendomi in gioco dopo un trentennio in panciolle)

04 marzo 2008

Selton

Quasi quasi faccio il bis. Me li ero già goduti mercoledì scorso, seguendo la dritta di Massimo, che ho poi incontrato lì in gradevole compagnia. E se dico che addirittura valgono un bis a distanza di una settimana, non servirà sottolineare che ti consiglio di non perderteli domani sera, mercoledì 5 marzo 2008, al Frida di via Pollaiuolo 3 a Milano.

Si tratta di quattro giovani musicanti brasiliani che propongono un'esibizione divertente, simpatica, coinvolgente. Suonano e cantano, bene, un po' in portoghese e un po' in italiano, con qualche svisata in milanese.
Sì, anche in dialetto, dato che il repertorio comprende principalmente pezzi di Jannacci, Cochi e Renato, e a ritroso fino al classicone di Giovanni D'Anzi. Poi eseguono anche qualche brano proprio, oltre alle cover dei Beatles con cui già si dilettavano per le strade e i giardini di Barcellona, dove pare siano stati notati e pescati come nelle migliori fiabe.

Visti dal vivo, i Selton conservano e trasmettono l'entusiasmo degli esordienti, ma mostrano una padronanza notevolissima, tale da permettere loro di osare e godersela, reinventandosi in continuazione. I quattro si fanno in quattro e cantano tutti, armonizzando ottimamente o gigioneggiando, oltre a suonare quasi di tutto, tra chitarre, basso, batteria minimale, percussioni varie e kazoo. Artisti di strada che se continuano così resteranno a lungo sulla strada maestra.


P.S.: ho un interrogativo inevaso riguardante "Silvano", una delle canzoni presenti nel disco Banana à Milanesa, registrata con la partecipazione di Enzo Jannacci che ne ha scritto la musica. Il testo, un po' sbilenco e surreale nello stile degli autori Ponzoni-Pozzetto, ovvero Cochi e Renato, comprende qualche passaggio oscuro, ma in particolare non capisco l'espressione "non valevole ciccioli". Cosa vuol dire? Se me lo sai spiegare, ti pago volentieri da bere.
Per dirimere il dubbio filologico, invece, mi sono affidato alla pagina ufficiale dei testi, visto che in rete si trovano versioni discordanti: "non valevo le ciccioli", "non-valevole ciccioli", "non volevo dei ciccioli" e addirittura "l'onorevole ciccioli" (questa l'ho sentita o ho creduto di sentirla, Su e Narsil possono testimoniare, anche da un cameriere della pizzeria La Fabbrica di viale Pasubio e al momento mi pareva plausibile).

Nota: che figata la rete! A distanza di un anno e mezzo, nei commenti è arrivata la risposta all'interrogativo posto sopra. Grazie a Jazzer!

03 marzo 2008

Scia

"Per fare le cose bisogna farle", diceva quello* e aveva ragione. Troppa mollezza, troppi se e ma, troppe sbarre inesistenti vietano in molti casi piccole o grandi esperienze verniciandole d'impossibilità. Chi si trincera dietro motivazioni che gratta gratta si rivelano impietosamente scuse, chi sortisce veli acrilici ad ammantare alla meno peggio pigrizia e paura, chi si rigira in sudari ingarbugliandoli ad arte fino a ottundere ogni movenza, chi s'inventa codicilli astrusi per soffocare il rischio di mettersi davvero in gioco. Chi? Oh, beh, quasi tutti, una volta o l'altra, cosa vuoi. Mica ce l'ho con qualcuno in particolare. Però se il talvolta diventa un sempre, se l'atteggiamento s'incancrenisce, stai all'occhio, perché il giorno per giorno cui rinunci non te lo restituisce nessuno. Trucchetto: quando trovi a portata di mano qualcuno carico d'entusiasmo, accodati. Non per fare il succhiaruote in eterno, giusto per prendere l'abbrivo, come in una spumeggiante scia.


* tra l'altro, il fatto che "quello" fosse il nonno di Sphera mi fa propendere per l'idea che la saggezza sia una questione di stirpe.


a cura di Giulio Pianese

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