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29 aprile 2006

Tai chi

Se non piove, alle 10 son lì.
Parco Sempione, vicino al laghetto, anche coi bimbi.

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Ah, ci siamo andati. Da principianti totali, abbiamo eseguito le 8 posizioni fondamentali. Francesca entusiasta, al punto da riprodurle anche a casa stasera, mentre spiegava a Tri cosa si intende come "energia interna". Lorenzo invece ha seguito solo fino a metà percorso, poi ha preferito dedicarsi a insetti e vegetazione.

Infine, dopo avere assistito a varie dimostrazioni, l'attenzione si è spostata sulle tartarughe del laghetto. Sono rimasto sorpreso dai loro colori e disegni, nonché dalla condiscendenza con cui una di esse si è lasciata trastullare dalle mani delicate dei miei cuccioli.

Domanda del giorno, pervenuta via cellulare: Chi pratica tale arte essendo un po' sovrappeso si potrà definire tai-ciccione?

28 giugno 2007

O almeno, stiràcchiati

Per la manutenzione dell'automobile o per far riparare un qualsiasi elettrodomestico il tempo lo trovi e per il tuo corpo no? Qui sotto voglio raccogliere idee ed esempi di piccoli esercizi che possano migliorare la qualità del vivere nella realtà fisica, muscolare, articolare. E di conseguenza, tutto il resto.

1° RSI prevention
Una serie di semplicissimi esercizi illustrati per la prevenzione dei dolori posturali o di sindromi quali il tunnel carpale. Le spiegazioni sono in inglese, ma le immagini chiariscono tutto anche ai non anglofoni. (*)

2° Zhang Zhuang
Gaspar Torriero è un drago garbato, l'ho già detto. Ergo, se vuoi praticare l'esercizio da lui suggerito, concediti pure di dimezzarne i tempi o perfino ridurli di molto. L'importante è cominciare, anche un minuto è meglio di niente per il proprio benessere.

3° Tai Chi
"Esercizi mattutini dalla Cina" a cura di Ludo e Gilgamesh, che in tre lezioni insegnano come provvedere da sé a tenersi in forma grazie alla cosiddetta ginnastica dolce. Gratis e senza effetti collaterali. (*)

4° Paschimottanasana
Al piegamento in avanti da seduti, se mai vi si arriverà, occorre puntare piano piano, come suggerisce Gianni Lombardi.

5° Saluto al sole
Una semplice sequenza di posizioni facile da ricordare che in un minuto comprende piegamenti, stiramenti, flessioni, che coinvolgono tutte le parti del corpo e il respiro. Secondo l'hata yoga, andrebbe ripetuta al mattino e al tramonto.
(segnalazione di Su)

6° Orologio pelvico
Gnamina consiglia di "sdraiarsi a pancia in su, gambe piegate e un po' divaricate, far aderire bene tutta la schiena a terra, parte lombare compresa, braccia lungo i fianchi con il palmo della mano rivolto verso l'alto. Chiudete gli occhi e poi visualizzate mentalmente il cerchio di un orologio esattamente tra il pube e l'ombelico. Ora inventatevi una sequenza di orari e muovete il bacino in quella direzione. Es. destra-sinistra (ore 9 e poi ore 15). Nota: il bacino deve rimanere aderente al suolo."

[eccetera]
Qui c'è spazio per quel che mi suggerirai tu (e anche per quel che descriverò io, forse).


(*) questi li avevo già segnalati nel libricino compilato per Grazia.


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Tra i suggerimenti più generici, ma non per questo meno validi:
§ Su consiglia il ballo in ogni sua forma e le capriole sul prato ("Conosco qualcuno che non ha mai smesso di farle perciò anche a settant'anni ci riesce benissimo, e assicura abbiano un effetto benefico anche sull'umore").
§ Intempestiva punta sullo yoga: "Per me fa davvero la differenza" e segnala un video e una serie di link.
§ Bhuidhe risponde: "Dormire: si bruciano 60 calorie all'ora."
§ Claudia: "Il karate! Libera corpo e mente."
§ Alliandre: "Suggerisco Workrave, un programmino che fa le stesse cose del software segnalato sul sito RSI Prevention, e in più è gratuito. Per la manutenzione, poi, vado di jogging e cavallo, per me l'effetto è lo stesso del karate di Claudia."

15 maggio 2009

Con spirito lieve

Prendi un ampio giardino, come quello dietro alla Villa Reale di Monza la domenica mattina. Dalle 10.30 e per un'ora e mezza ci trovi alcune decine di persone che in silenzio spostano l'aria al rallentatore, serenamente. Mettiti in mezzo, così da poter osservare e imitare i movimenti di qualcuno più esperto da qualsiasi angolazione in cui ti verrai a trovare. Vai con fiducia e vedrai, anzi assaggerai gratuitamente il Tai Chi Chuan.

Poi, se avrai un po' di spudoratezza, potrai chiedere e ottenere un massaggio shiatsu. Shi-atsu sarebbe digitopressione, ma con me Barbara di Shiatsu e Natura (Monza) ha usato i gomiti, procurandomi grande e doloroso beneficio. Credo proprio abbia iniziato a smuovermi alcuni blocchi profondi, per la serie: l'evoluzione, fortunatamente, non finisce mai.

Dire e fare con semplicità e immediatezza, ovvero dire quel che vuoi dire e fare senza indugio, sono ingredienti quasi sicuri per le cose belle. Cielo e prato ti toccano meglio se ti muovi e non importa la goffaggine, prima o poi la supererai, supereroe.


P.S.: segnalo volentieri anche il Centro Shiatsu Valtellina (Morbegno), dove Maurizio conduce tra l'altro meditazioni zen.

09 agosto 2014

Un'eccezione

Ammetto di aver fatto eccezione.
L'antefatto è che dopo anni ero di nuovo arrivato a toccare quota ottanta. E quindi, dopo essere riandato con la mente all'ultima volta in cui ero dimagrito sostanzialmente, ho adottato per analogia mimetica qualche piccolo provvedimento. Niente di impossibile, ma come allora, da lunedì, ho eliminato dalla mia dieta giornaliera i dolci e l'alcool. Salvo a colazione, riguardo ai dolci, ma comunque con moderazione, limitandomi a un cucchiaino di miele nella bevanda, che sia tè, malva o rooibos, e a qualche biscotto o a un po' di marmellata spalmata su fette biscottate o pane.
Troppo poco drastico, dici? Beh, io tendo spesso ad autocompiacermi per i piccoli risultati e a sfruttarne l'effetto come molla per ottenere di più e di meglio. E poi, c'è da spiegare una cosa: da piccolo ero magro, magrissimo; quando mi ritrovo sovrappeso, per me la sensazione è tuttora quella di essere "temporaneamente ingrassato", perfino laddove tale temporaneità si prolunghi per degli anni (alla descrizione di questo fenomeno, il mio amico Alberto di BZ si sbellicò fragorosamente di risa telefoniche tra la perplessità dei colleghi d'ufficio).
Poi, comunque, cerco di muovermi, andando a corricchiare quando riesco, camminando dove posso (mi dicono siano necessari ottomila passi al giorno tutti i giorni, vedremo come fare per tenere il conto). Secondo me un po' di chili se ne andranno (non oso dire che abbiano già iniziato l'esodo, per scaramanzia) e poi si tratterà di far durare la forma (uh, dire "la forma" mi ricorda il tai chi, ma tanto già so che se non è saggio assaggiare tutto, tantomeno lo è saggiarsi su troppi aspetti, meglio accontentarsi di spizzicare qua e là e su e giù).
Oggi, dicevo, ho fatto eccezione. Dopo pochi giorni non si dovrebbe, non è serio, ma suvvia: non capita tutte le settimane che la figlia compia diciott'anni e così ho brindato e mangiato anch'io la torta, in mezzo a un sacco di festeggiamenti iniziati con il sublime ramen del Fukurou, inframmezzati da graditissime visite a sorpresa e conclusi (per noi, giacché la neomaggiorenne poi è uscita coi suoi amici) con le sarde alla beccafico della rosticceria Golfo di Mondello.
Anzi, in verità, prima di salutarci abbiamo vissuto un momento particolare, in bilico tra risate emozionanti ed emozioni commoventi: da "bravo affabulatore", come sono stato gioiosamente o giocosamente definito in un commento, ho rievocato insieme alla famigliola riunita la nascita di Francesca, istante per istante, da quando la vidi uscire a tutte le fasi successive del più bel miracolo terrestre.

01 ottobre 2003

Rivoluzione

Per la serie: parole nella mia vita. Parole assenti o quasi, in questo caso. Non sono per natura rivoluzionario, tendo ad affezionarmi a quel che c'è, faccio fatica a cambiare, perfino a partire. Eppure nelle nuove situazioni, come nei nuovi incontri, finisco per trovarmi bene, benissimo. Entusiasmandomi addirittura.

Rivoluzione, comunque: oggi di certo, perché d'ottobre cos'altro ti verrebbe in mente? Il mito però, coltivato in seguito a letture liceali, è un altro: quello di una rivoluzione estiva, festiva (oltr'alpe) e festosa (per poco). Mito poi corretto e soppiantato dalla più sobria immagine di quel ch'era accaduto esattamente un secolo prima in Inghilterra.

Fuori dai libri, però, nessuna vera rivoluzione mia. Piuttosto un fluire armonico, o un adattarsi anodino, secondo le circostanze. Nemmeno i piccoli scontri hanno mai portato a un ribaltamento totale delle abitudini o a un taglio netto dei legami intrecciati.
Ricordo solo un paio di volte in cui l'avrei fatto, avrei mollato tutto, avrei rovesciato la vita mia come un calzino: in entrambi i casi era il cuore a condurmi, ma le fibrillazioni m'impedirono di procedere con la necessaria lucida levità.

Così, dentro di me, quando si parla di rivoluzione lo si fa come in un sussurro. Chissà che non sia proprio quella la mia strada: uno spostamento morbido, come i movimenti del tai-chi, con la forza docile del giunco. La forza domatrice piccola di cui mi dissero gli I-Ching.
Purché, nel tentativo di procedere senza troppi strappi, non cada addormentato. Oddio, anche se fosse, sono fiducioso nella mia buona stella, che manderà un suo raggio a posarmi un bacio in fronte.


a cura di Giulio Pianese

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