Sento che l'universo mi ama con passione.
Anche le zanzare, in fondo, vogliono solo succhiarmi un po'.
01 aprile 2009
25 marzo 2009
Autocompiacimento
Stamattina troppo presto mi son svegliato e non ho potuto fare a meno di alzarmi per un insopprimibile bisogno di fare pipì. Il fatto in sé mi scocciava, a me piace rimanere a letto fino all'ultimissimo minuto.
Poi ho visto l'orario, le 5 e mezza circa, e subito dopo essermi liberato la vescica m'è venuto in mente di uscire sul balcone, dove ho potuto ammirare Venere, verso est, luce di prima della luce.
Lì mi son lasciato accarezzare dalla considerazione di essere quasi sempre e comunque capace di guardare al lato radioso della vita.
19 marzo 2009
Un augurio, un auspicio
Che i figli si ricordino dei padri, che i padri si ricordino d'esser stati figli.
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sintonie passate e presenti:
La tavolata
Gilgamesh
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sintonie passate e presenti:
La tavolata
Gilgamesh
17 marzo 2009
Irretiti
La questione della "separazione 2.0" cui accenna La Tengi non è cosa da sottovalutare.
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(colonna sonora facoltativa)
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(colonna sonora facoltativa)
10 marzo 2009
Sentiamoci, vediamoci
Venerdì 13 marzo 2009 risalirò sul palco del Mi Cantino in via Dante 6 a Monza con i Blubaluba.
Il repertorio pesca come sempre nel soul, funky, R&B. La formazione comprenderà: voci (Zu, Elisa), tromba (Ivan), sax (Mauro), chitarra (Matteo), tastiera (Stefano), basso (Cristiano) e batteria (Bruno*).
Il concerto inizierà alle 23:00, ma è consigliabile essere lì un po' prima, meglio ancora prenotare telefonicamente allo 039 322970.
Ingresso libero. Ci vediamo lì?

(*)Bruno Saitta, che sostituisce per l'occasione il nostro Roberto "rockymountain" Pucci, suonava già da ragazzino con me, Ivan, Stefano e altri negli Art&Soul. Ora, tra l'altro, fa parte della Babbutzi Orkestar.
Il repertorio pesca come sempre nel soul, funky, R&B. La formazione comprenderà: voci (Zu, Elisa), tromba (Ivan), sax (Mauro), chitarra (Matteo), tastiera (Stefano), basso (Cristiano) e batteria (Bruno*).
Il concerto inizierà alle 23:00, ma è consigliabile essere lì un po' prima, meglio ancora prenotare telefonicamente allo 039 322970.
Ingresso libero. Ci vediamo lì?

(*)Bruno Saitta, che sostituisce per l'occasione il nostro Roberto "rockymountain" Pucci, suonava già da ragazzino con me, Ivan, Stefano e altri negli Art&Soul. Ora, tra l'altro, fa parte della Babbutzi Orkestar.
28 febbraio 2009
In diretta
Lorenzo, vedendo la scena di Happy Feet in cui il pinguino viene bombardato di clic fotografici, mi chiede: "Se ti scattano tante foto puoi andavre fuovri di testa?"
Io: "Perché? Vuoi dire col flash?"
L.: "Eh, se ti scattano tantissime foto col flash puoi andavre fuovri di testa?"
Io: "Non per le foto in sé, ma forse con un numero esagerato di flash potrebbero esserci conseguenze."
L.: "Ah, ecco pevrché Bevrlusconi è così. Ah ahahahah!"
Io: "Perché? Vuoi dire col flash?"
L.: "Eh, se ti scattano tantissime foto col flash puoi andavre fuovri di testa?"
Io: "Non per le foto in sé, ma forse con un numero esagerato di flash potrebbero esserci conseguenze."
L.: "Ah, ecco pevrché Bevrlusconi è così. Ah ahahahah!"
Tutto scorre
Come un delta di montagna, il flusso di chi la rete la abita si scompone in tanti rivoli e va bene così, perché il permanere non è legato alla staticità, nemmeno nel vivere, nemmeno nei ricordi. Come dove quando e se si possa ricomporre un fiume non è sempre definibile, ma friendfeed costituisce una buona approssimazione. Tantopiù che ad arricchire quel corso insieme agli affluenti primari giungono le generose precipitazioni dei commenti, graditi temporali con lampi di "like".
17 febbraio 2009
Sì comment
Il vecchio sistema di commenti Yaccs, cui molti blogganti di lungo corso erano affezionati, ha interrotto il servizio. Per questo, da qualche tempo, non era più possibile commentare su CuT'n'PaStE, il più antico blog collettivo italiano di copia e incolla.
Ora, grazie all'intervento di Simone, la funzione è ripristinata. Prego, accomodati pure.
Ora, grazie all'intervento di Simone, la funzione è ripristinata. Prego, accomodati pure.
06 febbraio 2009
Giocando col rovescio
Da dietro un vetro, la pioggia ti può immalinconire, attenuandoti la luminosità fino all'incupimento. Se invece, con quella stessa pioggia, apri la finestra e annusi, l'olfatto ti restituirà a te, facendoti compiere un passo sensoriale verso il benessere, già solo per la gradevolezza di un'aria un po' più pulita.
Lasciarsi piovere è inevitabile, talvolta, o forse spesso. Se però succede attraverso il respiro anziché con le lacrime, farai riprendere i sensi al tuo sorriso, la vista ai tuoi occhi, l'abbrivo ai tuoi sogni, rinnovati.
P.S.: avevo ragione sulla primavera, me lo ridice quell'uccelletto che zompetta sui rami spogli ad annunciare che presto, almeno per un poco, spioverà.
Lasciarsi piovere è inevitabile, talvolta, o forse spesso. Se però succede attraverso il respiro anziché con le lacrime, farai riprendere i sensi al tuo sorriso, la vista ai tuoi occhi, l'abbrivo ai tuoi sogni, rinnovati.
P.S.: avevo ragione sulla primavera, me lo ridice quell'uccelletto che zompetta sui rami spogli ad annunciare che presto, almeno per un poco, spioverà.
02 febbraio 2009
Fay çe que vouldras
Puoi prendere spunto da qualsiasi cosa e arrivare a qualsiasi conclusione, a posteriori.
Come coi proverbi, spesso ambigui o addirittura contraddittori, specie nei dintorni della meteorologia (però per la Candelora io mi attengo alle filastrocche di nonna Teresita, secondo le quali la nevicata è suggello finale dell'inverno).
Un segno, un sogno, un detto, un motto, dipende da come li interpreti. Da come li vuoi interpretare. Non è difficile piegare un oroscopo alle tue contingenze, tantomeno far realizzare un presagio che ti riguarda: si cercano linee guida con insistenza tale da rendere autoavveranti a manciate le profezie. O le loro reinterpretazioni.
E tuttavia, proprio per la possibile persistenza del libero arbitrio, non rigetto alcun messaggio, in qualsivoglia forma giunga a farsi notare: sarà occasione per riconsiderare sé stessi e soprattutto delineare il prossimo passo da compiere, nel sentierino malamente tracciato dei desideri veri.
--
Per il titolo, sono debitore a François Rabelais e alla regola dell'abbazia di Telema, che impone di fare ciò che si vuole.
Come coi proverbi, spesso ambigui o addirittura contraddittori, specie nei dintorni della meteorologia (però per la Candelora io mi attengo alle filastrocche di nonna Teresita, secondo le quali la nevicata è suggello finale dell'inverno).
Un segno, un sogno, un detto, un motto, dipende da come li interpreti. Da come li vuoi interpretare. Non è difficile piegare un oroscopo alle tue contingenze, tantomeno far realizzare un presagio che ti riguarda: si cercano linee guida con insistenza tale da rendere autoavveranti a manciate le profezie. O le loro reinterpretazioni.
E tuttavia, proprio per la possibile persistenza del libero arbitrio, non rigetto alcun messaggio, in qualsivoglia forma giunga a farsi notare: sarà occasione per riconsiderare sé stessi e soprattutto delineare il prossimo passo da compiere, nel sentierino malamente tracciato dei desideri veri.
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Per il titolo, sono debitore a François Rabelais e alla regola dell'abbazia di Telema, che impone di fare ciò che si vuole.
30 gennaio 2009
Vai e fai, dai!
Mi sa che l'ultima frase dell'articolo di Mafe sul controllo vale anche per la nostra vita in generale.
22 gennaio 2009
Grande politica
05 gennaio 2009
Dicevo...
Stasera appendi una calza, anzi due: una per i dolcetti, l'altra per le dolcezze.
Credici e vedrai che arriveranno.
Credici e vedrai che arriveranno.
31 dicembre 2008
Verso l'ennesimo passaggio
Per quanto possa essere convenzionale anziché naturale, ci siamo talmente autosuggestionati da vivere l'avvento di un nuovo anno di calendario come un transito importante. Far finta di niente non sarebbe facile e forse nemmeno utile ai fini dell'autenticità. E poi un'occasione in più per condividere festosamente un momento va sfruttata al meglio, insieme all'opportunità di ennesima piccola rinascita, che sia di rinnovamento o di riconferma.
Duemilaenove mi suona bene, dunque un augurio musicale ci sta: che ci siano armonia, melodia e ritmo. Armonia nel saper gestire i rapporti con gli altri e con sé stessi, melodia nel ricordarsi di esprimersi sempre ma in modo opportuno e gradevole, ritmo per darci dentro come si deve e come ti piace.
Nota: melodia è scritto tutto attaccato, chiaro? Giusto per la precisione, giusto perché non si dica che suggerisco approcci troppo diretti. Sebbene, alle volte, possano poi generare battute irresistibili.
Duemilaenove mi suona bene, dunque un augurio musicale ci sta: che ci siano armonia, melodia e ritmo. Armonia nel saper gestire i rapporti con gli altri e con sé stessi, melodia nel ricordarsi di esprimersi sempre ma in modo opportuno e gradevole, ritmo per darci dentro come si deve e come ti piace.
Nota: melodia è scritto tutto attaccato, chiaro? Giusto per la precisione, giusto perché non si dica che suggerisco approcci troppo diretti. Sebbene, alle volte, possano poi generare battute irresistibili.
29 dicembre 2008
Il tuo doppio dimezzato
Scattare una foto del tuo volto, di fronte, poi tagliarla a metà in verticale e duplicare a specchio i tuoi lati, creando due nuove immagini. Questa l'idea realizzata ieri sera dalla fotografa pistoiese Francesca Pagliai.
Era presso il bellissimo SpazioMil di Sesto San Giovanni, dove sono arrivato tardi, troppo tardi per i discorsi, le perfomance, il dibattito, le presentazioni o quel che era. In tempo però per salutare gli amici, godermi una panoramica degli interni, con qualche allestimento, e per apprezzare l'idea del doppio fotografico.
Un'idea che produce risultati curiosi, esteticamente interessanti quanto inquietanti, grazie specialmente alla nostra presunzione di essere tutto sommato creature simmetriche. Invece, tanto per cominciare, tra lato destro e sinistro vi sono le differenze macroscopiche di contorno, come la presenza di una riga laterale nell'acconciatura, di un codino, di un neo, che raddoppieranno o scompariranno nel gioco di specchi delle due metà. Poi le differenze solitamente trascurate, grazie alle quali si generano due volti parecchio diversi, più o meno allungati, più o meno larghi.
Discrepanze fisiche, dunque, ma soprattutto una nuova lettura degli aspetti di un viso, come se si disponesse di una lente a focalità ricalibrata, per cogliere oltre. Constatare quanto siano marcate la bonomia e la tristezza rispettivamente nel lato sinistro e destro di un uomo che nel ritratto originale le teneva a bada o comunque al riparo dalla nostra indagine visiva. Quanto sia in realtà complesso un volto femminile che sembra occultare una forte parte di sé. O ancora, quanto sia fallace l'apparente compostezza di altri visi nel momento in cui l'obiettivo e il computer si alleano per ricostruirne il caos sottostante.
Ovviamente tintinna il ricordo di Medardo, Il visconte dimezzato che Italo Calvino fa ritornare orrendamente mutilato da una guerra coi Turchi. Di lui è tornata solo la metà cattiva, dice la sua balia Sebastiana. Di noi, invece, per fortuna quegli studi fotografici restituiscono tutte due le metà, oltre a un pizzico di comprensione in più.
Era presso il bellissimo SpazioMil di Sesto San Giovanni, dove sono arrivato tardi, troppo tardi per i discorsi, le perfomance, il dibattito, le presentazioni o quel che era. In tempo però per salutare gli amici, godermi una panoramica degli interni, con qualche allestimento, e per apprezzare l'idea del doppio fotografico.
Un'idea che produce risultati curiosi, esteticamente interessanti quanto inquietanti, grazie specialmente alla nostra presunzione di essere tutto sommato creature simmetriche. Invece, tanto per cominciare, tra lato destro e sinistro vi sono le differenze macroscopiche di contorno, come la presenza di una riga laterale nell'acconciatura, di un codino, di un neo, che raddoppieranno o scompariranno nel gioco di specchi delle due metà. Poi le differenze solitamente trascurate, grazie alle quali si generano due volti parecchio diversi, più o meno allungati, più o meno larghi.
Discrepanze fisiche, dunque, ma soprattutto una nuova lettura degli aspetti di un viso, come se si disponesse di una lente a focalità ricalibrata, per cogliere oltre. Constatare quanto siano marcate la bonomia e la tristezza rispettivamente nel lato sinistro e destro di un uomo che nel ritratto originale le teneva a bada o comunque al riparo dalla nostra indagine visiva. Quanto sia in realtà complesso un volto femminile che sembra occultare una forte parte di sé. O ancora, quanto sia fallace l'apparente compostezza di altri visi nel momento in cui l'obiettivo e il computer si alleano per ricostruirne il caos sottostante.
Ovviamente tintinna il ricordo di Medardo, Il visconte dimezzato che Italo Calvino fa ritornare orrendamente mutilato da una guerra coi Turchi. Di lui è tornata solo la metà cattiva, dice la sua balia Sebastiana. Di noi, invece, per fortuna quegli studi fotografici restituiscono tutte due le metà, oltre a un pizzico di comprensione in più.
21 dicembre 2008
16 dicembre 2008
Un dono in più
Sotto l'Albero avrei visto bene anche questo bel racconto di Aquatarkus: Il dono del Natale.
13 dicembre 2008
Ci fu un tempo
Ci fu un tempo, forse, in cui non serviva segnalare di avere scritto perché le parole raggiungevano da sole i destinatari. Un altro, forse ma forse, in cui non serviva nemmeno scrivere perché le cose erano già state dette. E addirittura, chissà poi se sì o no, un tempo in cui non serviva nemmeno dire, giacché gli sguardi avevano già provveduto a oltrepassare gli angusti confini verbali. E poi c'è adesso, quando cose del genere funzionano solo direttamente con santalucia, quella di magia e luce. E basta.
12 dicembre 2008
Piazza Fontana
Dodici dicembre è quasi un permalink di per sé. Lo è anche quando non vado là, come oggi, visto che alle 16.37 mi trovavo incolonnato altrove per impegni paterni. Lo è perché bisogna ricordare e rammentare che dopo i sempremila procedimenti e il tot di quasiprocessi nei troppi anni insaccati da quel pomeriggio di vite detonate, quella di piazza Fontana rimane una strage impunita.
11 dicembre 2008
Non serve incartarlo, ma se vuoi...
Per chi si lascia sciogliere e non se la squaglia, per chi tiene duro ma con tenerezza, per chi la vita è un gioco da prendere seriamente, per chi sa che donare è un regalo per sé, per chi ti legge online perché sei tu, per chi non sa chi sei ma segue le parole, per chi ritrova il dire seguendo le figure, per chi risorge per un giorno fuori stagione, per chi sposta lo sguardo dal foglio alla finestra e poi, dopo avere letto, esce e per magia riesce a esprimere un nuovo desiderio.
Puoi leggere online o scaricarlo e perfino stamparlo, il corposo file pdf del Post sotto l'Albero 2008, assemblato per la sesta volta da Squonk.
P.S.: ho riportato anche su Zuccate il mio contributo, che s'intitola Al vento decembrino.
Puoi leggere online o scaricarlo e perfino stamparlo, il corposo file pdf del Post sotto l'Albero 2008, assemblato per la sesta volta da Squonk.
P.S.: ho riportato anche su Zuccate il mio contributo, che s'intitola Al vento decembrino.
10 dicembre 2008
Fior di fiocco
Negli anni, mi sto educando a smettere di pensare che la vita sia come un gelato, da cogliere e gustare immediatamente prima che si sciolga. In effetti, tale atteggiamento può portare a comportamenti affrettati, modi di fare inopportuni, stati d'impazienza deleteri.
Il fatto è che della vita, come dei gelati, sono davvero goloso e gli occhi bambini la reclamano di continuo, mai sazi di percorrerne le combinazioni, saggiarne le opportunità, assaporare la prelibatezza di ogni occasione.
La neve in città è innanzitutto considerata una scocciatura e un ostacolo. Ciò è comprensibile: oggi, per esempio, se non avessi potuto rimandare l'appuntamento al magazzino archivio del commercialista me la sarei vista direttamente con tanti yeti clacsonanti.
Provarsi a riaprire lo sguardo magico di quando ci si elettrizzava vedendo tutto bianco fuori prima di andare a scuola però è sano. Sano e opportuno. Inoltre rappresenta un esempio lampante di qualcosa da godere subito, qui e ora o mai più. Anche perché, come dice Calvin al suo tigrotto Hobbes: "Math will still be there when the snow melts", la matematica sarà ancora lì quando la neve si scioglierà.
Il fatto è che della vita, come dei gelati, sono davvero goloso e gli occhi bambini la reclamano di continuo, mai sazi di percorrerne le combinazioni, saggiarne le opportunità, assaporare la prelibatezza di ogni occasione.
La neve in città è innanzitutto considerata una scocciatura e un ostacolo. Ciò è comprensibile: oggi, per esempio, se non avessi potuto rimandare l'appuntamento al magazzino archivio del commercialista me la sarei vista direttamente con tanti yeti clacsonanti.
Provarsi a riaprire lo sguardo magico di quando ci si elettrizzava vedendo tutto bianco fuori prima di andare a scuola però è sano. Sano e opportuno. Inoltre rappresenta un esempio lampante di qualcosa da godere subito, qui e ora o mai più. Anche perché, come dice Calvin al suo tigrotto Hobbes: "Math will still be there when the snow melts", la matematica sarà ancora lì quando la neve si scioglierà.
[per Calvin and Hobbes Snow Art, grazie all'inesauribile Giavasan]
[se ti va, vedi anche questo raccontino e la traduzione]
[se ti va, vedi anche questo raccontino e la traduzione]
02 dicembre 2008
Ridimensionare
Le parole sono importanti, occorre fare attenzione a quel che si dice o peggio si promette. O no?

The Wizard of Id by Parker and Hart
- Per stare con te scalerei montagne, attraverserei deserti e oceani.
- Che ne dici di passare da me stasera?
- Mi spiace, il cavallo s'è azzoppato e mi toccherebbe venire a piedi.
The Wizard of Id by Parker and Hart
- Per stare con te scalerei montagne, attraverserei deserti e oceani.
- Che ne dici di passare da me stasera?
- Mi spiace, il cavallo s'è azzoppato e mi toccherebbe venire a piedi.
01 dicembre 2008
28 novembre 2008
Siparietto
Cajuina: "Ma uffa, non è giusto, tutti quelli che vanno in televisione sono ricchi e sempre bellissimi!"
Lorenzo: "E Bvrunetta, eh? Bvrunetta va in televisione, lui ti sembvra bello?"
Lorenzo: "E Bvrunetta, eh? Bvrunetta va in televisione, lui ti sembvra bello?"
18 novembre 2008
Noi ci saremo, e tu?
Ecco, ci siamo quasi: accorda, prova i volumi, abbassa le luci in sala... batti quattro, attacca!
E poi?
E poi senti il tiro, lascia vibrare l'anima e suona e canta e ascolta e sballa sul palco, e dal palco vedi e senti che balla e ascolta tutto il locale, e capisci che sei
al Mi Cantino, in via Dante Alighieri 6 a Monza, dove venerdì 21 novembre 2008 il concerto dei Blubaluba inizierà tra le 22.30 e le 23.00.
Se arrivi un po' prima ci trovi già lì e saremo felici di salutarti. In ogni caso è consigliabile prenotare (tel. 039 322970).
Zu, Elisa, Ivan, Mauro, Stefano, Matteo, Cristiano, Roberto / voci, fiati, tastiere, chitarra, basso, batteria / soul, funky, rhythm & blues, groove and love.
E poi?
E poi senti il tiro, lascia vibrare l'anima e suona e canta e ascolta e sballa sul palco, e dal palco vedi e senti che balla e ascolta tutto il locale, e capisci che sei
al Mi Cantino, in via Dante Alighieri 6 a Monza, dove venerdì 21 novembre 2008 il concerto dei Blubaluba inizierà tra le 22.30 e le 23.00.
Se arrivi un po' prima ci trovi già lì e saremo felici di salutarti. In ogni caso è consigliabile prenotare (tel. 039 322970).
Zu, Elisa, Ivan, Mauro, Stefano, Matteo, Cristiano, Roberto / voci, fiati, tastiere, chitarra, basso, batteria / soul, funky, rhythm & blues, groove and love.
04 novembre 2008
Contralba
Apparecchia, disse, che ti mangerò viva. Ti bramo e ti sbrano, ma non tutta, non stare a preoccuparti. Lei, ubbidiente come s'era lasciata abituare, assentì facendo brillare lo sguardo. Le piaceva sdraiarsi su uno dei lunghi tavoli di legno, ancora appiccicosi di birra sversata e unti delle salsine versicolori, le piaceva contrastare il proprio igienismo con quel contatto tra la pelle sua nuda e gli sbriciolamenti residui degli avventori, ragazzi suoi coetanei che come lei vivevano lì quasi ogni serata, però dall'altra parte del bancone.
Aveva preso a rincasare sempre più tardi, ma sua sorella non la sentiva nemmeno, sprofondata nel sonnifero fino alla contralba, così come soleva chiamare l'aurora teorica nell'antracite metropolitana, momento in cui si evocava dagli abissi del nonsogno per arrampicarsi sui doveri lavorativi. Ossia, quando a cervello scarmigliato e barcollante si preparava a presentarsi in ufficio. Sola, da troppo tempo sola in mezzo a 8 milioni di abitanti, la ospitava sul divano letto affinché, sottratta all'obbligo di rimediare i soldi dell'affitto, la piccola potesse trovare anche il tempo di studiare.
Sola era anche lei, "la piccola", dopo avere abbandonato la compagnia dei giardini e l'eterno moroso, rimasto più stordito che addolorato dal suo menevadovianonstiamopiuinsiemeciao. Non avrebbe saputo definire il movente, comunque nessuno glielo aveva chiesto. Essere una ragazzina sintetica e determinata, alle volte veniva comodo. Nel caso, probabilmente avrebbe risposto con uno dei suoi sguardi intensi che lasciavano intendere qualsiasi cosa.
Mica s'era pentita. Studiare, stava studiando quasi zero. Imparare, però, stava imparando: sapeva come servire senza sprecare tempo né energie, come stuzzicare tutti quanti senza trovarsi invischiata in spiacevolezze, come soddisfare lui senza rinunciare mai al proprio appagamento.
Dunque, dopo aver fatto scattare i blocchi della saracinesca, si apprestava a spogliarsi e ad appendere diligente come ogni volta maglietta jeans e intimo prima di allungarsi sul primo tavolo di fronte allo specchio, quando la sua impazienza celata a stento subì un sussulto di arresto. Quanto aveva visto o creduto di vedere nel riflesso non era il solito famelico fauno, ma qualcuno o qualcosa di ben più inquietante. Tuttavia, deglutendo l'ansia e l'ingovernabile palpito, non si sottrasse alla sequela cerimoniale dei soliti movimenti, quelli capaci di attizzarlo irrimediabilmente e perciò altrettanto efficaci nel procurarle il piacere.
Piacere per lei sommo, fatto di potere, di potenza, potere in potenza da un certo punto di vista, ad ogni modo sufficiente a farla sentire per magia fuori di sé in quanto essenza inglobante. Lei era una e nel contempo unita a lui, da cui veniva mangiata e di cui in realtà si nutriva. Ogni volta, per più volte, instancabile.
E anche stavolta, lo percepiva orgogliosa con tutti e sette i sensi, lui reagiva tale e quale a un magnete, calamitato da lei oltre ogni possibile volontà, divorato dalla sua stessa voracità. Fiera, lei, di quella passione smodata. Fiera, lui, bestialmente. Anche stavolta, il suo godimento di ragazzina dea si scatenava. La sacralità dell'istante si eternava di nuovo. Sacrificarsi per lui non poteva inficiare il valore di quella vera e propria idolatria. Lo scintillio della mannaia le si amplificò nello sguardo che gli rimandò intenso più che mai, ancora una volta, l'ultima.
Aveva preso a rincasare sempre più tardi, ma sua sorella non la sentiva nemmeno, sprofondata nel sonnifero fino alla contralba, così come soleva chiamare l'aurora teorica nell'antracite metropolitana, momento in cui si evocava dagli abissi del nonsogno per arrampicarsi sui doveri lavorativi. Ossia, quando a cervello scarmigliato e barcollante si preparava a presentarsi in ufficio. Sola, da troppo tempo sola in mezzo a 8 milioni di abitanti, la ospitava sul divano letto affinché, sottratta all'obbligo di rimediare i soldi dell'affitto, la piccola potesse trovare anche il tempo di studiare.
Sola era anche lei, "la piccola", dopo avere abbandonato la compagnia dei giardini e l'eterno moroso, rimasto più stordito che addolorato dal suo menevadovianonstiamopiuinsiemeciao. Non avrebbe saputo definire il movente, comunque nessuno glielo aveva chiesto. Essere una ragazzina sintetica e determinata, alle volte veniva comodo. Nel caso, probabilmente avrebbe risposto con uno dei suoi sguardi intensi che lasciavano intendere qualsiasi cosa.
Mica s'era pentita. Studiare, stava studiando quasi zero. Imparare, però, stava imparando: sapeva come servire senza sprecare tempo né energie, come stuzzicare tutti quanti senza trovarsi invischiata in spiacevolezze, come soddisfare lui senza rinunciare mai al proprio appagamento.
Dunque, dopo aver fatto scattare i blocchi della saracinesca, si apprestava a spogliarsi e ad appendere diligente come ogni volta maglietta jeans e intimo prima di allungarsi sul primo tavolo di fronte allo specchio, quando la sua impazienza celata a stento subì un sussulto di arresto. Quanto aveva visto o creduto di vedere nel riflesso non era il solito famelico fauno, ma qualcuno o qualcosa di ben più inquietante. Tuttavia, deglutendo l'ansia e l'ingovernabile palpito, non si sottrasse alla sequela cerimoniale dei soliti movimenti, quelli capaci di attizzarlo irrimediabilmente e perciò altrettanto efficaci nel procurarle il piacere.
Piacere per lei sommo, fatto di potere, di potenza, potere in potenza da un certo punto di vista, ad ogni modo sufficiente a farla sentire per magia fuori di sé in quanto essenza inglobante. Lei era una e nel contempo unita a lui, da cui veniva mangiata e di cui in realtà si nutriva. Ogni volta, per più volte, instancabile.
E anche stavolta, lo percepiva orgogliosa con tutti e sette i sensi, lui reagiva tale e quale a un magnete, calamitato da lei oltre ogni possibile volontà, divorato dalla sua stessa voracità. Fiera, lei, di quella passione smodata. Fiera, lui, bestialmente. Anche stavolta, il suo godimento di ragazzina dea si scatenava. La sacralità dell'istante si eternava di nuovo. Sacrificarsi per lui non poteva inficiare il valore di quella vera e propria idolatria. Lo scintillio della mannaia le si amplificò nello sguardo che gli rimandò intenso più che mai, ancora una volta, l'ultima.
30 ottobre 2008
14 ottobre 2008
:-)*
Che poi, in realtà, un motivo vero per cui non si aggiorna più spesso l'aggeggio qui presente è che si finirebbe per scrivere e riscrivere lo stesso post. Della luna già si sa, la musica è sospesa oppure sta di là, le foto e quando mai, goloso come sai, due tre malinconie e poi i contatti e le riscoperte, che son così per tutti quanti. Ho usato l'impersonale, ma parlo per me, sia chiaro. E lo "stesso post", adesso sarebbe questo. Col sorriso, però. Col sorriso e un bacio. Dormi bene, dormi.
12 ottobre 2008
Decantando
Dedicami una canzone su RadioBaby sabato pomeriggio. Io non potrò ascoltarla perché sarò al parco insieme ai miei familiari e ai vicini di casa, ma il giorno dopo all'oratorio mi faccio dire dalla mia amica che pezzo era e cos'ha detto il digei. Poi lunedì a scuola ti dico. Oppure te lo faccio capire. Ci vediamo all'intervallo lungo o al limite al cambio dell'ora in palestra. Me lo scrivo anche sul diario.
Bel brano, eh? Grazie del prop. T'ho mandato un reply su blip, come hai fatto a non accorgerti, scusa non mi stavi followando su twitter? Ah, no, friendfeed non lo uso, bisogna pur darsi un limite. Per me ok se mi aggiungi su facebook, però potresti anche tumblerarmi più spesso. Certo, certo, hai ragione anche tu che non sto scrivendo molto, ma chi lo trova più il tempo per dedicarsi al blog.
Ricominciamo daccapo, ragazzi. Aspetta, una matita? Ecco, segnati la tonalità. Non c'è bisogno che batti quattro: dammi l'accordo, attacco io e poi entrate tutti insieme. Ancora e ancora, finché non torna il groove giusto. Finché dal solco dell'anima non ricomincia a risuonare la vibrazione che ci vuole, quella che poi, quando finisce il pezzo, ci viene da darci un cinque.
Bel brano, eh? Grazie del prop. T'ho mandato un reply su blip, come hai fatto a non accorgerti, scusa non mi stavi followando su twitter? Ah, no, friendfeed non lo uso, bisogna pur darsi un limite. Per me ok se mi aggiungi su facebook, però potresti anche tumblerarmi più spesso. Certo, certo, hai ragione anche tu che non sto scrivendo molto, ma chi lo trova più il tempo per dedicarsi al blog.
Ricominciamo daccapo, ragazzi. Aspetta, una matita? Ecco, segnati la tonalità. Non c'è bisogno che batti quattro: dammi l'accordo, attacco io e poi entrate tutti insieme. Ancora e ancora, finché non torna il groove giusto. Finché dal solco dell'anima non ricomincia a risuonare la vibrazione che ci vuole, quella che poi, quando finisce il pezzo, ci viene da darci un cinque.
27 settembre 2008
Quattro mani per strada
24 settembre 2008
Un po' tocco
L'esplosione atomica, dentro, c'è già stata. Tutto raso al suolo, rimangono solo le intelaiature da facciata, come negli spaghetti western o nelle sagome da foto ricordo finte. Sensazioni, memorie, visioni non sono però andate perdute, bensì digitalizzate. Stanno tutte strette strette, codificate come un calendario maya, sui polpastrelli. Indicizzate, si direbbe, ma anche le altre dita ne conservano il calco parziale. Una leggera pressione e sulla pelle, tua o mia non importa, s'irradierà un racconto, colorato secondo stagione, accorpandosi in forma di flash al formicolio dermico che forse scambierai per una leggera scossa. Di qui al sentimento il passo è breve o impercettibile e le onde faranno vibrare timpani e labirinto, di riflesso però, ché saran le ossa craniche ad accoglierle e ritrasmetterle. Non pensare a un inganno: son cose vere ancorché liofilizzate, vere e naturali, sebbene concentrate. Sono o non sono io a conservarle, seppure immagazzinate in altra forma da quella neuronale. Ritroveremo tutto se m'aiuterai, a mosse di breakdance ricapterai dall'aria elettrica tutte le nostre cariche. Si mischieran le cose, cosa vuoi, l'integrità, ma credi che quel pezzo che di te ogni giorno evapora ti mancherà alla fine, se non te lo dicevo non ci pensavi mica, alle cellule che muoiono di notte e alla loro scia che solo su Tralfamador vedresti intera, un'ombra ambrata dietro e innanzi al tuo presente. Allora, la vuoi questa carezza, vuoi darmi la tua Universale Concezione.
11 settembre 2008
Che ti prenda un golpe
La fregatura della fine del mondo sai qual è? Che non puoi esserne davvero sicuro. Voglio dire, se succedesse una catastrofe immane, a te sembrerebbe la fine del mondo, e ti dispiacerebbe ma in fondo saresti arrivato a vedere come va a finire, non ti perderesti nient'altro, e invece. Invece, non potresti mai sapere per certo che non sia circoscritta alla tua regione, provincia, città, palazzo. Un nubifragio, un terremoto, un bombardamento, un'esplosione.
La fregatura peggiore comunque è quando il mondo te lo fanno finire gli altri, altri umani come te, più o meno come te, diciamo, solo che in quel momento sono abbastanza merde da fottersene di ogni singola storia di vita e affetti e sudore e gioia e sangue e sguardi. Abbastanza merde da decidere che tu non puoi decidere. Perché ti ritengono irresponsabile*, per esempio.
L'ironia, la beffa, è che a causa di un'altra tremenda strage che ricorrerà in seguito, numericamente più contenuta ma infinitamente più spettacolare e trasmessa in diretta, quella fregatura non la ricordano nemmeno più. E tu, tra le migliaia e migliaia di morti o le decine di migliaia di torturati, non solo non conti una mazza, ma non hai nemmeno diritto alla memoria condivisa e ufficiale.
11 settembre 1973, colpo di stato militare in Cile, con l'avallo e probabilmente il sostegno degli Stati Uniti, contro il tentativo di socialismo democratico iniziato con la libera elezione di Salvador Allende a Presidente della Repubblica. Successiva instaurazione della giunta capeggiata dal dittatore Pinochet (puh, ti sputo nella tomba), quello stesso che appariva nelle foto accanto al papa polacco, con lui benevolo (fanculo te e la madonna nera).
Altri, prima di loro, avevano bruciato libri. Loro bruciarono la musica quando, tra l'altro, spaccarono le mani a Victor Jara, prima di ucciderlo.
* parola di Henry Kissinger, Nobel per la pace proprio nel 1973 (puah, che ti prenda un golpe)
La fregatura peggiore comunque è quando il mondo te lo fanno finire gli altri, altri umani come te, più o meno come te, diciamo, solo che in quel momento sono abbastanza merde da fottersene di ogni singola storia di vita e affetti e sudore e gioia e sangue e sguardi. Abbastanza merde da decidere che tu non puoi decidere. Perché ti ritengono irresponsabile*, per esempio.
L'ironia, la beffa, è che a causa di un'altra tremenda strage che ricorrerà in seguito, numericamente più contenuta ma infinitamente più spettacolare e trasmessa in diretta, quella fregatura non la ricordano nemmeno più. E tu, tra le migliaia e migliaia di morti o le decine di migliaia di torturati, non solo non conti una mazza, ma non hai nemmeno diritto alla memoria condivisa e ufficiale.
11 settembre 1973, colpo di stato militare in Cile, con l'avallo e probabilmente il sostegno degli Stati Uniti, contro il tentativo di socialismo democratico iniziato con la libera elezione di Salvador Allende a Presidente della Repubblica. Successiva instaurazione della giunta capeggiata dal dittatore Pinochet (puh, ti sputo nella tomba), quello stesso che appariva nelle foto accanto al papa polacco, con lui benevolo (fanculo te e la madonna nera).
Altri, prima di loro, avevano bruciato libri. Loro bruciarono la musica quando, tra l'altro, spaccarono le mani a Victor Jara, prima di ucciderlo.
* parola di Henry Kissinger, Nobel per la pace proprio nel 1973 (puah, che ti prenda un golpe)
05 settembre 2008
Testo della trascrizione
Fff, cosa faccio? Avessi un libro almeno. Mmh, sì, i fogli. Cartella n. 687 Rif. Prot. eccetera. Dunque vediamo, 'mazza mezza palpebra pesa. Oggetto: visita previa neutralizzazione e provvedimenti ulteriori. Chi l'ha scritto. Ai sensi dei termini regolamentari... Vabbè, la solita spataffiata. Sgocciola, mizzega, brucia nell'occhio. (cazzzarola) ...stanti le risultanze cliniche che evidenziano modalità comportamentali patologiche (il soggetto, se aggredito, reagisce in modo spropositato, smisuratamente ./. Mannaggia a 'ste maniche, come la volto la pagina. (FANCULO) Minchia tutto ovattato. (AARR) Manco rimbalza. Oh, sarà mica gonfio, mi si chiude. Aspe', certo, la capocciata. Quel tizio, coi fogli in mano e i dentoni. Protervo. Proteso. Protesico, ahahah. Forse sì, ne avrà bisogno, visto come se li è spezzati. Comunque rimane brutto com'era. (ooh, ci sei?) Dio, sono afono. (OOH, TIPO, CI SEI?) Seeeh, mo' mi sente. Bah, adesso mi sdraio anch'io su 'sti materassi, anche in verticale li han messi, oh.
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Text released by dictathought © 2013, stored @ Central Archives.
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14 agosto 2008
Stimoli
Siccome non ho mai voglia di partire, cerco di aiutarmi stimolando la memoria visiva riguardo alla destinazione...

...ok, preparo i bagagli.
...ok, preparo i bagagli.
08 agosto 2008
02 agosto 2008
Muto
Nel senso che forse cambio.
Pelle, se prenderò abbastanza luce.
Gusti, se assaggerò le cose nuove.
Sguardo, se lo dirigerò più avanti.
Tempi, se ubbidirò più spesso al sole.
Pelle, se prenderò abbastanza luce.
Gusti, se assaggerò le cose nuove.
Sguardo, se lo dirigerò più avanti.
Tempi, se ubbidirò più spesso al sole.
18 luglio 2008
45 giri
Everybody needs a bosom for a pillow
Bosom può essere seno o torace o petto e vale anche in senso figurato, e in effetti tutti hanno bisogno di poter essere accolti affettuosamente.
[foto di Mario Mancuso, musica dei Cornershop]
12 luglio 2008
Digli che ti rimando io
Ha ragione Massimo Morelli a sottolineare la bravura di Leonardo nella sua attualissima rivisitazione di Fiori per Algernon.
P.S.: a Fiori per Algernon si ispira anche Il topolino Crick (Effetto C.C.) di Francesco Silvestri (#, ##). Se ti capita, vedilo a teatro, altrimenti leggilo in Storiacce.
P.S.: a Fiori per Algernon si ispira anche Il topolino Crick (Effetto C.C.) di Francesco Silvestri (#, ##). Se ti capita, vedilo a teatro, altrimenti leggilo in Storiacce.
05 luglio 2008
Dal cuore dei sogni
Un giorno ti racconterò una storia. Una storia annodata con parole e gesti, su notturni illuminati a giorno. Un giorno, di sera, ti racconterò: ti aggiornerò sugli scenari muti e sugli snodi, e tra le gesta avranno voce anche i non detti, stagliati sullo schermo blu gas del cielo in mutamento, o già mutato.
Quel giorno che racconterò, che storia!, vedrò snodarsi tutto l'intestino, come un cervello sdoganato e crasso, capace d'imbarazzi o di sbottare con egual fatica. Quel giorno annotterà, tu annoterai tutti i paragrafi come ti pare, nessuna remora alla chiglia, puoi navigar come ti dice fato.
Non son sicuro che ci piacerà, non son sicuro. Non son nemmen sicuro che si debba fare. Non son tanto propenso a spubblicare, e non lo faccio. Nemmeno quando il cuore pulsa - no, va be', questa l'ho scritta per il ritmo ma non c'entra. E il resto? dice. Manco.
Di giorno o sera però ci racconteremo. E ci diremo quante luci ancor stanno brillando in mezzo a quegli sguardi. In mezzo, non in te o in me, proprio lì in mezzo, proprio a mezz'aria. Luci o lucciole. Non lanterne rosse, no. Luci o lucciole, o luccichii. Blu.
Quel giorno che racconterò, che storia!, vedrò snodarsi tutto l'intestino, come un cervello sdoganato e crasso, capace d'imbarazzi o di sbottare con egual fatica. Quel giorno annotterà, tu annoterai tutti i paragrafi come ti pare, nessuna remora alla chiglia, puoi navigar come ti dice fato.
Non son sicuro che ci piacerà, non son sicuro. Non son nemmen sicuro che si debba fare. Non son tanto propenso a spubblicare, e non lo faccio. Nemmeno quando il cuore pulsa - no, va be', questa l'ho scritta per il ritmo ma non c'entra. E il resto? dice. Manco.
Di giorno o sera però ci racconteremo. E ci diremo quante luci ancor stanno brillando in mezzo a quegli sguardi. In mezzo, non in te o in me, proprio lì in mezzo, proprio a mezz'aria. Luci o lucciole. Non lanterne rosse, no. Luci o lucciole, o luccichii. Blu.
22 giugno 2008
20 giugno 2008
Il solstizio anche di notte
Sabato sera, il 21 giugno, ci saranno un po' di concerti gratuiti in giro per Milano. Uno di questi è organizzato da Matteo e Stefano, che mi hanno invogliato ad andarci.
L'appuntamento, mi dicono, è nella bellissima Fonderia Napoleonica Eugenia in via Thaon di Ravel n° 21 (zona Isola) per la prima volta aperta ad un evento pubblico, dalle ore 22:00 alle 02:00.
Probabilmente prima vedrò la partita dell'Olanda, poi mi sposterò là a goder della musica (blues e jazz di ottimo livello) e dei beveraggi.
L'appuntamento, mi dicono, è nella bellissima Fonderia Napoleonica Eugenia in via Thaon di Ravel n° 21 (zona Isola) per la prima volta aperta ad un evento pubblico, dalle ore 22:00 alle 02:00.
Probabilmente prima vedrò la partita dell'Olanda, poi mi sposterò là a goder della musica (blues e jazz di ottimo livello) e dei beveraggi.
16 giugno 2008
Vola vola vola
Quelli di Viaggi solidali (che aderiscono ai principi del turismo responsabile) mi segnalano di avere a disposizione alcuni voli a prezzi di svendita per quest'estate. Destinazioni in offerta speciale: Etiopia, Mozambico, Messico, Ecuador, Perù e Repubblica Dominicana.
Diffondi questo annuncio e vincerai anche tu come me una giornata di bel tempo non appena arriverà la bella stagione.
Diffondi questo annuncio e vincerai anche tu come me una giornata di bel tempo non appena arriverà la bella stagione.
14 giugno 2008
07 giugno 2008
L'educazione passa attraverso il linguaggio
Lo spiega in tonalità dolce (non sdolcinata) e in modo efficace e sintetico il bravo Squonk.
03 giugno 2008
Aiuto diretto
Ho appena fornito un piccolo contributo alla donazione che Gilgamesh sta coordinando per portare aiuti diretti e concreti in Myanmar (ex Birmania).
Rilancia anche tu, grazie.
Rilancia anche tu, grazie.
02 giugno 2008
Memorabile!
Che bello che ballo che bello che sballo il racconto che ho appena letto su L'isolavirtuale.
Un applauso ad Aquatarkus per "I nuovi ricordi".
Un applauso ad Aquatarkus per "I nuovi ricordi".
28 maggio 2008
Una vincita all'otto
Oggi pomeriggio vado a festeggiare il Tondino (come lo chiamava la Caju* da piccolo per via della forma del capo e delle protuberanti guanciotte), che compie 8 anni. L'ho menzionato tante volte, ma al di là delle sue uscite che forse meriterebbero un blog a parte, non saprei esplicitare in misura sufficiente quanto mi apra il cuore la sua esistenza. Auguri, Lorenzo!
(*)Francesca, l'altra mia meraviglia.
(*)Francesca, l'altra mia meraviglia.
21 maggio 2008
Amici di libro
Finalmente ho provveduto a concretizzare l'idea di Fraps, Mi, Narsil... e ho regalato alla biblioteca rionale Dergano-Bovisa (in via Baldinucci 60 a Milano) una copia di A passo d'angelo di Mikel Capelli, chiedendo loro di catalogarlo e metterlo a disposizione degli utenti.
Riferimenti:
l'autore
il libro
l'ho letto
Riferimenti:
l'autore
il libro
l'ho letto
13 maggio 2008
Per tutte le stagioni
Questo toccante brano di Henri Salvador* fa scorrere eleganti suggestioni evocando oggetti e miti, miscelando presenze e assenze. Un po' come succede agli innamorati malinconici, ma il cantato trasmette nelle sue inflessioni anche un sorriso interiore che sembra andare oltre, a nutrirsi di essenza (guarda quanto si può fare con un cambio di vocale).
Clicca pure per il video musicale e il testo originale e se vuoi leggi la mia traduzione qui sotto:
--
* ho poi scoperto che lo ha scritto Keren Ann.
Clicca pure per il video musicale e il testo originale e se vuoi leggi la mia traduzione qui sotto:
Jardin d'hiver (Giardino d'inverno)
Vorrei del sole verde
centrini e teiere
delle foto balneari
nel mio giardino d'inverno
Vorrei la luce
del New England
voglio cambiare atmosfera
nel mio giardino d'inverno
La tua gonna a fiori
sotto la pioggia di novembre
le mie mani che corrono
non ne posso più di aspettarti
Passano gli anni
com'è lontana la giovinezza
nessuno può sentirci
Vorrei un po' di Fred Astaire
rivedere un Latécoère
vorrei continuare a piacerti
nel mio giardino d'inverno
Voglio pranzare per terra
come lungo i golfi chiari
baciarti a occhi aperti
nel mio giardino d'inverno
La tua gonna a fiori
sotto la pioggia di novembre
le mie mani che corrono
non ne posso più di aspettarti
Passano gli anni
com'è lontana la giovinezza
nessuno può sentirci
Nel mio giardino d'inverno
--
* ho poi scoperto che lo ha scritto Keren Ann.
08 maggio 2008
Otto per mille e cinque per mille (8 x 1000 e 5 x 1000)
Riguardo all'8 per mille, ho firmato di nuovo per i Valdesi, che hanno linee guida fatte per bene.
Il 5 per mille quest'anno lo devolvo all'A.N.P.I. (codice 00776550584, firma nel primo riquadro in alto a sinistra).
--
Operare una scelta è opportuno e utile: tieni presente che la tua firma conta anche come "voto", per stabilire a chi attribuire le somme non esplicitamente destinate.
Altre idee? Di' la tua:
- Amnesty International, 03031110582
- Emergency, 97147110155
- Medici Senza Frontiere, 97096120585
- pispa lo dà all'ANFFAS di Milano (qui puoi scaricare l'elenco delle strutture)
- Sable sottoscrive per i Valdesi e per Terre des Hommes, 97149300150
- Raffa darà il 5x1000 all'UNICEF, 01561920586. "Sono tra i pochissimi che riescono (forse) a fare qualcosa per aiutare il Myanmar, di cui sembrano essersi dimenticati tutti."
- mia sorella Simona segnala l'Ageranvi, 97069140156
Il 5 per mille quest'anno lo devolvo all'A.N.P.I. (codice 00776550584, firma nel primo riquadro in alto a sinistra).
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Operare una scelta è opportuno e utile: tieni presente che la tua firma conta anche come "voto", per stabilire a chi attribuire le somme non esplicitamente destinate.
Altre idee? Di' la tua:
- Amnesty International, 03031110582
- Emergency, 97147110155
- Medici Senza Frontiere, 97096120585
- pispa lo dà all'ANFFAS di Milano (qui puoi scaricare l'elenco delle strutture)
- Sable sottoscrive per i Valdesi e per Terre des Hommes, 97149300150
- Raffa darà il 5x1000 all'UNICEF, 01561920586. "Sono tra i pochissimi che riescono (forse) a fare qualcosa per aiutare il Myanmar, di cui sembrano essersi dimenticati tutti."
- mia sorella Simona segnala l'Ageranvi, 97069140156
06 maggio 2008
Cicalecci
Una volta volevo dire che quelli che scrivono su twitter in terza persona mi sembrano i tamagotchi di sé stessi.
Poi ho pensato che non è una cosa carina da dire, specialmente considerando che lo fanno anche molte persone che stimo o che mi stanno simpatiche.
Poi ho pensato che invece siccome lo penso è meglio dirlo.
Poi ho pensato che comunque è una cosa marginale.
Poi ho pensato che tuttavia mi dà fastidio, anche se non abbastanza da costituire un criterio di selezione.
Poi penso che se non la smetto e non ricomincio immediatamente a tradurre, sarò in grave difficoltà con le prossime consegne, perché gli impegni lavorativi si stanno accavallando tra loro e sulle altre incombenze in un'ammucchiata di cose da fare, un'orgia senza orgasmo, un'urgenza dettata da altri, insomma tutto il contrario del vero vivere; so però che è una situazione temporanea e dunque posso dire: a presto.
--
Nota:
comunque, twitter lo sto usicchiando anch'io.
Segnalazione:
Geek And Poke, un blog di vignette che toccano spesso l'argomento (ne ho tradotta una qui).
Poi ho pensato che non è una cosa carina da dire, specialmente considerando che lo fanno anche molte persone che stimo o che mi stanno simpatiche.
Poi ho pensato che invece siccome lo penso è meglio dirlo.
Poi ho pensato che comunque è una cosa marginale.
Poi ho pensato che tuttavia mi dà fastidio, anche se non abbastanza da costituire un criterio di selezione.
Poi penso che se non la smetto e non ricomincio immediatamente a tradurre, sarò in grave difficoltà con le prossime consegne, perché gli impegni lavorativi si stanno accavallando tra loro e sulle altre incombenze in un'ammucchiata di cose da fare, un'orgia senza orgasmo, un'urgenza dettata da altri, insomma tutto il contrario del vero vivere; so però che è una situazione temporanea e dunque posso dire: a presto.
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Nota:
comunque, twitter lo sto usicchiando anch'io.
Segnalazione:
Geek And Poke, un blog di vignette che toccano spesso l'argomento (ne ho tradotta una qui).
29 aprile 2008
25 aprile 2008
23 aprile 2008
Tè resistente
Oggi a Milano Bovisa ore 17: incontro tra Cittadini e Partigiani c/o i nuovi locali della C.E.B. in via Broglio, 5.
Le prossime iniziative promosse dalla Sezione "F. Severgnini" - Bovisa dell'ANPI comprendono:
* 24 aprile 2008, ore 21: rappresentazione teatrale A piazza delle Erbe! 7 luglio 1944. La rivolta delle donne di Carrara della Compagnia Stradevarie, c/o il Circolo ARCI La Scighera in via Candiani, 131 - ingresso a sottoscrizione libera con tessera ARCI (a 6 euro per gli iscritti ANPI).
* 25 aprile 2008: un corteo di auto, bici e banda musicale percorrerà il quartiere per ricordare i combattenti, gli antifascisti e i partigiani della Bovisa che, deportati o uccisi, alla Bovisa non tornarono più. Partenza alle ore 9:30 da via Mercantini 15; il corteo poi si concluderà in piazza Bausan, presso la fontana. Infine, ci si saluterà al Circolo Familiare Bovisa in via Mercantini.
--
Quanto al resto del mondo, rilancio l'iniziativa delle mondine "Radici resistenti", a Gattatico (RE), già segnalata da Astrid.
A Milano il 25 aprile inoltre: La bicicletta di Lia (10.45 via Hermada 8 a Niguarda, 11.30 Villa Litta ad Affori), bivacco partigiano (ore 12 all'ex Paolo Pini di via Ippocrate 45 c/o Olinda), poi manifestazione da piazza Oberdan ore 15 e infine Partigiani in ogni quartiere, multispettacolo con beveraggi e mangerie davanti al Torchiera (piazza Cimitero Maggiore, dalle 18 a oltranza).
Se ce n'è una alla quale partecipi o che ti pare degna di menzione, dimmelo, grazie.
Le prossime iniziative promosse dalla Sezione "F. Severgnini" - Bovisa dell'ANPI comprendono:
* 24 aprile 2008, ore 21: rappresentazione teatrale A piazza delle Erbe! 7 luglio 1944. La rivolta delle donne di Carrara della Compagnia Stradevarie, c/o il Circolo ARCI La Scighera in via Candiani, 131 - ingresso a sottoscrizione libera con tessera ARCI (a 6 euro per gli iscritti ANPI).
* 25 aprile 2008: un corteo di auto, bici e banda musicale percorrerà il quartiere per ricordare i combattenti, gli antifascisti e i partigiani della Bovisa che, deportati o uccisi, alla Bovisa non tornarono più. Partenza alle ore 9:30 da via Mercantini 15; il corteo poi si concluderà in piazza Bausan, presso la fontana. Infine, ci si saluterà al Circolo Familiare Bovisa in via Mercantini.
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Quanto al resto del mondo, rilancio l'iniziativa delle mondine "Radici resistenti", a Gattatico (RE), già segnalata da Astrid.
A Milano il 25 aprile inoltre: La bicicletta di Lia (10.45 via Hermada 8 a Niguarda, 11.30 Villa Litta ad Affori), bivacco partigiano (ore 12 all'ex Paolo Pini di via Ippocrate 45 c/o Olinda), poi manifestazione da piazza Oberdan ore 15 e infine Partigiani in ogni quartiere, multispettacolo con beveraggi e mangerie davanti al Torchiera (piazza Cimitero Maggiore, dalle 18 a oltranza).
Se ce n'è una alla quale partecipi o che ti pare degna di menzione, dimmelo, grazie.
21 aprile 2008
Nicchie di sicurezza
Quando la pioggia insistente ti pare bella, quando ti dimentichi per un po' della cervicale, quando non c'è assenza capace di svuotarti il mondo, significa che hai trovato un libro di quelli in cui vuoi tuffarti appena puoi, cui senti di anelare occhi e respiro, un libro come Everything Is Illuminated, per esempio.
Ssssh, non raccontarmi niente, mi raccomando: sebbene abbia visto il film per due volte (una e mezzo a dire il vero, essendomi perso l'inizio) so bene che la versione cartacea è tutt'un'altra faccenda e me ne sto accorgendo.
Parola chiave finora: "glow".
Ssssh, non raccontarmi niente, mi raccomando: sebbene abbia visto il film per due volte (una e mezzo a dire il vero, essendomi perso l'inizio) so bene che la versione cartacea è tutt'un'altra faccenda e me ne sto accorgendo.
Parola chiave finora: "glow".
19 aprile 2008
La vita continua
Il cielo è azzurro, il sole splende, il mal di testa non tramortisce la voglia di coniugare un sacco di verbi al futuro. Cosa che funziona solo rispettando l'ordine grammaticale, ossia partendo dalla prima persona singolare per poi arrivare alle altre.
12 aprile 2008
Merda!
Modo più appropriato di fare gli auguri all'Italia non v'è, perché purtroppo almeno in parte ha ragione Gaspar.
Tuttavia a guardar bene, o anche solo ad annusare, delle differenze ci sono sempre: e se purtroppo, al momento, il panorama sembra sprovvisto di profumate fiande equine, ricordati che è sempre meglio la cacca bovina della merda di gatto o di cane, quantomeno secondo i criteri olfattivi, ma anche secondo parametri di utilità e danno.
Per questo domani andrò a votare.
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Incidentalmente, dai un'occhiata alle osservazioni di Rillo e di Doug, ben raffigurate dal titolo del manifesto che riporto qui sotto.
Tuttavia a guardar bene, o anche solo ad annusare, delle differenze ci sono sempre: e se purtroppo, al momento, il panorama sembra sprovvisto di profumate fiande equine, ricordati che è sempre meglio la cacca bovina della merda di gatto o di cane, quantomeno secondo i criteri olfattivi, ma anche secondo parametri di utilità e danno.
Per questo domani andrò a votare.
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Incidentalmente, dai un'occhiata alle osservazioni di Rillo e di Doug, ben raffigurate dal titolo del manifesto che riporto qui sotto.
07 aprile 2008
La top ten!
Come dice Astrid: "Prima che inventassero il tumblr, c'era cut'n'paste."
Ecco, per noi che facciamo tutto a mano (ehm, su questo punto, qualcuno ebbe da ironizzare), è giunto il momento, gentile pubblico, di pubblicizzare la pubblicazione di
Buona lettura e grazie a tutti.
Ecco, per noi che facciamo tutto a mano (ehm, su questo punto, qualcuno ebbe da ironizzare), è giunto il momento, gentile pubblico, di pubblicizzare la pubblicazione di
Sceglilmeglio, ovvero: la top ten di CuT'n'PaStE.
Buona lettura e grazie a tutti.
02 aprile 2008
Una rete di gentilezza
Lo è, per esempio, grazie anche a Gabriele di Cremona, che dopo aver visitato una vecchia pagina in cui lamentavo l'assenza dal web di una certa vignetta di Altan, me l'ha mandata via e-mail:

Argomento tuttora scottante, quello della pillola del giorno dopo, che essendo un anticoncezionale e non un medicinale abortivo, non può in alcun modo e in nessun caso giustificare l'obiezione di coscienza (sulla quale peraltro ci sarebbe parecchio da obiettare).

Argomento tuttora scottante, quello della pillola del giorno dopo, che essendo un anticoncezionale e non un medicinale abortivo, non può in alcun modo e in nessun caso giustificare l'obiezione di coscienza (sulla quale peraltro ci sarebbe parecchio da obiettare).
01 aprile 2008
Siamo in un acquario
Non c'è del.icio.us, tumblr, twitter o cipeciop che tenga: se vuoi dei bei link, anche il primo aprile, passa da Giavasan.
31 marzo 2008
Verso la hit-parade di CuT'n'PaStE
Il cosa e il come lo trovi leggendo quel tal post.
Ora che anche Simone ha detto la sua, vedi e rivedi quel tal post, hai ancora un grappolo di ore o forse giorni per partecipare, dato che il primo aprile non si lancia quasi* mai niente e quindi domani ce lo si prende di pausa.
--
* blogrodeo a parte.
Ora che anche Simone ha detto la sua, vedi e rivedi quel tal post, hai ancora un grappolo di ore o forse giorni per partecipare, dato che il primo aprile non si lancia quasi* mai niente e quindi domani ce lo si prende di pausa.
--
* blogrodeo a parte.
26 marzo 2008
24 marzo 2008
Una canzone
Di seguito la mia traduzione di un pezzo di Joni Mitchell dall'album Blue, del 1971.
L'originale è qui.
L'originale è qui.
All I Want (Tutto quel che voglio)
Viaggio su una strada solitaria
cercando qualcosa, che può essere?
Ti odio un po', un po' ti amo,
ti amo quando mi dimentico di me
Voglio essere forte, voglio ridere
voglio appartenere alla vita
e viva voglio alzarmi e scatenarmi
fino a disfare le calze davanti a un juke-box
Vuoi ballare con me?
Ti va di provarci
magari ad avere una storia con me,
dai!
Quel che voglio davvero dal nostro amore
è che tiri fuori il meglio in me e in te
Voglio parlarti, voglio farti uno shampoo
voglio rinnovarti ancora e poi ancora
applaudire, battere le mani alla vita
quando penso ai tuoi baci la mente vacilla
Vedi, lo vedi quanto mi fai male?
Così te ne faccio anch'io
e c'intristiamo tutti e due.
Viaggio su una strada solitaria
cercando la chiave per liberarmi
La gelosia, la brama sfibra,
e distrugge tutta la gioia possibile
Voglio divertirmi, voglio splendere come il sole
voglio essere io quella che vuoi vedere
voglio sferruzzare per farti un maglione
voglio scriverti una lettera d'amore
voglio farti sentire meglio
voglio farti sentire libero
voglio farti sentire libero
22 marzo 2008
20 marzo 2008
Il tempo delle molle
Quello che ti spinge a fare, andare, mangiarti il mondo con gli occhi.
Comincia oggi, quest'anno: la pulce nell'orecchio me l'aveva messa la decorazione di Google, la conferma l'ho trovata dal contadino.
E la luna piena viene subito dopo l'equinozio, come a dire che i desideri vanno espressi dopo aver capito come bilanciarsi.
Beh, intanto vado a sentire i Monday Blues in quel di Bresso.
Comincia oggi, quest'anno: la pulce nell'orecchio me l'aveva messa la decorazione di Google, la conferma l'ho trovata dal contadino.
E la luna piena viene subito dopo l'equinozio, come a dire che i desideri vanno espressi dopo aver capito come bilanciarsi.
Beh, intanto vado a sentire i Monday Blues in quel di Bresso.
19 marzo 2008
Enhance Colors
Era un po' di tempo che non andavo da Cinisello Balsamo alla Bovisa al mattino presto. Oggi il disagio della sveglia imprevista è stato compensato quasi subito: guidando attraverso il parco nord, i colori accarezzavano la vista, generati dalla luce naturale che filtrava da un cielo teatro di nuvole vive, accostati in delicate tavolozze di bellezza quasi surreale, sfrontati nella loro avvenenza superiore. Un photoshop ultraterreno che induceva a esclamare intimamente: "Bravo Dio, si vede che cj hai la Passione!"
17 marzo 2008
07 marzo 2008
Tacabanda
In casa sono stato sempre il più pigro con gli strumenti musicali (a parte il flauto a scuola, ho suonato solo il sax tenore per un paio d'anni verso la fine dell'adolescenza), credo soprattutto perché ai tempi del liceo già cantavo in un gruppo e mi piaceva così.
Gli altri invece almeno per un po' ci hanno dato dentro: mio fratello, oltre a suonare la batteria nei Fragole e Sangue e nei Pontebragas, se la cava un po' con la chitarra; la sorellina più piccola con clarinetto e sax, anche se poi s'è messa a far tremila altre cose e ha abbandonato il pentagramma.
Tere invece continua a suonare, oltre alla chitarra per i bimbi della scuola materna, il basso elettrico nella Banda di Seregno e la tromba in vari altri contesti, tra cui la S. Cecilia Big Band che si esibirà domani sera, 8 marzo 2008, al Teatro San Giuseppe di via Verdi a Meda (MI), alle ore 21:15, nell'ambito della VI Rassegna jazz medese.
--
(io non vi assisterò perché impegnato sulle nevi coi miei pargoli - in Lorenzo s'è accesa la passione e pare anche parecchio portato per lo sci, sicuramente molto più di me, che bado più che altro a sopravvivere rimettendomi in gioco dopo un trentennio in panciolle)
Gli altri invece almeno per un po' ci hanno dato dentro: mio fratello, oltre a suonare la batteria nei Fragole e Sangue e nei Pontebragas, se la cava un po' con la chitarra; la sorellina più piccola con clarinetto e sax, anche se poi s'è messa a far tremila altre cose e ha abbandonato il pentagramma.
Tere invece continua a suonare, oltre alla chitarra per i bimbi della scuola materna, il basso elettrico nella Banda di Seregno e la tromba in vari altri contesti, tra cui la S. Cecilia Big Band che si esibirà domani sera, 8 marzo 2008, al Teatro San Giuseppe di via Verdi a Meda (MI), alle ore 21:15, nell'ambito della VI Rassegna jazz medese.
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(io non vi assisterò perché impegnato sulle nevi coi miei pargoli - in Lorenzo s'è accesa la passione e pare anche parecchio portato per lo sci, sicuramente molto più di me, che bado più che altro a sopravvivere rimettendomi in gioco dopo un trentennio in panciolle)
04 marzo 2008
Selton
Quasi quasi faccio il bis. Me li ero già goduti mercoledì scorso, seguendo la dritta di Massimo, che ho poi incontrato lì in gradevole compagnia. E se dico che addirittura valgono un bis a distanza di una settimana, non servirà sottolineare che ti consiglio di non perderteli domani sera, mercoledì 5 marzo 2008, al Frida di via Pollaiuolo 3 a Milano.
Si tratta di quattro giovani musicanti brasiliani che propongono un'esibizione divertente, simpatica, coinvolgente. Suonano e cantano, bene, un po' in portoghese e un po' in italiano, con qualche svisata in milanese.
Sì, anche in dialetto, dato che il repertorio comprende principalmente pezzi di Jannacci, Cochi e Renato, e a ritroso fino al classicone di Giovanni D'Anzi. Poi eseguono anche qualche brano proprio, oltre alle cover dei Beatles con cui già si dilettavano per le strade e i giardini di Barcellona, dove pare siano stati notati e pescati come nelle migliori fiabe.
Visti dal vivo, i Selton conservano e trasmettono l'entusiasmo degli esordienti, ma mostrano una padronanza notevolissima, tale da permettere loro di osare e godersela, reinventandosi in continuazione. I quattro si fanno in quattro e cantano tutti, armonizzando ottimamente o gigioneggiando, oltre a suonare quasi di tutto, tra chitarre, basso, batteria minimale, percussioni varie e kazoo. Artisti di strada che se continuano così resteranno a lungo sulla strada maestra.
P.S.: ho un interrogativo inevaso riguardante "Silvano", una delle canzoni presenti nel disco Banana à Milanesa, registrata con la partecipazione di Enzo Jannacci che ne ha scritto la musica. Il testo, un po' sbilenco e surreale nello stile degli autori Ponzoni-Pozzetto, ovvero Cochi e Renato, comprende qualche passaggio oscuro, ma in particolare non capisco l'espressione "non valevole ciccioli". Cosa vuol dire? Se me lo sai spiegare, ti pago volentieri da bere.
Per dirimere il dubbio filologico, invece, mi sono affidato alla pagina ufficiale dei testi, visto che in rete si trovano versioni discordanti: "non valevo le ciccioli", "non-valevole ciccioli", "non volevo dei ciccioli" e addirittura "l'onorevole ciccioli" (questa l'ho sentita o ho creduto di sentirla, Su e Narsil possono testimoniare, anche da un cameriere della pizzeria La Fabbrica di viale Pasubio e al momento mi pareva plausibile).
Nota: che figata la rete! A distanza di un anno e mezzo, nei commenti è arrivata la risposta all'interrogativo posto sopra. Grazie a Jazzer!
Si tratta di quattro giovani musicanti brasiliani che propongono un'esibizione divertente, simpatica, coinvolgente. Suonano e cantano, bene, un po' in portoghese e un po' in italiano, con qualche svisata in milanese.
Sì, anche in dialetto, dato che il repertorio comprende principalmente pezzi di Jannacci, Cochi e Renato, e a ritroso fino al classicone di Giovanni D'Anzi. Poi eseguono anche qualche brano proprio, oltre alle cover dei Beatles con cui già si dilettavano per le strade e i giardini di Barcellona, dove pare siano stati notati e pescati come nelle migliori fiabe.
Visti dal vivo, i Selton conservano e trasmettono l'entusiasmo degli esordienti, ma mostrano una padronanza notevolissima, tale da permettere loro di osare e godersela, reinventandosi in continuazione. I quattro si fanno in quattro e cantano tutti, armonizzando ottimamente o gigioneggiando, oltre a suonare quasi di tutto, tra chitarre, basso, batteria minimale, percussioni varie e kazoo. Artisti di strada che se continuano così resteranno a lungo sulla strada maestra.
P.S.: ho un interrogativo inevaso riguardante "Silvano", una delle canzoni presenti nel disco Banana à Milanesa, registrata con la partecipazione di Enzo Jannacci che ne ha scritto la musica. Il testo, un po' sbilenco e surreale nello stile degli autori Ponzoni-Pozzetto, ovvero Cochi e Renato, comprende qualche passaggio oscuro, ma in particolare non capisco l'espressione "non valevole ciccioli". Cosa vuol dire? Se me lo sai spiegare, ti pago volentieri da bere.
Per dirimere il dubbio filologico, invece, mi sono affidato alla pagina ufficiale dei testi, visto che in rete si trovano versioni discordanti: "non valevo le ciccioli", "non-valevole ciccioli", "non volevo dei ciccioli" e addirittura "l'onorevole ciccioli" (questa l'ho sentita o ho creduto di sentirla, Su e Narsil possono testimoniare, anche da un cameriere della pizzeria La Fabbrica di viale Pasubio e al momento mi pareva plausibile).
Nota: che figata la rete! A distanza di un anno e mezzo, nei commenti è arrivata la risposta all'interrogativo posto sopra. Grazie a Jazzer!
03 marzo 2008
Scia
"Per fare le cose bisogna farle", diceva quello* e aveva ragione. Troppa mollezza, troppi se e ma, troppe sbarre inesistenti vietano in molti casi piccole o grandi esperienze verniciandole d'impossibilità. Chi si trincera dietro motivazioni che gratta gratta si rivelano impietosamente scuse, chi sortisce veli acrilici ad ammantare alla meno peggio pigrizia e paura, chi si rigira in sudari ingarbugliandoli ad arte fino a ottundere ogni movenza, chi s'inventa codicilli astrusi per soffocare il rischio di mettersi davvero in gioco. Chi? Oh, beh, quasi tutti, una volta o l'altra, cosa vuoi. Mica ce l'ho con qualcuno in particolare. Però se il talvolta diventa un sempre, se l'atteggiamento s'incancrenisce, stai all'occhio, perché il giorno per giorno cui rinunci non te lo restituisce nessuno. Trucchetto: quando trovi a portata di mano qualcuno carico d'entusiasmo, accodati. Non per fare il succhiaruote in eterno, giusto per prendere l'abbrivo, come in una spumeggiante scia.
* tra l'altro, il fatto che "quello" fosse il nonno di Sphera mi fa propendere per l'idea che la saggezza sia una questione di stirpe.
* tra l'altro, il fatto che "quello" fosse il nonno di Sphera mi fa propendere per l'idea che la saggezza sia una questione di stirpe.
29 febbraio 2008
Domani, 30 febbraio...
Effe l'aveva annunciato, e almeno per oggi, IL BLOG CHE NON C'E', c'è.
Sottotitolo: "storie in un giorno che non esiste".
Se vuoi leggerle, fallo oggi, ché a mezzanotte sarà cancellato.
Non ho partecipato perché non mi veniva di scrivere sull'inesistente, magari mi prenoto per quando si farà qualcosa sull'ineffabile.
E comunque, per la seconda volta il presente blog incamera un post datato 29 febbraio.
Sottotitolo: "storie in un giorno che non esiste".
Se vuoi leggerle, fallo oggi, ché a mezzanotte sarà cancellato.
Non ho partecipato perché non mi veniva di scrivere sull'inesistente, magari mi prenoto per quando si farà qualcosa sull'ineffabile.
E comunque, per la seconda volta il presente blog incamera un post datato 29 febbraio.
28 febbraio 2008
Grazie, Beppe
Le sue canzoni contrassegnarono la nostra adolescenza e questo già sarebbe stato abbastanza, ma il giovanotto è ancora e sempre un grande, si diverte a fare quel che gli pare (te ne accorgi soprattutto dagli assoli) e soprattutto mi ha dato l'impressione di essere vero. Bello!
Sebbene fossimo lassù in alto, nell'occasione l'acustica dell'Arcimboldi è stata premiante e i momenti intensi non sono certo mancati.
Ad aprire la serata c'era la moglie Pegi e nonostante le battute che serpeggiavano ("ma non poteva sposarsi con Lucinda Williams?") direi che non è male, accompagnata dal bravissimo Anthony Crawford (voce e chitarra acustica) oltre agli altri elementi storici dell'entourage musicale familiare.
Poi è stata la volta di Neil da solo, ora seduto tra una corolla di chitarre (e un banjo, che ha usato in... Mellow My Mind, forse un modo per esorcizzare un intero periodo), ora errante sul palco, quando alternandosi tra le tastiere disposte alle estremità (per A Man Needs A Maid e Journey Through The Past), sembrava decidesse la scaletta secondo i suoi umori del momento. Così si protendeva verso una chitarra, ma poi la rimetteva a posto per sceglierne un'altra, magari diversamente accordata, come serve per Don't Let It Bring You Down, uno fra i numerosi brani che dopo così tanti anni ancora sanno risuonare nel profondo. Come pure Harvest e Heart Of Gold, antiche perle sospese tra respiro e sospiro, prima della chiusa di Old Man.
Infine la parte elettrica, potente, contrassegnata da un'euforia forsennata come contraltare della malinconia, la stessa che urla e giganteggia dai tempi di Rust Never Sleeps (degnamente richiamato da Hey Hey My My e da Powderfinger). Tutta la band a disposizione di Neil, tutto il pubblico alla sua mercé. Rimanere seduti in poltrona è stato possibile solo grazie all'emozione. Vibrante più di quanto non m'aspettassi. Più o meno come i 3 minuti di feedback alla fine di Cinnamon Girl, che viaggia verso i 40 ma non li dimostra.
I wanna live
with a cinnamon girl
I could be happy
the rest of my life
With a cinnamon girl.
A dreamer of pictures
I run in the night
You see us together,
chasing the moonlight,
My cinnamon girl.
Qui trovi un po' di filmati tratti da questa stessa tournée (il vestito è lo stesso; la scaletta - come sospettavo - leggermente diversa).
P.S.: vedi anche questo eccellente resoconto.
E intanto su YouTube hanno cominciato a caricare i video della serata, non tutti di qualità accettabile però (Neil Young Milano 2008).
22 febbraio 2008
Sceglilmeglio
Simone Righini (protobloggatore e attualmente dedito a newsletter software) mi ha appena proposto di preparare
L'idea mi piace, ma non è facile selezionare tra tutto l'archivio (che parte dal 2002).
Ti va di dare una mano proponendo le tue preferite?
Puoi farlo nei commenti qui sotto oppure via e-mail.
Estendi pure la partecipazione a chiunque abbia voglia di giocarci un po'.
Precisazione: per partecipare, non è obbligatorio spulciarsi l'intero archivio. Scegli tu dove e come scartabellare. Se qualcosa ti colpisce positivamente, segnalalo.
--
Ne parlano:
* rrr (10 frasi x 5)
* Soffiando via la polvere
* Alle isole Svalbard
...
--
Segnalano:
* Luigi della Zonker's Zone:
Spulciato qualcosa del 2007 oltre che del 2002 e 2003. Pur avendo letto tutto o quasi ho scartato dalla scelta tutto ciò che proveniva da fonti tipo libri, articoli o per bocca di personaggi più o meno famosi. Com'era prevedibile, per me, ho selezionato cose che mi hanno fatto ridere o sorridere. Qualcosa di più o meno serio pure c'è.
> di una piazza e mezza... > Venti di dicembre... > andrà tutto bene... > Siamo passati... > scivoli sulle mie... > su ebay ho... > Saremo capaci di... > Arkangel: "Ho fatto... > - Ti capita mai... > per il giornalaro... > Una nostra conoscente... > Se minacci... > - Visto che bello... > Nel mondo del funk... > è capitato alla ASL... > Pretendere di capire... > Mia madre, quando... > due contadini... > Ho rincorso il... > Hanno beccato un... > Letterine di stagione... > molto spesso quello... > CHI VI HA DETTO...
* Cosima:
Doug, Hanging Rock e Massimo Mantellini per cominciare.
> - Salve parlo col Fisco?... > Stazione di R. – Sono... > Il gatto ha appena...
* Elena Petulia:
Io voto per i bambini e le loro frasi magiche. Tipo questa di bimbidiblog:
> la pietra "Sì lo so fare"...
* Astrid:
siccome frequento in maniera assidua solo da un anno, mi sono limitata a spulciare l'archivio 2007 e questi sono i post che ho scelto.
> Warum, da: Alfabeto... > Non guardiamo dalla costa il mare... > Ti leggevo poesie nudi... > Ogni volta che ti prepari... > La mia idea è presentare... > Nella lingua yaghan... > il giovane Toni... > te me sai de fragola d'inverno...
* Simone:
the best of scissors & glue
> andate a fervi... > > O meglio una specie di monopattino... > Mia madre, quando mi lamentavo del lavoro... > Sono invincibile quando voi mi volete... > A wholesome self-discipline... > I pazienti si lamentano spesso... > una madre si recò da lui e lo scongiurò... > Mi avete fatto correggere le bozze...
* Caporale:
sono andato a cercare solo in giorni in cui mi era successo qualcosa di (oh, tutto è relativo) importante e voto per questa:
> vi sembrera' strano, ma la punteggiatura...
* Zu:
tra le tantissime citazioni cui sono affezionato, eccone alcune non ancora menzionate da altri:
> I mariti delle altre... > Se entro una settimana non... > io da una vita sogno d'essere... > Vorrei essere una spia... > La Lettera 32 è un marchingegno... > stai sempre a fare i tuoi stupidi scherzi...
un post speciale con le 10 migliori citazioni da CuT'n'PaStE.
L'idea mi piace, ma non è facile selezionare tra tutto l'archivio (che parte dal 2002).
Ti va di dare una mano proponendo le tue preferite?
Puoi farlo nei commenti qui sotto oppure via e-mail.
Estendi pure la partecipazione a chiunque abbia voglia di giocarci un po'.
Precisazione: per partecipare, non è obbligatorio spulciarsi l'intero archivio. Scegli tu dove e come scartabellare. Se qualcosa ti colpisce positivamente, segnalalo.
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Ne parlano:
* rrr (10 frasi x 5)
* Soffiando via la polvere
* Alle isole Svalbard
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Segnalano:
* Luigi della Zonker's Zone:
Spulciato qualcosa del 2007 oltre che del 2002 e 2003. Pur avendo letto tutto o quasi ho scartato dalla scelta tutto ciò che proveniva da fonti tipo libri, articoli o per bocca di personaggi più o meno famosi. Com'era prevedibile, per me, ho selezionato cose che mi hanno fatto ridere o sorridere. Qualcosa di più o meno serio pure c'è.
> di una piazza e mezza... > Venti di dicembre... > andrà tutto bene... > Siamo passati... > scivoli sulle mie... > su ebay ho... > Saremo capaci di... > Arkangel: "Ho fatto... > - Ti capita mai... > per il giornalaro... > Una nostra conoscente... > Se minacci... > - Visto che bello... > Nel mondo del funk... > è capitato alla ASL... > Pretendere di capire... > Mia madre, quando... > due contadini... > Ho rincorso il... > Hanno beccato un... > Letterine di stagione... > molto spesso quello... > CHI VI HA DETTO...
* Cosima:
Doug, Hanging Rock e Massimo Mantellini per cominciare.
> - Salve parlo col Fisco?... > Stazione di R. – Sono... > Il gatto ha appena...
* Elena Petulia:
Io voto per i bambini e le loro frasi magiche. Tipo questa di bimbidiblog:
> la pietra "Sì lo so fare"...
* Astrid:
siccome frequento in maniera assidua solo da un anno, mi sono limitata a spulciare l'archivio 2007 e questi sono i post che ho scelto.
> Warum, da: Alfabeto... > Non guardiamo dalla costa il mare... > Ti leggevo poesie nudi... > Ogni volta che ti prepari... > La mia idea è presentare... > Nella lingua yaghan... > il giovane Toni... > te me sai de fragola d'inverno...
* Simone:
the best of scissors & glue
> andate a fervi... > > O meglio una specie di monopattino... > Mia madre, quando mi lamentavo del lavoro... > Sono invincibile quando voi mi volete... > A wholesome self-discipline... > I pazienti si lamentano spesso... > una madre si recò da lui e lo scongiurò... > Mi avete fatto correggere le bozze...
* Caporale:
sono andato a cercare solo in giorni in cui mi era successo qualcosa di (oh, tutto è relativo) importante e voto per questa:
> vi sembrera' strano, ma la punteggiatura...
* Zu:
tra le tantissime citazioni cui sono affezionato, eccone alcune non ancora menzionate da altri:
> I mariti delle altre... > Se entro una settimana non... > io da una vita sogno d'essere... > Vorrei essere una spia... > La Lettera 32 è un marchingegno... > stai sempre a fare i tuoi stupidi scherzi...
19 febbraio 2008
Cià che ci faccio una sorpresa
Oggi è il compleanno del mio amico Cece e siccome è un neo lettore di queste pagine gli faccio gli auguri, che per un po' di mesi sarà anche più vecchio di me.
Come regalo, volevo fargli trovare qui una delle sue strisce preferite, ma ho trovato solo il sito in inglese.
In compenso, ecco una raccolta di battute distillate dai mitici B.C. e Wizard il mago, di Johnny Hart (e Brant Parker).
Come regalo, volevo fargli trovare qui una delle sue strisce preferite, ma ho trovato solo il sito in inglese.
In compenso, ecco una raccolta di battute distillate dai mitici B.C. e Wizard il mago, di Johnny Hart (e Brant Parker).
13 febbraio 2008
Programma di attività ricreative
Dopo i coriandoli, san Valentino. Dopo san Valentino, san Faustino. Ma a noi che importa del patrono dei single, visto che con la musica non si resta mai soli?
E qua parliamo di groove & love, dell'essenziale che si trasmette e diffonde in un abbraccio di note e ritmi, oh!

Vieni a constatarlo di persona venerdì 15 febbraio 2008, con il rhythm & blues, il soul, il funky dei Blubaluba, con te e per te dal palco dell'Appaloosa, in V.le Europa 35 a Cusago (MI).
Telefono: 029016071 - Cell.: 3405700328 e 3394065911 - E-mail: info@appaloosapub.com
Spargi pure la voce. E vieni.
Il locale è grande, ha facilità di parcheggio e comprende:
- una zona pub con i tavoloni rinforzati, fatti apposta per ballarci sopra durante il concerto (che inizierà alle 23 in punto)
- un ristorante/pizzeria aperto già in prima serata.
E qua parliamo di groove & love, dell'essenziale che si trasmette e diffonde in un abbraccio di note e ritmi, oh!
Vieni a constatarlo di persona venerdì 15 febbraio 2008, con il rhythm & blues, il soul, il funky dei Blubaluba, con te e per te dal palco dell'Appaloosa, in V.le Europa 35 a Cusago (MI).
Telefono: 029016071 - Cell.: 3405700328 e 3394065911 - E-mail: info@appaloosapub.com
Spargi pure la voce. E vieni.
Il locale è grande, ha facilità di parcheggio e comprende:
- una zona pub con i tavoloni rinforzati, fatti apposta per ballarci sopra durante il concerto (che inizierà alle 23 in punto)
- un ristorante/pizzeria aperto già in prima serata.
08 febbraio 2008
Isola, ti raggiungo in tram
Domani, per il Milano Clown Festival.
Passerò prima dalla Bovisa per rovistare in quegli scatoloni sperando di trovare qualcosa da mettermi (i miei figli hanno ampiezza di scelta, io no, causa ampiezza di spalle - diciamo così). Indi, da piazza Bausan sarà il 3 a portare tutti quanti fino a via Farini, poi ci si tufferà nel coriandolamento di quartiere, del quartiere Isola, appunto.
--
A gentile richiesta, ecco com'ero camuffato:
Passerò prima dalla Bovisa per rovistare in quegli scatoloni sperando di trovare qualcosa da mettermi (i miei figli hanno ampiezza di scelta, io no, causa ampiezza di spalle - diciamo così). Indi, da piazza Bausan sarà il 3 a portare tutti quanti fino a via Farini, poi ci si tufferà nel coriandolamento di quartiere, del quartiere Isola, appunto.
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A gentile richiesta, ecco com'ero camuffato:
07 febbraio 2008
In poche parole
Zio Burp mi segnala un articolo di Paola De Carolis che dal Corriere della Sera, parlando di un libro in uscita negli Stati Uniti, rilancia un'iniziativa carina: Si può scrivere un romanzo in 6 parole.
Lo stesso Zio Burp ha ragione a fidarsi della sua memoria che gli propone l'effetto déjà vu. Era infatti il 10 ottobre 2006 quando sul blog Fantastici quattro apparve Racconti in sei parole, giochino cui tra i tanti aderii anch'io un paio di giorni dopo: 6 parole.
P.S.: tutto questo lo riferisco a mero titolo di curiosità e col sorriso da cuorcontento.
--
Da leggere anche i nuovi miniracconti nei commenti qui sotto (grazie a chi si è cimentato).
Lo stesso Zio Burp ha ragione a fidarsi della sua memoria che gli propone l'effetto déjà vu. Era infatti il 10 ottobre 2006 quando sul blog Fantastici quattro apparve Racconti in sei parole, giochino cui tra i tanti aderii anch'io un paio di giorni dopo: 6 parole.
P.S.: tutto questo lo riferisco a mero titolo di curiosità e col sorriso da cuorcontento.
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Da leggere anche i nuovi miniracconti nei commenti qui sotto (grazie a chi si è cimentato).
04 febbraio 2008
Su di me
Poi magari arriva un giorno in cui non ti dà fastidio nemmeno la pioggia, anzi. Stai lì fermo, dopo aver parcheggiato senz'altra difficoltà che il ricordo di un racconto della Munro, capace di scatenare la paranoia di controlli infiniti a tutti gli specchietti e vetri semiappannati prima di pigiare il pedale per muoversi in retro. Stai lì fermo, dopo aver parcheggiato e spento la macchina, ma non la radio. C'è musica, ma tu ascolti la pioggia che suona il tuo abitacolo, un sobrio concerto che risuona anche dentro, serenamente nonostante le nubi. Un ticchettio che lava via senza portarsi via nulla di essenziale, anzi. Rinvigorendolo oltremodo. Poi magari arriverà anche il giorno in cui ripartirai. Per ora, stai lì fermo e ti ascolti.
31 gennaio 2008
I giorni della sberla
Intendevo riportare la storiella di cui Lorenzo mi chiede sempre e che non ricordo mai con precisione, ma ho visto che la leggenda della merla si trova già riassunta in una pagina di Wikipedia.
Qui sotto, pertanto, andrà invece la trascrizione di un episodio riferito da un'amica, che non c'entra niente, ma che mi ha divertito.
Qui sotto, pertanto, andrà invece la trascrizione di un episodio riferito da un'amica, che non c'entra niente, ma che mi ha divertito.
Quando gli anni passano...
Vi siete già sentiti in colpa per aver guardato le persone della vostra età e aver pensato: "Non posso sembrare così vecchio"? Allora vi piacerà questa:
Ero seduta in sala d'attesa per il mio primo appuntamento con un nuovo dentista, quando ho notato che il suo diploma era affisso al muro. C'era scritto il suo cognome, e improvvisamente mi sono ricordata di un gran moro che portava quello stesso cognome. Era nella mia classe di liceo 20 anni prima, e mi sono chiesta se poteva essere lo stesso ragazzo per il quale avevo "sbavato" all'epoca.
Quando sono entrata nello studio, ho immediatamente allontanato questo pensiero.
Quest'uomo brizzolato, stempiato e con il viso segnato da profonde rughe era troppo vecchio per essere stato il mio amore segreto...
Dopo che mi ha visitato, gli ho chiesto se era stato al liceo Tal dei Tali.
"Sì", mi ha risposto.
"Quando si è diplomato?"
"Nel 19XX. Perché questa domanda?"
"Allora era nella mia classe!", ho esclamato.
E questo orribile, vecchio, piccolo, cretino, figlio di putt... a quel punto mi ha chiesto: "Lei era prof. di cosa?"
25 gennaio 2008
Nel frattempo
- Se ti piace Frank Zappa, vieni stasera al Barrio's di via Barona, a Milano: suonano due gruppi, Metropolis Orchestra e MN e i Contenuti Speciali, puoi sentirli gratis ed è gente brava (tanto per dire, in uno c'è Zio Burp al piano, nell'altro c'è il trombettista dei Blubaluba)
- Se sei in Puglia, vai alla presentazione del libro di Mike (A passo d'angelo, pubblicato da Untitl.Ed), stasera ad Andria, domani a Lecce.
22 gennaio 2008
03797
Il numero della mia tessera A.N.P.I. 2008. Sezione Bovisa, intitolata a F.Severgnini. Qualifica: antifascista.
Probabilmente salterà fuori qualcuno a ridire che l'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia qui e là e su e giù e insomma ancora e basta eccetera, ma finché ci saranno nuove generazioni sarà bene ricordare e tramandare.
Poi, d'accordo, non finisce lì: educare (educarsi) significa soprattutto cercare di migliorare un pochino noi stessi e il mondo circostante, con pazienza e fiducia nonostante gli inevitabili errori.
A proposito di ricordare, comunque, domenica 27 gennaio sarà la Giornata della Memoria.
Vorrei rilanciare anche qui alcune delle iniziative che si terranno, per cui aiutami segnalando quelle cui hai intenzione di partecipare.
--
Milano: un corteo partirà alle 14,15 da piazza San Babila per concludersi in piazza del Duomo.
Milano / Sesto San Giovanni (Parco Nord): ore 9.45 da via Clerici (Sesto S.G.) e viale Suzzani 292 (Milano), cortei verso il Monumento alla Deportazione situato sulla collinetta al centro del Parco Nord.
Cinisello Balsamo (MI): sono arrivato troppo tardi e mi son perso il documentario.
Daverio (VA): musica, parole, poesie, a partire dalle ore 16 presso la biblioteca. (da granepadane)
Udine: La Shoah e oltre, incontri, concerti, letture, teatro, tra cui Brundibar, opera scritta da un compositore ceco e messa in scena poi nel lager di Theresienstadt. (grazie a Astrid)
Probabilmente salterà fuori qualcuno a ridire che l'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia qui e là e su e giù e insomma ancora e basta eccetera, ma finché ci saranno nuove generazioni sarà bene ricordare e tramandare.
Poi, d'accordo, non finisce lì: educare (educarsi) significa soprattutto cercare di migliorare un pochino noi stessi e il mondo circostante, con pazienza e fiducia nonostante gli inevitabili errori.
A proposito di ricordare, comunque, domenica 27 gennaio sarà la Giornata della Memoria.
Vorrei rilanciare anche qui alcune delle iniziative che si terranno, per cui aiutami segnalando quelle cui hai intenzione di partecipare.
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Milano: un corteo partirà alle 14,15 da piazza San Babila per concludersi in piazza del Duomo.
Milano / Sesto San Giovanni (Parco Nord): ore 9.45 da via Clerici (Sesto S.G.) e viale Suzzani 292 (Milano), cortei verso il Monumento alla Deportazione situato sulla collinetta al centro del Parco Nord.
Cinisello Balsamo (MI): sono arrivato troppo tardi e mi son perso il documentario.
Daverio (VA): musica, parole, poesie, a partire dalle ore 16 presso la biblioteca. (da granepadane)
Udine: La Shoah e oltre, incontri, concerti, letture, teatro, tra cui Brundibar, opera scritta da un compositore ceco e messa in scena poi nel lager di Theresienstadt. (grazie a Astrid)
15 gennaio 2008
Alla prossima
Il concerto è andato bene. La band mi è piaciuta. Il pubblico è stato grande, tanto che per essere all'altezza sono salito su un tavolo.
Get up (get on up)
--
(ci si ribecca il 15 febbraio all'Appaloosa di Cusago, spargi pure la voce)
Get up (get on up)
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(ci si ribecca il 15 febbraio all'Appaloosa di Cusago, spargi pure la voce)
09 gennaio 2008
05 gennaio 2008
Comincio a dirtelo
Che sabato prossimo, il 12 gennaio 2008, i Blubaluba tornano su un palco pubblico.
Sarà quello del piccolo grande Mi Cantino.
Vieni, ti troverai bene.
Ci troverai già lì.
Allora vieni?
Bene.
--
il genere è sempre groove and love come piace a noi, spaziando dal rhythm & blues al funky e dal blues al soul con energia e anima, oscillando tra James Brown e Ray Charles, Herbie Hancock e i Blues Brothers, Jaco Pastorius e Wilson Pickett, tanto per dire
Se vuoi farti un'idea, guarda e ascolta, ma soprattutto vieni sabato sera a Monza, in via Dante 6 - il concerto inizia alle 23, ma è consigliabile arrivare un po' prima o meglio ancora prenotare, tel. 039 322970
Sarà quello del piccolo grande Mi Cantino.
Vieni, ti troverai bene.
Ci troverai già lì.
Allora vieni?
Bene.
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il genere è sempre groove and love come piace a noi, spaziando dal rhythm & blues al funky e dal blues al soul con energia e anima, oscillando tra James Brown e Ray Charles, Herbie Hancock e i Blues Brothers, Jaco Pastorius e Wilson Pickett, tanto per dire
Se vuoi farti un'idea, guarda e ascolta, ma soprattutto vieni sabato sera a Monza, in via Dante 6 - il concerto inizia alle 23, ma è consigliabile arrivare un po' prima o meglio ancora prenotare, tel. 039 322970
03 gennaio 2008
Bando allo sbando
Sono entrato talmente fiducioso in questo 2008 che per la prima volta ho scritto un commento nonostante capitasse al numero diciassette.
Non ho niente da temere, vero?
Ver
Non ho niente da temere, vero?
Ver
31 dicembre 2007
Tutto l'insieme appassionatamente
Perché il sorriso al mondo non sia un'emiparesi, ma un'eruzione gioiosa e luccicante, giorno dopo giorno e notte dopo notte, istante per istante ma con sguardo lungimirante.
Baci a 4D.
Baci a 4D.
25 dicembre 2007
Capolavori natalizi
Per esempio:
- Questa considerazione di Lele:
Dunque, tra qualche minuto un tipo che era nella Hitlerjugend e che ammette solo la fecondazione col seme del marito celebrerà in diretta mondiale la nascita di un bambino ebreo nato con una fecondazione eterologa in una coppia di fatto.
- E la scarola 'mbuttunata di Triestina.
21 dicembre 2007
Inizialmente
Spesso nei lavori di traduzione mi trovo a dover decifrare acronimi e per fortuna la rete è piena di risorse, ma senza l'aiuto della Cajuina non avrei mai potuto interpretare il post-it che mi ha fatto trovare sul bordo del monitor, dove di solito appiccico i promemoria delle scadenze più urgenti:
Chissà qual è il limite di caratteri per un fogliettino adesivo.
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Ti voglio un casino di bene, anzi un oceano di bene con eventuali isolette per non affogare, anzi un mondo di bene, anzi un universo di bene: portati le bombole!
T.V.1K.D.B.A.U.O.D.B.C.E.I.P.N.A.A.U.M.D.B.A.U.U.D.B.P.L.B.
Chissà qual è il limite di caratteri per un fogliettino adesivo.
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Ti voglio un casino di bene, anzi un oceano di bene con eventuali isolette per non affogare, anzi un mondo di bene, anzi un universo di bene: portati le bombole!
16 dicembre 2007
Scrivi la letterina
12 dicembre 2007
Piazza Fontana
11 dicembre 2007
Intraducibilità
Un articolo di Oliver Conway per BBC News, cui fa riferimento Gaia in un suo pezzo su Macchianera, illustra la classifica delle parole più difficili da tradurre, stilata da un migliaio di linguisti.
Al primo posto la congolese "ilunga", sulla quale si sofferma abbondantemente la nostra Gaia-Copiascolla.
Al secondo un termine yiddish, "shlimazl", più o meno assimilabile a "sfigato perpetuo".
Al terzo un'interiezione giapponese, "Naa".
Tzè, dilettanti: che provino a tradurre in una sola parola il napoletano "tomità" (da tomo, come in "tomo tomo cacchio cacchio"), che io manco lo so spiegare per bene. Anzi, se mi dai una mano nei commenti ti ringrazio.
Al primo posto la congolese "ilunga", sulla quale si sofferma abbondantemente la nostra Gaia-Copiascolla.
Al secondo un termine yiddish, "shlimazl", più o meno assimilabile a "sfigato perpetuo".
Al terzo un'interiezione giapponese, "Naa".
Tzè, dilettanti: che provino a tradurre in una sola parola il napoletano "tomità" (da tomo, come in "tomo tomo cacchio cacchio"), che io manco lo so spiegare per bene. Anzi, se mi dai una mano nei commenti ti ringrazio.
09 dicembre 2007
07 dicembre 2007
05 dicembre 2007
In provincia di Rozzano
Annunciato un primo aprile, il Blogrodeo era una specie di giocosa gara di scrittura che prese vita on-line, ma con l'intenzione dichiarata di straripare dal vivo. Ciò accadde in diverse occasioni, la più clamorosa delle quali fu il 21 maggio 2004 allo spazio Aurora.
Nei giorni scorsi è giunto un sollecito da Effe il pungolatore: raccogliere qualche ricordo laterale e spurio di quella serata. Le risposte sono state da lui raccolte con l'aiuto di Blulu nelle pagine Chi eravamo. Da Rozzano al futuro (senza ritorno).
Non mi sono sottratto e ho fornito un piccolo contributo.
All'epoca, invece, a caldo avevo chiosato così:
e riassunto cosà:
Nei giorni scorsi è giunto un sollecito da Effe il pungolatore: raccogliere qualche ricordo laterale e spurio di quella serata. Le risposte sono state da lui raccolte con l'aiuto di Blulu nelle pagine Chi eravamo. Da Rozzano al futuro (senza ritorno).
Non mi sono sottratto e ho fornito un piccolo contributo.
All'epoca, invece, a caldo avevo chiosato così:
Com'è stato bello, che goduria! L'unico rimpianto è la mancanza di ubiquità: quando la densità degli accadimenti e la gradevolezza delle presenze raggiungono certi livelli, è inevitabile perdersi qualcosa, ma sono innamorato di queste intensità.
e riassunto cosà:
Blogrodeo
Blogger barattano baciamano. Baristi brandiscono bicchieri. Bevande bagnano bocche. Buffet? Bivacco! Bastardi... Balenano bulimici bocconi. Bastano. Berremo birra, barili.
Banditori, berretti bollati, bandierine bicolore, branco beffardo.
Battute. Bilico. Ballo. Battuti.
Blogosfera basita, beata.
Braccia, bicipiti, bocce, blandizie, baci.
Blogganti bramano blues: band bercia babelica.
Baccàno, balli, bello, bis.
Buio. Basta.
Buonanotte...
30 novembre 2007
Filostre
Una foto del mio amico Luigi Piazzi, dei versi in dialetto trentino di Claudio Delvai, la voglia di trasporli in inglese: ci siamo arrivati grazie a Bhuidhe, la cui resa mi ha ispirato il tentativo di rispettare la forma dell'originale anche in versione italiana.

Filostre de fen che sbusa la neve
luce n'cin zalda che sbrisa sui prai
filostre de fen...
inverno che ven.
(Claudio Delvai)
Haystalks pierce the snow.
Yellowish light slides slight on the meadow.
Haystalks...
Winter walks.
(traduzione di Jane Bowie)
Fili di fieno bucan la neve
luce d'un giallo che scivola ai prati
fili di fieno...
d'inverno il baleno.
(versione di Zu)
Filostre de fen che sbusa la neve
luce n'cin zalda che sbrisa sui prai
filostre de fen...
inverno che ven.
(Claudio Delvai)
Haystalks pierce the snow.
Yellowish light slides slight on the meadow.
Haystalks...
Winter walks.
(traduzione di Jane Bowie)
Fili di fieno bucan la neve
luce d'un giallo che scivola ai prati
fili di fieno...
d'inverno il baleno.
(versione di Zu)
20 novembre 2007
L'albero dei desideri
Le mie amiche insegnanti della scuola materna stanno allestendo un albero dei desideri, ogni foglia un pensiero.
Dicono ai bambini e agli adulti di suggerire un desiderio che non si può comprare e chiedono: "Vuoi regalarci il tuo?"
io ho risposto via sms... :-)
e tu?
--
Enzo: Amore: quello che non si esprime a parole, ma che nasce dalla gioia di amare tutti, dal desiderio di capire chi è diverso da noi, dalla convinzione che tutti hanno diritto ad essere parte fondamentale di un mondo che non sia più soltanto una triste "torre di Babele", ma dove la diversità e la cultura di tanti diventino la ricchezza di tutti.
Viviana del lago: Vorrei tanto ritrovare Salvo in un'altra vita... una qualunque delle altre possibili, non c'è fretta. E così fare quello che per miei sopraggiunti limiti di età non mi sono sentita di fare adesso: un bambino con lui. Ci amiamo molto in tutti i sensi e i modi in cui questa parola può essere usata, ma davvero non credo di avere più la forza necessaria per allevare al meglio di me stessa un bambino. Ma se ci penso, se ci penso anche solo un poco a quanto bello sarebbe potuto essere, mi commuovo, come adesso sta succedendo, come inevitabilmente mi succede ogni volta. perchè insieme a lui nella mia vita è entrata, meglio tardi che mai, l'armonia.
Raffa: Vorrei tanto che si imparasse a rispettare il mondo in cui si vive come la casa in cui si abita. A nessuno, in un condominio, verrebbe in mente di staccare i mattoni dalle fondamenta e dai muri portanti per costruirsi un attico superaccessoriato.
Egovirtuale: Non si possono comperare né la scoperta né lo stupore.
Bhuidhe: Un tappo per il buco nell'ozono. Ma non dirlo ai bambini, che non è simpatico angosciarli a Natale!
Ste: Il coraggio per andarmene da questo paese di merda e di farlo nascere altrove il mio futuro bambino.
Pispa: Sarò banale, ma la salute, la forza e la gioia di vivere! Quello sarebbe davvero un bel regalone! :))
Aitan: Non smettere mai di desiderare.
Elena: Non smettere mai di desiderare.
Wilgengebroed: Blij zijn, de hele dag maar door (ossia To be really really happy all day long, cioè Essere davvero tanto felice per tutto il giorno).
Gilgamesh: Poter smettere di desiderare è la via per la pace e l'armonia. Non essere schiavi dei desideri aiuta ad abbandonare il dolore. Liberarsi del senso di importanza personale: ricordare che salvo una piccola, trascurabile eccezione, l'umanità è fatta di altri. Capisco che è difficile spiegarlo ad un bambino, comunque :)
Mf: Desiderare coraggio e forza d'animo per utilizzarli al meglio quando sei frustrato perché altri desideri non si avverano.
Flounder: Fammi fermare il tempo, fammi andare avanti e indietro nel tempo, a piacimento. Fammi fermare dove mi è piaciuto stare. Fammi restare lì per sempre. Per sempre.
Effe: Sapere che i miei figli saranno felici, e che tutto questo non sarà quindi stato inutile.
Claudia: Non sentire niente. Il male, il bene... niente. Mica per tanto, ma un po', giusto un po'. Per ripigliarsi.
Vanessa: A parte indovinare la prossima combinazione del superenalotto (chiaro!)... aehm, vorrei che si andasse oltre la semplice compulsione a sopravvivere, sì, insomma, vorrei che la gente smettesse di farsi plasmare dalla pubblicità, dal consumismo, da assurdi ritmi obligati e da stupide convenzioni...
Chewingumpergliocchi: A me piacerebbe vedere i codici delle cose. Saper leggere le azioni delle persone, il perché dei desideri, dei bisogni e delle insoddisfazioni, capire la musica e altre meraviglie cui non posso accedere.
Ceci: Rivivere alcuni momenti di allora con la testa e il cuore di adesso.
Rillo: I capelli! Vorrei che mi ricrescessero. Però lisci, stavolta.
Angelo: Il coraggio di saper cadere e rialzarmi da terra ogni volta. Più giù non si va, ma se non si rischia di cadere non si arriva mai da nessuna parte.
Mi: Una casa vivace, piena di voci e di calore!
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Bonus: mi sono imbattuto in una storiella che vale la pena leggere. Naturalmente s'intitola L'albero dei desideri.
Dicono ai bambini e agli adulti di suggerire un desiderio che non si può comprare e chiedono: "Vuoi regalarci il tuo?"
io ho risposto via sms... :-)
e tu?
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Enzo: Amore: quello che non si esprime a parole, ma che nasce dalla gioia di amare tutti, dal desiderio di capire chi è diverso da noi, dalla convinzione che tutti hanno diritto ad essere parte fondamentale di un mondo che non sia più soltanto una triste "torre di Babele", ma dove la diversità e la cultura di tanti diventino la ricchezza di tutti.
Viviana del lago: Vorrei tanto ritrovare Salvo in un'altra vita... una qualunque delle altre possibili, non c'è fretta. E così fare quello che per miei sopraggiunti limiti di età non mi sono sentita di fare adesso: un bambino con lui. Ci amiamo molto in tutti i sensi e i modi in cui questa parola può essere usata, ma davvero non credo di avere più la forza necessaria per allevare al meglio di me stessa un bambino. Ma se ci penso, se ci penso anche solo un poco a quanto bello sarebbe potuto essere, mi commuovo, come adesso sta succedendo, come inevitabilmente mi succede ogni volta. perchè insieme a lui nella mia vita è entrata, meglio tardi che mai, l'armonia.
Raffa: Vorrei tanto che si imparasse a rispettare il mondo in cui si vive come la casa in cui si abita. A nessuno, in un condominio, verrebbe in mente di staccare i mattoni dalle fondamenta e dai muri portanti per costruirsi un attico superaccessoriato.
Egovirtuale: Non si possono comperare né la scoperta né lo stupore.
Bhuidhe: Un tappo per il buco nell'ozono. Ma non dirlo ai bambini, che non è simpatico angosciarli a Natale!
Ste: Il coraggio per andarmene da questo paese di merda e di farlo nascere altrove il mio futuro bambino.
Pispa: Sarò banale, ma la salute, la forza e la gioia di vivere! Quello sarebbe davvero un bel regalone! :))
Aitan: Non smettere mai di desiderare.
Elena: Non smettere mai di desiderare.
Wilgengebroed: Blij zijn, de hele dag maar door (ossia To be really really happy all day long, cioè Essere davvero tanto felice per tutto il giorno).
Gilgamesh: Poter smettere di desiderare è la via per la pace e l'armonia. Non essere schiavi dei desideri aiuta ad abbandonare il dolore. Liberarsi del senso di importanza personale: ricordare che salvo una piccola, trascurabile eccezione, l'umanità è fatta di altri. Capisco che è difficile spiegarlo ad un bambino, comunque :)
Mf: Desiderare coraggio e forza d'animo per utilizzarli al meglio quando sei frustrato perché altri desideri non si avverano.
Flounder: Fammi fermare il tempo, fammi andare avanti e indietro nel tempo, a piacimento. Fammi fermare dove mi è piaciuto stare. Fammi restare lì per sempre. Per sempre.
Effe: Sapere che i miei figli saranno felici, e che tutto questo non sarà quindi stato inutile.
Claudia: Non sentire niente. Il male, il bene... niente. Mica per tanto, ma un po', giusto un po'. Per ripigliarsi.
Vanessa: A parte indovinare la prossima combinazione del superenalotto (chiaro!)... aehm, vorrei che si andasse oltre la semplice compulsione a sopravvivere, sì, insomma, vorrei che la gente smettesse di farsi plasmare dalla pubblicità, dal consumismo, da assurdi ritmi obligati e da stupide convenzioni...
Chewingumpergliocchi: A me piacerebbe vedere i codici delle cose. Saper leggere le azioni delle persone, il perché dei desideri, dei bisogni e delle insoddisfazioni, capire la musica e altre meraviglie cui non posso accedere.
Ceci: Rivivere alcuni momenti di allora con la testa e il cuore di adesso.
Rillo: I capelli! Vorrei che mi ricrescessero. Però lisci, stavolta.
Angelo: Il coraggio di saper cadere e rialzarmi da terra ogni volta. Più giù non si va, ma se non si rischia di cadere non si arriva mai da nessuna parte.
Mi: Una casa vivace, piena di voci e di calore!
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Bonus: mi sono imbattuto in una storiella che vale la pena leggere. Naturalmente s'intitola L'albero dei desideri.
19 novembre 2007
Buoni spropositi
Starei anche tutto il giorno a ululare alla nebbia, invece vengo talmente e tanto aiutato di continuo in mille modi utili e affettuosi che non posso fare a meno di dire grazie alla vita.
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