09 gennaio 2004

Il sole dei viventi

Si chiama Maria e quando sorride le splendono gli occhi. Alla mattina la incontri in piazza Bausan, indaffarata a sistemare la baraccheria, come dice lei. Una congerie di sacchi e sacchetti rigonfi quanto il suo abbigliamento, fatto di strati e strati e strati. La pelle sporca e annerita, la bocca semisdentata, la schiena ricurva e l'igiene presumibilmente scarso non riescono a fare di lei una vecchia strega. Non se hai provato almeno una volta a rivolgerle la parola: risponde sempre con garbo e contentezza, riverendo ogni offerta che non sollecita mai ma per la quale ringrazia con le parole e con lo sguardo. Offerta che si concretizza in un panino, una focaccia, una brioche, meglio ancora se alla crema. Bisogna però industriarsi per immaginare i suoi gusti, perché all'interrogativo mirato a sondarli risponde: "Come le pare. Va bene qualsiasi cosa."
Perché viva così non so, non riesco a capacitarmi di come sia finita per la strada, nonostante le storie lette o ascoltate. Mi piacerebbe sentirla parlare più a lungo, ma c'è sempre il timore di risultare inopportuno o invadente. Piano piano, magari.

08 gennaio 2004

Non smettere di guardare

Sì, non bisogna smettere di guardare, e se qui fuori il cielo è troppo grigio per invogliare gli occhi, vado a cercarmelo da un'altra parte, il cielo. Perché dai bambini non si finisce mai d'imparare. E talvolta anche dai loro padri.

07 gennaio 2004

Buon Natale!

...per esempio ad Angéla (la tua mancanza si sente, ma è più importante saperti serena) e a Leonid, che dopo essere venuto a casa mia vestito da Babbo Natale, finalmente i regalini è andato a portarli ai suoi bimbi rimasti in Ucraina e che vede al massimo una volta ogni sei mesi.
Buon Natale a Ludmila, la dolce infaticabile Luda che dopo tre anni di lontananza non ce l'ha fatta più ed è tornata dai suoi figlioletti: lo splendido Stasic e il gioiello Alina, carinissima e protettiva quella volta con il mio Lorenzig.
Buon Natale al popolo di donne che incontro la mattina sull'82, quando accompagno i miei cuccioli a scuola. Lo leggo anche nei vostri occhi chiari di stanchezza che sono un privilegiato a poter vivere come vivo. Al vostro sorriso rispondo con l'augurio che un Buon Natale vi restituisca ogni gioia.

01 gennaio 2004

30 dicembre 2003

Ci si diverte un sacco

Vorrei farmi sponsorizzare dall'Alitalia o da qualche altra compagnia aerea. Mica per altro: per i sacchetti, quelli per il vomito. Sarebbero utilissimi qui, appesi al collo di ciascun componente della GFA, la grande famiglia allargata, colpita in modo trasversale e fantasiosamente combinatorio da un virus influenzale.
Un virus le cui conseguenze ti fanno ripensare ai Monty Python, la scena al ristorante in cui il cameriere chiede: "Come sta?" e il bulimico cliente risponde: "Meglio... meglio che mi porti un secchio".
Finora l'ho scampata, ma per domani sera, in luogo dei botti, proporrò un'olimpionica gara di rutti.

29 dicembre 2003

Happy Trails

S'intitola così un LP dei Quicksilver Messenger Service (1969), uno dei miei gruppi preferiti nell'ambito della west coast.

Fu tra i 4 vinili che inaugurarono la mia discografia adolescenziale nella seconda metà degli anni settanta.
Lo ricordo con orgoglio e ancora oggi lo considero un riferimento imprescindibile nonché un piacere per le orecchie e l'animo.
Happy trails to you, until we meet again,
Happy trails to you, keep smilin' till then.
Happy trails to you, till we meet again
Buon viaggio, dunque.

28 dicembre 2003

Neve!

Già al risveglio, paesaggio incantevole e ovattato, mentre fiocchi generosi accarezzavano l'aria. Per tutto il giorno non ha smesso di nevicare, qui nella valle dell'Elvo. Dopo essermi divertito a spalare, sono uscito a passeggiare con Meg, affettuosa femmina di pastore australiano che mi sa sensibile ai suoi guaiti. Siamo andati avanti fino a lasciarci imbiancare, fino a confondere cielo e sfondo montano. Bella soddisfazione anche essere ubbidito perfettamente nonostante avessi tralasciato il guinzaglio (una piccola lezione anche questa?).
Spalare, camminare, ammirare, respirare. Essere e fare. Il mio insegnante di storia dell'arte ai tempi dello IULM, Gabriele Mandel, aveva scritto un libro con quel titolo. L'essere umano ha bisogno di agire per confermare la propria esistenza, per esprimersi, per crescere. Il concetto è valido non solo applicato all'ambito della creazione artistica, ma anche alla banale pratica quotidiana. Che poi è banale soltanto nella misura in cui lo permettiamo.
Gustare di ogni giorno, di ogni giorno distillare l'essenza benefica o l'insegnamento, sono obiettivi di benessere e insieme strumenti di crescita. Purché vivere diventi l'arte in cui non smettere di cimentarsi.

27 dicembre 2003

SMS

Pare che quest'anno sia stato stabilito un nuovo record di messaggini augurali scambiati tramite cellulare.
Trovo ingiusto deprecarli come categoria, perché pregnanza e gradevolezza non possono essere mera funzione dello strumento utilizzato. Alcuni sono addirittura degni di essere conservati (e in alcuni casi lo faccio davvero). Altri meritano quantomeno una segnalazione, come lo scambio di cui sono stato testimone diretto:

[scrive lo zio, classe 1950] Previsioni meteo: prevista pioggia di baci e abbracci. Si consiglia di chiudere l'ombrello e aprire il cuore.

[risponde la nipotina, classe 1996] Previsioni del tempo: qui c'è il sole e manda una luce fatta d'amore.

25 dicembre 2003

C'era una volta...

...un gruppo che si autodefiniva di rock meticcio*. Erano entusiasti, ma poveri e disorganizzati. Così, nonostante tutti i componenti potessero già vantare esperienze precedenti e faccia tosta a sufficienza, le esibizioni si limitarono a pochi concerti, nella loro regione.
So per certo che indelebili ricordi rimangono in chi c'era, come so di gradire gli apprezzamenti che continuano a pervenire da chi non ha mai smesso di ascoltare la cassetta autoprodotta, testimonianza parziale ma significativa.
Ora quelle tracce sono scaricabili gratuitamente in rete, così chi vorrà le potrà finalmente trasferire su CD.
Sotto l'albero e col fiocchetto, eccoti dunque i Pontebragas.

* da anni mi è telematicamente impossibile aggiornare quel sito, nel quale è anche indicato un indirizzo e-mail che non esiste più.

24 dicembre 2003

La festa delle luci

Una candela che ne accende un'altra non perde nulla della sua luce.
Anzi, nel momento in cui la seconda candela si illumina, insieme generano una fiamma più grande.
...
Anche se crederai che si sia spenta, quella fiammella continuerà a brillare dentro di te e se ti farai trasparente la luce si irradierà.
Buone feste a tutti.

23 dicembre 2003

*

In me albergano sentimenti contrastanti.
Il guaio è quando svaniscono senza avere pagato la camera.

22 dicembre 2003

Immancabilmente

Riascolti un brano dimenticato e un baluginio riemerge dalle memorie sepolte. Effetti che solo la musica sa provocare sempre, essendo in grado di insinuarsi, risuonare, riverberare e rifrangendosi infrangere ogni barriera. Senza nemmeno lasciarti capire perché vada a pizzicare corde di un tempo sbagliato.
So dry your eyes
And turn your head away
Now there's nothing more to say
Now you're gone away
       (Nick Cave, Lament)

Allora asciugati gli occhi
e volgiti altrove
non c'è più nulla da dire
ormai sei andata via.
Ti solletica l'orecchio, ti apre la percezione, col bisturi della malinconia ti viviseziona lasciando pulsare nel tuo cuore aperto il senso della mancanza, immancabilmente.

20 dicembre 2003

*

Si cerca il pelo nell'uovo quando ahimè si è certi
non ne possano essere rimasti tra i denti.

18 dicembre 2003

Il Tempio del template

È un sollievo constatare che Ilenia dal vivo è ancor più simpatica di quando scrive sul blog, e che la simpatia è solo una delle sue doti.
È un sollazzo coniugare i piaceri gastronomici con l'amenità delle conversazioni, dove il discorso è un giardino di sentieri che si biforcano.
È un sollucchero poter tradurre l'attenzione reciproca in affettuosa fisicità, specialmente per chi è strafugno di natura.
È un solletico quello che ogni volta manda a segno il richiamo, spinge a esserci e induce a ribadire che con questa gente si sta proprio bene a passar le serate.
Ed è una sorpresa incontrare lì per caso un'altra blogger in incognito. Per caso... per caso lo direi se al caso ci credessi. Se era lì, ci sarà stata una ragione, come quella che move il sole e l'altre stelle.

P.S.: grazie a Mitì che ha fatto da catalizzatrice.

16 dicembre 2003

Motti e moti

In illo tempore dixit Biccio:
Per essere uno spirito libero occorre una disciplina ferrea

Questa è bella e utile, ma difficile, almeno per me che tra stoici ed epicurei non avrei dubbi. Comunque mi ci sto provando, per necessità riorganizzative. Vedremo.

15 dicembre 2003

Windows 69

Che sia stato l'anelito libertario proprio dello spirito anarchico più genuino a indurlo a volare?
La questione si pose in questura più o meno a quest'ora, allora.

[grazie Auro che ricordi]

Attualità

Alla notizia di ieri, il commento che più mi è piaciuto è quello di Roberta della Zonker's Zone:
"Constato che trovare un idraulico sotto Natale è più difficile che trovare Saddam."

14 dicembre 2003

Largo ai giovani

Un altro esercizio della Cajuina, sempre sul quadernone rosso di seconda elementare.
Invento una breve storia con queste parole: CALDO, NEVE, LETTERA, CAMINO, BABBO NATALE.

Il giorno della vigilia di Natale arrivò Babbo Natale. Aveva molto freddo e scese da un camino spento, ma era ancora caldo perché era stato spento da poco.
Babbo Natale aveva terminato tutti i regali e non ne aveva più per i bambini che abitavano in quella casa.
Fuori faceva freddo e c'era la neve.
Si avvicinò al camino per riscaldarsi un po'. E trovò una lettera dei due bambini.
C'era scritto: "Caro Babbo Natale vorremmo delle macchinine e due aeroplani giocattolo.
Babbo Natale pensò: "Oh mio Dio ho finito i giocattoli, come faccio?"
E si mise a passeggiare avanti e indietro.
Ad un tratto gli venne un'idea: "Li costruirò io!"
Li costruì con dei pezzi di legno che aveva in tasca, li impacchettò e li mise sotto l'albero di Natale e tornò a casa sua.

12 dicembre 2003

Minuto di silenzio

Milano, ore 16.37 di venerdì 12 dicembre 1969: un ordigno, composto da sette chili di tritolo, esplode nel salone centrale della Banca Nazionale dell’Agricoltura, in piazza Fontana, a Milano. Il bilancio è atroce: 17 morti e 88 feriti.
Nella stessa giornata, altre quattro bombe.

Minuto di silenzio. Ne dovessimo rispettare uno per ogni strage impunita, per ogni tragedia annunciata e non evitata, per ogni ingiustizia non riparata, per ogni vergogna non cancellata, qui in Italia si parlerebbe molto ma molto meno. Forse potremmo approfittarne per riflettere un po' di più. E un po' prima.

...riflette il pensiero la realtà rispecchia pensando i riflessi le idee ripensa l'irreale esplode lo specchio riflettendo i retropensieri frantuma irrealmente la morte scintilla lo sguardo riscoppia urlando muto.

Lui ha visto la luce!

"Vedi la luce?"
"La banda..."
"Vedi la luce?"
"La banda!"
"Tu hai visto la luce?"
"Sì, ho visto la luce!"

"La banda Elwood. La banda!"
"La banda? ... La banda. La banda? La banda!"


Quale altro giorno potrebbe essere più adatto per rievocare quella scena?
Quale se non quello di santa Lucia, protettrice della vista e sorgente di illuminazione?
Con quale altra band se non la Black Sound Machine?

Dopo tutte queste domande, la risposta:
sabato sera 13 dicembre 2003 suoneremo al Busker di Vimodrone
...e Tu ci sarai.

Black Sound Machine @ Busker - via S.Anna 2 - Vimodrone (MI) - Tel. 02 25007083

11 dicembre 2003

Come promesso, la Cajuina

Francesca oggi ha riportato a casa il suo quadernone rosso della II D appositamente perché potessi ricopiare qui il suo raccontino. E io lo faccio.
Invento una storia:
Danaé e la gara dei salti sul trampolino elastico

Danaé è una ragazzina di quindici anni ed è molto brava: un bel giorno fu invitata a una gara di salti sul trampolino elastico: lei accettò ma non era capace. Allora si mise a piangere.
Ad un tratto si sentì chiamare: "Danaé!" Si alzò e si accorse che era la sua amica che si chiamava Simona.
Le disse: "Conosco qualcuno che ti insegnerà come si salta sul trampolino."
Allora tutte e due si recarono verso una foresta fitta fitta.
La sua amica la portò in una caverna. Lì trovarono uno gnomo che sapeva saltare più di mezzo chilometro. Simona disse allo gnomo: "Amico, puoi insegnare alla mia amica come si salta sul trampolino elastico?"
Lo gnomo stette un po' zitto, poi disse: "Sì, a patto che mi darai ciò che voglio."
Danaé accettò. Lui le fece imparare a saltare sul trampolino elastico.
Danaé andò alla gara e vinse la coppa dell'Italia.
Lo gnomo le ricordò le promesse fatte: disse: "Voglio la coppa." Lei l'aveva data alla sua amica e lo gnomo minacciò dicendole che siccome non gli dava la coppa avrebbe dovuto consegnargli la sua anima.
Lei pianse e lo gnomo concedette un po' di tempo.
Quando lo gnomo ritornò disse alla amica di Danaé: "Sono tornato a prendere la mia anima."
La amica di Danaé disse: "Danaé è in viaggio, torna domani." In verità Danaé aveva detto alla sua amica: "Di' che non ci sono."
Lo gnomo ricordandosi delle promesse fatte tornò ancora a casa di Danaé.
Questa volta l’amica di Danaé aveva un pugnale.
Quando aprì la porta "Zac" infilò il pugnale nel petto, lo gnomo cadde a terra e Danaé disse: "Posso uscire dal mio nascondiglio?"
La sua amica disse di sì e insieme festeggiarono contente.

Sefeifi ofon lafaifin

Hai mai giocato con la lingua farfallina? Da piccolini tra noi fratelli e sorelle ci fu un periodo in cui parlavamo quasi solo così, indispettendo gli adulti, quasi avessimo in gran dispitto loro e il loro dire. In realtà lo facevamo non per dispetto, ma per puro divertimento.
Così è oggi per gli Esercizi di stile di zop, sui quali, a dispetto del lavoro, si persevera da oltre un anno.
Con il gifiofochefettofo siamo arrivati al n. 293, traguardo da non dispettare, al quale in precedenza avevo contribuito solo con l'esercizio 21 (numero a me caro perché...).
E se uno Splinder dispettoso li cancellasse? Ne rimarrebbe purtuttavia traccia in un libro.

10 dicembre 2003

Scolaretto, guarda qui: clic

Le foto dei maestrini

[invece vedi qui]


Teresa cun i occ asot la guerda vers e mèr (...)
l'am fa avdel un'amor pers a Remin d'insteda



e du sbèi a i'ò fat du sbèi ad sageza
bute via l'America e pu guardela cun dulceza

colonna sonora: Remin da Canti randagi

08 dicembre 2003

Oh bej, oh bej

Senza bisogno di scomodarti per andare alla fiera di S.Ambrogio, potrai riservare l'esclamazione al pacchettino natalizio confezionato da Sergio e messo in rete da b.georg.

P.S.: il file è in pdf. Se non ce l'hai già, dovrai scaricare (gratis) Adobe Reader.

Aggiornamento: lo stesso file è stato reso disponibile anche da Carlo Berardelli (qui) e da Marquant.

06 dicembre 2003

Santi, fanti e canti

Ieri ho ricevuto gli auguri per l'onomastico (grazie a Pupa e a quelli della tavolata). Non me li facevano dai tempi di mio nonno Giuseppe, che da buon napoletano ricordava 'o nomme con maggiore solennità anche rispetto al compleanno.

A proposito di santi, oggi la Cajuina ha telefonato al suo amichetto Nicola (che è di Bari ma non ha mai partecipato a Sanremo) ed è stato sfizioso constatarne la disinvoltura: io in seconda elementare ero molto più timido e decisamente imbranato nei rapporti con l'altro sesso. Dovrei preoccuparmi?
In realtà, se proprio devo rifarmi a uno stereotipo paterno, preferisco essere orgoglioso sentendola leggere una storia che si è inventata come compito scolastico. Le chiederò di poterla ricopiare qui, così vedremo se Miss Francis si guadagnerà l'imprimatur dalla sua zia astrale.

Quest'ultima, lo so anche dai commenti, si rammarica di non poter assistere ai concerti della Black Sound Machine. Quello dell'altra sera ha visto una partecipazione di pubblico numericamente scarsa (da giovedì di provincia operosa e piovosa), però dal palco ci siamo dati ugualmente, divertendoci anche a inserire un piccolo tributo a Francis Vincent Zappa.
Già prima del concerto parlavamo tra di noi del desiderio di omaggiare FZ a un decennio esatto dalla sua morte, ma tra le proposte abbiamo scartato quella di Angelo. Ci siamo invece affidati all'improvvisazione, citando The Illinois Enema Bandit durante l'esecuzione di Papa's Got A Brand New Bag, in un duetto tra la mia voce e la tromba di Ivan, che ha anche accennato il tema di King Kong.

Alla prossima occasione aspetto anche chi stavolta ha confinato la sua presenza all'ambito delle telecomunicazioni, comunque graditissime.

04 dicembre 2003

Quando si corre

Cercare di sbrigarsi senza perdere di vista la qualità, dover dimenticare il sonno e tentare di recuperare energie senza voler usare additivi illegali, accontentarsi di riservare scampoli di attenzione anche a quel che più attrae: sentirsi comprimere la giornata senza per questo arrendersi all'ineluttabile. Perché c'è sempre la risorsa del pensiero, che parte come onda sottile più veloce di un destriero e perfino di un e-mail o di un sms, come sono poi venuto a sapere, rinfrancato dal gradevole stupore che una volta di più mi ha abbracciato gli ultrasensi.

03 dicembre 2003

Vivere altrove

Fermo restando il sacrosanto dire di Giorgio alla voce Gasparrea:
ha fatto l'unica (l'unica) cosa che un governo (qualsiasi governo) in democrazia non deve mai fare: porre il proprio vantaggio al di sopra di quello di coloro che è chiamato a servire.

Concordo con questa osservazione di Carlo Annese:
Il fatto è che ormai qualsiasi cosa o qualsiasi personaggio deve passare dalla televisione per dimostrare la propria esistenza. E anche chi apparentemente contesta questo ragionamento lo usa come strumento. E il teatro, mi chiedo? E tutti gli altri spazi di manifestazione del pensiero e della cultura, non contano? Non sono anche quelli spazi pubblici di aggregazione, di riflessione, di conoscenza, di pensiero (e della sua libertà)? Perché, chi vuole opporsi al potere della tv non la fa davvero, ma da fuori?

E poi magari apro un libro, accendo la radio, metto su un disco, mi sdraio sul letto... Ti parlo o ti scrivo e ricordo quel canto (gli spazi siamo noi). Poi forse ti sogno, chissà se in silenzio riparte l'incanto (o i pazzi siamo noi).

Giovedì gnocchi, oppure la BSM

Qualcuno ha detto che le migliori cose al mondo o sono illegali, o sono immorali, o fanno ingrassare. Giovedì sera cercheremo di smentirlo... almeno durante il concerto. Infatti se verrai a sentirci di sicuro non ti arresteranno, non farai niente di male, non perderai la linea. Anzi è risaputo che andare a vedere la Black Sound Machine è cosa buona, giusta e salutare.
Vero che la musica esaltante, i ritmi coinvolgenti e l'euforia comunicativa potrebbero anche indurti a perdere il controllo, ma in fondo in fondo è quello che speriamo succeda sempre: anche noi, come i fratelli del blues, sappiamo che ognuno di noi ha bisogno di qualcuno da amare, da coccolare, da accarezzare, con cui ballare, esagerare, perché... everybody needs somebody to love!

Dico dunque dove:
Marmaja - via Monte Grappa, 27 - Cusano Milanino (Mi)
tel. 026133302
giovedì 4 dicembre 2003
I need you

02 dicembre 2003

Eh già

Siccome non avevo mai abbastanza tempo, ho provato a metterne da parte un po'. Ma non v'è giara atta a conservarlo.
Va consumato così com'è, nell'unico modo possibile: istante per istante.

01 dicembre 2003

L'avverbio è servito

Sollecitato da Pietro, per il suo Vocablogario di nuovo allestimento propongo un conio da lapsus, o cazzata da ictus, a scelta:

meravogliosamente: avverbio che dà la misura dello stupore carnale, della sensualità sensibile, del compendio di anima e corpo nell'amorevole godimento condiviso.

27 novembre 2003

Il Paio

L'altro ieri mi è venuto a trovare il Paio.
Il Paio è un mio carissimo vecchio amico di Goito con il quale negli anni '80 ho scorazzato un po' percorrendo migliaia di chilometri in autostop in Italia e all'estero, organizzando feste, condividendo vizi e distribuendo virtù, inventandoci il divertimento e creando occasioni di coinvolgimento generale.
Il Paio compie gli anni alla vigilia d'Ognissanti. Icona perfetta del giorno di Halloween è la capocciona che si ritrova, sempre al servizio del divertimento collettivo. Memorabile una sua festa di compleanno qualche anno fa, in un cortile corredato dalle zucche scavate da noi e opportunamente dotate di lumini accesi a esaltare l'atmosfera e i ritmi di Clandestino ascoltato in anteprima (commento di Fir, fratello del Ben: "A Milano siete troooppo avanti!").
A misura della zucca, ovviamente, una faccia irresistibile, ampia quanto il sole dell'Almanacco del giorno dopo. Irresistibile in tutti i sensi: quella volta che ne ebbi l'occasione, non potei trattenermi dallo spalmargli una torta in faccia, realizzando un sogno che vagheggiavo da quando il sabato vedevo alla tele Le teste matte.
Il Paio è un amico di quelli con cui anche se non ti vedi da parecchio ristabilisci all'istante il contatto e il piacere dello stare insieme. Stavolta però, dopo un intervallo di due o tre anni, mi sono messo d'impegno per tracciargli un riassunto delle puntate precedenti, godendomi tutta la sua mimica e le interiezioni in mantovano ("c'la vaca c'ta fat" in primis). A un certo punto, con il suo consueto gusto per il sottinteso ha commentato la mia esagerata propensione verso il genere femminile sentenziando: "Sei un ermafrodita, Zuilio: hai l'uccello tra le gambe e la figa in testa".
Poi, dopo un altro po' di chiacchiere, se n'è andato allo stadio a vedere Inter-Arsenal. Me ne sono disinteressato perché non seguo il calcio minore, ma quando in tarda serata sono venuto a conoscenza del risultato, per la prima volta mi è dispiaciuto un po' che ci abbiano rimesso le penne, ma solo un po' e solo per lui e per pochi altri amici che coltivano l'orrendo vizio di tifare bauscia.

*

Il nanosecondo sarà il piccoletto più veloce del mondo o quello eternamente frustrato dall'assenza di vittorie?

(dedicato a Jorma)

Camminando

Sentirmi salmone controcorrente tra la selva studentesca di ombrelli in via Andreoli mi ha fatto considerare con maggiore entusiasmo una delibera ormai consuetudinaria del Comune di Napoli: l'istituzione per il periodo prenatalizio del senso unico pedonale in via San Gregorio Armeno.

26 novembre 2003

Istantanea

Stamane la coltre di nuvole era chiara e non riusciva a occultare la bellissima luce che il cielo emanava.
Sembrava fosse l'aria ad abbozzare un sorriso e invece sai che sei tu a guardarla in modo diverso, nonostante abbia dormito troppopochissimo, o forse proprio per quello.

25 novembre 2003

Fluttuando un po'...

Una volta al corso pre-parto cui partecipai insieme a mia moglie nel 1996, l'ostetrica che lo teneva ci guidò in un rilassamento che credo avesse alcuni punti in comune con le tecniche di rebirthing. L'atmosfera da lei creata fu molto suggestiva, come i ritmi che ci proponeva. A un certo punto ci chiese di pensare ai nostri genitori e immaginarli bambini, facendoli poi regredire fino a tenerli sul palmo della nostra mano. A quel punto saremmo stati in grado di perdonarli. E di perdonarci.

24 novembre 2003

L'iperbole non può bastare

Finalmente un resoconto obiettivo, lucido e puntuale della blogfest.
Un'apparizione che anziché dettare scrive, altro che quello là del Sinai. Al posto del roveto ardente, spotlight personale, o aura sovraccarica, non so: comunque sufficiente a fendere la folla fondendomi le facoltà percettive in un delizioso obnubilamento. Se lo scoprono quelli al governo, la proibiscono.

23 novembre 2003

Quando mi gira

Di tanto in tanto partecipo ai deliri lunari del blog collettivo AllaLunA, così.
Dovrò pur riuscire a ricordarmi, prima o poi, che anche quando non la si vede, lei c'è. E che anche quando ne si vede solo uno spicchio, lei c'è tutta intera.
Dovrò pur riuscire a convincermi, prima o poi, che non ha mai smesso di brillare. E che anche quando gioca a nascondersi dietro la nuvolaglia, continua a brillare per me.

22 novembre 2003

Do you speak ammore?

Ieri tra gli ultimi a ritrarsi dalle nebbie della nottata milanese c'era anche l'uomo che parla mille lingue, l'enciclopedia ambulante che dovremmo chiamare Funes, ma che nel giro dei blog è noto come Gilgamesh. Costui è riuscito nel difficile intento di mantenere lucidità ed eloquio impeccabile fino all'ultimo, travalicando i fumi dell'alcol e soprattutto quelli dell'amore, che lo avvolgevano nelle forme di Mistral, dolce metà conosciuta nei commenti di un blog!*
Secondo te, quando stasera mi onoreranno della loro presenza al concerto della Black Sound Machine, devo presentarli al pubblico in sala?

* Una vicenda, la loro, che mi ha permesso di sfottere un po' Massimo di dot-coma *:o) sulla pochezza del suo Meetic al confronto.

Forse ma forse

Solo attraverso una serie di flash casuali potrei raccontare il sentire, al di là della cronaca, di una serata come quella di ieri. (alla blogfest)
In parte è come se fossi ancora lì, distribuito a pezzetti o moltiplicato per ogni sguardo e sorriso scambiati, per ogni abbraccio goduto... va be', che te lo dico a fare, sai perfettamente cosa si prova quando si incontrano o si rivedono persone che si leggono e si scrivono tutti i giorni, vero?

P.S.: non sarebbe male raccogliere tutto quel che si pubblicherà al riguardo, così da ottenere un poliedro magico, mosaico tridimensionale di tessere a specchio, frantumazione dell'intero che può ricomporsi solo nel non detto, nel contesto, nel cotesto, nel gesto, per questo, sii onesto, fai presto, del resto, che mesto, mi rivesto, continua o ti pesto.

*

Il mio valore non è nelle cose che so, ma in quelle che ho voglia d'imparare.

21 novembre 2003

Black Google Machine

Certo che è una bella responsabilità. Non che ce la siamo cercata, per carità, ma è capitato. Noi ci eravamo limitati a preparare una pagina web informativa, senza pretese, davvero al limite del minimo sindacale.
E Google che cosa ti combina? Ti combina che se qualcuno in tutto il mondo cerca black sound, al primissimo posto su cinque milioni di pagine c'è la nostra.
Embè? Dirà qualcuno. Embè un par di palle, rispondo io: ti rendi conto che per Google veniamo prima di... JAMES BROWN !?!
Insomma, non so con che faccia presentarmi al pubblico del prossimo concerto. Che ne dici di venirci anche tu, per aiutarci a superare l'imbarazzo da emozione?
Allora facciamo per sabato sera, il 22 novembre 2003.
Locale e orari sono questi: L'Elisir - via San Dionigi 21 - Milano - Tel. 02 5398938
20:30 happy hour con la band - 21:30 inizio concerto - 23:45 discoteca.

20 novembre 2003

Tu m'ingaggeresti?

Ho appena risposto così a un'offerta di lavoro pervenutami tramite una mailing list:
Tradurre e scrivere, esplorare parole, costruire l'espressione decostruendo il linguaggio è un gioco. Per questo va preso sul serio, con tutta la leggerezza necessaria.
Respirare e vivere, esplorare le percezioni, costruire l'esperienza decostruendo la memoria è una cosa seria. Per questo va presa giocosamente, con tutto il denaro necessario.
Dunque, sarà un piacere lavorare per voi ed essere pagato per farlo.

Ci vado!

Magari a qualcuno potrà apparire un po' troppo "organizzata", un po' troppo "ufficiale", un po' troppo qui e un po' troppo lì, ma per me il criterio è sempre quello del piacere di incontrare o rivedere persone alle quali tengo molto, perché (repetita iuvant) noi non siamo virtuali.
Dunque alla blogfest mi sono iscritto, ci andrò e ringrazio fin d'ora Gianluca e la sua Daniela* per lo sbattimento che si sono dati la pena di affrontare.
Venerdì 21 novembre, Fastweb Foyer, Via Sabina, 1 - Milano (all'interno del Teatro Franco Parenti - MM Porta Romana), dalle ore 21 alle 2.

* sapeste che occhi!

18 novembre 2003

Un blog d'oltralpe

Lo scoprii su segnalazione di Bea. Ora noto con piacere che è frequentato anche da Eva, Manilo e Pietro.
È in francese, ma Françoise che lo anima dimostra di conoscere bene anche la nostra lingua, che molto gentilmente usa per rispondere a chi commenta in italiano, provvedendo poi a tradurre per i suoi abituali lettori francofoni.

Finora ci ero capitato di rado, ma mi riprometto di visitarlo più spesso perché merita per tono, contenuti e accuratezza. Perché talvolta rivolge uno sguardo anche all'Italia e può essere utile guardarsi in uno specchio non deformante. Abbastanza motivi per seguirlo, dunque. Per quanto, probabilmente, a conquistarmi sarebbe bastato il titolo, con quella domanda che è già più di una promessa: Tra mare e macchia mediterranea: conoscete quei profumi?

Entre mer et maquis : connaissez-vous leurs parfums?

16 novembre 2003

Il principe e il cortigiano

Hamlet. Do you see yonder cloud that's almost in shape of a camel?
Polonius. By th'mass, and 'tis like a camel, indeed.
Hamlet. Methinks it is like a weasel.
Polonius. It is backed like a weasel.
Hamlet. Or like a whale?
Polonius. Very like a whale.

Amleto: Vedi quella nuvola quasi a forma di cammello?
Polonio: Perbacco, sembra proprio un cammello.
Amleto: Mi pare assomigli a una donnola.
Polonio: Dal dorso pare una donnola.
Amleto: O a una balena?
Polonio: Proprio, una balena.


Contro il potere non si va, a costo di rimetterci la faccia o quel che ne fa le veci. Lo sa bene il nostro ministro degli esteri.
Edward Luttwak: “Un amico qui a Roma che ha un figlio ragazzino che guarda in Internet ha fatto presente che ci sono siti italiani fatti da italiani che parlano di resistenza e incoraggiano aizzano attacchi contro la coalizione. C’è un Arabmonitor.info… parole inglesi ma fatto ad Assisi da qualche parte.”
Bruno Vespa: “In lingua italiana o in lingua inglese?”
Luttwak: “in lingua italianissima. Ci sono Nuovimedia… Nuovimondimedia.it, Informationguerrilla.org. Questi dicono ‘andate in Iraq, lottate, uccidete la coalizione e gli italiani’”.
Vespa: “Luttwak, abbiamo cliccato non è venuto niente
Luttwak: “Eh?”
Vespa: “I miei dicono che abbiamo cliccato e non è venuto niente
Luttwak: “No, no, oggi (12 novembre, ndr)… quello…”
Franco Frattini: “Sono scomparsi”
Luttwak: “Sono scomparsi, sono tolti tutt’oggi… ieri, se loro guardano ieri li troveranno perché il ragazzino di sedici anni li ha trovati”
Vespa: “Speriamo li trovino anche i nostri servizi di sicurezza”
Luttwak: “Quindi spero bene che… io credo che essere antiamericani… ma aizzare no”
Vespa a Frattini: “Conferma?”
Frattini: “C’erano certo”
Vespa: “C’erano?”
Frattini: “Ma li hanno cancellati, sono scomparsi”
Vespa: “No, scusi eh, prima che li cancellassero esistevano? Lei testimonia che esistevano?”
Frattini:Io non li ho guardati…
Vespa: “Ma le hanno detto che esistevano?”
Frattini: “Ma noi sapevamo che esistevano”
Vespa: “Cioè dei siti che incitavano ad andare in Iraq a fare la guerra e ad attaccare anche gli italiani?”
Frattini: “Ce ne sono anche altri. Purtroppo ce ne sono anche altri. Ce ne sono alcuni dove ci sono una sorta di videogiochi in cui vince chi uccide un’altra persona, eh!

Come nei drammi shakespeariani, le cose succedono sotto forma di tragedia e poi vengono replicate nel registro del grottesco, in un sistema di specchi deformanti. Solo che qui viene voglia di invocare il sipario.

15 novembre 2003

Non è per pigrizia...

...che cito quanto ha scritto bradipa, ma perché ammiro e condivido la capacità di mantenere l'equilibrio nelle reazioni, senza rinunciare al diritto di critica né al senso di umanità:
Dopo la strage di Nassiriya, sto evitando di guardare la tivvù e di leggere i giornali, perché so bene cosa si scrive e cosa si dice dopo aver fatto la conta dei morti e ricostruito la dinamica dei fatti.
Ciononostante qualche voce inevitabilmente mi è arrivata: so che c’è chi ha scritto che questo “è il nostro 11 settembre”.
Evvabbé; la madre degli imbecilli è sempre incinta, soprattutto la madre dei giornalisti imbecilli.
E c’è anche chi ha detto cose tipo “se la sono cercata”, o anche “erano gli stessi del G8 di Genova”.
Che dire, se ci ritroviamo un Berlusconi al governo secondo me è anche colpa di questa gente, che è più fascista dei fascisti veri.
L’unico articolo che mi sono sforzata di leggere sulla Repubblica di ieri è l’intervista a Gino Strada di Emergency, che non si stanca mai di ripetere in queste tragiche occasioni che “ogni strage è una sconfitta per tutti”, e anche che “l’unica realtà della guerra sono le vittime”.
Per il resto, preferisco attendere di leggere Diario della prossima settimana che sicuramente, come sempre, avrà da dire cose più sensate e puntuali delle tante e solite minchiate che si sentono in giro di questi tempi.

Nel frattempo, mi riservo anche io di osservare il silenzio, in rispetto dei morti e delle famiglie che li piangono.

14 novembre 2003

L'amore nelle parole

Se con il solito Google cerchi la parola amare, tra i primissimi risultati salta fuori un blog aperto da un mese e mezzo.

Si chiama Lessico da amare: ne avevo già accennato su questa pagina, ma ne riparlo perché sono contento dei contributi finora apportati e pregusto quelli che arriveranno ad arricchire ulteriormente questa sorta di lemmario discorsivo fatto di sensi e sentimenti.

Provvisoriamente:
amare § / §§ / amore § / §§ / §§§ / amore non corrisposto § / §§ / amore segreto § / amore vero § / amori § / archetipi § / assenza § / baciare § / chimica § / chiodi § / complimenti § / darla § / differenza § / dolore § / eufemismi § / §§ / ex § / gelosia § / gusto § / incontrarsi § / karma § / luna § / mani § / odore § / olfatto § / parlare § / piacere § / ricetta § / scopare § / §§ / segni § / sensi § / senza parole § / sguardo § / silenzi § / soffrire § / sonno § / stupore § / tatto § / tempo § / §§ / ti amo § / toccare § / §§ / udito § / vincere § / vista § /

Amare rende le cose dolci e forse parlarne arricchirà anche i silenzi.

13 novembre 2003

Vecchio proverbio pubblicitario

Enzo Baldoni ha sfidato la Zonker's Zone a tradurlo in rima:
Qualcuno lo attribuisce a David Ogilvy, qualcun altro a Leo Burnett.
Probabilmente, come il pianista nel bordello, è ancora anteriore:

If the client moans and sighs
Make his logo bigger twice.
If he still should prove refractory
Show a picture of his factory.
But only in the gravest cases
Should you show the clients' faces.


(Se il cliente borbotta e singhiozza
fai il suo marchio grande il doppio
Se continua ad essere refrattario
metti nell'annuncio la foto dello stabilimento:
solo nei casi più disperati
metti nell'annuncio le facce dei clienti.)

Questa la mia proposta:
Se il cliente tuo sospira e persiste nei lamenti
tu presentagli il suo logo dopo mille ingrandimenti.
Se dovesse continuare a lagnarsi nel tormento
usa la fotografia con il suo stabilimento.
Solo quando delle idee ormai vuota è la bisaccia
se la situazione è grave, mostra a tutti la sua faccia.
(Zu)

11 novembre 2003

Lost and found

Sono ottimisti, loro: per dire Oggetti smarriti ci aggiungono ...e ritrovati. Hanno ragione. Se è vero che nulla si crea e nulla si distrugge, è logico che quanto viene smarrito sia prima o poi ritrovato. Di questo era sicuramente convinta mia nonna e da lei avevo imparato la tenacia da applicare alla ricerca di ciò che si era perso: un pallone tra i cespugli, un giubbotto dimenticato su un taxi, un portafoglio...
Ecco, il portafoglio: ne avevo denunciato lo smarrimento alla fine di marzo, ovviamente dopo avere cercato dappertutto. Borse, tasche, cassetti, pavimento, senza trascurare la perlustrazione del locale in cui avevamo suonato la sera prima. Niente. Così era iniziata la trafila dei documenti da rifare: carta d'identità, patente, carta di credito, tessera della biblioteca, perfino quella dei punti-benzina.
Quando oggi, arrendendomi finalmente al clima decisamente incurante della tradizionale estate di San Martino, ho indossato il montgomery, ho notato un eccessivo rigonfiamento. Come un mago da cabaret di quart'ordine, ho estratto il coniglio dal cilindro, ovvero il portafogli "smarrito" dalla tasca interna, che lo aveva misteriosamente accolto e ospitato per tutto questo tempo.
Dovrei darmi del pirla e mortificarmi, invece sono contento: non tanto per i 20 € ritrovati, quanto per la foto della patente che mi ritrae diciottenne, quando la chioma mi lambiva le spalle. Già: sebbene mia figlia sostenga che sia meglio adesso, mi piacerebbe essere ancora in grado di scegliere liberamente la lunghezza della capigliatura.
Ma in fondo potrei anche fidarmi di Humphrey Bogart: Chi se ne frega dei capelli in testa, sono i peli sul petto che sono importanti!

10 novembre 2003

Il momento giusto

- Sergio, ti presento Federica e Carla: lei mi piaceva da bambino ma ero timido, lei mi piaceva da grande ma ero sposato...
- Non è mai il momento giusto, vero?

Si sa

Ch'io sia fortunato, si sa. Da sempre ho la sensazione che esista una buona stella a pararmi il culo in ogni occasione, a trasformare in positivo ogni situazione critica, a illuminarmi il cammino sì da farmi scovare il bello in qualsiasi anfratto. Alla buona stella, sia chiaro, va accostata la presenza delle persone che mi vogliono bene o che mi hanno voluto bene, da sempre, da tempo o anche solo per un po'.
E di quelle che mi ricordano, riconoscendomi dopo 15 anni come il mio commilitone Marco Aldeghi, che l'altra sera è venuto a sentire la BSM ignorando che ne facessi parte. Rivederlo mi ha riportato con la memoria a un periodo, quello della leva militare, che corrobora le mie sensazioni: nonostante i mille e uno motivi per deprimersi, per me la naja non fu una noia. Riuscii a vivere anche quell'anno senza mai dover sperare che passasse in fretta.
Certamente anche grazie agli amici che avevo lassù a Bolzano, un altro dei luoghi ricorrenti nella mia vita.

07 novembre 2003

L'ebbrezza del sabato sera

BSM, Beati di Sesso e Musica: in realtà era questo il nostro nome completo, poi la censura ha fatto il suo corso e ci siamo ritrovati con un titolo inglese di cui sinceramente ignoro il significato.
Qualunque esso sia, ricordati e ricordaci che sempre e comunque tenderemo al soddisfacimento del Bisogno Sessuale Massimo, raggiungibile con l'ausilio di Benevole Sensazioni Musicali. Ci vuol poco a essere ottimisti: Basta Sentirsi Meglio, Badare Sensibilmente alle Moltitudini, Baciarsi tra Stupore e Meraviglia, Bearsi di Sensualità e Musica.
In altre parole:
Black Sound Machine
(voci, cori, sezione fiati, chitarra, tastiera, basso, batteria)
sabato 8 novembre al Mi Cantino
via Dante 6, Monza (MI), tel. 039-322970

Baci Senza Malinconia di Bellezze da Sogno e Mirabili accarezzeranno la Brezza di un Sabato a Monza.

06 novembre 2003

Blog di servizio

Pecus cerca casa a Milano, anzi gli basta una stanza.
Ho avuto occasione di incontrarlo una prima volta alla pizzata con la pizia in giugno, poi l'ho rivisto qui in Bovisa, sempre attorno a un tavolo con Mafe, Vanz e Alberto. Son cose da Reti relazionali queste. E da blog di servizio, per l'appunto.

05 novembre 2003

Solea

È il titolo di un pezzo di Miles Davis, ma anche quello di un romanzo di Jean-Claude Izzo. Ho scritto qualche impressione al riguardo su Letture e riletture.

04 novembre 2003

Ah ah ah

Per invitarmi a sottoscrivere l'abbonamento, Newsweek scrive a Mr Giulio Zu Pianese: finalmente un'idea su come riempire il campo middle name initial che avevo sempre lasciato in bianco.
L'offerta la cestino: i mucchi di carta da riciclare sono già abbastanza cospicui, e poi anche per quest'anno mi sono già abbonato a UBW.

03 novembre 2003

Non si può nemmeno

Nemmeno sparare una cazzata si può che subito la realtà ti supera. Già ce l'avevano detto, in verità, comunque ecco un altro piccolo esempio.

Dopo aver letto questo asterisco:
* Se passiamo all'economia del baratto, noi traduttori siamo fottuti: quale fruttivendolo vi darà un chilo di pesche in cambio di tre frasi?
la mia collega neozelandese Katy Hannan ha raccontato:
Ho avuto un cliente che mi portava 25 kili di kiwi per fax "tradotti" a voce che non pagava mai. Dopo che ho fatto presente che anche a voce si trattava di lavoro è arrivato alle 7 di sabato mattina, cacciandomi giù dal letto per potare i miei alberi da frutta. Poi ogni anno i kiwi, ma niente contanti :-)
Da notare che era miliardario, con officine meccaniche per la calzatura. Arrivava sempre su un vecchio motorino scassato, con la tuta del lavoro piena di olio, e il fax tenuto bell'al caldo tra il petto e la sua biancheria intima di lana grigia. Quando lo tirava fuori era... "profumato" di onesto lavoro duro!!!

02 novembre 2003

Si sta...

...come l'autunno ci colora!
Esistenza variegata, niente di speciale, più o meno come quella delle foglie, che però sanno dare spettacolo.
Oggi in piscina con la tribù sono persino riuscito a fare una decina di vasche come si deve, staccandomi un po' dai piccoli: Lorenzo era con Licia, Francesca galleggiava giuliva con la cuginetta, io e mia sorella Tere ci alternavamo a fare gli sportivi (e per fortuna dovevamo concederci le pause di vigilanza bimbi).
Dai bagnini ci siamo fatti rispiegare il delfino, tecnica lasciata inesplorata vent'anni fa, ma per metterlo in pratica in modo soddisfacente mi ci dovrei dedicare e so già che non me ne prenderò il tempo (non si può fare tutto in una sola vita, sarà per la prossima reincarnazione).
Sono tornato e per prima cosa ho dato un'occhiata a UBW, che mi sembra rinata in questi giorni: forse non solo tornerà all'energia iniziale, ma si aprirà a nuovi sviluppi.
Poi facendo un giro dei blog ho constatato che alla tavolata è arrivato quel che in America aveva già fatto indesiderato capolino: lo spam nei commenti.
Vabbe', alla fine sono quisquilie, niente d'importante fintanto che permane la voglia di regalare baci e abbracci.

01 novembre 2003

Amore di figlia

Solo così si spiega il giudizio di Francesca, che sentendomi canticchiare sui brani dell'inarrivabile Otis Redding mi ha detto: "Sembri tu." E al mio schermirmi ha insistito: "No, davvero, avete la voce simile." Magari!
Però un'affinità oggi c'è, perché oggi mi sento così.

30 ottobre 2003

*

Se applicassero multe sul fancazzismo, oggi andrei in bancarotta.

29 ottobre 2003

Inchiostro

Da quanto tempo non scrivo una lettera di carta? Non sarà passato così tanto, però il ricordo risale immediatamente alla tarda adolescenza, quando i chilometri e i bracci di mare venivano colmati con buste e francobolli.
Specialmente dopo ogni estate trascorsa all'estero, intrattenevo una fitta corrispondenza con un nutrito numero di persone che andava poi decrescendo con il passare delle stagioni, selezionandosi in modo affatto prevedibile. Qualche amicizia di penna prolungava per un bel po' il legame di simpatia, amicizia, affetto che si era instaurato con la temporanea comunanza linguistica. Tutti o quasi restano vivi nel ricordo, anche la bellissima Claudia Valdez di cui non ebbi più notizia dopo il terremoto di México D.F. del 1985.
Procedendo a ritroso negli anni, rimangono indimenticabili le emozioni degli scambi epistolari con la bionda Roberta Z., intensi per entrambi come i pochi baci che trovammo occasione di scambiarci, nonostante un mio amico mi dicesse che nell'espressione scritta lei sembrava Joni Mitchell e io Celentano. Per fortuna oggi so baciare meglio.
Però missive cartacee non ne sto scrivendo più. L'ultima volta che ho usato la penna su un foglio per più di tre righe consecutive è stato durante le vacanze estive. Prima e dopo, lettere ne ho scritte solo in rete.

28 ottobre 2003

Come su una nave

Quando il traghetto esce dal porto, tutti i passeggeri si affacciano verso il litorale, solo il pilota guarda da subito il mare aperto. Piano piano la terra svanisce alla vista e allora o poco dopo si cambia punto di osservazione perché lo sguardo si accomodi ad altri orizzonti.
Nelle lunghe navigazioni non si vedrà la nuova sponda prima di essersi intimamente staccati da quella di partenza. Per questo, mi dico cercando d'esser convincente, ogni distacco va considerato come un trampolino per alti volteggi verso altri fraseggi di vita.
Mi dispongo dunque a considerare con equivalente saggezza il fatto che Yaccs si stia mangiando i commenti più antichi del mio vecchio blog: buaaaaah! Tante parole che nessuno avrebbe mai riletto, secondo una nota legge di Murphlog, ma alle quali io tenevo.
Tante parole, ma ne voglio ricordare uno che ne fece a meno.
Avevo scritto:
. . . _ _ _ . . .
e Bruno, che ringrazio ancora oggi, mi rispose:
._. . ... .. ... _ ..

27 ottobre 2003

È l'ora

E scrivi, scrivi, che ti fa bene all'ora del crepuscolo. Perché i malinconici come te devono trovare sfogo da qualche parte. Nell'euforia o nell'introspezione. Un guardarsi dentro che parte un po' alla larga, dallo spettro visivo del mondo, dall'apprezzamento dei cromatismi e di quegli spazi che saranno più che mai irraggiungibili fintanto che dureranno le tue vertigini.
Vertigini da altezza o da profondità. Vibrazioni che risuonano ai timpani del sé superiore o come lo vuoi chiamare, tanto il risultato non cambia. Sempre di intangibilità si colorano. Per un essere che si dà pienezza ma si vorrebbe ubiquo. Per un pulsare che sa di altrove.
L'altrove: il mito degli stupidi e degli ingenui, ma anche il piacere di chi non si rassegna all'angustia del preordinato e del prevedibile, del banale e del preconfezionato. L'altrove non è solo nei passi mossi dalle gambe, è nelle righe percorse dagli occhi, nelle lettere battute dai polpastrelli, nelle melodie udite dal cuore, negli odori che afferrano l'anima. Negli spazi invisibili di cui vediamo scurita fotocopia nel diletto riquadro preserale, qui e ora dal terzo piano alla Bovisa, un qui e ora come tanti altri.

24 ottobre 2003

Elisir per tutti!

Da quando non ci sono più le mezze stagioni, la salute non è quella di una volta, le giornate si sono accorciate ed è impossibile parcheggiare in centro, per non sentirsi dire si stava meglio quando si stava peggio l'unica soluzione toccasana è recarsi in massa in uno di quei posti dove una volta era tutta campagna e ora invece è una città e ubriacarsi di musica, parole ed amor.
Gli ingredienti essenziali per tutto ciò saranno disponibili sabato sera, in concomitanza con un concerto di musica soul, rhythm&blues, funky e rock'n'roll. Come non approfittarne?
Black Sound Machine
voci, cori, sezione fiati, chitarra, tastiera, basso, batteria
sabato 25 ottobre 2003 - L'Elisir - via San Dionigi 21, Milano
20:30 happy hour con la band - 21:30 inizio concerto - 23:30 discoteca

Per te che ci tieni: se ti comporterai bene, ti presenteremo anche le nuove coriste.

23 ottobre 2003

Su e giù

Altalene, quelle che verticalmente hanno ancora le sbarre anziché le catene. Ce n'è una che descrive quasi un cerchio completo. Lei ci sta sopra in piedi, scarmigliata e col sorriso che urla. Un sorriso insano, con la faccia tirata. Spinge così forte da far temere il distacco delle meccaniche arrugginite e il suo successivo sfracellamento.
Al mio avvicinarsi, l'espressione le muta in un accento di dolore e chiusura. Continua a spingere, anzi lo fa più forte, selvaggiamente e quasi con rabbia.
Giro al largo, ma mi metto lì accanto, come aspettassi il turno. Allora ruota il capo e mi guarda sorridendo. Spinge ancora in modo eccessivo, ma con la gioia di chi se la sta godendo. Capisce che forse mi va di chiacchierare e inaspettatamente si mette a sedere, mentre continua le sue oscillazioni esagerate.
Rallenta un pochino, parliamo. Dopo un po' mi viene di farlo e lo faccio, il gesto di appoggiare la mano sul montante in movimento, movimento che accompagno e favorisco.
Ora so che non le chiederò di scendere: seguirò il ritmo ondulatorio impresso dal desiderio straziato, asseconderò gli impulsi liberatori di chi cerca di strapparsi il passato di dosso pur sapendo di non poter recuperare quanto non è stato vissuto, di non poter ottenere quanto è stato negato.
Se la tua vita ora è l'altalena, quell'altalena, non vorrai scendere. Nemmeno se intorno s'è addensata una presenza impaziente di bimbetti che si domandano come mai quella signora occupi tanto a lungo il loro gioco preferito.
Vi tocca aspettare, piccini. Aspetto anch'io. Può darsi che prima o poi deciderà di scendere e allora magari andremo a farci una passeggiata insieme, forse perfino mano nella mano, chissà.

Edizione effimera

Tra le pagine in rete alle quali collaboro c'è CuT'n'PaStE. Se posso, ogni giorno ci metto qualcosa, applicando alla lettera il principio del taglia e incolla. Spesso un frammento decontestualizzato può trasformarsi in messaggio per qualche passante. E poi mi piace intrecciare nuove relazioni telematiche, sia pur fuggevoli come il soffio di un link.

22 ottobre 2003

Come sto?

Per rispondere a questa semplice domanda potrei cavarmela in due parole, bene grazie, oppure scrivere degli innumerevoli aspetti di un'esistenza sfaccettata e non abbastanza sfacciata. Una foto del momento la si può ricostruire anche attraverso la scrittura, però è solo una foto e invece noi siamo perlomeno dei filmati.

21 ottobre 2003

*

Spesso mi riprometto di scrivere le mie memorie, ma ogni volta me ne scordo.

20 ottobre 2003

Gio come...

Gioia, Gioiello, Giorgia!
Appassionata di architettura e di Kawasaki verdi, seguace della Monday Mission ma devota a David Sylvian, abile a spaziare tra la saggezza zen e il cazzeggio salottiero, scrive immagini in inglese.
Oggi mi ha deliziato e ha suscitato la mia gratitudine creando in un batter d'occhio la miniatura grafica per questo blog.


Giorgia, ora non arrossire: lo sapevi che ti posso pagare solo in natura, vero?
Mmmhmmm...

18 ottobre 2003

Di sogni...

non si vive, però oggi vorrei sogni d'acqua salata, di onde dolci da mare azzurrino e sabbia bianca, con una risacca leggerissima e quel tanto di brezzolina che ti fa amare il sole sulla pelle.

Istruzioni da Zop

Come continuare La storia della donna sub, della quale ospitiamo qui sotto la nona parte:

1) scegli una delle 20 parti che ti ispira e scrivi una BREVE continuazione che sia circolare come le altre: deve avere una sua FINE ma anche un OPPURE che riporta tramite link alla parte SUCCESSIVA a quella scelta (es. la continuazione della parte 7 porterà poi alla parte 8). Fai attenzione alla coerenza!

2) pubblica pure sul tuo blog e poi avverti Zop nei commenti o via mail mandandogli il link assoluto o permalink del post che contiene la tua continuazione. Se non hai un blog o se non vuoi pubblicarla sul tuo blog: mandagli la continuazione e sarà pubblicata su [ zop blog ], se ritenuta adatta.

3) se la storia è accettata e coerente riceverai l'assegnazione definitiva della tua parte (es, se continui la parte 7 ti sarà assegnato un posto 7.1 oppure se c'è già 7.2 e così via). Fatto questo ti ritroverai nel grande indice generale della storia e delle sue evoluzioni.

Le prime continuazioni stanno già arrivando... e presto saranno messe on-line!

P.S.: link di emergenza se Splinder facesse le bizze.

17 ottobre 2003

URL nel buio

Rillo intende abbandonare il suo cucciolo. A me piacerebbe che il suo blog continuasse e sperando non finisca davvero al canile, gli ho scritto:
A me rillo.blogspot.com non suona mica male. Però se proprio ci tieni al dominio (possessivo che non sei altro!) possiamo lanciare una colletta. Con un euro a testa, li raccogliamo in sei giorni.
Chiudere non se ne parla, bello!
O preferisci trovarti un troll in giardino che gratta ogni sera alla finestra fracassandoti la... privacy?

Mi scusi...

- Mi scusi signorina, si farebbe annusare?
- ?!
- Sono quasi sicuro di averla incontrata in una vita precedente, e in questi casi non posso fidarmi che dell'olfatto.
- ...
- Non si imbarazzi, venga qui. Rilassata. Grazie, ora procedo: spero non abbia abbondato in cosmetici.

(Dio che delizia, e chi ce la fa ora a staccarsi?)

Venerdì 17

Se lo ricordo non è per sollecitare reazioni apotropaiche, ma per tener fede alla promessa.
Oggi il vuoto si è colmato, quanto previsto è stato pubblicato. Si tratta del racconto La storia della donna sub, scritto da Zop in venti parti e poi disseminato in altrettanti blog. Alla parola Fine si contrappone ogni volta una continuazione, mutando la narrazione in un esperimento nato per proliferare e potenzialmente incline a moltiplicarsi, secondo l'estro di chi vorrà partecipare.

16 ottobre 2003

> skip pop

Matteo cerca personale: serve una vedetta per blog. Sede: presso analizzatore blogosferico italiano, possibilità di telelavoro. Trattamento: molto onore e gloria.

15 ottobre 2003

Rischio Se Scrivo

Grazie a Blogstreet e soprattutto alle spiegazioni di Cesare Lamanna, ho creato il famigerato feed anche per questo blog. Si tratta di una realizzazione facile facile ma piuttosto rudimentale, visto che nell'aggregatore (Feedreader) non si leggono le lettere accentate, però non saprei come migliorare il risultato ottenibile.
Già che siamo in argomento tecnico, ripropongo una segnalazione di Vanz che ho preso in considerazione solo dal giorno in cui me l'ha presentata a tavola tra un bicchiere e l'altro: Bloglines, un aggregatore per il quale non c'è nemmeno bisogno di installare un programma sul proprio computer.

Aggiornamento: ora esiste anche per Letture e riletture. E perfino per la Tavolata.

La storia della donna sub

[zop la iniziò...]

nona parte

Era ormai sopraggiunto l'inverno e Lui se ne stava quasi sempre seduto sugli scogli. Il suo sguardo si perdeva tra i riflessi e i riflussi del mare. Ogni tanto gli sembrava di vedere un’ombra, un rimescolamento, e pensava che Lei stesse finalmente riemergendo, ma si ingannava, come è facile quando si guarda un mondo liquido in perenne movimento. L’unica cosa che riemergeva era il pensiero che Lei potesse non tornare più. Questo sospetto lo assaliva solo per un attimo, di tanto in tanto, come un dubbio improvviso subito archiviato con un sorriso, come un pensiero assurdo e sciocco.
Ma guarda cosa andava a pensare... si rimproverava tra sé e sé.

Lui continuava ad aspettare seduto sugli scogli.
Anche la sera, sotto il cielo stellato e il mare gelato.

E ancora oggi lo possiamo vedere seduto sugli scogli, che fissa e scruta l’orizzonte con uno sguardo quasi innamorato, raccontando a tutti che da un momento all’altro Lei sarebbe riemersa, dopo aver battuto ogni record e ogni limite anche solo lontanamente concepibile da qualsiasi essere umano.

FINE

E la vita in qualche modo continua anche senza la donna sub


***

Questa è una storia da scrivere oltre che da leggere. Se ti è piaciuta falla germogliare, continuala, contaminala, riscrivila! Scegli un punto in cui inserire la tua continuazione, magari proprio questo, e continuala in poche righe in modo che abbia sempre un finale possibile, ma anche un link che riporti il lettore al capitolo successivo. Per inviare le tue continuazioni: http://zop.splinder.it.

14 ottobre 2003

Fili invisibili

Vivi e palpiti e scrivi e pensi. Leggi, rivivi, palpiti e rimpiangi. Correggi e rileggi, t'acquieti. Rimpiangi. Rivedi, riscrivi, rileggi, capisci. Impari.
A me non pare poco.

Mastichi, grugnisci, ami e piangi. Vorresti e non puoi, potresti e non vuoi. Ti chiudi a difesa, discosta e scostante. Sei contronatura, a te stessa distante. Tu sclicchi, poi clicchi poi leggi. Capisci. Ritorni ad aprirti e accogli.
Nulla muore quando è stato grande.

13 ottobre 2003

Gaspar oscurato: illuminiamolo

Usa il tuo blog come un riflettore: fai rimbalzare la notizia.
Gaspar Torriero aveva scritto:
Paola ha la mia email
...e la usa per spammarmi. L'avrà ottenuta usando uno scraper, quei programmini che girano su internet alla ricerca di chioccioline?
Nel qual caso, anche se questa non è la sua email principale su Albacom, diamo da mangiare allo scraper!
Paola Marraro
tecnic@dottorati.org
+39 328 #######
Paola Marraro
v. x. xxxxxxx ###
00138 Roma RM
Italy
Niente timidezze: tu chiamala, sai che lei ci tiene.
Ora il suo blog è stato oscurato per violazione della privacy (a Napoli si direbbe "curnuto e mazziato"). Su manteblog puoi leggere tutti i particolari e la risposta di Gaspar, che in realtà si era limitato a ricopiare dati già presenti in rete a questo indirizzo:
http://www.conceptonline.it/contatti.htm

Nota: la pagina oscurata è in parte raggiungibile grazie alla cache di Google, perché come dice Gaspar: "Per fortuna, internet ha la memoria lunga."

Aggiornamento: il blog è tornato visibile. E dunque rendo illeggibili numero telefonico e indirizzo della signora.

(segnalazioni e aggiornamento su Blog-O-Sfera)

11 ottobre 2003

Da uomo a uomo

Mi chiede Lorenzo (matricola 280500):
"Cos'è lo stomaco, papà?"
"È una sacca dove il cibo viene digerito."
"?!?"
"Dunque, vediamo... Tu mastichi il cibo coi denti e lo fai a pezzetti, vero?"
"Sì."
"Ecco, i pezzetti di cibo vanno in gola, scendono in un tubo che si chiama esofago e arrivano qui nello stomaco, dove diventano piccolissimi e vanno a finire in tutto il corpo."
"E poi cosa succede?"
"Tu cresci e diventi forte."
"E a cosa mi serve essere forte?"
"Per esempio ad aiutarmi. Se devo sollevare una cosa troppo pesante e ti chiedo aiuto, tu ce la fai?"
"Sì!"
"E perché?"
"Perché sono Zorro."

[ovviamente ne ho informato Frasi Storiche]

Le voci e il resto

Che bello vedere le cose da un'altra prospettiva... La cosa più straordinaria del post di Rillo, però, è indubbiamente il primo esempio di spam polacco nei commenti!

Già che siamo in argomento, agli eventuali interessati ricordo che la Black Sound Machine stasera 11 ottobre 2003 suonerà al Busker, in via S.Anna 2 a Vimodrone (MI), tel 02 25007083.
Chi ci conosce sa che grazie a un po' di soul e rhythm & blues, funky e rock'n'roll, le orecchie ritroveranno l'anima e il ritmo, gli occhi il sorriso.

10 ottobre 2003

Gente da calendario

Là sopra ero abituato a vederci i santi, abbinandovi l'immagine esilarante di mio padre incazzato che una sera, inforcati gli occhiali, lo staccò dal muro e partì con una giaculatoria di Mannaggia a... mirati e in sequenza precisa.

Oggi inkiostro sollecitava la creazione di un calendario dei blogger.
L'idea può essere carina e in realtà qualcuno ci sta già lavorando. Lo so perché ci finirò anch'io, sperando di non diventare mai oggetto di uno strambo rosario come quello descritto.

Agnimodo, auspico la proliferazione di iniziative, perché

i mesi son solo dodici,
divisi tra sole e neve
ma in rete sono molteplici
parole dal soffio lieve

il blogger che oggi a stento
da solo sbarca il lunario
domani sarà contento
di avere il suo calendario.

09 ottobre 2003

Vajont, ore 22:39

9 ottobre 1963.
La stronzaggine umana si rivela torrenziale apportatrice di morte e distruzione.

Non dimentichiamo. Non li dimentichiamo.

Allo sbocco della valle l'onda era alta 70 metri e produsse un vento sempre più intenso, che portava con sé, in leggera sospensione, una nuvola nebulizzata di goccioline. Tra un crescendo di rumori e sensazioni che diventavano certezze terribili, le persone si resero conto di ciò che stava per accadere, ma non poterono più scappare.

Anfratti

Come le incantevoli calette nascoste delle costiere mediterranee, vi sono sequenze alfanumeriche annidate tra i pixel nelle quali ci si imbatte solo per culo o perseveranza, ma che ti ripagano di tutte le miglia percorse:

mafe @ 17:14 | 08/10/2003|
Effe, effe, io piango solo per amore

Effe @ 17:32 | 08/10/2003|
Beata te, io sono allergico agli acari

08 ottobre 2003

Windows 2003

Non so bene chi l'abbia installato, ma stasera funziona da dio.
E in più deve averci lavorato un web designer della madonna, visto il layout.
La cosa strana è che continua a migliorare di minuto in minuto: una miscela di colori inarrivabile, dall'azzurro chiaro al rosa che poi vira sull'arancione dorato... Ora un lato del multischermo tende al blu cobalto, con una striatura bianca nella parte superiore e masse scure dai contorni sfumati vicino alla barra di stato.
In questo istante, in tutte e quattro le finestre aperte noto un aumento di pixel scuri. Certo che il programma ci mette un po' a partire, ma devo ammettere che non ho nemmeno un po' di fretta.
Forse devo cliccare quelle lucine che stanno cominciando ad accendersi in alto una dopo l'altra.
Cavoli, mi piace proprio. Chissà se è previsto un abbonamento.

07 ottobre 2003

Casino per casa non per caso

Da due giorni sono nel marasma di fogli, raccoglitori, cartelline.
Quando si decide di riordinare qualcosa, è pressoché inevitabile trovarsi per un po' ad annaspare nella confusione totale, perché il disordine è condizione necessaria al cambiamento.
Ne sono particolarmente contento, anche per il valore simbolico dello snellimento degli archivi: sono riuscito nell'ardua impresa di gettare i fogli delle mie primissime traduzioni pagate, di quando i monitor non erano a colori, di quando i computer non avevano l'hard disk, di quando non c'era la connessione a Internet, di quando ero ancora studente, non avevo il computer, scrivevo a mano e ribattevo in bella con una Olivetti Lettera 32.
D'altronde, come diceva un vecchio saggio, per bere il tè fresco devi prima svuotare la tazza che contiene quello vecchio.
È una massima che vale per la vita, per l'anima... e pe' li mortacci del casino che ciò qua 'ntorno!

06 ottobre 2003

Aos vivos

Se vai a un concerto e conosci già le canzoni, potrai godertele meglio e magari cogliere qualche particolare in più.
Così, se ti leggo quasi ogni giorno e poi t'incontro di persona, prenderò a seguirti con maggiore attenzione, partecipazione addirittura. E la volta successiva magari l'intreccio dei discorsi passerà dal comun denominatore ai multipli, con arricchimenti personali.

Di Milano blogging, Sergio mi scrisse: E' stata una bella serata. Ecco, bella. E non so cosa ne pensi tu, ma se fossimo stati dei ventiduenni, non sarebbe stata così bella. In effetti, forse saremmo stati meno propensi a esplorare insieme a Lorenza le nostre provenienze geografiche familiari e a raccontarci l'integrazione infantile e adolescenziale nella città e nella provincia lombarde.

Lasciai riaffiorare un ricordo lontano, di quando per la prima volta fui orgoglioso delle mie semiradici partenopee (l'altra metà è romagnola). Fino a tutta l'adolescenza avevo patito in Brianza un razzismo tutto sommato bonario, ma imbarazzante per un bambino e poi per un ragazzo che pur essendo ben accetto ovunque, era in fondo marchiato come estraneo (nulla di sorprendente per una "civiltà" che chiama furèst un abitante del paese limitrofo). Un'estate però su una spiaggia siciliana udii in notturna un allegro coro napoletano che m'incantò, facendomi ripescare nel profondo quanto avevo inconsapevolmente occultato. E niente fu più lo stesso.

04 ottobre 2003

Parole per l'indicibile

Il 1° ottobre ho aperto una pagina che si chiama Lessico da amare. Sottotitolo: lessico amoroso, lessico amorevole, parole d'amanti, diamanti espressivi, coccole verbali e verbalizzazioni dell'indicibile.
A oggi conta le firme di FemmeFatale, Giulia, Eva, Serendip e a breve quella di Manilo, oltre alla collaborazione esterna di Carlo Molinaro e di Bea.
Già ai tempi di Lessico dislessico (che peraltro è sempre aperto a contributi) dicevo che il linguaggio verbale non solo arricchisce la nostra vita, ma talvolta si costituisce in strumento di conoscenza. E questo vale anche o soprattutto nell'ambito amoroso, perché la lingua non serve soltanto a rendere più interessanti i baci.

03 ottobre 2003

Ar gabbio

Mi sono fatto mettere in cella, la n. 51.

Sei spacciato

Parlando di sostanze stupefacenti, il proibizionismo è indispensabile per tutelare gli elevati prezzi del mercato. Un mercato "drogato", per l'appunto. Altrimenti a un sacco di gente toccherebbe andare a lavorare anziché spacciare, minacciare e uccidere.
Inoltre, eliminare la distinzione tra le diverse categorie: resine, oppiacei raffinati e droghe sintetiche, può essere molto interessante. Mischiando tutto in un bel calderone si potranno creare o incentivare i giusti contatti, corroborando la tesi secondo la quale chi si fa le canne un giorno o l'altro si farà le pere.
Vado a farmi un bicchierino per mandar giù il barbiturico, perché ho fumato troppe sigarette, ciao.

02 ottobre 2003

Comete

Oggi mi torna in mente la Hale-Bopp. Com'era bello ritrovarla, la sera o nel cuore della notte: lassù, apparentemente immobile nella sua bellezza sconsiderata e invece impegnata in una corsa che lo sguardo non sapeva percepire.
Uno spettacolo indimenticabile, una presenza talmente pregnante da sembrare eterna e che invece dopo essersi mostrata scompare alla vista per una vita intera.
Comete. Come te (non c'è nessuno).

01 ottobre 2003

Rivoluzione

Per la serie: parole nella mia vita. Parole assenti o quasi, in questo caso. Non sono per natura rivoluzionario, tendo ad affezionarmi a quel che c'è, faccio fatica a cambiare, perfino a partire. Eppure nelle nuove situazioni, come nei nuovi incontri, finisco per trovarmi bene, benissimo. Entusiasmandomi addirittura.

Rivoluzione, comunque: oggi di certo, perché d'ottobre cos'altro ti verrebbe in mente? Il mito però, coltivato in seguito a letture liceali, è un altro: quello di una rivoluzione estiva, festiva (oltr'alpe) e festosa (per poco). Mito poi corretto e soppiantato dalla più sobria immagine di quel ch'era accaduto esattamente un secolo prima in Inghilterra.

Fuori dai libri, però, nessuna vera rivoluzione mia. Piuttosto un fluire armonico, o un adattarsi anodino, secondo le circostanze. Nemmeno i piccoli scontri hanno mai portato a un ribaltamento totale delle abitudini o a un taglio netto dei legami intrecciati.
Ricordo solo un paio di volte in cui l'avrei fatto, avrei mollato tutto, avrei rovesciato la vita mia come un calzino: in entrambi i casi era il cuore a condurmi, ma le fibrillazioni m'impedirono di procedere con la necessaria lucida levità.

Così, dentro di me, quando si parla di rivoluzione lo si fa come in un sussurro. Chissà che non sia proprio quella la mia strada: uno spostamento morbido, come i movimenti del tai-chi, con la forza docile del giunco. La forza domatrice piccola di cui mi dissero gli I-Ching.
Purché, nel tentativo di procedere senza troppi strappi, non cada addormentato. Oddio, anche se fosse, sono fiducioso nella mia buona stella, che manderà un suo raggio a posarmi un bacio in fronte.


a cura di Giulio Pianese

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