18 febbraio 2006

Muscolazione sentimentale

Una cosa bella di oggi è successa in tarda mattinata, quando ancora in pigiama ho passato una ventina di minuti sul divano con Francesca e Lorenzo, tra avvinghiamenti, lotte e solletico, scherzi, ruggiti, urla e risate, proteste alternate di basta! e ancora!

Cordiale fisicità, reciproco toccasana, momento strappato a qualsiasi incombenza. Di quelle piccole grandi cose che nessuno (tranne l'Alzheimer) ti può portare via.

Mi è tornata in mente quando ho letto questo (grazie a La magia della scrittura).

Canzoni

Ne ho cantate e udite tante stasera, ma rientrando ce n'è un'altra che a sorpresa mi risuona struggente tra orecchie e memoria:

Pequeño vals

Would you mind if I just sit down here
And watch you dance that waltz?
It brings faith just to see
What two people can be
With a pattern
And a glass of bubbles

You go round and round and round
Round and round

Who can tell if the colours I see
Are the same for you and me?
Who can say if the scent that I smell
Is the same for both of us?

Would you mind if I just sit down here
And watch you dance that waltz?
It gives faith just to see
What two people can be
With a pattern
And a glass of bubbles

You go round and round and round
Round and round

Your steps draw the milkyway
I see stars glowing in your footsteps

Would you mind if I just sit down here
And watch you dance that waltz?
'Cause it gives faith just to see
What two people can be
Given a pattern
And a glass of bubbles

You go round and round
Round and round
Round building a milkyway for me

Round and round
Round and round building a milkyway for me

Round and round
Round and round building a milkyway for me



[Piccolo valzer]

Ti dispiace se mi siedo qui
e vi guardo ballare quel valzer?
Mi dà fede vedere cosa
possono essere due persone
con una figura
e un bicchiere di bollicine

Giri in tondo
in tondo

Chi può dire se i colori che vedo
sono gli stessi per te e per me?
Chi può dire se il profumo che sento
è lo stesso per tutti e due?

I tuoi passi disegnano la via lattea
nelle tue orme vedo stelle lucenti

Girando in tondo
in tondo a costruire una via lattea per me

- - - - - - -

La traduzione è mia, fatta al volo tra un concerto concluso e il sonno che non arriva ancora. Il pezzo è dei Marlango, che ne parlano qui.

L'ho ascoltato per la prima volta qualche giorno fa, in calce a un post.

16 febbraio 2006

Oscilloscopio

Alla fine di un suo saggio, uno di quelli la cui lettura fa benissimo in età adolescenziale, Erich Fromm lamentava la povertà del linguaggio dedicato alla sfera dei sentimenti. Abbiamo migliaia di parole, diceva più o meno, per definire nei minimi particolari qualsiasi macchinario, ma ne usiamo solo una, amore, nel vano tentativo di inquadrare situazioni e sensazioni dalle infinite sfumature.

There's an island way out in the sea
Where the babies they all grow on trees
And it's jolly good fun to swing in the sun
But you gotta watch out if you sneeze


Una tassonomia sentimentale sarebbe ardua se legata al lessico, sebbene gli sforzi effettuati anche in tal senso possano risultare apprezzabili e talora istruttivi.

You hear more
You see farther
You feel the planets in your body


La rivincita del nominalismo è dura correttezza: "Sono i comportamenti a determinare il posizionamento". Alla fine dei conti, giustamente, è solo e sempre una questione di scelta. E il dilemma irrisolto, se non è tragedia, è quantomeno fonte di infelice marasma.

Hijack The Starship
Carry 7000 people past the sun


Sento una dolenzia un poco sopra il plesso solare, come se il cuore trasudasse la nebbiolina che fa da sfondo al paesaggio qui fuori, tra il fango e i treni che passano.

15 febbraio 2006

Spam

Se il mittente è Jock Pastorius, immagino che questi saranno accordi:
Hi

VhAeL p lwUbM u n$ w 1f,w2v1i
CeIxA l LwIbS e c$u3g,h3n3m
VeIrAiGyRhAz q $ n 3e,b7 k 5u

Eppure non mi pare corrispondano agli spartiti di quel paio di suoi brani che saranno eseguiti venerdì...

14 febbraio 2006

Questo è un messaggio d'amore

Lo è per vari motivi, che ti sto a spiegare solo in cambio di un bacio, un bacio che potrai dare a chi vuoi tu, purché non ti scordi di darlo:
perché la musica è fatta di onde e come l'amore è vibrazione,
perché il venerdì è sacro a Venere dea dell'amore e il concerto sarà di venerdì,
perché le nostre serate sono state fatidiche per taluni cuori, ma soprattutto
perché mentre suoniamo e ci ascolti balli canti noi ti amiamo dal cuore alla pelle attraverso le note.

Vieni, troverai i Blubaluba al Mi Cantino di via Dante 6 a Monza (MI).
Il concerto inizierà alle ore 23 in punto di venerdì 17 febbraio 2006.
È consigliabile arrivare un po' prima e meglio ancora prenotare telefonando allo 039-322970.

San Valentino

Scegli tu a cosa pensare: cuoricini e cioccolato con nocciole tritate o una famosa strage o un possibile martirio, tutti con lo stesso nome.

Oppure, tra altre ispirazioni, puoi considerare quanto di più prezioso vi è in questo e ogni altro giorno, ma con le parole di Rillo via sms:

Un bacio, il modo più raffinato per sputarsi in bocca...


N.B.: naturalmente il permesso di pubblicare il messaggino l'ho chiesto e ottenuto:
:-) come preferisci.
Sai che le cose romantiche fanno audience.


La voce roca intanto canta:
...I changed my name
and I didn't think you'd ever find me here
to send me blue valentines
like half forgotten dreams

13 febbraio 2006

Volée

(nel senso di al volo e nel senso di olé)

Col piede sull'uscio, dico e scrivo che son passati un po' di anni, ma su mariemarion è ancora valido quanto affermai allora.

Però ci sono due novità: una è che Bea ha cancellato di botto tutti gli archivi; l'altra è che... ha aperto i commenti!
Per la prima, un parziale rimedio si trova grazie alla Wayback machine e alla cache di Google:
2003-2005
2002-2005
2006

Riguardo alla seconda: dateci dentro (ma vi avverto: è una dolce tigressa).

P.S.: purtroppo, a quanto pare, si è persa definitivamente la pagina in cui ancor prima di leggere il mio blog, saputo dalla mia "recensione" mi mandava preventivamente affanculo, salvo poi avvicinarsi poco alla volta alla vera e duratura amicizia.

12 febbraio 2006

3nitalia

Anch'io trovo irritante udire certi annunci agli altoparlanti ferroviari: "Si avvisa la clientela..." .
Il fatto è che i (signori) viaggiatori li hanno fatti fuori, insieme alle linee secondarie, alla capillarità dei collegamenti, ai trasporti intesi come servizio.
Gli unici "signori" oggi sono quelli dell'Alta Velocità. E i pendolari si fottano.

Eppure, viaggiare in treno continua a piacermi: puoi leggere, scrivere, dormire... senza contare che in stazione o sui convogli le belle ragazze sono più facilmente apprezzabili che in autostrada (autogrill compresi).

11 febbraio 2006

Attenti al gorilla

Il merito va ascritto a Mi, che me lo consigliò in una serata di tè caldi e altre bevande, ed è un peccato non riuscire a riprodurre la sua zeta romagnola mentre pronunciava il nome di Sandrone Dazieri, lo conosci senz'altro, è di Milano.
Detto fatto, biblioteca rionale ti ringrazio, mi procurai il suo primo romanzo e ne terminai la lettura talmente in fretta da rimanere per quasi due giorni in balia della settimana enigmistica, anzi, di una delle sue innumerevoli imitazioni, lassù tra i bricchi, dove non mi ero portato altro.
Gli ho finalmente dedicato due righe su Letture e riletture.

10 febbraio 2006

Pre-posizione

Un segaligno porporato della setta più ricca del mondo, parlando di martirio, afferma: "la libertà religiosa è la madre di tutte le libertà".
Trovo giusto condannare le persecuzioni ideologiche, ma considerando pensiero e azione, influenza e nocività di questo genere di potentati e in special modo di quelli monoteisti, mi pare più corretto asserire che la madre delle libertà sia la libertà dalle religioni.
Il che, sia ben chiaro, non comporta affatto la rinuncia a una dimensione spirituale.

09 febbraio 2006

EcCessi

Poniamo il caso di voler dar retta alle parole di un tizio il quale, avendo ucciso un'altra persona, adduca a mo' di giustificazione il fatto di essere rimasto "sconvolto dalle vignette". Ebbene, quel tizio lo farei appendere per gli alluci una dozzina di minuti, acciocché abbia modo di riflettere sulla relatività di uno sconvolgimento.

In questi giorni non sto vedendo telegiornali, ma diverse fonti confermano quanto osservato da Piano B a proposito di inquadrature e inquadramento dell'informazione, il che suscita tutta una serie di amari retropensieri.

Religione ha due diverse etimologie possibili: legame e scelta. Al bivio tra soggiogare o elevare corrispondono infantilismo o crescita, che producono feccia subumana o esseri evoluti. Che cosa costituirebbe maggiore offesa per uno o più dei eventualmente esistenti?

08 febbraio 2006

92

Stavo quasi mancando la fermata nei pressi della Centrale, preso e perso a scribacchiare tra i sobbalzi...

...quasi ogni esperienza del presente istante richiama un frammento di passato, a partire dal mattino presto, che in data odierna mi coglie a ghiacciarmi il culo sulla plastica arancione appena assegnata alla circolazione cittadina in filobus cadenzati.
Una volta, Carate Brianza e via Farini a Milano erano collegate dal "gamba de lègn", storico tram interurbano sul quale mio padre saliva a Seregno per raggiungere Desio e il suo bancolotto durante la settimana, Milano e la sacra Intendenza di Finanza il sabato, per portare il piego.
Non so più in quale occasione, mi trovavo con lui e mi spiegò il trucchetto che adottava nei primi tempi, quando pativa ancora troppo il freddo di quel lontano settentrione raggiunto per amore: aspettare che qualcuno si alzasse dal legno dei sedili per subentrare, accomodandosi in un posto caldo.
Ove mi dovessi trovare a salirci lungo il tragitto anziché al capolinea, sperimenterò se funziona anche per la plastica arancione di questi filobus. Per oggi, montgomery corto, mi ghiaccio il culo.

07 febbraio 2006

06 febbraio 2006

Criptohaiku

In tre frasi tu
e non v'era bisogno
mi hai sciolto.

Notizie dal Senegal / 3

Dopo una pausa di qualche giorno, riprendo a pubblicare il diario del mio vicino di casa Antonio, che per godersi il recente pensionamento ha pensato bene di spostarsi per qualche tempo in Senegal a dare una mano per un progetto di solidarietà.

[segue]
Nei quindici giorni trascorsi (mi sembra ieri) abbiamo avuto occasione di fare alcune cose concrete. Secondo me la cosa più importante è stato aver conosciuto una donna francese, Silvana, che lavora per una ONG belga occupandosi di studio e ricerca sulla condizione delle donne in tutto il territorio della comunità rurale di Tubab Bialao, che è il centro di cui fa parte anche Kelle. Silvana si occupa pure di intervenire sulla sanità, in particolare a favore delle donne, riguardo a maternità e altro.
La sua ONG ha fatto arrivare già due container: l'ultimo è arrivato proprio questa settimana e lei ci ha chiesto se potevamo aiutarla nel lavoro di distribuzione del materiale. Il container è depositato all'interno di una scuola; giovedì, quando ci siamo andati, prima di tutto abbiamo dovuto parlare con il responsabile, in questo caso il direttore (un personaggio che ho difficoltà a descrivere). Poi apri il container ed è un caos: banchi, sedie, libri, materiale per la pulizie, materiale elettrico, materiale per officina, insomma un caos. Metti un po' di ordine nel caos e cominci a caricare il furgoncino. Altro problema: sei circondato da centinaia di ragazzini che spingono, urlano, si menano tra di loro per avere il privilegio di aiutarti a caricare il furgoncino. Un macello. Alla fine riesci a mettere ordine e si può cominciare a lavorare.
Nel frattempo chiedo se posso visitare una classe. L'insegnante mi dice che ha sessanta alunni, ma a me paiono un centinaio. Faccio per scattare una foto e ricomincia il caos; viene di nuovo rimesso ordine e l'insegnante mi spiega un po' cosa insegna, date quelle condizioni (c'è da tenere presente che non tutti hanno la stessa età).

Partiamo per la consegna del materiale ai vari dispensari dei diversi villaggi della comunità rurale. Il materiale consiste in scatoloni con panni per le pulizie, disinfettanti, spugnette e pensate un po' un bidoncino di cera per pulire i pavimenti! In ogni villaggio bisogna andare dal capo villaggio, il quale poi ti porta dal responsabile della struttura sanitaria. La struttura sanitaria in alcuni casi è nuova di pacca, in altri ci sono solo le fondamenta, comunque noi lasciamo il materiale, dopo aver spiegato alle donne che nel frattempo sono state chiamate per capire l'utilizzo del materiale.
Ci sono almeno un sette o otto dispensari e altre strutture cui lasciamo questo materiale, ma siamo andati anche in un villaggio che era una cosa che per capirlo bisogna viverlo, perché qualunque descrizione non è sufficiente. Comunque provo a scrivere ciò che ho visto: ci allontaniamo di poche centinaia di metri dalla strada asfaltata ed entriamo in una pista di terra rossa; bisogna stare attenti a non insabbiare la macchina e si fa un dieci forse quindici km. E poi vedi il villaggio, quattro cinque capanne piccole buie, piene di fumo perché per loro fa freddo, non c'è acqua e luce, ci sono un po' di mucche, ma la cosa particolare è che siccome dato l'isolamento fanno figli tra di loro, ci sono dei bambini albini, cioè hanno i tratti somatici dei neri ma sono bianchi. Oltretutto hanno la pelle delicata, per cui sono pieni di scottature e di croste. Anche lì comunque siamo bene accolti e ci ringraziano; il capo villaggio piglia in disparte me e la Silvana, ci fa entrare nella sua casa e ci mostra con orgoglio una piccola cassaforte. Una cassaforte in una capanna! Ci domandiamo come ha fatto ad arrivare fino a lì, ma la cosa più strana è che ci spiega che non riesce ad aprirla. Dopo varie spiegazioni ci facciamo dare le istruzioni, per scoprire comunque che ha gli ingranaggi rotti per cui è inutilizzabile, ma lui la mostra con orgoglio. Ci salutano e ci ringraziano, per cui torniamo sulla strada e terminiamo le nostre consegne.

Il giorno seguente, con i nuovi arrivati Fausta e Lillo, siamo andati a fotografare i pescatori. Pescano come facevano da noi 50 anni fa, cioè tirano le reti a riva. Mi sono messo anch'io a tirare le reti: è una fatica bestiale e inoltre quel giorno, essendo il mare mosso, è stata una pesca misera. Ci hanno comunque spiegato che normalmente va meglio. Non troppo, ma comunque meglio.
Per ora vi lascio anche perché stanno preparando da mangiare e si sta facendo tardi, comunque sto cercando di scrivere un diario per cui dovrei riuscire a spiegarvi poi le mie impressioni e le esperienze che sto facendo.
Il tempo qui è bellissimo e riesco addirittura ad abbronzarmi. Sto comunque bene e si mangia bene, vi saluto tutti e vi prego di inviarmi informazioni per quanto riguarda le primarie ed altro, a Rosanna e a Matteo un grosso abbraccio, salutatemi tutti gli amici e i compagni non raggiungibili dalla hot mail. Un ciao a tutti, proprio tutti.

Antonio

05 febbraio 2006

Ammarando

Esci dalla Fiera, superi il circo, arrivi alla prima pizzeria, dove insieme a un po' di persone si ferma un pezzetto di cuore, prosegui, chiedi indicazioni ricevendo in risposta un cantilenio da collezione, arrivi a quell'altra pizzeria, vai di focaccia al formaggio e birra e chiacchiere, nel senso di "conversazioni", stai bene, non sei nel posto sbagliato. Caffè, saluti, poi la serata dovrebbe terminare e invece non t'accontenti e riparti, con te quegli altri, e tenendo il mare a destra arrivi a Boccadasse. Meraviglia, sciabordio, nerostelle, luccichio, trasparenze azzurroblu, malinconia.

04 febbraio 2006

Quasi pronto, quasi in ritardo

Vado a Genova, treno delle 11:10 in partenza da Milano C.le per IneditaBlog.

Grafici, ci siete?

Ancora riguardo alle vignette contestate da talune frange di persone poco inclini all'umorismo, mi piacerebbe se qualche volontario desse veste grafica a un segnalino da esporre e diffondere (detto banner in italiano) recante le seguenti sloganistiche parole:

Al diavolo le teocrazie!

03 febbraio 2006

InSomma!

Se è vero quel che dice Jane, stasera sarà la volta buona e finalmente si riuscirà ad assistere al concerto dei The Field.

Infatti, dopo un esordio annullato e un rinvio per neve, sono finalmente pronti a confermare che una scozzese modello rossa super non può sbagliarsi ricordando il motto: third time lucky! (la fortuna arriva al terzo colpo)...

Curiosità personale: verificare la tranquillità di Franco G. al basso sapendomi seduto accanto alla sua procace metà, visto che fu proprio lui a rivolgerle le seguenti parole in un'occasione conviviale: "Di lasciarti lì da Zu mi fido come di farmi fare un pompino da un coccodrillo."

Lo scopriremo dalle 22 in poi al caffè Castigo di Somma Lombardo.

Tradurre in pratica

Primo: non mollare mai.

"Hard times don't last, hard people do."

I tempi duri non durano, i duri invece sì.

(da un articolo, segnalato da Gaspar Torriero, sulla sopravvivenza alla futura vera crisi petrolifera e che per certi aspetti si può considerare un manuale per superare le avversità in genere)

Anche alla montagna

A parte il fatto che vorrei fosse assicurata la facoltà di porcodiare, come si fa a menarsela tanto per qualche vignetta quando ne esisteva già da tempo un intero campionario? Secondo i suoi seguaci, Maometto sarebbe dunque stato un rompicoglioni senza senso dell'umorismo? Sarà mica la maniera di fare!

02 febbraio 2006

Post a tre gambe

Sono quattro anni oggi dacché è morta la mia nonnina. Stamattina camminando al sole la pensavo sorridendo e le ho anche mandato un bacino.
Mi diceva alle volte (in dialetto, ma il romagnolo è difficile da trascrivere) "quando non ci sarò più ti dimenticherai di me", ma lo faceva cercando invano di occultare il tono interrogativo e allora la rassicuravo.
Se conoscessi l'email dell'aldilà, le manderei anche qualche riferimento: #, ##, ###, ####.

30 gennaio 2006

Notizie dal Senegal / 2

Antonio, il mio vicino di casa, ha promesso e mantiene. Ha scritto una lettera lunghetta in cui racconta questa sua prima esperienza solidale africana. Comincio a pubblicarne la parte iniziale:
Carissimi amici e compagni,
finalmente riesco a scrivervi. Qui le difficoltà sono enormi; in più, come ieri sera, va via la corrente e io sono nei guai. Tralasciamo questi piccoli inconvenienti e cominciamo a raccontare ciò che accade intorno a me.
Per chi è a conoscenza dell'attività della ONG I bambini di Ornella creata da Severino Proserpio, le cose, cioè la costruzione di un edificio che ospiterà i bambini di strada del villaggio di Kelle e dintorni, le cose sono a buon punto essendo proprio oggi (sabato) iniziata la copertura del tetto.
Ho fatto delle foto, che se sono venute bene descrivono in maniera esauriente il lavoro. Tutto viene fatto a mano: i mattoni, il cemento, la stessa acqua viene raccolta dal pozzo a mano, portata in testa dalle donne e versata parte in cisterna e parte in bidoni coi secchi; una fatica immane. Abbiamo - molto parzialmente - collaborato anche noi, ma un conto è un'ora, un'altra cosa è tutto il giorno.
Sono arrivati giovedì Fausta e Lillo, due pensionati che fanno parte dell'associazione, portando i soldi raccolti dalla C.G.I.L. che permetteranno di andare avanti nei lavori. Fausta inoltre, siccome scrive per l'Unità, è venuta apposta per fare un servizio sull'associazione e su Severino.
Qui è un porto di mare, gente che va e gente che viene in continuazione... Oggi è arrivata una ragazza italiana che vive e lavora a Dakar: traduce per l'ambasciata e lavora in un liceo.
p.s. Fausta e Lillo hanno portato inoltre prosciutti e salami.

[continua]

28 gennaio 2006

Primarie sindaco Milano

Domani 29 gennaio 2006 andrò al circolino della Bovisa a votare alle primarie del centrosinistra per il candidato sindaco di Milano.

Voterò Dario Fo.

C'è chi obietta che pur trovandolo "straordinario come artista, come attore, come uomo di teatro" non lo trova plausibile come "bravo amministratore" e che, per dire, non affiderebbe il proprio condominio a un bravo pittore.

Rispondo che il paragone col condominio non regge, perché un sindaco può sempre e comunque contare su competenze di supporto, per cui si avvarrà della consulenza dei tecnici per le questioni tecniche, dei ragionieri per quelle contabili e così via, ma per guidare una città non basta essere un buon tecnico o un buon ragioniere, occorre anche avere la capacità mentale e il coraggio di provare a sovvertire le solite logiche.

Esempio: a Fano, qualche anno fa, avevano inserito dei bambini nel consiglio comunale, utilizzandoli come consulenti, per provare a ripensare la città anche in funzione loro.
In genere, invece, le città sembrano pensate in funzione dell'automobile, che cessa di essere strumento per farsi tormento.

Per migliorare davvero, occorre la volontà di scegliere il meglio per la collettività e non solo per gli sponsor.
Per questo non è nemmeno sufficiente l'onestà di base, quella che non infrange la legge. Serve anche l'incoscienza di chi non ragiona in base a miopi calcoli politici o di visibilità.

Dunque voterò Fo, che peraltro trovo bravo ma non sempre straordinario.

Confortante, se vero quanto mi hanno riferito, il fatto che tutti i partecipanti alle primarie del centrosinistra entreranno nella squadra del candidato sindaco.

27 gennaio 2006

"Arrivare a primavera"

Basta immaginarsi in un giorno di questi di stare all'aperto per qualche minuto di troppo, magari senza giaccone, figuriamoci poi in maniche di camicia; e anziché per pochi istanti e con la prospettiva di rientrare al calduccio delle tiepide case, di doverci rimanere per ore. Allora forse si comprenderà come si possa adorare il sole.

Oggi medito che questo è stato, concordo sulla necessità che resti scolpito nei cuori. L'indifferenza è sempre in agguato.

26 gennaio 2006

Mondo dificile... futuro incerto

Tutt'oggi dalla finestra lo spettacolo dell'immensa forfora dall'alto dei cieli; sul computer traduzioni futili ma sfiziose e soprattutto correttamente remunerate; nelle orecchie musica varia: dalla prima sinfonia di Mahler a Sonny Rollins, da Jay Jay Johnson ad Astor Piazzolla, dai Canti randagi a Moni Ovadia. Niente però, nemmeno l'ylang-ylang nelle volute che si dipartono dai bastoncini d'incenso bruciati a ripetizione, niente cancella il mezzo sorriso della malinconica consapevolezza di Lorenzo che ieri sera, mentre cenavamo noi due soli (ho cucinato filetti di rombo e li ha graditi perfino lui che non ama il pesce), dopo aver ricordato con fare dispiaciuto l'estinzione dei dinosauri di cui parla il suo documentario preferito, ha ipotizzato, o forse sentenziato: "Mi sa che anche l'uomo si estinguerà."

Non ha saputo dirmi il perché e dal canto mio ho evitato di elencare alcune possibili cause.

25 gennaio 2006

Ci si riprova

Venerdì sera finalmente, stavolta per davvero, saliranno sul palco a suonare il loro beat garage di promettenti mescolanze e miscelate provenienze.

The Field, al Castigo cafè di Somma Lombardo (VA), 27 gennaio 2006, ore 22.

24 gennaio 2006

Grammatica della notte

La notte, le notti, le passerei sempre a scopare.

Perché val più la pratica
della grammatica.

23 gennaio 2006

22 gennaio 2006

Notizie dal Senegal

Come annunciato, mi ha scritto Antonio, il mio vicino di casa:
Caro Giulio,
non ti ho scritto finora perché una volta è andata via la corrente, un'altra il computer era occupato, ma ora comunque sono qui a darti notizie, seppur limitate.
Da dove comincio... mah, cominciamo dal fatto che quando si dice povertà non abbiamo idea di cosa è veramente: qui vedi cose che sono davvero angoscianti e ti rendi conto che tutto cio che fai è solo una piccolissima goccia in un mare.
Oggi siamo andati a Rifisque, che è una cittadina tra Dakar e Kelle, villaggio in cui sono io. Beh, forse rischio un'infezione o la malaria o anche altro più a Rifisque che non dove risiedo, anche se dove sono io esiste una povertà maggiore che non in una cittadina, perché lì le fogne sono a cielo aperto e c'è una massa talmente enorme che il degrado che esiste anche nel mio villaggio lì è triplicato. Siamo andati in un mercato: c'era il negozio bello, ma c'era la macelleria che era una cosa terribile... ma questa è l'Africa.
Sto comunque cercando di scrivere un diario che poi vedremo insieme, il tempo qui è stupendo e oggi è stata una giornata bellissima e calda. Molto probabilmente tornerò abbronzato.
Ti scriverò ancora e se possibile continuerò a raccontarti parte del diario.
Per ora ti saluto e ti ringrazio, il mio indirizzo di posta elettronica è antoniosenegal presso hotmail.it

21 gennaio 2006

L'uomo senza passato

Penso che la gente sia essenzialmente la stessa, non credo nelle frontiere...
...puoi andare ovunque e incontri sempre esseri umani.

Aki Kaurismaki

Una fiaba, e come le fiabe sa andare all'essenziale, al vero che sta oltre le preoccupazioni di verosimiglianza. Il dialogare rarefatto potrebbe farlo sembrare lento, ma è un film in cui di cose ne accadono parecchie, e tutte in grado di ribaltare la situazione precedente.
Poesia e determinazione guidano e accompagnano il percorso del protagonista, la sua riaffermazione nel consesso sociale senza mai rinunciare all'umanità, attraverso comportamenti che coniugano realismo e generosità, piedi per terra e apertura di cuore, intraprendenza e capacità di gratitudine.
Violenza e meschinità, sopravvivenza e povertà, miracolo e calore, musica e amore sono ingredienti che il maestro finlandese riesce a mescolare con dose piacevolmente massiccia di ironia.

20 gennaio 2006

L'amore che risplende a mezzanotte

È morto Wilson Pickett. Lo accompagnano le note dei suoi pezzi, meravigliosi. Suoi, sì, anche se qualcuno crede li abbiano inventati i Commitments.

19 gennaio 2006

Dalla Bovisa all'Africa

Antonio, un mio vicino di casa da poco pensionato, è partito alla volta del Senegal per dare una mano al progetto solidale dell'associazione onlus I bambini di Ornella.
Mi ha promesso di raccontarmi via e-mail la sua esperienza in diretta e la riporterò qui, anche perché da tempo sognavo di poter scrivere:

prossimamente su  Verba manent

17 gennaio 2006

Purché ci sia allegria!

Tra le varie Birrati che ci sono a globi, oggi non sapevo quale scegliere.
Poi, grazie alla segnalazione inviata a Langit da una collega, ho avuto l'opportunità di scoprire Hogorocchio.
Consiglio vivamente una visita a questo sito, dove pretendono di spiegarci le caratteristiche di una birra norvegese usando un italiano molto... a capocchio. Si vede che era ubriaco perfino il traduttore automatico che hanno usato tra un boccale e l'altro. Evviva!

Per un momento, avevo anche pensato si fossero ispirati al Jabberwocky, ma è bastata un'ulteriore occhiata alle varie pagine, anche in altre versioni linguistiche, per convincermi della genuinità di questa scelta comunicativa.
Dopotutto, non succede poi tanto di rado che piccoli e medi imprenditori decidano di risparmiare proprio sulla voce "traduzioni".
Hanno ragione loro a pensare che le parole non siano importanti per presentarsi, oppure ho fatto bene ad aggiornare la pagina del curriculum?

P.S.: tre anni fa avevo presentato sul blog un esempio pratico di traduzione automatica, ma per quanti sforzi avessi compiuto, il risultato non era riuscito a raggiungere raffinatezze da anfratti linguistici evidentemente possibili solo tra i fiordi.

Aggiornamento: il tizio ritratto nella foto, il "direttore delle pubbliche relazioni di Hogorok per l'Europa centrale", assomiglia tanto tanto tanto a... Guglielmo Marconi.

16 gennaio 2006

De moovi!

Il trailer lo preparò a tempo di record. Quanto al film, ce l'aveva detto chiaramente che ci sarebbe stato da aspettare. L'abbiamo fatto volentieri non solo perché sappiamo che anche nel suo caso vale il discorso del sarto di quella storiella, ma soprattutto perché il bonus che si è guadagnato trabocca ben oltre le parole "Grazie Broono!".

Dunque, dopo che ci saremo ritrovati a vedercelo in anteprima tra pazziati una delle prossime sere, sarà mostrato pubblicamente in quel di Genova, sabato 4 febbraio a IneditaBlog.
Insieme a me a presentarlo ci saranno: Copiascolla, Narsil, Mike, Broono (se ce la fa a districarsi col lavoro) ... [attendo conferme dagli altri]

E tu, ci verrai?
Di sicuro là troveremo Placida Signora; inoltre si stanno attivando per esserci: Davide Ondertoller, Sphera, Auro, Flounder...

14 gennaio 2006

Mi faccio in 3 per la 194

Ho trovato il modo di fornire il mio contributo alla manifestazione di oggi a Milano: mi occuperò di tre bimbi mentre le loro mamme vanno a prender freddo per non farsi prendere in giro da chi piano piano sta tentando di riportare in auge i ferri da calza.

12 gennaio 2006

Coi piedi per terra

Sarà che sono ottimista, sarà che mi accontento, sarà per la filosofia del mezzo pieno, e che il mezzo strapieno non lo devo prendere spesso, sarà che sono fortunato ad avere o a trovare motivi per sorridere, sarà quel che sarà, ma stamattina, mentre percorrevamo il tratto che separa la fermata dell'autobus dalle scuole, non ho potuto fare a meno di elogiare il cielo, per un momento azzurro e luminoso, colorato di sole timido e striature di cirri.
Al che Lorenzo, implacabile: "Savà meglio che invece di guavrdave il cielo guavrdi pev tevvra, che se metti il piede su una cacca..."
In effetti, sui marciapiedi la situazione negli ultimi anni non è mutata.

11 gennaio 2006

Ricorrenze

Sette anni fa lo conoscevo più che altro attraverso l'ascolto di Creuza de mä, dello straordinario omaggio multilingue Canti randagi e di Anime salve.
Oggi ne assaporo poesia e profondità ripercorrendo anche altre sue strade musicali.

Sette anni fa parlai con L. di come ci avesse toccato la sua morte, al di là di quanto prevedessimo.
Oggi L. non c'è più, se ne andò anche lei quello stesso anno, in dicembre.

Sette anni fanno un'inezia per l'intramontabile vena artistica, ma anche la peritura memoria continua a farsi un baffo del tempo che scorre.
Oggi ricordo quel che ricorre nel cuore e quel che continua a scorrere... compreso il compleanno della mia cara cognata Cinzia.

10 gennaio 2006

C'è posta per te

Anziché proclamare, è meglio fare. Anziché rimandare, in attesa di chissà quale ispirazione, è meglio accontentarsi di metter giù qualche appunto e passare oltre.
Ho apprezzato: Antonio Skármeta, Il postino di Neruda.

08 gennaio 2006

04 gennaio 2006

03 gennaio 2006

Le orecchie della memoria

La migliore madeleine è la musica: efficace senza far ingrassare.
Su RadioPop hanno appena trasmesso un brano che ascoltai la bellezza di 25 anni fa nell'aula di un corso d'inglese: Every Night di Paul McCartney, del quale l'insegnante David Jelley si servì per spiegarci che il simple present si usa per esprimere un'azione abituale.
Lo ricordo con piacere e tra l'altro fu anche un suo giudizio incoraggiante (Giulio is very motivated) a indurmi ad approfondire gli studi linguistici, cominciando a trascorrere i mesi estivi all'estero.
Ancora oggi, ribadisco, spero non mi abbandonino mai la curiosità e la determinazione, unici veri antidoti all'indolenza.

Curiosità

Bisogna ammettere che è la seconda cosa al mondo a tirare più di una pariglia di buoi, se mi fa vincere la pigrizia e andare in edicola per un acquisto diverso dal solito.

P.S.: sull'edizione cartacea mi hanno messo pure in foto, ricavata da uno scatto di Axell che mi ritrae mentre scrivevo questo a WebDays 2004.

Con calma

Lo so che è già iniziato, ma questo, caro mio, è un anno nuovo di pacca, un nuovo anno che non ho ancora spacchettato, sebbene ne abbia già ammirato con fiducia la confezione, cartaregalo e fiocchettini compresi. Dentro, confido, ci saranno tante di quelle cose da perdercisi, se uno volesse comprenderle tutte e subito. Invece non ho fretta (imparo, da iniziato, a non proiettarmi) e progetto di gustarmele una a una, preferibilmente in giusta compagnia.

30 dicembre 2005

I mille volti di Mr ZioBurp

Che scrivesse bene lo si sapeva e lo ha ribadito con la favoletta per bambini Le avventure notturne di due piedini, molto apprezzata anche dai miei qualche sera fa, dopo essere stata premiata a Teramo.

Ora posso confermare che quella del computer non è l'unica tastiera sulla quale le sue dita sappiano correre felici. Sto ascoltando In & Out, una bella serie di standard jazz o jazzati eseguiti proprio da Cristiano Callegari al piano accompagnato da una band* di tutto rispetto, per un ascolto interessante e piacevole.

Grazie, zio Burp!


* Alberto Greguoldo al sax, Guido Bosticco al basso, Nicola Arata alla batteria et cetera, Riccardo Tosi alla batteria, Mattia Magatelli al contrabbasso, Matteo Callegari alla voce, Gianni Azzali al sax

28 dicembre 2005

Una semplice comodità

Riordinando si deve necessariamente gettar via qualcosa. Non è solo una questione pratica, ma di igiene mentale. Solo che certe volte è difficile per ragioni emotive, altre si rimane nel dubbio se l'oggetto possa mai servire in futuro (e di solito succede di andarlo a cercare il giorno seguente al repulisti). Per chi conserva anche i bigliettini, un buon metodo può essere quello di riportare gli appunti che non si vogliono perdere sul blog, che tanto è inutile già di suo e può sopportare ogni quisquilia.

Così trascrivo qui il nome di Vadim Koton, un tizio incontrato in autogrill nell'estate 2001 mentre percorreva le strade di mezza Europa alla guida di un sidecar d'epoca, inconfondibile anche grazie al colore verdino pallido. Procedeva ad andatura assai modesta e per questo favorevole a filmare strade e paesaggi. Chissà se avrà mai provveduto a caricare in rete i relativi file, come intendeva fare.

Con uno stacco temporale e spaziale, saluto anche i biglietti e l'opuscolo illustrativo del Parco di Pinocchio, visitato lo scorso luglio in quel di Collodi. Nel ricordo un posto particolare va allo spettacolo di burattini capace di catturare l'attenzione di tutti quanti, alla carovana delle Fate che rapiva i bimbi esaltandone lo sguardo magico sul mondo, alle giostre antiche restaurate e agli incantevoli occhi di Carla, che sorridendo regalava all'entusiasmo dei piccini un giro in più.

25 dicembre 2005

Quale tabù

Oltre a mangiare, si gioca. È il suo bello. Suo della vita, intendo.
Abbiamo riesumato la scatola di Taboo dopo quattro anni di inattività familiare (e personale, se si eccettua quella volta al Pueblo di Torino).

In questo gioco da tavolo, che come saprai consiste nel far indovinare una determinata parola evitando di pronunciarne altre cinque, siamo riusciti a coinvolgere tre generazioni. Così, al piacere ludico si è unita la soddisfazione di vedere i genitori risvegliarsi dall'intorpidimento per tornare alla semplicità del rimettersi alla prova.

Poi è stata la volta delle bimbe, signorinelle del '96, che si sono cimentate a lungo e con diletto. Le due cuginette, nate a sei giorni di distanza una dall'altra, sono altresì accomunate dall'avere fratellini classe 2000 che festeggiano il compleanno nell'arco di un mese e mezzo. Sarà anche per questo che dimostrano un'intesa notevole. Sarà sicuramente per questo che abbiamo assistito a siffatta sequenza dialogica:

[parola da indovinare: Gelosia]
Francesca: - Sai quando ti nasce un fratellino, tu provi..?
Chiara: - Odio!
F.: - Ma no, è che sei sempre stata coccolata dalla mamma e adesso vorresti...
C.: - Ucciderlo!

Per fortuna, i due baldi giovani erano ad altre faccende affaccendati.

24 dicembre 2005

Notte di vigilia

Una volta mi alzai a metà nottata: svegliato da rumori strani, mi ero avventurato verso la sala, incuriosito al punto da infrangere la regola. Trovai una gran confusione e i miei genitori in piedi in mezzo a pacchetti, carte, bigliettini.
La finestra aperta, tuttavia, mi convinse della bontà della loro versione: Babbo Natale aveva lasciato la scena all'improvviso, forse temendo di essere visto, e loro stavano cercando di riordinare un po', ancora speranzosi di un suo ritorno. Per non ostacolarlo, me ne tornai a dormire.
Tieni gli occhi chiusi stanotte, per spalancarli in gioioso stupore domattina.

22 dicembre 2005

Blues anche di giovedì

Se stasera hai voglia di ascoltare musica in un ambiente simpatico, puoi andare al Mi Cantino di Monza (in via Dante 6, tel. 039-322970), dove si esibiranno i Monday Blues, gruppo che annovera diverse mie conoscenze e amici con i quali suono (Matteo, nei Blubaluba), ho suonato (Roberta, nella BSM) o che ho incontrato in divertenti jam session.

(stavolta però passo, ché sono di turno coi cuccioli)

Oggi ho da fare

Eh sì, perché stamattina Francesca... cioè, il fatto è che ieri abbiamo letto... o meglio, il grosso è stato l'altra sera, quando siamo arrivati d'un fiato alla stanza 38 prima della buonanotte... anzi, probabilmente il momento chiave è quello in cui le avevo fatto notare il ritmo dei versi presso i chiari rivi... no, di sicuro tutto è partito quando la Cajuina incalzava chiedendo "E poi?"... anche se per la verità, a catturare grandi e piccini era già riuscito alla perfezione l'infallibile incipit. Che poi, tutto sommato, se non l'avessi preso in prestito dalla biblioteca non mi sarebbe venuto in mente di mettermi a recitare quelle ottave porgendole per quel che furono, tra le altre cose: un appassionante romanzo d'amore e d'avventura.

Sia come sia, oggi ho da fare. Studiare. Pensare. Provare. Molto, anche. Non so nemmeno da che parte cominciare, però. D'altro canto, come potrei deludere mia figlia che stamane congedandosi mi ha chiesto: "Quando torno da scuola mi aiuti a scrivere una poesia come quel poeta?"

Urlando curioso, declamerò rimando. O magari rimanderò ridendo.

18 dicembre 2005

Libri e spazi sociali

Nel pomeriggio ho accompagnato Lorenzo a uno spettacolo con attori e burattini (a cura del gruppo Alchimia) che si è tenuto presso la biblioteca rionale. Solo i bambini erano ammessi al salone che ospitava Gli spiriti del bosco vecchio, dunque nulla posso dire della rappresentazione, se non riportare la soddisfazione che si leggeva sui loro volti all'uscita.
Fuori, il nugolo di genitori esclusi affollava l'area davanti ai banconi, si accomodava occupando ogni recesso tra sale lettura, emeroteca e spazio web, consultava gli schedari elettronici, si avventurava tra gli scaffali. Forse qualche frequentatore abituale sarà stato disturbato dall'inevitabile chiacchiericcio e dall'importuna animazione. Però mi si è allargato il cuore nel vedere parecchie persone passare dall'esplorazione alla fruizione, iscrivendosi, prendendo libri e altri supporti in prestito, parlandone e scambiandosi consigli e pareri, in una concreta appropriazione di uno dei pochi ambiti potenzialmente aggregativi e troppo spesso confinati in una falsa aura di barbosità.
Constatare di persona quanto può essere divertente l'approccio alla "cultura" è sano per l'individuo e fecondo per la collettività.

16 dicembre 2005

Post sotto l'albero 2005

Grazie alla tenacia e alla pazienza di Squonk, anche quest'anno è nata la raccolta di regalini natalizi sotto forma di brevi pezzi scritti da vari blogger per l'occasione.
Sono contento di aver fornito un contributo personale, orgoglioso di avere segnalato quello della Nonna volante.

Trovi tutto qui (in pdf).

15 dicembre 2005

Prima leggere, poi scrivere

Discettare a occhi bendati non è cosa bella, concordo.
Se un libro non l'hai letto, come ne puoi parlare?

(tra l'altro, è l'unica regola da rispettare per Letture e riletture)

Aggiornamenti:
  • ripristinato il collegamento su Lipperatura
  • interviene Ivan

    (grazie Babsi)
  • 14 dicembre 2005

    DVD

    Ricordarsi solo in un secondo momento che il supporto contiene anche la versione originale può essere un vantaggio: la si gusta senza temere di perdersi qualche passaggio, avendo già memorizzato le battute nel doppiaggio in italiano.
    Così, dopo Tutto può succedere ho visto Something's Gotta Give, riconfermando e rafforzando il giudizio positivo su commedia, attori e regia.
    Infine, mi sono addirittura concesso il lusso di seguire il commento della regista/autrice Nancy Meyers e di Diane Keaton, non immaginando che si sarebbe snodato sull'intera durata del film, accompagnando e sottolineando quasi tutte le scene. Ebbene, non solo non mi ha stufato, ma mi ha permesso di cogliere o riconsiderare particolari che sono vere e proprie chicche, in questa storia romantica ma molto divertente, nel contempo intensa e leggera, che si avvale di un cast straordinario (Jack Nicholson è e rimane un mito) esaltandone le qualità con intelligenza.
    Per il resto, quelle che potrebbero sembrare esagerazioni non lo sono per chi abbia attraversato pregnanti vicende sentimentali e soprattutto per chi sia in grado di capire appieno il senso delle parole chiave dell'intreccio: soul mates, anime gemelle.

    13 dicembre 2005

    L'albero a santa Lucia

    Finalmente ho spedito a Squonk il contributo per il Post sotto l'albero giunto alla terza edizione (quella dell'anno scorso si trova ancora qui, in pdf).
    Nonostante mi pruda il tasto "Publish", ovviamente evito anticipazioni e mi sfogo aggiornando Zuccate.

    12 dicembre 2005

    Spiazzato

    Oggi è l'anniversario della strage di piazza Fontana, ma invece di essere là a commemorare e indignarmi ero alle scuole elementari per un colloquio con le insegnanti della Cajuina.
    Per questa volta facciamo che vale commemorare e indignarsi anche da qui?

    11 dicembre 2005

    Inciampi

    Ci sono ricapitato per caso strano e mi sono accorto che ho nostalgia. Della Zoeee, certo, anche, ma soprattutto di un periodo in cui lo sguardo tra i diari telematici era ancora ammantato da un palpebrare semivergine, capace di stupirsi e rallegrarsi a ogni piccola scoperta.

    09 dicembre 2005

    Musica fisica

    Oggi, fatto raro, ho messo su Lenny Kravitz perché, mi son reso conto, volevo musica che mi entrasse nei muscoli senza andare a toccare il cuore.

    Prima, avevo ascoltato Tchaikovsky o Ciaikovskij o Čaikovskij... Come andrebbe traslitterato in italiano?

    R. - Principe dice: Chajkovskij.

    08 dicembre 2005

    Pillole di quisquilie

    Ti troverai meglio se invece di rammaricarti spiegando il perché e il percome non hai il tempo di fare qualcosa, usi quegli istanti per cominciare a farla.

    05 dicembre 2005

    Solo per educazione

    Eh, certo: mica potevo bloggare con la bocca piena!
    Di fatto, da giorni mi sembra di non aver fatto altro che mettere le gambe sotto il tavolo, in ottima e variegata compagnia.

    Venerdì sera, in prossimità del concerto, infilzando carne da cuocere in olio bollente e annaffiando il gargarozzo con una serie di rossi fino a un attimo prima del sound check.

    Sabato a pranzo, con una rentrée dopo un triennio d'assenza a un raduno di Langit, mailing list di traduttori della quale faccio parte dallo scorso millennio.

    Ieri sera da zio Masciu, l'unico che per godersi davvero la propria festa si mette ai fornelli e ti satolla di delizie insieme a un po' d'altri pazziati.

    Ma da lunedì: dieta!
    Ah, dici che lunedì se n'è già quasi andato?

    01 dicembre 2005

    Ci prudono le note...

    E tu, hai voglia di un concerto?
    Diamoci appuntamento domani sera, venerdì 2 dicembre, al Mi Cantino di Monza.
    Il locale si trova in via Dante 6 e puoi prenotare un tavolo telefonando allo 039 322970.
    Il tacabanda è annunciato per le 22:30, ma vedrai che si inizia come al solito alle 23 (non più tardi, però, occhio).
    Comunque vieni quando vuoi: noi Blubaluba saremo lì da prima.

    Ci sono voci, fiati, chitarra, tastiera, basso, batteria:
    c'è musica!
    Ci sono brani soul, funky, rhythm & blues:
    c'è tiro!
    (senti un po' questo o questo o questo, per esempio)

    live soul funky *** groove & love *** funk your soul *** live & love

    ballascolta i blubaluba

    30 novembre 2005

    Che emozione!

    Tra qualche giorno potrei essere talmente fortunato da vedere in azione dal vivo le "pierine".

    27 novembre 2005

    Cielo blu scuro

    Vedi la luna sorgere a oriente. Vedi la luna sorgere a occidente.
    Suggestivo incipit, ma volentieri mi accontento della consueta configurazione da emisfero boreale terrestre, specialmente quando è generosa come in questo novembre.
    Anche stasera, sulla via del ritorno da Alessandria e poi qui dalle finestre e dai ballatoi postindustriali, ho potuto osservare Marte sorgere a est mentre Venere si accingeva a tramontare dalla parte opposta.

    25 novembre 2005

    Spazi relax

    Posso affermare con certezza di non patire lo stress da fobia dentistica, visto e considerato che anche oggi sono riuscito ad addormentarmi un paio di volte sulla poltrona mentre mi lavoravano in bocca.

    21 novembre 2005

    Col naso all'insù

    ...stormi e stormi e stormi di uccelli danzanti, spettacolo a sorpresa nel cielo preserale di rondini pronte a migrare, notazioni imprevedibili su spartiti d'aria in coreografie a triplo strato, virate collettive e tracciati da far invidia alle frecce tricolori, felicità e nuvole del cuore che guarda, occhi spersi a ritrovar la gioia del niente anzi del tutto, con quei disegni in divenire che paion miracolo e certo per miracolo solo una, misera, cacchina stacca una macchietta scura sulla spalla impermeabile, imperturbabile io, da non credersi, manco una bestemmiola, che dico, nemmeno impreco, ma riparo alla tettoia dell'82 che lì farà capolinea prima di riportarmi a casa, non prima d'avermi concesso ulteriori sguardi, col naso all'insù, svagato e felice.

    Non conta, davvero non conta che non avessi con me una macchinetta come quella di cui mi servii il mattino seguente, dalla finestra di camera da letto, per uno scattar lunatico.

    20 novembre 2005

    Lei scrive cose e non parole

    Dimmi pure che son fissato; ti risponderò che non è così, non è per questo che ti consiglio di andare a leggere quel che scrive. Lo so, l'ho detto e ribadito io stesso, non si può seguire tutto, ma ugualmente, se ricapita sotto gli occhi qualcosa che parla, il minimo che si può fare è volerlo condividere segnalandolo all'attenzione altrui.
    Di Babsi, ho letto solo oggi per intero questo Odio gli indifferenti e lo metterei nei libri di testo, per sopperire all'assenza di quel manuale inedito e impossibile sul vivere, quello che tutti dovremmo imparare a leggere nelle cose giorno dopo giorno dopo giorno.

    19 novembre 2005

    La faccia girare

    Aladin è oramai il mio fotografo ufficiale: da un suo scatto* ho ritagliato l'immagine per il nuovo faceroll di Giuseppe Granieri.


    * dopo un concerto al Mi Cantino con i Blubaluba

    18 novembre 2005

    Sorsi e risorsi

    Il dramma da happy hour nelle parole di Séverine mi fa tornare in mente un vecchio asterisco scritto e perduto, ritrovato per caso in rete:
    * Della Milano da bere ci sono rimasti soltanto i rutti.
    (Zu)

    17 novembre 2005

    Scrittura esplosiva

    Ne è esempio il pezzo Esplosioni, vergato Cisnext, già Confusion Is Next, già Ohmygod, già non mi ricordo più cos'altro.

    Trova spazio su Unità di crisi, un weblog collettivo che annovera parecchie firme interessanti: sarebbe da seguire, senonché mi viene in mente Troisi (quelli sono tanti di loro a scrivere, io songo io sulo a leggere...). Vedremo.

    16 novembre 2005

    Ben sicuri mai non siamo

    InEditaBlog, dove sono stato gentilmente invitato e ben accolto, lo devo ancora esplorare per bene, ma ho già cominciato a partecipare.

    15 novembre 2005

    Riordino

    Per cominciare:
    Have nothing in your houses that you do not know to be useful or believe to be beautiful.
    (William Morris, 1882)

    * Non avere nella tua casa nulla che tu non sappia utile o che non creda bello.

    Per approfondire:
    Non avere nella vita nulla che tu non sappia bello o che non creda essenziale.
    (Licia Mileto, 2002)

    14 novembre 2005

    60 sec

    Sono tornato a giocare su Oneword: ti compare una parola e hai sessanta secondi per scrivere quel che ti viene.

    Stavolta mi è capitato insult:
    I couldn't find the exact word to tell you how abominable you had been, so... I just put up with it, and I smiled at you.

    Non riuscivo a trovare la parola esatta per dirti quanto eri stato detestabile, così... ci sono passato sopra e ti ho sorriso.

    13 novembre 2005

    Idraulico online

    Un modo carino per scusarsi dei lavori in corso:
    Salve, sono l'idraulico di Bloglines. Devo dare una sistematina, ma presto tornerà tutto a posto.
    L'aggregatore lo si leggerà più tardi, la pagina si chiude con un sorrisetto dimenticando la scocciatura.

    12 novembre 2005

    Di già!

    Anticipatamente rispetto a quanto annunciato, è stato reso pubblico l'esito del recente Blogrodeo. Leggi pure, tra le bollicine, le parole della designatrice.

    11 novembre 2005

    Metà mantello

    Da piccolo me l'avevano raccontata la storia di quel cavaliere generoso immediatamente ripagato da un inatteso ravvivarsi dei raggi solari. Oggi, nonostante la nebbia, ci credo.

    Credo nel "grande giro", nel fatto che tutto torni, prima o poi. Come quando i bimbi crescono e tu saluti e regali all'altrui esigenza carrozzina passeggino seggiolone e culla, dai via seggiolino carrettini dondoli e biberon, dispensi a ignoti vestitini quasi intatti, babbucce mai calzate e calzini diventati subito troppo piccoli. Tutte cose che torneranno, dopo aver mutato forma e colore, quando ne avrai di nuovo bisogno.

    Credo nel "grande giro", nel fatto che tutto torni, prima o poi. Certo non puoi e non devi immaginarti che lo faccia seguendo le tue aspettative: in un universo sferoidale la linea retta che seguivi malinconico all'orizzonte può sbucarti improvvisamente di lato o alle spalle, in alto o in basso, oppure mettersi a vorticare a spirale. Starà a te sceglierne o meno il verso di apertura.

    10 novembre 2005

    Citazione

    I have written these words in air - with the tip of my index finger of my left hand, which is also air.
    (Kurt Vonnegut, Galápagos, 1985)

    Così inizia l'ultimo capitolo della storia narrata da Leon Trotsky Trout (1946-1001986), figura decisamente particolare; tra l'altro, figlio di un altro personaggio creato da quel geniaccio che domani compie 83 anni.

    Ho scritto queste parole nell'aria, con la punta dell'indice sinistro, anch'esso fatto d'aria.

    09 novembre 2005

    TICchi e TACchi

    Oggi alle 13 in punto preséntati al ranch, che la signorina Copiascolla ci pensa lei, a blogrodearti.

    05 novembre 2005

    Commenti

    Da Copiascolla ho letto il seguente commento di Ste (noantri) a proposito delle piccole iniziative cui abbiamo preso parte nel ricordo di Pier Paolo Pasolini:
    Senti, io propongo le magliette con il viso di Pasolini tipo il Che. E anche le buste del latte. E, senti, che ne dici dei copriletti? Qualcuno ha parlato di Pasolini pret a porter, io sono molto d'accordo: si potrebbero fare delle sfilate di moda, perché no? Non solo: io direi di inventarci dei cd musicali con le poesie di Pasolini lette ad altavoce da tremila blogger contemporaneamente (tutti devono avere certi accessi, però). E aspetta, fammi pensare: il caffè di Pasolini, la cartaigienica di Pasolini, i polsini di Pasolini, i cuscini di Pasolini - che bello! Che bello! - e... e.... mumble... sì, le stampe di Pasolini, i copriparabrezza di Pasolini e anche le magliette da calcio con il numero 9 e sopra il cognome Pasolini (ah, queste ci sono già, mi dicono). E poi, forse, si potrebbe organizzare una mongolfiera da cui spargere al vento i santini di Pasolini.

    Pasolini, povero unico, grande artista totale. Perdonaci, se puoi.
    [Ste]

    Mi sono trattenuto, trovandomi in casa d'altri, dal rispondere più o meno così:
    Duro e puro, eh?

    Che ne diresti di farti un bel tatuaggio commemorativo sul cazzo, così quando è moscio ti si vedrebbero solo le iniziali e il nome completo in erezione?

    04 novembre 2005

    Schermi in rete

    Appendevo calzini magliette e mutande alle mollette, ieri sera, quando ho acceso la TV. Subito la tolleranza al patetico è stata messa a dura prova, ma andando avanti e indietro da una stanza all'altra ad assolvere alle lievi incombenze familiari ho tralasciato di spengere l'elettrodomestico e financo di cambiar canale.

    Il premio (a parte qualche risata strappatami da Crozza) è stato l'entrata in scena di Patti Smith. Lì ho scostato lo stenditoio, accomodandomi ad ascoltare. Sono contento, oggi, anche di aver pensato immediatamente a Babsi, di cui ricordavo la sentita ammirazione per quel fascio di nervi e arte; poi mi son goduto l'esibizione, la canzone, la disinvoltura, l'esserci di quell'essere che si trasmette attraversando musica parole gesti con una linearità a mezza via tra coraggio e ritrosia.

    Ah, niente male le parole di quel poeta morto, ho condiviso l'applauso.

    03 novembre 2005

    Fmp6 ieri sera

    È andata bene: anziché i celerini, c'erano un giornalista e un fotografo di Repubblica, più un manipolo di persone venute lì apposta (grazie al tam tam dei link) e astanti incuriositi che si son fermati ad ascoltare.

    Prima abbiamo sparso o distribuito volantini e disposto a terra una quindicina di lumini accesi, occupando di fatto un intero tratto di quella via pedonale, poi abbiamo letto i testi ad alta voce, alternando versi e prosa, con le figure delle Eumenidi e quella di un... Ominide a stagliarsi sotto un arco della Loggia, sopraelevate rispetto al piano stradale in cui ci muovevamo noi editorialisti.

    Anche sui tempi siamo stati fortunati, concludendo un momento prima che giungessero lì i pattinatori con i loro birilli da slalom e la musica a ritmarne i volteggi.

    Mi ha fatto piacere riscontrare l'interesse generale e ancor più l'intraprendenza di quelli che si sono poi avvicinati a far due chiacchiere per soddisfare qualche curiosità.

    Alla fine, birra e cazzeggio al Bar Cavour, raggiunto con una breve passeggiata.

    --
    Aggiornamento: se il vecchio collegamento ai testi non funziona e te li vuoi leggere, li trovi qui, insieme al filmato.

    01 novembre 2005

    Giornalismo illuminato

    L'odierna edizione milanese di Repubblica, nella prima delle pagine locali, comprende un bel trafiletto a firma Luigi Bolognini che segnala l'iniziativa di domani sera, ovvero la fulminea mobilitazione per PPP.

    31 ottobre 2005

    Con l'apostrofo

    Hallowe'en mi fa pensare alla mia amica scozzese che ricorda il perché dell'apostrofo nell'ormai desueta grafia: la vigilia d'Ognissanti si chiama così perché hallow = santo, e'en = evening / eve = sera / vigilia.

    Halloween mi rammenta che il modo migliore per festeggiarlo è scavare delle zucche e illuminare un cortile.

    Tutti i Santi e il relativo ponte, innocuo al contrario di altri, mi rimandano a prossime occasioni (Gilga e Mistral: stavolta non ce l'abbiamo fatta, ma la piccola Emma la prenderò in braccio da piccola).

    Allouin sarà anche una festa importata, ma chi se ne importa: è stato divertente giocarci su, stavolta in casa tra cappelli a punta di foggia varia e maschere spettrali decorate e ritagliate arbitrariamente dai bimbi, lumini in bocche arancioni e minestra di zucca per tutti.

    Eventuali dubbi, comunque, sarebbero stati fugati allorquando Lorenzo, indossata la maschera con la griglia, si è messo a recitare battute tratte dalla Pazziata e dal trailer: un fantasma perfetto in formato compresso.

    30 ottobre 2005

    Dimmelo tu

    A proposito della fmp6, per chi si stia chiedendo se ne valga la pena, sottoscrivo questa multirisposta di Arsenio:
    ma perché, perché?
    per metter il culo fuori di casa, facendolo sapere, per incontrarsi con in mano un libro, per leggere e condividere la lettura (quindi non più atto privato), per vedere se si può fare.
    Stasera ci rifletteremo su, certo, tra una forchettata e l'altra, assaporando le prelibatezze dello zio Masciu.

    Ahora mismo

    Il computer ci ha pensato da sé, ma per il resto della casa, tra radio, video, orologi, timer, telefonini e sveglie non so mica se ce la faccio a riportarli all'ora solare in tempo, prima che si debba cambiare di nuovo.

    Ma dimmi, piuttosto: t'è mai capitato di voler riportare indietro di un'ora le lancette della tua vita? Quando, come e perché?

    28 ottobre 2005

    Motto vero


    If you want a job done, give it to a busy person.

    È proprio vero: se vuoi che qualcosa sia fatto, devi affidarlo a qualcuno già indaffarato. Credo sia una questione di ritmi, che quando li prendi scavalchi l'indolenza; sarà anche una questione chimica, di secrezioni interne, la tanto inflazionata adrenalina o chessò io. Sta di fatto che quando stai andando a cento all'ora, riesci a infilare tra le incombenze già affollate addirittura mansioni aggiuntive e non è detto che il risultato sia peggiore di quando hai molto più tempo a disposizione. Il problema, semmai, è riavviarsi se ti fermi.

    27 ottobre 2005

    C'è modo e mod (e beat, e garage...)

    The Field Domani sera nel varesotto, quasi alle porte di Milano, il mio amico di Zone Franco Gialdinelli sarà sul palco del disco-pub La Terra di Mezzo a imbracciare il suo basso Fender per il nuovo gruppo:
    The Field

    Secondo me vale la pena andarli a vedere, ascolta.

    Venerdì 28 ottobre 2005, ore 23 a Gallarate in via dei Fiori 2

    Aggiornamento: il concerto è saltato. Sarà per la prossima volta.

    26 ottobre 2005

    Ti compro!

    Il giochino quanto vale il tuo blog?, che girava da un po' e che rilancia oggi Spiritum, mi fa tornare in mente le parole di Andrea Rizzoli, presidente del Milan negli anni '60.
    Intervistato a proposito delle quotazioni spropositate dei calciatori dell'epoca, raccontò la storiella del tizio che aveva un cane del valore di un milione (un'enormità, allora).
    Al che l'amico gli chiede: "Ma l'hai venduto davvero per un milione?!"
    "Beh, non proprio: l'ho scambiato con due gatti da cinquecentomila lire."

    25 ottobre 2005

    Ultima fermata

    Di Rosa Parks, morta ieri a 92 venerabili primavere, aveva parlato due anni e mezzo fa Leonardo, collocandola giustamente nella sua rubrica "Maestri di vita".

    Chi ha naso blogrodea

    Or ora è stato lanciato il tema per il blogrodeo odierno.
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    24 ottobre 2005

    Musica nel sangue, anzi nell'amnio

    Tempo fa scrissi di una mia singolare predilezione per alcuni brani degli anni trenta (e vi insistetti).
    Il fatto suscitò la curiosità telematica di Grazia, musicoterapeuta: dopo avermi chiesto l'età, ipotizzò che la mia inconsapevole attenzione per alcune canzoni degli anni '30 fosse dovuta a ragioni genetiche.
    Il fatto che tu hai sentito "quella inconsapevole" necessità è perché quelle canzoni erano nel DNA di tua madre... Probabilmente la tua nonna quando l'attendeva ascoltava quelle canzoni. Sarebbe interessante riuscire a fare una ricerca in merito. Al quarto mese di gestazione il bambino ha la facoltà di sentire i suoni, le voci, le musiche...
    Io stessa non capivo perché da bambina fossi affascinata dalla musica di Puccini: scoprii poi che era la passione della mia bisnonna, anzi lo stesso Puccini aveva frequentato i salotti del mio bisnonno...
    La tesi mi pare affascinante, ma nella fattispecie non potrei avvalorarla, specie in considerazione del fatto che mia nonna nacque e crebbe in ambiente contadino, i cui già scarsi contatti col mondo del pentagramma furono ulteriormente affievoliti dall'autarchia imperante negli anni del triste ventennio fascista, che a quanto ne so ostacolava la diffusione di musica straniera.

    D'altro canto, è pur vero che mi piaciucchiano anche i brani italici di quel periodo, come quelli rammentati da Zio Burp (Mille lire al mese, Maramao...) e reperibili nella raccolta acquistata in superoffertascontata qualche giorno fa al popopunto qui dietro l'angolo (auguri per la creatura!).

    23 ottobre 2005

    Chissà

    Chissà come sta andando il referendum per la proibizione della vendita di armi da fuoco e munizioni in Brasile.
    Chissà quanti minuti in tutto vi hanno dedicato, per esempio, i nostri telegiornali.


    a cura di Giulio Pianese

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