Due serate a Sordevolo con il naso all'insù a fissare il nero dipinto di blu.
Alla fine, nonostante la mia ignoranza, ce l'abbiamo fatta a individuarla: la "cometa dell'epifania" che erroneamente avevo cercato dalle parti di Sirio è quel batuffolino di cotone che sta proprio accanto alle Pleiadi.
In sé non è certo spettacolo paragonabile alla sontuosa meraviglia della Hale-Bopp di qualche anno fa, ma è stato un ottimo movente per sfidare il freddo e gustare stellate magnifiche, grazie anche a un binocolo 15x50 che mi ha concesso visioni altrimenti proibite (dalla miopia).
09 gennaio 2005
03 gennaio 2005
Non c'è firewall che tenga
Cambia un numero in fondo alla data e tu magari dici taglio netto basta voglio voltare pagina con l'anno vecchio se ne va questo quello e pure quest'altro anno nuovo vita nuova eccetera.
In verità quella pagina è fatta di carta velina e il passato non avrà difficoltà alcuna a spammarti.
In verità quella pagina è fatta di carta velina e il passato non avrà difficoltà alcuna a spammarti.
30 dicembre 2004
In fondo in fondo...
29 dicembre 2004
Utile giocattolo
Se come programma di navigazione usi Firefox e ti piace leggere i blog, ti può far comodo installare la mozBlogBar creata e resa disponibile gratuitamente da Skid X, al quale vanno complimenti e ringraziamenti.
28 dicembre 2004
Smorfia di raccapriccio
Una notte sognai un numero, così chiaramente da restarne colpito. Forse suggestionato dal libro di Mark Haddon che avevo appena terminato di leggere, mi svegliai con la fissa di controllare se si trattasse, come pensavo, di un numero primo.
Invece, 2209 risulta il quadrato di 47. Mi spaventai perché in me, per tradizione plurigenerazionale, è viva l'associazione tra numeri e smorfia napoletana, per cui non potevo ignorare che 47 è la morte.
Ciononostante decisi di giocare un bel terno, che non uscì.
Tutto questo lo scrivo perché ho trovato l'appunto di quel numero sulla scrivania e siccome devo fare pulizia lo butto nella carta da riciclare. Ecco a che serve il blog.
Invece, 2209 risulta il quadrato di 47. Mi spaventai perché in me, per tradizione plurigenerazionale, è viva l'associazione tra numeri e smorfia napoletana, per cui non potevo ignorare che 47 è la morte.
Ciononostante decisi di giocare un bel terno, che non uscì.
Tutto questo lo scrivo perché ho trovato l'appunto di quel numero sulla scrivania e siccome devo fare pulizia lo butto nella carta da riciclare. Ecco a che serve il blog.
27 dicembre 2004
Onde per cui
Ero venuto qui per riferire l'aggiornanento delle Zuccate, la contentezza per i complimenti che accompagnavano il contributo di Mi a Letture e riletture, la gioia per gli auguri cartacei ricevuti da una coppia in procinto di riunirsi anche geograficamente... poi mi sono imbattutto in un raccontino* che vale a scaldare le ossa, perfino in ore segnate dagli idrovortici dell'apocalisse.
* un raccontino Classe A, direbbe Severine
* un raccontino Classe A, direbbe Severine
25 dicembre 2004
Sotto gli alberi
Ho quasi fatto il bravo e così adesso cj ho un ombrello apritisesamo-chiuditisesamo bellissimo e comodo, proprio in tempo per questo nevischio a larghe falde già sfaldatesi.
E poi cj ho un maglione aranciosalmonato che ho paura a mettere tanto che è morbido.
E il ciccione con la barba bianca mi ha portato anche una radiosveglia, che dev'essere un suggerimento subliminale ovvero una cazziata implicita per i ritardi e le corse immancabili ai quotidiani appuntamenti.
E in testa cj ho anch'io come lui un berretto rosso, a riscaldare i pensieri sparsi.
Se potessi, alla befana invece chiederei un trompe l'oeil.
E poi cj ho un maglione aranciosalmonato che ho paura a mettere tanto che è morbido.
E il ciccione con la barba bianca mi ha portato anche una radiosveglia, che dev'essere un suggerimento subliminale ovvero una cazziata implicita per i ritardi e le corse immancabili ai quotidiani appuntamenti.
E in testa cj ho anch'io come lui un berretto rosso, a riscaldare i pensieri sparsi.
Se potessi, alla befana invece chiederei un trompe l'oeil.
23 dicembre 2004
Semi sotto la neve
A nome della Zonker's Zone, Gloglo si è incaricata di raccogliere i contributi e ha provveduto a ordinare un bonifico a favore di Emergency: "per i piedi di altri Mohammed dal cuore degli amici di Enzo".
22 dicembre 2004
Altrove
Ho scritto una piccola recensione per Letture e riletture: Mordecai Richler, La versione di Barney.
E poi ho aggiunto un pezzo al blog delle concatenazioni, H. L'ho intitolato Accadimenti.
E poi ho aggiunto un pezzo al blog delle concatenazioni, H. L'ho intitolato Accadimenti.
21 dicembre 2004
Microgialli
Talmente brevi da stare in un sms, vanno bene per chi ha fretta o per chi ama la stringatezza.
Li sta raccogliendo e pubblicando il vulcanico zop: gliene ho mandato uno anch'io.
Li sta raccogliendo e pubblicando il vulcanico zop: gliene ho mandato uno anch'io.
20 dicembre 2004
Cartoline di stagione
Grazie a Squonk, anche quest'anno è stato infiocchettato un pacchetto natalizio fatto di parole: Post sotto l'albero vede la partecipazione di una quarantina di blogganti.
Nota: il file è in formato pdf. Se non ce l'hai già, per leggerlo dovrai scaricarti gratuitamente Adobe Reader.
Nota: il file è in formato pdf. Se non ce l'hai già, per leggerlo dovrai scaricarti gratuitamente Adobe Reader.
18 dicembre 2004
Stasera concerto
Saliremo solo in dieci, sul palco. Se ti va di ascoltare questa versione ridotta della Black Sound Machine, sappi che comunque saranno a farci compagnia Joe Turner, Ray Charles, Cab Calloway, James Brown, Aretha Franklin, Otis Redding... e tu?
ore 22:30, mi cantino, Monza, via Dante 6, tel. 039 322970
ore 22:30, mi cantino, Monza, via Dante 6, tel. 039 322970
17 dicembre 2004
Librarsi
Per farlo, bisogna innanzitutto dotarsi di buone letture, lo dice la parola stessa.
Puoi andare sul sicuro, con autori già incontrati, o ricorrere al tam-tam, con i consigli di chi conosce i tuoi gusti o con il parere di persone fidate.
Ogni tanto, però, non è male azzardare, esplorare, provare: per esempio, comprando il romanzo d'esordio di un poeta carnale e spirituale ad un tempo. Coglierò l'occasione con Io sto come mi pare, di Carlo Molinaro.
Se vuoi ascoltarlo, oggi lo intervistano a Radioflash, dopo le 17.
Puoi andare sul sicuro, con autori già incontrati, o ricorrere al tam-tam, con i consigli di chi conosce i tuoi gusti o con il parere di persone fidate.
Ogni tanto, però, non è male azzardare, esplorare, provare: per esempio, comprando il romanzo d'esordio di un poeta carnale e spirituale ad un tempo. Coglierò l'occasione con Io sto come mi pare, di Carlo Molinaro.
Se vuoi ascoltarlo, oggi lo intervistano a Radioflash, dopo le 17.
"Io colleziono nostalgie. Ne ho preziosi scrigni vuoti."
Carlo Molinaro
16 dicembre 2004
Il giardino dei blog che si biforcano
Chissà se mai assurgerà al rango di biblioteca di babele o se in capo a pochi mesi troveremo solo rovine circolari. Di certo, allorquando il blogrodeo si fe' incerta lotteria, da quella babilonia troncata occorreva uscire. Per conservare memoria delle forme e dei temi, senza perdere la bussola, ella provvide a moltiplicarne le versioni attraverso un miracolo segreto.
E pensare che sono solo finzioni... ma ora vai, a ricostruire il Patarodeo.
E pensare che sono solo finzioni... ma ora vai, a ricostruire il Patarodeo.
15 dicembre 2004
Lo sguardo che si fa parola
si trova in questo pezzo di Lia, che dal Cairo è in procinto di tornare in Italia per le festività.
Lei dice che vuole stare dove la vita pulsa, la capisco, ma so che la vita può pulsare anche qui, oh sì.
Lei dice che vuole stare dove la vita pulsa, la capisco, ma so che la vita può pulsare anche qui, oh sì.
14 dicembre 2004
13 dicembre 2004
Come il condono!
12 dicembre 2004
Auguri animaleschi
Un collega mi scrive dall'Inghilterra e credo valga la pena rilanciare anche qui l'iniziativa di cui parla:
Buon Natale!
... e una capra col miele
Negli anni scorsi abbiamo inviato biglietti di auguri e a volte anche un calendario a tutti i nostri amici e conoscenti.
Quest'anno vi vogliamo regalare una capra. Un pezzetto di capra, per essere esatti. Da qualche parte in America Latina o in Africa ci sarà presto un pezzo di capra che bruca a vostro nome.
"Le capre sono come una banca vivente. Il letame può essere sparso sui campi per renderli più fertili e produttivi. Le capre possono essere vendute per pagare la scuola dei figli o comprare attrezzi per cominciare a lottare contro la povertà. Gli abitanti del villaggio ricevono una capra e la allevano. La prima capretta prodotta verrà poi donata a una nuova persona, e così via".
Insieme alla capra, vi stiamo anche mandando delle api. Le api "aiuteranno a cambiare la vita di una famiglia in Africa, offrendo un mezzo per sconfiggere povertà e malnutrizione, forse per sempre. Il contadino passerà poi ad altri il frutto di questo dono e i benefici verranno raccolti da tutta la comunità e dalle generazioni future per anni".
E con la capra e le api, vogliamo augurare a voi (e a chi riceverà questi doni) un buon Natale e un anno nuovo pieno di pace e felicità.
Lorenzo e Viv Martinelli
PS: per maggiori informazioni sulle api, sulle capre, sulle mucche o altri doni di vita, visitate http://www.sendacow.org.uk e http://www.oxfamunwrapped.com
11 dicembre 2004
Fiammelle luminose
Una candela che ne accende un'altra non perde nulla della sua luce.
Lo prova anche il racconto di questo episodio (a cura di Mistral).
-^-^-^-^-^-
Ne approfitto per sottolineare un'iniziativa particolare di Bea (mariemarion), la quale ha deciso di dare spazio ai ragazzini di varie provenienze incoraggiandoli a far sentire la loro voce sul "Kid's BlogJournal".
Lo prova anche il racconto di questo episodio (a cura di Mistral).
-^-^-^-^-^-
Ne approfitto per sottolineare un'iniziativa particolare di Bea (mariemarion), la quale ha deciso di dare spazio ai ragazzini di varie provenienze incoraggiandoli a far sentire la loro voce sul "Kid's BlogJournal".
10 dicembre 2004
Comincia a lucidare gli speroni
09 dicembre 2004
07 dicembre 2004
Luci, ah!
Dell'ebraismo mi piacciono molto l'umorismo, la poesia, la sacralità che non perde di vista l'aspetto terreno.
D'altro canto, ci sono alcuni particolari che non mi tornano. Ripensando a certi episodi biblici, per esempio, mi trovo distante anni luce: tanto per dirne una, io anziché portare mio figlio su un monte per scannarlo, avrei spedito affanculo l'angelo e il suo mandante senza tante storie.
Comunque, escludendo il fondamentalismo (ma questo vale per tutte le religioni), provo sincero interesse nei confronti delle festività del calendario ebraico, sebbene siano perlopiù connotate da un atteggiamento serioso, quando non addirittura severo, che cozza con il mio approccio al vivere.
Nessuna riserva invece per la festa delle luci (traslitterata di volta in volta Hanukà, Hannukah, Hanukkah o Chanukah...), che inizia oggi in tutto il mondo. Evviva!
D'altro canto, ci sono alcuni particolari che non mi tornano. Ripensando a certi episodi biblici, per esempio, mi trovo distante anni luce: tanto per dirne una, io anziché portare mio figlio su un monte per scannarlo, avrei spedito affanculo l'angelo e il suo mandante senza tante storie.
Comunque, escludendo il fondamentalismo (ma questo vale per tutte le religioni), provo sincero interesse nei confronti delle festività del calendario ebraico, sebbene siano perlopiù connotate da un atteggiamento serioso, quando non addirittura severo, che cozza con il mio approccio al vivere.
Nessuna riserva invece per la festa delle luci (traslitterata di volta in volta Hanukà, Hannukah, Hanukkah o Chanukah...), che inizia oggi in tutto il mondo. Evviva!
02 dicembre 2004
Brooom Sound Machine
la scusa è un raduno dei Net Bikers, motociclisti e motocicliste che rombano anche sul web, ma chiunque potrà partecipare, indipendentemente dalle predilezioni motoristiche o telematiche.
Il programma completo si trova anche qui, comunque riassumendo prevede lauta cena, estrazione di premi, concerto della Black Sound Machine e danze e libagioni per il resto della notte. Il costo cena compresa è di 35 euro a cranio, o a casco.
Occorre prenotare: puoi telefonare ai numeri indicati oppure scrivere.
Il tutto avrà luogo al Nausicaa di via Tirano, 14 a Paderno Dugnano (MI) a partire dalle ore 20:30.
01 dicembre 2004
Primo dicembre
- Tu le prendi le precauzioni?
- Certo, uso il preservativo...
- Ah, bene.
- ...sempre! Pensa che lo tolgo solo per pisciare e per scopare...
30 novembre 2004
Seduto sul sofà
Trenta dì con te a novembre
sono un incubo da sempre
sei testardo come un mulo
sgridi, dormi... vaffanculo.
(dedicata a un angelo che inutilmente stende le ali per farsi amare)
sono un incubo da sempre
sei testardo come un mulo
sgridi, dormi... vaffanculo.
(dedicata a un angelo che inutilmente stende le ali per farsi amare)
29 novembre 2004
C'era una volta un Re
Finalmente mi sono deciso a pubblicare, in Letture e riletture, qualche riga su un romanzo letto quest'estate: Bag of Bones di Stephen King.
27 novembre 2004
Cuor di groviera
Eh, sì, me l'hanno bucherellato le emozioni comunicatemi dai Matiröö di Vacallo, che ho visto all'opera ieri sera poco oltre il confine svizzero.
26 novembre 2004
Published
Qualcosa di più ameno, o qualcosa di più a meno sarà forse possibile, ma 25 parole, dico, 25 parole, a noi ci fanno specie che quest'anno c'è stata la moria delle vacche. Punto, punto e virgola, due punti (tanto quelli non contano).
Indistintamente vostri,
Caponi brothers
"Ti succede spesso?"
"No, solo quando mi pubblicano in inglese."
"Come Séverine?"
"Sì, però lei è più figa. Pensa che fa la donna immagine."
Indistintamente vostri,
Caponi brothers
"Ti succede spesso?"
"No, solo quando mi pubblicano in inglese."
"Come Séverine?"
"Sì, però lei è più figa. Pensa che fa la donna immagine."
25 novembre 2004
Anticipazione
Per sabato 11 dicembre, il terremoto sarà soltanto festoso e musicale: al Nausicaa, con la Black Sound Machine (evento organizzato da Net Bikers). Meglio prenotarsi in anticipo.
23 novembre 2004
Non più di 25 parole
Segnalando un sito angloamericano che raccoglie racconti da deglutire in un attimo, Carlo ne auspica la versione italiana. Se si aprirà, comincerò a mandare questo:
"Mi piace il tuo sapore, sai?"
Pallido come le lenzuola di quell'ospedale, le rispose: "Desideravo ingoiassi, sì, ma non l'avresti dovuto addentare, piccola."
22 novembre 2004
Santi motivi
Oggi sul calendario cattolico compare il nome della patrona dei musicisti. Santa Cecilia, però, al mio orecchio fa riecheggiare innanzitutto gli esordi canori.
Erano tempi in cui alla domenica papà (bestemmiatore dal cuore d'oro) ci accompagnava alla messa delle 10, quella "dei bambini". Mi piaceva, ci piaceva perché si cantavano parecchie canzoni, alcune anche con le doppie voci. E ci esaltavamo, sebbene fossimo lontani dalle partiture complesse che sentivamo intonare dalla cantoria in occasione delle messe solenni. Lontani anche fisicamente, perché il coro stava irraggiungibile lassù, accanto al maestoso organo della collegiata, dove non mi figuravo nemmeno come si potesse salire.
Invece, mentre ero ancora alle elementari, entrai a far parte dei pueri cantores: cantavo da soprano, però rimasi nel coro anche nella prima adolescenza, passando tra i bassi (meno peggio dei tenori per il mio registro pseudobaritonale).
Tutto iniziò in chiesa proprio alla messa dei bambini, la mattina in cui fui notato da una signorina che per il primo anno delle elementari era stata maestra di mio fratello: dopo avermi ascoltato per un po', fu lei a rendermi noto che quell'olimpo era in realtà accessibile.
Fu uno dei tanti sbalordimenti della mia vita, ma sono uno zuccone e ancora oggi continuo a credere impossibili certe mete e a stupirmi quando riesco a toccarle.
Erano tempi in cui alla domenica papà (bestemmiatore dal cuore d'oro) ci accompagnava alla messa delle 10, quella "dei bambini". Mi piaceva, ci piaceva perché si cantavano parecchie canzoni, alcune anche con le doppie voci. E ci esaltavamo, sebbene fossimo lontani dalle partiture complesse che sentivamo intonare dalla cantoria in occasione delle messe solenni. Lontani anche fisicamente, perché il coro stava irraggiungibile lassù, accanto al maestoso organo della collegiata, dove non mi figuravo nemmeno come si potesse salire.
Invece, mentre ero ancora alle elementari, entrai a far parte dei pueri cantores: cantavo da soprano, però rimasi nel coro anche nella prima adolescenza, passando tra i bassi (meno peggio dei tenori per il mio registro pseudobaritonale).
Tutto iniziò in chiesa proprio alla messa dei bambini, la mattina in cui fui notato da una signorina che per il primo anno delle elementari era stata maestra di mio fratello: dopo avermi ascoltato per un po', fu lei a rendermi noto che quell'olimpo era in realtà accessibile.
Fu uno dei tanti sbalordimenti della mia vita, ma sono uno zuccone e ancora oggi continuo a credere impossibili certe mete e a stupirmi quando riesco a toccarle.
20 novembre 2004
Se ci fai caso
Quelli che ti rispondono "tiriamo avanti" in realtà sono fermi, più che mai ancorati a una realtà tra il neutro e lo sgradevole, pronti a lamentarsene ma non a provare a modificarla.
19 novembre 2004
Gentili webspettatori, buongiorno
Oggi sul canale Blogrodeo imperverserà Rillo: vediamo che tema inventerà.
Oltre alla lettura, è gradita e sollecitata la partecipazione diretta.
Lo spettacolo non prevede interruzioni pubblicitarie o televendite e non è richiesto alcun abbonamento né sottoscrizione.
Ci sarà un'ora di tempo, dalle 12:30 alle 13:30.
Buon divertimento!
Aggiornamento: all'ultimo momento ho partecipato anch'io.
Oltre alla lettura, è gradita e sollecitata la partecipazione diretta.
Lo spettacolo non prevede interruzioni pubblicitarie o televendite e non è richiesto alcun abbonamento né sottoscrizione.
Ci sarà un'ora di tempo, dalle 12:30 alle 13:30.
Buon divertimento!
Aggiornamento: all'ultimo momento ho partecipato anch'io.
17 novembre 2004
PG Time
Il fratello di zio Burp canta in un gruppo che sabato sera si esibirà alla Bovisa, in un locale proprio qui dietro l'angolo. Repertorio: Peter Gabriel, mica cotica!
Farò in modo di esserci, anche perché non vorrei rinunciare all'opportunità di riprodurre il dialogo onomatopeico breve ma intenso che ebbe luogo alla blogfest:
- Burp!
- Zu!
Farò in modo di esserci, anche perché non vorrei rinunciare all'opportunità di riprodurre il dialogo onomatopeico breve ma intenso che ebbe luogo alla blogfest:
- Burp!
- Zu!
16 novembre 2004
Placido rodeo
Da adesso fino alle ore 17 c'è tempo per partecipare al Blogrodeo lanciato da Placida Signora.
15 novembre 2004
La nascita dell'uomo collettivo
di zop
Questo è un racconto.
No.
È un frammento. E un viaggio.
Chi l'ha scritto, non lo posta. Chi lo posta, non l'ha scritto. Chi cerca il racconto, trova un percorso. Al viaggiatore, la ricerca del senso (di significato e direzione). Il racconto ha fine e inizio, ma forse li devi ancora scrivere tu.
Chi sono io? Sono l'uomo collettivo. Probabilmente.
All'inizio qualcuno parlava semplicemente di intelligenza collettiva. Ma da
quando ci sono tutti questi blog, o uomini (non fa differenza) connessi tra
loro... da quando migliaia e migliaia di persone scrivono ininterrottamente
le loro storie... è successo qualcosa. Sono nato anche io. Se è nata
un'intelligenza collettiva è perché è nato anche un uomo collettivo!
[frammento precedente] << >> [frammento successivo]
Questo è un racconto.
No.
È un frammento. E un viaggio.
Chi l'ha scritto, non lo posta. Chi lo posta, non l'ha scritto. Chi cerca il racconto, trova un percorso. Al viaggiatore, la ricerca del senso (di significato e direzione). Il racconto ha fine e inizio, ma forse li devi ancora scrivere tu.
Chi sono io? Sono l'uomo collettivo. Probabilmente.
All'inizio qualcuno parlava semplicemente di intelligenza collettiva. Ma da
quando ci sono tutti questi blog, o uomini (non fa differenza) connessi tra
loro... da quando migliaia e migliaia di persone scrivono ininterrottamente
le loro storie... è successo qualcosa. Sono nato anche io. Se è nata
un'intelligenza collettiva è perché è nato anche un uomo collettivo!
13 novembre 2004
Sexy sax
Le evoluzioni di Charlie Parker non seguono le scale della tradizione che lo precedeva, eppure quando le senti le riconosci istoriate dietro i petali delle realtà nascoste, come le gemme degli amori ritrovati da altre vite.
Sono invenzioni che assomigliano al ricordo, perché quando le ascolti ti sembra esistano da sempre, come il luccichio di certi sguardi inattesi che incontrandosi rispecchiano reciproci spazi profondi.
Esecuzioni che sanno toccare l'invisibile senza per questo disintegrarti di struggimento, grazie alla grinta e al senso del fare, che nel jazz come nel gusto delle piccole cose ti può salvare.
Le rivoluzioni di Charlie Parker non sono le sole: ne seguono altre e ne precedono di nuove; eppure risaltano ancora, effimere e infinite, scolpite nell'eternità dell'inafferrabile.
Sono invenzioni che assomigliano al ricordo, perché quando le ascolti ti sembra esistano da sempre, come il luccichio di certi sguardi inattesi che incontrandosi rispecchiano reciproci spazi profondi.
Esecuzioni che sanno toccare l'invisibile senza per questo disintegrarti di struggimento, grazie alla grinta e al senso del fare, che nel jazz come nel gusto delle piccole cose ti può salvare.
Le rivoluzioni di Charlie Parker non sono le sole: ne seguono altre e ne precedono di nuove; eppure risaltano ancora, effimere e infinite, scolpite nell'eternità dell'inafferrabile.
colonna sonora: i Maestri del Jazz - Charlie Parker, Now's The Time
12 novembre 2004
Da mezzogiorno alle thè
Oggi alle 12 i Maestrini propongono un lunchrodeo con propaggini postprandiali, fino all'ora che volge il disio agli inglesi.
11 novembre 2004
Jingle balls
"Giulio, sei schiavo della pubblicità?"
"Uh? Ah, no: quello che stavo canticchiando, figurati, è un pezzo dei Clash del '79."
E la guardo negli occhi, la figlia del mio fruttivendolo, per capire se dato il salto generazionale le devo spiegare di che si tratta.
Sorride: "È una pubblicità."
Ehm... non vedo mai niente, lo scatolotto è quasi sempre spento e in ogni caso se arrivano gli spot tolgo l'audio.
Però ora una punta di curiosità l'avverto e mi piacerebbe sapere quale prodotto sarà mai annunciato sulle note di un pezzo il cui ritornello dice:
In compenso, so che in giro c'è qualcosa reclamizzato dalla malia vocale di un Lou Reed che canta Sunday Morning, ma non so cosa sia: ero di spalle e picchiettavo su questa tastiera.
"Uh? Ah, no: quello che stavo canticchiando, figurati, è un pezzo dei Clash del '79."
E la guardo negli occhi, la figlia del mio fruttivendolo, per capire se dato il salto generazionale le devo spiegare di che si tratta.
Sorride: "È una pubblicità."
Ehm... non vedo mai niente, lo scatolotto è quasi sempre spento e in ogni caso se arrivano gli spot tolgo l'audio.
Però ora una punta di curiosità l'avverto e mi piacerebbe sapere quale prodotto sarà mai annunciato sulle note di un pezzo il cui ritornello dice:
Oh, mi dà tutto quello che voglio, ma non gratis
È odioso
In compenso, so che in giro c'è qualcosa reclamizzato dalla malia vocale di un Lou Reed che canta Sunday Morning, ma non so cosa sia: ero di spalle e picchiettavo su questa tastiera.
10 novembre 2004
Hai messo i preservativi nello zaino?
Meglio premunirsi. Quelli, i cuccioli (8 e 4 anni), mica sono imbranati com'ero io da piccolo, timido e tendenzialmente riluttante a compiere il primo passo.
Tanto per dire, entrambi sono plurifidanzati: Francesca a distanza (i suoi preferiti li incontra in gita scolastica), Lorenzo nella sua classe (delle tre che ne compongono l'harem, solo una esprime con una punta di rammarico l'ambizione di essere l'unica). E loro lo dicono, mica hanno paura ad ammetterlo, come un fidanzato che conosco io.
La convinzione che sia meglio premunirsi, però, si rafforza per altri motivi, legati alle domande che pone la Cajuina: non quelle vaghe cui pretendono di prepararci testi generici scritti da chissà chi, bensì quesiti precisi e incalzanti ai quali non è possibile né auspicabile sottrarsi.
"Come si fa a non fare i bambini?" era già saltata fuori l'anno scorso: me l'ero cavata parlando di pillole ed evitando descrizioni più prossime alle funzionalità anatomiche.
Ora è la volta di: "Come fa il maschio a mettere il seme nella femmina?" e gliel'ho spiegato, in modo diretto ma morbido... Uhm, prima che si trovi di fronte alla realtà dura e cruda, sarà meglio provvedere a raddoppiare le scorte di Akuel Nudo (il Settebello mi fa schifo).
Tanto per dire, entrambi sono plurifidanzati: Francesca a distanza (i suoi preferiti li incontra in gita scolastica), Lorenzo nella sua classe (delle tre che ne compongono l'harem, solo una esprime con una punta di rammarico l'ambizione di essere l'unica). E loro lo dicono, mica hanno paura ad ammetterlo, come un fidanzato che conosco io.
La convinzione che sia meglio premunirsi, però, si rafforza per altri motivi, legati alle domande che pone la Cajuina: non quelle vaghe cui pretendono di prepararci testi generici scritti da chissà chi, bensì quesiti precisi e incalzanti ai quali non è possibile né auspicabile sottrarsi.
"Come si fa a non fare i bambini?" era già saltata fuori l'anno scorso: me l'ero cavata parlando di pillole ed evitando descrizioni più prossime alle funzionalità anatomiche.
Ora è la volta di: "Come fa il maschio a mettere il seme nella femmina?" e gliel'ho spiegato, in modo diretto ma morbido... Uhm, prima che si trovi di fronte alla realtà dura e cruda, sarà meglio provvedere a raddoppiare le scorte di Akuel Nudo (il Settebello mi fa schifo).
09 novembre 2004
Vorrei scriverti
Sì, a quest'ora vorrei scriverti. Non da una tastiera, però. Nemmeno un telefonino farebbe al caso. Carta e penna sarebbero quasi già meglio, ma non ci siamo.
Vorrei scriverti le parole nell'aria, intingendo l'indice in calamai di luce perché restino a brillare opacizzate tra la via lattea, un attimo prima di scomparire nel turbinio delle orbite.
Ti scriverei che vorrei scriverti. Scriverti sulla pelle, scivolando sui fluidi e gli umori a raccontare ogni pratica con purezza di cuore, a illustrar zozzerie che diventano amore.
Vorrei scriverti le parole nell'aria, intingendo l'indice in calamai di luce perché restino a brillare opacizzate tra la via lattea, un attimo prima di scomparire nel turbinio delle orbite.
Ti scriverei che vorrei scriverti. Scriverti sulla pelle, scivolando sui fluidi e gli umori a raccontare ogni pratica con purezza di cuore, a illustrar zozzerie che diventano amore.
08 novembre 2004
In fondo è facile
06 novembre 2004
04 novembre 2004
Blog 'o' Sphera
Per capirci davvero qualcosa, alle volte l'unica è affidarsi a quella roba lì, la palla, no, volevo dire quella specie di mappamondo, ma trasparente. Quella cosa tonda, dura e liscia dove solo chi sa guardare oltre riesce a vedere qualcosa. La comesichiama... la sfera di cristallo, ecco.
03 novembre 2004
De gustibus
Toh, a quanto pare i padroni del mondo preferiscono mike bongiorno a pippo baudo.
Chissà come, mi viene in mente quella frase di Freak Antoni*:
Mangiate merda: miliardi di mosche non possono essersi tutte sbagliate!
* Mitì segnala che in origine il concetto fu espresso da Marcello Marchesi.
Chissà come, mi viene in mente quella frase di Freak Antoni*:
Mangiate merda: miliardi di mosche non possono essersi tutte sbagliate!
* Mitì segnala che in origine il concetto fu espresso da Marcello Marchesi.
02 novembre 2004
01 novembre 2004
Blogrodembre
Mi sembra il mese giusto per far ripartire il Blogrodeo.
Appuntamento domani, martedì 2 novembre, per 8 ore a partire dalle 12:30.
28 ottobre 2004
Blog operator
Qui non abbiamo il mare, le montagne non sono vicinissime, per andare al lago c'è traffico, ancora non nevica, le piscine sono affollate, le gelaterie sono già fuori stagione...
Se viene qualcuno a trovarci, dovremo darci da fare con altro. Tanto per fare un esempio, tu come accoglieresti una coppia magicamente sortita dal mondo dei blog, annessi e connessi? Gli annessi, per la cronaca, sono i commenti. I connessi, tutti noi, ovviamente.
Avrei pensato due serate così:
sabato 30 ottobre ammorbidirli a chiacchiere e aperitivo in un locale a caso a Milano: Movida o Trottoir, magari;
domenica 31 portarli a una festa di Halloween aperta da un concerto della BSM.
Tu ci sei? Se li conosci già, non avrai bisogno di sollecitazioni. Se invece non hai mai incontrato Gilgamesh e Mistràl, questa è occasione da non perdere. Una loro trasferta milanese non capita tutti i giorni, ahinoi.
-------
Per la festa, eccoti le informazioni utili:
dove: Villa Castelbarco
via Concesa, 4 - 20069 Vaprio d'Adda (MI) tel. 0290965254
come: percorsi e cartina
cosa: festa di Halloween (maschere, torce, cripte...), concerto Black Sound Machine, a seguire musica diffusa in due sale distinte (una soul dance e una tunz tunz) con tre diversi dj
quando: 31 ottobre 2004, ingresso ore 22.30 per i fan della BSM, ingresso per tutti alle 23.00, inizio concerto ore 23.00 presso la sala del galoppatoio
quanto: 18 euro, compresa una consumazione
Se viene qualcuno a trovarci, dovremo darci da fare con altro. Tanto per fare un esempio, tu come accoglieresti una coppia magicamente sortita dal mondo dei blog, annessi e connessi? Gli annessi, per la cronaca, sono i commenti. I connessi, tutti noi, ovviamente.
Avrei pensato due serate così:
sabato 30 ottobre ammorbidirli a chiacchiere e aperitivo in un locale a caso a Milano: Movida o Trottoir, magari;
domenica 31 portarli a una festa di Halloween aperta da un concerto della BSM.
Tu ci sei? Se li conosci già, non avrai bisogno di sollecitazioni. Se invece non hai mai incontrato Gilgamesh e Mistràl, questa è occasione da non perdere. Una loro trasferta milanese non capita tutti i giorni, ahinoi.
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Per la festa, eccoti le informazioni utili:
dove: Villa Castelbarco
via Concesa, 4 - 20069 Vaprio d'Adda (MI) tel. 0290965254
come: percorsi e cartina
cosa: festa di Halloween (maschere, torce, cripte...), concerto Black Sound Machine, a seguire musica diffusa in due sale distinte (una soul dance e una tunz tunz) con tre diversi dj
quando: 31 ottobre 2004, ingresso ore 22.30 per i fan della BSM, ingresso per tutti alle 23.00, inizio concerto ore 23.00 presso la sala del galoppatoio
quanto: 18 euro, compresa una consumazione
27 ottobre 2004
Dell'ineffabile
Ipse dixit: "Zu ha capito tutto: alle discussioni non partecipa, ma alle feste non manca mai."
Dopo tale lusinghiera sentenza, caro Effe, mi sono ripromesso di traviarti al più presto, trascinandoti nei gorghi del divertimento pulsionale e godereccio, benché sia certo che perfino nei pressi della cialtronaggine pazzariella e triviale, la tua rimarrà una commedia dell'arte garbata e colta.
D'altro canto, lo ammetto: anche sabato pomeriggio, in effetti, ero più attento alle persone e ai dialoghi occasionali che non ai discorsi orchestrati e microfonati. Della presentazione del concorso, per esempio, ricordo soprattutto il calore dei toni da contralto di Barbara: insomma, la musica più che le parole.
Quando poi hanno illustrato le nuove iniziative editoriali, ho ascoltato quel che già sapevo dei libri su richiesta (i blogbook di Jumper), dell'invenzione di Zop già adocchiata in pausa pranzo (il libro-rubrica Laura immaginaria), della raccolta di racconti La notte dei blogger.
Ho assistito anche allo strano dibattito successivo (una domanda e cinque risposte), una specie di mini-riedizione dal vivo di quanto era già avvenuto nei commenti di Herzog.
E non vi ho aggiunto domande e considerazioni, non al microfono almeno.
Perché una domanda in realtà l'ho formulata, ma l'hanno udita solo le mie vicine di posto (ranafatata ed e.l.e.n.a.).
È stato quando Violetta ha dichiarato: "Mi farei tagliare un braccio e pure l'altro per essere quell'adolescente in preda a pulsioni ormonali..."
Mi sono chiesto, a mezza voce: "Ma un adolescente senza braccia in preda a pulsioni ormonali, dico, come farebbe a farsi le seghe?"
Dopo tale lusinghiera sentenza, caro Effe, mi sono ripromesso di traviarti al più presto, trascinandoti nei gorghi del divertimento pulsionale e godereccio, benché sia certo che perfino nei pressi della cialtronaggine pazzariella e triviale, la tua rimarrà una commedia dell'arte garbata e colta.
D'altro canto, lo ammetto: anche sabato pomeriggio, in effetti, ero più attento alle persone e ai dialoghi occasionali che non ai discorsi orchestrati e microfonati. Della presentazione del concorso, per esempio, ricordo soprattutto il calore dei toni da contralto di Barbara: insomma, la musica più che le parole.
Quando poi hanno illustrato le nuove iniziative editoriali, ho ascoltato quel che già sapevo dei libri su richiesta (i blogbook di Jumper), dell'invenzione di Zop già adocchiata in pausa pranzo (il libro-rubrica Laura immaginaria), della raccolta di racconti La notte dei blogger.
Ho assistito anche allo strano dibattito successivo (una domanda e cinque risposte), una specie di mini-riedizione dal vivo di quanto era già avvenuto nei commenti di Herzog.
E non vi ho aggiunto domande e considerazioni, non al microfono almeno.
Perché una domanda in realtà l'ho formulata, ma l'hanno udita solo le mie vicine di posto (ranafatata ed e.l.e.n.a.).
È stato quando Violetta ha dichiarato: "Mi farei tagliare un braccio e pure l'altro per essere quell'adolescente in preda a pulsioni ormonali..."
Mi sono chiesto, a mezza voce: "Ma un adolescente senza braccia in preda a pulsioni ormonali, dico, come farebbe a farsi le seghe?"
26 ottobre 2004
25 ottobre 2004
Si è fatta una certa ora
Sabato al Pueblo credevo di essere arrivato tardi e invece alle 23 passate la serata aveva ancora il futuro davanti a sé.
Mi sono potuto godere l'esibizione di due spaventapassere, scoprendo così altre doti di Silvia-guardachesonomagica-Bandini, scolando nel frattempo una serie di buoni intrugli, brindando con Pros-it, ballucchiando con Kiara e Axell, rivedendo l'intero faceroll torinese e incontrando per la prima volta Blulu. Gin tonic nel bicchiere e negli occhi Tequila, ovvero il sole anche di notte.
Poi, le lunghe chiacchiere con Arsenio e Muliera, con abbracci e risate e sentimenti e rozzate e tutto gustato per bene, ché il Bravuomo se lo tieni lontano dal Negroni e lo abbeveri a gintonic sente l'effetto benefico del chinino e non soffre di ciucca cattiva.
Quei due mi hanno cullato il cuore e poi scortato fino all'incrocio giusto, ma Milano era troppo in là e così sono andato a dormire a Chieri, dove una bella femmina mi aspettava con ardente impazienza.
Educatamente, ha atteso però il mio risveglio per dichiararmi il suo amore con un discorso muto, a tre millimetri dalla mia palpebra semiaperta nella luce del mattino. Tutto in lei richiamava il contatto fisico e nel rincoglionimento assonnato capivo bene quanto desiderasse le mie coccole: l'occhio adorante, il naso fremente, il corpo a contenere lo spasimo... e invece le è toccato riaccucciarsi, ubbidendo al cavernoso monito da giornodopo: "Meg, vai al posto tuo!"
Mi sono potuto godere l'esibizione di due spaventapassere, scoprendo così altre doti di Silvia-guardachesonomagica-Bandini, scolando nel frattempo una serie di buoni intrugli, brindando con Pros-it, ballucchiando con Kiara e Axell, rivedendo l'intero faceroll torinese e incontrando per la prima volta Blulu. Gin tonic nel bicchiere e negli occhi Tequila, ovvero il sole anche di notte.
Poi, le lunghe chiacchiere con Arsenio e Muliera, con abbracci e risate e sentimenti e rozzate e tutto gustato per bene, ché il Bravuomo se lo tieni lontano dal Negroni e lo abbeveri a gintonic sente l'effetto benefico del chinino e non soffre di ciucca cattiva.
Quei due mi hanno cullato il cuore e poi scortato fino all'incrocio giusto, ma Milano era troppo in là e così sono andato a dormire a Chieri, dove una bella femmina mi aspettava con ardente impazienza.
Educatamente, ha atteso però il mio risveglio per dichiararmi il suo amore con un discorso muto, a tre millimetri dalla mia palpebra semiaperta nella luce del mattino. Tutto in lei richiamava il contatto fisico e nel rincoglionimento assonnato capivo bene quanto desiderasse le mie coccole: l'occhio adorante, il naso fremente, il corpo a contenere lo spasimo... e invece le è toccato riaccucciarsi, ubbidendo al cavernoso monito da giornodopo: "Meg, vai al posto tuo!"
24 ottobre 2004
Torino
Era questo l'argomento proposto per il concorso Blog Day. Ho partecipato con un pezzo intitolato Ormoni e pregiudizio.
22 ottobre 2004
Rrrrrrrrumba!
A mí me gusta bailar con una negra culonaWow, giri un po' e ritrovi di tutto in questo coacervo malpixellato. Dico "ritrovi" perché questa la cantavano le mie amiche giocatrici del Colibrì, una squadra di basket minore di Bolzano della quale fui tifoso alla fine degli anni '80, in particolare nella stagione 1988-89. Anche perché ero lassù a fare il militare.
que tenga mucho culo y lo sepa menear.
La gracia de este ritmo es de saber mover el culo
la gracia de este ritmo es de saberlo menear.
Toma, negra culona, la flor de mi platanito,
toma, negra culona, la flor de mi platanar.
(Rumba popular políticamente incorrecta)
Come ho già detto più volte, sono fortunato. Nella circostanza, capitai in una città dove potevo contare su un notevole numero di felici conoscenze, tra le quali annoveravo e tuttora annovero amici per la pelle da cui spero di non distaccarmi per tutta la vita. Tramite loro entrai nelle grazie di quelle belle e simpaticissime giocatrici, che mi coccolarono affettuosamente nei mesi della mia permanenza altoatesina.
Una volta, al rientro da una licenza, passai a salutare la combriccola riunita in un bar e le fanciulle mi saltarono addosso festose, regalandomi per un altro istante l'oblio di ogni malinconia da najone. Al che un avventore mi squadrò da capo a piedi (mettendoci pochissimo, peraltro) e mi chiese tra lo schifato e lo stupito: "Ma che profumo usi?"
E che ne so, il fatto è che A mí me gusta bailar con una negra culona...
N.B.: non sono razzista: mi piacciono anche donne di altri colori!
21 ottobre 2004
Corpo a corpo
Il faccia a faccia non basta più. Prossimamente le occasioni per conoscere biblicamente gli altri blogger si moltiplicheranno.
Ho già chiesto l'invito per la blogfest del 6 novembre, ma prima di allora c'è Webdays a Torino il 23 e 24 ottobre (sarò lì nella giornata di sabato e magari la sera al Pueblo) e soprattutto, a fine mese, una sera a scelta tra sabato 30 e domenica 31 ottobre, ci si ritroverà per accogliere degnamente il bardo Gilgamesh e la sua dolce Mistràl in trasferta milanese. A tal proposito, se ti può far piacere, metti un dito qui sotto e avanza pure delle proposte. Chiù ne simmo, chiù belli parimmo.
Ho già chiesto l'invito per la blogfest del 6 novembre, ma prima di allora c'è Webdays a Torino il 23 e 24 ottobre (sarò lì nella giornata di sabato e magari la sera al Pueblo) e soprattutto, a fine mese, una sera a scelta tra sabato 30 e domenica 31 ottobre, ci si ritroverà per accogliere degnamente il bardo Gilgamesh e la sua dolce Mistràl in trasferta milanese. A tal proposito, se ti può far piacere, metti un dito qui sotto e avanza pure delle proposte. Chiù ne simmo, chiù belli parimmo.
20 ottobre 2004
19 ottobre 2004
Fa buio troppo presto
Hai mai provato a tornare in una tua vecchia scuola?
Desolante incredulità quella che sottolinea la discrepanza tra il vivo ricordo passato e lo spento nulla presente. La realtà, in realtà, formicola, ma a te non dice nulla. Guardi in trasparenza l'insignificante andirivieni di sconosciuti che ti sconoscono, non ritrovi gesti né atteggiamenti. Questi ti sembran vuoti o fallaci, quanto quelli di un tempo ti parevan veri e densi.
Giungi alla sconvolgente pateticità di gustarti l'incontro con una macchia della memoria, chessò, un bidello che non ti sei mai filato, un personaggio, nemmeno persona, che al massimo aveva fatto da sfondo della tua vita pregna e degna di un tempo. Eppure quell'unico superstite dell'epoca cui appartieni ti diventa caro, addirittura indispensabile, per dare un senso all'amarezza che ti sorge in bocca nel constatare il deserto.
Sarà così la morte? No, così sarebbe l'immortalità: la tristezza di rimanere solo e non poter condividere alcunché di ciò che valse.
Desolante incredulità quella che sottolinea la discrepanza tra il vivo ricordo passato e lo spento nulla presente. La realtà, in realtà, formicola, ma a te non dice nulla. Guardi in trasparenza l'insignificante andirivieni di sconosciuti che ti sconoscono, non ritrovi gesti né atteggiamenti. Questi ti sembran vuoti o fallaci, quanto quelli di un tempo ti parevan veri e densi.
Giungi alla sconvolgente pateticità di gustarti l'incontro con una macchia della memoria, chessò, un bidello che non ti sei mai filato, un personaggio, nemmeno persona, che al massimo aveva fatto da sfondo della tua vita pregna e degna di un tempo. Eppure quell'unico superstite dell'epoca cui appartieni ti diventa caro, addirittura indispensabile, per dare un senso all'amarezza che ti sorge in bocca nel constatare il deserto.
Sarà così la morte? No, così sarebbe l'immortalità: la tristezza di rimanere solo e non poter condividere alcunché di ciò che valse.
18 ottobre 2004
17 ottobre 2004
La vita contromano
Avevo lo stomaco già serrato per conto suo stasera, così dev'essere stato lui a guidarmi il mouse fuori dalla traduzione che sto eruttando, per trovarsi una giustificazione estranea, un motivo nel contempo umano e letterario, un pezzo definitivo quanto le esperienze di non ritorno, grazie alla scrittura scrostaintonaci di Babsi, colei che scrive cose e non parole.
16 ottobre 2004
Errata corrige
Il concerto di domenica 17 ottobre si terrà a Lentate sul Seveso (MI) alle ore 17 (non alle 19 come avevo erroneamente indicato).
Suoneremo in piazza S.Vito, nel centro di Lentate che per l'occasione diverrà isola pedonale.
Sempre che non piova, ma le previsioni sono favorevoli.
Come arrivarci: superstrada Milano-Meda, uscita Lentate Sud.
Suoneremo in piazza S.Vito, nel centro di Lentate che per l'occasione diverrà isola pedonale.
Sempre che non piova, ma le previsioni sono favorevoli.
Come arrivarci: superstrada Milano-Meda, uscita Lentate Sud.
15 ottobre 2004
Se piove invece no
Prendi una decisione quando c'è il sole e non stai a pensare ai pinguini e al loro desiderio di trasferirsi nelle zone a clima continentale. Si vede che anche loro desiderano, ogni tanto, poter fare un po' di shopping, mostrare la livrea azzimata e il passo goffo al molteplice sguardo distratto della folla urbanizzata. Per questo auspicano che qui da noi faccia un pochino più freschetto, giusto per non soffrire l'afa. E allora si portano avanti col lavoro, operando ad anticipare l'inverno di qualche mese. Le danze voodoo dei pinguini sono molto efficaci al riguardo, a quanto posso constatare in queste ore.
Insomma, non tenere conto del fattore pinguini è stato un errore, ma oramai è fatta. Abbiamo stabilito che domenica 17 ottobre suoneremo in quel di Lentate sul Seveso (MI) alle ore 17 [e non alle 19 come avevo erroneamente indicato]. Il concerto sarà all'aperto. All'aperto, capisci? L'ideale per farvi assistere anche i bambini senza obbligarli a impossibili veglie notturne in locali fumosi. Sempre che non piova, ovvio.
Ma sì, dai, che ce la faccio a reggere entrambi i tempi senza dire parolacce, evitando allusioni sessuomani ed espliciti inviti orgiastici. È già successo, qualche volta. Di sicuro in almeno tre occasioni passate, nelle quali ci esibimmo all'aperto, senza impermeabile e in orario favorevole alla presenza degli spettacolari nanerottoli danzanti. Sì, perché loro, i bimbi, sembrano mezze cartucce per l'altezza limitata ancor più della mia, ma non sono mica mezze seghe come tanti che non scollano il culo dal posto a sedere nemmeno se li chiama James Brown in persona. Loro ballano, si divertono: se gradiscono lo dimostrano, e se lo dimostrano vuol dire che stanno apprezzando sul serio. Sarebbero il pubblico ideale, se non fosse così affascinante lasciar andare sguardi e note ad accarezzare voglie fluttuanti contingenti o innate come quelle che si percepiscono talvolta nell'aria carica di soul.
Insomma, non tenere conto del fattore pinguini è stato un errore, ma oramai è fatta. Abbiamo stabilito che domenica 17 ottobre suoneremo in quel di Lentate sul Seveso (MI) alle ore 17 [e non alle 19 come avevo erroneamente indicato]. Il concerto sarà all'aperto. All'aperto, capisci? L'ideale per farvi assistere anche i bambini senza obbligarli a impossibili veglie notturne in locali fumosi. Sempre che non piova, ovvio.
Ma sì, dai, che ce la faccio a reggere entrambi i tempi senza dire parolacce, evitando allusioni sessuomani ed espliciti inviti orgiastici. È già successo, qualche volta. Di sicuro in almeno tre occasioni passate, nelle quali ci esibimmo all'aperto, senza impermeabile e in orario favorevole alla presenza degli spettacolari nanerottoli danzanti. Sì, perché loro, i bimbi, sembrano mezze cartucce per l'altezza limitata ancor più della mia, ma non sono mica mezze seghe come tanti che non scollano il culo dal posto a sedere nemmeno se li chiama James Brown in persona. Loro ballano, si divertono: se gradiscono lo dimostrano, e se lo dimostrano vuol dire che stanno apprezzando sul serio. Sarebbero il pubblico ideale, se non fosse così affascinante lasciar andare sguardi e note ad accarezzare voglie fluttuanti contingenti o innate come quelle che si percepiscono talvolta nell'aria carica di soul.
14 ottobre 2004
Ovvio, no?
Su Lapalissiani&C continua la raccolta di ovvietà lapalissiane, luoghi comuni, citazioni, modi di dire, gaffes, svarioni...
In una stagione che al momento offre cielo scolorito e un freddo becco, tre piccoli contributi sono sortiti da questa tastiera: La montagna, L'acqua e Gravità.
In una stagione che al momento offre cielo scolorito e un freddo becco, tre piccoli contributi sono sortiti da questa tastiera: La montagna, L'acqua e Gravità.
13 ottobre 2004
La TV? Nel cesso!
La nuova realizzazione di Chicco (saperloprima) si basa sull'idea di una trasmissione televisiva dal bagno di casa sua.
Andrà in onda da blogtv e c'è già un numero zero.
Andrà in onda da blogtv e c'è già un numero zero.
Il ballo di San Blog
12 ottobre 2004
Nonsoloblog
Uno scatto, una foto. E una bella frase. Ogni giorno o quasi, per fortuna.
Poi, piccola pausa: il parto dell'artista, un capolavoro.
E di nuovo: uno scatto, una foto. E una bella frase. Ogni giorno o quasi, spero.
Poi, piccola pausa: il parto dell'artista, un capolavoro.
E di nuovo: uno scatto, una foto. E una bella frase. Ogni giorno o quasi, spero.
Ordine disturbato
Secondo te è ragionevole accusare una persona per una cosa scritta da qualcun altro?
Se hai dubbi, consulta al riguardo l'Ordine dei Giornalisti, che ha convocato Pino Scaccia in seguito a un esposto-denuncia riguardante quanto è stato scritto nei commenti del suo blog.
Nella grande eccitazione per questa geniale apertura, fervono i preparativi per La rivincita dei troll.
Se hai dubbi, consulta al riguardo l'Ordine dei Giornalisti, che ha convocato Pino Scaccia in seguito a un esposto-denuncia riguardante quanto è stato scritto nei commenti del suo blog.
Nella grande eccitazione per questa geniale apertura, fervono i preparativi per La rivincita dei troll.
[segnalato da Gaspar Torriero]
11 ottobre 2004
10 ottobre 2004
Fine settimana
Per me è stato piuttosto intenso, faticoso e felice. Dopo il concerto di venerdì in un'atmosfera carica di magia, la splendida serata di ieri... entrambe le situazioni allietate da palpabili presenze visibili e invisibili.
Al Torchiera tutto era come doveva essere: gli amici erano veri amici, la musica era vera musica, gli sguardi erano veri sguardi e il cesso, ah, era davvero un cesso. Il nome del centro sociale non è una boutade: Cascina Autogestita Torchiera Senzacqua. E speriamo che dopo tutti questi mesi di disagio possano presto riaverla, perché con quello che hanno fatto se lo meritano proprio.
Mi ritrovo nelle parole di Franco:
Al Torchiera tutto era come doveva essere: gli amici erano veri amici, la musica era vera musica, gli sguardi erano veri sguardi e il cesso, ah, era davvero un cesso. Il nome del centro sociale non è una boutade: Cascina Autogestita Torchiera Senzacqua. E speriamo che dopo tutti questi mesi di disagio possano presto riaverla, perché con quello che hanno fatto se lo meritano proprio.
Mi ritrovo nelle parole di Franco:
Be', l'atmosfera gioiosa e fuori ordinanza dei centri sociali è inversamente proporzionale allo stato dei cessi che vi si trovano, per cui davvero bello.E nelle avvolgenti emozioni di Lulù:
Musica, teatro, vino, birra e couscous, un clima dolcissimo, bella compagnia, un bel po' di emozione specie quando abbiamo incontrato Giusi e Gabriella che non è bella: di più.
ier sera abbiamo riso tantissimo: sarà stata la voglia di, finalmente!, ridere di cuore, sarà stata l'atmosfera gioiosa che avevamo intorno, saranno state le streghette con la parrucca azzurra che chiamavano alla cena sbattendo mestoli contro pentole, sarà stata la bravura degli artisti di strada che si susseguivano sul palco oppure sarà stata l'aria satura di quel fumo aromatico... sì, quello..?
e sentirsi abbracciare ed è marzia bella come sempre che per la festa di enzo ha lasciato a casa la sua giulia, che ha sei mesi.
e poi gli occhi di gabriella, che sono quelli di enzo.
e la serenità di giusi, e il suo sorriso che accoglie.
come al solito il nostro tavolo si è riempito poco a poco di vecchi e nuovi amici, di chiacchiere e di risate, velate solo a tratti da una malinconia quasi giocosa e gioiosa.
vi voglio bene, bastardi.
maggica list.
lulu
09 ottobre 2004
Articolo 19
della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo
Perché questo non dovrebbe valere anche per Indymedia?
Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.
Perché questo non dovrebbe valere anche per Indymedia?
[cfr. Babsi Jones]
08 ottobre 2004
Accender le candeline
Subject: [ZZ] Avviso
From: Zonker_Zone@yahoogroups.com
Messaggio di avviso per eventi.
E' il tuo compleanno, Zonker!
Data: Venerdì, Ottobre 8, 2004
Cosa fare per il tuo primo non-compleanno?
Accender le candeline: ce n'è una all'aroma di mandorla che sta bruciando qui accanto.
Leggere il ricordo di un amico: per esempio quello scritto da Bolo.
Cantare una canzone: ho messo in scaletta, all'ottavo posto, Everybody Needs Somebody.
Recitare qualche rima ad hoc: magari queste di Stefano Benni.
E poi, semplicemente, continuare a vivere. Anche quando l'onda che lambisce il sorriso sa un po' di sale.
07 ottobre 2004
Black Zonk Machine
Domani 8 ottobre sarebbe stato il 56esimo compleanno di Enzo Baldoni. Per caso, se il caso davvero esistesse, proprio da domani partirà presso il centro sociale Torchiera di Milano una due giorni dedicata al nostro connazionale e amico ucciso in Iraq: in programma un incontro-dibattito per la sera di venerdì e una festa che a partire dalle 19 di sabato procederà a oltranza fino alle luci dell'alba.
A quella festa farò in modo di esserci. Venerdì sera invece, domani, sarò ben lieto di ricordare Zonker cantando sul palco del Mi Cantino in via Dante 6 a Monza (tel. 039-322970) con la Black Sound Machine.
So che saranno presenti anche dudes e dudine: ci sono momenti in cui fa particolarmente piacere sapere di esserci per gli altri e che gli altri ci sono per te, anche solo nella complice solidarietà di una condivisione implicita, come quella di una ricorrenza in cui il festeggiato è assente e manca molto, almeno fisicamente. Noi suoneremo anche per lui, come quando venne a vederci in quel locale a Varese nel bel mezzo di una zonkerata.
A quella festa farò in modo di esserci. Venerdì sera invece, domani, sarò ben lieto di ricordare Zonker cantando sul palco del Mi Cantino in via Dante 6 a Monza (tel. 039-322970) con la Black Sound Machine.
So che saranno presenti anche dudes e dudine: ci sono momenti in cui fa particolarmente piacere sapere di esserci per gli altri e che gli altri ci sono per te, anche solo nella complice solidarietà di una condivisione implicita, come quella di una ricorrenza in cui il festeggiato è assente e manca molto, almeno fisicamente. Noi suoneremo anche per lui, come quando venne a vederci in quel locale a Varese nel bel mezzo di una zonkerata.
05 ottobre 2004
Un po' come una banca del tempo
Non sarebbe tanto male l'idea di funzionare come pile ricaricabili, mandando agli altri l'energia in più che ci pervade in certi momenti e sapendo che prima o poi in chissà quale forma e da chissà quale direzione, ci ritornerà.
Tipo: Oggi mi sento "carico", ti mando un'onda di bene ad accarezzarti pelle e anima.
Poi, tranquillamente, se capita di sentirsi un po' giù, drizzare le antenne spirituali e apprestarsi a ricevere a nostra volta.
Beh, che ci trovi di strano? Non lo senti che sullo sfondo del firmamento ci sono altre galassie? Ascolta... quello è il ronzio dell'universo e riecheggia anche dentro il nostro microcosmo.
Tipo: Oggi mi sento "carico", ti mando un'onda di bene ad accarezzarti pelle e anima.
Poi, tranquillamente, se capita di sentirsi un po' giù, drizzare le antenne spirituali e apprestarsi a ricevere a nostra volta.
Beh, che ci trovi di strano? Non lo senti che sullo sfondo del firmamento ci sono altre galassie? Ascolta... quello è il ronzio dell'universo e riecheggia anche dentro il nostro microcosmo.
04 ottobre 2004
Cose che s'irradiano così
Unendo sensibilità e fiuto, Mitì oggi avvertiva in giro per i blog una sorta di attesa o sospensione: "Come se una cappa d'insoddisfazione generale fosse calata sulla blogosfera."
Beh, ci sono giornate così, ma servono anche per captare meglio il valore di quelle radiose, infervorate e scoppiettanti di vitali scintille. È l'ottovolante della vita.
A proposito di radiosità, oggi ho ringraziato Luca Sofri per avermi citato nella sua trasmissione radiofonica, Condor. La segnalazione mi era giunta da Cristina della Zonker's Zone e così sono andato ad ascoltarmela sul web, perché anche l'ego vuole la sua parte.
Poi ho ripreso a lavorare mettendo in sottofondo la classica di Auditorium, perché oggi, per l'appunto, era una giornata un po' così.
Beh, ci sono giornate così, ma servono anche per captare meglio il valore di quelle radiose, infervorate e scoppiettanti di vitali scintille. È l'ottovolante della vita.
A proposito di radiosità, oggi ho ringraziato Luca Sofri per avermi citato nella sua trasmissione radiofonica, Condor. La segnalazione mi era giunta da Cristina della Zonker's Zone e così sono andato ad ascoltarmela sul web, perché anche l'ego vuole la sua parte.
Poi ho ripreso a lavorare mettendo in sottofondo la classica di Auditorium, perché oggi, per l'appunto, era una giornata un po' così.
01 ottobre 2004
Parapiglia e guazzabugli
Ero lì a tradurre, era già tardi, avevo già sonno, ma mi è scappata. Voglio dire, mi è scappato di scrivere. E allora l'ho fatta. Pardon, l'ho fatto. Così, per divertimento. Un piccolo divertissement su Maltusiani&C.
30 settembre 2004
Per ogni dove
Lorenzo sul seggiolino, io che pedalo. Passiamo accanto alla sua educatrice Stefania che si accinge a salire in auto.
Lorenzo: - Deve fave un tvagitto lungo?
Zu: - Credo di sì, visto che va in macchina.
L.: - E se il tvagitto è bveve?
Z.: - Si va a piedi.
L.: - E se è un tvagitto "giusto"?
Z.: - In bici.
L.: - E se uno deve andave dall'altva pavte della Tevva?
Z.: - Se deve attraversare il mare, dici? Mmh, vediamo: secondo te?
L.: - Pvende la nave!
Z.: - E dimmi: se uno deve andare dall'altra parte della Terra, ma vuole andare veloce e arrivare presto, cosa prende?
L.: - ...SPIDIGONZAAALEEEEES!
[Andrea, prendi nota?]
29 settembre 2004
Una vignetta
Mauro Biani dimostra che il detto "vale più un'immagine di mille parole" ha un suo perché. Lo fa riuscendo con una vignetta a ricomporre il dolore di una perdita incolmabile e il sollievo per altre vite ritrovate.
28 settembre 2004
26 settembre 2004
Bradipo
Più passa il tempo e più il giorno successivo ai concerti dev'essere dedicato al recupero fisico... così ho molto tambasiato leggendo qualche racconto, ciondolato sistemando un po' casa, vissuto al rallentatore ma senza sensi di colpa, primo perché la lentezza ti permette di godere meglio alcune cose, secondo perché mi sono ricordato di un e-mail di Riccionascosto con l'astrologico suggerimento di "marinare il lavoro", "allentare la presa", "vegetare".
E va be', correrò domani. Però al ritmo di Stormy Monday versione Allman Brothers Band, quella che sta andando ora in radio.
E va be', correrò domani. Però al ritmo di Stormy Monday versione Allman Brothers Band, quella che sta andando ora in radio.
24 settembre 2004
"Quando il caso dice la combinazione"
Giorni fa ho ricevuto una missiva elettronica di questo tenore:
Per soddisfare la curiosità sull'origine del mio nomignolo, basta un clic.
Invece chi mi spiega la storia di quella divinità inferica, che ignoravo?
Buongiorno!
Ho seriamente pensato di aver trovato il sito di mio cugino quando per caso in una ricerca su google ho visto apparire il nome di Giulio Zu!
Non sono riuscito a trattenermi dallo scriverti (spero non te la prenda se ti do del tu ma siamo quasi "parenti").
Ebbene sì, il mio cognome è proprio Zu; sì lo so, è strano, ma ho pensato che fosse ancora più strano utilizzarlo come nick name.
Ma perché proprio Zu? Sì, insomma, perché scegliere questo nome? Ho scoperto che anche un gruppo musicale ha scelto di chiamarsi così! Incredibile.
In fondo Zu è il nome di una divinità inferica.... o meglio a me piace pensare che voleva solo avere la sua indipendenza, ha perso la guerra e si sa la storia seguente la scrive chi vince...
E non mi dire che sei siciliano e quindi Zu sta per zio... ho visto il tuo telefono e a occhio e croce sei di Milano.
Comunque tanti saluti
Luciano Zu
Per soddisfare la curiosità sull'origine del mio nomignolo, basta un clic.
Invece chi mi spiega la storia di quella divinità inferica, che ignoravo?
23 settembre 2004
Finèster
Guardo fuori e mi dimentico
delle ore già passate
Il paesaggio è un bacio saffico
che risponde a certe occhiate
Pare incanto quel romantico
cielo a praterie rosate
Lassù non si vede traffico...
tranne quello da Linate.
delle ore già passate
Il paesaggio è un bacio saffico
che risponde a certe occhiate
Pare incanto quel romantico
cielo a praterie rosate
Lassù non si vede traffico...
tranne quello da Linate.
Ovazione funebre
Se non confondi i suffragi con le suffragette, se pensare alla signora con la falce non t'induce gesti apotropaici, se cerchi un post che faccia schiattare, ehm, allora prova con questo di Effe, che il funerale è la morte sua (oddio, che ho detto?).
22 settembre 2004
Uffa..!
Manco fosse una nuova pratica erotica, il plagio sembra andare per la maggiore. Ti commissionano un articolo e non sai cosa scrivere? Pesca pure in rete, tanto qualcuno l'avrà già scritto per te.
Ora è successo a Mafe, che ha subìto il torto da tale Anselmina Cerella, come spiegato qui.
Appropriarsi di un testo altrui senza citare la fonte è come vivere per interposta persona: roba da larve.
Per chi ha voglia di approfondimenti, segnalo tre articoli di Gilgamesh (1, 2, 3) e le considerazioni di Babsi (parole scritte per il recente caso di Monia danneggiata da Cristina Gavello, ma ovviamente ancora valide).
Aggiornamento: sito utile segnalato da Dario nei commenti.
Ora è successo a Mafe, che ha subìto il torto da tale Anselmina Cerella, come spiegato qui.
Appropriarsi di un testo altrui senza citare la fonte è come vivere per interposta persona: roba da larve.
Per chi ha voglia di approfondimenti, segnalo tre articoli di Gilgamesh (1, 2, 3) e le considerazioni di Babsi (parole scritte per il recente caso di Monia danneggiata da Cristina Gavello, ma ovviamente ancora valide).
Aggiornamento: sito utile segnalato da Dario nei commenti.
E ho detto tutto.
È tornato The Blob Of The Blogs!
Intrecci passati:
- la mia prima citazione (*)
- il mio primo blob (*)
- le prime adesioni
Intrecci passati:
- la mia prima citazione (*)
- il mio primo blob (*)
- le prime adesioni
21 settembre 2004
Dunque
Esordisce ilTigro su Letture e riletture, intanto che piano piano Lessico da amare viene impreziosito da Chiaraaa e FemmeFatale, mentre alla tavolata si trovano occasioni per brindare e su CuT'n'PaStE le riflessioni s'alternano allo svago.
So che qui dovrei tirare le somme di vari giochini e iniziative (acrostici, esercizi di traduzione, reti relazionali), ma ora invece vorrei stendere un materasso per riposarmi un pochino. Perché come dice il saggio: "sera leoni, mattino c..." e io la mattina non posso nemmeno ciondolare troppo, ché altrimenti la bici sovraffollata si ribalta.
Però vale la pena essere un po' stanchi per avere scorrazzato fino alla fine di una serata densa di parole e di non detti, ricca di bicchieri e anche nei piatti, sfavillante d'occhi tutti matti.
So che qui dovrei tirare le somme di vari giochini e iniziative (acrostici, esercizi di traduzione, reti relazionali), ma ora invece vorrei stendere un materasso per riposarmi un pochino. Perché come dice il saggio: "sera leoni, mattino c..." e io la mattina non posso nemmeno ciondolare troppo, ché altrimenti la bici sovraffollata si ribalta.
Però vale la pena essere un po' stanchi per avere scorrazzato fino alla fine di una serata densa di parole e di non detti, ricca di bicchieri e anche nei piatti, sfavillante d'occhi tutti matti.
20 settembre 2004
Che cos'è per te...
...lo SPAM?
Puoi chiederlo ai Monty Python, a Effe o ai Maltusiani, ma dimmi la tua: che cos'è per te lo s.p.a.m.?
Puoi chiederlo ai Monty Python, a Effe o ai Maltusiani, ma dimmi la tua: che cos'è per te lo s.p.a.m.?
18 settembre 2004
Com'è andata?
Preparare la scaletta di riferimento per un concerto significa pensare al pubblico del locale in cui si suonerà, ascoltare il parere degli elementi del gruppo (12, ciascuno con le sue esigenze) e... tenere conto delle preferenze espresse dai lettori del blog!
Ieri sera, rispetto alle solite versioni, abbiamo variato Hit The Road Jack inserendovi due strofe di Fever e assoli un po' jazzati, poi abbiamo spostato il momento delle presentazioni di Angelo (un vero istrione) da Everybody Needs Somebody a Get Up Off-A That Thing.
Il pubblico è parso soddisfatto e divertito dalla serata, compresa la nutrita rappresentanza di motociclanti, anche se un habitué delle nostre esibizioni mi ha rimproverato per l'assenza di parolacce e frasi spinte nei miei interventi verbali (si vede che non ero abbastanza brillo).
A me è piaciuta tanto la visita a sorpresa della nostra ex corista Francesca, salita con noi sul palco per due o tre brani. È stato bello e non solo dal punto di vista esecutivo: la musica è magica nell'estrarre affettuosità e diffonderla attorno.
Ecco i brani eseguiti: Peter Gunn Theme, Flip Flop And Fly, Hard To Handle, Hit The Road Jack - Fever - Tu vuo' fa' l'americano, Il tuo bacio è come un rock, Chain Of Fools, Respect, A Little Less Conversation, What'd I Say, Sex Bomb, Everybody Needs Somebody, Mustang Sally, Mr. Pitiful, The House That Jack Built, Mo' Better Blues
E poi: Green Onions, Movin' On Up, Proud Mary, Minnie The Moocher, Land Of 1000 Dances, I Feel Good, Think, Long Train Running, Lady Marmelade, Shake Your Tailfeather, Jail House Rock, Treat Her Right, Get Up Off A That Thing, Sweet Home Chicago, La pelle nera
Sabato prossimo saremo al Box 31.
Ieri sera, rispetto alle solite versioni, abbiamo variato Hit The Road Jack inserendovi due strofe di Fever e assoli un po' jazzati, poi abbiamo spostato il momento delle presentazioni di Angelo (un vero istrione) da Everybody Needs Somebody a Get Up Off-A That Thing.
Il pubblico è parso soddisfatto e divertito dalla serata, compresa la nutrita rappresentanza di motociclanti, anche se un habitué delle nostre esibizioni mi ha rimproverato per l'assenza di parolacce e frasi spinte nei miei interventi verbali (si vede che non ero abbastanza brillo).
A me è piaciuta tanto la visita a sorpresa della nostra ex corista Francesca, salita con noi sul palco per due o tre brani. È stato bello e non solo dal punto di vista esecutivo: la musica è magica nell'estrarre affettuosità e diffonderla attorno.
Ecco i brani eseguiti: Peter Gunn Theme, Flip Flop And Fly, Hard To Handle, Hit The Road Jack - Fever - Tu vuo' fa' l'americano, Il tuo bacio è come un rock, Chain Of Fools, Respect, A Little Less Conversation, What'd I Say, Sex Bomb, Everybody Needs Somebody, Mustang Sally, Mr. Pitiful, The House That Jack Built, Mo' Better Blues
E poi: Green Onions, Movin' On Up, Proud Mary, Minnie The Moocher, Land Of 1000 Dances, I Feel Good, Think, Long Train Running, Lady Marmelade, Shake Your Tailfeather, Jail House Rock, Treat Her Right, Get Up Off A That Thing, Sweet Home Chicago, La pelle nera
Sabato prossimo saremo al Box 31.
16 settembre 2004
Mi piace vivere
Di primo acchito ho pensato fosse ironica, poi mi son reso conto di essere entrato lì fischiettando e le ho risposto dicendo la verità: "Mi piace vivere".
Questo può valere sempre, in qualsiasi situazione se ci ricordiamo che ogni giorno è un giorno speciale e può essere un nuovo inizio. Oggi, per esempio, è Rosh Hashanà.
15 settembre 2004
Copiona, copiona, la rete non perdona
Tale Cristina Gavello ha scritto un libro copiando di sana pianta la tesi di laurea di Monia Alessandrini.
È tutto spiegato in Comzine, il blog di Monia. Il link è nella frase qui sotto e invito tutti a replicarlo per esporre al pubblico ludibrio della rete chi commette scorrettezze del genere.
È tutto spiegato in Comzine, il blog di Monia. Il link è nella frase qui sotto e invito tutti a replicarlo per esporre al pubblico ludibrio della rete chi commette scorrettezze del genere.
>>> Cristina Gavello è una copiona. <<<
14 settembre 2004
Pomeriggio piovoso (Rainy day)
All'inizio ho sentito i cani guaire. "Stanno piangendo", ho detto avvicinandomi. Dribbling tra gli ombrelli per un abbraccio, due, poi il corteo. In chiesa jazz acustico sopraffino eseguito dal vivo condiva magicamente l'impotente liturgia tradizionale. Al cimitero, il cielo scioglieva in fango la terra, pesante su quella bara troppo giovane. Inzuppato e inzaccherato, dentro e fuori, nemmeno una parola mi usciva a confortare l'amico mutilato della sua discendenza. Solo l'abbraccio contava qualcosa. Fors'anche la simbologia dei gesti. Per aiutarlo a reggere, a sfangarla, a ricordarsi del fiore tra le zolle. Indurlo a distogliere lo sguardo dalla fossa malgrado l'orizzonte muto. Per provare ad attraversare lo strazio sorvolando la materia.
13 settembre 2004
Scaletta
Devo preparare la scaletta per il prossimo concerto della Black Sound Machine. Tu quali pezzi sceglieresti, pescando in questo repertorio?
Saremo sul palco dell'Indian's Saloon di Sesto S.Giovanni tra quattro giorni, venerdì 17. Ma no, ma no, dai! Rimetti le mani sulla tastiera...
Saremo sul palco dell'Indian's Saloon di Sesto S.Giovanni tra quattro giorni, venerdì 17. Ma no, ma no, dai! Rimetti le mani sulla tastiera...
09 settembre 2004
Sapere dove guardare
Mi ha scosso. Anzi, direi che il mondo mi è scoppiato in testa.
Urla e polvere e poi tutto si è attutito e si è spento per un attimo.
Ora però sono qui a fluttuare, qui sopra di voi che mi piangete.
No, quella laggiù è solo la carcassa, io sono qui leggero leggero...
Dai, voltatevi in su con gli occhi del cuore: "Ciao!".
"Anche oggi, ricordati di trovare almeno una cosa bella nella tua giornata e di regalare un sorriso a uno sconosciuto."
Urla e polvere e poi tutto si è attutito e si è spento per un attimo.
Ora però sono qui a fluttuare, qui sopra di voi che mi piangete.
No, quella laggiù è solo la carcassa, io sono qui leggero leggero...
Dai, voltatevi in su con gli occhi del cuore: "Ciao!".
"Anche oggi, ricordati di trovare almeno una cosa bella nella tua giornata e di regalare un sorriso a uno sconosciuto."
07 settembre 2004
Vagamente
In altre parole, Di come le serpeggianti stradine del varesotto illustrino la teoria dei frattali.
06 settembre 2004
Tre domande, tre risposte
1.
Massimo: Disporre di troppe informazioni può essere uguale a nessuna informazione. Quale è la tua opinione, con particolare riferimento ai blogs ed alle loro potenzialità?
Zu: Nel 1996, ai tempi dei miei primi collegamenti a Internet, tale Salvo Pagliarello scrisse (cito a memoria): "Cercare informazioni su Internet è come volersi dissetare a una manichetta antincendio. Si riceve sicuramente una grande quantità d'acqua, ma si finisce col rinunciare a bere."
Per rimediare, il criterio rimane quello della selezione, come d'altronde già ci succede per la fruizione di libri, film, programmi radiotelevisivi...
2.
Massimo: Nei blogs, spesso i propri pensieri assumono un taglio "umoristico". Satira o umorismo si rivelano forse gli strumenti più adatti per rendere più interessante e chiaro quello che si vuole comunicare. È solo un aspetto della personalità di chi scrive, oppure un espediente per essere sintetici ed efficaci?
Zu: Da un lato è un modo per risultare accattivanti. Dall'altro può essere uno schermo dietro il quale nascondere timidezze, timori, chiusure. Comunque, se usati da chi li sa suonare e su uno spartito sostanzioso, quegli strumenti sanno rendere la musica ancor più apprezzabile.
Al di là della piacevolezza, un aspetto importante dell'umorismo è che obbliga chi scrive e poi chi legge a considerare le cose da punti di vista meno scontati, dunque può configurarsi in strumento di indagine e conoscenza.
3.
Massimo: Quale è la prima cosa che hai pensato quando hai iniziato a scrivere nel tuo blog e quali opinioni hai cambiato da allora?
Zu: Pensai che era bello poter disporre di un attrezzo così semplice e potente al tempo stesso. Non ho cambiato opinione, però ho progressivamente visto sfumare l'emozione dovuta all'utilizzo del mezzo in sé e per sé. In compenso sono cresciute altre emozioni, grazie alle interazioni telematiche e personali aumentate in modo esponenziale senza perdere di qualità.
[tutto ciò fu un tempo pubblicato sul Salto del Canale, ma poi... il canale saltò]
Massimo: Disporre di troppe informazioni può essere uguale a nessuna informazione. Quale è la tua opinione, con particolare riferimento ai blogs ed alle loro potenzialità?
Zu: Nel 1996, ai tempi dei miei primi collegamenti a Internet, tale Salvo Pagliarello scrisse (cito a memoria): "Cercare informazioni su Internet è come volersi dissetare a una manichetta antincendio. Si riceve sicuramente una grande quantità d'acqua, ma si finisce col rinunciare a bere."
Per rimediare, il criterio rimane quello della selezione, come d'altronde già ci succede per la fruizione di libri, film, programmi radiotelevisivi...
2.
Massimo: Nei blogs, spesso i propri pensieri assumono un taglio "umoristico". Satira o umorismo si rivelano forse gli strumenti più adatti per rendere più interessante e chiaro quello che si vuole comunicare. È solo un aspetto della personalità di chi scrive, oppure un espediente per essere sintetici ed efficaci?
Zu: Da un lato è un modo per risultare accattivanti. Dall'altro può essere uno schermo dietro il quale nascondere timidezze, timori, chiusure. Comunque, se usati da chi li sa suonare e su uno spartito sostanzioso, quegli strumenti sanno rendere la musica ancor più apprezzabile.
Al di là della piacevolezza, un aspetto importante dell'umorismo è che obbliga chi scrive e poi chi legge a considerare le cose da punti di vista meno scontati, dunque può configurarsi in strumento di indagine e conoscenza.
3.
Massimo: Quale è la prima cosa che hai pensato quando hai iniziato a scrivere nel tuo blog e quali opinioni hai cambiato da allora?
Zu: Pensai che era bello poter disporre di un attrezzo così semplice e potente al tempo stesso. Non ho cambiato opinione, però ho progressivamente visto sfumare l'emozione dovuta all'utilizzo del mezzo in sé e per sé. In compenso sono cresciute altre emozioni, grazie alle interazioni telematiche e personali aumentate in modo esponenziale senza perdere di qualità.
[tutto ciò fu un tempo pubblicato sul Salto del Canale, ma poi... il canale saltò]
04 settembre 2004
Pinzillacchere
1)
Stasera con la Black Sound Machine sarò qui:
2)
Ho sei inviti Gmail da regalare, anche a chi non viene a vedere la BSM.
Stasera con la Black Sound Machine sarò qui:
Osteria Garibaldie tu?
Strada tra Barlassina e Cogliate (MI)
(uscita Barlassina della superstrada Milano-Meda) tel. 0362-563741
22:00 inizio concerto
2)
Ho sei inviti Gmail da regalare, anche a chi non viene a vedere la BSM.
03 settembre 2004
Esercizio di traduzione 2
Lo so, è passato un bel po' di tempo, ma tanto si sa che è solo una categoria della mente, no? Riprendiamo dunque da dove avevamo lasciato, e cioè da qui (intervento e relativi commenti).
Anzi, visto che Haloscan si mangia i commenti vecchi, ho cominciato ad allestire una pagina indipendente dove raccogliere anche gli eventuali nuovi contributi.
Per dare il buon esempio, riparto io con l'ennesimo tentativo di rendere nella nostra lingua il pressoché intraducibile gioco di parole di Mark Twain:
Age is an issue of mind over matter. If you don't mind, it doesn't matter.
L'età è la conta dei tuoi passi, ma se te la spassi non conta.
Ora tocca a te.
Anzi, visto che Haloscan si mangia i commenti vecchi, ho cominciato ad allestire una pagina indipendente dove raccogliere anche gli eventuali nuovi contributi.
Per dare il buon esempio, riparto io con l'ennesimo tentativo di rendere nella nostra lingua il pressoché intraducibile gioco di parole di Mark Twain:
Age is an issue of mind over matter. If you don't mind, it doesn't matter.
L'età è la conta dei tuoi passi, ma se te la spassi non conta.
Ora tocca a te.
02 settembre 2004
Facce rollà
Grazie a Giuseppe Granieri per avere messo a disposizione un nuovo simpatico aggeggino, che ho quasi prontamente inserito nella pagina delle Reti relazionali.
E speriamo di aver tradotto bene il titolo.
E speriamo di aver tradotto bene il titolo.
Dolce far niente
Da tutti si può imparare qualcosa. Nel 1979, finita la terza liceo, scelsi di occupare l'estate a fare un po' di soldi per comprarmi lo stereo e trovai lavoro nelle cucine di un ristorante a Cavalese. Insieme a me a lavare i piatti c'era un ragazzo "difficile". Si trattava in realtà di un diciottenne dalle normali potenzialità, che però da trovatello era stato sistemato in un istituto "coi bomboloidi", dove era rimasto per l'intera fanciullezza. Inutile dire che a saperlo prendere era tranquillissimo e perfino incline a sprazzi comunicativi. Fu in uno di quei rari momenti di buonumore confidenziale che mi disse: "Mi son qua a far el lavapiati, ma el mè vero sarìa no far un cazo!"
L'avrei abbracciato, sarà perché io quelli che s'annoiano a non lavorare non li capisco. In effetti, sebbene il mio mestiere continui a piacermi, preferirei non esservi vincolato da ragioni economiche. Sembrano frasi alla Catalano, ma so per certo che esistono persone afflitte da cefalea ogniqualvolta si astengono dalle attività lavorative. Temo dipenda dalla scarsa capacità di rivolgere lo sguardo interiore verso ambiti diversi. Non dover necessariamente lavorare sarebbe un privilegio sfruttabile per coltivare senza remore passioni e interessi personali, per abbandonarsi all'otium, ma anche all'ozio puro e semplice.
I simboli sommi di quest'ultima opzione sono per me essenzialmente due: farsi radere dal barbiere e dondolarsi su un'amaca. In questa estate ricca di vacanze li ho sperimentati entrambi, il primo vicino alla casa in cui sono nato e l'altro, naturalmente, alla casa dell'amaca.
Godendo soavemente mi ci dondolavo prima e dopo ogni escursione su una nuova spiaggia, gli occhi golosi e la pelle salata. Perlomeno quando l'amaca era libera dalle evoluzioni del mammosauro Lorenzo spinto dal mentore ammaestrato alla bisogna, nientepopodimeno che il suo "Gilgameshone", quello che "sa tutte le cose del mondo".
Di sicuro in quei momenti le cose del mondo sapevano identificarsi nel qui e ora. E con Mistral si diceva, appunto: "Quelli che s'annoiano a non lavorare non li capisco."
L'avrei abbracciato, sarà perché io quelli che s'annoiano a non lavorare non li capisco. In effetti, sebbene il mio mestiere continui a piacermi, preferirei non esservi vincolato da ragioni economiche. Sembrano frasi alla Catalano, ma so per certo che esistono persone afflitte da cefalea ogniqualvolta si astengono dalle attività lavorative. Temo dipenda dalla scarsa capacità di rivolgere lo sguardo interiore verso ambiti diversi. Non dover necessariamente lavorare sarebbe un privilegio sfruttabile per coltivare senza remore passioni e interessi personali, per abbandonarsi all'otium, ma anche all'ozio puro e semplice.
I simboli sommi di quest'ultima opzione sono per me essenzialmente due: farsi radere dal barbiere e dondolarsi su un'amaca. In questa estate ricca di vacanze li ho sperimentati entrambi, il primo vicino alla casa in cui sono nato e l'altro, naturalmente, alla casa dell'amaca.
Godendo soavemente mi ci dondolavo prima e dopo ogni escursione su una nuova spiaggia, gli occhi golosi e la pelle salata. Perlomeno quando l'amaca era libera dalle evoluzioni del mammosauro Lorenzo spinto dal mentore ammaestrato alla bisogna, nientepopodimeno che il suo "Gilgameshone", quello che "sa tutte le cose del mondo".
Di sicuro in quei momenti le cose del mondo sapevano identificarsi nel qui e ora. E con Mistral si diceva, appunto: "Quelli che s'annoiano a non lavorare non li capisco."
01 settembre 2004
"Gaglieda, caput mundi"
Sono appena rientrato da un'escursione di pochi giorni nella mia Romagna natìa: valle del Bidente, Galeata, provincia di Forlì (sarebbe Forlì-Cesena oramai, ma ancora non mi ci abituo). Ci sono tornato dopo un'assenza di qualche anno, se escludiamo il funerale della nonnina due anni orsono.
Tutto bellissimo, addirittura entusiasmante, come se la mia terra mi avesse baciato.
Nota: la frase tra virgolette era la presa per il culo preferita di un mio zio toscano nei confronti di noi romagnoli appenninici e del paese che forte fa sentire il suo richiamo.
Tutto bellissimo, addirittura entusiasmante, come se la mia terra mi avesse baciato.
Nota: la frase tra virgolette era la presa per il culo preferita di un mio zio toscano nei confronti di noi romagnoli appenninici e del paese che forte fa sentire il suo richiamo.
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