La prima volta che ci feci caso, fu perché la udii dalla voce della moglie del presidente del consorzio del Centro archeologico della città di Grenoble. Se la godeva tutta, cantando a piena gola in un sorriso solare: "Lasiatemi k-hant-are / con la citàra in mano". Di quella canzone, non sgradevole da sentire una tantum, c'era da incensare un verso cui forse all'epoca non davamo adeguata importanza, quello di "un partigiano come Presidente" (eh, già, era proprio così)*.
Oggi, dopo ben oltre un quarto di secolo, la stessa melodia viene impiegata per uno spot pubblicitario che istiga a scommettere denaro sull'estrazione di alcuni numeri. Il testo è stato adeguato alla bisogna, per cui l'esigenza primaria passa dal canto al sogno. In effetti, si tratta di un comportamento talmente diffuso che non è difficile riconoscersi in quel "Lasciatemi sognare / sono un Italiano": capita anche a me, le volte in cui decido di buttare un euro tentando la sorte contro ogni ragionevole probabilità. Il sogno, chiaramente, è quello di risolvere ogni cosa in un istante e senza fatica.
Come antidoto alla doppia fallacia, mi ci vuole una voce ancora più antica, quella coi capelli bianchi di mia nonna, che ridendo ammoniva: "Chi dal lotto aspetta soccorso / mette il pelo come l'orso".
* Nota marginale: i mondiali di calcio si vincono quando in carica c'è un uomo proveniente dai partiti di sinistra (vedi Pertini per il 1982, vedi Napolitano per il 2006... quanto alla doppietta 1934-1938, beh, in fondo il puzzone era un ex socialista).
16 febbraio 2012
15 febbraio 2012
Due etti e mezzo di sillabe
L'erba e la terra dei giardinetti si erano già bevute quasi tutta la neve, il sole titillava la pelle invitando a scoprirla in spregio a ogni prudenza. Già lo sguardo saliva trasognato nell'improvviso azzurro. Trasvolami il tuo dire raggio dopo raggio, dis-astro lucente.
Pane fette biscottate marmellata uova biscotti, ma che lista è questa, riformulala. Non vale aggiungere al momento altra marmellata formaggio e cioccolato fondente con nocciole perché possa dirsi completa. Fa freddo, dice l'omino lì fuori che patisce più di te, nonostante i tuoi debiti. Svuotati le tasche degli spicci e la bocca di un saluto prima di ripartire con la spesa.
Il sole scintillava sui residui di neve sporca, invitando a scoprire il pregio dell'impudenza. Passi obliqui sui margini di ghiaccio croccante, immotivatamente ottimista, questione di accordi. Non credere però che la primavera arrivi in quattro e quattr'otto. Ci vorranno... beh, ci vorranno settimane, perché arrivi. Intere settimane, sì.
Pane fette biscottate marmellata uova biscotti, ma che lista è questa, riformulala. Non vale aggiungere al momento altra marmellata formaggio e cioccolato fondente con nocciole perché possa dirsi completa. Fa freddo, dice l'omino lì fuori che patisce più di te, nonostante i tuoi debiti. Svuotati le tasche degli spicci e la bocca di un saluto prima di ripartire con la spesa.
Il sole scintillava sui residui di neve sporca, invitando a scoprire il pregio dell'impudenza. Passi obliqui sui margini di ghiaccio croccante, immotivatamente ottimista, questione di accordi. Non credere però che la primavera arrivi in quattro e quattr'otto. Ci vorranno... beh, ci vorranno settimane, perché arrivi. Intere settimane, sì.
14 febbraio 2012
Sanvalentineggiandoti
Il cioccolato dovrebbe fungere da surrogato e non da materia prima in certe occasioni. Lo stesso dicasi, in un certo senso, di tutti i gesti e gli oggettini in qualche modo marchiati e macchiati dal festeggiamento coatto. Insomma: se ti viene voglia di festeggiarla quasi ogni giorno, allora festeggiala anche oggi, la cosa degli innamorati, altrimenti lascia perdere. Tutto ciò, naturalmente, se ti trovi nella compagnia giusta. Se no, fai altro, qualcosa che ti piaccia davvero. Per esempio, esci e prova ad accostarti alla musica per importare un pizzico della sua magia nei tuoi passi, almeno in parte, almeno un po'.
13 febbraio 2012
La milonga
Mi piace perché mette allegria, perché si balla in modo un po' scugnizzo, perché è bella da ascoltare.
--
http://it.wikipedia.org/wiki/Milonga
--
http://it.wikipedia.org/wiki/Milonga
12 febbraio 2012
Coincidenza degli opposti
Oggi trovi un nuovo lemma su Lessico da amare (che, come dice Alice, è "incredibilmente ancora attivo").
11 febbraio 2012
Prendersi il tempo
Il linguaggio aiuta a capire meglio la realtà, non solo a fissarne qualche punto. Le altre lingue aiutano a capire meglio alcuni meccanismi, non solo a segnare qualche punto.
Così, per esempio, sapere che in inglese per "trovare il tempo" lo si deve "prendere" (infatti si dice "to take the time") è utile per rifornirsi della determinazione necessaria a dettare i comportamenti giusti, quelli che ti evitano di rimandare i contatti affettivi a momenti migliori che non arriveranno mai da sé.
Pensa a quel che conta davvero e agisci subito. Vai a trovare i tuoi figli o i tuoi genitori o i tuoi amici o i tuoi amori, attuali o futuri. Poi, certo, dovrai recuperare il da farsi in orari imprevisti, ma avrai spazzato via per sempre le nubi del rimpianto.
Così, per esempio, sapere che in inglese per "trovare il tempo" lo si deve "prendere" (infatti si dice "to take the time") è utile per rifornirsi della determinazione necessaria a dettare i comportamenti giusti, quelli che ti evitano di rimandare i contatti affettivi a momenti migliori che non arriveranno mai da sé.
Pensa a quel che conta davvero e agisci subito. Vai a trovare i tuoi figli o i tuoi genitori o i tuoi amici o i tuoi amori, attuali o futuri. Poi, certo, dovrai recuperare il da farsi in orari imprevisti, ma avrai spazzato via per sempre le nubi del rimpianto.
10 febbraio 2012
Lampo senza flash
All'improvviso vedere in una parete il vuoto, dove invece andrebbe un quadro, un'immagine o una foto. Spazio bianco di solitudine da un divano poco comodo, subitanea coscienza di manchevolezze, negligenze, trascuratezze, deficienze nelle attenzioni da prestare al proprio nido. Finestre comunicative sempre aperte su mondi e spazi fino ad annullar distanze, ma limitata cura della tana. Caro mio orso inconsapevole, ponivi rimedio, dice il grillo un istante prima di sottrarsi alla martellata. Ho lavato il pavimento per ballarci meglio, dal mocio all'ocho, risponde garrulo il fessacchiotto. Garrulo te lo potevi risparmiare. Sì, in effetti, sì. Comunque, dacci dentro.
09 febbraio 2012
Carnevali ardenti
Tira in aria una manciata di coriandoli. Sono colorati, ma non a tinta unita: ciascuno di essi riporta un brano intero, scritto in caratteri microscopici, recante il destino di un desiderio. Guardali salire, indugiare nell'intervallo infinitesimo tra moto ascensionale e richiamo gravitazionale, leggili tutti insieme in un lampo d'intuizione comprensiva, soffia e ridi, solleva i muscoli e apri il fiato, ridi col viso e con gli occhi, ridi di ebbrezza. Poi lascia che ricadano, pioggia lievissima di carta variopinta. Carta carica, tu segretamente lo sai, di mille e mille e mille parole, parole di tutti e anche tue, parole di auspici e capricci, aneliti e concupiscenze, volontà di cupidi Cupidi. Non ripararti, non scansarti, non importa se al momento ti sembra che quei coriandoli non ti riguardino. Lascia che ti solletichino e poi lanciane un'altra manciata.
08 febbraio 2012
E poi dormire
A paralizzarti può essere la pigrizia, può essere il clima o qualche altra scusa, oppure può essere la congestione di quanto vorresti fare: troppe cose insieme nel tuo collo di bottiglia spaziotemporale, un qui e ora troppo obliato e poco obliterato. Se succede, è innanzitutto perché hai dimenticato di respirare come si deve, è perché vai in apnea trascurando di prendere fiato o di emetterlo fino in fondo. Poi, magari, è a causa dell'impazienza, del pensiero che s'aggancia alle pulsioni proiettandosi più avanti delle reali possibilità di attuazione (è l'altra faccia della medaglia di un atteggiamento fiduciosamente ottimista). Beh, non è che ci siano ricette pronte, se non affrontare le incombenze come diceva Churchill: "One by one", una alla volta. Compreso il dormire. Nighty-night, sleep tight.
07 febbraio 2012
Sgelami, grazie
Nel suo blog, Leah Dieterich scrive ogni giorno un bigliettino di ringraziamento. A qualsiasi cosa, perché c'è sempre qualcosa a cui essere grati: dalle canzoni che ti imbarazzi di apprezzare, alle palpebre pesanti che ti dicono quando hai bisogno di dormire; dalla compagnia aerea che ti permette di intrecciare una relazione a distanza, alla stazione radio che trasmettendo jazz ti fa sentire come in un film di Woody Allen; dagli amici agli amori, dalle felicità alle tristezze, Leah trova in ogni dove un motivo sufficiente a svolgere il suo quotidiano esercizio di gratitudine.
Ritengo sia un bell'esercizio e che serva a non dare niente per scontato.
Per esempio, hai pensato alla fortuna di tornare la sera in una casa riscaldata? Ringrazia la caldaia, se funziona. Comunque, battute a parte, il gelo fa gelare il cuore se si pensa a chi questa fortuna non ce l'ha.
Ritengo sia un bell'esercizio e che serva a non dare niente per scontato.
Per esempio, hai pensato alla fortuna di tornare la sera in una casa riscaldata? Ringrazia la caldaia, se funziona. Comunque, battute a parte, il gelo fa gelare il cuore se si pensa a chi questa fortuna non ce l'ha.
06 febbraio 2012
D'un tratto
Lascerò il corrimano mentre salirò e scenderò le scale a quattro a quattro, attraverserò di corsa il cortile scavalcando la rete per uscire sul retro e solcherò rapido i campi sbucando in nuovi sentieri costeggianti le molli zolle. Per fuggire lo farò, per sfuggire, per saltare, per evolvere. Per lanciarmi e per sganciarmi lo farò, per salvarmi. Schiverò i colpi saettanti, morderò il respiro accelerato, l'adrenalina si sarà mangiata la paura, sarò tutto vivo finché lo sarò, sarò tutto io, tutto lì e in quel mentre, tutto vivo veramente. Sarò un proietto più veloce dei proiettili, arriverò prima di me, perfino. Sarà tutto di colpo e tutto eterno come un infinito schiudersi in avanti. Sarà tutto quasi così nel futuro da saper davvero che cos'è il presente.
05 febbraio 2012
Se ti avvicini te lo racconto per bene
Il messaggero onirico sostiene che se ti sogno due volte è perché ho bisogno di te, è così che dice in caso di bis. Eppure non l'avrei detto, manco ci pensavo. Se due persone si sognassero a vicenda nella stessa notte, mi sono sempre chiesto, non è un po' come se si incontrassero davvero. E se, scoprendo tale porta, ritrovassero eden perduti, avrebbero la forza di volontà di tornare indietro, varcandola a ritroso. Non ci sono punti di domanda e nemmeno risposte, ma probabilmente non importa.
Mi torna in mente una vecchia canzone scritta per i Fragole e sangue. Non la incidemmo mai, ma ne ricordo almeno un'esecuzione dal vivo, credo fosse alla facoltà di architettura occupata, a Milano sul finire degli anni ottanta:
Mi torna in mente una vecchia canzone scritta per i Fragole e sangue. Non la incidemmo mai, ma ne ricordo almeno un'esecuzione dal vivo, credo fosse alla facoltà di architettura occupata, a Milano sul finire degli anni ottanta:
Sognami, io ci sarò
Ad assaporare te
Per aver gli umori tuoi
Addosso
Lete di magia
Guardami, ti penserò
A compenetrarmi in te
Perso negli amori ma
Indosso
Luci di magia
04 febbraio 2012
Tapparelle giù
Annusata dal balcone, oggi l'aria qui fuori, bianca di neve, sapeva di montagna.
Stanotte, bianca di luna ma umida e viola, è tutta intrisa di città.
È tutto troppo elettrico, meglio spegnere e immergersi tra le coltri.
Fino a domani e alla nuova luce riavvolgibile.
Stanotte, bianca di luna ma umida e viola, è tutta intrisa di città.
È tutto troppo elettrico, meglio spegnere e immergersi tra le coltri.
Fino a domani e alla nuova luce riavvolgibile.
03 febbraio 2012
(s)Tralci di vite
Con la scusa di san Biagio mi sono scofanato mezzo panettone semiartigianale. Che poi di Biagio, in vita mia, a parte l'amico vagabondo di Lilli, ho conosciuto superficialmente solo un signore, qualche decennio fa. Di lui non ricordo granché; molto, invece, della sua famiglia, anche perché per qualche anno abitammo nello stesso condominio: dei quattro figli, tutti belli, i due maschi furono scolari di mia mamma e una delle femmine fu compagna di classe di mia sorella. L'altra, pochi anni più grande di me, era un mito per noi fanciulli non ancora ragazzini e tale rimase anche in seguito, perfino quando la conobbi un po' più da vicino scoprendo tra l'altro qualche affinità negli ascolti musicali.
È che se qualcosa o qualcuno ti pare inarrivabile, puoi star certo che non ci arriverai, a meno che non sia la montagna stessa a venirti incontro. E tuttavia, nel momento in cui il fenomeno dovesse verificarsi, se starai lì a badare di non farti travolgere non riuscirai comunque a salire al volo sull'incredibile convoglio. Oppure, per ironia, talvolta di convogli ce ne saranno due nello stesso istante: nessun indugio sarà ammesso, ma non è improbabile che la scelta comporterà un successivo rimpianto.
È quanto successe, in tale vendemmia di vite sfiorate, quella domenica pomeriggio al cinema in cui, adolescemo, mi sedetti accanto a un nuovo batticuore destinato a durare tre settimane, anziché accondiscendere all'invito ansioso di una mano ancor più giovane di me che graziosamente mi stringeva il braccio salendo gli scalini.
Basta, altrimenti finirò per scofanarmi anche l'altra metà del panettone, tra un sorriso goloso e un pensiero leggiadro alla seconda figlia del santo del giorno.
È che se qualcosa o qualcuno ti pare inarrivabile, puoi star certo che non ci arriverai, a meno che non sia la montagna stessa a venirti incontro. E tuttavia, nel momento in cui il fenomeno dovesse verificarsi, se starai lì a badare di non farti travolgere non riuscirai comunque a salire al volo sull'incredibile convoglio. Oppure, per ironia, talvolta di convogli ce ne saranno due nello stesso istante: nessun indugio sarà ammesso, ma non è improbabile che la scelta comporterà un successivo rimpianto.
È quanto successe, in tale vendemmia di vite sfiorate, quella domenica pomeriggio al cinema in cui, adolescemo, mi sedetti accanto a un nuovo batticuore destinato a durare tre settimane, anziché accondiscendere all'invito ansioso di una mano ancor più giovane di me che graziosamente mi stringeva il braccio salendo gli scalini.
Basta, altrimenti finirò per scofanarmi anche l'altra metà del panettone, tra un sorriso goloso e un pensiero leggiadro alla seconda figlia del santo del giorno.
02 febbraio 2012
Tre, due e dieci
Di mamma ce n'è una sola, ma io ne ho avute tre. Colei che patì per farmi nascere (grazie!), sua sorella mia zia mia omonima, e la mia nonnina. Tre perché tutte e tre mi hanno badato da piccolo. Anzi, fosse stato per loro, non avrebbero mai smesso (e in un certo senso, davvero non hanno smesso mai).
Oggi, scivolando su una lastra di marmo nascosta sotto un immacolato strato di neve, ho ruzzolato cavandomela senza danni: mi son girato come fossi un gatto e ho messo giù le mani ridendo, tutto in un istante, senza quasi nemmeno il tempo di spaventarmi. Oggi, due febbraio, fanno dieci anni che quella coi capelli bianchi non c'è più.
Stasera ho ripensato a quella volta che da piccolo caddi sul ghiaccio trascinandomela e a come per tanti anni, nonostante le mie rassicurazioni, continuò a sentirsi in colpa per il mio sopracciglio rotto nell'impatto. Stasera ho riso di nuovo pensando che magari c'era anche lei lì oggi, quando me la sono cavata senza danni e ridendoci su.
Oggi, scivolando su una lastra di marmo nascosta sotto un immacolato strato di neve, ho ruzzolato cavandomela senza danni: mi son girato come fossi un gatto e ho messo giù le mani ridendo, tutto in un istante, senza quasi nemmeno il tempo di spaventarmi. Oggi, due febbraio, fanno dieci anni che quella coi capelli bianchi non c'è più.
Stasera ho ripensato a quella volta che da piccolo caddi sul ghiaccio trascinandomela e a come per tanti anni, nonostante le mie rassicurazioni, continuò a sentirsi in colpa per il mio sopracciglio rotto nell'impatto. Stasera ho riso di nuovo pensando che magari c'era anche lei lì oggi, quando me la sono cavata senza danni e ridendoci su.
01 febbraio 2012
Giùperstizioni
In tempi di pezzi di web che svaniscono (tipo splinter che va in schegge), annoto che la memoria di noi unità al carbonio rimane sfiziosa per capacità di permanere, perlomeno finché alzheimer non ci separi.
La cosuccia portafortuna di pronunciare le parole "rabbit rabbit" appena svegli il primo del mese me la ricordavo da un vecchio blog della primissima ora, ocurréncia (di Valentina "bellachioma" Tampellini). Solo in seguito ne cercai e trovai una spiegazione più ampia su Wikipedia, spiegazione comprendente la formula "rabbit, rabbit, white rabbit". Stamane mi è venuta in mente e alle labbra; di lì alla canzone, il passo è breve come un blip. Feed your head (and your blog).
--
Nota: qui sopra non ho inserito i link al blog menzionato perché fanno scattare una segnalazione di malware. In verità, visitandoli non mi è successo alcunché (ho antivirus e firewall AVG), ma ci ho tenuto ad avvisare.
Sono questi: 1° luglio 2002 (Rabbit! Rabbit!) e ocurréncia (home page, aggiornata al febbraio 2007).
La cosuccia portafortuna di pronunciare le parole "rabbit rabbit" appena svegli il primo del mese me la ricordavo da un vecchio blog della primissima ora, ocurréncia (di Valentina "bellachioma" Tampellini). Solo in seguito ne cercai e trovai una spiegazione più ampia su Wikipedia, spiegazione comprendente la formula "rabbit, rabbit, white rabbit". Stamane mi è venuta in mente e alle labbra; di lì alla canzone, il passo è breve come un blip. Feed your head (and your blog).
--
Nota: qui sopra non ho inserito i link al blog menzionato perché fanno scattare una segnalazione di malware. In verità, visitandoli non mi è successo alcunché (ho antivirus e firewall AVG), ma ci ho tenuto ad avvisare.
Sono questi: 1° luglio 2002 (Rabbit! Rabbit!) e ocurréncia (home page, aggiornata al febbraio 2007).
31 gennaio 2012
La tavolata
Ecco il nuovo indirizzo del blog collettivo Zu-ppa-zu-ppa–ppa (in rete dal gennaio 2003), recuperato in extremis grazie all'intervento di occhivispi prima della definitiva chiusura di Splinder.
--
Grazie mille anche a chi ha offerto aiuto e disponibilità rispondendo all'appello nei commenti o in privato.
--
Grazie mille anche a chi ha offerto aiuto e disponibilità rispondendo all'appello nei commenti o in privato.
30 gennaio 2012
Nostalgia del futuro
Certe volte verrebbe da pensare quanto possa essere utile e bello disporre di un backup della nostra vita. Una copia di riserva per essere sicuri di saperne ripercorrere tutti i momenti e gli intrecci. Poi però ci si rende conto che non sarebbe comunque l'originale e che non ha senso fermarsi ai miraggi. Meglio cercare un'oasi, ove ombra d'ambra sia a dissetare i sensi.
29 gennaio 2012
Anish Kapoor
Apprezzamento estetico, esperienza sensoriale, escursione metafisica, segmento di tragitto nella conoscenza di sé e nella reinterpretazione della realtà: tutto questo, che idealmente potrebbe contraddistinguere un capolavoro artistico, si trova, anzi si vive nell'opera di Anish Kapoor.
Visto che la mostra è stata prorogata fino al 31 gennaio 2012, la sua installazione Dirty Corner rimarrà esposta alla Fabbrica del vapore di via Procaccini 4 a Milano ancora per qualche giorno.
Puoi guardarla, entrarci, ascoltarne i riverberi sonori, che comprenderanno i tuoi. L'ho fatto ieri sera, lasciandomi suggestionare senza filtri, senza approfondimenti preventivi né informazioni precise e ha funzionato.
Poi sono entrato nella saletta di proiezione, dove ho seguito il video di 22 minuti realizzato da Christina Clausen, in cui è l'artista stesso a presentarsi, illustrando le sue sperimentazioni e i risultati materiali e immateriali che ne derivano ("il conoscere passa attraverso il fare").
La sua è arte vera, con valore estetico e cognitivo, arte connessa alla sua fruizione sociale, prodotto concettuale che s'innesta nella realtà generando godimento e sapere aggiunto, mistero e intuizione.
Alla fine ho ripercorso il tunnel e arrivato in fondo ho canticchiato una canzone rivolto a quel grembo buio. Ho sorriso ascoltando la mia voce rimbalzare e pervadere tutto quanto. Si sentiva da tutte le parti, mi hanno detto.
Visto che la mostra è stata prorogata fino al 31 gennaio 2012, la sua installazione Dirty Corner rimarrà esposta alla Fabbrica del vapore di via Procaccini 4 a Milano ancora per qualche giorno.
Puoi guardarla, entrarci, ascoltarne i riverberi sonori, che comprenderanno i tuoi. L'ho fatto ieri sera, lasciandomi suggestionare senza filtri, senza approfondimenti preventivi né informazioni precise e ha funzionato.
Poi sono entrato nella saletta di proiezione, dove ho seguito il video di 22 minuti realizzato da Christina Clausen, in cui è l'artista stesso a presentarsi, illustrando le sue sperimentazioni e i risultati materiali e immateriali che ne derivano ("il conoscere passa attraverso il fare").
La sua è arte vera, con valore estetico e cognitivo, arte connessa alla sua fruizione sociale, prodotto concettuale che s'innesta nella realtà generando godimento e sapere aggiunto, mistero e intuizione.
Alla fine ho ripercorso il tunnel e arrivato in fondo ho canticchiato una canzone rivolto a quel grembo buio. Ho sorriso ascoltando la mia voce rimbalzare e pervadere tutto quanto. Si sentiva da tutte le parti, mi hanno detto.
28 gennaio 2012
Dimmi di sci
Non è certo un tormento
sciar nella tormenta
sebbene sia veloce
la pista che era lenta
Mi beo di questo spasso
sciando a più non posso
e al Passo della Croce
non mi spaventa il rosso
La neve intanto cade
ma dove vuoi che vada
ammanta tutto quanto
è quella la sua strada
Sulla vallata affaccio
coi fiocchi sulla faccia
e ne respiro il canto
che tanto mondo abbraccia
La cima è una pagoda
la vista mia ne gode
una magia soffusa
e la risata esplode
Però mi manca il sole
stanotte dormo solo
e senza le tue fusa
è come stare al polo
sciar nella tormenta
sebbene sia veloce
la pista che era lenta
Mi beo di questo spasso
sciando a più non posso
e al Passo della Croce
non mi spaventa il rosso
La neve intanto cade
ma dove vuoi che vada
ammanta tutto quanto
è quella la sua strada
Sulla vallata affaccio
coi fiocchi sulla faccia
e ne respiro il canto
che tanto mondo abbraccia
La cima è una pagoda
la vista mia ne gode
una magia soffusa
e la risata esplode
Però mi manca il sole
stanotte dormo solo
e senza le tue fusa
è come stare al polo
Iscriviti a:
Post (Atom)
