31 gennaio 2012

La tavolata

Ecco il nuovo indirizzo del blog collettivo Zu-ppa-zu-ppa–ppa (in rete dal gennaio 2003), recuperato in extremis grazie all'intervento di occhivispi prima della definitiva chiusura di Splinder.

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Grazie mille anche a chi ha offerto aiuto e disponibilità rispondendo all'appello nei commenti o in privato.

30 gennaio 2012

Nostalgia del futuro

Certe volte verrebbe da pensare quanto possa essere utile e bello disporre di un backup della nostra vita. Una copia di riserva per essere sicuri di saperne ripercorrere tutti i momenti e gli intrecci. Poi però ci si rende conto che non sarebbe comunque l'originale e che non ha senso fermarsi ai miraggi. Meglio cercare un'oasi, ove ombra d'ambra sia a dissetare i sensi.

29 gennaio 2012

Anish Kapoor

Apprezzamento estetico, esperienza sensoriale, escursione metafisica, segmento di tragitto nella conoscenza di sé e nella reinterpretazione della realtà: tutto questo, che idealmente potrebbe contraddistinguere un capolavoro artistico, si trova, anzi si vive nell'opera di Anish Kapoor.

Visto che la mostra è stata prorogata fino al 31 gennaio 2012, la sua installazione Dirty Corner rimarrà esposta alla Fabbrica del vapore di via Procaccini 4 a Milano ancora per qualche giorno.
Puoi guardarla, entrarci, ascoltarne i riverberi sonori, che comprenderanno i tuoi. L'ho fatto ieri sera, lasciandomi suggestionare senza filtri, senza approfondimenti preventivi né informazioni precise e ha funzionato.

Poi sono entrato nella saletta di proiezione, dove ho seguito il video di 22 minuti realizzato da Christina Clausen, in cui è l'artista stesso a presentarsi, illustrando le sue sperimentazioni e i risultati materiali e immateriali che ne derivano ("il conoscere passa attraverso il fare").
La sua è arte vera, con valore estetico e cognitivo, arte connessa alla sua fruizione sociale, prodotto concettuale che s'innesta nella realtà generando godimento e sapere aggiunto, mistero e intuizione.

Alla fine ho ripercorso il tunnel e arrivato in fondo ho canticchiato una canzone rivolto a quel grembo buio. Ho sorriso ascoltando la mia voce rimbalzare e pervadere tutto quanto. Si sentiva da tutte le parti, mi hanno detto.

28 gennaio 2012

Dimmi di sci

Non è certo un tormento
sciar nella tormenta
sebbene sia veloce
la pista che era lenta

Mi beo di questo spasso
sciando a più non posso
e al Passo della Croce
non mi spaventa il rosso

La neve intanto cade
ma dove vuoi che vada
ammanta tutto quanto
è quella la sua strada

Sulla vallata affaccio
coi fiocchi sulla faccia
e ne respiro il canto
che tanto mondo abbraccia

La cima è una pagoda
la vista mia ne gode
una magia soffusa
e la risata esplode

Però mi manca il sole
stanotte dormo solo
e senza le tue fusa
è come stare al polo

27 gennaio 2012

La memoria non sfuma

Maus di Art Spiegelman è un romanzo a fumetti molto particolare: racconta l'Olocausto attraverso la biografia del padre dell'artista, ebreo polacco sopravvissuto ad Auschwitz, da lui intervistato.

Gli ebrei sono raffigurati come topi umanizzati, i nazisti sono gatti (disumani), i (kapò) polacchi maiali, gli americani cani. La storia è molto efficace, pregnante, bella nella sua drammaticità, autentica nell'evitare edulcorazioni: capace di mostrare, accanto all'assurdità dell'orrore complessivo, le piccole meschinità presenti in tutti gli esseri umani in difficoltà, dunque anche nelle vittime.


Fino al 5 febbraio 2012, l'opera è presentata in 26 pannelli esposti alla mostra "I Fumetti della Memoria: Maus e Giorgio Perlasca", aperta allo Wow Spazio Fumetto in viale Campania 12 a Milano, infoline 02-49.52.47.44, ingresso gratuito.

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Ah, siccome certi deficienti credono di lavarsi la coscienza ascrivendo ogni atrocità "agli altri", non trascuriamo in guardare la sozzura in casa nostra, ricordando i campi di concentramento italiani: quelli di Fossoli, Bolzano, Trieste (Risiera di San Sabba) e tutti gli altri.

Senza dimenticare la vergogna delle leggi razziali, emanate da Mussolini nel 1938 e accettate o comunque non abbastanza contrastate da noi "Italiani-brava-gente", forse perché nessuno aveva ancora meditato su parole come queste:

Als die Nazis die Kommunisten holten, / habe ich geschwiegen; / ich war ja kein Kommunist.
Als sie die Sozialdemokraten einsperrten, / habe ich geschwiegen; / ich war ja kein Sozialdemokrat.
Als sie die Gewerkschafter holten, / habe ich nicht protestiert; / ich war ja kein Gewerkschafter.
Als sie die Juden holten, / habe ich nicht protestiert; / ich war ja kein Jude.
Als sie mich holten, / gab es keinen mehr, / der protestieren konnte.


Martin Niemöller (1892 – 1984)

Quando i nazisti vennero per i comunisti,
io restai in silenzio;
non ero comunista.

Quando rinchiusero i socialdemocratici,
rimasi in silenzio;
non ero un socialdemocratico.

Quando vennero per i sindacalisti,
io non feci sentire la mia voce;
non ero un sindacalista.

Quando vennero per gli ebrei,
rimasi in silenzio;
non ero un ebreo.

Quando vennero per me,
non era più rimasto nessuno
che potesse far sentire la mia voce.

26 gennaio 2012

Più che un post, un appello

Tra pochi giorni, il 31 gennaio, Splinder chiuderà. Su quella piattaforma, aperta sul finire del 2002, sbarcai a gennaio 2003 su loro richiesta. Era gestita da un manipolo di giovanotti in gamba: riuscirono a creare l'alternativa italiana a blogspot e furono di fatto corresponsabili dell'incremento numerico di bloggatori nel nostro paese. Siccome avevo già un blog personale (dal 5 luglio 2002), pensai di aprirne colà uno collettivo e nacque Zu-ppa-zu-ppa--ppa (La tavolata), che annunciai così.
Ora, è pur vero che tutto passa, ma mi dispiacerebbe che tutto quanto andasse perduto, anche perché, soprattutto nei primi anni di vita, quel convivio telematico registrò una notevole vivacità, con tanto di insigni partecipazioni nell'ambito dell'italica blogselva. Quindi, se sai come fare e ti va di aiutarmi a salvare il tutto trasmigrando (su wordpress o su blogspot, come ti viene meglio), fammi un fischio via e-mail, grazie.

25 gennaio 2012

Vals di baci

Ballare il tango vals senza esserne capaci è particolarmente frustrante: il 3/4 innesca automaticamente la voglia di far girare la dama; tuttavia, non sapendo come fare, il principiante si limita ad abbozzare i soliti passi, adeguandoli al tempo ma senza riuscire a interpretare la musica in modo degno o almeno sufficiente.
Un po' come quando, ai tempi delle elementari, giocando a nascondino in cortile ci si rifugiava nelle cantine del palazzo, sia per non essere visti da chi "stava sotto", sia per approfittare dell'intimità e baciarsi sulla bocca con la bambina di turno. Sulla bocca come vedevamo nei film, incuriositi e un po' emozionati. Solo che dopo un po', non sapendo il fatto della lingua, ci si scocciava del pur gradevole contatto labiale e si tornava a giocare, magari con un "liberi tutti" quasi fuori tempo massimo.
È consolatorio il pensiero che se abbiamo imparato a baciare, potremo imparare anche a muovere i passi giusti. O no?
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Sintesi musicale: Edgardo Donato, Con tus besos
("coi tuoi baci la vita è più bella", dice)

24 gennaio 2012

Impara l'arte e imparane un'altra

Tutto quello che impari ti potrà servire. Quando insegno, ripeto questa frase agli studenti scettici o recalcitranti. Lo faccio perché ci credo: la vita è lunga e se non è lunga è larga e comunque non puoi prevedere cosa ti succederà e che cosa ti troverai a fare, né con esattezza se una capacità ti sarà meno utile di un'altra.
Per esempio, quando alla scuola interpreti ci obbligarono a imparare a battere a macchina, consideravo con una certa sufficienza la dattilografia; invece, scrivere usando 10 dita si sarebbe poi rivelato essenziale per il mio lavoro (traduzioni, revisioni, scrittura a comando), non tanto per la velocità (c'è chi si vanta di battere velocissimo usando due o quattro o sei dita), ma perché solo in questo modo è possibile farlo senza guardare la tastiera.
L'altro punto è che considero un valore la voglia di imparare qualcosa di nuovo e trovo che riuscire a trasmettere a qualcuno un briciolo di curiosità in più per il mondo sia il primo indispensabile successo didattico.

23 gennaio 2012

Good-bye, David

Tanti anni fa, a proposito dei colleghi traduttori appartenenti alla mailing list Langit (da me frequentata per parecchi anni in passato), scrivevo di un'allegra brigata che nell'ubiquità si fa fulgido esempio di commistione, coabitazione di differenze negli atteggiamenti e nell'essere, nella comunicazione con l'altro e nella percezione del mondo. Dei veri meticci culturali, della cui amicizia sono orgoglioso.

Oggi ho saputo che uno di loro, David Henderson, non c'è più. Nel tentativo di contrastare il gelo che mi ha pervaso nell'apprendere la notizia della sua morte, ho scritto dopo tanto tempo un messaggio in lista:
David è stato una persona preziosa: impeccabile a livello professionale (ho avuto la fortuna di collaborare con lui in diverse occasioni), propositivo nelle interrelazioni (uno dei migliori esempi di partecipazione utile nelle varie liste), simpaticissimo nei momenti conviviali (ripercorro con la memoria i primissimi raduni di Langit e sono ricchi di risate e discorsi, nonché di ottimi brindisi), capace in ogni occasione di mettere la sua intelligenza e l'acume analitico al servizio di ogni conversazione (anche una telefonata amichevole si arricchiva delle sue analisi socio-economico-culturali sull'ambito professionale e cittadino, di cui aveva colto in anticipo l'effervescenza). Per come l'ho conosciuto, David è uno che ha saputo vivere con gusto l'esistenza e la parola.
Condividere il dolore è servito a sgelarmi, ma ravvivando il ricordo è subentrata l'incredulità.


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Ne scrivono anche:
- Gianni Davico, David Henderson, in memoriam e David, il commiato
- Maria Cristina Caimotto, Un ricordo di David Henderson

22 gennaio 2012

Qualcuno si può vergognare

Esiste un termine tedesco, fremdschämen, che significa "sentirsi in imbarazzo per qualcun altro" (lo scoprii grazie a Urri). Un sentimento che in alcune persone è talmente amplificato da manifestarsi in modalità esorbitante anche alla visione di un film: per esempio, assale mio figlio quando assiste alle figuracce di Coliandro e devasta la mia (ex)cognata davanti ad alcuni personaggi interpretati da Peter Sellers (Clouseau e Hrundi V. Bakshi).
In questi casi, vedere insieme una commedia sarà doppiamente piacevole non solo per il noto effetto della condivisione, ma perché le reazioni di tali spettatori innescheranno un ulteriore divertimento (ignoro se sia già stato coniato un nuovo termine tedesco per definirlo). Così è stato ieri sera guardando in dvd lo spassoso Nessuno mi può giudicare, di Massimiliano Bruno. Se non l'hai visto, mi sento di consigliartelo, perché nell'evoluzione delle vicende c'è una miscela riuscita di satira, verità e buoni sentimenti. Verità come quella delle fiabe, nel senso inteso da Italo Calvino.
Su youtube si trova l'inizio del film, una decina di minuti che oltre a comprendere una delle scene cult con Rocco Papaleo, definiscono immediatamente toni e situazione.

21 gennaio 2012

Neve

Ho visto l'alba e ho visto il tramonto. In mezzo, una bellissima giornata sugli sci. Tre anni che non li mettevo ai piedi e sono tornato sano e salvo!
Mentre i pargoli saettavano in alto insieme al loro prof-allenatore, mi avventuravo con il dovuto timore sulla pista blu (roba facile, in quel di Foppolo, ma nient'affatto banale per me), contento di riuscire a cavarmela senza danni. Poi un'ora di lezione con il maestro Eugenio e hop, su a Montebello e giù per la pista rossa (dalla parte abbordabile, quella della canalina). Indi, chiacchierata sulla seggiovia con la sconosciuta Elena e via libera mentale anche alla parte più ripida della rossa, alla quale poi ho preso gusto per il resto del pomeriggio. Infine, sciata conclusiva con Lorenzo e una sua compagna dal nome d'astro (che roba pensare a come si ribaltano i ruoli in pochi anni, con lui, il patatino, a preoccuparsi ora che io me la cavassi nella discesa anziché il contrario).
Bellissima giornata grazie anche alla rifulgente accoglienza di cielo e sole, scatenatisi dopo il saluto mattutino della falce di Luna. Domani i muscoli si lamenteranno, ma la dolenzia non mi toglierà il compiacimento.

20 gennaio 2012

Un lento con un suo perché

Mentre lavoro, tranne che nelle fasi più delicate in cui necessito della massima concentrazione, ascolto sempre musica in sottofondo. Uno dei modi più comodi e vari per farlo è seguire blip.fm, una sorta di trasmissione musicale perpetua a cura degli stessi utenti, in cui scegli tu chi e come ascoltare: il flusso di quel che stanno proponendo tutti gli altri blipper o i tuoi dj preferiti, oppure la tua selezione personale.
Ieri mi ha lambito l'orecchio una melodia che ho poi rilanciato, chiedendomi come mai mi suonasse tanto familiare: ho pensato a vecchie trasmissioni radiofoniche, alle colonne sonore dei film, senza però riuscire a identificare un legame specifico. Poi mi è venuto in mente: quella canzone da piccolo la sentivo e la vedevo canticchiare, fischiettare e ballare dai miei genitori. Ora so che è un brano scritto nel 1939 da Alberto Domínguez e lanciato dall'orchestra di Xavier Cugat l'anno seguente. S'intitola Perfidia: trova qualcuno con cui ballarlo guancia a guancia lasciandosi accarezzare dal sorriso.

19 gennaio 2012

Radio web

In rete ce ne sono tantissime, grandi e piccole, a coprire praticamente tutti i gusti. Il giovedì dalle 20 alle 22 (tipo adesso), però, l'appuntamento che ti consiglio è quello con radio 2.0, l'unica che trasmette dalla Val Brembana, l'unica che ha al microfono Mikel (alias lo Sghembo, già Pallone d'Achille). Alterna musica, letture, cazzate, poesia, momenti cult, goduriosi brani da film... Insomma, non perdertelo il suo On The Mike (e se te lo perdi, ascoltalo in replica il venerdì dalle 16 alle 18).

18 gennaio 2012

Come ti vuoi

In giornate come queste, tra freddo e galaverna, tra smog e neve chimica(*), in cui ti svegli al buio e non vai oltre la semiluce prima che il buio di nuovo torni, in giornate come queste che sembrano condensarsi in un lungo crepuscolo poco respirabile, magari tenderesti a gettare la spugna e inchiocciolarti lungo la cupa spirale che gira a chiudersi; eppure, se ci pensi, quasi di sicuro puoi individuare qualche momento rilucente, dalle piccole soddisfazioni impreviste ai caldi contatti amichevoli, dal piacere di un pasto gustoso al tepore ritrovato, dal godimento prospettato alle risate condivise, dal discorrere affettuoso alle letture avvincenti, sì, puoi ripercorrere la sfilata degli istanti fino a riaccenderti incontrando in posti improbabili uno di quei sorrisi perfetti, capaci di bucare la nebbia; e raccontarlo, poi, a chi la nebbia la perfora anche solo attraversandola con la voce. Musica, un po', e buonanotte.

17 gennaio 2012

Link a voce e poi baci

Certe volte parlo a link. Intendo: non solo in rete. Me ne sono accorto anche oggi, chiacchierando a fine seduta con la logopedista, da cui sto andando per accelerare il completamento del recupero vocale e predisporre l'auspicato riavvio canoro, anche se quest'ultimo è un orizzonte che continua a spostarsi.
Mentre parlavamo del senso di impotenza che si patisce nei confronti della situazione generale e delle distorsioni del sistema finanziario globale, a voce le ho "linkato", descrivendolo, un grafico di xkcd: Money, che rende con precisione l'idea e la realtà degli scarti dimensionali tra i dollari e le migliaia, i milioni, i miliardi e i trilioni di dollari (se clicchi sull'immagine che si aprirà la potrai ingrandire a piacimento, percorrerne l'enormità e poi dirmi che effetto ti fa).
Poi però, siccome non mi voglio dar per vinto nemmeno di fronte all'ineluttabile, ho scoccato una scintilla di speranza con un altro link, quello al post di Sphera che parla dei cantieri e delle vie misteriose al fare.
Fare, nel nostro piccolo e nella nostra quotidianità, è quel che possiamo e che dovremmo. Pur senza dimenticarsi di essere.
Ah, la mia logopedista mi è stata simpatica fin dalla prima visita, quando la convinsi a prescrivermi dei baci sul suo ricettario ufficiale, baci terapeutici che erano stati promessi e che attendo di riscuotere ;-)

16 gennaio 2012

È così che va

A specchio a specchio a specchio a specchio, da lì a qua e di qui a là, è così che va il rimbalzo degli sguardi e delle identità tra due pupille che rimiran lo stupore da fusione dentro l'estasi dell'effusione, se questa è intera e vera. Specchio nero di pupilla, nero in campo variopinto, che s'abbevera d'effluvi e sensi che rimpiattano il mistero, di pelle in ghiandola tra ormoni e cuore. Ebbrezza, scintilla il vento di raggi rapiti e ti mi vedo, io/te, nuvola di palpiti. Buio. L'intreccio d'una caviglia e la mano che annulla i timori. Sarò nittalope, testimone di bellezza ritrosa. Musica. Parole di note, a specchio (a specchio).

15 gennaio 2012

È pur sempre gennaio

Stamattina all'alba, accompagnando a Cernusco sul Naviglio la Caju all'appuntamento con la sua squadra di rugby che oggi pesterà il fango in Emilia, abbiamo visto la galaverna e mi è tornato in mente un racconto (so che l'avevo già menzionato anni fa, ma non sono stato in grado di ritrovare il post).
Siccome il blog di urlandofuriosa in cui era apparso in origine sembra in dismissione o in transizione, l'ho recuperato e copiato sul tumblr: s'intitola Gelicidio.

14 gennaio 2012

Come un ventaglio

Ho già scritto che la mia visione del mondo è un "boh" entusiasta, ma di recente, addirittura, e senza un motivo particolare, percepisco il mondo come un ventaglio che si sta aprendo. Senza vederlo lo immagino come se sbocciasse, visualizzandolo sento come se crescesse la superficie dell'esistenza. Manto che respira, diaframma ispirato, costato che espande l'inspirazione, finché un giorno con la G maiuscola suonerà l'accordo giusto illuminando il Sol dell'avvenire. Quel giorno saprai che tutto era lì già da prima, nulla è mai sparito: solo, stava piegato e ripiegato, pronto come il mantice a soffiare sulle braci antiche, toccante come l'ampia fisarmonica, portata ad accompagnarne il ravvivarsi. Una spanna dopo l'altra si distende la visione di quel che è stato, è, sarà, non ora, non ieri, non ieri l'altro; non settimane né mesi né anni, ma fuori dal tempo.

* ...in time, over time, beyond Time

13 gennaio 2012

:-)

Dal sardonico umorismo di Mastroianni & Hart:
- Un regalo dal mio agente!
"Alcuni scrittori vengono apprezzati ancora di più dopo che hanno lasciato questo mondo."
- Carino. Cosa c'è nella scatola?
- Un cappio.
...alla levità della "micidiale logica stringente dei bambini" proposta da Frasistoriche:
Ilaria, guardando le iscrizioni sui morti in una chiesa dell’Alto Adige:
“Ma moriamo tutti vero?”
Mamma: “Certo, Ilaria”
Lei scrolla le spalle: “Be', non oggi!”, e se ne va.

"Non oggi": quello scrollare di spalle si tramuta qui in un respiro di sollievo per chi oggi è uscito indenne dall'anestesia chirurgica, l'ennesima nei suoi 80 anni.

12 gennaio 2012

Goduta basica

Come dice Giulia Blasi, contrariamente a quanto insegna il porno, per il buon sesso occorre innanzitutto l'ascolto, per capire come, cosa, quando e quanto.
In questo senso è davvero simile al tango, ballo in cui non puoi andare per conto tuo, perché o lo fai insieme o non esiste.
Certo che, in entrambi i casi, un minimo sindacale ci deve pur essere. E in entrambi i casi, la pratica condivisa è meglio, in tutti i sensi, di quella solitaria.


a cura di Giulio Pianese

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