17 aprile 2014
Cambiando di posto la erre e la gi
Quest'allergia comunque non è niente, perché poi passa, così come sta passando l'abbassamento di voce, mica come quella volta di quattro anni e mezzo fa, quando ciccai l'unica reunion dei Fragole & Sangue vent'anni dopo.
Quella volta, in coda al matrimonio del nostro tastierista, decidemmo di esibirci in alcuni nostri brani d'epoca e sebbene non li avessimo mai più provati da allora, riuscimmo a eseguirli con un buon impatto sonoro, a parte la voce, porcaccia la miseria, perché quel giorno le mie corde vocali sembravano in sciopero. Diedi la colpa all'allergia (all'ambrosia) e solo qualche mese dopo venni a sapere la vera causa.
Una di queste notti ho sognato proprio di dovermi riesibire con i Fragole & Sangue, ma di accorgermi all'ultimo momento di non avere minimamente ripassato i testi, che nel sogno non ricordavo bene. E sarebbe stato un peccato, perché il pezzo da suonare era Che è rimasto?, l'unico che ci rammarichiamo di non aver mai registrato in studio. Ma prima o poi lo ricanterò, in sogno o da sveglio, non so.
Quanto all'allergia, basta un piccolissimo anagramma per sorriderne.
P.S.: o anche una minifilastrocca.
18 aprile 2012
Aesculus pavia - ippocastano (var. a fiori rossi)
Sul finire del pomeriggio, costeggiando il parco Nord tra un acquazzone e l'altro, ho rallentato fino quasi a fermare l'auto: era di nuovo il momento della fioritura e ho sorriso tra me e me.
Due anni fa, quando scattai quelle foto, anche il cuore stava fiorendo di illusioni nonostante le difficoltà del momento. Ho cullato dolcemente il ricordo, ma senza struggermi e dicendomi che il tempo dei petali non muore mai, che da qualche parte è sempre primavera. Basta non smettere di stupire e prima o poi capiterà nuovamente di tramutare l'allergia in allegria.
20 aprile 2007
Allergia, allegria!
I bimbi son stati tutti bravissimi, quelli veloci come schegge ma anche le patatone che durante i 30 metri piani sono tornate indietro a raccogliere il cappellino caduto, raddoppiando i tempi. Si sono divertiti da matti, specialmente dopo aver superato l'emozione iniziale. Così sono giunti al salto in lungo esaltati e tranquilli, un ossimoro che li ha portati a prestazioni super. "Mi hanno dato centoquavrantadue, papi!" (Evvai pasticcio, t'avrei incoraggiato comunque, ma davvero 1 m e 42 da fermo secondo me è niente male).
Biglietto d'ingresso personalizzato: una crisi allergica da lacrimazione e starnuti a raffica per qualche ora, finché non ho potuto guadagnare un po' di pace con una lunga doccia.
Torna più che mai in auge il Lamento dell'allergico, che ripesco dal sito dei Maltusiani&C:
Il polline impera,
attendo la sera,
ma senza collirio
è tutto un delirio.
Di qui alla vendemmia
sarà la bestemmia
il sol corollario
a questo sudario.
23 aprile 2021
Per il soffio d'un soffione
Ha iniziato a prudermi il naso solo a guardarlo, quel tarassaco, o dente di leone, detto soffione nella sua veste bianca, quando i petali diventano piume pronte a diffondersi. Mi ha fatto prudere il naso solo a guardarlo disperdersi nella brezza, ed era solo un filmato.
Penso sia l'effetto ritardato del lockdown duro dell'anno scorso, quando rintanati per mesi non abbiamo disturbato le proliferazioni naturali e queste si son moltiplicate esageratamente, per noi allergici, giungendo a molestarci in modo massiccio con una dozzina di mesi di ritardo.
Non ho alcuna pezza d'appoggio per sostenere una tesi del genere, naturalmente, ma perché non sparare un'ipotesi a caso, tra un prurito e l'altro e poco prima di assumere un antistaminico, pratica che malgrado le sofferenze avevo totalmente sdegnato per anni, lustri, decenni.
Sarà l'allergia, mi dico, a peggiorarmi l'umore e a incrementare l'insofferenza, ma so che in fondo non è vero, so che ci sono vari motivi, più o meno seri, a condizionarmi rendendomi un cuorcontento a intermittenza, con momenti non brevissimi in cui s'interrompe il sorriso.
Naturalmente si tratta di un periodo, di situazioni transitorie, ma poiché tutto è transitorio, la consolazione è solo parziale e il transito che s'attende è quello dal "Via!", come a un Monopoli quadrimensionale, per poter ricominciare un nuovo giro.
In tale attesa convivono impazienza e apprensione. Impazienza di riacquisire la facoltà di vivere tutte le normali pratiche più stimolanti, avvolgenti e soddisfacenti. Apprensione per quel che potrà essere o negarsi, o essere e poco dopo nuovamente negarsi.
Nel frattempo mi gratto il naso e in ogni caso ci sorrido su.
29 marzo 2011
Bestiaccia
Cala la palpebra, vado a sciacquar la faccia, poi esco sul balcone dove mi trovo sempre a metà del cielo, di qua l'azzurro di là le nubi, che oggi sembrano voler seguire l'arco del sole per fargli da alabastro.
Ma cos'è 'sta sonnolenza, cos'è questo languore, sarà l'età o la primavera, sto per chiedermi, quando mi ricordo della maledetta zanzara che alle 4.55 m'ha svegliato per sempre, riaddormicchiarmi non vale come vero riposo, specialmente se il naso chiuso da presumibile allergia al cloro impedisce una soave respirazione. E va be', insomma, cosa vuoi che sia una zanzara, dove può portarti una luce accesa nel cuor del buio per darle la caccia... è che le associazioni d'idee son malandrine e insinuano lo struggimento dove la stanchezza lascia varchi.
Dunque non resta che scoprire un pezzo da ascoltare e lasciare che il pensiero vaghi attorno a formule di desiderio, tipo questa, magari: "Fammi fermare il tempo, fammi andare avanti e indietro nel tempo, a piacimento. Fammi fermare dove mi è piaciuto stare. Fammi restare lì per sempre. Per sempre."
Che poi so già che non accetterei, che vivere voglio vivere davvero, voglio, e per vivere davvero si va avanti e fino in fondo, si va, però... ma è tutta colpa delle associazioni d'idee, maledetta zanzara, e di un letto semivuoto.
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Ribadisco anche qui l'attribuzione precisando che la formula presa a prestito è di Flounder.
20 maggio 2014
12 settembre 2006
Respirare
[rif.: commenti post precedente]
P.S.: l'espressione "post precedente" è talmente assurda che ho voluto lasciarla vivere.
