La data: venerdì 21 settembre 2007
I dati:
- cosa: concerto Blubaluba
- dove: Appaloosa, in viale Europa, 35 a Cusago (MI)
- chi: tu, tu e tu (e noi) ...e anche tu, e chi vuoi
- come: scegli pure se arrivare lì solo per il concerto oppure venirci anche a cena (tel. 029016071, 3405700328, 3394065911)
- perché: per la musica e i sorrisi, per le buone vibrazioni, per le pupe e per i ritmi, per il ballo e le parole, per le note e per i picchi di passione e groove & love
P.S.: il posto è grande, spargi pure la voce.
17 settembre 2007
14 settembre 2007
5768
Dammi mele, dammi miele
per ungermi la bocca al mattino
di un nuovo anno
Dammi pane, parole piane
a nutrire
la comprensione del tempo
che ha da passare
Troppa sete, dove siete
fresche acque
dilavanti
fino all'oblio di sé
Dove vola e tinge in viola
le frequenze
e nell'aria le carezze
accese, sempre.
per ungermi la bocca al mattino
di un nuovo anno
Dammi pane, parole piane
a nutrire
la comprensione del tempo
che ha da passare
Troppa sete, dove siete
fresche acque
dilavanti
fino all'oblio di sé
Dove vola e tinge in viola
le frequenze
e nell'aria le carezze
accese, sempre.
10 settembre 2007
Lacquadellagopunge?
Tonifica conforto in genere gelida i se e i ma al freddo sole magnifico quanto gli occhi di lago e la presunta giro stellata in mente musica sulla spruzzi manca d'acqua il solo sale in aperto epoca ad agio della canzoni riascolti l'occhio nostra stanco entra il galleria coi ricordi ed in esce seguendo dal barca tunnel pensiero.
N.B.: in attesa di rimettere ordine, vai di cibo e musica.
N.B.: in attesa di rimettere ordine, vai di cibo e musica.
05 settembre 2007
Appello tecnico
Diverse persone mi segnalano difficoltà ad accedere ai commenti qui.
Il sistema in uso è Haloscan e personalmente non noto disservizi o stranezze.
Chi mi dà un'idea su possibili conflittualità tecniche o interferenze telematiche cui porre rimedio?
Se per caso non riesci a rispondere nei commenti, scrivimi, grazie.
Primi aggiornamenti: per qualcuno (come Bhuidhe) è possibile intervenire solo cliccando sui commenti che appaiono nella colonna sinistra del blog; nessun problema invece per chi (come Broono) usa Firefox e XP.
(grazie intanto anche a Mi, Narsil, E.l.e.n.a., Su, Patti, Ivano, Alliandre, Lisa, Pispa, Gnamina e Carlo per le segnalazioni)
Il sistema in uso è Haloscan e personalmente non noto disservizi o stranezze.
Chi mi dà un'idea su possibili conflittualità tecniche o interferenze telematiche cui porre rimedio?
Se per caso non riesci a rispondere nei commenti, scrivimi, grazie.
Primi aggiornamenti: per qualcuno (come Bhuidhe) è possibile intervenire solo cliccando sui commenti che appaiono nella colonna sinistra del blog; nessun problema invece per chi (come Broono) usa Firefox e XP.
(grazie intanto anche a Mi, Narsil, E.l.e.n.a., Su, Patti, Ivano, Alliandre, Lisa, Pispa, Gnamina e Carlo per le segnalazioni)
03 settembre 2007
Ripresentarsi a settembre
Il libro l'ho pure già letto, ma l'altra volta mi son talmente divertito alla presentazione che faccio il bis e vado lì martedì 4 settembre 2007 alle 21, allo spazio Libreria della Festa dell'Unità a Lampugnano (rinunciando a Goran Bregovic... Bolo, non so se mi spiego).
Insieme a Luigi Bolognini, a parlare del suo La squadra spezzata ci saranno Gianluca Gasparini della Gazzetta dello Sport, lo storico John Foot (che si è occupato anche molto della Bovisa) e l'urbanista Stefano Boeri. Spero di ritrovare là anche Antonio Silva, spettacolare ex prof al Liceo di Meda, tra l'altro.
Insieme a Luigi Bolognini, a parlare del suo La squadra spezzata ci saranno Gianluca Gasparini della Gazzetta dello Sport, lo storico John Foot (che si è occupato anche molto della Bovisa) e l'urbanista Stefano Boeri. Spero di ritrovare là anche Antonio Silva, spettacolare ex prof al Liceo di Meda, tra l'altro.
30 agosto 2007
Auto demo
Oggi abbiamo fatto demolire la Ford Fiesta, malgrado la Caju e soprattutto Lorenzo non vi si volessero rassegnare. Ci ha accompagnati Fraps, che ha avuto la luminosa idea di far staccare i due marchi dall'auto affinché i piccoli se ne venissero via con qualcosa, tipo quando uno si porta l'urna del defunto a casa. Ha funzionato!
29 agosto 2007
L'essenziale
Lo si scrive d'agosto da quelle parti.
Anche quest'anno, ho letto le istruzioni e ho contribuito.
P.S.: indirettamente ho istigato la mia cara cognatina, che però, frettella com'è, ha inserito il suo contributo in luogo non deputato; sentendomi responsabile, ne riporto qui le parole:
Anche quest'anno, ho letto le istruzioni e ho contribuito.
P.S.: indirettamente ho istigato la mia cara cognatina, che però, frettella com'è, ha inserito il suo contributo in luogo non deputato; sentendomi responsabile, ne riporto qui le parole:
È il gusto di ascoltare una luce dolce come una soffice piuma.
Cinzia
26 agosto 2007
18 agosto 2007
Vibracall
Qua in Italia non si può fare un cazzo che subito si viene a sapere. Sono le parole di Beppe, che sta a magna' a Trastevere, in trasferta vacanziera con la famigliola.
Il fatto è che ci ho parlato per puro caso: tu immagina di chiamare una persona che abita dalle tue parti e che casomai crederesti in vacanza su qualche isola. Una cui non telefoni mica tanto spesso, una che poi di solito lo tiene spento, l'aggeggio. Ecco, invece mi risponde: Siamo qui con tuo fratello. Dove? A Roma. Bello, che coincidenza!
Pensavi fosse la vibrazione di famiglia, Germana, ma avevo semplicamente voglia di sentirti. Anche per colpa di tuo papà e di Cochi e Renato, lo ammetto. Buon appetito e a presto.
P.S.: tu sul blog scrivi questi fattarelli, ma ti sembra il caso? Sì.
Il fatto è che ci ho parlato per puro caso: tu immagina di chiamare una persona che abita dalle tue parti e che casomai crederesti in vacanza su qualche isola. Una cui non telefoni mica tanto spesso, una che poi di solito lo tiene spento, l'aggeggio. Ecco, invece mi risponde: Siamo qui con tuo fratello. Dove? A Roma. Bello, che coincidenza!
Pensavi fosse la vibrazione di famiglia, Germana, ma avevo semplicamente voglia di sentirti. Anche per colpa di tuo papà e di Cochi e Renato, lo ammetto. Buon appetito e a presto.
P.S.: tu sul blog scrivi questi fattarelli, ma ti sembra il caso? Sì.
14 agosto 2007
L'alba sulla ruota
Letteralmente, è stato come venire alla luce. Partendo dal basso, dal centro delle cose, sudandosela e vivendosela anziché limitarsi a osservare dall'alto (analogo concetto espresse Janis Joplin in un'intervista, a proposito del proprio coinvolgimento sul palco).
Sveglia nel cuore della notte, in auto dalla Val di Fiemme fino al passo Costalunga, e via, una volta calzati gli scarponi e impugnata una torcia, su per il sentiero n. 548, sperando di non essere troppo in ritardo per gli spettacoli (quello naturale e quello umano).
In un'ora e mezza ce l'abbiamo fatta, mia sorella Tere ed io; la salita, il bosco, la salita, il costone, la salita, il chiarore, la salita, il rifugio. Alla fine, maglietta maglia e giacca a vento quasi strizzabili, due foto, un cambio veloce e via libera agli spettacoli: quello del sol levante un tantino ritardato dalle nuvole, quello di David Riondino e Gianluca Petrella, seppur contrastato dal freddo, puntuale e interessante.
Il trombonista jazz accompagnava in modo estroso la lettura di alcune filastrocche di Ernesto Ragazzoni e di un testo di Mark Twain. All'umorismo surreale del "Verme solitario", della "Laude dei pacifici lapponi e dell'olio di merluzzo" e del "Lamento delle locomotive che vorrebbero andare al pascolo" del poeta novarese, ai suggestivi spunti del "Viaggio in paradiso" del geniale autore americano restituiti dalla voce di Riondino, facevano da contrappunto i suoni che Petrella estraeva dal suo mutevole strumento con l'ausilio di un paio di sordine. Rumori mimetici e versi, rapidissime scale be-bop mascherate da cicalecci, richiami leggeri come nuvole, pungenti quanto l'aria, più chiari dell'albeggiare semioscurato. Strani, certo, per un orecchio convenzionale ("E se i ne fasèse 'na bela sonada?" reclamava una signora seduta a breve distanza sul prato), ma sempre un passo più in qua dello straniamento. Perché lì si era presenti, tutti quanti, specialmente dopo la scrematura dovuta a luogo e orario.
A conclusione, uno splendido blues in cui il trombone a tiro giocava a botta-e-risposta con l'eco gentilmente restituita dalle montagne, liete di quell'accarezzamento.

Poi ho capito il motivo principale dell'estrema fatica che a un certo punto mi aveva obbligato a passettini minuscoli, come avessi dovuto mettere la ridotta: al di là delle poche ore di sonno e dello scarso o nullo allenamento, c'è un dato di fatto insindacabile:
- passo di Costalunga: altitudine slm 1753 m
- rifugio Roda di Vaèl: altitudine slm 2280 m
...con un dislivello di oltre 500 metri, non solo mi capisco, ma mi compiaccio.
Sveglia nel cuore della notte, in auto dalla Val di Fiemme fino al passo Costalunga, e via, una volta calzati gli scarponi e impugnata una torcia, su per il sentiero n. 548, sperando di non essere troppo in ritardo per gli spettacoli (quello naturale e quello umano).
In un'ora e mezza ce l'abbiamo fatta, mia sorella Tere ed io; la salita, il bosco, la salita, il costone, la salita, il chiarore, la salita, il rifugio. Alla fine, maglietta maglia e giacca a vento quasi strizzabili, due foto, un cambio veloce e via libera agli spettacoli: quello del sol levante un tantino ritardato dalle nuvole, quello di David Riondino e Gianluca Petrella, seppur contrastato dal freddo, puntuale e interessante.
Il trombonista jazz accompagnava in modo estroso la lettura di alcune filastrocche di Ernesto Ragazzoni e di un testo di Mark Twain. All'umorismo surreale del "Verme solitario", della "Laude dei pacifici lapponi e dell'olio di merluzzo" e del "Lamento delle locomotive che vorrebbero andare al pascolo" del poeta novarese, ai suggestivi spunti del "Viaggio in paradiso" del geniale autore americano restituiti dalla voce di Riondino, facevano da contrappunto i suoni che Petrella estraeva dal suo mutevole strumento con l'ausilio di un paio di sordine. Rumori mimetici e versi, rapidissime scale be-bop mascherate da cicalecci, richiami leggeri come nuvole, pungenti quanto l'aria, più chiari dell'albeggiare semioscurato. Strani, certo, per un orecchio convenzionale ("E se i ne fasèse 'na bela sonada?" reclamava una signora seduta a breve distanza sul prato), ma sempre un passo più in qua dello straniamento. Perché lì si era presenti, tutti quanti, specialmente dopo la scrematura dovuta a luogo e orario.
A conclusione, uno splendido blues in cui il trombone a tiro giocava a botta-e-risposta con l'eco gentilmente restituita dalle montagne, liete di quell'accarezzamento.
Poi ho capito il motivo principale dell'estrema fatica che a un certo punto mi aveva obbligato a passettini minuscoli, come avessi dovuto mettere la ridotta: al di là delle poche ore di sonno e dello scarso o nullo allenamento, c'è un dato di fatto insindacabile:
- passo di Costalunga: altitudine slm 1753 m
- rifugio Roda di Vaèl: altitudine slm 2280 m
...con un dislivello di oltre 500 metri, non solo mi capisco, ma mi compiaccio.
11 agosto 2007
Filiazioni
"Sono i figli a farci nascere come genitori", direi parafrasando L'uomo nel quadro, un blogger d'antan tanto determinato a far perdere le proprie tracce da negarsi perfino alla Wayback Machine, quasi fosse indietreggiato spazzando il terreno con un ramo frondoso, tipo i pellerossa nei classiconi western.
Genitori, in effetti, prima non lo eravamo, come non lo erano i nostri prima che noi nascessimo. Esseri umani, sì: piccoli, cresciuti, maturi, grandi, pusillanimi, pigri, meschini, generosi, egoisti, egotisti, simbiotici, empatici, erranti, smarriti, radiosi, eccitati, incitabili, retti, giusti, corretti, imbroglioni, bugiardi, puri, stupiti, entusiasti, matti, stupidotti, adorabili, tutti quanti fallaci, tutti quanti perciostesso perfettibili e a distanza addirittura perfetti se visti nell'ambra eternizzante dell'evoluzione o sotto il vetrino universale della casualità.
Poi l'entrata in ruolo, voluta e cercata o capitata, e in coscienza non sapremmo quanto necessaria sia, davvero, l'incoscienza, perché la responsabilità assunta non gravi come piombo sull'intimo benessere. Quanto auspicabile sia la facoltà di immergersi nel presente istante per istante, capaci di riaffiorare al respiro sorridente anziché farsi affondare dalle paure del calcolo futuro, futile e inutile scusa, se ci pensi bene ma bene.
Insomma: un bel casino al quadrato, perché c'è quello normale della tua vita più quelli delle vite che per via di tale condizione sono legate a te; però è bello, questo te lo posso dire e sottoscrivere.
Bello, sì, ma non credere finisca lì. Perché, tanto per ribadire come si possa imparare sempre e da tutti, tento di non dimenticare mai il monito insito in una vecchia canzone di Vasco Rossi, Deviazioni: Credi che basti avere un figlio per essere un uomo e non un coniglio?
No, e quindi il casino diventa al cubo. Ma saprai continuare a smussarlo, ti dico, fino a farlo tondeggiare, ti dico, per divertirsi un po' a rotearci sopra e dentro e intorno, come bimbi, con i bimbi e anche da soli nel sole.
Genitori, in effetti, prima non lo eravamo, come non lo erano i nostri prima che noi nascessimo. Esseri umani, sì: piccoli, cresciuti, maturi, grandi, pusillanimi, pigri, meschini, generosi, egoisti, egotisti, simbiotici, empatici, erranti, smarriti, radiosi, eccitati, incitabili, retti, giusti, corretti, imbroglioni, bugiardi, puri, stupiti, entusiasti, matti, stupidotti, adorabili, tutti quanti fallaci, tutti quanti perciostesso perfettibili e a distanza addirittura perfetti se visti nell'ambra eternizzante dell'evoluzione o sotto il vetrino universale della casualità.
Poi l'entrata in ruolo, voluta e cercata o capitata, e in coscienza non sapremmo quanto necessaria sia, davvero, l'incoscienza, perché la responsabilità assunta non gravi come piombo sull'intimo benessere. Quanto auspicabile sia la facoltà di immergersi nel presente istante per istante, capaci di riaffiorare al respiro sorridente anziché farsi affondare dalle paure del calcolo futuro, futile e inutile scusa, se ci pensi bene ma bene.
Insomma: un bel casino al quadrato, perché c'è quello normale della tua vita più quelli delle vite che per via di tale condizione sono legate a te; però è bello, questo te lo posso dire e sottoscrivere.
Bello, sì, ma non credere finisca lì. Perché, tanto per ribadire come si possa imparare sempre e da tutti, tento di non dimenticare mai il monito insito in una vecchia canzone di Vasco Rossi, Deviazioni: Credi che basti avere un figlio per essere un uomo e non un coniglio?
No, e quindi il casino diventa al cubo. Ma saprai continuare a smussarlo, ti dico, fino a farlo tondeggiare, ti dico, per divertirsi un po' a rotearci sopra e dentro e intorno, come bimbi, con i bimbi e anche da soli nel sole.
28 luglio 2007
Stacca 'a lignaaa!
Vado a mettermi in coda, verso le Dolomiti, in giovane compagnia.
A presto (facciamo tra una dozzina di giorni, salvo sorprese).
A presto (facciamo tra una dozzina di giorni, salvo sorprese).
26 luglio 2007
Naso per aria
Sono tornati i vacanzieri, giusto in tempo per guardare insieme dalla finestra lo spettacolo della congiunzione Giove-Antares (allineati quasi in verticale), con la Luna a far da damigella.
Descrizione e immagine da Asgard News (in fondo al post).
Descrizione e immagine da Asgard News (in fondo al post).
23 luglio 2007
In diretta
Uh, il sole sta per scendere verso il tramonto e quindi lascia fuoriuscire dalla coltre di nubi una striscia d'oro... è come un'alba al contrario (dall'alto).
18 luglio 2007
In fila per sei col resto di due
Tutto grazie al fatto che non mi strozzò il cordone ombelicale attorcigliatosi in troppo fervido abbraccio.
E grazie al fato che non fu impaziente.
E anche a chi mi aiutò a uscire.
E a chi mi tirò su.
A chi mi sfoderò.
A chi mi allattò.
Chi mi passeggiò.
Mi fece crescere.
E ridere.
Ascoltare.
Sorridere.
Conoscere.
Decidere.
Fidarmi.
Cantare.
Amarmi.
Sognare.
E grazie al fato che non fu impaziente.
E anche a chi mi aiutò a uscire.
E a chi mi tirò su.
A chi mi sfoderò.
A chi mi allattò.
Chi mi passeggiò.
Mi fece crescere.
E ridere.
Ascoltare.
Sorridere.
Conoscere.
Decidere.
Fidarmi.
Cantare.
Amarmi.
Sognare.
17 luglio 2007
13 luglio 2007
Cambiare il mondo
Secondo me è una cosa che si può tentare, cui si deve tendere attraverso l'azione personale, fatta soprattutto di piccoli gesti quotidiani.
Gnamina magari è un po' plateale, però la scintilla giusta ce l'ha.
Gnamina magari è un po' plateale, però la scintilla giusta ce l'ha.
11 luglio 2007
Prima che scolorisca
Ho il timbrino sul polso. Già un po' sbiadito, sebbene non abbia fatto nulla per lavarlo via.
Ingresso a sottoscrizione, il punginò che funziona, lo sguardo a cercare gli amici, troppa gente, non li vedo, cerco e trovo il passeggino, eccolo, eccoci, rieccoci. Piccole tribù che si ritrovano, la cascina ne fu teatro, ma ora l'organizzazione è tutt'altra cosa rispetto a quei tempi. Eh, per molti di questi qua il gruppo che si è rimesso insieme significa rievocazioni vecchie di un decennio, ma per me, per noi, sono cose di vent'anni fa o quasi a riaffiorare.
E intanto si chiacchiera, si brinda (riauguri, Paolo), ci si racconta a fondo seppure in massima sintesi, finché il piccino Gabriele fa da orologio segnando l'ora del rientro. Ho il privilegio di accompagnarli all'auto tenendolo in braccio e lui si abbandona sorridente e fiducioso (è il terzo abbraccio speciale della settimana, dopo quello aderentissimo di Simone, un angioletto che si finge monello e dopo il lungo saluto supercalamitoso di Lorenzo in partenza per queste prime vacanze da separati di fatto).
Quando rientro, il concerto si è messo sui binari che preferisco, quelli dei pezzi storici, sarà perché li conosco meglio o perché aiutano nell'ennesimo processo retrospettivo, col ventaglio dei ricordi che si apre con la forza di un flash riproponendo alla memoria emotiva tutto quel che è riposto e che non salta alla luce se non fai il gesto.
Grazie dunque alla colonna sonora, suonata con cuore e partecipazione dai Ritmo Tribale.
Ingresso a sottoscrizione, il punginò che funziona, lo sguardo a cercare gli amici, troppa gente, non li vedo, cerco e trovo il passeggino, eccolo, eccoci, rieccoci. Piccole tribù che si ritrovano, la cascina ne fu teatro, ma ora l'organizzazione è tutt'altra cosa rispetto a quei tempi. Eh, per molti di questi qua il gruppo che si è rimesso insieme significa rievocazioni vecchie di un decennio, ma per me, per noi, sono cose di vent'anni fa o quasi a riaffiorare.
E intanto si chiacchiera, si brinda (riauguri, Paolo), ci si racconta a fondo seppure in massima sintesi, finché il piccino Gabriele fa da orologio segnando l'ora del rientro. Ho il privilegio di accompagnarli all'auto tenendolo in braccio e lui si abbandona sorridente e fiducioso (è il terzo abbraccio speciale della settimana, dopo quello aderentissimo di Simone, un angioletto che si finge monello e dopo il lungo saluto supercalamitoso di Lorenzo in partenza per queste prime vacanze da separati di fatto).
Quando rientro, il concerto si è messo sui binari che preferisco, quelli dei pezzi storici, sarà perché li conosco meglio o perché aiutano nell'ennesimo processo retrospettivo, col ventaglio dei ricordi che si apre con la forza di un flash riproponendo alla memoria emotiva tutto quel che è riposto e che non salta alla luce se non fai il gesto.
Grazie dunque alla colonna sonora, suonata con cuore e partecipazione dai Ritmo Tribale.
06 luglio 2007
Lustro, come nuovo
Ieri, dunque, furono cinque anni dalla prima bloggata. Niente bilanci perché vado avanti come càpita, ma una domanda, tanto per sapere: ho già maturato il diritto alla pensione minima?
01 luglio 2007
R. di Ponente
Spesso chiedo a Lorenzo: qual è la cosa più bella che hai fatto oggi? Per indurlo a soffermarsi sugli eventi positivi anziché sugli unici sei minuti di noia che per lui però sono talmente insopportabili da andare a coprire il cielo del ricordo breve come brandelli estesi di nuvolaglia. E allora diciamolo: giornata luuuunga, oggi, ma per alcuni motivi ne è valsa la pena. È valsa la pena di alzarsi alle cinque, di passare diverse ore in auto sia all'andata sia al ritorno, di fare quelli del mordi-e-fuggi, di sorvolare su varie ed eventuali sulle quali sorvolo anche qui.
Ricomposta per l'occasione la formazione familiare completa, siamo stati dalla Cajuina, che è in colonia, tutta elettrizzata e divertita, ma ben contenta dell'annunciata visita domenicale. E il primo motivo-per-cui è proprio lei, che prima saluta dal vetro e poi ti getta le braccia al collo, affettuosa e coi capelli morbidi e splendidi. Poi quello di una giornata al mare, che per fortuna è meglio di quanto racconta la bella canzone del roco astigiano. Una giornata al mare e stai nei colori e nei suoni presenti, presente tra le movenze e gli spruzzi vivi. Una giornata al mare e per me vuol dire bagno non appena possibile, e al mattino sono bastate poche bracciate per portarmi in zona discreta, cavarmi il costume e nuotare nudo come mi piace. Così, perché mi piace, mica per piantare una bandierina sexy su Andora.
Ricomposta per l'occasione la formazione familiare completa, siamo stati dalla Cajuina, che è in colonia, tutta elettrizzata e divertita, ma ben contenta dell'annunciata visita domenicale. E il primo motivo-per-cui è proprio lei, che prima saluta dal vetro e poi ti getta le braccia al collo, affettuosa e coi capelli morbidi e splendidi. Poi quello di una giornata al mare, che per fortuna è meglio di quanto racconta la bella canzone del roco astigiano. Una giornata al mare e stai nei colori e nei suoni presenti, presente tra le movenze e gli spruzzi vivi. Una giornata al mare e per me vuol dire bagno non appena possibile, e al mattino sono bastate poche bracciate per portarmi in zona discreta, cavarmi il costume e nuotare nudo come mi piace. Così, perché mi piace, mica per piantare una bandierina sexy su Andora.
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