30 aprile 2026

Aprile, aprile

Aprile, apri le braccia, aprile. Ma aprile è durato solo 20 minuti, è appena arrivato e già se ne va via. Uh, è vero, certo, se lo paragoni ai 40 e più giorni di gennaio. In realtà, però, se ti guardi indietro e soprattutto se ti guardi dentro, ci sono più istanti in quei venti minuti che in tre o quattro vite. Cioè, se li sai vedere. Oh, è vero, certo, se lo guardi di traverso, in sezione, e se lo affetti finissimo, come una tac, gli istanti paiono infiniti. A dire il vero, se anche tenessi gli occhi chiusi e semplicemente ricordassi, le intensità gioiose e dolorose si moltiplicherebbero a dismisura, ben oltre la tua capienza. Hai ragione, o meglio, è una coincidentia oppositorum, una sagra dell'indeterminatezza, un qui e ora che si fa eterno, nel bene e nel male. Insomma: la vita, le vite. Dunque: ad aprile, apri le braccia, àprile.  

01 marzo 2026

29 febbraio

Beh, in effetti mi sarebbe servito un giorno in più. E quando non? Il tempo sembra non essere mai abbastanza, in termini di minuti, ore, giorni, anni...

Viene da lamentarsi, certo, invece converrebbe ribaltare la prospettiva e considerare il limite come risorsa. Me l'hanno detto di recente a un corso di formazione, ed è in un certo senso la riformulazione di quanto affermava il mio ex-suocero parlando della vita: "Se non ci fosse una fine, che sfizio ci sarebbe?"

Il tempo e lo spazio sono probabilmente infiniti, ma non nella nostra vita materiale. Lì siamo continuamente obbligati a decidere, a scegliere cosa e dove, non potendo contare su ubiquità e sincronia. Nel tempo come pure nello spazio, insomma, per noi c'è sempre un limite. Occorre riconoscerlo, accettarlo, sfruttarlo in modo consapevole. Altra via non c'è.

Il limite si rivela risorsa utile anche nella scrittura: limite come vincolo (rima, metrica) o limite quantitativo (numero di caratteri, parole, righe). Utile perché funziona nell'attivazione del pensiero, laddove ci si ingegna per adattarvisi, per farsi capire rispettando la capienza. Un'attivazione che ci porta oltre, accompagnandoci a mete impreviste, fino a un dire di cui in partenza non sapevamo. 

31 gennaio 2026

Perché il tango?

Di recente mi è stata posta la domanda: "Por qué el tango? Cuéntame un poco si quieres."

La risposta breve è semplice: perché è una cosa che o si fa insieme o non esiste. 

...

Ricordo i tempi in cui, sentendo di amici che andavano a lezione di tango, non mi capacitavo del fatto che potessero rinunciare, che so, a una spaghettata in compagnia in virtù di quell'impegno, che mi pareva tutt'altro che imprescindibile. 

All'epoca per me l'ambito musicale era occupato soprattutto dai palchi di vari locali in cui mi esibivo con le band per le quali cantavo, divertendomi un mucchio. Per parecchi anni ancora continuai, finché un problemino alle corde vocali si rivelò determinante nell'obbligarmi a smettere (in effetti, scoprii ben presto che si trattava di carcinoma, per fortuna preso in tempo e curato perfettamente a suon di radioterapie, ma con esiti nefasti sulle mie qualità vocali). 

Fu a quel punto, a distanza di un paio d'anni dal mio ultimo concerto, che mi lasciai tentare da una prova gratuita di questo tango nei confronti del quale diverse persone mi avevano incuriosito. Era in una palestra vicino a casa e non potevo trovare scuse. Certo, la prova era solo una camminata in coppia, con la ballerina che procedeva all'indietro tenendo le mani sulle mie spalle: l'abbraccio era di là da venire, ma subito mi affascinò quel ballo in cui ci si muoveva in sincrono e la breve esperienza fu sufficiente a farmi percepire che il tango fosse una cosa che o si fa insieme o non esiste. 

La coppia di insegnanti, nella mia ignoranza totale, mi pareva bravissima. In verità, fu una fortuna la carenza di pecunia che mi indusse a rinunciare all'iscrizione al corso: quei due, belli e aitanti (bellissima lei, aitante lui), avrebbero insegnato zumba l'ora successiva e qualcos'altro ancora quella dopo. In pratica, si limitavano a insegnare passi imparati a memoria, senza poter trasmettere quel che ignoravano: l'essenza del tango. 

Dopo quella volta, per un paio di mesi partecipai a tutte le presentazioni di corsi gratuite che si tenevano in zona, finché approdai a una sala in viale Monza, nella sede del Circolo di Unità Proletaria, dove all'epoca insegnavano Antonio e Anna, che furono i miei primi veri maestri. Quindi posso dire di aver mosso i miei primissimi maldestri passi di tanguero sul piso del Tangoy, storica milonga milanese che felicemente continua a ospitare serate alle quali partecipo di frequente. 

Da allora sono passati un bel po' di anni e ho fatto esperienza con altri maestri e maestre di tango, ma da più di un lustro devo molto agli insegnamenti di Luis Rojas, che continuo a seguire. In effetti, è come per lo studio di uno strumento musicale: più progredisci, più ti accorgi del bisogno di migliorare e affinarti. 

Oggi mi capita spesso di ballare con tanguere che un tempo mi parevano irraggiungibili, ma anche di scoprirne di nuove. Sovente mi dicono che in milonga sorrido sempre: non credo sia vero, ma di certo sono contento per la musica che non mi ha mai stufato e per gli abbracci che talvolta mi rapiscono. Insomma, ballare tango mi pare irrinunciabile e alla domanda "Perché il tango?" risponderei: "E perché no?".

28 dicembre 2025

Buone Feste

Un po' frammentate, saltabeccando tra gli affetti data l'impossibilità di radunarli, ma belle, grazie a ciascuno e a tutti.

Ora un po' frammentato risulta pure il viaggio, con un lungo scalo a Barcellona in attesa di decollare per Granada, che ci mostrerà le sue delizie e alcune sue milonghe. 

30 novembre 2025

Ma poi

Avrei voluto scrivere chissà cosa e chissà quanto, ma poi mi sono dedicato ad altro. 

Tante belle cose, belle anche quelle faticose. 

31 ottobre 2025

Se odo sento

La musica mi fa viaggiare nel tempo: con potenza irresistibile, ovemai volessi resisterle, mi conduce ad attraversare d'incanto d'un tratto intere epoche. Così, di nota in onda, respirando il sogno, sorvolo ere del mio vissuto e guardo come lo rivivo nella memoria fatta d'istanti vicini al mio essere e divenire, in entrambe le direzioni della cronologia del sentire. 

03 settembre 2025

Uno sguardo diverso

Se mi dici che la luna è giusto un pezzo di roccia in cielo, come potrei darti torto?

Se però ti faccio notare che basta un po' di luce riflessa perché assuma sembianze incantevoli, potresti contraddirmi?

Forse, dico forse, dipende da come posi lo sguardo, il tuo sguardo poetico. Uno sguardo diverso, fatto di versi a rime cromatiche, magari baciate; talvolta ovvie se non banali, talora nutrite da brillantezze insolite, colte anche dove non te le saresti aspettate. 

Poggia lo sguardo, ma occhio, che poi ti sorride il cuore.

02 settembre 2025

Umberto e Carmen

Senza di loro, non ci sarei stato. Però non è l'unico motivo per cui sono grato ai miei genitori. Come ho già scritto in precedenza (vedi sotto per i link), sono stati così bravi da fare sembrare tutto normale, da farci dare per scontato il fatto che tutti i genitori fossero come loro con i figli. 

Ora, tra uno scroscio di pioggia e bei raggi di sole, ripensando a loro due e a quanto ci hanno trasmesso senza bisogno di verbalizzazioni, quel che brilla come sintesi è, in una parola, l'affettuosità; e parallelamente, la naturalezza di una buona disposizione nei confronti del mondo circostante. Perché i piccoli guardano a come sei, non a ciò che dici. 

Anniversario (2003)

Oggi sposi, qualche anno fa (2006)

Tanti così (2012)

Piccole nicchie di bellezza (2013)

Le prime volte (2019)

01 settembre 2025

Un like ai licheni

Durante una passeggiata poco sopra il lago di Garda, tra Muslone (frazione di Gargnano) e Piovere (frazione di Tignale), ho fotografato dei licheni di una forma per me sorprendente. Oggi ho mostrato l'immagine alle mie colleghe che insegnano scienze. Sì, perché oggi abbiamo dato inizio all'anno scolastico venticinque-ventisei. 




01 agosto 2025

Wow (/waʊ/)

Gli ultimi wow (/waʊ/) di luglio mi sono usciti ballando tango alla Wandelhalle di Merano, grazie alla bella musica e soprattutto alle tanguere. 

I primi wow (/waʊ/) di agosto mi sono usciti ritornando nella notte verso la val di Fiemme, quando lungo la statale 48 ho accostato, spento i fari, e rivolto lo sguardo alla meraviglia stellata sopra di me, gioiosamente stupito come ogni volta. 

30 luglio 2025

Presente passato futuro di qui e lì

Il modo in cui posi lo sguardo sul tempo e sullo spazio: quella è la tua età interiore. 

Naturalmente, si tratta di un parametro variabile, capace di cambiare anche nel corso della stessa giornata: è giusto e bello che allo stupore entusiasta degli occhi bambini si alterni la saggezza del saper ricorrere al disincanto. 

Sul tempo: pregna di ricchezza è l'abilità di allargare i minuti o di ridurre i decenni, l'arte di far sbocciare i petali eterni di un singolo istante o di riabbracciare la campitura di quasi tutto il proprio vissuto. 
Il prezzo? Una inebriante miscela di gioia e malinconia, cui non reggono i troppopieno delle emozioni, fino alla sensazione di smarrimento galattico. 
Il rimedio? Come quasi ogni cosa: il dosaggio. 

Sullo spazio: dalle cartine geografiche ai paesaggi, ogni stimolo innesca la voglia di andare. 
Il prezzo? Spesso troppo alto rispetto alle possibilità economiche. 
Il rimedio? Sfruttare ogni piccola occasione, fare di ogni tragitto un viaggio. 

E sempre, sia da fermi, sia in movimento: gustarsi il momento, ricordare, progettare. 

30 giugno 2025

In prospettiva

Fermati: qualunque lamentela, se ci pensi, risulterebbe inappropriata. Le iperboli che usiamo in continuazione e di cui troppo spesso abusiamo suonerebbero inopportune. Tutti i vari disagi che assommati paiono insopportabili non sono altro che piccolezze trascurabili, perché di fatto superabili, rispetto a quanto purtroppo sta accadendo altrove. 

Lo scaldabagno che si rompe, il computer che rallenta, le incombenze che si accavallano, il sudore che ti si riappiccica non sono mortali. Non qui. Rispettiamoci e consideriamo i nostri privilegi, momentanei o meno. Mettiamo le cose in prospettiva e nelle proporzioni effettive.

Per chiudere con una nota fresca, domattina mi alzo presto e vado a fare un giro nelle Orobie con qualche collega e una masnada di nostri alunni. Circa un anno che non cammino in salita, è ora di ricominciare. 

31 maggio 2025

Il sale addosso

Era dall'agosto 2023 che non mi immergevo nell'acqua salata. 

Il fatto che allora fosse l'Egeo intorno a Psarà e stavolta l'Adriatico a Rimini non limita il giubilo del bambino interiore, che soffriva per il lungo distacco. 

C'era stata, è vero, un'alba a Senigallia nell'ottobre 2024 con le terze medie in cui avevamo pucciato i piedi, ma il contatto non era stato contato valido dal gioiometro marino: troppo poco sale addosso.

Ora il sale vado a toglierlo con una doccia, preludio a una serata in milonga: andiamo a vedere come si balla alla Maquina Tanguera. 

30 aprile 2025

I se e il sé

Tranquillo, non ti agitare: nel caso ti vengano rimpianti su azioni compiute, ricorda che se pure potessi viaggiare nel passato per cambiarle, poi (ora) ti verrebbe a mancare qualcos'altro che nel frattempo hai vissuto e non andresti mai in pari con le vicende e le interazioni. 

Oltretutto, oggi è il passato del futuro, ed è oggi semmai che si può e si deve agire, tenendo gli occhi sulla strada da percorrere, senza inutili torcicollo. 

Il fatto è: ogni volta che leggo o vedo storie che in qualche modo intrecciano il tempo, mi si sbalestrano le emozioni; cuore e respiro prendono vie traverse e i se comprimono gli spazi del sé; insomma, fatico. 

Aiuta un poco l'immagine dei pesci e dello stagno (se i pesci sono le emozioni, tu cerca di essere lo stagno), che vale anche per gli stress in genere.  

E la scrittura, pur brevissima. 

08 marzo 2025

Per voi tutte, per noi tutti

Buon 8 marzo!
Che possiate continuare ad apportare al mondo bellezza e giustizia. 

---
(dedicato in particolare a tutte le donne di valore che ho avuto la fortuna di conoscere)

31 gennaio 2025

Hai letto

Uno Tsundoku di libri già letti è un controsenso semantico, eppure è così su quella sedia in sala: il fatto è che, prima di metterli via, per mia colpa o fissazione voglio inserirne titolo e date di lettura su Anobii e spedirne l'incipit a Pino Ierolli, come faccio da anni per il suo Incipitario punto com

Per essere uno che lavora e vive intensamente, leggo molto, e molto piacere ne traggo. Mi piace soprattutto quando arriva il momento in cui fatichi a interrompere la lettura del libro che ti ha catturato. Mi piace anche il leggero struggimento di quando si mescolano l'anelito del voler giungere alla fine e il dispiacere che la fine stia per giungere. 

Un piacere fatto di parole ma che a parole non è facile trasmettere. Per indurvi altri, e penso soprattutto ai più giovani e ai piccoli, forse può funzionare l'esempio, meglio ancora la lettura ad alta voce, versione strutturata dell'antico raccontare. 

Un piacere che diventa un modo di imparare divertendosi, di imparare tante piccole cose inutili o di cogliere qualche scintilla inattesa, o di farne scoccare dentro, accorgendosene magari qualche passo più in là. 

31 dicembre 2024

Una specie di augurio

Quando arrivano le scadenze si cerca di rispettarne il termine, e le ricorrenze, perlomeno alcune di esse, quando si affacciano sembrano invitarti a non lasciare le cose a metà. 

Provi a ubbidire, ma sai che inevitabilmente, prima o poi, le cose a metà le dovrai lasciare per forza, perché la vita è un'incompiuta e non si può arrotondare, a meno che non si tratti di quella che tende a prorompere poco sopra i fianchi. 

Il cambio dei calendari alle pareti è uno dei momenti capaci di imporre una certa solennità, un po' comica se applicata a piccoli gesti domestici. Addomesticarsi ai rituali è però un conforto diffuso, un modo di trovare punti di riferimento nell'enorme vastità degli istanti, che se condivisi moltiplicano proporzionalmente il proprio valore alla percezione, aumentando le probabilità di godimento. 

Però qualcosa manca, e perciò una specie di augurio sia quello di capire che ciò che vuoi è già lì, anche se magari occorre la pazienza di vederlo germogliare, dopo la speranzosa semina e l'amorevole accudimento. 

30 novembre 2024

Chimico benessere

Stendo fuori. Tempo due o tre minuti e vedo, controsole, il fumo uscire dalle magliette appese. È vapore, che bello! Sorrido alla natura e alla termodinamica, e a me che con l'andar del tempo non perdo l'entusiasmo per le piccole cose. 

Oggi è sant'Andrea*, patrono della Scozia, dove andrò forse un altr'anno, non il prossimo. Così si chiude novembre, mese tra alti e bassi, ma mi rammento che è bene ricordare ogni momento in cui si è stati felici, o sereni, o in pace, scoprendo che non sono pochi. E che è bene farlo sorridendo, con il concreto beneficio delle sane dopamine che autorilasciamo per il nostro chimico benessere.

* auguri a mio nipote!

30 settembre 2024

Baluginii

Un giorno dopo l'altro, è il calendario, ma la cronologia non è quella evidente e appesa alla parete: momenti distanti, come lampi siderei s'intrecciano a nutrire e complicare orizzonti, ricordi, e molteplici futuri. 

I mille universi di tutti i libri letti colorano gli interstizi tra le tessere e pure i pezzi mancanti del puzzle che riassume il presente. 
La musica lo avvolge e ne è il propellente. 

E di nuovo si impara a.
Muoversi tra gli immensi spiragli che lo sguardo regala se lo si punta per bene sul bene. 

Creature di noi stessi, a ritrovar di slancio e fuori dal tempo nuove e antiche dimensioni.

30 agosto 2024

Oggi per domani e oltre

Ehi, ma non sei abbronzato, e le ferie? Eh, sono ormai lontane: quest'anno le ho fatte il 30 e il 31 febbraio. 

Ehi, allora, com'era l'Egeo? Ondoso, soprattutto al largo; anzi, alla larga, purtroppo. 

Ehi, ti sei riposato, sei carico? Carico a pallettoni, come una lupara in bianco. 

Ehi, chissà come te la sei goduta, coi vostri tre mesi di vacanze, vero? Sì, abbiamo tutti in dotazione il calendario di Interstellar. 

= = =

Ma ne sarà valsa la pena, lo dico e ci voglio credere. 
E nel frattempo, tango a sfinimento, anche se in realtà non sfinisce mai, perché ti ricarica con ogni nuovo abbraccio e soprattutto con ogni bell'abbraccio ritrovato. 

= = =

(P.S.: e tu non fare scherzi: procedi a tappe verso una felice serenità.)


a cura di Giulio Pianese

scrivimi