30 aprile 2026

Aprile, aprile

Aprile, apri le braccia, aprile. Ma aprile è durato solo 20 minuti, è appena arrivato e già se ne va via. Uh, è vero, certo, se lo paragoni ai 40 e più giorni di gennaio. In realtà, però, se ti guardi indietro e soprattutto se ti guardi dentro, ci sono più istanti in quei venti minuti che in tre o quattro vite. Cioè, se li sai vedere. Oh, è vero, certo, se lo guardi di traverso, in sezione, e se lo affetti finissimo, come una tac, gli istanti paiono infiniti. A dire il vero, se anche tenessi gli occhi chiusi e semplicemente ricordassi, le intensità gioiose e dolorose si moltiplicherebbero a dismisura, ben oltre la tua capienza. Hai ragione, o meglio, è una coincidentia oppositorum, una sagra dell'indeterminatezza, un qui e ora che si fa eterno, nel bene e nel male. Insomma: la vita, le vite. Dunque: ad aprile, apri le braccia, àprile.  

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Grazie per aver letto le mie parole, sarò lieto di leggere le tue.



a cura di Giulio Pianese

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