31 marzo 2023

Riveditinme

Cercherò di riflettere meglio, disse lo specchio, ma tu prenditi cura della mia nitidezza.

28 febbraio 2023

Un paio di cose

Prima che il mese breve se ne vada per fare spazio a quello pazzerello, desidero appuntare qui un paio di cose: una riguarda l'ascoltare il corpo, l'altra una serie TV della quale ho completato la visione.

Domenica mi è capitata una cosa per me insolita, dopo una giornata lunga, bella e intensa. 
In mattinata sono andato a prendere mia mamma all'RSA perché potesse gioire di un pranzo familiare nel corso del quale non sono mancate risate e libagioni: a casa di Martina, sopraffina cuoca come sempre, c'erano anche mio fratello, sua moglie e mia figlia, e abbiamo gustato un rosso, il Sagrantino, che picchia duro dopo qualche bicchiere. Alla fine ho riportato mia mamma in struttura, cercando di consolarla quando a un certo punto si è resa conto che un sacco di nostri cari sono morti (se mi fa domande, non riesco a mentirle). 
Poi me ne sono tornato a casa, intenzionato a uscire di nuovo per andare a ballare. Tuttavia, sentendomi "un po' stanchino", verso le sette ho deciso di farmi un pisolo, ma per bene, cioè in pigiama e sotto le pezze. Di solito mi basta un quarto d'ora di ricarica, ma già immaginavo di restare a dormire per una mezz'oretta, date le circostanze. Ebbene, dopo un po' ho riaperto gli occhi e la radiosveglia, che non avevo attivato, figurati, segnava le 2:33. Invece di contrariarmi, ho sorriso, contento di aver accondisceso a un'esigenza del mio corpo, che non sempre ascolto, e ho ripreso a dormire fino al mattino seguente. 

L'altro fatto riguarda la serie Shameless, di cui negli ultimi mesi ho guardato tutti gli episodi delle 11 stagioni, in originale coi provvidi sottotitoli in inglese. 
Quando qualcosa termina, sono sempre un po' triste, è una sensazione che mi trascino fin da piccolo. Nel momento in cui l'ultimo episodio si avviava alla conclusione, mi predisponevo già al minuscolo lutto, ma la malinconia si è attenuata nel sorriso mentre mi rendevo conto di un riecheggiare, che ho poi verificato: le atmosfere e perfino le parole finali riportano fedelmente all'inizio del primissimo episodio, in una circolarità spiraloide, in cui niente è come prima, ma in un certo qual modo lo ricorda e lo porta in sé, per sempre. 

16 gennaio 2023

Fermare il tempo

There are moments when time does stop. We must be alert enough to notice such moments.  

(John Irving, A Widow for One Year)

Leggo un'altra bella storia di John Irving, autore che dopo più di trent'anni ancora non mi stufa, e concordo con questa sua affermazione: "Ci sono momenti in cui il tempo davvero si ferma." 

Uno, e scriverne è quasi ricorsivo, è quello della lettura, se ci si trova immersi in una storia avvincente. Un altro è l'ascolto della musica, quando le si dedica attenzione e sentimento. Esempio attiguo è quello del ballo, nella mia esperienza soprattutto il tango, in quanto coincidenza di percezione e comunicazione espresse nel movimento condiviso. 

Sintetizzando, succede quando ci si appassiona. 

Quanto alla seconda frase di Irving, è un monito saggio e utile: "Dobbiamo essere abbastanza vigili da notarli."
Utile non solo per goderseli come si deve, ma anche per distinguerli da altri modi per fermare il tempo che attengono all'ambito delle dipendenze. Come riconoscerle? Basta rendersi conto di come ci si sente dopo: carichi e contenti o vuoti e depressi. 

07 gennaio 2023

Viaggiare nello spazio

Per viaggiare nello spazio, il modo più economico è immergersi nella lettura: abbandonarsi a parole, pagine, vicende rese reali attraverso la decodifica di segni su carta. 

Un altro è percorrere chilometri, a decine o centinaia, per spostarsi anche fisicamente in luoghi diversi. 

Entrambi sono affascinanti, ma il secondo ti permette di vivere da vicino graziosità e bellezze in parte inattese, come nel caso del centro storico di Treviso, e magari di incontrare finalmente di persona chi conoscevi solo online da qualche lustro, come nel caso del magnifico Mistro, che dal vivo è perfino più simpatico e interessante che sul web. 

05 gennaio 2023

Per la Befana

Anziché una calza, per la Befana lascio in vista una scarpa da tango, perché me la riempia di tante altre occasioni per ballare. (*)

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(*) ballare tango mi piace molto; perfino quando durante una serata il pavimento si rivela inadeguato continua a piacermi molto, se le tanguere sono quelle giuste. (**) 

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(**) nessun accostamento deve essere inteso tra di esse e la signora che vien di notte con le scarpe tutte rotte.

04 gennaio 2023

Viaggiare nel tempo

Per viaggiare nel tempo, il modo più facile è abbandonarsi alla musica. Un altro è seguire i fili d'Arianna dei ricordi condivisi. Funziona anche ripensare alle persone che nel corso della nostra vita hanno accompagnato momenti o periodi particolarmente incisivi. 

Viaggiare nel passato, in effetti, soprattutto nel proprio, è tutt'altro che impossibile; farlo nel futuro, però, richiede uno sguardo lungo, lunghissimo, che non tutti possiedono. Io non ce l'ho, né credo di volerlo, tutto sommato. 

03 gennaio 2023

Qualità o quantità

La finitezza della dimensione temporale suggerisce o addirittura impone di privilegiare la qualità rispetto alla quantità.

Tuttavia, elementi quali ansia, impazienza e golosità vi si frappongono come ostacoli non immediatamente sormontabili.

Credo valga tanto per il cibo e le libagioni quanto per intrattenimenti vari, tra cui per esempio il tango.

Sono l'accresciuta consapevolezza e l'affinamento del gusto a indurre la capacità selettiva, ma sarebbe arido tralasciare il fattore umano, e stupido ridurre la gioiosa interattività, sia essa in ambito ludico, lavorativo o sociale in senso ampio.  

02 gennaio 2023

Basta

Per sognare, basta addormentarsi; per interrompere un brutto sogno, basta svegliarsi; per fare, basta rimanere svegli.

Per fare sogni a occhi aperti, basta tenere un piede al di qua e uno al di là della concretezza; per non addormentarsi per sempre, basta evitare di farlo guidando. 

Per realizzare i sogni, non basta una cosa qualsiasi e una sola cosa non basta; di sicuro, però, per realizzarli occorre prima sognarli, e poi riuscire a risvegliarsi e fare

01 gennaio 2023

Questo è un anno

Questo è un anno di 365 giorni e miracoli non ne farai, salvo quello di considerare prezioso e irripetibile ciascuno di essi. 

31 dicembre 2022

Per ogni anno nuovo

Come augurio, voglio riportare quello scritto da mia mamma su uno dei suoi quadernini e destinato a noi figli e ai nipoti: 
Siate sempre felici ed entusiasti.
Mi pare bellissimo non solo come auspicio, ma come proposito, perché almeno in parte dipende proprio da noi, ed è bene ricordarcelo; per il nuovo anno, certamente, ma anche per tutti quelli successivi che avremo in sorte. 

Baci e sorrisi a tutti, nonostante ogni giustificata malinconia. 

24 novembre 2022

Son rossori

I crisantemi sul balcone si stanno imporporando 
- oh, meraviglia - 
come le stringhe bianche delle mie scarpe rosse 
che con la pioggia stingono.  

31 ottobre 2022

Cielo sole mare

I piedi nell'acqua salata li avevo già bagnati qualche giorno fa ad Amalfi, durante la bella uscita didattica, va be', gita, di tre giorni con gli alunni di terza media. Un'ovvia e attesa fatica, soprattutto a causa dell'incessante impegno e della grande responsabilità, compensata però da parecchie gioie, amplificate nel mio caso dal fatto di ritornare a Napoli e dintorni dopo tanti anni. 

Oggi in mare ci sono entrato per intero, a Cap Ferrat, dopo un paio di giorni trascorsi nei pressi di Nizza, visitata dopo aver conosciuto ed esplorato i paesini di Tourrette-Levens e Aspremont. Anche in questo caso, l'inevitabile fatica dovuta alla voglia, soddisfatta, di fare tante cose in poco tempo, è stata bilanciata e sopraffatta dalla contentezza di tornare oltr'alpe godendo tra l'altro di un'accoglienza calorosa e generosa da parte delle vecchie e nuove generazioni. 

29 settembre 2022

I(n)spirazione

"Respira" è il consiglio che do da sempre, ma intanto io non riuscivo a farlo bene. 

Setto nasale deviato, turbinati ipertrofici e concha bullosa ostacolavano il flusso aereo mandandomi talvolta in apnea, ma finalmente mi sono fatto operare. Già sto percependo i benefici, nonostante i fastidi inevitabili e previsti per le prime settimane. Anche dopo la dimissione dall'ospedale, sono rimasto diversi giorni tagliato fuori dal resto del mondo a causa di una noiosa febbriciattola. Poi la prima visita di controllo, rassicurante, e il riavvio delle normali attività, sebbene non mi senta ancora al cento per cento. 

Ora è presto, ma ho grandi aspettative e pare pure che abbia smesso di russare. A naso, sarei portato ad affermare che sarà un punto di svolta, perché l'ispirazione potrà anche portare a grandi cose, ma se l'inspirazione non funziona, c'è poco da sperare. 

30 agosto 2022

Foto di parole

Il lago di Garda visto dall'alto per la prima volta, lungo l'ascesa a tratti rocciosa e scoscesa fino all'eremo di San Valentino, sopra Gargnano. 

La sorpresa di due castelli e un piccolo borgo antico intravisto di passaggio e poi visitato con piacere, nella placida e gentile provincia: Strassoldo, frazione di Cervignano del Friuli. 
Prima e dopo, la piazza piovosa e poi soleggiata e di nuovo piovosa, ma sotto i portici danzata al ritmo di swing, di una città-fortezza a nove punte, girata con curiosità da porta a porta e da bastione e bastione: Palmanova. 

Parco e fontane da un lato, il mare dall'altro, ricchissimo all'interno anche se non di mio gusto: il Castello di Miramare, e poco in là, Trieste. 
L'accoglienza affettuosa, l'aperitivo al Caffé degli Specchi nella piazza sontuosa e grandissima, la cena alle Rive, la passeggiata nelle vivaci vie pedonali. 
Il giorno dopo, una telefonata alla mia maestra delle elementari per dirle che la sua città mi piace moltissimo, e la salita a San Giusto. Poi, dopo esserci rifocillati da Pepi S'Ciavo, sosta golosa e letteraria al Caffé San Marco prima di ripartire. 

L'emozione di varcare una e due frontiere dopo tre anni di autarchia, ciao Slovenia, ciao Croazia. 
Un arcobaleno sulle verdeggianti strade interne dell'Istria, poi giù fino al mare, lungo carreggiate sempre più strette e curve. 
Un buongiorno di sole e d'azzurro dalla terrazza, a Drenje. 
Un campanile da fotografare e un altro da cui guardare il panorama, a Labin. 
Un anfiteatro romano e un tempio e un arco della stessa epoca, e il centro storico e la fortezza: Pola. 
Dopo le escursioni, torniamo alla base e passiamo un paio di giorni sulla nostra spiagga, non facilmente raggiungibile e sassosa, ma con il mare proprio bello: Jadrina. 
Un borgo storico colorato e spumeggiante condensato in un promontorio che fronteggia un piccolo arcipelago: Rovinij. 
Quando vieni via dal mare ma le vacanze non sono finite, la malinconia non ti assale, soprattutto se di passaggio t'imbatti in una trattoria semplice, ma che più tentatrice non si può: Gostilna Erna, a Podgrad, in Slovenia. 

Di nuovo Trieste e... tango! Ci limitiamo però a una pomeridiana nell'ambito del ricco festival di questi giorni, perché la sera la passiamo in giro per la città. 

Nell'ultimo giorno (per questa volta) a Trieste dedico qualche ora a visitare la Risiera di San Sabba, che tra i campi di concentramento nazifascisti in territorio italico è stato l'unico anche di sterminio. 
"Non è solo un’esigenza di giustizia, ma anche un problema educativo. Tutti devono sapere che delitti come questi non cadono sul fondo della memoria, non vengono prescritti. Chiunque pensasse ad un nuovo fascismo deve sapere che, alla fine, sarà sempre la giustizia a vincere. Anche se i mulini della giustizia macinano lentamente." (Simon Wiesenthal) 

Le celle, minuscole, opprimenti, asfissianti. Un lungo momento toccante che prosegue nei suoi effetti anche oltre l'uscita, quando a non uscire è la mia voce al telefono. Poi, ovviamente, si passa ad altro. Ma senza dimenticare. 

Quando la vacanza è davvero finita e ci si trova sulla via del ritorno, mi piace aggiungere una deviazione, un prolungamento, un extra, un piccolo bonus: in questo caso, il cadeau è stato il carinissimo borgo di Soave (VR), che meriterà una visita meno frettolosa una volta o l'altra. 

31 luglio 2022

Tutto questo è gioia

L'acqua dei torrenti è benefica già a bagnarcisi i piedi, ma immergendovisi completamente e a più riprese, la sensazione è quella di una rinascita, quasi una sorta di autobattesimo laico con la benedizione dell'energia della Natura, quella che sgorga e si esprime indipendentemente dalla nostra presenza, della quale, ricordiamoci, saprebbe fare benissimo a meno. 

Due volte in questo luglio ho goduto di tali privilegi: la prima in alta val Brembana, la seconda in val di Fiemme. Dalla Lombardia al Trentino, le premesse erano di esperienze a metà tra vacanza e fatica, ma come sempre mi accade, sono riuscito a godermi numerosi momenti di intenso benessere. Grazie alla Natura, certo, ma soprattutto grazie alle persone, delle quali è bellissimo non fare a meno. 

Della settimana a Mezzoldo, ad accompagnare un'ottantina di allievi di prima, seconda e terza media, conservo una montagna di ricordi derivati dalle molteplici attività svolte quasi incessantemente, con grande tripudio dei ragazzi che hanno potuto vivere esperienze interessanti e coinvolgenti. Rimane però soprattutto la contentezza dovuta a come sono stato bene coi colleghi e ancor più al segno lasciato fin nel profondo dagli abbracci finali spontanei, commossi e commoventi degli ormai ex allievi e allieve di terza media, pronti a volare verso il mondo dei più grandi. 

In Trentino, il bello -- e il difficile -- è stato portare in vacanza la mamma, facendola uscire dalla RSA per 15 giorni e permettendole di godersi gli amatissimi ambiti di Castello di Fiemme e dintorni, con varie puntate in alta montagna: passo Lavazè, passo Rolle, passo San Pellegrino, ovviamente in diverse giornate, condividendo il gusto per i paesaggi e l'aria, il sole e l'acqua, e dandole la possibilità di rivedere tante persone care, con alcune delle quali ha condiviso oltre mezzo secolo di villeggiature estive. Siamo riusciti a fare tutto ciò superando le paure del Covid e delle possibili fratture da caduta, due spettri che abbiamo disinnescato con un'attenzione continua e col sollievo finale di una soddisfazione condivisa. 

30 giugno 2022

Fine e inizio, come sempre

Fine semestre dell'anno solare, fin della fine dell'anno scolastico: sembrerebbe di poter segnare un punto fermo, un punto e a capo, ma in verità, come sempre, c'è sempre qualcosa in sospeso, punti da ridefinire e appunti da riordinare, bagagli da inventare e viaggi da organizzare. 

Soprattutto, però, ci sono volontà da reinnescare e sogni da accompagnare. Piccole azioni che devono ricominciare perché possano far da viatico al rinnovamento del percorso personale, e perché il viatico non prenda la maiuscola della rassegnazione. 

Passo dopo passo dopo passo, che siano in montagna o nella musica. 
Onda dopo onda dopo onda, che lambiscano gli scogli, la battigia o i confini dell'anima. 

31 maggio 2022

Il suono che ti sostiene

Belle canzoni da bei film: questa l'idea per "Soundtracks", piccola* e selezionata playlist sul mio profilo Spotify. 

Per ora ho attinto parsimoniosamente, non più di un pezzo per film, dalle colonne sonore di questi titoli cinematografici:

Reservoir Dogs (Le iene) - 1992
Good Morning, Vietnam - 1987
Fight Club - 1999
A Serious Man - 2009
O Brother, Where Art Thou? (Fratello, dove sei?) - 2000
Pulp Fiction - 1994
Arizona Dream - 1993
Forrest Gump - 1994
Magnolia - 1999
A Bronx Tale (Bronx) - 1993
Mujeres al borde de un ataque de nervios (Donne sull'orlo di una crisi di nervi) - 1988 
Dona Flor e seus dois maridos (Donna Flor e i suoi due mariti) - 1976
Pensavo fosse amore... invece era un calesse - 1991
Toto le héros (Toto le héros - Un eroe di fine millennio) - 1991
Strange days - 1995
This Must Be the Place - 2011

... e poi:
The Big Chill (Il grande freddo) - 1983
Il divo - 2008
Up in the Air (Tra le nuvole) - 2009
Radio Days - 1987
About Time (Questione di tempo) - 2013
Something Wild (Qualcosa di travolgente) - 1986
Trainspotting - 1996
Marrakech Express - 1989
The Purple Rose of Cairo (La rosa purpurea del Cairo) - 1985
La prima cosa bella - 2010
American Hustle - 2013
Paris, Texas - 1984
Querelle (Querelle de Brest) - 1982
Eternal Sunshine of the Spotless Mind (Se mi lasci ti cancello) - 2004
Joker - 2019

(*)Piccola per ora; l'elenco è in aggiornamento, l'invito è semplice: trova o suggerisci l'abbinamento canzone-film che preferisci. 

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Apprezzamenti:
In the Death Car di Goran Bregović cantata da Iggy Pop in Arizona Dream (Sara)

Suggerimenti:
Last night sleep dei Can in Until the end of the world (Sara)
Imagine di John Lennon in The Killing Fields (Urla del Silenzio) (Marco)

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Registi finora coinvolti: 
Quentin Tarantino, Barry Levinson, David Fincher, Joel Coen e Ethan Coen, Emir Kusturica, Robert Zemeckis, Paul Thomas Anderson, Robert De Niro, Pedro Almodóvar, Massimo Troisi, Jaco Van Dormael, Kathryn Bigelow, Paolo Sorrentino, Lawrence Kasdan, Jason Reitman, Woody Allen, Richard Curtis, Jonathan Demme, Danny Boyle, Gabriele Salvatores, Paolo Virzì, David O. Russell, Wim Wenders, Rainer Werner Fassbinder, Michel Gondry, Todd Phillips

29 aprile 2022

Personal lockdown

Domani dovrei uscirne. Sono prudente, perché già una settimana fa mi ero illuso di uscirne, e dunque di poter di nuovo uscire. Tutto dipenderà dalla comparsa o meno di una striscetta rossa. 
Alla fine, per fortuna e grazie anche ai vaccini, si è trattato più che altro di una scocciatura, visto che come sintomi ho avuto solo qualche giorno di tosse e raffreddore, senza nemmeno una linea di febbre. 

È opportuno rammentarlo e ribadirselo, giacché troppo spesso ci si dimentica di ridimensionare, laddove è invece sano e giusto riportare alla giusta misura le piccole o grandi avversità che capita di dover attraversare. 
Ridimensionare per contrastare l'abbattimento, il provvisorio abbattimento, al quale reagire si deve e si può, trovando istante per istante antidoti che tenderanno a moltiplicarsi quanto più permetteremo loro di farlo, aprendoci alle possibilità proprio nel momento in cui ci tocca rinchiuderci, letteralmente.  

Leggere, risistemare, cucinare, fare le pulizie, poi a un certo punto mettersi a disposizione per collegarsi online e fare lezione: lavorare mentre si potrebbe poltrire è il contrario di quel che raccomando a chiunque, però insegnare è bello, e sapere di poter aiutare i propri alunni a superare delle difficoltà in vista della fine dell'anno scolastico è sufficiente a far saltare la barricata della pigrizia e della voglia di rimanere a dormire un po' più a lungo al mattino. 

Un motivo in più per sperare di uscirne è la necessità di riprendere la discesa ponderale, che ha avuto una pericolosa inversione in sole due settimane. Far urlare il corpo in movimento anziché la bilancia sarà salutare e potenzialmente assai piacevole. 

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bonus musicale: Depeche Mode e Johnny Cash

31 marzo 2022

Reset

Forse per via del cordone ombelicale che rischiò di strozzarmi proprio mentre mi accingevo a venire alla luce, il mio peggiore incubo a livello personale è il soffocamento. 
In questo momento, il naso tappato ne rappresenta una buona perfida approssimazione. Un fastidioso cocktail con parti variabili di banali allergie, setto deviato e sensibilità alla pessima qualità dell'aria di questa pianura industriosa e crudele fa sì che il mio sonno si interrompa più volte e che il risveglio sia spesso contraddistinto da fauci riarse. 
Difficile mantenere il buonumore in tali frangenti, ma fortunatamente tutto ciò non mi capita mentre mi delizio con passatempi e passioni. Tuttavia, dovrò decidermi a intervenire, perché non avrebbe senso lasciar perdere la qualità del vivere. A meno di improbabili intuizioni di altro genere, temo che dovrò farmi raddrizzare il setto nasale. Già dico ahia, ma alle volte ci vuole proprio un reset. 

28 febbraio 2022

Ti tocca approfondire in ogni caso

"It's more complicated than that!" è una frase che mi è sempre rimasta in mente dopo averla letta qualche lustro fa sul blog di Gaspar Torriero, dove campeggia tuttora. 
Purtroppo o per fortuna, è vera. Purtroppo, perché sarebbe meno faticoso se le cose fossero più semplici. Per fortuna, perché sarebbe noioso se fossero sempre banali e totalmente prevedibili. 

La realtà è sempre un po' più complicata di come appare a una considerazione fugace o pigra; per questo le discussioni "da scompartimento del treno" (quando gli scompartimenti c'erano ancora), superficiali quanto fulminee nel raggiungere conclusioni apodittiche, non giovano alla comprensione e tantomeno alla possibile risoluzione di problemi generali intrecciati a situazioni complesse. 

Praticamente per ogni questione, il manicheismo da tifosi non può funzionare come analisi seria e l'assenza di interrogativi prelude a una insopportabile schiera di stupidi punti esclamativi. 
Purtroppo o per fortuna, ti tocca approfondire: studiare le cause, le conseguenze, le interazioni, le possibili ripercussioni. Pensaci, prima di parlare a vanvera. 

Con questo, non intendo si debba evitare di schierarsi ove l'emergenza o l'urgenza lo richieda, però sarebbe bene ricordarsi che per quasi qualunque cosa: "È più complicato di così!"


a cura di Giulio Pianese

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