"Per fare le cose bisogna farle", diceva quello* e aveva ragione. Troppa mollezza, troppi se e ma, troppe sbarre inesistenti vietano in molti casi piccole o grandi esperienze verniciandole d'impossibilità. Chi si trincera dietro motivazioni che gratta gratta si rivelano impietosamente scuse, chi sortisce veli acrilici ad ammantare alla meno peggio pigrizia e paura, chi si rigira in sudari ingarbugliandoli ad arte fino a ottundere ogni movenza, chi s'inventa codicilli astrusi per soffocare il rischio di mettersi davvero in gioco. Chi? Oh, beh, quasi tutti, una volta o l'altra, cosa vuoi. Mica ce l'ho con qualcuno in particolare. Però se il talvolta diventa un sempre, se l'atteggiamento s'incancrenisce, stai all'occhio, perché il giorno per giorno cui rinunci non te lo restituisce nessuno. Trucchetto: quando trovi a portata di mano qualcuno carico d'entusiasmo, accodati. Non per fare il succhiaruote in eterno, giusto per prendere l'abbrivo, come in una spumeggiante scia.
* tra l'altro, il fatto che "quello" fosse il nonno di Sphera mi fa propendere per l'idea che la saggezza sia una questione di stirpe.
Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query per fare le cose bisogna farle. Ordina per data Mostra tutti i post
Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query per fare le cose bisogna farle. Ordina per data Mostra tutti i post
03 marzo 2008
07 aprile 2012
Questione di ritmo
Quando hai molto da fare, fai più cose, l'avevo già rimarcato. Per converso, non appena ti lasci andare, tenere il passo sostenuto diventa un'impresa e non appena ti fermi, riavviarsi diventa ancor più arduo.
Se vuoi riprendere buone abitudini, il segreto è non mettersi a proclamare i propositi, ma metterli in atto direttamente, ricordando che per fare le cose bisogna farle* e che non serve annunciarle né sottolinearle: perché si avverino bisogna che siano, non basta che siano dette, e per la continuità ci vuole la dedizione nei fatti.
Quindi non starò a dire che cosa sono andato a fare oggi al parco Nord, dopo mesi e mesi che non.
Se vuoi riprendere buone abitudini, il segreto è non mettersi a proclamare i propositi, ma metterli in atto direttamente, ricordando che per fare le cose bisogna farle* e che non serve annunciarle né sottolinearle: perché si avverino bisogna che siano, non basta che siano dette, e per la continuità ci vuole la dedizione nei fatti.
Quindi non starò a dire che cosa sono andato a fare oggi al parco Nord, dopo mesi e mesi che non.
29 giugno 2019
Un fiume, un refolo, la luna
Un fiume, un refolo d'aria fresca, la luna, che ora invece è nascosta nel cono d'ombra planetario, sono presenti nella musica, nel desiderio e nel ricordo anche recente, anche presente.
La musica è quella di un vals, Pequeña, che inizia con il verso "Donde el río se queda y la luna se va", un vals più da ascoltare che da ballare, specialmente nell'interpretazione del Chino Laborde che ricordo una sera al Cristal (Spirit de Milan).
Il fiume è il Bidente ("il più bel fiume per pescare", dissero soddisfatti in quel di Galeata, presso il lavatoio di via Gallica, due appassionati di pesca sportiva, reduci da una gara da 33 kg di pesci catturati con l'amo senza ardiglione e rilasciati vivi e non feriti), che solca la valle natia e nel quale mi sono reimmerso or non è guari. Le acque che passano non sono mai le stesse, ma è bello sapere di esserci stati con le persone care, in carne o in spirito.
Il refolo è qui, ora, più che benvenuto dopo le ardue prove termiche della giornata.
Nel desiderio, oltre alla necessità di occuparmi con metodo e continuità di quel che va fatto, compresa la cura di sé (perché per fare le cose bisogna farle), c'è anche l'ambizione di portare il tutto in me nei diversi tragitti e nelle varie destinazioni (temporanee)*.
* "Sono qui di passaggio."
"Tutti lo siamo."
La musica è quella di un vals, Pequeña, che inizia con il verso "Donde el río se queda y la luna se va", un vals più da ascoltare che da ballare, specialmente nell'interpretazione del Chino Laborde che ricordo una sera al Cristal (Spirit de Milan).
Il fiume è il Bidente ("il più bel fiume per pescare", dissero soddisfatti in quel di Galeata, presso il lavatoio di via Gallica, due appassionati di pesca sportiva, reduci da una gara da 33 kg di pesci catturati con l'amo senza ardiglione e rilasciati vivi e non feriti), che solca la valle natia e nel quale mi sono reimmerso or non è guari. Le acque che passano non sono mai le stesse, ma è bello sapere di esserci stati con le persone care, in carne o in spirito.
Il refolo è qui, ora, più che benvenuto dopo le ardue prove termiche della giornata.
Nel desiderio, oltre alla necessità di occuparmi con metodo e continuità di quel che va fatto, compresa la cura di sé (perché per fare le cose bisogna farle), c'è anche l'ambizione di portare il tutto in me nei diversi tragitti e nelle varie destinazioni (temporanee)*.
* "Sono qui di passaggio."
"Tutti lo siamo."
Iscriviti a:
Post (Atom)
