29 aprile 2022

Personal lockdown

Domani dovrei uscirne. Sono prudente, perché già una settimana fa mi ero illuso di uscirne, e dunque di poter di nuovo uscire. Tutto dipenderà dalla comparsa o meno di una striscetta rossa. 
Alla fine, per fortuna e grazie anche ai vaccini, si è trattato più che altro di una scocciatura, visto che come sintomi ho avuto solo qualche giorno di tosse e raffreddore, senza nemmeno una linea di febbre. 

È opportuno rammentarlo e ribadirselo, giacché troppo spesso ci si dimentica di ridimensionare, laddove è invece sano e giusto riportare alla giusta misura le piccole o grandi avversità che capita di dover attraversare. 
Ridimensionare per contrastare l'abbattimento, il provvisorio abbattimento, al quale reagire si deve e si può, trovando istante per istante antidoti che tenderanno a moltiplicarsi quanto più permetteremo loro di farlo, aprendoci alle possibilità proprio nel momento in cui ci tocca rinchiuderci, letteralmente.  

Leggere, risistemare, cucinare, fare le pulizie, poi a un certo punto mettersi a disposizione per collegarsi online e fare lezione: lavorare mentre si potrebbe poltrire è il contrario di quel che raccomando a chiunque, però insegnare è bello, e sapere di poter aiutare i propri alunni a superare delle difficoltà in vista della fine dell'anno scolastico è sufficiente a far saltare la barricata della pigrizia e della voglia di rimanere a dormire un po' più a lungo al mattino. 

Un motivo in più per sperare di uscirne è la necessità di riprendere la discesa ponderale, che ha avuto una pericolosa inversione in sole due settimane. Far urlare il corpo in movimento anziché la bilancia sarà salutare e potenzialmente assai piacevole. 

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bonus musicale: Depeche Mode e Johnny Cash

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a cura di Giulio Pianese

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