10 maggio 2012
Quel che sovviene
Devo smettere di guardare le foto. Devo smetterla per evitare che i ricordi si riducano alla bidimensionalità. Sì, perché le memorie registrate dalla mente attraverso tutti i sensi sono multidimensionali, seppur sfuggenti come sogni fatti di brume. Invece i pixel delle immagini, sovrapponendovisi, appiattiscono le porzioni di ricordo cristallizzando un'espressione, annullando gli odori, negando l'impronta tattile e l'elasticità di un contatto epidermico, il sapore di uno scambio umorale, la traccia dei gesti condivisi e dei movimenti nello spazio. Il rischio è quello del souvenir, che si oppone all'esperienza e anestetizza il ricordo che intendeva evocare.
09 maggio 2012
Esercizietto di traduzione
Come si potrebbe tradurre la seguente scritta, riportata su un furgone e segnalata dal sito Star Walls?
Questa la mia proposta per aggirare l'ostacolo:
Ti vengono in mente altre soluzioni?
...intanto, alcune proposte sono sortite dai commentatori di friendfeed.
--
v. anche gli esercizi di traduzione: *, **, ***
Life sucks if your girlfriend doesn’tIl problema è rendere il gioco di parole che in inglese si produce grazie al doppio significato del verbo to suck: "fare schifo" e "succhiare" (La vita [xxx] se la tua ragazza non [xxx]).
Questa la mia proposta per aggirare l'ostacolo:
La vita ti spompa se non lo fa la tua ragazza
Ti vengono in mente altre soluzioni?
...intanto, alcune proposte sono sortite dai commentatori di friendfeed.
--
v. anche gli esercizi di traduzione: *, **, ***
08 maggio 2012
Diamanti
Le madeleine sono password per le aree più infrattate della memoria affettiva. Criptate da qualche parte, non sappiamo mai come e quando si faranno evocare, né se l'effetto di quanto evocheranno saprà di dolcezza, malinconia, sofferenza, allegria. Per fortuna siamo abbastanza complessi da non risultare sempre prevedibili. Per fortuna la vita ci riserva tante sfiziosità e lo sfizio di non conoscerne prima perfettamente il sapore. Per la fortuna di tutti i sensi, sempre che i diamanti continuino a brillare.
07 maggio 2012
Morfeologia
Ho un appuntamento, durante il tg3 mi addivàno un momento per rilassarmi e mi addormento: sonno profondo con sogni, risveglio in preda all'ansia per il ritardo... ma avevo dormito solo nove minuti.
Era un po' che non mi capitava, ma ricordo quella volta che mi successe in metrò, nello spaziotempo tra due o tre fermate, e mi meravigliai contento di quel dilatarsi dello scorrere dei minuti, pronti a diventare mantice per contenere scampoli del regno di Morfeo.
La fortuna di riuscire a fare microsonnellini ristoratori la imparai da mio padre, che era capace di mettersi in poltrona dopo la pausa pranzo chiedendoci di svegliarlo dopo cinque minuti in modo che facesse in tempo a prendere l'autobus per tornare al lavoro.
Ora però vado, altrimenti faccio tardi davvero.
Era un po' che non mi capitava, ma ricordo quella volta che mi successe in metrò, nello spaziotempo tra due o tre fermate, e mi meravigliai contento di quel dilatarsi dello scorrere dei minuti, pronti a diventare mantice per contenere scampoli del regno di Morfeo.
La fortuna di riuscire a fare microsonnellini ristoratori la imparai da mio padre, che era capace di mettersi in poltrona dopo la pausa pranzo chiedendoci di svegliarlo dopo cinque minuti in modo che facesse in tempo a prendere l'autobus per tornare al lavoro.
Ora però vado, altrimenti faccio tardi davvero.
06 maggio 2012
A piedi su invisibili raggi
La luna poi la notte dei regalini non s'è lasciata guardare, ma tanto qualche desiderio lo esaudisce sempre qua e là: a volte bastano un gelato e una lunga passeggiata i cui passi abbraccino un quartiere e una quindicina d'anni.
05 maggio 2012
Una bella nidiata
Rivedere in una carrellata di foto dei "ragazzi del 2000" la loro crescita, nel fisico e negli atteggiamenti, riconoscere un sacco di compagni e compagne dai tempi della materna o addirittura del nido, riderne insieme e anziché alla lacrimuccia, lasciare spazio e voce all'esclamazione: è bello il mondo colorato!
A domani, sul campo di basket per le finali. Forza Guicciardi 1 e Guicciardi 2!
A domani, sul campo di basket per le finali. Forza Guicciardi 1 e Guicciardi 2!
04 maggio 2012
Prepararsi alla luna gigante
Lasciando cadere la palpebra fino al crollo della capoccia, con l'autosabotaggio a suggerire una cosa e il suo contrario. Ignorando il futuro, giacché la mantica della pelle di luna può sì farlo immaginare, ma senza portarsi troppo avanti, pena l'anestesia del gusto. Il minuetto al pianoforte si sente a intermittenza fra canzoni sconosciute, laggiù ci son sirene che non vengono dal mare ma coi lampeggianti e intanto un aereo solca il vento blu.
--
P.S.: come bonus fotografico, la serie Moon di Tomohide Ikeya.
--
P.S.: come bonus fotografico, la serie Moon di Tomohide Ikeya.
03 maggio 2012
Cose di case
Domani è 'O quatto 'e maggio e una volta, vent'anni fa, traslocai davvero proprio in quel giorno. Con la mia compagna andai ad abitare alla Bovisa, dove avevamo acquistato un minuscolo appartamento al primo piano.
Per la serie "il mondo è piccolo"*, ieri dalla logopedista era seduto accanto a me un anziano signore siciliano; ne ho riconosciuto il cognome e mi è scattato il flash mnemonico; al mio interrogativo ha confermato: quella casa l'avevamo comprata proprio da lui (che però non vi abitava, lo vedemmo mezza volta per la firma dal notaio).
* poi io ci aggiungo sempre "...e la rete è grande", ma in questo caso non c'entra.
Per la serie "il mondo è piccolo"*, ieri dalla logopedista era seduto accanto a me un anziano signore siciliano; ne ho riconosciuto il cognome e mi è scattato il flash mnemonico; al mio interrogativo ha confermato: quella casa l'avevamo comprata proprio da lui (che però non vi abitava, lo vedemmo mezza volta per la firma dal notaio).
* poi io ci aggiungo sempre "...e la rete è grande", ma in questo caso non c'entra.
02 maggio 2012
Figli pellegrini
Bello lo spettacolino sui Pilgrim Fathers messo in scena dagli scolari di prima e seconda media della Maffucci, perlomeno per noi genitori accorsi ad applaudire i pargoli, che si sono cimentati chi con la recitazione di qualche battuta in inglese nelle vesti dei Padri Pellegrini, chi con l'esecuzione della colonna sonora di accompagnamento ispirata a L'ultimo dei Mohicani. Il patatino mi ha fatto gonfiare d'orgoglio e contentezza per essersela cavata benissimo in entrambi i ruoli, ma soprattutto per aver superato il suo imbarazzo da palcoscenico, uscendone soddisfatto e divertito.
01 maggio 2012
Merenda
Intorno a un tavolo a far merenda, un tavolo tondo con una grande ciotola di fragole, un paio di teglie di crostata fatta in casa dalla nonna e una caraffa di mascarpone preparato dalla nipotina, intorno a un tavolo rotondo in semplicità, con una sufficiente dose di allegria per godersi le battute, con una grande dose di piacere per il fatto di vederli lì, figli e nipoti, cresciuti, cresciuti bene e belli, con quanto basta di stupore per il confronto con il ricordo immortalato in fotografie di fine secolo, proprio sulla poltrona accanto, il tutto innaffiato di gioia per la possibilità di condividerlo con le tre generazioni presenti, lì intorno a un tavolo, con la dolcezza di una merenda fatta in casa.
30 aprile 2012
Età adulta?
Quando al funerale ho visto la mia amica piangere accanto alla bara dell'anziano genitore, anziché immedesimarmi in lei sono balzato nel futuro e ho pensato con tenerezza a mia figlia; all'evidente dolore della perdita si è sovrapposta la percezione del distacco, ma dall'altro punto di vista, quello ignoto, dal buio dell'interno della bara o dalla luce dell'ineffabile eterea essenza, chissà. In pratica, è come se mi fossi immedesimato nel morto, ma sentendomi vivo e sereno, in tranquilla incosciente salda tenera dolcezza.
29 aprile 2012
Con una certa frequenza
Un momento in cui impreco è quando Radio Maria, con illegale prevaricazione, va a sovrapporsi alle frequenze di trasmissione di Radio Popolare, sulla quale i miei apparecchi casalinghi sono sempre sintonizzati.
RP, soprattutto per l'informazione, è una radio imprescindibile, ma senza santi in paradiso... anche per questo la sostengo (con l'abbonamento).
RP, soprattutto per l'informazione, è una radio imprescindibile, ma senza santi in paradiso... anche per questo la sostengo (con l'abbonamento).
28 aprile 2012
I freni alla passione
A proposito di rinunce, mi dispiace molto perdermi oggi il Workshop di traduzione letteraria dal francese tenuto da Yasmina Melaouah (l'ottima traduttrice di Daniel Pennac) e organizzato da Dori Agrosì per N.d.T. - La Nota del Traduttore.
Stamattina prima del risveglio ho perfino sognato che ci andavo comunque un momento... e che poi non riuscivo più a venir via. Evidentemente la carica ammaliatrice di questo tipo di incontri agisce potente su di me anche a livello subliminale, se non addirittura nell'inconscio.
Per tenersi informati sulle prossime iniziative, basta iscriversi alla newsletter.
Stamattina prima del risveglio ho perfino sognato che ci andavo comunque un momento... e che poi non riuscivo più a venir via. Evidentemente la carica ammaliatrice di questo tipo di incontri agisce potente su di me anche a livello subliminale, se non addirittura nell'inconscio.
Per tenersi informati sulle prossime iniziative, basta iscriversi alla newsletter.
27 aprile 2012
Dovere
Come mi dispiace, quanto mi dispiace, eccome se mi spiace rinunciare alle cose belle da fare perché ce ne sono altre che vanno fatte per forza. E quando lo so, che starò per qualche ora dentro a quel dispiacere, devo compensare in qualche modo: questo è certo un buon metodo, salvo che ingrassa (quando ricorro ai gelati) o fa consumare tempo (se indulgo al cazzeggio in rete o all'ennesima visione di un bel film), tempo che di conseguenza mi ritroverò a rincorrere, tempo che dovrò un po' impiegare a correre, anche, per smaltire. Certo ci sarebbero altri modi e metodi per compensare, ma non dipendono solo da me, ahimè.
26 aprile 2012
Bombe del passato
Di Guernica, nel senso del massacro civile provocato dai bombardamenti nazifranchisti nel 1937, ricorre oggi l'anniversario. Lo ricorda anche questo segnapagine.
Di Guernica, nel senso del capolavoro di sintesi realizzato da Picasso, ricordo la sala dedicata al Reina Sofia, l'apprezzamento e l'emozione, ma, insieme, che il respiro corto di poco dopo, cortissimo, fu dovuto al fatto che lei, rimasta in hotel per stanchezza, mi mancava troppo, da troppe decine di minuti, e il fatto di saperla altrove, ma raggiungibile in poche fermate di metrò, mi fece affrettare il resto della visita, saltare diverse sale e precipitarmi a ripercorrere il tratto Atocha - Sol al più presto, per ricominciare a respirare, almeno per un po'.
--
edit 2017: su gentile richiesta di Louise di Artsy, segnalo la pagina da loro dedicata a Pablo Picasso.
Di Guernica, nel senso del capolavoro di sintesi realizzato da Picasso, ricordo la sala dedicata al Reina Sofia, l'apprezzamento e l'emozione, ma, insieme, che il respiro corto di poco dopo, cortissimo, fu dovuto al fatto che lei, rimasta in hotel per stanchezza, mi mancava troppo, da troppe decine di minuti, e il fatto di saperla altrove, ma raggiungibile in poche fermate di metrò, mi fece affrettare il resto della visita, saltare diverse sale e precipitarmi a ripercorrere il tratto Atocha - Sol al più presto, per ricominciare a respirare, almeno per un po'.
--
edit 2017: su gentile richiesta di Louise di Artsy, segnalo la pagina da loro dedicata a Pablo Picasso.
25 aprile 2012
Festa
Un po' cla-clang lo faceva, la bici, ma si è proprio comportata bene stamattina, rimanendo gonfia e funzionante fino alla fine del giro, bello per i simboli e i ricordi, per le persone partecipanti e per lo splendore della giornata che si è dipinta per noi alla Bovisa.
Nel pomeriggio c'è stato tempo per godersi un pezzetto di manifestazione in centro, e in quel pezzetto coglierne la parte che più mi piace, quella della festa, celebrata musicalmente dapprima attraverso i canti delle Voci di mezzo in piazza san Carlo, ai quali ho partecipato pure io per un po' (ovviamente senza forzare), poi sui ritmi dei Mitoka Samba in corso Vittorio Emanuele e infine con le esecuzioni della Banda degli Ottoni a Scoppio, che dopo aver sfilato in corteo eseguendo il repertorio tradizionale (che comprende per esempio Bella ciao e Ale Brider, Fischia il vento e L'Internazionale, Ederlezi e Siamo i ribelli della montagna), si è fermata sul lato del Duomo esibendosi anche in una rivisitazione di Luglio, agosto, settembre degli Area (oltre a Nkosi Sikeleli Africa).
Mi è piaciuta particolarmente l'atmosfera di condivisione fattiva con i canti popolari guidati dalle Voci di mezzo, ai quali si univa chiunque ne avesse voglia, seguendo i testi fotocopiati e distribuiti (tra cui: E anche per quest'anno, Gorizia, L'estaca, Addio morettin, Cosa rimiri mio bel partigiano).
Come pezzo del giorno eleggo il brano catalano L'estaca (il palo), che dice:
"Se io tiro forte di qui e tu tiri forte di là, sicuro che cade, cade, cade e potremo liberarci".
Ora:
- se vuoi leggere il testo e ascoltarlo nella versione delle Voci di mezzo, clicca qui;
- qui trovi l'originale di Lluís Llach;
- se invece preferisci una rivisitazione vivace, ascolta lo ska basco dei Betagarri;
- infine, eccoti la versione in occitano di Lou Dalfin: Lo pal.
Nel pomeriggio c'è stato tempo per godersi un pezzetto di manifestazione in centro, e in quel pezzetto coglierne la parte che più mi piace, quella della festa, celebrata musicalmente dapprima attraverso i canti delle Voci di mezzo in piazza san Carlo, ai quali ho partecipato pure io per un po' (ovviamente senza forzare), poi sui ritmi dei Mitoka Samba in corso Vittorio Emanuele e infine con le esecuzioni della Banda degli Ottoni a Scoppio, che dopo aver sfilato in corteo eseguendo il repertorio tradizionale (che comprende per esempio Bella ciao e Ale Brider, Fischia il vento e L'Internazionale, Ederlezi e Siamo i ribelli della montagna), si è fermata sul lato del Duomo esibendosi anche in una rivisitazione di Luglio, agosto, settembre degli Area (oltre a Nkosi Sikeleli Africa).
Mi è piaciuta particolarmente l'atmosfera di condivisione fattiva con i canti popolari guidati dalle Voci di mezzo, ai quali si univa chiunque ne avesse voglia, seguendo i testi fotocopiati e distribuiti (tra cui: E anche per quest'anno, Gorizia, L'estaca, Addio morettin, Cosa rimiri mio bel partigiano).
Come pezzo del giorno eleggo il brano catalano L'estaca (il palo), che dice:
"Se io tiro forte di qui e tu tiri forte di là, sicuro che cade, cade, cade e potremo liberarci".
Ora:
- se vuoi leggere il testo e ascoltarlo nella versione delle Voci di mezzo, clicca qui;
- qui trovi l'originale di Lluís Llach;
- se invece preferisci una rivisitazione vivace, ascolta lo ska basco dei Betagarri;
- infine, eccoti la versione in occitano di Lou Dalfin: Lo pal.
24 aprile 2012
Buon venticinque aprile!
Domani mattina - fazzoletto rosso al collo - porterò, porteremo corone di fiori ai partigiani della Bovisa.
*
*
23 aprile 2012
Chi, mica quello lì?!
- Il numero di Avogadro.
- Eh?
- Come, non lo conosci?
- Mmh, non mi pare, però aspetta che controllo, magari ho il suo indirizzo e-mail.
- Eh?
- Come, non lo conosci?
- Mmh, non mi pare, però aspetta che controllo, magari ho il suo indirizzo e-mail.
22 aprile 2012
Poesia e traduzione (poesia è traduzione)
Sono contentissimo dell'esperienza di ieri: il Workshop di traduzione letteraria dall'inglese - Poesia tenuto da Franco Buffoni è stato un vero nutrimento per l'anima.
La premessa teorica, ovviamente schematica dato il poco tempo a disposizione, ha fatto riferimento alla traduttologia, giovane scienza che coniuga i formalismi della linguistica teorica e i principi della filosofia estetica grazie ai concetti di avantesto, ritmo, poetica, intertestualità, movimento del linguaggio. Prendevo appunti e piacevolmente riecheggiavano da un lato gli esempi di teoria e pratica della traduzione presenti già nei primi numeri della rivista Testo a fronte, dall'altro il ricordo del corso di laurea allo IULM di qualche lustro fa.
Passando alla pratica, abbiamo esaminato i nostri timidi tentativi di tradurre versi generati da mostri di calibro assoluto (W.H. Auden, D.H. Lawrence, Ezra Pound, T.S. Eliot), grandi da poco scomparsi (Allen Mandelbaum) e qualche nuova voce (Kate Clanchy). Questo prima di confrontarci con le soluzioni spesso geniali di Franco Buffoni stesso, dal suo Quaderno di traduzioni appena uscito per Marcos y Marcos col titolo Una piccola tabaccheria.
Così è stato possibile esemplificare e provare ad applicare il concetto di "lealtà" del traduttore spiegato nella premessa del volume: Mia ferma convinzione è che non di “fedeltà” si dovrebbe parlare bensì di “lealtà”. Il termine fedeltà connota guanciali, lenzuola e sotterfugi; il termine lealtà due occhi che fissando altri occhi dichiarano amore ammettendo un momentaneo “tradimento”. Sono stato leale alla tua altezza poetica, tradendoti qui e qui e qui: l’ho fatto per restare il più lealmente possibile alla tua altezza.
A un certo punto ci ha illustrato la distinzione operata da Pound tra poesia della melopea (in cui prevale la musicalità), quella della logopea (in cui conta soprattutto il discorso o ragionamento) e quella della fanopea (il cui fulcro è l'epifania o illuminazione). Nel tradurre, individuare l'elemento predominante aiuta a capire che cosa eventualmente sacrificare nella resa. Il livello della sfida però s'innalza inesorabilmente affrontando i grandissimi poeti, capaci di fondere nei propri versi i tre elementi.
A fondere i tre elementi è di sicuro riuscito Franco Buffoni in questo incontro, che è stato una lezione interessante e coinvolgente, un godimento estetico condiviso, un movimento intellettivo piacevole e illuminante. Ascoltarlo leggere o recitare a memoria versi di immensa grandezza e vederseli porgere a portata di gusto mi ha fatto sentire una volta di più fortunato e grato alla complicata bellezza dell'umano vivere.
La premessa teorica, ovviamente schematica dato il poco tempo a disposizione, ha fatto riferimento alla traduttologia, giovane scienza che coniuga i formalismi della linguistica teorica e i principi della filosofia estetica grazie ai concetti di avantesto, ritmo, poetica, intertestualità, movimento del linguaggio. Prendevo appunti e piacevolmente riecheggiavano da un lato gli esempi di teoria e pratica della traduzione presenti già nei primi numeri della rivista Testo a fronte, dall'altro il ricordo del corso di laurea allo IULM di qualche lustro fa.
Passando alla pratica, abbiamo esaminato i nostri timidi tentativi di tradurre versi generati da mostri di calibro assoluto (W.H. Auden, D.H. Lawrence, Ezra Pound, T.S. Eliot), grandi da poco scomparsi (Allen Mandelbaum) e qualche nuova voce (Kate Clanchy). Questo prima di confrontarci con le soluzioni spesso geniali di Franco Buffoni stesso, dal suo Quaderno di traduzioni appena uscito per Marcos y Marcos col titolo Una piccola tabaccheria.
Così è stato possibile esemplificare e provare ad applicare il concetto di "lealtà" del traduttore spiegato nella premessa del volume: Mia ferma convinzione è che non di “fedeltà” si dovrebbe parlare bensì di “lealtà”. Il termine fedeltà connota guanciali, lenzuola e sotterfugi; il termine lealtà due occhi che fissando altri occhi dichiarano amore ammettendo un momentaneo “tradimento”. Sono stato leale alla tua altezza poetica, tradendoti qui e qui e qui: l’ho fatto per restare il più lealmente possibile alla tua altezza.
A un certo punto ci ha illustrato la distinzione operata da Pound tra poesia della melopea (in cui prevale la musicalità), quella della logopea (in cui conta soprattutto il discorso o ragionamento) e quella della fanopea (il cui fulcro è l'epifania o illuminazione). Nel tradurre, individuare l'elemento predominante aiuta a capire che cosa eventualmente sacrificare nella resa. Il livello della sfida però s'innalza inesorabilmente affrontando i grandissimi poeti, capaci di fondere nei propri versi i tre elementi.
A fondere i tre elementi è di sicuro riuscito Franco Buffoni in questo incontro, che è stato una lezione interessante e coinvolgente, un godimento estetico condiviso, un movimento intellettivo piacevole e illuminante. Ascoltarlo leggere o recitare a memoria versi di immensa grandezza e vederseli porgere a portata di gusto mi ha fatto sentire una volta di più fortunato e grato alla complicata bellezza dell'umano vivere.
21 aprile 2012
Fare il verso ai versi
Grazie alla mia amica Dajna e poi a Dori Agrosì di N.d.T. - La Nota del Traduttore, tra poco esco e vado a seguire il seminario di traduzione letteraria sulla poesia che terrà oggi Franco Buffoni, anche per il piacere di rivedere il mio insegnante e relatore per la tesi di laurea dei tempi dello IULM.
L'ho saputo quasi all'ultimo, per cui la mia preparazione è stata scarsa, ma sufficiente a farmi rendere conto che tradurre poesia è il miglior modo di leggerla.
L'ho saputo quasi all'ultimo, per cui la mia preparazione è stata scarsa, ma sufficiente a farmi rendere conto che tradurre poesia è il miglior modo di leggerla.
Iscriviti a:
Post (Atom)



