09 settembre 2004

Sapere dove guardare

Mi ha scosso. Anzi, direi che il mondo mi è scoppiato in testa.
Urla e polvere e poi tutto si è attutito e si è spento per un attimo.
Ora però sono qui a fluttuare, qui sopra di voi che mi piangete.
No, quella laggiù è solo la carcassa, io sono qui leggero leggero...
Dai, voltatevi in su con gli occhi del cuore: "Ciao!".


"Anche oggi, ricordati di trovare almeno una cosa bella nella tua giornata e di regalare un sorriso a uno sconosciuto."

07 settembre 2004

06 settembre 2004

Tre domande, tre risposte

1.
Massimo: Disporre di troppe informazioni può essere uguale a nessuna informazione. Quale è la tua opinione, con particolare riferimento ai blogs ed alle loro potenzialità?
Zu: Nel 1996, ai tempi dei miei primi collegamenti a Internet, tale Salvo Pagliarello scrisse (cito a memoria): "Cercare informazioni su Internet è come volersi dissetare a una manichetta antincendio. Si riceve sicuramente una grande quantità d'acqua, ma si finisce col rinunciare a bere."
Per rimediare, il criterio rimane quello della selezione, come d'altronde già ci succede per la fruizione di libri, film, programmi radiotelevisivi...

2.
Massimo: Nei blogs, spesso i propri pensieri assumono un taglio "umoristico". Satira o umorismo si rivelano forse gli strumenti più adatti per rendere più interessante e chiaro quello che si vuole comunicare. È solo un aspetto della personalità di chi scrive, oppure un espediente per essere sintetici ed efficaci?
Zu: Da un lato è un modo per risultare accattivanti. Dall'altro può essere uno schermo dietro il quale nascondere timidezze, timori, chiusure. Comunque, se usati da chi li sa suonare e su uno spartito sostanzioso, quegli strumenti sanno rendere la musica ancor più apprezzabile.
Al di là della piacevolezza, un aspetto importante dell'umorismo è che obbliga chi scrive e poi chi legge a considerare le cose da punti di vista meno scontati, dunque può configurarsi in strumento di indagine e conoscenza.

3.
Massimo: Quale è la prima cosa che hai pensato quando hai iniziato a scrivere nel tuo blog e quali opinioni hai cambiato da allora?
Zu: Pensai che era bello poter disporre di un attrezzo così semplice e potente al tempo stesso. Non ho cambiato opinione, però ho progressivamente visto sfumare l'emozione dovuta all'utilizzo del mezzo in sé e per sé. In compenso sono cresciute altre emozioni, grazie alle interazioni telematiche e personali aumentate in modo esponenziale senza perdere di qualità.

[tutto ciò fu un tempo pubblicato sul Salto del Canale, ma poi... il canale saltò]

04 settembre 2004

Pinzillacchere

1)
Stasera con la Black Sound Machine sarò qui:
Osteria Garibaldi
Strada tra Barlassina e Cogliate (MI)
(uscita Barlassina della superstrada Milano-Meda) tel. 0362-563741
22:00 inizio concerto
e tu?

2)
Ho sei inviti Gmail da regalare, anche a chi non viene a vedere la BSM.

03 settembre 2004

Esercizio di traduzione 2

Lo so, è passato un bel po' di tempo, ma tanto si sa che è solo una categoria della mente, no? Riprendiamo dunque da dove avevamo lasciato, e cioè da qui (intervento e relativi commenti).
Anzi, visto che Haloscan si mangia i commenti vecchi, ho cominciato ad allestire una pagina indipendente dove raccogliere anche gli eventuali nuovi contributi.
Per dare il buon esempio, riparto io con l'ennesimo tentativo di rendere nella nostra lingua il pressoché intraducibile gioco di parole di Mark Twain:

Age is an issue of mind over matter. If you don't mind, it doesn't matter.

L'età è la conta dei tuoi passi, ma se te la spassi non conta.


Ora tocca a te.

02 settembre 2004

Facce rollà

Grazie a Giuseppe Granieri per avere messo a disposizione un nuovo simpatico aggeggino, che ho quasi prontamente inserito nella pagina delle Reti relazionali.
E speriamo di aver tradotto bene il titolo.

Dolce far niente

Da tutti si può imparare qualcosa. Nel 1979, finita la terza liceo, scelsi di occupare l'estate a fare un po' di soldi per comprarmi lo stereo e trovai lavoro nelle cucine di un ristorante a Cavalese. Insieme a me a lavare i piatti c'era un ragazzo "difficile". Si trattava in realtà di un diciottenne dalle normali potenzialità, che però da trovatello era stato sistemato in un istituto "coi bomboloidi", dove era rimasto per l'intera fanciullezza. Inutile dire che a saperlo prendere era tranquillissimo e perfino incline a sprazzi comunicativi. Fu in uno di quei rari momenti di buonumore confidenziale che mi disse: "Mi son qua a far el lavapiati, ma el mè vero sarìa no far un cazo!"

L'avrei abbracciato, sarà perché io quelli che s'annoiano a non lavorare non li capisco. In effetti, sebbene il mio mestiere continui a piacermi, preferirei non esservi vincolato da ragioni economiche. Sembrano frasi alla Catalano, ma so per certo che esistono persone afflitte da cefalea ogniqualvolta si astengono dalle attività lavorative. Temo dipenda dalla scarsa capacità di rivolgere lo sguardo interiore verso ambiti diversi. Non dover necessariamente lavorare sarebbe un privilegio sfruttabile per coltivare senza remore passioni e interessi personali, per abbandonarsi all'otium, ma anche all'ozio puro e semplice.

I simboli sommi di quest'ultima opzione sono per me essenzialmente due: farsi radere dal barbiere e dondolarsi su un'amaca. In questa estate ricca di vacanze li ho sperimentati entrambi, il primo vicino alla casa in cui sono nato e l'altro, naturalmente, alla casa dell'amaca.
Godendo soavemente mi ci dondolavo prima e dopo ogni escursione su una nuova spiaggia, gli occhi golosi e la pelle salata. Perlomeno quando l'amaca era libera dalle evoluzioni del mammosauro Lorenzo spinto dal mentore ammaestrato alla bisogna, nientepopodimeno che il suo "Gilgameshone", quello che "sa tutte le cose del mondo".
Di sicuro in quei momenti le cose del mondo sapevano identificarsi nel qui e ora. E con Mistral si diceva, appunto: "Quelli che s'annoiano a non lavorare non li capisco."

01 settembre 2004

"Gaglieda, caput mundi"

Sono appena rientrato da un'escursione di pochi giorni nella mia Romagna natìa: valle del Bidente, Galeata, provincia di Forlì (sarebbe Forlì-Cesena oramai, ma ancora non mi ci abituo). Ci sono tornato dopo un'assenza di qualche anno, se escludiamo il funerale della nonnina due anni orsono.
Tutto bellissimo, addirittura entusiasmante, come se la mia terra mi avesse baciato.

Nota: la frase tra virgolette era la presa per il culo preferita di un mio zio toscano nei confronti di noi romagnoli appenninici e del paese che forte fa sentire il suo richiamo.

27 agosto 2004

Vale ancora

Una persona che muore, ci scommetto, passa a un altro stato dell'essere.
Per chi rimane, invece, diventa un mosaico. Un'opera le cui tessere sono distribuite nei nostri occhi, nei nostri cuori. Nei ricordi della nostra mente, ma anche in ciò che faremo con le nostre mani. E in ciò che siamo e che saremo, con noi stessi e con gli altri. Per questo continueremo a sentirti presente.

.

Perché perché perché?

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26 agosto 2004

Per farla breve

Il blog di Luisa Carrada è spesso fonte di spunti stimolanti.
Oggi segnala ScrittoLettoDettoFatto, pagina che ospita microracconti non superiori a cento parole. Ho raccolto l'invito adattando un pezzo che avevo scritto per il Blogrodeo del 18 maggio: Cosa pensi che ci sia qui dentro?

24 agosto 2004

Setterosa

Se oggi per il gol della Zanchi a due secondi dalla sirena ho cacciato un urlo d'esultanza come da tempo non mi capitava per un evento sportivo, non devo ringraziare solo le ragazze della nazionale di pallanuoto, ma anche i miei cognati Enzo Altamura e Cinzia Mileto, vecchie glorie nei rispettivi ruoli di allenatore e giocatrice, che nel tempo hanno saputo indurmi ad apprezzare questa disciplina, seppure da bordo vasca.
Nello stesso pomeriggio, tanto per dire, la sorte dei giovanotti del calcio non mi ha smosso nemmeno un po'.

23 agosto 2004

Io pulso positivo

Qui: respirare profondamente per non restare col fiato sospeso, scrivere suonare spupazzare per non bloccarsi con le dita incrociate.
: continuare a nuotare ma capire le correnti, ricordarsi di essere goccia e mare ad un tempo.
In bocca al lupo, Zonk.

20 agosto 2004

Nuotare nudi

Mi è sempre piaciuto. L'acqua salata sa accarezzarti ovunque, come un bagno amniotico universale. Anche per questo ho eletto più bel bagno stagionale quello fatto a Baccu Mandara, dove dopo essermi spinto abbastanza al largo con qualche bracciata in più, ho osato sfilarmi il costume, metterlo a tracolla e perdermi nell'azzurro dipinto di blu.

19 agosto 2004

Due serate al multisala

Ero andato a vedere Una storia americana (di Andrew Jarecki) solo perché trascinatovi da una coppia di amici. Pensavo fosse pesante e invece scorre, malgrado l'argomento scottante e il trattamento documentaristico. È un'autentica lezione di montaggio per come accosta con sagacia filmini familiari, materiale televisivo cronachistico e d'inchiesta, interviste raccolte in epoche diverse. L'intreccio, drammaticamente denso e pregnante, a un secondo livello di lettura si fa strumento per mostrare come la poliedricità del reale sfugga alla rassicurante classificazione della "Verità", in un continuo spiazzamento che fino in fondo lascia qualcosa in sospeso. Dal punto di vista della cinenarrazione è apprezzabile che riesca a farlo per semplici accostamenti di testimonianze, punti di vista o modi di sentire opposti, senza che alcuna voce onnisciente si occupi di rendere digeribile la faccenda. Dal non detto si evincono ulteriori sfumature di significato e Hitch questo l'avrebbe apprezzato.

La serata seguente è stata la volta di Ladykillers (di Joel e Ethan Coen). Il divertimento cercato è stato in parte trovato: il film è godibile, la colonna sonora avvincente e vi sono parecchie scene degne di nota, però non mi viene da dire "che bello!" e ciò non è dettaglio trascurabile.
Chissà se può valere la pena di andare a ripescare in cassetta l'originale del 1955 (La signora omicidi), quello con Alec Guinness e Peter Sellers.

17 agosto 2004

H

Blog collettivo, ma soprattutto progetto.
Mi è piaciuto il modo in cui mi è stato presentato, perciò ho raccolto l'invito di Daneel qualche settimana fa.
Ieri notte è giunto anche il momento di scrivere un mio contributo: si intitola Al capolinea.

16 agosto 2004

A4

La vista è solo uno dei cinque o sei o sette sensi di cui si dispone, ma guidando è il primo cui fare riferimento. Per fortuna, l'attenzione alla strada non esclude la possibilità di godersi almeno parzialmente la bellezza dei paesaggi e seppure a sprazzi le mutevolezze cromatiche del cielo.
Così accadde anche ieri. Tornavamo dalla val di Fiemme dopo avere salutato i piccoli, rimasti colà coi nonni a prolungar vacanze. Superati i timori di code epocali, superata anche la cornice più suggestiva dell'itinerario, mi consolavo occhieggiando ove possibile la rosatura crepuscolare e il rincorrersi dei rannuvolamenti all'occidente orizzontale.
D'un tratto scorgo un punto molto luminoso fisso. Quello è sicuramente un pianeta. Dunque... Se non rammento male, Asgard News parlava di Giove visibile per qualche minuto al tramonto, ma quello è talmente luminoso da sembrare Venere, il che è impossibile, se è vero che per questo mese appare all'alba in tutt'altra direzione.
io: - Quel pianeta... quello lì. Dovrebbe essere Giove, ma è lucente quanto Venere. Che strano, che bello!
Licia: - Guarda che adesso sta lampeggiando.
io: - Azz, è un aereo! Sai, dalla prospettiva in cui ci trovavamo prima sembrava una luce fissa, forse perché veniva nella nostra direzione...
Licia: - No, no, è un pianeta. Chillo è Plutone, 'o pianeta d' 'o suggettone.

13 agosto 2004

Mutevolezza (era tutta una Commedia?)

Come lampo d'agosto diuturno
col tocco d'una lieve brezza
l'astro che il giorno è di turno

colora della sua carezza
il cielo che fu a pecorelle.
Perciò, come disse il poeta,

lassù rivedremo le stelle.
Divine parole di seta
sussurro di tenero amante:

l'azzurro d'una luce bella
si schiuse alle labbra di Dante
la notte che andò in camporella.

Parentesi quadre

Mi rileggo dopo quasi un anno
[ Il pensiero positivo è fondamentale anche per poter irradiare come percezione di valore ciò che pensiamo di noi stessi. ]
virgola concordo virgola ma non è facile ripeterselo con piena convinzione se le caviglie già mi si gonfiano per la scarsa mobilità da troppa scrivania virgola pleonastica e i coglioni pure.

10 agosto 2004

Torre, vuoi mettere?

Torre vorrei la turba che al mio salir non manca mai

Soffro di vertigini, molto. Non ne soffro da sempre, giacché ricordo interminabili arrampicate sulle conifere trentine da piccolo, quando per l'intera estate mi confondevo con l'umanità locale.

Madide mani mie sudore greve di paura

Ci provo, provo a contrastarle, le vertigini. Come quella volta a Firenze, da liceale, sulla torre campanaria a impormi di guardar giù. E soffrirci, ma farlo. Riscoprendo che la maggior paura sorgeva non dallo sguardo verticale, ma da quello che mi fa sentire a mezz'aria tra il punto elevato in cui mi trovo e un altro cui l'occhio s'aggrappa: nella fattispecie, il campanile di Giotto e la cupola del Brunelleschi con la sua gabbia da grilli.

Il dì del compleanno a Cajuina è caro assai

Desideri espressi: tre. "Vorrei tante sorpresine" - a questo abbiamo felicemente risposto fin dal mattino, improvvisando festeggiamenti con palloncini e cotillon nella cabina del traghetto che si approssimava allo scalo marittimo di Livorno. "Un cagnolino o un gattino o dei criceti" - ho opposto un crudele diniego, ma le circostanze hanno riportato da noi la gattina Lola, benché solo per qualche giorno. "Vedere la torre di Pisa" - piccola deviazione ed è fatta. Arriviamo belli belli, poi ci informiamo: salita vietata ai minori di anni 8, biglietto 15 euro, primi posti disponibili nel gruppo delle ore 12:20. Va be': coda, no carta di credito, prelevare al bancomat, coda, aspettare al sole. Anzi, per un po' all'ombra del battistero, dopo un vano tentativo di accedere al camminamento delle mura antiche nell'attesa.

Torre lei volle ed io vidi dall'alto quelle mura

Salire sulle mura, oltre che utile preparazione al difficile compito che mi si prospettava, sarebbe stato bello anche per portare un po' in alto Lorenzo, escluso per ragioni d'età dall'ascesa pendente. Il piccolo mammosauro [© Mistràl] peraltro era più che soddisfatto dell'opportunità di sfogarsi corridendolando nell'erba insieme alla festeggiata.
Anni o lustri fa ero stato io a ridere e rotolarmi su quei prati, scolaro gitante ubriaco perso dopo il pranzo a Massaciuccoli, precludendomi la visita alla torre più famosa d'Italia.
Se stavolta sono arrivato in vetta devo proprio ringraziare Francesca, per l'idea e per il vigore psicologico che mi ha infuso, da fatina quale sa essere questa cajuina di otto anni compiuti.


a cura di Giulio Pianese

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