29 aprile 2024

Ora e sempre (resistenza)

Imbracciammo il fucile
per tornare a ballare.

Questo è il punto, la differenza essenziale tra partigiani e fascisti. 

Per circa un ventennio le camicie nere avevano usurpato posti di potere in virtù della catena di comando instaurata dalla violenza ingiusta: repressione, ricino e bastonate al servizio dei più abbienti senza scrupoli e con la complicità degli ignavi. 

L'orizzonte dei resistenti nasceva dalla disperazione, ma tra lacrime e stenti si colmava di speranza per un futuro di gioiosa normalità, di vita e giustizia. I nostri ragazzi, ossia i nonni e bisnonni che all'epoca erano per lo più giovinetti, di far la guerra avrebbero fatto volentieri a meno. 
Anche per questo dico che nella seconda parte della seconda guerra mondiale, in Italia un partigiano sarà stato sempre meglio di un fascista. 

31 marzo 2024

Di (n)uovo

Oh, sì, dai, sorprendimi! Detto, fatto. Come si è schiusa, la giornata mi ha annunciato il regalino: un'ora in più. Che bello, pensavo, e invece no. L'ora in più era sull'orologio, non nel tempo a disposizione. 

Stavolta mi ha colto impreparato, totalmente ignaro, ma dov'ero stato? Forse impegnato a ballare, probabilmente distratto da begli scambi comunicativi, sicuramente inebriato da una personale risurrezione, sta di fatto che il passaggio all'ora legale me lo sono proprio perso. 

Ho rimediato con una corsa, un affrettarsi che è sempre alla portata più di quanto si pensi, e il resto è fluito. 
Alla nuova luce e nuova ombra mi abituerò piano piano, come tutti. 

29 febbraio 2024

Un giorno in più?

Che te ne faresti di un giorno in più? 
Ventiquattro preziose ore regalate, pensaci. Nel momento in cui ti dovessi sentire in affanno, ecco un bacino di espansione per affrontare gli imprevisti, evadere le incombenze, sciogliere i nodi, mettersi in pari. Già: mettersi in pari, ma in pari con cosa? 

Quando può capitarti un giorno in più? 
Trecentosessantasei invece di trecentosessantacinque, è chiaro: in un anno bisestile. Bonus per tutti: anche dovesse piovere, sempre di bonus si tratta. Proprio quello che ti serviva, dici, giusto il tempo di recuperare, di fare quel che hai ripetutamente rimandato. Dunque, dipende dal calendario? 

Un giorno è un giorno; se è in più, a deciderlo non sarà una convenzione appesa al muro, ma il tuo atteggiamento. Come in quel film bellissimo, About time, con l'intuizione che non sto a svelare qui, ma che riguarda il modo di porsi nei confronti di ogni singola giornata e di ciascun istante del suo svolgersi. Non ci credi? 

04 febbraio 2024

Ieri e ieri l'altro e di nuovo

Non vi è stato alcun bisogno di infilare occhiali rosa con quel cielo confetto: un rosazzurro quasi da cartone animato. Rosazzurro come il negozio nel quale i miei si servivano quando eravamo piccoli: la tranquillità esperita inconsapevolmente e perciò data per scontata. Bellezze incredibili, a riguardarle con gli occhi della memoria.

Un bianco e nero quasi seppiato poche ore più tardi al cinema, con temi trattati in modo crudamente geniale, vedi le violente movenze sui virtuosismi vocali di Petra Magoni. Scene e vicende che lasciano l'amaro in bocca, perché l'apparente esagerazione caricaturale è purtroppo molto meno di quel che accadeva e continua ad accadere. C'è ancora domani, dice lei, ed è purtroppo vero ancora oggi. 

Bianca e nera anche la torta per la festa del Tangoy sabato. Un'intera sera a ballare: non ci si stufa mai, e come si potrebbe?, di musica e abbracci, quelli ritrovati e rinnovati, quelli nuovi che spesso celano piacevoli scoperte, quelli riscoperti. 

Oggi un'altalena al parco Trotter ha ospitato una ottantanovenne, che a un certo punto ha perfino iniziato a spingersi da sola: mia mamma, se sollecitata, lo spirito ce l'ha. Sorrido. 

01 febbraio 2024

Lo stupore degli occhi bambini

Lo stupore degli occhi bambini che abbiamo in noi se non lo soffochiamo ci permette di godere di tanti piccoli frammenti di felicità. Si tratta di istanti da cogliere e custodire poi sorridendo nella memoria delle inezie senza scopo specifico. 

Un semplice esempio è rievocare l'incredula divertita gioia di quando per la prima volta mi resi conto che in Mrs Robinson Simon e Garfunkel menzionavano un nome che per me che avevo studiato francese alle medie e al liceo era stato assolutamente impossibile captare fino a quel momento: Joe DiMaggio, poesia sonora pur non avendo io mai apprezzato né conosciuto il baseball. 

Il verso richiama l'Ubi sunt? già risonante nella Ballade des dames du temps jadis di François Villon:

Where have you gone, Joe DiMaggio?

E la sottostante malinconia si fa plurale in quello seguente:

Our nation turns its lonely eyes to you

Canticchiamola. [testo qui]

30 gennaio 2024

Malie

Che cosa bussa al tuo cuore? Memoria o passione?

Se ti svegli dal buio alla luce, cosa cerchi oltre all'acqua che plachi l'arsura del respiro mozzato? Sono di più i perché o i sorrisi, i rammarichi o gli entusiasmi, gli slanci o gli affanni, nel tuo salire e scendere le scalinate del quotidiano esistere?

Tra quelli che affiorano al tuo dire, quanti verbi sono al presente? Quanto te ne discosti armeggiando tra futuro e passato, brandendo condizionali o evasioni ipotetiche? Come ti agganci al qui e ora, come resisti all'altrove spaziotemporale? 

E se invece sei saldamente nel reale, riesci nondimeno a coltivare ogni espansione di te in tempi e distanze vissuti e da vivere? 

Voglio musica ad avvolgermi fin qui, estatica dinamica d'abbracci.

31 dicembre 2023

Buon ognigiorno

Mettersi a chiedere cose all'anno che verrà, se non sei Lucio Dalla, ha davvero poco senso. Se qualcosa migliorerà, non sarà certo dovuto all'ultimo foglio di calendario che lascia il posto a un nuovo fascicolo. E poi, chi è questo Anno che arriva? La personificazione è un tentativo perso in partenza poiché colloca al di fuori di noi le responsabilità, come fanno i fanatici. 
È pur vero che chiedendo si mettono a fuoco i desideri e che questo è il primo passo per puntare a realizzarli. Quindi in questo senso potrebbe anche andare, purché in qualche modo gli auspici riguardino direttamente noi e le nostre azioni. 

Augurare un intero anno buono è di un ottimismo che supera perfino il mio, ma va bene, è una bella intenzione. 
Tuttavia, pensando che in realtà sia il qui e ora a decidere e influenzare il futuro, preferisco un augurio che ci segua passo passo, nell'attenzione vigile alle piccole cose, nell'apprezzamento del bello e dei momenti di gioia, nella cura nei confronti delle mini-decisioni che grandemente informano la nostra quotidianità. 

Per questo vi auguro e ci auguro Buon Ognigiorno, fin dall'inizio del 2024.

30 novembre 2023

Affettuosità

Questo è uno dei doni che mi hanno trasmesso i miei genitori e in generale tutti i miei cari. Si tratta di un atteggiamento beneficamente contagioso, a ricarica reciproca automatica, una modalità che in molte situazioni è salvifica, tendendo a instillare buonumore. 

In determinati ambiti può essere considerata affine all'invadenza, ma basta controllarsi un pochino per evitare di risultare fastidiosi; oppure, orientarsi verso ambiti in cui viene apprezzata come valore predefinito, e crogiolarvisi. 

31 ottobre 2023

Cicatrici

I segni delle ferite rimangono.

Me ne accorgo guardandomi il dito medio della mano destra, dal lato dell'anulare. Reca il pallore della carne rimarginata, liscia e capace di infastidire un pochino. 

Per la prima volta nella vita, sul finire di agosto, sono stato morsicato da un cane. Un cagnone che pareva pacioso, sdraiato in quella viuzza accanto a un paio di gattini. Ero uscito di mattina a esplorare l'isoletta alla quale eravamo approdati nel cuore della notte precedente, dopo sei ore di traversata su scomode poltrone. 

L'isoletta, Psarà, è una meraviglia per chi ama una vacanza molto tranquilla in mezzo all'Egeo, ma il paesino è in verità piuttosto sgarrupato. Tra i lavori in corso per le numerose ristrutturazioni ci siamo districati un po' a caso per l'intera settimana, percorrendo quasi sempre itinerari diversi per tornare alla base, cosa che in una località tanto piccola sembrava impossibile. 

Quella mattina, quindi, a maggior ragione stavo vagando e mi apprestavo a sbucare sul lungomare dell'esiguo porticciolo quando il grosso pacioso peloso quadrupede decise di attaccarmi mentre attraversavo quello che evidentemente considerava il suo territorio. Per fortuna al penultimo istante l'istinto mi spinse a correre, e la bavosa bocca mi addentò solo parzialmente. Entrai in un bar chiedendo di potermi lavare la mano sanguinolenta e fui immediatamente assistito da due o tre persone, una delle quali poi insistette per accompagnarmi in motorino dal medico. 

Un bel fastidio dover rinunciare per un paio di giorni a tuffarmi in quel mare, una scocciatura dovermi sottoporre anche nei giorni successivi al rito della medicazione all'ambulatorio turistico. Tuttavia, l'incidente si rivelò foriero di amenità e coccole da parte di varie persone della piccola comunità insulare, della quale in un certo qual modo ci siamo sentiti parte per l'intera vacanza, al punto di progettarvi un ritorno a breve. 

Morale: da una ferita può nascere qualcosa di buono oltre al dolore, però i segni rimangono. 

30 settembre 2023

Il v(u)oto del plenilunio

L'illusione di poter catturare il momento si evidenzia quando, privi di nozioni approfondite, abilità specifiche e strumenti idonei, tentiamo, improvvisando, di ritrarre un plenilunio, un paesaggio a perdita d'occhio, un insieme ineffabile di sfumature. 

Ancor più quando proviamo a rendere in parole un senso di smarrimento o di mancanza, un disagio non circoscritto, una sofferenza vaga e per questo inaffrontabile.

Tutto ciò si moltiplica, come difficoltà comunicativa, laddove tali intenzioni riguardino non il nostro personale abisso, ma quello tanto più insondabile di qualcun altro. 

Lì, la formula del patire è semplicemente proporzionale all'intensità del legame affettivo che permane oltre lo spesso muro dell'incomprensione.

E tuttavia, non si smette di sperare per il meglio (vedi: luna dei regalini). 

31 agosto 2023

Verso il primo di settembre

Delle ferie appena trascorse in Grecia voglio certamente dire, ma non ora, ché mi devo preparare al vero capodanno.

Ciao! 

31 luglio 2023

Due terzi

In questo luglio gironzolone, tra l'altro ho compiuto 60 anni. Mi fa impressione avere completato una porzione significativa della mia esistenza, ma il numero in sé non mi pesa quanto avevo immaginato. 

Come sempre, ho festeggiato nel giorno giusto, con chi c'era: in questo caso, brindando con la Guinness insieme a una mia collega, al barista e a un avventore del pub in cui ci eravamo infilati, dopo aver ricevuto dal vivo gli auguri dei trenta allievi che abbiamo accompagnato a Dublino.

È stato un mese denso e impegnativo, dolce e intenso, doloroso e intricato, ma vivo, un po' come il cielo d'Irlanda che t'intride mettendoti talvolta a dura prova, ma che sa avvolgerti sempre nell'incanto, soprattutto se anche in caso di precipitazioni riesci a scorgere il barlume di speranza che da qualche parte s'accende, insieme alle soddisfazioni. 


27 giugno 2023

Un incipit

"Quando la trovarono, era per strada di notte con un secchio vuoto in mano, lungo una via piena di negozi, e non disse nulla."

Rileggendolo per mandarlo a Pino Ierolli di incipitario.com, m'accorgo che questo è un gran bell'incipit, perlomeno nella traduzione dal tedesco di Ada Vigliani.
Si tratta del romanzo breve Storia della bambina che volle fermare il tempo, di Jenny Erpenbeck (Sellerio, 2020). L'originale uscì nel 1999 col titolo Geschichte vom alten Kind, che se capisco bene significa letteralmente "storia della bambina vecchia": un romanzo strano, strambo, ma di indubbio valore. 

06 giugno 2023

Lì in mezzo

C'è una foto di mio papà Umberto che tiene per mano mio figlio Lorenzo piccolino, bello e buffo con il berretto a sghimbescio: li riguardo e mi sembra di stare lì in mezzo, tra le loro mani, contento e sorridente di tenerezza anch'io.
Non la pubblico qui ma fidati, è bella, bella ben oltre la mia ovvia parzialità.
Baci e baci.

29 maggio 2023

More di gelso

Quando le cogli poi si vede perché ti tingono le dita, quando le mangi si sente perché sono dolci dolci e poi anche lì si vede perché ti tingono il sorriso. 

Le colsi e le mangiai al parco di Villa Litta ad Affori, le ho colte e mangiate al parco Nord nella zona di Bruzzano che ho visitato ieri per la prima volta. 
In entrambe le occasioni, grazie ai festeggiamenti per mio figlio Lorenzo, un patatino allora, un grandone oggi, sempre con tanta dolcezza. La mia, la nostra, quella della famiglia riunita per le occasioni speciali. 
Le more invece stavolta erano meno pronte, sebbene parecchio apprezzabili. Il cane Nelson non le ha mangiate, era troppo occupato ad agitarsi per le numerose papere che si aggiravano nei dintorni.

30 aprile 2023

Come un venticinque aprile

Incontri attesi e incontri disattesi, incontri inaspettati e incontri mancati; incontri improvvisi, incontri di sorrisi: in manifestazione, in una manifestazione partecipatissima e sentita, è come nella vita: non riesci a vedere tutti, ma sai che ci sono o saprai che ci sono stati; e soprattutto, sai di esserci e sarai contento di esserci stato. 

Come nella vita, in un venticinque aprile anche chi non c'era lo puoi portare con te, per un pezzetto di strada, nell'aria come la musica, nello spazio come le danze, nello specchio dei sorrisi moltiplicati, nel passato dei ricordi, nel futuro del pensiero.

31 marzo 2023

Riveditinme

Cercherò di riflettere meglio, disse lo specchio, ma tu prenditi cura della mia nitidezza.

28 febbraio 2023

Un paio di cose

Prima che il mese breve se ne vada per fare spazio a quello pazzerello, desidero appuntare qui un paio di cose: una riguarda l'ascoltare il corpo, l'altra una serie TV della quale ho completato la visione.

Domenica mi è capitata una cosa per me insolita, dopo una giornata lunga, bella e intensa. 
In mattinata sono andato a prendere mia mamma all'RSA perché potesse gioire di un pranzo familiare nel corso del quale non sono mancate risate e libagioni: a casa di Martina, sopraffina cuoca come sempre, c'erano anche mio fratello, sua moglie e mia figlia, e abbiamo gustato un rosso, il Sagrantino, che picchia duro dopo qualche bicchiere. Alla fine ho riportato mia mamma in struttura, cercando di consolarla quando a un certo punto si è resa conto che un sacco di nostri cari sono morti (se mi fa domande, non riesco a mentirle). 
Poi me ne sono tornato a casa, intenzionato a uscire di nuovo per andare a ballare. Tuttavia, sentendomi "un po' stanchino", verso le sette ho deciso di farmi un pisolo, ma per bene, cioè in pigiama e sotto le pezze. Di solito mi basta un quarto d'ora di ricarica, ma già immaginavo di restare a dormire per una mezz'oretta, date le circostanze. Ebbene, dopo un po' ho riaperto gli occhi e la radiosveglia, che non avevo attivato, figurati, segnava le 2:33. Invece di contrariarmi, ho sorriso, contento di aver accondisceso a un'esigenza del mio corpo, che non sempre ascolto, e ho ripreso a dormire fino al mattino seguente. 

L'altro fatto riguarda la serie Shameless, di cui negli ultimi mesi ho guardato tutti gli episodi delle 11 stagioni, in originale coi provvidi sottotitoli in inglese. 
Quando qualcosa termina, sono sempre un po' triste, è una sensazione che mi trascino fin da piccolo. Nel momento in cui l'ultimo episodio si avviava alla conclusione, mi predisponevo già al minuscolo lutto, ma la malinconia si è attenuata nel sorriso mentre mi rendevo conto di un riecheggiare, che ho poi verificato: le atmosfere e perfino le parole finali riportano fedelmente all'inizio del primissimo episodio, in una circolarità spiraloide, in cui niente è come prima, ma in un certo qual modo lo ricorda e lo porta in sé, per sempre. 

16 gennaio 2023

Fermare il tempo

There are moments when time does stop. We must be alert enough to notice such moments.  

(John Irving, A Widow for One Year)

Leggo un'altra bella storia di John Irving, autore che dopo più di trent'anni ancora non mi stufa, e concordo con questa sua affermazione: "Ci sono momenti in cui il tempo davvero si ferma." 

Uno, e scriverne è quasi ricorsivo, è quello della lettura, se ci si trova immersi in una storia avvincente. Un altro è l'ascolto della musica, quando le si dedica attenzione e sentimento. Esempio attiguo è quello del ballo, nella mia esperienza soprattutto il tango, in quanto coincidenza di percezione e comunicazione espresse nel movimento condiviso. 

Sintetizzando, succede quando ci si appassiona. 

Quanto alla seconda frase di Irving, è un monito saggio e utile: "Dobbiamo essere abbastanza vigili da notarli."
Utile non solo per goderseli come si deve, ma anche per distinguerli da altri modi per fermare il tempo che attengono all'ambito delle dipendenze. Come riconoscerle? Basta rendersi conto di come ci si sente dopo: carichi e contenti o vuoti e depressi. 

07 gennaio 2023

Viaggiare nello spazio

Per viaggiare nello spazio, il modo più economico è immergersi nella lettura: abbandonarsi a parole, pagine, vicende rese reali attraverso la decodifica di segni su carta. 

Un altro è percorrere chilometri, a decine o centinaia, per spostarsi anche fisicamente in luoghi diversi. 

Entrambi sono affascinanti, ma il secondo ti permette di vivere da vicino graziosità e bellezze in parte inattese, come nel caso del centro storico di Treviso, e magari di incontrare finalmente di persona chi conoscevi solo online da qualche lustro, come nel caso del magnifico Mistro, che dal vivo è perfino più simpatico e interessante che sul web. 



a cura di Giulio Pianese

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