Il nostro valore non è nelle cose che sappiamo, ma in quelle che riusciremo a trasmettere.
31 agosto 2014
Insegnanti
Domani il primo collegio docenti della prossima stagione scolastica. Per l'occasione, parafrasando un mio vecchio asterisco, dedico una frase-monito a me stesso e ai colleghi:
Extra
30 agosto 2014
Antivigilia
Siamo all'antivigilia di quello che in parecchi considerano il vero capodanno e il tempo sembra andare in discesa, scorrendo ancor più velocemente di quando già non faccia. Scampo non c'è dalle mille e mille cosucce rimandate e non ancora fatte, a meno di non estraniarsi un momento, ampliando l'istante presente e attingendovi le energie necessarie a velocizzarsi poi, per anticipare lo scorrere ma senza correre, con il respiro ampio e beato di chi ha dintorno tutte le note del cosmo.
29 agosto 2014
Corsa e ricorsa
Se stai pensando di andare a correre e nutri dubbi sull'opportunità di farlo, leggiti il post, lungo, ma bello e interessante, di Andrea Beggi, esperto informatico e da anni presenza assidua in rete. Vi troverai perle di saggezza e motivazione che, chissà, potrebbero servirti anche qualora decidessi di non andare a correre.
Se come me vai di quando in quando a corricchiare, potrebbe interessarti un programma semplice e assolutamente abbordabile per trasformare le tue corsettine in allenamento utile. Ho appena cominciato a seguirlo e sono fiducioso, anche perché ho deciso di ottimizzare i tempi, eliminando il trasferimento in auto al parco Nord e mettendomi a camminare e correre subito fuori dal portone di casa, per le vie secondarie fino a Villa Ghirlanda.
Qui scaricabili in formato pdf trovi l'articolo esplicativo e due tabelle, che mi sono state gentilmente trasmesse da Luigi Piazzi, esperto web che tra le sue passioni non trascura il fisico atletico e la fotografia.
Se come me vai di quando in quando a corricchiare, potrebbe interessarti un programma semplice e assolutamente abbordabile per trasformare le tue corsettine in allenamento utile. Ho appena cominciato a seguirlo e sono fiducioso, anche perché ho deciso di ottimizzare i tempi, eliminando il trasferimento in auto al parco Nord e mettendomi a camminare e correre subito fuori dal portone di casa, per le vie secondarie fino a Villa Ghirlanda.
Qui scaricabili in formato pdf trovi l'articolo esplicativo e due tabelle, che mi sono state gentilmente trasmesse da Luigi Piazzi, esperto web che tra le sue passioni non trascura il fisico atletico e la fotografia.
28 agosto 2014
Un po' di cibo per l'anima
Tra le cose che mi piacciono del Trentino-Alto Adige, ora posso inserire anche l'Orchestra Haydn, che ho ascoltato dal vivo nella chiesetta di una frazione di un paese sul lago di Garda, apprezzandone molto l'amalgama su brani meravigliosi di Bach e Mozart e ammirando inoltre l'apporto della talentuosa solista Anna Tifu.
Carezze spirituali degne del cielo stellato sono quelle che promanano dalla musica di sublime livello: sono grato per aver potuto e voluto riceverle.
Carezze spirituali degne del cielo stellato sono quelle che promanano dalla musica di sublime livello: sono grato per aver potuto e voluto riceverle.
26 agosto 2014
Roba da sfogliare
Il blog Letture e riletture ha una storia e dei suoi perché. È vero che negli ultimi anni l'ho trascurato un po', ma di recente almeno un paio di bei suggerimenti li ho inseriti. Buona lettura.
25 agosto 2014
09 agosto 2014
Un'eccezione
Ammetto di aver fatto eccezione.
L'antefatto è che dopo anni ero di nuovo arrivato a toccare quota ottanta. E quindi, dopo essere riandato con la mente all'ultima volta in cui ero dimagrito sostanzialmente, ho adottato per analogia mimetica qualche piccolo provvedimento. Niente di impossibile, ma come allora, da lunedì, ho eliminato dalla mia dieta giornaliera i dolci e l'alcool. Salvo a colazione, riguardo ai dolci, ma comunque con moderazione, limitandomi a un cucchiaino di miele nella bevanda, che sia tè, malva o rooibos, e a qualche biscotto o a un po' di marmellata spalmata su fette biscottate o pane.
Troppo poco drastico, dici? Beh, io tendo spesso ad autocompiacermi per i piccoli risultati e a sfruttarne l'effetto come molla per ottenere di più e di meglio. E poi, c'è da spiegare una cosa: da piccolo ero magro, magrissimo; quando mi ritrovo sovrappeso, per me la sensazione è tuttora quella di essere "temporaneamente ingrassato", perfino laddove tale temporaneità si prolunghi per degli anni (alla descrizione di questo fenomeno, il mio amico Alberto di BZ si sbellicò fragorosamente di risa telefoniche tra la perplessità dei colleghi d'ufficio).
Poi, comunque, cerco di muovermi, andando a corricchiare quando riesco, camminando dove posso (mi dicono siano necessari ottomila passi al giorno tutti i giorni, vedremo come fare per tenere il conto). Secondo me un po' di chili se ne andranno (non oso dire che abbiano già iniziato l'esodo, per scaramanzia) e poi si tratterà di far durare la forma (uh, dire "la forma" mi ricorda il tai chi, ma tanto già so che se non è saggio assaggiare tutto, tantomeno lo è saggiarsi su troppi aspetti, meglio accontentarsi di spizzicare qua e là e su e giù).
Oggi, dicevo, ho fatto eccezione. Dopo pochi giorni non si dovrebbe, non è serio, ma suvvia: non capita tutte le settimane che la figlia compia diciott'anni e così ho brindato e mangiato anch'io la torta, in mezzo a un sacco di festeggiamenti iniziati con il sublime ramen del Fukurou, inframmezzati da graditissime visite a sorpresa e conclusi (per noi, giacché la neomaggiorenne poi è uscita coi suoi amici) con le sarde alla beccafico della rosticceria Golfo di Mondello.
Anzi, in verità, prima di salutarci abbiamo vissuto un momento particolare, in bilico tra risate emozionanti ed emozioni commoventi: da "bravo affabulatore", come sono stato gioiosamente o giocosamente definito in un commento, ho rievocato insieme alla famigliola riunita la nascita di Francesca, istante per istante, da quando la vidi uscire a tutte le fasi successive del più bel miracolo terrestre.
L'antefatto è che dopo anni ero di nuovo arrivato a toccare quota ottanta. E quindi, dopo essere riandato con la mente all'ultima volta in cui ero dimagrito sostanzialmente, ho adottato per analogia mimetica qualche piccolo provvedimento. Niente di impossibile, ma come allora, da lunedì, ho eliminato dalla mia dieta giornaliera i dolci e l'alcool. Salvo a colazione, riguardo ai dolci, ma comunque con moderazione, limitandomi a un cucchiaino di miele nella bevanda, che sia tè, malva o rooibos, e a qualche biscotto o a un po' di marmellata spalmata su fette biscottate o pane.
Troppo poco drastico, dici? Beh, io tendo spesso ad autocompiacermi per i piccoli risultati e a sfruttarne l'effetto come molla per ottenere di più e di meglio. E poi, c'è da spiegare una cosa: da piccolo ero magro, magrissimo; quando mi ritrovo sovrappeso, per me la sensazione è tuttora quella di essere "temporaneamente ingrassato", perfino laddove tale temporaneità si prolunghi per degli anni (alla descrizione di questo fenomeno, il mio amico Alberto di BZ si sbellicò fragorosamente di risa telefoniche tra la perplessità dei colleghi d'ufficio).
Poi, comunque, cerco di muovermi, andando a corricchiare quando riesco, camminando dove posso (mi dicono siano necessari ottomila passi al giorno tutti i giorni, vedremo come fare per tenere il conto). Secondo me un po' di chili se ne andranno (non oso dire che abbiano già iniziato l'esodo, per scaramanzia) e poi si tratterà di far durare la forma (uh, dire "la forma" mi ricorda il tai chi, ma tanto già so che se non è saggio assaggiare tutto, tantomeno lo è saggiarsi su troppi aspetti, meglio accontentarsi di spizzicare qua e là e su e giù).
Oggi, dicevo, ho fatto eccezione. Dopo pochi giorni non si dovrebbe, non è serio, ma suvvia: non capita tutte le settimane che la figlia compia diciott'anni e così ho brindato e mangiato anch'io la torta, in mezzo a un sacco di festeggiamenti iniziati con il sublime ramen del Fukurou, inframmezzati da graditissime visite a sorpresa e conclusi (per noi, giacché la neomaggiorenne poi è uscita coi suoi amici) con le sarde alla beccafico della rosticceria Golfo di Mondello.
Anzi, in verità, prima di salutarci abbiamo vissuto un momento particolare, in bilico tra risate emozionanti ed emozioni commoventi: da "bravo affabulatore", come sono stato gioiosamente o giocosamente definito in un commento, ho rievocato insieme alla famigliola riunita la nascita di Francesca, istante per istante, da quando la vidi uscire a tutte le fasi successive del più bel miracolo terrestre.
08 agosto 2014
Traduzione dal francese
Chiara Tizian ha poetato in francese e mi è venuta voglia di tradurre in italiano i suoi versi:
Riporto anche qui l'originale:
Tra sale e cielo
Sa di saline
mentre si vede sparire il Gois,
passo passo fino al termine di un ricordo.
Oceano, sciogli i miei nodi.
Aspettami là dove m'hai cullata,
ebbra di desideri da seguire.
Riporto anche qui l'originale:
entre sel et ciel
Ça sent les marais salants
pendant qu’on voit disparaître le Gois,
pas à pas jusqu’au bout d’un souvenir.
Océan, débrouille mes noeuds.
Attends-moi là où tu m’as bercée,
ivre de désirs à suivre.
Puglie
A guardarmi nudo nello specchio, sembra che sulla coscia sinistra abbia un'autoreggente. È il residuo colorato di una lieve scottatura, l'abbronzatura parziale e non cercata di un pezzetto di corpo rimasto esposto durante la guida sabato scorso, quando risalendo le Puglie in una tarda mattinata soleggiata indossavo un pantaloncino-costume e dal finestrino aperto il sole batteva sulla mia pelle con la complicità del vento autostradale, quello che soffia sempre in direzione C-B, cofano-baule, intrufolandosi nell'abitacolo laddove si decida di non ricorrere all'artifizio dell'aria condizionata.
Dire le Puglie, al plurale, come ci insegnavano un tempo alle elementari, è molto più rispondente alle molteplici realtà di questa regione e al di là dei fatti storici è una cosa che s'intuisce già a un fugace passaggio. Le Puglie, dicevo, me le sono godute, seppur per pochi giorni, anche quest'anno, spizzicando piaceri dalle acque e dalle terre e dai loro sapori.
Come già detto altrove, tra i segni visibili e invisibili, sono questi ultimi a rimanere più a lungo impressi e così sarà per le acquatiche accoglienze dello Ionio e dell'Adriatico; per le accoglienze conviviali sui terrazzi salentini (rigrazie, Viviana); per le golosità ammannite da una cucina ricca dal mattino (prova i pasticciotti di Chéri, dove trovi anche quelli tradizionali con crema e amarena) fino a notte inoltrata (vai a Novoli al baracchino di Simona se vuoi mangiare una deliziosa e freschissima frittura di mare anche all'una di notte dopo il tango).
Una minivacanza salentina breve ma intensa, felice nell'incontro con le sabbie di Torre Rinalda, scarsamente frequentate in quei giorni e perciò ancor più godibili; nel piacere di ritrovare quelle di Pescoluse a nord di Torre Vado e in quello ancor più grande di rituffarsi presso le grotte (e di nuotarci dentro) a sud di Torre Vado; una minivacanza curiosa di girare in bici per le campagne nei dintorni di Campi Salentina e a piedi nei centri storici di Lecce e Gallipoli, qui con il bonus di un bagno alla Purità, dove ti immagini con un sospiro cosa potrebbero essere le pause pranzo lavorando in quella cittadina.
Qualche malinconia, anche, ritrovando luoghi e persone e momenti che l'anno scorso avevo condiviso coi miei figli, stavolta impegnati piacevolmente altrove, ma confido che ci rifaremo.
Soprattutto Salento dunque, ma il resto, di passaggio, è stato ugualmente gradito da me e dalla mia compagna di viaggio: la sosta pranzo con giretto a Trani dell'andata ha confermato le impressioni positive di un decennio fa riguardo al centro storico con le sue architetture di merletto (curiosamente, il nome della città è anagramma di trina). Al ritorno, il trauma da distacco è stato addolcito con una pausa gastronomica e balneare a Marina di Lesina, proprio di fronte alle isole Tremiti, che non tocco dal 1987.
Dire le Puglie, al plurale, come ci insegnavano un tempo alle elementari, è molto più rispondente alle molteplici realtà di questa regione e al di là dei fatti storici è una cosa che s'intuisce già a un fugace passaggio. Le Puglie, dicevo, me le sono godute, seppur per pochi giorni, anche quest'anno, spizzicando piaceri dalle acque e dalle terre e dai loro sapori.
Come già detto altrove, tra i segni visibili e invisibili, sono questi ultimi a rimanere più a lungo impressi e così sarà per le acquatiche accoglienze dello Ionio e dell'Adriatico; per le accoglienze conviviali sui terrazzi salentini (rigrazie, Viviana); per le golosità ammannite da una cucina ricca dal mattino (prova i pasticciotti di Chéri, dove trovi anche quelli tradizionali con crema e amarena) fino a notte inoltrata (vai a Novoli al baracchino di Simona se vuoi mangiare una deliziosa e freschissima frittura di mare anche all'una di notte dopo il tango).
Una minivacanza salentina breve ma intensa, felice nell'incontro con le sabbie di Torre Rinalda, scarsamente frequentate in quei giorni e perciò ancor più godibili; nel piacere di ritrovare quelle di Pescoluse a nord di Torre Vado e in quello ancor più grande di rituffarsi presso le grotte (e di nuotarci dentro) a sud di Torre Vado; una minivacanza curiosa di girare in bici per le campagne nei dintorni di Campi Salentina e a piedi nei centri storici di Lecce e Gallipoli, qui con il bonus di un bagno alla Purità, dove ti immagini con un sospiro cosa potrebbero essere le pause pranzo lavorando in quella cittadina.
Qualche malinconia, anche, ritrovando luoghi e persone e momenti che l'anno scorso avevo condiviso coi miei figli, stavolta impegnati piacevolmente altrove, ma confido che ci rifaremo.
Soprattutto Salento dunque, ma il resto, di passaggio, è stato ugualmente gradito da me e dalla mia compagna di viaggio: la sosta pranzo con giretto a Trani dell'andata ha confermato le impressioni positive di un decennio fa riguardo al centro storico con le sue architetture di merletto (curiosamente, il nome della città è anagramma di trina). Al ritorno, il trauma da distacco è stato addolcito con una pausa gastronomica e balneare a Marina di Lesina, proprio di fronte alle isole Tremiti, che non tocco dal 1987.
31 luglio 2014
Lu sule, lu mare, lu tangu
Al tango dico grazie perché mentre si balla spariscono per amore o per forza tutti gli eventuali pensieri molesti. Spariscono perché ti stai impegnando a commettere meno errori possibili cercando attraverso la musica e il contatto la concentrazione giusta o magari perché ti stai semplicemente godendo la tanda e la connessione nei passi di questo ballo che o si fa insieme o non esiste.
Dico grazie al tango anche perché rappresenta un'ampia piattaforma sulla quale salire per intavolare nuove conoscenze o per scoprire nuovi aspetti in quelle antiche. Non che sia tutto rose e fiori, ma a chi si lamenta chiedo: per caso il resto della vita lo è? Se si impara a gustare gli aspetti positivi e a lasciar scorrere via le molestie, si otterrà un distillato di piacevolezze di rara densità.
Grazie al tango lo dico inoltre perché anche grazie alle nuove amicizie intrecciate mi sto godendo questa minivacanza in Salento, dove, tra l'altro, ieri sera ho ballato tango.
Ora però vado un po' al mare, ciao.
Dico grazie al tango anche perché rappresenta un'ampia piattaforma sulla quale salire per intavolare nuove conoscenze o per scoprire nuovi aspetti in quelle antiche. Non che sia tutto rose e fiori, ma a chi si lamenta chiedo: per caso il resto della vita lo è? Se si impara a gustare gli aspetti positivi e a lasciar scorrere via le molestie, si otterrà un distillato di piacevolezze di rara densità.
Grazie al tango lo dico inoltre perché anche grazie alle nuove amicizie intrecciate mi sto godendo questa minivacanza in Salento, dove, tra l'altro, ieri sera ho ballato tango.
Ora però vado un po' al mare, ciao.
29 luglio 2014
Di passaggio
In caso di pioggia, i girasoli volgono il capo dall'altra parte e colà lo tengono, per un po', anche quando rispunta il sole. Chissà se fanno così perché non si fidano o perché si son stufati, fatto sta che ti ritrovi a rimirare distese di apparente rassegnazione o indifferenza in quegli stessi campi che furono capaci di ammaliarti sguardo e sorrisi. I sorrisi li dispensi comunque, catturando gli ultimi raggi di un sole quasi già prono alla curvatura terrestre e pronto a rapirsi oltre la collina.
Anche in caso di pioggia, se non fai come i girasoli, puoi trovare il momento giusto per cogliere una bella radiosità e, una volta al mare, per almeno un tuffo e qualche bracciata, in attesa di altro mare, di altro meteo e altre accoglienti terre.
Anche in caso di pioggia, se non fai come i girasoli, puoi trovare il momento giusto per cogliere una bella radiosità e, una volta al mare, per almeno un tuffo e qualche bracciata, in attesa di altro mare, di altro meteo e altre accoglienti terre.
25 luglio 2014
Canto per me
Ci sono. Sì, un po' assonnato, ma ci sono. Niente rischi, piuttosto dormo un po' nel parcheggio d'un autogrill, il tempo di ritemprarmi, come una ricarica d'emergenza: qualche minuto di sonno, una crema caffè e via di nuovo. Ci sono, ci sarò, sappimi aspettare quanto basta. Il bagaglio è incompleto già in partenza, ma intanto io ci sono ed esserci è quel che conta, contaci. La musica m'accompagna e scandisce le distanze abbracciandone gli spazi, commensurandoli alla campitura del movimento possibile. Ci sono, batto le mani sul volante e canto per me, sui rettilinei con gli Smiths, con Paolo Conte sui tornanti, musica e anima, musica è anima. Ci sono. Viaggiare mi rianima, anche stando fermo. Ci sono e di nuovo mi muoverò.
24 luglio 2014
Segni visibili e segni invisibili
Ci sono segni visibili e segni invisibili e sono questi ultimi a rimanere impressi più a lungo. Me lo disse un giorno una fanciulla che una sera s'era ferita il ginocchio sfregandolo ripetutamente, senza avvedersene, su un filo d'erba secco e dritto. La cicatrice sulla pelle, tenne a sottolineare, sarebbe scomparsa molto prima di quel che le era rimasto dentro come sensazioni, tra scambi d'energia di occhi e mani, di respiri e fludi, di terra calda e cielo illuminato da un generoso firmamento. Sono cose belle.
Così sarà anche per il segno visibile che a una settimana dall'escursione al Piz Boè reco sulla superficie corporea. Il fatto è che il giorno del mio compleanno, dopo l'arrivo in cima e la sosta alla Capanna Fassa, siamo scesi dall'altro versante e per divertimento abbiamo percorso un tratto scivolando sulla neve, usando come slittini i k-way stesi sotto il sedere. È stato bellissimo fino all'euforia, tanto che dell'ematoma sulla chiappa mi sono accorto solo un paio di giorni più tardi. Lì al momento, arrivati in fondo, si percepivano solo le risate per la neve che ci era penetrata fin sotto gli indumenti e che però non ci ha infastiditi più di tanto mentre a un tavolo all'aperto del rifugio Boè giocavamo a briscola in cinque (ossia briscola chiamata, altresì detta "ul dü", il due, in Brianza), sorseggiando chi un té, chi una Weissbier. Da lassù, prima e dopo e per tutto il giorno, c'era intorno tanto tanto mondo e dentro tanta sfavillante meraviglia, che rimarrà come cosa bella.
Così sarà anche per il segno visibile che a una settimana dall'escursione al Piz Boè reco sulla superficie corporea. Il fatto è che il giorno del mio compleanno, dopo l'arrivo in cima e la sosta alla Capanna Fassa, siamo scesi dall'altro versante e per divertimento abbiamo percorso un tratto scivolando sulla neve, usando come slittini i k-way stesi sotto il sedere. È stato bellissimo fino all'euforia, tanto che dell'ematoma sulla chiappa mi sono accorto solo un paio di giorni più tardi. Lì al momento, arrivati in fondo, si percepivano solo le risate per la neve che ci era penetrata fin sotto gli indumenti e che però non ci ha infastiditi più di tanto mentre a un tavolo all'aperto del rifugio Boè giocavamo a briscola in cinque (ossia briscola chiamata, altresì detta "ul dü", il due, in Brianza), sorseggiando chi un té, chi una Weissbier. Da lassù, prima e dopo e per tutto il giorno, c'era intorno tanto tanto mondo e dentro tanta sfavillante meraviglia, che rimarrà come cosa bella.
21 luglio 2014
Pericolo di lettura
Ci sono libri che per essere apprezzati davvero vanno assaporati al momento giusto, dicevo, e ne sono tuttora convinto.
Di più: solitamente oso dire che scelgo di leggere quando è il libro a "chiamarmi", quando in qualche modo si stabilisce una casuale misteriosa connessione con quel che avrà da dirmi.
Sembra già un discorso un po' bislacco, ma un dì aggiunsi che mentre lo leggi, un libro che ti piace è come se dicesse: "Mi piace essere letto da te". Guardai l'interlocutrice in cerca di uno sguardo scettico e invece mi rispose: "Io ci spero sempre, che il libro senta quanto mi sta piacendo".
Vedi, fai attenzione: la lettura è bella, bella bella, ma assai pericolosa.
Di più: solitamente oso dire che scelgo di leggere quando è il libro a "chiamarmi", quando in qualche modo si stabilisce una casuale misteriosa connessione con quel che avrà da dirmi.
Sembra già un discorso un po' bislacco, ma un dì aggiunsi che mentre lo leggi, un libro che ti piace è come se dicesse: "Mi piace essere letto da te". Guardai l'interlocutrice in cerca di uno sguardo scettico e invece mi rispose: "Io ci spero sempre, che il libro senta quanto mi sta piacendo".
Vedi, fai attenzione: la lettura è bella, bella bella, ma assai pericolosa.
20 luglio 2014
Raccontare
Ci sono almeno due modi di farlo: raccontare per filo e per segno, a mo' di aggiornamento e/o resoconto, è uno. L'altro, di norma riservato agli amici veri e praticabile esclusivamente in caso di facile intesa, è in verità un non raccontare, se non per via indiretta, parlando normalmente nel qui e ora, come se non ci si fosse mai distanziati nel tempo e nello spazio. È quel che succede quando ci si ritrova e sembra che il clic scatti automatico: quando basta un'espressione del volto o dello sguardo per capirsi al volo, quando anche solo un gesto fa sì che l'essenziale si percepisca reciprocamente, al di là del dire (o del non dire, che non è un vero e proprio tacere). Un gesto e forse, o soprattutto, il modo di compierlo: magari una banalità, come il modo di accartocciare un tovagliolino. Sono i rari casi in cui l'interlocuzione diventa lettura illuminante di un essere in divenire, in cui la conoscenza di sé s'arricchisce di nuove sfumature grazie all'altrui affettuosa decodificazione. In tutto ciò, il racconto sgorga anche verbalmente, trovando un nuovo ordine e nuovi sensi dal disordine narrativo, con le sue intermittenze e il ritmo spezzato da deviazioni ora esilaranti ora inaspettatamente profonde, da scambi e interludi che si fanno moneta sonante d'euforica umanità.
19 luglio 2014
Cinquantuno e un giorno
Sono stato in montagna, sulle montagne più belle del bellissimo e lassù ieri ne ho compiuti 51. Col tempo racconterò qualcosa, intanto grazie mille alla buona stella e agli affetti vicini e lontani, toccasana di un vivere che non si stufa e non mi stufa mai.
04 luglio 2014
Pa-pa-ra-pa-paà pa-ra-paà pa-ra-paaà
Ieri sera allo Spazio A si ballava in sala grande. A un certo punto, durante una cortina mi sono avvicinato alla musicalizadora (così si chiama una DJ di tango) e descrivendoglielo alla bell'e meglio le ho chiesto di individuare il titolo di un particolare brano che inizia con uno squillo di tromba di stampo quasi militaresco. Così, grazie alla "Burgoita", una volta arrivato a casa ho finalmente potuto selezionare questa divertente milonga e stamane l'ho ascoltata perché mi aiutasse a svegliarmi di più: La milonga de los fortines (mentre si affacciavano alla mente ricordi in bianco e nero, tipo il sergente Garcia di Zorro e, più vagamente, come in un sogno lontano, I forti di Forte Coraggio).
Quand’è l’ultima volta che hai fatto una cosa per la prima volta?
Dovevo arrivare a cinquant'anni suonati per provare sulla pelle l'efficacia del trilama. Eppure me l'aveva detto Gilgamesh, qualche vacanza fa, che la rasatura diventava più agevole e veloce. In verità, mi infastidiva l'idea di rincorrere i produttori di lamette e le loro moltiplicazioni (oggi siamo fermi al quadrilama o c'è di più?), disonesti com'erano stati nello smettere di commercializzare i ricambi gillette contour, che mi servivano per il leggerissimo e comodo rasoio in sughero Koh-i-noor regalatomi dal mio amico Cesare chissà quanti lustri fa (Cece è uno che ti consegna il regalo di natale al ferragosto successivo e quello di compleanno quando capita, però intanto ha il pensiero e pure il gesto). Comunque, per via dell'ennesimo pregiudizio, avevo rimandato sine die l'evoluzione tecnica, finché per caso mi son ritrovato a sfruttare un'offerta del Gigante, portandomi a casa una piccola scorta di questi usa e getta di categoria superiore. Ora ho una scusa in meno per non radermi come si deve, e una cosa in più da aggiungere alle più recenti in risposta all'interrogativo espresso sopra.
Nota: la domanda del titolo m'era scaturita scrivendo le Dieci cose.
Nota: la domanda del titolo m'era scaturita scrivendo le Dieci cose.
01 luglio 2014
Patti, non parole
Un bel giochetto e un modo per farsi reciprocamente del bene a distanza fu espresso in un sms così articolato: Facciamo che se tu vai a correre io sto 24 ore senza fumare e che se io sto senza fumare tu vai a correre?
I markettari la chiamerebbero una situazione win-win e nella sostanza concordo sorridendo molto.
A correre (o corricchiare, secondo i punti di vista) ci sono andato domenica accompagnato da mio figlio in skateboard. Abbiamo scampato la pioggia ed è stato bello. Ora dovrei tornarci, ma in questo momento ho ancora da lavorare e poi per stasera mi servono le gambe leggere, ché se non piove si ballerà, qui.
I markettari la chiamerebbero una situazione win-win e nella sostanza concordo sorridendo molto.
A correre (o corricchiare, secondo i punti di vista) ci sono andato domenica accompagnato da mio figlio in skateboard. Abbiamo scampato la pioggia ed è stato bello. Ora dovrei tornarci, ma in questo momento ho ancora da lavorare e poi per stasera mi servono le gambe leggere, ché se non piove si ballerà, qui.
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