Vado. Spengo e vado. Per una corsetta, che mi ci vuole proprio. L'essenziale e via al parco Nord: entro, guardo, respiro, una specie di saluto al sole per sgranchirmi, un minimo di stretching zona lombare e gambe e parto, senza indugiare all'ascolto del bonghista, che sarà lì anche al ritorno, né alla tentazione di attaccare bottone con la studentessa seduta all'ombra.
Il corridoio di chiome arboree incornicia la vista, procedo e senza forzare mi beo del piccolo privilegio. Corricchio in relax, tranquillo osservo la serenità del circondario, talmente tutto grazioso e benevolo da farmi sospettare un truman show di cose e persone e perfino animali, complici. Avanzo, ancora senza sudare.
I pensieri cominciano a vagare altrove, vedo perfino una che assomiglia a. Corro torcendo il collo per un po', ma è impossibile, e poi comunque. I pensieri vagano perché non è come quando fai la forma, capace di impegnarti tutta l'attenzione lasciandoti solo la pace dell'essere presente. E allora rimedio intimando alla mente di mettersi a contare le foglie, tutte quante, tutte le foglie di tutti i rami di tutti gli alberi che costeggiano la stradina e anche di quelli che formano il fondale oltre il prato laggiù.
Mi supera uno, in forma e fiato, non me ne curo ma un po' lo prendo da sprone e tuttavia continuo a non forzare punto. Torno dallo sterrato, tun-tà tun-tà, il ghiaino si fa ascoltare e insieme parte una melodia nella testa, ma il ritmo lo danno grilli e cicale, concertino cui si uniscono cinguettii vari. Dal film al cartone animato si passa quando scorgo il cane amico del vecchio Fido in Lilli e il vagabondo, accucciato nell'erba presso il padrone che gli volta le spalle, seduto su una panchina discosta dal passaggio. Una coppia m'incrocia, lui troppo magro lei troppo cicciottella, ma poi riguardandoli lui non sta male e lei ha occhi dolci e belli. Una sirena prona si rimira i piedi, chissà sognando una pinna caudale.
Intanto comincia il sudore a ruscellare di lato. Gli occhi rimangono protetti dalle sopracciglia, visto a cosa servono i peli, ripenso a quel thread, dov'era già, su un feed, no era al bar e le fazioni erano due. Io sto con i peli, mi piacciono insieme agli umori, quando mi piacciono.
La volta delle frasche crea un tunnel ombroso e aumento un pochino il ritmo. Ritorna anche il ritmo nella testa lo fanno le api lo fanno gli uccellini facciamolo anche noi innamoriamoci. Eh, non ho l'iPod ma la musica arriva comunque, tu invece lo stai programmando, no, forse stai mandando un messaggio, immagino rimirando la linea morbida di quei tratti assorti.
Si riesce al sole e alla calura e l'ultimo raccordo del giro lo cammino, mentre lo sguardo abbraccia il panorama e il suo respiro, fronde al cielo solcato da strisce bianche come desideri, il pulsare di un qui e ora quieto di parca soddisfazione, quella di chi ricorda ma non si strugge. Vivo e traspiro, traspare al mio vivere il mondo.
24 giugno 2009
31 maggio 2009
Fase per fase
La luce della luna è solo un riflesso, dicono i detrattori, lei è poco più di un sasso un po' più grosso degli altri che si ostina a girarci in testa.
Lo splendore della luna, in realtà, al tuo occhio primitivo e bambino è la prova visibile che il sole non t'ha abbandonato, ma continua a illuminare anche quando il globo ruotando ti occulta, e presto tornerà a inondarti di calore. Dormi col sorriso disteso a forma di alba.
Lo splendore della luna, in realtà, al tuo occhio primitivo e bambino è la prova visibile che il sole non t'ha abbandonato, ma continua a illuminare anche quando il globo ruotando ti occulta, e presto tornerà a inondarti di calore. Dormi col sorriso disteso a forma di alba.
28 maggio 2009
24 maggio 2009
Dire, fare, ricordare
Un messaggio intenso e insieme struggente ricorre casualmente alla memoria. Tradotto suonerebbe più o meno così:
aarrggh ogni giorno vorrei essere già lì, ma poi vorrei non esserci ancora, perché so che non sarò più lì l'indomani
--
Mi vien da dire che vivere a pezzi alla fine a pezzi ti ci fa davvero, a meno di ricordarsi della teoria delle perle azzurre e belle sul filo vitale, preziosi ingredienti di una collana di sorrisi totali. E purché tale collana, indossata, non pieghi il collo obbligando lo sguardo a terra, ma gli permetta di spaziare in un presente pieno di orizzonti, un presente profumato di futuro.
aarrggh ogni giorno vorrei essere già lì, ma poi vorrei non esserci ancora, perché so che non sarò più lì l'indomani
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Mi vien da dire che vivere a pezzi alla fine a pezzi ti ci fa davvero, a meno di ricordarsi della teoria delle perle azzurre e belle sul filo vitale, preziosi ingredienti di una collana di sorrisi totali. E purché tale collana, indossata, non pieghi il collo obbligando lo sguardo a terra, ma gli permetta di spaziare in un presente pieno di orizzonti, un presente profumato di futuro.
15 maggio 2009
Con spirito lieve
Prendi un ampio giardino, come quello dietro alla Villa Reale di Monza la domenica mattina. Dalle 10.30 e per un'ora e mezza ci trovi alcune decine di persone che in silenzio spostano l'aria al rallentatore, serenamente. Mettiti in mezzo, così da poter osservare e imitare i movimenti di qualcuno più esperto da qualsiasi angolazione in cui ti verrai a trovare. Vai con fiducia e vedrai, anzi assaggerai gratuitamente il Tai Chi Chuan.
Poi, se avrai un po' di spudoratezza, potrai chiedere e ottenere un massaggio shiatsu. Shi-atsu sarebbe digitopressione, ma con me Barbara di Shiatsu e Natura (Monza) ha usato i gomiti, procurandomi grande e doloroso beneficio. Credo proprio abbia iniziato a smuovermi alcuni blocchi profondi, per la serie: l'evoluzione, fortunatamente, non finisce mai.
Dire e fare con semplicità e immediatezza, ovvero dire quel che vuoi dire e fare senza indugio, sono ingredienti quasi sicuri per le cose belle. Cielo e prato ti toccano meglio se ti muovi e non importa la goffaggine, prima o poi la supererai, supereroe.
P.S.: segnalo volentieri anche il Centro Shiatsu Valtellina (Morbegno), dove Maurizio conduce tra l'altro meditazioni zen.
Poi, se avrai un po' di spudoratezza, potrai chiedere e ottenere un massaggio shiatsu. Shi-atsu sarebbe digitopressione, ma con me Barbara di Shiatsu e Natura (Monza) ha usato i gomiti, procurandomi grande e doloroso beneficio. Credo proprio abbia iniziato a smuovermi alcuni blocchi profondi, per la serie: l'evoluzione, fortunatamente, non finisce mai.
Dire e fare con semplicità e immediatezza, ovvero dire quel che vuoi dire e fare senza indugio, sono ingredienti quasi sicuri per le cose belle. Cielo e prato ti toccano meglio se ti muovi e non importa la goffaggine, prima o poi la supererai, supereroe.
P.S.: segnalo volentieri anche il Centro Shiatsu Valtellina (Morbegno), dove Maurizio conduce tra l'altro meditazioni zen.
05 maggio 2009
Biodanza in Brianza
Qualche sera fa mi sono avvicinato a una pratica per me nuova e su invito di mia cugina ho provato la Biodanza. Una bella esperienza, strana e basilare, ricca: ci si trova in gruppo (nel mio caso, a Monza, una dozzina di persone eterogenee) e si compiono dei movimenti, con semplicità e superamento di pudori, lasciandosi guidare dalla musica e dalle indicazioni del "conduttore", che delinea un tema e dei percorsi di fisicità e sensibilità.
Si sono create belle armonie e ho percepito scambi energetici potenti e delicati ad un tempo. In certi casi, alla fine sembrava di conoscersi da sempre e i ringraziamenti reciproci scaturivano dall'autentico benessere regalatoci a vicenda. Probabile sia stato anche fortunato a capitare con un tema particolarmente incoraggiante: primavera e rinascita, su una colonna sonora con un sacco di pezzi che conoscevo, tra l'altro (dal girotondo al rock, dalle ballate ai lenti, dalle canzoni alle suggestioni sonore).
Empatia, abbracci, sfioramenti, intrecci d'aura nel fluire individuale e collettivo, energia e pienezza, comprensione, sorriso interiore, profondità radiosa, lieta levità, evviva. Magari sapessimo portare tutto questo nel quotidiano vivere.
Info e contatti: Raffaella Mariani (e-mail, cell. 335-6651577)
Si sono create belle armonie e ho percepito scambi energetici potenti e delicati ad un tempo. In certi casi, alla fine sembrava di conoscersi da sempre e i ringraziamenti reciproci scaturivano dall'autentico benessere regalatoci a vicenda. Probabile sia stato anche fortunato a capitare con un tema particolarmente incoraggiante: primavera e rinascita, su una colonna sonora con un sacco di pezzi che conoscevo, tra l'altro (dal girotondo al rock, dalle ballate ai lenti, dalle canzoni alle suggestioni sonore).
Empatia, abbracci, sfioramenti, intrecci d'aura nel fluire individuale e collettivo, energia e pienezza, comprensione, sorriso interiore, profondità radiosa, lieta levità, evviva. Magari sapessimo portare tutto questo nel quotidiano vivere.
Info e contatti: Raffaella Mariani (e-mail, cell. 335-6651577)
24 aprile 2009
Domattina con l'ANPI Bovisa, fazzoletto rosso al collo
Omaggiarli dopo tanti anni ha ancora senso se non vuoi dare per scontato ciò che scontato non è stato per loro e non sarà per i tuoi figli, se non sposti il culo dal divano a un sellino di bicicletta, per esempio.
Bisogna essere motivati.
Buon 25 aprile
01 aprile 2009
Peace and love
Sento che l'universo mi ama con passione.
Anche le zanzare, in fondo, vogliono solo succhiarmi un po'.
Anche le zanzare, in fondo, vogliono solo succhiarmi un po'.
25 marzo 2009
Autocompiacimento
Stamattina troppo presto mi son svegliato e non ho potuto fare a meno di alzarmi per un insopprimibile bisogno di fare pipì. Il fatto in sé mi scocciava, a me piace rimanere a letto fino all'ultimissimo minuto.
Poi ho visto l'orario, le 5 e mezza circa, e subito dopo essermi liberato la vescica m'è venuto in mente di uscire sul balcone, dove ho potuto ammirare Venere, verso est, luce di prima della luce.
Lì mi son lasciato accarezzare dalla considerazione di essere quasi sempre e comunque capace di guardare al lato radioso della vita.
19 marzo 2009
Un augurio, un auspicio
Che i figli si ricordino dei padri, che i padri si ricordino d'esser stati figli.
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sintonie passate e presenti:
La tavolata
Gilgamesh
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sintonie passate e presenti:
La tavolata
Gilgamesh
17 marzo 2009
Irretiti
La questione della "separazione 2.0" cui accenna La Tengi non è cosa da sottovalutare.
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(colonna sonora facoltativa)
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(colonna sonora facoltativa)
10 marzo 2009
Sentiamoci, vediamoci
Venerdì 13 marzo 2009 risalirò sul palco del Mi Cantino in via Dante 6 a Monza con i Blubaluba.
Il repertorio pesca come sempre nel soul, funky, R&B. La formazione comprenderà: voci (Zu, Elisa), tromba (Ivan), sax (Mauro), chitarra (Matteo), tastiera (Stefano), basso (Cristiano) e batteria (Bruno*).
Il concerto inizierà alle 23:00, ma è consigliabile essere lì un po' prima, meglio ancora prenotare telefonicamente allo 039 322970.
Ingresso libero. Ci vediamo lì?

(*)Bruno Saitta, che sostituisce per l'occasione il nostro Roberto "rockymountain" Pucci, suonava già da ragazzino con me, Ivan, Stefano e altri negli Art&Soul. Ora, tra l'altro, fa parte della Babbutzi Orkestar.
Il repertorio pesca come sempre nel soul, funky, R&B. La formazione comprenderà: voci (Zu, Elisa), tromba (Ivan), sax (Mauro), chitarra (Matteo), tastiera (Stefano), basso (Cristiano) e batteria (Bruno*).
Il concerto inizierà alle 23:00, ma è consigliabile essere lì un po' prima, meglio ancora prenotare telefonicamente allo 039 322970.
Ingresso libero. Ci vediamo lì?

(*)Bruno Saitta, che sostituisce per l'occasione il nostro Roberto "rockymountain" Pucci, suonava già da ragazzino con me, Ivan, Stefano e altri negli Art&Soul. Ora, tra l'altro, fa parte della Babbutzi Orkestar.
28 febbraio 2009
In diretta
Lorenzo, vedendo la scena di Happy Feet in cui il pinguino viene bombardato di clic fotografici, mi chiede: "Se ti scattano tante foto puoi andavre fuovri di testa?"
Io: "Perché? Vuoi dire col flash?"
L.: "Eh, se ti scattano tantissime foto col flash puoi andavre fuovri di testa?"
Io: "Non per le foto in sé, ma forse con un numero esagerato di flash potrebbero esserci conseguenze."
L.: "Ah, ecco pevrché Bevrlusconi è così. Ah ahahahah!"
Io: "Perché? Vuoi dire col flash?"
L.: "Eh, se ti scattano tantissime foto col flash puoi andavre fuovri di testa?"
Io: "Non per le foto in sé, ma forse con un numero esagerato di flash potrebbero esserci conseguenze."
L.: "Ah, ecco pevrché Bevrlusconi è così. Ah ahahahah!"
Tutto scorre
Come un delta di montagna, il flusso di chi la rete la abita si scompone in tanti rivoli e va bene così, perché il permanere non è legato alla staticità, nemmeno nel vivere, nemmeno nei ricordi. Come dove quando e se si possa ricomporre un fiume non è sempre definibile, ma friendfeed costituisce una buona approssimazione. Tantopiù che ad arricchire quel corso insieme agli affluenti primari giungono le generose precipitazioni dei commenti, graditi temporali con lampi di "like".
17 febbraio 2009
Sì comment
Il vecchio sistema di commenti Yaccs, cui molti blogganti di lungo corso erano affezionati, ha interrotto il servizio. Per questo, da qualche tempo, non era più possibile commentare su CuT'n'PaStE, il più antico blog collettivo italiano di copia e incolla.
Ora, grazie all'intervento di Simone, la funzione è ripristinata. Prego, accomodati pure.
Ora, grazie all'intervento di Simone, la funzione è ripristinata. Prego, accomodati pure.
06 febbraio 2009
Giocando col rovescio
Da dietro un vetro, la pioggia ti può immalinconire, attenuandoti la luminosità fino all'incupimento. Se invece, con quella stessa pioggia, apri la finestra e annusi, l'olfatto ti restituirà a te, facendoti compiere un passo sensoriale verso il benessere, già solo per la gradevolezza di un'aria un po' più pulita.
Lasciarsi piovere è inevitabile, talvolta, o forse spesso. Se però succede attraverso il respiro anziché con le lacrime, farai riprendere i sensi al tuo sorriso, la vista ai tuoi occhi, l'abbrivo ai tuoi sogni, rinnovati.
P.S.: avevo ragione sulla primavera, me lo ridice quell'uccelletto che zompetta sui rami spogli ad annunciare che presto, almeno per un poco, spioverà.
Lasciarsi piovere è inevitabile, talvolta, o forse spesso. Se però succede attraverso il respiro anziché con le lacrime, farai riprendere i sensi al tuo sorriso, la vista ai tuoi occhi, l'abbrivo ai tuoi sogni, rinnovati.
P.S.: avevo ragione sulla primavera, me lo ridice quell'uccelletto che zompetta sui rami spogli ad annunciare che presto, almeno per un poco, spioverà.
02 febbraio 2009
Fay çe que vouldras
Puoi prendere spunto da qualsiasi cosa e arrivare a qualsiasi conclusione, a posteriori.
Come coi proverbi, spesso ambigui o addirittura contraddittori, specie nei dintorni della meteorologia (però per la Candelora io mi attengo alle filastrocche di nonna Teresita, secondo le quali la nevicata è suggello finale dell'inverno).
Un segno, un sogno, un detto, un motto, dipende da come li interpreti. Da come li vuoi interpretare. Non è difficile piegare un oroscopo alle tue contingenze, tantomeno far realizzare un presagio che ti riguarda: si cercano linee guida con insistenza tale da rendere autoavveranti a manciate le profezie. O le loro reinterpretazioni.
E tuttavia, proprio per la possibile persistenza del libero arbitrio, non rigetto alcun messaggio, in qualsivoglia forma giunga a farsi notare: sarà occasione per riconsiderare sé stessi e soprattutto delineare il prossimo passo da compiere, nel sentierino malamente tracciato dei desideri veri.
--
Per il titolo, sono debitore a François Rabelais e alla regola dell'abbazia di Telema, che impone di fare ciò che si vuole.
Come coi proverbi, spesso ambigui o addirittura contraddittori, specie nei dintorni della meteorologia (però per la Candelora io mi attengo alle filastrocche di nonna Teresita, secondo le quali la nevicata è suggello finale dell'inverno).
Un segno, un sogno, un detto, un motto, dipende da come li interpreti. Da come li vuoi interpretare. Non è difficile piegare un oroscopo alle tue contingenze, tantomeno far realizzare un presagio che ti riguarda: si cercano linee guida con insistenza tale da rendere autoavveranti a manciate le profezie. O le loro reinterpretazioni.
E tuttavia, proprio per la possibile persistenza del libero arbitrio, non rigetto alcun messaggio, in qualsivoglia forma giunga a farsi notare: sarà occasione per riconsiderare sé stessi e soprattutto delineare il prossimo passo da compiere, nel sentierino malamente tracciato dei desideri veri.
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Per il titolo, sono debitore a François Rabelais e alla regola dell'abbazia di Telema, che impone di fare ciò che si vuole.
30 gennaio 2009
Vai e fai, dai!
Mi sa che l'ultima frase dell'articolo di Mafe sul controllo vale anche per la nostra vita in generale.
22 gennaio 2009
Grande politica
05 gennaio 2009
Dicevo...
Stasera appendi una calza, anzi due: una per i dolcetti, l'altra per le dolcezze.
Credici e vedrai che arriveranno.
Credici e vedrai che arriveranno.
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