26 marzo 2007

Spostale ancora, Sam

Lancetta dà, lancetta toglie. E l'ora e il fato e il tempo rubato, ma come viaggi per questi paraggi, lo vedi che non hai più fiato, ti supera e sfreccia non fissa l'immagine e ancora ti manca l'afflato. Un'ora di musica un'ora d'amore un'ora di allora e di quando, un'ora di note mancate, un'ora di notte, di frasi spezzate. Tre fischi il vapore che parte, t'arrischi o resti in disparte. Tre carte le mischi, con arte t'imbrogli, va' pure, no, resta. Sei schiavo di chi ti fu schiava. L'ancella dà, l'ancella toglie.

22 marzo 2007

Duemila e sete

Senza acqua non c'è vita.
AMREF lo sa e cerca rimedi, sempre e sul serio.

AMREF

Tu la puoi sostenere e, anche, fare qualcosa ogni giorno a casa tua.

20 marzo 2007

"Il mio papà"

Prima elementare: al lavoretto, molto carino, Lorenzo ieri ha accluso una descrizione di questo esatto tenore:
AL MIO PAPÀ GLI
PIACCIONO I
PANORAMI. COSE
DELLA NATURA. GLI
PIACE LEGGERE.
QUANDO ERA
PICCOLO NON
MANGIAVA QUASI
NIENTE PERCHE LO
OBBLIGAVANO A
MANGIARE TUTTO
ANCHE I NERVI.

16 marzo 2007

Video che bello

Ci fu un tempo in cui era già un miracolo mandare e ricevere e-mail o caricare una pagina web nel giro di soli dieci minuti con un modem 14.400. Ora con la fibra ottica ci si è abituati talmente bene che un semplice ADSL fa storcere il naso e un 56k risulta inaccettabile se non per emergenze.
Il motivo non è solo l'impazienza, ma anche la possibilità concessa o negata di potersi gustare un repertorio sterminato... di video musicali (no, ma cosa pensavi: del porno è assai più facile fare a meno).
Video musicali, canzoni celestiali: per esempio Lábios que beijei interpretata da Caetano Veloso e orchestra, di cui su Lessico da amare trovi testo e traduzione.

14 marzo 2007

"Piacere." "Piacere mio!" "Dai, sfogliamoci..."

C'è un bel libro, c'è un amico con la penna felice che l'ha scritto, c'è uno strasimpatico ex professore del liceo che frequentai a presentarlo, poi ci sono anche nomi famosi e - se la buona stella assiste - delle belle ragazze.
Ora, trovami tu un motivo per cui non dovrei accorrere numeroso alla presentazione del romanzo La squadra spezzata, di Luigi Bolognini (ed. Limina), che avrà luogo domani, giovedì 15 marzo 2007 alle ore 18:30 presso il Multicenter Mondadori di via Marghera 28 a Milano (MM1 De Angeli).
C'era una volta un calcio diverso da quello attuale: che regalava spettacolo, che suscitava passioni, che faceva sognare popoli interi. Come in Ungheria, dove nel secondo dopoguerra la Honvéd e la Nazionale, guidate entrambe da Ferenc Puskas, riuscivano a fare dimenticare le miserie della dittatura comunista. La Coppa Rimet del 1954, che pareva certa, gli fugge di mano proprio all'ultimo minuto della finale e i sogni di libertà e felicità iniziano a morire lasciando milioni di ungheresi, tra cui il ragazzino Gabor, senza una speranza.

L'autore parla del suo libro insieme a Antonio Silva. Intervengono Gianni Mura e Roberto Beccantini.

Ci vediamo lì?

13 marzo 2007

Traduzioni ad abuso e consumo

Laura mi segnala e volentieri rilancio a mia volta l'Inchiesta sui traduttori di letteratura di consumo promossa dalla Sezione Traduttori del Sindacato Nazionale Scrittori.
Puoi comunicare quel che sai scrivendo ad Anna Carbone e Valentina Daniele.

08 marzo 2007

Quando ti fanno miagolare

Spesso avviene, se non sempre, di trovar su Gatti Pazzi mille cose interessanti, lampi intensi e fin spiazzanti messi giù da HangingRock.
Con parole e con disegni, questo proprio di recente, tra il faceto e il tono serio lei trattò Del desiderio provocando qualche shock.
Te lo dico e te lo scrivo senza tema di smentita: sia nel post sia nei commenti son concetti acuti e furbi, ma è la logica di Gurbj che sa surclassare Spock.

[bisogno... desiderio... piacere da bisogno... piacere da desiderio... autopoiesi del piacere...]

03 marzo 2007

Guarda che luna

22:30, Milano Bovisa, terrazzo su al 4° piano che si vede meglio: si sta cominciando a diffondere un'ombra dai contorni irregolari sulla splendida luna piena, in alto nel cielo.

23:05, ibidem, ballatoio 3° piano: ho svegliato i bimbi come mi avevano chiesto, intimato, supplicato di fare prima di coricarsi sul divano. Lorenzo, portato in braccio al cospetto dell'astro semioscurato, ha socchiuso solo per un attimo gli occhi, per tornare protestando al sonno interrotto - ora è già a letto in pigiama; Francesca si è lasciata condurre fuori per mano, ha guardato, ha detto "Bene, bene" e se n'è andata a incontrare il cuscino.

23:20, ibid., di nuovo terrazzo 4° piano: della luna rimane visibile solo una falce, una fettina in alto. In città l'inquinamento luminoso non scherza, sarà per questo motivo che non si vede l'annunciato effetto rosseggiante, però tutt'attorno al nostro satellite naturale pare si accendano una dopo l'altra le stelle, tutte quelle di cui prima non notavamo il brillare a causa di una luce riflessa (oddio, sarà una metafora?).

23:35, sono risalito brandendo un telescopio giocattolo (45x40mm) e ho visto l'ombra grigia sulla rotondità della superficie lunare.

Dopo cinque minuti, a occhio nudo e molto meglio che con quel trabiccolo, mi si è manifestato il rosseggiare pallido e assorto. E in alto, un sacco di stelle che non so chiamare per nome (non è la prima volta che le vedo, d'accordo, ma stasera è una sera speciale).

00:05, ci siamo, ci sono, a canticchiare Buscaglione ammirando una luna marziana. Ammirando altresì e rimirando la vastità di quel blu punteggiato così graziosamente, così godibile eppure spaventevole per immensità, come notava giorni fa la Cajuina in una delle sue riflessioni esternate con il cucchiaio a mezz'aria.

(tra parentesi, son forse l'unico pirla di tutto il palazzo a stare e ristare col naso in aria ogni volta che l'occasione si dà)

01:11, è passata al di qua del tetto, va verso ovest e si lascia vedere dalla finestra della camera, riscoprendosi piano piano, maliarda (dall'imporporarsi al rinnovato candore, non so più se crederle).

01 marzo 2007

Cosa vuol dire ombrello?

Son tempi da superstizioni quelli in cui si cercan messaggi ovunque. Numeri, date, tradizioni, e poi oroscopi, segni, premonizioni; e ancora segnali, coincidenze, agnizioni... Non c'è tregua: l'interpretazione schiaccia la percezione, la simbologia impera sui gesti, ne rischiara il senso ma con tale pretesa trascura i sensi, spostando in avanti o di lato la ricerca di significato.
Oscura è la via che dimentica il presente, tremendo il destino di chi non spreme l'hic et nunc. Vuota la bisaccia che si nutre di fuga, riarsa la gola volta a false sorgenti.
Così, almeno, dice l'oracolo.

25 febbraio 2007

(...)

Occorrerebbe un inchiostro trasparente, fatto di cristalli d'anima, per vergare l'aria senza danno, per poterci poi leggere ciò che il sapere futuro proietta, ciò che il ricordo passato sgretola, ciò che il presente conosce e non trova. Farebbe comodo un inchiostro di luce, in grado di accarezzare dentro e fuori, di riscaldare il guscio per indurlo a schiudersi, capace di (ri)attivare quel che c'è, che c'era, che c'è sempre stato e che, forse, hai solo dimenticato.

Il concerto, comunque, è andato bene. Grazie dei pensieri cari.

23 febbraio 2007

Cdb

italia.it
ovvero
era meglio il cugino della famiglia Addams


Ha ragione Gianluca di [mini]marketing:
che prima di rendere pubblico un sito non ci si prenda la briga di rileggere i testi, è inaccettabile.
Inoltre, posso assicurare, un correttore di bozze costa molto meno di centomila euro.

21 febbraio 2007

sì, ma albano è vivo

L'ho messo come titolo perché quel commento, oltre a rilanciare la speranza per ciascun essere senziente, mi ha fatto ridere in calce a una cosa non proprio simpatica (di quelle che pur nella loro marginalità fanno perdere un po' la fiducia nei propri simili sedicenti sapiens sapiens). Niente di che: una storiella di plagio, di per sé molto ma molto meno divertente di quest'altra.

19 febbraio 2007

Però non so se si poga

musica concerto strumenti voci e cori-andoli

blu come il tuffo ba come bacio lu perch'è l'unica barca nel blu come il tuffo ba come bacio lu perch'è l'unica barca nel blu come il tuffo ba come bacio lu perch'è l'unica barca nel blu come il tuffo ba come bacio lu perché l'unico bacio sei tu

a Monza in via Dante 6
@ Mi Cantino
tel. 039 322970
venerdì 23 febbraio 2007
ore 22:30 vieni lì
ore 23:00 cominciamo a suonare
(soul, funky, rhythm & blues, groove and love)

17 febbraio 2007

Agenda

Sono due le inaugurazioni cui assisterò oggi:


- un centro olistico a Settimo Milanese, via Foscolo 5 (Omnia)



- una mostra di pittura a Milano (Francesca Ferrari, alias Giarina)


Di entrambe le cose capisco poco e spero d'imparare qualcosa.
In entrambi gli ambienti so che incontrerò o rivedrò persone di valore.

15 febbraio 2007

Non facciamo come Bowie

"Wonderful music, terrible words." Così una mia insegnante d'inglese bollò Heroes, uno dei grandi cavalli di battaglia di David Bowie. Lo fece a causa del distico We can be heroes | just for one day, secondo lei potenziale preludio a quasi ogni atrocità.

Tirarlo in ballo per il risparmio energetico può sembrare esagerato, ma il punto è: non serve né basta essere eroi per un giorno solo, se si vuole continuare a vivere (noi e il pianeta). Ora, assodato che tra un giorno da leone e cento da pecora si può sempre prendere la terza via, optando come Troisi per i 50 da orsacchiotto, diamo un'occhiata al decalogo proposto da quelli di Caterpillar per M'illumino di meno:

1. spegnere le luci quando non servono
(sì, facile, viene automatico)
2. spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici
(va bene)
3. sbrinare frequentemente il frigorifero; tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l'aria
(frequentemente qui vale solo per il lavaggio dei denti... si può migliorare. Quanto alla distanza dal muro: con la cucina a incasso e gli esigui spazi a disposizione, c'è poco da scegliere)
4. mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l'acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola
(d'accordo, anche perché si guadagna tempo)
5. se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre
(sì, a meno di aver fatto una puzzetta)
6. ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria
(spifferi enormi non ce ne sono, ma non mi piace nemmeno l'idea di sigillarmi dentro: ho bisogno di sapere che, sebbene inquinata, l'aria abbia un ricambio)
7. utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne
(no, mi piace guardar fuori e finché non costruiscono ne vale la pena - in compenso abbiamo i doppi vetri)
8. non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni
(cerco sempre di togliere ostacoli tra le fonti di calore e il resto della stanza, ma in verità alcune cose sarebbero proprio da eliminare - una lunga battaglia perduta)
9. inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni
(questo intendo farlo al più presto)
10. utilizzare l'automobile il meno possibile e se necessario condividerla con chi fa lo stesso tragitto.
(sì, sì)
E ricordati di spegnere tutte le luci e i dispositivi elettrici non indispensabili venerdì 16 febbraio alle ore 18!
(va bene!)

Segnalazioni:
- Astrid che cerca e chiede dritte sulla cucina a basso profilo energetico.
- Una ricaduta positiva di questa iniziativa c'è già stata: un sonetto.

14 febbraio 2007

Cuoricininfranti

A titolo informativo: in questi ultimi giorni, subito dopo "amare", le chiavi di ricerca più frequenti per quel blog sono "amore non corrisposto" e sue varianti.

(poi, forse, c'è anche un discorso di messaggi in bottiglia...)

12 febbraio 2007

L'entità dei commenti

Babsi Jones ha scritto una Lettera aperta al Commentatore Generico, invitando anche gli altri blogger a esprimersi sulla propria esperienza in merito. Tra i numerosi commenti in risposta, parecchi dei quali ricchi di spunti interessanti, sono intervenuto anch'io, senza pretesa di organicità, ma lieto di assistere da presso a questa gemmazione (mi è piaciuto l'uso del termine oltre al concetto).

Con qualche esagerazione, i commenti si possono paragonare a brevi incontri con persone che ti sono più o meno venute a trovare: c'è chi ti telefona passando di sfuggita nella tua città, chi si avventura nei pressi del quartiere in cui abiti, chi cammina fino alla tua via, chi ti citofona, chi sale le scale, fermandosi al pianerottolo o entrandoti in casa.
Chi ti saluta, chi si presenta, chi si apre, chi ti apre, chi ti entra nel cuore.
La decisione di rispondere al saluto, o scambiare quattro chiacchiere, o prendere un caffè insieme, o approfondire la conversazione, o confidarsi a cuore aperto, o abbracciarsi, o far l'amore, o attraversare insieme il guado verso il futuro è una scelta, è una scala di scelte, diverse per tipologia e intensità, in cui una non esclude l'altra, in cui le diversità di trattamento sono giustificate e anzi sane.
Accogli ciascun commentatore come ti senti, tratta ciascun commento come merita.

07 febbraio 2007

Dove c'era un mago

Fu dolce quel bacio e per davvero; per una volta non c'entravano cioccolato e nocciole né la carta argentata e nemmeno le frasi di poeti o pensatori, trafugate e travisate per adattarsi alla saccenza confezionata. Non di bacio di marca si trattò, bensì di sorpresa enorme che la bocca inerme ghermì, con diletto e trasporto e stupore ridente. S'era di sera, ma il freddo non lo si sentiva lassù nel nord bilingue. Stranito e a mezzo metro da terra, un ragazzetto dalla chioma lunga e liscia, senza doppie punte, è ancora lì che cammina a fianco al compare, consultandolo per confermare con una testimonianza obiettiva la realtà di una scena. Perché se vista da fuori era vera, allora, vera era pure vissuta da dentro. Vere le labbra schiuse, vera l'umida e lenta vertigine del carezzevole muscolo, e autentica la radiosità scoccante scintille e fortuna. Chiome lunghe come comete, pensieri distanti trecento leghe, lettere d'inchiostro su carta, grafia tonda e piena come quei biondi baci, che tornarono ancora inattesi, per la strada e poi in sogno, anni e anni dopo quello, che per coincidenza, dicono, era bisestile.

05 febbraio 2007

Imparala a memoria

Tri tri tri setti fimmini e un tarì u' tarì ch'è pocu pocu setti fimmini e u'baccocu u' baccocu è duci duci setti fimmini e la nuci e la nuci è dura dura setti fimmini e la mula e la mula avi li denti setti fimmini e u' serpenti e u' serpenti è avvilinatu setti fimmini e u' granato e u' granato è a coccia a coccia setti fimmini e la boccia e la boccia è sciddicusa setti fimmini e la busa e la busa è fina fina setti fimmini e l'antrina e l'antrina ecca acqua setti fimmini e la vacca e la vacca avi li corna setti fimmini e la donna e la donna scinni i' scali setti fimmini e u' rrinali e u' rrinali è tunnu tunnu setti fimmini e lu munnu e lu munnu è tri tri tri setti fimmini e un tarì.

(da Fight da faida)


Tre tre tre sette femmine e un tarì, il tarì che è poco poco, sette femmine e un'albicocca, l'albicocca è dolce dolce, sette femmine e la noce, e la noce è dura dura, sette femmine e la mula, e la mula ha i denti, sette femmine e un serpente, e il serpente è avvelenato, sette femmine e una melagrana, e la melagrana è fatta di chicchi, sette femmine e la boccia, e la boccia è scivolosa, sette femmine e la busa, e la busa è sottile sottile, sette femmine e la fonte, e la fonte dà acqua, sette femmine e la vacca, e la vacca ha le corna, sette femmine e la donna, e la donna scende le scale, sette femmine e l'orinale, e l'orinale è tondo tondo, sette femmine e il mondo, e il mondo è tre tre tre, sette femmine e un tarì.

Note:
Il tarì era una moneta, in epoca araba prima e in epoca normanna poi.
La busa è un filo o una canna sottile attorno a cui si avvolgeva la pasta per fare i busiati, una sorta di bucatini (per realizzare i quali si può impiegare anche un ferro da maglia).
L'antrina è la bocca della fonte naturale, generalmente sotterranea. Si usa anche per rubinetto, bocca delle fontane...

Dubbi:
Boccia: boccia? barattolo?


Traduzione e note a cura di Riccionascosto e Ranafatata
[grazie a Antonio della Zone per la ricerca su antrina]



[se vuoi aiutarci a dissipare i dubbi o a perfezionare la traduzione, lo spazio commenti è a tua disposizione]

01 febbraio 2007

5 minuti di sollievo per il pianeta

Non cominciamo a dire che non serve a niente e blablabla, che son solo cose simboliche eccetera eccetera, che i problemi son ben altri (hanno inventato a tal proposito perfino il termine benaltrismo) e che fare oggi significa dimenticare domani. Insomma, dalle 19.55 alle 20.00, stasera, per cinque minuti, io le luci le spengo, come hanno suggerito questi qua.

Poi, come ogni giorno, continuerò a cercare di limitare il più possibile gli sprechi e di educare i miei figli a fare altrettanto, con l'esempio ancor più che con le parole (dall'energia elettrica: spegnere le luci inutilizzate, all'acqua corrente: non lasciare il rubinetto aperto mentre ti lavi i denti). So bene che la mia è una goccia nel mare... come la tua, come la sua, come le loro, come quelle altre, come quegli altri, ma tante piccole azioni possono produrre effetti enormi.

In Comme un roman di Daniel Pennac, tra i diritti del lettore c'è pure quello di spizzicare o piluccare (droit de grappiller), secondo il concetto per cui se dispongo solo di pochi istanti per fare una cosa, è meglio farla per quei pochi istanti piuttosto che rinunciarvi del tutto. Come esempio, se non ricordo male, tira in ballo Venezia: poniamo che desideri viverci e non possa farlo, non trovereste assurdo se mi privassi anche del piacere di passarvi qualche giorno?

P.S.: sono andato a controllare e constato di avere una memoria ottimista, visto che mi aveva fatto espandere i tempi rispetto all'originale: "Quand on n'a ni le temps ni les moyens de s'offrir une semaine a Venise, pourquoi se refuser le droit d'y passer cinq minutes?"


a cura di Giulio Pianese

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