31 ottobre 2023

Cicatrici

I segni delle ferite rimangono.

Me ne accorgo guardandomi il dito medio della mano destra, dal lato dell'anulare. Reca il pallore della carne rimarginata, liscia e capace di infastidire un pochino. 

Per la prima volta nella vita, sul finire di agosto, sono stato morsicato da un cane. Un cagnone che pareva pacioso, sdraiato in quella viuzza accanto a un paio di gattini. Ero uscito di mattina a esplorare l'isoletta alla quale eravamo approdati nel cuore della notte precedente, dopo sei ore di traversata su scomode poltrone. 

L'isoletta, Psarà, è una meraviglia per chi ama una vacanza molto tranquilla in mezzo all'Egeo, ma il paesino è in verità piuttosto sgarrupato. Tra i lavori in corso per le numerose ristrutturazioni ci siamo districati un po' a caso per l'intera settimana, percorrendo quasi sempre itinerari diversi per tornare alla base, cosa che in una località tanto piccola sembrava impossibile. 

Quella mattina, quindi, a maggior ragione stavo vagando e mi apprestavo a sbucare sul lungomare dell'esiguo porticciolo quando il grosso pacioso peloso quadrupede decise di attaccarmi mentre attraversavo quello che evidentemente considerava il suo territorio. Per fortuna al penultimo istante l'istinto mi spinse a correre, e la bavosa bocca mi addentò solo parzialmente. Entrai in un bar chiedendo di potermi lavare la mano sanguinolenta e fui immediatamente assistito da due o tre persone, una delle quali poi insistette per accompagnarmi in motorino dal medico. 

Un bel fastidio dover rinunciare per un paio di giorni a tuffarmi in quel mare, una scocciatura dovermi sottoporre anche nei giorni successivi al rito della medicazione all'ambulatorio turistico. Tuttavia, l'incidente si rivelò foriero di amenità e coccole da parte di varie persone della piccola comunità insulare, della quale in un certo qual modo ci siamo sentiti parte per l'intera vacanza, al punto di progettarvi un ritorno a breve. 

Morale: da una ferita può nascere qualcosa di buono oltre al dolore, però i segni rimangono. 

30 settembre 2023

Il v(u)oto del plenilunio

L'illusione di poter catturare il momento si evidenzia quando, privi di nozioni approfondite, abilità specifiche e strumenti idonei, tentiamo, improvvisando, di ritrarre un plenilunio, un paesaggio a perdita d'occhio, un insieme ineffabile di sfumature. 

Ancor più quando proviamo a rendere in parole un senso di smarrimento o di mancanza, un disagio non circoscritto, una sofferenza vaga e per questo inaffrontabile.

Tutto ciò si moltiplica, come difficoltà comunicativa, laddove tali intenzioni riguardino non il nostro personale abisso, ma quello tanto più insondabile di qualcun altro. 

Lì, la formula del patire è semplicemente proporzionale all'intensità del legame affettivo che permane oltre lo spesso muro dell'incomprensione.

E tuttavia, non si smette di sperare per il meglio (vedi: luna dei regalini). 

31 agosto 2023

Verso il primo di settembre

Delle ferie appena trascorse in Grecia voglio certamente dire, ma non ora, ché mi devo preparare al vero capodanno.

Ciao! 

31 luglio 2023

Due terzi

In questo luglio gironzolone, tra l'altro ho compiuto 60 anni. Mi fa impressione avere completato una porzione significativa della mia esistenza, ma il numero in sé non mi pesa quanto avevo immaginato. 

Come sempre, ho festeggiato nel giorno giusto, con chi c'era: in questo caso, brindando con la Guinness insieme a una mia collega, al barista e a un avventore del pub in cui ci eravamo infilati, dopo aver ricevuto dal vivo gli auguri dei trenta allievi che abbiamo accompagnato a Dublino.

È stato un mese denso e impegnativo, dolce e intenso, doloroso e intricato, ma vivo, un po' come il cielo d'Irlanda che t'intride mettendoti talvolta a dura prova, ma che sa avvolgerti sempre nell'incanto, soprattutto se anche in caso di precipitazioni riesci a scorgere il barlume di speranza che da qualche parte s'accende, insieme alle soddisfazioni. 


27 giugno 2023

Un incipit

"Quando la trovarono, era per strada di notte con un secchio vuoto in mano, lungo una via piena di negozi, e non disse nulla."

Rileggendolo per mandarlo a Pino Ierolli di incipitario.com, m'accorgo che questo è un gran bell'incipit, perlomeno nella traduzione dal tedesco di Ada Vigliani.
Si tratta del romanzo breve Storia della bambina che volle fermare il tempo, di Jenny Erpenbeck (Sellerio, 2020). L'originale uscì nel 1999 col titolo Geschichte vom alten Kind, che se capisco bene significa letteralmente "storia della bambina vecchia": un romanzo strano, strambo, ma di indubbio valore. 

06 giugno 2023

Lì in mezzo

C'è una foto di mio papà Umberto che tiene per mano mio figlio Lorenzo piccolino, bello e buffo con il berretto a sghimbescio: li riguardo e mi sembra di stare lì in mezzo, tra le loro mani, contento e sorridente di tenerezza anch'io.
Non la pubblico qui ma fidati, è bella, bella ben oltre la mia ovvia parzialità.
Baci e baci.

29 maggio 2023

More di gelso

Quando le cogli poi si vede perché ti tingono le dita, quando le mangi si sente perché sono dolci dolci e poi anche lì si vede perché ti tingono il sorriso. 

Le colsi e le mangiai al parco di Villa Litta ad Affori, le ho colte e mangiate al parco Nord nella zona di Bruzzano che ho visitato ieri per la prima volta. 
In entrambe le occasioni, grazie ai festeggiamenti per mio figlio Lorenzo, un patatino allora, un grandone oggi, sempre con tanta dolcezza. La mia, la nostra, quella della famiglia riunita per le occasioni speciali. 
Le more invece stavolta erano meno pronte, sebbene parecchio apprezzabili. Il cane Nelson non le ha mangiate, era troppo occupato ad agitarsi per le numerose papere che si aggiravano nei dintorni.

30 aprile 2023

Come un venticinque aprile

Incontri attesi e incontri disattesi, incontri inaspettati e incontri mancati; incontri improvvisi, incontri di sorrisi: in manifestazione, in una manifestazione partecipatissima e sentita, è come nella vita: non riesci a vedere tutti, ma sai che ci sono o saprai che ci sono stati; e soprattutto, sai di esserci e sarai contento di esserci stato. 

Come nella vita, in un venticinque aprile anche chi non c'era lo puoi portare con te, per un pezzetto di strada, nell'aria come la musica, nello spazio come le danze, nello specchio dei sorrisi moltiplicati, nel passato dei ricordi, nel futuro del pensiero.

31 marzo 2023

Riveditinme

Cercherò di riflettere meglio, disse lo specchio, ma tu prenditi cura della mia nitidezza.

28 febbraio 2023

Un paio di cose

Prima che il mese breve se ne vada per fare spazio a quello pazzerello, desidero appuntare qui un paio di cose: una riguarda l'ascoltare il corpo, l'altra una serie TV della quale ho completato la visione.

Domenica mi è capitata una cosa per me insolita, dopo una giornata lunga, bella e intensa. 
In mattinata sono andato a prendere mia mamma all'RSA perché potesse gioire di un pranzo familiare nel corso del quale non sono mancate risate e libagioni: a casa di Martina, sopraffina cuoca come sempre, c'erano anche mio fratello, sua moglie e mia figlia, e abbiamo gustato un rosso, il Sagrantino, che picchia duro dopo qualche bicchiere. Alla fine ho riportato mia mamma in struttura, cercando di consolarla quando a un certo punto si è resa conto che un sacco di nostri cari sono morti (se mi fa domande, non riesco a mentirle). 
Poi me ne sono tornato a casa, intenzionato a uscire di nuovo per andare a ballare. Tuttavia, sentendomi "un po' stanchino", verso le sette ho deciso di farmi un pisolo, ma per bene, cioè in pigiama e sotto le pezze. Di solito mi basta un quarto d'ora di ricarica, ma già immaginavo di restare a dormire per una mezz'oretta, date le circostanze. Ebbene, dopo un po' ho riaperto gli occhi e la radiosveglia, che non avevo attivato, figurati, segnava le 2:33. Invece di contrariarmi, ho sorriso, contento di aver accondisceso a un'esigenza del mio corpo, che non sempre ascolto, e ho ripreso a dormire fino al mattino seguente. 

L'altro fatto riguarda la serie Shameless, di cui negli ultimi mesi ho guardato tutti gli episodi delle 11 stagioni, in originale coi provvidi sottotitoli in inglese. 
Quando qualcosa termina, sono sempre un po' triste, è una sensazione che mi trascino fin da piccolo. Nel momento in cui l'ultimo episodio si avviava alla conclusione, mi predisponevo già al minuscolo lutto, ma la malinconia si è attenuata nel sorriso mentre mi rendevo conto di un riecheggiare, che ho poi verificato: le atmosfere e perfino le parole finali riportano fedelmente all'inizio del primissimo episodio, in una circolarità spiraloide, in cui niente è come prima, ma in un certo qual modo lo ricorda e lo porta in sé, per sempre. 

16 gennaio 2023

Fermare il tempo

There are moments when time does stop. We must be alert enough to notice such moments.  

(John Irving, A Widow for One Year)

Leggo un'altra bella storia di John Irving, autore che dopo più di trent'anni ancora non mi stufa, e concordo con questa sua affermazione: "Ci sono momenti in cui il tempo davvero si ferma." 

Uno, e scriverne è quasi ricorsivo, è quello della lettura, se ci si trova immersi in una storia avvincente. Un altro è l'ascolto della musica, quando le si dedica attenzione e sentimento. Esempio attiguo è quello del ballo, nella mia esperienza soprattutto il tango, in quanto coincidenza di percezione e comunicazione espresse nel movimento condiviso. 

Sintetizzando, succede quando ci si appassiona. 

Quanto alla seconda frase di Irving, è un monito saggio e utile: "Dobbiamo essere abbastanza vigili da notarli."
Utile non solo per goderseli come si deve, ma anche per distinguerli da altri modi per fermare il tempo che attengono all'ambito delle dipendenze. Come riconoscerle? Basta rendersi conto di come ci si sente dopo: carichi e contenti o vuoti e depressi. 

07 gennaio 2023

Viaggiare nello spazio

Per viaggiare nello spazio, il modo più economico è immergersi nella lettura: abbandonarsi a parole, pagine, vicende rese reali attraverso la decodifica di segni su carta. 

Un altro è percorrere chilometri, a decine o centinaia, per spostarsi anche fisicamente in luoghi diversi. 

Entrambi sono affascinanti, ma il secondo ti permette di vivere da vicino graziosità e bellezze in parte inattese, come nel caso del centro storico di Treviso, e magari di incontrare finalmente di persona chi conoscevi solo online da qualche lustro, come nel caso del magnifico Mistro, che dal vivo è perfino più simpatico e interessante che sul web. 

05 gennaio 2023

Per la Befana

Anziché una calza, per la Befana lascio in vista una scarpa da tango, perché me la riempia di tante altre occasioni per ballare. (*)

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(*) ballare tango mi piace molto; perfino quando durante una serata il pavimento si rivela inadeguato continua a piacermi molto, se le tanguere sono quelle giuste. (**) 

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(**) nessun accostamento deve essere inteso tra di esse e la signora che vien di notte con le scarpe tutte rotte.

04 gennaio 2023

Viaggiare nel tempo

Per viaggiare nel tempo, il modo più facile è abbandonarsi alla musica. Un altro è seguire i fili d'Arianna dei ricordi condivisi. Funziona anche ripensare alle persone che nel corso della nostra vita hanno accompagnato momenti o periodi particolarmente incisivi. 

Viaggiare nel passato, in effetti, soprattutto nel proprio, è tutt'altro che impossibile; farlo nel futuro, però, richiede uno sguardo lungo, lunghissimo, che non tutti possiedono. Io non ce l'ho, né credo di volerlo, tutto sommato. 

03 gennaio 2023

Qualità o quantità

La finitezza della dimensione temporale suggerisce o addirittura impone di privilegiare la qualità rispetto alla quantità.

Tuttavia, elementi quali ansia, impazienza e golosità vi si frappongono come ostacoli non immediatamente sormontabili.

Credo valga tanto per il cibo e le libagioni quanto per intrattenimenti vari, tra cui per esempio il tango.

Sono l'accresciuta consapevolezza e l'affinamento del gusto a indurre la capacità selettiva, ma sarebbe arido tralasciare il fattore umano, e stupido ridurre la gioiosa interattività, sia essa in ambito ludico, lavorativo o sociale in senso ampio.  

02 gennaio 2023

Basta

Per sognare, basta addormentarsi; per interrompere un brutto sogno, basta svegliarsi; per fare, basta rimanere svegli.

Per fare sogni a occhi aperti, basta tenere un piede al di qua e uno al di là della concretezza; per non addormentarsi per sempre, basta evitare di farlo guidando. 

Per realizzare i sogni, non basta una cosa qualsiasi e una sola cosa non basta; di sicuro, però, per realizzarli occorre prima sognarli, e poi riuscire a risvegliarsi e fare

01 gennaio 2023

Questo è un anno

Questo è un anno di 365 giorni e miracoli non ne farai, salvo quello di considerare prezioso e irripetibile ciascuno di essi. 

31 dicembre 2022

Per ogni anno nuovo

Come augurio, voglio riportare quello scritto da mia mamma su uno dei suoi quadernini e destinato a noi figli e ai nipoti: 
Siate sempre felici ed entusiasti.
Mi pare bellissimo non solo come auspicio, ma come proposito, perché almeno in parte dipende proprio da noi, ed è bene ricordarcelo; per il nuovo anno, certamente, ma anche per tutti quelli successivi che avremo in sorte. 

Baci e sorrisi a tutti, nonostante ogni giustificata malinconia. 

24 novembre 2022

Son rossori

I crisantemi sul balcone si stanno imporporando 
- oh, meraviglia - 
come le stringhe bianche delle mie scarpe rosse 
che con la pioggia stingono.  

31 ottobre 2022

Cielo sole mare

I piedi nell'acqua salata li avevo già bagnati qualche giorno fa ad Amalfi, durante la bella uscita didattica, va be', gita, di tre giorni con gli alunni di terza media. Un'ovvia e attesa fatica, soprattutto a causa dell'incessante impegno e della grande responsabilità, compensata però da parecchie gioie, amplificate nel mio caso dal fatto di ritornare a Napoli e dintorni dopo tanti anni. 

Oggi in mare ci sono entrato per intero, a Cap Ferrat, dopo un paio di giorni trascorsi nei pressi di Nizza, visitata dopo aver conosciuto ed esplorato i paesini di Tourrette-Levens e Aspremont. Anche in questo caso, l'inevitabile fatica dovuta alla voglia, soddisfatta, di fare tante cose in poco tempo, è stata bilanciata e sopraffatta dalla contentezza di tornare oltr'alpe godendo tra l'altro di un'accoglienza calorosa e generosa da parte delle vecchie e nuove generazioni. 



a cura di Giulio Pianese

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