Durante una passeggiata poco sopra il lago di Garda, tra Muslone (frazione di Gargnano) e Piovere (frazione di Tignale), ho fotografato dei licheni di una forma per me sorprendente. Oggi ho mostrato l'immagine alle mie colleghe che insegnano scienze. Sì, perché oggi abbiamo dato inizio all'anno scolastico venticinque-ventisei.
01 settembre 2025
01 agosto 2025
Wow (/waʊ/)
Gli ultimi wow (/waʊ/) di luglio mi sono usciti ballando tango alla Wandelhalle di Merano, grazie alla bella musica e soprattutto alle tanguere.
I primi wow (/waʊ/) di agosto mi sono usciti ritornando nella notte verso la val di Fiemme, quando lungo la statale 48 ho accostato, spento i fari, e rivolto lo sguardo alla meraviglia stellata sopra di me, gioiosamente stupito come ogni volta.
30 luglio 2025
Presente passato futuro di qui e lì
30 giugno 2025
In prospettiva
Fermati: qualunque lamentela, se ci pensi, risulterebbe inappropriata. Le iperboli che usiamo in continuazione e di cui troppo spesso abusiamo suonerebbero inopportune. Tutti i vari disagi che assommati paiono insopportabili non sono altro che piccolezze trascurabili, perché di fatto superabili, rispetto a quanto purtroppo sta accadendo altrove.
Lo scaldabagno che si rompe, il computer che rallenta, le incombenze che si accavallano, il sudore che ti si riappiccica non sono mortali. Non qui. Rispettiamoci e consideriamo i nostri privilegi, momentanei o meno. Mettiamo le cose in prospettiva e nelle proporzioni effettive.
Per chiudere con una nota fresca, domattina mi alzo presto e vado a fare un giro nelle Orobie con qualche collega e una masnada di nostri alunni. Circa un anno che non cammino in salita, è ora di ricominciare.
31 maggio 2025
Il sale addosso
Era dall'agosto 2023 che non mi immergevo nell'acqua salata.
Il fatto che allora fosse l'Egeo intorno a Psarà e stavolta l'Adriatico a Rimini non limita il giubilo del bambino interiore, che soffriva per il lungo distacco.
C'era stata, è vero, un'alba a Senigallia nell'ottobre 2024 con le terze medie in cui avevamo pucciato i piedi, ma il contatto non era stato contato valido dal gioiometro marino: troppo poco sale addosso.
Ora il sale vado a toglierlo con una doccia, preludio a una serata in milonga: andiamo a vedere come si balla alla Maquina Tanguera.
30 aprile 2025
I se e il sé
Tranquillo, non ti agitare: nel caso ti vengano rimpianti su azioni compiute, ricorda che se pure potessi viaggiare nel passato per cambiarle, poi (ora) ti verrebbe a mancare qualcos'altro che nel frattempo hai vissuto e non andresti mai in pari con le vicende e le interazioni.
Oltretutto, oggi è il passato del futuro, ed è oggi semmai che si può e si deve agire, tenendo gli occhi sulla strada da percorrere, senza inutili torcicollo.
Il fatto è: ogni volta che leggo o vedo storie che in qualche modo intrecciano il tempo, mi si sbalestrano le emozioni; cuore e respiro prendono vie traverse e i se comprimono gli spazi del sé; insomma, fatico.
Aiuta un poco l'immagine dei pesci e dello stagno (se i pesci sono le emozioni, tu cerca di essere lo stagno), che vale anche per gli stress in genere.
E la scrittura, pur brevissima.
08 marzo 2025
Per voi tutte, per noi tutti
31 gennaio 2025
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31 dicembre 2024
Una specie di augurio
Quando arrivano le scadenze si cerca di rispettarne il termine, e le ricorrenze, perlomeno alcune di esse, quando si affacciano sembrano invitarti a non lasciare le cose a metà.
Provi a ubbidire, ma sai che inevitabilmente, prima o poi, le cose a metà le dovrai lasciare per forza, perché la vita è un'incompiuta e non si può arrotondare, a meno che non si tratti di quella che tende a prorompere poco sopra i fianchi.
Il cambio dei calendari alle pareti è uno dei momenti capaci di imporre una certa solennità, un po' comica se applicata a piccoli gesti domestici. Addomesticarsi ai rituali è però un conforto diffuso, un modo di trovare punti di riferimento nell'enorme vastità degli istanti, che se condivisi moltiplicano proporzionalmente il proprio valore alla percezione, aumentando le probabilità di godimento.
Però qualcosa manca, e perciò una specie di augurio sia quello di capire che ciò che vuoi è già lì, anche se magari occorre la pazienza di vederlo germogliare, dopo la speranzosa semina e l'amorevole accudimento.
30 novembre 2024
Chimico benessere
Stendo fuori. Tempo due o tre minuti e vedo, controsole, il fumo uscire dalle magliette appese. È vapore, che bello! Sorrido alla natura e alla termodinamica, e a me che con l'andar del tempo non perdo l'entusiasmo per le piccole cose.
Oggi è sant'Andrea*, patrono della Scozia, dove andrò forse un altr'anno, non il prossimo. Così si chiude novembre, mese tra alti e bassi, ma mi rammento che è bene ricordare ogni momento in cui si è stati felici, o sereni, o in pace, scoprendo che non sono pochi. E che è bene farlo sorridendo, con il concreto beneficio delle sane dopamine che autorilasciamo per il nostro chimico benessere.
* auguri a mio nipote!
30 settembre 2024
Baluginii
30 agosto 2024
Oggi per domani e oltre
31 luglio 2024
Zampine
30 giugno 2024
Piccola cronaca
L'oleandro è fiorito bene; sul balconcino esposto a sud tutte le piante vivono felici: ho perfino gustato qualche pomodoro (datterini e sardi) nato e maturato lì.
L'esame l'ho passato, benissimo, conseguendo ufficialmente l'abilitazione all'insegnamento dell'inglese (la seconda, giacché la prima l'avevo presa per sbaglio in francese, avendo clamorosamente equivocato sulla classe di concorso al momento della frettolosa iscrizione due anni prima, in piena era Covid).
Nel frattempo, è passato anche il tuo quinto non-compleanno, papà Umberto, che manchi e ci sei.
31 maggio 2024
Su, coraggio
L'oleandro sul balcone sta fiorendo, sempre che la grandinata non l'abbia fatto fuori. Domattina, se farò in tempo, darò un'occhiata.
Ho una prova di abilitazione tra tre giorni e mi torna in mente Eduardo De Filippo, Gli esami non finiscono mai: visto che ho già superato i sessanta, a quanto pare aveva ragione lui.
Si possono sempre scovare motivi per essere lieti tra una tragedia e l'altra, purché non bombardino noi. E non mi riferisco alla grandine.
Tra meno di una decina di giorni ci sono le europee: pur senza entusiasmo, a votare andiamoci, ché quelli là sono pericolosi, anche un secolo dopo.
La stanchezza non vale come scusa.
Tra parentesi, non vedo l'ora di tornare a ballare, soprattutto perché al momento me ne devo astenere per prepararmi all'esame; ma in fondo è solo per qualche giorno, De Filippo non avrà ragione del tutto... a parte le inevitabili incombenze legate agli esami dei miei alunni di terza media!
Come, scusa? La stanchezza non vale?
29 aprile 2024
Ora e sempre (resistenza)
per tornare a ballare.
31 marzo 2024
Di (n)uovo
29 febbraio 2024
Un giorno in più?
04 febbraio 2024
Ieri e ieri l'altro e di nuovo
Non vi è stato alcun bisogno di infilare occhiali rosa con quel cielo confetto: un rosazzurro quasi da cartone animato. Rosazzurro come il negozio nel quale i miei si servivano quando eravamo piccoli: la tranquillità esperita inconsapevolmente e perciò data per scontata. Bellezze incredibili, a riguardarle con gli occhi della memoria.
Un bianco e nero quasi seppiato poche ore più tardi al cinema, con temi trattati in modo crudamente geniale, vedi le violente movenze sui virtuosismi vocali di Petra Magoni. Scene e vicende che lasciano l'amaro in bocca, perché l'apparente esagerazione caricaturale è purtroppo molto meno di quel che accadeva e continua ad accadere. C'è ancora domani, dice lei, ed è purtroppo vero ancora oggi.
Bianca e nera anche la torta per la festa del Tangoy sabato. Un'intera sera a ballare: non ci si stufa mai, e come si potrebbe?, di musica e abbracci, quelli ritrovati e rinnovati, quelli nuovi che spesso celano piacevoli scoperte, quelli riscoperti.
Oggi un'altalena al parco Trotter ha ospitato una ottantanovenne, che a un certo punto ha perfino iniziato a spingersi da sola: mia mamma, se sollecitata, lo spirito ce l'ha. Sorrido.
01 febbraio 2024
Lo stupore degli occhi bambini
Lo stupore degli occhi bambini che abbiamo in noi se non lo soffochiamo ci permette di godere di tanti piccoli frammenti di felicità. Si tratta di istanti da cogliere e custodire poi sorridendo nella memoria delle inezie senza scopo specifico.
Un semplice esempio è rievocare l'incredula divertita gioia di quando per la prima volta mi resi conto che in Mrs Robinson Simon e Garfunkel menzionavano un nome che per me che avevo studiato francese alle medie e al liceo era stato assolutamente impossibile captare fino a quel momento: Joe DiMaggio, poesia sonora pur non avendo io mai apprezzato né conosciuto il baseball.
Il verso richiama l'Ubi sunt? già risonante nella Ballade des dames du temps jadis di François Villon:
Where have you gone, Joe DiMaggio?
E la sottostante malinconia si fa plurale in quello seguente:
Our nation turns its lonely eyes to you
Canticchiamola. [testo qui]


