25 marzo 2009

Autocompiacimento

Stamattina troppo presto mi son svegliato e non ho potuto fare a meno di alzarmi per un insopprimibile bisogno di fare pipì. Il fatto in sé mi scocciava, a me piace rimanere a letto fino all'ultimissimo minuto. Poi ho visto l'orario, le 5 e mezza circa, e subito dopo essermi liberato la vescica m'è venuto in mente di uscire sul balcone, dove ho potuto ammirare Venere, verso est, luce di prima della luce. Lì mi son lasciato accarezzare dalla considerazione di essere quasi sempre e comunque capace di guardare al lato radioso della vita.

19 marzo 2009

Un augurio, un auspicio

Che i figli si ricordino dei padri, che i padri si ricordino d'esser stati figli.

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sintonie passate e presenti:
La tavolata
Gilgamesh

17 marzo 2009

Irretiti

La questione della "separazione 2.0" cui accenna La Tengi non è cosa da sottovalutare.

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(colonna sonora facoltativa)

10 marzo 2009

Sentiamoci, vediamoci

Venerdì 13 marzo 2009 risalirò sul palco del Mi Cantino in via Dante 6 a Monza con i Blubaluba.

Il repertorio pesca come sempre nel soul, funky, R&B. La formazione comprenderà: voci (Zu, Elisa), tromba (Ivan), sax (Mauro), chitarra (Matteo), tastiera (Stefano), basso (Cristiano) e batteria (Bruno*).

Il concerto inizierà alle 23:00, ma è consigliabile essere lì un po' prima, meglio ancora prenotare telefonicamente allo 039 322970.
Ingresso libero. Ci vediamo lì?



(*)Bruno Saitta, che sostituisce per l'occasione il nostro Roberto "rockymountain" Pucci, suonava già da ragazzino con me, Ivan, Stefano e altri negli Art&Soul. Ora, tra l'altro, fa parte della Babbutzi Orkestar.

28 febbraio 2009

In diretta

Lorenzo, vedendo la scena di Happy Feet in cui il pinguino viene bombardato di clic fotografici, mi chiede: "Se ti scattano tante foto puoi andavre fuovri di testa?"
Io: "Perché? Vuoi dire col flash?"
L.: "Eh, se ti scattano tantissime foto col flash puoi andavre fuovri di testa?"
Io: "Non per le foto in sé, ma forse con un numero esagerato di flash potrebbero esserci conseguenze."
L.: "Ah, ecco pevrché Bevrlusconi è così. Ah ahahahah!"

Tutto scorre

Come un delta di montagna, il flusso di chi la rete la abita si scompone in tanti rivoli e va bene così, perché il permanere non è legato alla staticità, nemmeno nel vivere, nemmeno nei ricordi. Come dove quando e se si possa ricomporre un fiume non è sempre definibile, ma friendfeed costituisce una buona approssimazione. Tantopiù che ad arricchire quel corso insieme agli affluenti primari giungono le generose precipitazioni dei commenti, graditi temporali con lampi di "like".

17 febbraio 2009

Sì comment

Il vecchio sistema di commenti Yaccs, cui molti blogganti di lungo corso erano affezionati, ha interrotto il servizio. Per questo, da qualche tempo, non era più possibile commentare su CuT'n'PaStE, il più antico blog collettivo italiano di copia e incolla.
Ora, grazie all'intervento di Simone, la funzione è ripristinata. Prego, accomodati pure.

06 febbraio 2009

Giocando col rovescio

Da dietro un vetro, la pioggia ti può immalinconire, attenuandoti la luminosità fino all'incupimento. Se invece, con quella stessa pioggia, apri la finestra e annusi, l'olfatto ti restituirà a te, facendoti compiere un passo sensoriale verso il benessere, già solo per la gradevolezza di un'aria un po' più pulita.
Lasciarsi piovere è inevitabile, talvolta, o forse spesso. Se però succede attraverso il respiro anziché con le lacrime, farai riprendere i sensi al tuo sorriso, la vista ai tuoi occhi, l'abbrivo ai tuoi sogni, rinnovati.

P.S.: avevo ragione sulla primavera, me lo ridice quell'uccelletto che zompetta sui rami spogli ad annunciare che presto, almeno per un poco, spioverà.

02 febbraio 2009

Fay çe que vouldras

Puoi prendere spunto da qualsiasi cosa e arrivare a qualsiasi conclusione, a posteriori.
Come coi proverbi, spesso ambigui o addirittura contraddittori, specie nei dintorni della meteorologia (però per la Candelora io mi attengo alle filastrocche di nonna Teresita, secondo le quali la nevicata è suggello finale dell'inverno).
Un segno, un sogno, un detto, un motto, dipende da come li interpreti. Da come li vuoi interpretare. Non è difficile piegare un oroscopo alle tue contingenze, tantomeno far realizzare un presagio che ti riguarda: si cercano linee guida con insistenza tale da rendere autoavveranti a manciate le profezie. O le loro reinterpretazioni.
E tuttavia, proprio per la possibile persistenza del libero arbitrio, non rigetto alcun messaggio, in qualsivoglia forma giunga a farsi notare: sarà occasione per riconsiderare sé stessi e soprattutto delineare il prossimo passo da compiere, nel sentierino malamente tracciato dei desideri veri.

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Per il titolo, sono debitore a François Rabelais e alla regola dell'abbazia di Telema, che impone di fare ciò che si vuole.

30 gennaio 2009

Vai e fai, dai!

Mi sa che l'ultima frase dell'articolo di Mafe sul controllo vale anche per la nostra vita in generale.

22 gennaio 2009

Grande politica

Barack Obama chiude Guantanamo.
Il Comune di Milano vuole chiudere Conchetta.

Indovina qual è il centro di tortura e quale il centro sociale.

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twitter: #cox18
video: C6.tv
commenti: Dazieri, Robecchi, ...

05 gennaio 2009

Dicevo...

Stasera appendi una calza, anzi due: una per i dolcetti, l'altra per le dolcezze.
Credici e vedrai che arriveranno.

31 dicembre 2008

Verso l'ennesimo passaggio

Per quanto possa essere convenzionale anziché naturale, ci siamo talmente autosuggestionati da vivere l'avvento di un nuovo anno di calendario come un transito importante. Far finta di niente non sarebbe facile e forse nemmeno utile ai fini dell'autenticità. E poi un'occasione in più per condividere festosamente un momento va sfruttata al meglio, insieme all'opportunità di ennesima piccola rinascita, che sia di rinnovamento o di riconferma.

Duemilaenove mi suona bene, dunque un augurio musicale ci sta: che ci siano armonia, melodia e ritmo. Armonia nel saper gestire i rapporti con gli altri e con sé stessi, melodia nel ricordarsi di esprimersi sempre ma in modo opportuno e gradevole, ritmo per darci dentro come si deve e come ti piace.

Nota: melodia è scritto tutto attaccato, chiaro? Giusto per la precisione, giusto perché non si dica che suggerisco approcci troppo diretti. Sebbene, alle volte, possano poi generare battute irresistibili.

29 dicembre 2008

Il tuo doppio dimezzato

Scattare una foto del tuo volto, di fronte, poi tagliarla a metà in verticale e duplicare a specchio i tuoi lati, creando due nuove immagini. Questa l'idea realizzata ieri sera dalla fotografa pistoiese Francesca Pagliai.
Era presso il bellissimo SpazioMil di Sesto San Giovanni, dove sono arrivato tardi, troppo tardi per i discorsi, le perfomance, il dibattito, le presentazioni o quel che era. In tempo però per salutare gli amici, godermi una panoramica degli interni, con qualche allestimento, e per apprezzare l'idea del doppio fotografico.
Un'idea che produce risultati curiosi, esteticamente interessanti quanto inquietanti, grazie specialmente alla nostra presunzione di essere tutto sommato creature simmetriche. Invece, tanto per cominciare, tra lato destro e sinistro vi sono le differenze macroscopiche di contorno, come la presenza di una riga laterale nell'acconciatura, di un codino, di un neo, che raddoppieranno o scompariranno nel gioco di specchi delle due metà. Poi le differenze solitamente trascurate, grazie alle quali si generano due volti parecchio diversi, più o meno allungati, più o meno larghi.
Discrepanze fisiche, dunque, ma soprattutto una nuova lettura degli aspetti di un viso, come se si disponesse di una lente a focalità ricalibrata, per cogliere oltre. Constatare quanto siano marcate la bonomia e la tristezza rispettivamente nel lato sinistro e destro di un uomo che nel ritratto originale le teneva a bada o comunque al riparo dalla nostra indagine visiva. Quanto sia in realtà complesso un volto femminile che sembra occultare una forte parte di sé. O ancora, quanto sia fallace l'apparente compostezza di altri visi nel momento in cui l'obiettivo e il computer si alleano per ricostruirne il caos sottostante.
Ovviamente tintinna il ricordo di Medardo, Il visconte dimezzato che Italo Calvino fa ritornare orrendamente mutilato da una guerra coi Turchi. Di lui è tornata solo la metà cattiva, dice la sua balia Sebastiana. Di noi, invece, per fortuna quegli studi fotografici restituiscono tutte due le metà, oltre a un pizzico di comprensione in più.

21 dicembre 2008

Mezzogiorno di luce

Oggi, alle 12:04, solstizio. Che inauguri un inverno dal dolce cuor contento.

16 dicembre 2008

13 dicembre 2008

Ci fu un tempo

Ci fu un tempo, forse, in cui non serviva segnalare di avere scritto perché le parole raggiungevano da sole i destinatari. Un altro, forse ma forse, in cui non serviva nemmeno scrivere perché le cose erano già state dette. E addirittura, chissà poi se sì o no, un tempo in cui non serviva nemmeno dire, giacché gli sguardi avevano già provveduto a oltrepassare gli angusti confini verbali. E poi c'è adesso, quando cose del genere funzionano solo direttamente con santalucia, quella di magia e luce. E basta.

12 dicembre 2008

Piazza Fontana

Dodici dicembre è quasi un permalink di per sé. Lo è anche quando non vado là, come oggi, visto che alle 16.37 mi trovavo incolonnato altrove per impegni paterni. Lo è perché bisogna ricordare e rammentare che dopo i sempremila procedimenti e il tot di quasiprocessi nei troppi anni insaccati da quel pomeriggio di vite detonate, quella di piazza Fontana rimane una strage impunita.

11 dicembre 2008

Non serve incartarlo, ma se vuoi...

Per chi si lascia sciogliere e non se la squaglia, per chi tiene duro ma con tenerezza, per chi la vita è un gioco da prendere seriamente, per chi sa che donare è un regalo per sé, per chi ti legge online perché sei tu, per chi non sa chi sei ma segue le parole, per chi ritrova il dire seguendo le figure, per chi risorge per un giorno fuori stagione, per chi sposta lo sguardo dal foglio alla finestra e poi, dopo avere letto, esce e per magia riesce a esprimere un nuovo desiderio.

Puoi leggere online o scaricarlo e perfino stamparlo, il corposo file pdf del Post sotto l'Albero 2008, assemblato per la sesta volta da Squonk.


P.S.: ho riportato anche su Zuccate il mio contributo, che s'intitola Al vento decembrino.

10 dicembre 2008

Fior di fiocco

Negli anni, mi sto educando a smettere di pensare che la vita sia come un gelato, da cogliere e gustare immediatamente prima che si sciolga. In effetti, tale atteggiamento può portare a comportamenti affrettati, modi di fare inopportuni, stati d'impazienza deleteri.

Il fatto è che della vita, come dei gelati, sono davvero goloso e gli occhi bambini la reclamano di continuo, mai sazi di percorrerne le combinazioni, saggiarne le opportunità, assaporare la prelibatezza di ogni occasione.

La neve in città è innanzitutto considerata una scocciatura e un ostacolo. Ciò è comprensibile: oggi, per esempio, se non avessi potuto rimandare l'appuntamento al magazzino archivio del commercialista me la sarei vista direttamente con tanti yeti clacsonanti.

Provarsi a riaprire lo sguardo magico di quando ci si elettrizzava vedendo tutto bianco fuori prima di andare a scuola però è sano. Sano e opportuno. Inoltre rappresenta un esempio lampante di qualcosa da godere subito, qui e ora o mai più. Anche perché, come dice Calvin al suo tigrotto Hobbes: "Math will still be there when the snow melts", la matematica sarà ancora lì quando la neve si scioglierà.

[per Calvin and Hobbes Snow Art, grazie all'inesauribile Giavasan]

[se ti va, vedi anche questo raccontino e la traduzione]


a cura di Giulio Pianese

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