Leggo qua e là che il sindaco di Milano sulla sua scrivania tiene in bella mostra una bandiera a stelle e strisce. Quasi quasi al prossimo concerto della Black Sound Machine gli dedico Tu vuo' fa' l'americano.
Al protagonista della canzone di Carosone i soldi di mammà servivano per le sigarette; Albertini non so bene per che cosa li usi, ma di sicuro so che li nega agli asili nido e alle scuole materne. Quasi peggio del buffone suo superiore.
14 gennaio 2004
Per Giove, un pianeta!
Grazie alla dritta di Activemax, stamattina l'ho visto e l'ho mostrato ai piccoli, che affascinati e incuriositi mi hanno bombardato di domande. A qualcosa ho risposto, ma sarà bene documentarmi un po'.
13 gennaio 2004
Un bacio non dato è...
...come un genio che spreca il talento
un affronto al tempo che passa
come un brindisi lanciato al vento
uno stereo senza una cassa
è una musica senza frase
che delude l'orecchio e lo sguardo
un amore nell'ultima fase
un binario raggiunto in ritardo
è un affetto di sole parole
un impulso ridotto al laccio
come un'alba ma senza il sole
una bimba mai presa in braccio
una lingua di sola grammatica
come un asino senza il bue
un errore di matematica
esser solo e credersi in due
come un raggio senza pi greco
una coda nel posto sbagliato
il paesaggio d'un vicolo cieco
una rima che va disattesa
è un countdown interrotto alla NASA
una, virgola senza ragione
una bella domanda inevasa
sei puntini di sospensione.
un affronto al tempo che passa
come un brindisi lanciato al vento
uno stereo senza una cassa
è una musica senza frase
che delude l'orecchio e lo sguardo
un amore nell'ultima fase
un binario raggiunto in ritardo
è un affetto di sole parole
un impulso ridotto al laccio
come un'alba ma senza il sole
una bimba mai presa in braccio
una lingua di sola grammatica
come un asino senza il bue
un errore di matematica
esser solo e credersi in due
come un raggio senza pi greco
una coda nel posto sbagliato
il paesaggio d'un vicolo cieco
una rima che va disattesa
è un countdown interrotto alla NASA
una, virgola senza ragione
una bella domanda inevasa
sei puntini di sospensione.
12 gennaio 2004
Share!
Significa "condividere", quindi figurati se non riscontra le mie simpatie. Share! è il nuovo progetto collettivo di Helghi, quella di Drawingblog, che me lo ha descritto come
una condivisione di segni e disegni online... un grande disegno collettivo... una mappa di intensità e segni che cambia continuamente e prende le direzioni che i partecipanti decidono agendo sui disegni degli altri o continuandoli...Non so disegnare, ma verrò a trovarti.
Eduardo Mendoza
Da qualche settimana volevo parlare del suo romanzo Il mistero della cripta stregata, l'ennesima pesca fortunata alla biblioteca rionale. Finalmente l'ho fatto, su Letture e riletture.
09 gennaio 2004
Il sole dei viventi
Si chiama Maria e quando sorride le splendono gli occhi. Alla mattina la incontri in piazza Bausan, indaffarata a sistemare la baraccheria, come dice lei. Una congerie di sacchi e sacchetti rigonfi quanto il suo abbigliamento, fatto di strati e strati e strati. La pelle sporca e annerita, la bocca semisdentata, la schiena ricurva e l'igiene presumibilmente scarso non riescono a fare di lei una vecchia strega. Non se hai provato almeno una volta a rivolgerle la parola: risponde sempre con garbo e contentezza, riverendo ogni offerta che non sollecita mai ma per la quale ringrazia con le parole e con lo sguardo. Offerta che si concretizza in un panino, una focaccia, una brioche, meglio ancora se alla crema. Bisogna però industriarsi per immaginare i suoi gusti, perché all'interrogativo mirato a sondarli risponde: "Come le pare. Va bene qualsiasi cosa."
Perché viva così non so, non riesco a capacitarmi di come sia finita per la strada, nonostante le storie lette o ascoltate. Mi piacerebbe sentirla parlare più a lungo, ma c'è sempre il timore di risultare inopportuno o invadente. Piano piano, magari.
Perché viva così non so, non riesco a capacitarmi di come sia finita per la strada, nonostante le storie lette o ascoltate. Mi piacerebbe sentirla parlare più a lungo, ma c'è sempre il timore di risultare inopportuno o invadente. Piano piano, magari.
08 gennaio 2004
Non smettere di guardare
Sì, non bisogna smettere di guardare, e se qui fuori il cielo è troppo grigio per invogliare gli occhi, vado a cercarmelo da un'altra parte, il cielo. Perché dai bambini non si finisce mai d'imparare. E talvolta anche dai loro padri.
07 gennaio 2004
Buon Natale!
...per esempio ad Angéla (la tua mancanza si sente, ma è più importante saperti serena) e a Leonid, che dopo essere venuto a casa mia vestito da Babbo Natale, finalmente i regalini è andato a portarli ai suoi bimbi rimasti in Ucraina e che vede al massimo una volta ogni sei mesi. Buon Natale a Ludmila, la dolce infaticabile Luda che dopo tre anni di lontananza non ce l'ha fatta più ed è tornata dai suoi figlioletti: lo splendido Stasic e il gioiello Alina, carinissima e protettiva quella volta con il mio Lorenzig.
Buon Natale al popolo di donne che incontro la mattina sull'82, quando accompagno i miei cuccioli a scuola. Lo leggo anche nei vostri occhi chiari di stanchezza che sono un privilegiato a poter vivere come vivo. Al vostro sorriso rispondo con l'augurio che un Buon Natale vi restituisca ogni gioia.
01 gennaio 2004
31 dicembre 2003
30 dicembre 2003
Ci si diverte un sacco
Vorrei farmi sponsorizzare dall'Alitalia o da qualche altra compagnia aerea. Mica per altro: per i sacchetti, quelli per il vomito. Sarebbero utilissimi qui, appesi al collo di ciascun componente della GFA, la grande famiglia allargata, colpita in modo trasversale e fantasiosamente combinatorio da un virus influenzale.
Un virus le cui conseguenze ti fanno ripensare ai Monty Python, la scena al ristorante in cui il cameriere chiede: "Come sta?" e il bulimico cliente risponde: "Meglio... meglio che mi porti un secchio".
Finora l'ho scampata, ma per domani sera, in luogo dei botti, proporrò un'olimpionica gara di rutti.
Un virus le cui conseguenze ti fanno ripensare ai Monty Python, la scena al ristorante in cui il cameriere chiede: "Come sta?" e il bulimico cliente risponde: "Meglio... meglio che mi porti un secchio".
Finora l'ho scampata, ma per domani sera, in luogo dei botti, proporrò un'olimpionica gara di rutti.
29 dicembre 2003
Happy Trails
Fu tra i 4 vinili che inaugurarono la mia discografia adolescenziale nella seconda metà degli anni settanta.
Lo ricordo con orgoglio e ancora oggi lo considero un riferimento imprescindibile nonché un piacere per le orecchie e l'animo.
Happy trails to you, until we meet again,Buon viaggio, dunque.
Happy trails to you, keep smilin' till then.
Happy trails to you, till we meet again
28 dicembre 2003
Neve!
Già al risveglio, paesaggio incantevole e ovattato, mentre fiocchi generosi accarezzavano l'aria. Per tutto il giorno non ha smesso di nevicare, qui nella valle dell'Elvo. Dopo essermi divertito a spalare, sono uscito a passeggiare con Meg, affettuosa femmina di pastore australiano che mi sa sensibile ai suoi guaiti. Siamo andati avanti fino a lasciarci imbiancare, fino a confondere cielo e sfondo montano. Bella soddisfazione anche essere ubbidito perfettamente nonostante avessi tralasciato il guinzaglio (una piccola lezione anche questa?).
Spalare, camminare, ammirare, respirare. Essere e fare. Il mio insegnante di storia dell'arte ai tempi dello IULM, Gabriele Mandel, aveva scritto un libro con quel titolo. L'essere umano ha bisogno di agire per confermare la propria esistenza, per esprimersi, per crescere. Il concetto è valido non solo applicato all'ambito della creazione artistica, ma anche alla banale pratica quotidiana. Che poi è banale soltanto nella misura in cui lo permettiamo.
Gustare di ogni giorno, di ogni giorno distillare l'essenza benefica o l'insegnamento, sono obiettivi di benessere e insieme strumenti di crescita. Purché vivere diventi l'arte in cui non smettere di cimentarsi.
Spalare, camminare, ammirare, respirare. Essere e fare. Il mio insegnante di storia dell'arte ai tempi dello IULM, Gabriele Mandel, aveva scritto un libro con quel titolo. L'essere umano ha bisogno di agire per confermare la propria esistenza, per esprimersi, per crescere. Il concetto è valido non solo applicato all'ambito della creazione artistica, ma anche alla banale pratica quotidiana. Che poi è banale soltanto nella misura in cui lo permettiamo.
Gustare di ogni giorno, di ogni giorno distillare l'essenza benefica o l'insegnamento, sono obiettivi di benessere e insieme strumenti di crescita. Purché vivere diventi l'arte in cui non smettere di cimentarsi.
27 dicembre 2003
SMS
Pare che quest'anno sia stato stabilito un nuovo record di messaggini augurali scambiati tramite cellulare.
Trovo ingiusto deprecarli come categoria, perché pregnanza e gradevolezza non possono essere mera funzione dello strumento utilizzato. Alcuni sono addirittura degni di essere conservati (e in alcuni casi lo faccio davvero). Altri meritano quantomeno una segnalazione, come lo scambio di cui sono stato testimone diretto:
[scrive lo zio, classe 1950] Previsioni meteo: prevista pioggia di baci e abbracci. Si consiglia di chiudere l'ombrello e aprire il cuore.
[risponde la nipotina, classe 1996] Previsioni del tempo: qui c'è il sole e manda una luce fatta d'amore.
Trovo ingiusto deprecarli come categoria, perché pregnanza e gradevolezza non possono essere mera funzione dello strumento utilizzato. Alcuni sono addirittura degni di essere conservati (e in alcuni casi lo faccio davvero). Altri meritano quantomeno una segnalazione, come lo scambio di cui sono stato testimone diretto:
[scrive lo zio, classe 1950] Previsioni meteo: prevista pioggia di baci e abbracci. Si consiglia di chiudere l'ombrello e aprire il cuore.
[risponde la nipotina, classe 1996] Previsioni del tempo: qui c'è il sole e manda una luce fatta d'amore.
25 dicembre 2003
C'era una volta...
...un gruppo che si autodefiniva di rock meticcio*. Erano entusiasti, ma poveri e disorganizzati. Così, nonostante tutti i componenti potessero già vantare esperienze precedenti e faccia tosta a sufficienza, le esibizioni si limitarono a pochi concerti, nella loro regione.
So per certo che indelebili ricordi rimangono in chi c'era, come so di gradire gli apprezzamenti che continuano a pervenire da chi non ha mai smesso di ascoltare la cassetta autoprodotta, testimonianza parziale ma significativa.
Ora quelle tracce sono scaricabili gratuitamente in rete, così chi vorrà le potrà finalmente trasferire su CD.
Sotto l'albero e col fiocchetto, eccoti dunque i Pontebragas.
* da anni mi è telematicamente impossibile aggiornare quel sito, nel quale è anche indicato un indirizzo e-mail che non esiste più.
So per certo che indelebili ricordi rimangono in chi c'era, come so di gradire gli apprezzamenti che continuano a pervenire da chi non ha mai smesso di ascoltare la cassetta autoprodotta, testimonianza parziale ma significativa.
Ora quelle tracce sono scaricabili gratuitamente in rete, così chi vorrà le potrà finalmente trasferire su CD.
Sotto l'albero e col fiocchetto, eccoti dunque i Pontebragas.
* da anni mi è telematicamente impossibile aggiornare quel sito, nel quale è anche indicato un indirizzo e-mail che non esiste più.
24 dicembre 2003
La festa delle luci
Anzi, nel momento in cui la seconda candela si illumina, insieme generano una fiamma più grande.
...
Anche se crederai che si sia spenta, quella fiammella continuerà a brillare dentro di te e se ti farai trasparente la luce si irradierà.
Buone feste a tutti.
23 dicembre 2003
*
In me albergano sentimenti contrastanti.
Il guaio è quando svaniscono senza avere pagato la camera.
Il guaio è quando svaniscono senza avere pagato la camera.
22 dicembre 2003
Immancabilmente
Riascolti un brano dimenticato e un baluginio riemerge dalle memorie sepolte. Effetti che solo la musica sa provocare sempre, essendo in grado di insinuarsi, risuonare, riverberare e rifrangendosi infrangere ogni barriera. Senza nemmeno lasciarti capire perché vada a pizzicare corde di un tempo sbagliato.
So dry your eyesTi solletica l'orecchio, ti apre la percezione, col bisturi della malinconia ti viviseziona lasciando pulsare nel tuo cuore aperto il senso della mancanza, immancabilmente.
And turn your head away
Now there's nothing more to say
Now you're gone away
(Nick Cave, Lament)
Allora asciugati gli occhi
e volgiti altrove
non c'è più nulla da dire
ormai sei andata via.
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