24 novembre 2020

Il sapore di un ricordo

Quando posso e me ne rammento, metto nel caffè un pizzico di cannella per aiutarmi a berlo senza zucchero. Oggi l'ho aggiunta anche nel caffè freddo (sì, non avevo voglia di rifarlo né di scaldarlo) e la cannella ha prevalso nettamente, facendomi inalare il sapore di un ricordo. 

Ho percepito, o creduto di percepire, il gusto dei coni di panna montata che prendevamo da piccoli la domenica mattina accompagnati da papà nella latteria di via Cavour a Seregno. Buoni, gustosi e con una spolverata di cannella. 

Dal ricordo di un sapore al sapore del ricordo passa un sorriso che nessuna malinconia può cancellare: una di quelle piccole grandi cose che niente ci potrà mai portare via (a parte l'alzheimer, ovviamente, ma lo dico facendo i debiti scongiuri). 

23 novembre 2020

Per i risultati

Per i risultati, ci vuole tempo. Una semplice verità, applicabile quasi a tutto, che però tendiamo a scordare, presi dall'impazienza, dall'ansia o dalla frettolosità. Se hai prefissato un programma per giungere all'obiettivo, non abbandonarlo prima che possa fare effetto. 

Questo vale per: una dieta, un allenamento, l'apprendimento di un'abilità, l'abbandono di una cattiva abitudine, l'acquisizione di una benefica attitudine, la conquista di un traguardo, l'avvicinamento a una meta, la ricerca del benessere, del piacere, della serenità, o anche la mitigazione di una pandemia. Per dire.

22 novembre 2020

La foglia prima che cada

Prima che cadano, non vuoi fotografarle tutte, quelle foglie? Colori d'autunno, meravigliosi quanto effimeri, o meravigliosi soprattutto in quanto effimeri. Il fatto è che niente sembra più imperdibile di ciò che sta per scomparire, come la storia del mandala destinato alla cancellazione. 

Se così è, si prospettano due strade: quella della continua e inevitabile malinconia per la continua e inevitabile perdita, oppure quella che passo dopo passo conduce alla capacità di cogliere e godere ciascun raggio in ciascun istante. 

Quest'ultima, ricordiamocelo, può funzionare anche dopo il calar del sole, come la musica.

21 novembre 2020

Alle giostre solo se ne hai voglia

Vai alle giostre solo se hai voglia di andare alle giostre. Fatti una passeggiata solo se ti va di passeggiare. Ordina una birra solo se davvero desideri berla. Scegli dal menu quello che intendi mangiare e nient'altro. Guarda la tivù solo se trasmettono qualcosa che ti interessa o ti diverte. 

Non andare alle giostre solo per incontrare quella ragazza. Non stare in giro giusto per paura di annoiarti a star fermo. Non prendere da bere o da mangiare tanto per prendere qualcosa. Non scegliere il meno peggio: anziché fare zapping sul vivere, opta consapevolmente per quello che vuoi. 

Però, se l'unico modo per incontrare quella ragazza è andare alle giostre, allora vacci pure alle giostre, vacci in ogni caso.

17 novembre 2020

Occhi al cielo

Hai apprezzato anche tu la sottilissima falce di luna che disegnava un arco pastello tra il tramonto e il crepuscolo? Hai considerato il privilegio di poterne gioire con gli occhi, di riuscire col respiro a ingurgitarne il sentimento fino a lasciartene pervadere? Hai inseguito l'emozione nel suo rapido tragitto verso il limitare dei dotti lacrimali? 

Niente di male se qualche groppo di troppo s'è sciolto, niente di male se è invece il riso che ti ha arriso. 

Quel che hai sentito è vissuto, quel che hai sognato è compiuto: s'intende l'eterno nel tempo di un solo minuto.

06 novembre 2020

Haiku vascolare

Oh, meraviglia! 
Là dov'era la stenosi 
ostenti uno stent 

[se vuoi vedere le radiografie, clicca qui]

31 ottobre 2020

Ridere sempre così giocondo

"Il riso cancella la paura", declamava indignato il venerabile Jorge, e su questo aveva ragione: è uno strumento potentissimo e benefico, sia per il morale, sia per gli effetti chimici che innesca nel nostro organismo, grazie al rilascio delle endorfine. Pensa che figata, una droga autoprodotta che ti fa star bene senza effetti indesiderati! 

Anche il sorriso produce benefici: lo sottolineava tra gli altri un simpatico squinternato e lo conferma l'esperienza, se ci provi. Da parte mia lo suggerisco ai ragazzi a scuola ("Prima regola, indispensabile: Breathe, respira; seconda regola, non indispensabile ma molto consigliato: Smile, sorridi."), perché è facile, è gratis, ti aiuta e non ha controindicazioni. 

È la risata, però, il vero toccasana, soprattutto quando è condivisa. C'è chi la usa come terapia (vedi il Laughter yoga, lo yoga della risata), c'è chi la seppe produrre in modalità contagiosa, come Stan Laurel e Oliver Hardy. Riuscire a trovare o creare occasioni per ridere è di per sé un traguardo di benessere; farlo in compagnia attiva un senso di condivisione intensa; raggiungere il culmine di una risata fragorosa collettiva, ardisco dire, potrebbe contribuire a risolvere molti ma molti conflitti. 

Tampone

L'auto è rimasta parcheggiata per diciassette minuti, che sono stati sufficienti a entrare in ospedale superando il controllo della temperatura, raggiungere il lungo corridoio verso il settore A, fare la coda per l'ambulatorio, effettuare il tampone e tornare alla cassa automatica del parcheggio. 

Oltre che veloce, l'ho trovato poco invasivo, più o meno come infilarsi un cotton fioc su per il naso, una narice dopo l'altra. Probabile che l'abitudine decennale alle laringoscopie mi abbia allenato, ma o sono stato particolarmente fortunato, o le varie descrizioni che ho sentito e letto in giro sono esagerate. 

Adesso mi tocca fare il monaco di clausura in attesa dell'esito, che se sarà quello auspicato mi permetterà di essere ricoverato e poi operato nei primi giorni della settimana entrante. 

P.S.: "settimana entrante" mi fa sorridere perché è un'espressione che usava papà.

30 ottobre 2020

Antidoto

Che tutto sia sospeso, tutto un po' precario, non è una novità: pare anzi la condizione predefinita per l'umanità. Stendiamo un passo, un altro e non sappiam nemmeno se il piede troverà un buco o del terreno su cui poggiare, però passiamo avanti tra settemila inciampi, fidando negli istanti, nei petali infiniti che sono lì ad aprirsi laddove ci si soffermi attenti, sguardo e respiro intenti a reperire l'intensità invisibile. Antidoto agli ostacoli materiali, il reticolato del sentire. 



a cura di Giulio Pianese

scrivimi