28 agosto 2014

Un po' di cibo per l'anima

Tra le cose che mi piacciono del Trentino-Alto Adige, ora posso inserire anche l'Orchestra Haydn, che ho ascoltato dal vivo nella chiesetta di una frazione di un paese sul lago di Garda, apprezzandone molto l'amalgama su brani meravigliosi di Bach e Mozart e ammirando inoltre l'apporto della talentuosa solista Anna Tifu.
Carezze spirituali degne del cielo stellato sono quelle che promanano dalla musica di sublime livello: sono grato per aver potuto e voluto riceverle.

26 agosto 2014

Roba da sfogliare

Il blog Letture e riletture ha una storia e dei suoi perché. È vero che negli ultimi anni l'ho trascurato un po', ma di recente almeno un paio di bei suggerimenti li ho inseriti. Buona lettura.

09 agosto 2014

Un'eccezione

Ammetto di aver fatto eccezione.
L'antefatto è che dopo anni ero di nuovo arrivato a toccare quota ottanta. E quindi, dopo essere riandato con la mente all'ultima volta in cui ero dimagrito sostanzialmente, ho adottato per analogia mimetica qualche piccolo provvedimento. Niente di impossibile, ma come allora, da lunedì, ho eliminato dalla mia dieta giornaliera i dolci e l'alcool. Salvo a colazione, riguardo ai dolci, ma comunque con moderazione, limitandomi a un cucchiaino di miele nella bevanda, che sia tè, malva o rooibos, e a qualche biscotto o a un po' di marmellata spalmata su fette biscottate o pane.
Troppo poco drastico, dici? Beh, io tendo spesso ad autocompiacermi per i piccoli risultati e a sfruttarne l'effetto come molla per ottenere di più e di meglio. E poi, c'è da spiegare una cosa: da piccolo ero magro, magrissimo; quando mi ritrovo sovrappeso, per me la sensazione è tuttora quella di essere "temporaneamente ingrassato", perfino laddove tale temporaneità si prolunghi per degli anni (alla descrizione di questo fenomeno, il mio amico Alberto di BZ si sbellicò fragorosamente di risa telefoniche tra la perplessità dei colleghi d'ufficio).
Poi, comunque, cerco di muovermi, andando a corricchiare quando riesco, camminando dove posso (mi dicono siano necessari ottomila passi al giorno tutti i giorni, vedremo come fare per tenere il conto). Secondo me un po' di chili se ne andranno (non oso dire che abbiano già iniziato l'esodo, per scaramanzia) e poi si tratterà di far durare la forma (uh, dire "la forma" mi ricorda il tai chi, ma tanto già so che se non è saggio assaggiare tutto, tantomeno lo è saggiarsi su troppi aspetti, meglio accontentarsi di spizzicare qua e là e su e giù).
Oggi, dicevo, ho fatto eccezione. Dopo pochi giorni non si dovrebbe, non è serio, ma suvvia: non capita tutte le settimane che la figlia compia diciott'anni e così ho brindato e mangiato anch'io la torta, in mezzo a un sacco di festeggiamenti iniziati con il sublime ramen del Fukurou, inframmezzati da graditissime visite a sorpresa e conclusi (per noi, giacché la neomaggiorenne poi è uscita coi suoi amici) con le sarde alla beccafico della rosticceria Golfo di Mondello.
Anzi, in verità, prima di salutarci abbiamo vissuto un momento particolare, in bilico tra risate emozionanti ed emozioni commoventi: da "bravo affabulatore", come sono stato gioiosamente o giocosamente definito in un commento, ho rievocato insieme alla famigliola riunita la nascita di Francesca, istante per istante, da quando la vidi uscire a tutte le fasi successive del più bel miracolo terrestre.

08 agosto 2014

Traduzione dal francese

Chiara Tizian ha poetato in francese e mi è venuta voglia di tradurre in italiano i suoi versi:

Tra sale e cielo

Sa di saline
mentre si vede sparire il Gois,
passo passo fino al termine di un ricordo.

Oceano, sciogli i miei nodi.
Aspettami là dove m'hai cullata,
ebbra di desideri da seguire.


Riporto anche qui l'originale:

entre sel et ciel

Ça sent les marais salants
pendant qu’on voit disparaître le Gois,
pas à pas jusqu’au bout d’un souvenir.

Océan, débrouille mes noeuds.
Attends-moi là où tu m’as bercée,
ivre de désirs à suivre.

Puglie

A guardarmi nudo nello specchio, sembra che sulla coscia sinistra abbia un'autoreggente. È il residuo colorato di una lieve scottatura, l'abbronzatura parziale e non cercata di un pezzetto di corpo rimasto esposto durante la guida sabato scorso, quando risalendo le Puglie in una tarda mattinata soleggiata indossavo un pantaloncino-costume e dal finestrino aperto il sole batteva sulla mia pelle con la complicità del vento autostradale, quello che soffia sempre in direzione C-B, cofano-baule, intrufolandosi nell'abitacolo laddove si decida di non ricorrere all'artifizio dell'aria condizionata.
Dire le Puglie, al plurale, come ci insegnavano un tempo alle elementari, è molto più rispondente alle molteplici realtà di questa regione e al di là dei fatti storici è una cosa che s'intuisce già a un fugace passaggio. Le Puglie, dicevo, me le sono godute, seppur per pochi giorni, anche quest'anno, spizzicando piaceri dalle acque e dalle terre e dai loro sapori.
Come già detto altrove, tra i segni visibili e invisibili, sono questi ultimi a rimanere più a lungo impressi e così sarà per le acquatiche accoglienze dello Ionio e dell'Adriatico; per le accoglienze conviviali sui terrazzi salentini (rigrazie, Viviana); per le golosità ammannite da una cucina ricca dal mattino (prova i pasticciotti di Chéri, dove trovi anche quelli tradizionali con crema e amarena) fino a notte inoltrata (vai a Novoli al baracchino di Simona se vuoi mangiare una deliziosa e freschissima frittura di mare anche all'una di notte dopo il tango).
Una minivacanza salentina breve ma intensa, felice nell'incontro con le sabbie di Torre Rinalda, scarsamente frequentate in quei giorni e perciò ancor più godibili; nel piacere di ritrovare quelle di Pescoluse a nord di Torre Vado e in quello ancor più grande di rituffarsi presso le grotte (e di nuotarci dentro) a sud di Torre Vado; una minivacanza curiosa di girare in bici per le campagne nei dintorni di Campi Salentina e a piedi nei centri storici di Lecce e Gallipoli, qui con il bonus di un bagno alla Purità, dove ti immagini con un sospiro cosa potrebbero essere le pause pranzo lavorando in quella cittadina.
Qualche malinconia, anche, ritrovando luoghi e persone e momenti che l'anno scorso avevo condiviso coi miei figli, stavolta impegnati piacevolmente altrove, ma confido che ci rifaremo.
Soprattutto Salento dunque, ma il resto, di passaggio, è stato ugualmente gradito da me e dalla mia compagna di viaggio: la sosta pranzo con giretto a Trani dell'andata ha confermato le impressioni positive di un decennio fa riguardo al centro storico con le sue architetture di merletto (curiosamente, il nome della città è anagramma di trina). Al ritorno, il trauma da distacco è stato addolcito con una pausa gastronomica e balneare a Marina di Lesina, proprio di fronte alle isole Tremiti, che non tocco dal 1987.

31 luglio 2014

Lu sule, lu mare, lu tangu

Al tango dico grazie perché mentre si balla spariscono per amore o per forza tutti gli eventuali pensieri molesti. Spariscono perché ti stai impegnando a commettere meno errori possibili cercando attraverso la musica e il contatto la concentrazione giusta o magari perché ti stai semplicemente godendo la tanda e la connessione nei passi di questo ballo che o si fa insieme o non esiste.
Dico grazie al tango anche perché rappresenta un'ampia piattaforma sulla quale salire per intavolare nuove conoscenze o per scoprire nuovi aspetti in quelle antiche. Non che sia tutto rose e fiori, ma a chi si lamenta chiedo: per caso il resto della vita lo è? Se si impara a gustare gli aspetti positivi e a lasciar scorrere via le molestie, si otterrà un distillato di piacevolezze di rara densità.
Grazie al tango lo dico inoltre perché anche grazie alle nuove amicizie intrecciate mi sto godendo questa minivacanza in Salento, dove, tra l'altro, ieri sera ho ballato tango.
Ora però vado un po' al mare, ciao.

29 luglio 2014

Di passaggio

In caso di pioggia, i girasoli volgono il capo dall'altra parte e colà lo tengono, per un po', anche quando rispunta il sole. Chissà se fanno così perché non si fidano o perché si son stufati, fatto sta che ti ritrovi a rimirare distese di apparente rassegnazione o indifferenza in quegli stessi campi che furono capaci di ammaliarti sguardo e sorrisi. I sorrisi li dispensi comunque, catturando gli ultimi raggi di un sole quasi già prono alla curvatura terrestre e pronto a rapirsi oltre la collina.
Anche in caso di pioggia, se non fai come i girasoli, puoi trovare il momento giusto per cogliere una bella radiosità e, una volta al mare, per almeno un tuffo e qualche bracciata, in attesa di altro mare, di altro meteo e altre accoglienti terre.

25 luglio 2014

Canto per me

Ci sono. Sì, un po' assonnato, ma ci sono. Niente rischi, piuttosto dormo un po' nel parcheggio d'un autogrill, il tempo di ritemprarmi, come una ricarica d'emergenza: qualche minuto di sonno, una crema caffè e via di nuovo. Ci sono, ci sarò, sappimi aspettare quanto basta. Il bagaglio è incompleto già in partenza, ma intanto io ci sono ed esserci è quel che conta, contaci. La musica m'accompagna e scandisce le distanze abbracciandone gli spazi, commensurandoli alla campitura del movimento possibile. Ci sono, batto le mani sul volante e canto per me, sui rettilinei con gli Smiths, con Paolo Conte sui tornanti, musica e anima, musica è anima. Ci sono. Viaggiare mi rianima, anche stando fermo. Ci sono e di nuovo mi muoverò.


a cura di Giulio Pianese

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