01 aprile 2020

COFISH-19

Sono contento che ormai sia tutto a posto, perché con le lezioni online faticavo il doppio per metà risultato. Certo è stata dura stamattina alzarsi così presto per essere a scuola in tempo per il Buongiorno e per la prima ora, ma che bello rivedere i ragazzi di persona e riabbracciare colleghe e colleghi! Comunque, dalle lezioni online parecchi alunni hanno imparato a gestirsi in maggiore autonomia e in qualcuno è fiorito uno spiccato senso di responsabilità.

Sono contento che ormai sia tutto a posto, perché restando sempre a casa mi muovevo la metà ingrassando il doppio. Certo, è dura riprendere il ritmo di una quotidianità dinamica e variegata, ma che bello ritrovare gli affetti e le amicizie a portata di mano e poter brindare per davvero e non in videochiamata! Comunque, dalle distanze si misurano meglio i desideri e s'impara l'arte di setacciare le scelte.

Sono contento che ormai sia tutto a posto, perché ero stufo di non ballare tango. Certo, sarà dura trovare posto stasera in milonga non avendo prenotato, ma che bello reimmergersi nella musica e negli abbracci di quelle meravigliose creature chiamate tanguere! Comunque, dall'assenza di una graziosa abitudine se ne comprende l'importanza, smettendo di dare per scontata la ripetibilità del piacere o di sottovalutarne la reperibilità.

Sono contento che ormai sia tutto a posto perché con questa chiusura totale stavo invecchiando un anno per ogni mese. Ci riprenderemo alla velocità della luce, anzi dovremo superarla per recuperare, ma oggi tutto è possibile: basta pescare la soluzione giusta.

03 marzo 2020

Sama significa cielo

For Sama (Alla mia piccola Sama) è un documentario sull'assedio di Aleppo. La cosa particolare è che è girato dal di dentro, da una giovane giornalista che ha deciso di rimanere, dopo le manifestazioni antiregime che avevano accomunato gran parte della popolazione.
Il racconto è crudo, ovviamente violento in molti momenti, ma il film ha una sua grazia, con il montaggio che fa scorrere il tempo avanti e indietro, a rimarcare le differenze tra il prima e il dopo. A far da discrimine, i bombardamenti russi sulla città assediata, bombardamenti che non risparmiano nemmeno l'ospedale. L'ospedale però viene rimesso in funzione, utilizzando un palazzo di uffici che viene alla bell'e meglio riadattato alla bisogna. Lì ci lavora Hamza, giovane medico che abbandona la sua vita per dedicarsi alla causa. I due si innamorano, si sposano e faranno due figlie. Alla prima, Sama, è dedicato il documentario, nell'intento di spiegarle quelle difficili scelte compiute dai suoi genitori.

L'ho visto in lingua originale, arabo, che sa essere dolcissimo, coi sottotitoli in italiano ardui da leggere a causa di un capoccione seduto nella fila davanti a me. Non c'erano ancora le ordinanze, il cinema Beltrade era strapieno, e ringrazio Debora che mi ci ha condotto dopo avermi indotto a incuriosirmene.

È un film duro, molto, e molto intenso. Aspro, doloroso; dolce, amoroso.

Il dolore era sapere che in quello stesso momento, in molte parti del mondo, stavano (stanno) consumandosi drammi analoghi: sofferenze inutili di persone che chiedono soltanto di vivere in questo mondo. Il pensiero rabbioso era sapere che da parecchi decenni ormai nelle guerre muoiono soprattutto i civili: uomini donne e bambini, persone che qualcuno da lontano condanna a smettere di vivere in questo mondo.
La consapevolezza di tali ingiustizie forse può servirci a ridimensionare un po' le nostre menate e a ricordarci che se può esistere l'amore in mezzo all'orrore, se permangono istanti di serenità tra uno sconvolgimento e l'altro, significa che la vita ha una forza enorme e che questa forza può essere anche nostra.

02 marzo 2020

Geografia che ti cattura

Non è il tempo, ma lo spazio a farla da padrone nel saggio di Tom Marshall, tradotto in italiano da Roberto Merlini col titolo Le 10 mappe che spiegano il mondo.
Innanzitutto, ti fa capire l'importanza della geografia e per questo l'ho segnalato ad alcune colleghe di quella materia. Della geografia fisica, e di come e quanto questa influenzi quella politica e, di conseguenza, la storia.
Da una sorta di determinismo geografico (l'originale s'intitola Prisoners of Geography) prendono le mosse una serie di quadri interconnessi che illuminano le vicende storiche e gli accadimenti contemporanei mettendoli in una prospettiva d'ampio respiro senza dare per scontata la situazione cui siamo abituati nella nostra parte di mondo privilegiato.
Punti di vista interessanti, deduzioni intelligenti e considerazioni che inquietano un po' sono ottimi motivi per iniziare a leggerlo: la stesura scorrevole e avvincente provvederà poi a non fartene staccare fino alla fine. Ci guadagnerai in consapevolezza, un tantino amara a dire il vero, pur senza perdere un barlume di speranza.

01 marzo 2020

Sabbie pastello

Sabbia sottile color pastello da lasciar scorrere durante l'infusione. Così funziona il "Perfect Tea Timer" che in una pasticceria molto carina di Seregno ti portano al tavolo insieme ai filtri del tè: tre piccole clessidre di tre colori diversi affinché si sappia regolare chi lo vuole light (3 minuti), medium (4 minuti) o strong (5 minuti di infusione).
Mia mamma ha apprezzato, sebbene le abbia dovuto spiegare il perché e il percome di quello strano aggeggio più volte, visto che si lasciava distrarre dalla bontà della minimeringa abbinata, che ha ripetutamente provato a offrirmi nonostante ne avessi già mangiate due ad accompagnare il mio caffè con panna, oltre che dalle immancabili chiacchiere con le sconosciute vicine di tavolino, figlia con mamma in là con gli anni ma sostenuta da un bel DNA.
Mi godevo ogni singola inquadratura della scena che mi comprendeva, e mi comprendevo nel sorriso di tenerezza che scaturiva dalla serenità del momento e in un momento m'avvolgeva.

29 febbraio 2020

Un po' di rincorsa

Ho parecchie cose in mente, da raccontare e da mettere in atto. Lo farò a partire dal mese prossimo, cioè domani. Il giorno in più, malgrado il grigiore e il freddo, ha pur riservato momenti utili e istanti godibili. Di sicuro ne verranno di migliori, ma la lezione da ricordare è che nessun granello di sabbia di questa clessidra va sprezzato: in retrospettiva potremo coglierne le cromie e accoglierne le tonalità col sorriso, anche quelle pastello.

28 febbraio 2020

Tempo in più

Il privilegio di avere a disposizione un giorno in più per via dell'anno bisestile non è certo da poco. Se ci pensi, è un po' come con il ritorno dall'ora legale all'ora solare, quando ti pare di guadagnare un'ora. Essendo il tempo la cosa più preziosa, si tratta di un gran bel regalo.

O no? Beh, è vero che tanti posti in cui vorresti andare sono chiusi, molte persone che vorresti rivedere sono rintanate, che tu stesso ti rintani volontariamente e per senso di responsabilità eviti di fungere da catalizzatore d'incontri e ammassi umani, dunque il rischio è che quel regalo non venga goduto appieno.

A contrastare tale rischio, due piani: uno pratico e uno più sottile. Il primo consiste nel saper sfruttare l'occasione per risolvere questioni rimandate, svolgere compiti trascurati, porre attenzione a particolari dimenticati, insomma: riuscire a mettersi in pari (o almeno, procedere in quella direzione).

Per il secondo, occorre esplorare le diverse sfumature del tempo, a partire dai quattro vocaboli e relativi concetti del Greco. Non l'ho mai studiato (ho fatto lo scientifico), ma sono lieto di accontentarmi di poter contare su wikipedia:
Gli antichi greci avevano quattro parole per indicare il tempo: χρόνος (chronos), καιρός (kairos), αἰών (Aion) e ἐνιαυτός (Eniautos). Mentre la prima si riferisce al tempo cronologico e sequenziale, la seconda significa "un tempo nel mezzo", un momento di un periodo di tempo indeterminato nel quale "qualcosa" di speciale accade, la terza invece si riferisce al tempo eterno e la quarta indicava un anno.
Già solo essere consapevole dell'esistenza di una tale raffinatezza terminologica fa svanire ogni remoto rischio di potersi annoiare. Qualcosa di bello e di divertente si troverà sempre, come sapevamo fare da bambini.

30 gennaio 2020

Ritornando al futuro

Come tendenza, ho a lungo vissuto con la testa voltata all'indietro, ammaliato dal passato, ammalato di ricordi. Non del tutto, in verità, giacché il presente m'ha sempre catturato, spesso gioiosamente. Da qualche tempo e in maniera crescente m'accorgo invece di tenere lo sguardo puntato al futuro, in un miscuglio quasi affascinante d'intenzione e attenzione, per le cose da fare e da ricercare. Mi limito a prenderne atto, non l'ho deliberato. Certo è che l'entusiasmo non manca e l'energia si rinnova a ogni nuova soddisfazione.
Al futuro, comunque, punto lo sguardo e non il cannocchiale, ché troppo in là non mi voglio sporgere: talvolta basta un mese un anno una stagione, talaltra una serata un bacio un'occasione, a volte un quadrimestre è dove voglio andare, più spesso in una pista mi troverò a ballare, di quando in quando un cielo stellato con la luna, e grazie alle carezze ritrovo la fortuna.

10 dicembre 2019

Gioielleria

Da sempre l'oro era per me metallo giallo del colore suo. Altri colori significavano altri metalli. Solo da grande, traducendo cataloghi on-line, scoprii sfumature e cromie dianzi insospettate: rosa, rosso, bianco, tonalità champagne, una mimesi da far impazzire gli alchimisti, questo Au.

In catalogo o in vetrina, gioielli e monili non m'hanno mai attirato molto, con l'eccezione di alcuni orecchini d'epoca romana realizzati a mano che grazie a una lente d'ingrandimento ammirai nel museo di Marsala negli anni novanta, in una giornata di cuscus al pesce e pioggerellina.

Gioielli autentici, invece, mi si offrono alla vista la mattina quando in auto aggiro da nord il centro urbano della mia cittadina di residenza. L'aura cangiante del massiccio del Monte Rosa totalmente innevato furoreggia sfidando il quotidiano, annichilendo la banalità e annullando la percezione delle distanze.

Gioielli autentici ci si offrono, in verità, ogni volta che ascoltiamo con gli occhi e volteggiamo col pensiero alla musica fuori e dentro di noi, e tra noi e chi con noi sta traballando su questo geoide velocissimo e vorticante (vedi a tal proposito e riascolta la già citata Galaxy Song).


a cura di Giulio Pianese

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