14 settembre 2019

Luna di mezza stagione

Segnalami la luna, fammi notare il fiore, ritma il respiro col mio alla brezza. Sentine la musica, toccami la faccia, addenta il profumo che l'aria sospende. Fammi ascoltare i colori, indica la cascata, rendimi note le carezze del prato.
Mettiti il mio nome in bocca e blandendomici sciogli le ritrosie: scivola nell'abbraccio, abbandonati e abbandonando i timori riluci del tuo brillio.

Ora sono io a indicarti la luna, a ricordarti le lusinghe acquatiche, a evocare gli spazi immensi in cui tuffare la fantasia, a ispirare balzi e voli oltre ogni vertigine.
È il giorno delle leggende e la luna che lo sa si è fatta bella: capisce di poter essere irresistibile ai nostri occhi, che non ne tasteranno mai la lontana freddezza, contenti dell'inganno dolce come una notte di mezza stagione.

12 settembre 2019

Il primo consiglio

Ho iniziato: nelle classi è tutto uno zuccherino, con gli alunni che seguono partecipi ed entusiasti. Incrocio le dita dicendolo, ma in verità confido che continueranno a permettermi di accompagnarli nella loro crescita con un apprendimento attivo.
Per le attività collaterali, ovviamente non ho ancora assimilato le procedure e non posso dunque contare sugli automatismi che consentono di risparmiare energie per dedicarle a ciò che conta davvero. Comunque, anche colleghe già presenti in quella scuola negli scorsi anni confessavano di sentirsi affaticate dopo il primo giorno pieno: evidentemente abbiamo tutti messo più energia di quella necessaria.
Questo mi riporta al primo consiglio che ho dato ai ragazzi: Sapete quel è la prima regola per imparare l'inglese? Breathe! Respirate! Se stiamo in apnea non possiamo parlare, pensare, agire, vivere, o almeno non a lungo.

10 settembre 2019

Lacune

Viene lo sconforto mettendosi a discorrere con persone che non tengono conto dei fatti, dei dati, della realtà, né li vogliono leggere, considerare, studiare per rimediare alle proprie lacune. Mi riferisco al social network blu, quel giardinetto recintato che solo ogni tanto ne azzecca una.

Balliamoci su, va': in effetti ci rimango per gli amici e per il tango.

09 settembre 2019

Programmazione

Per il tango, mi arrivano inviti a eventi milongueri con molti mesi di anticipo, ma non mi piace programmare queste cose. Più che altro, non abbraccio facilmente l'idea di vincolare giornate, serate o fine settimana così in là nel tempo non potendo sapere quali altri impegni o incombenze sopraggiungeranno, né gradisco dare la mia adesione e poi sottrarla (al di là dell'eventuale esborso preventivo).
Come attestato di buona volontà e lungimiranza, mi pare già sufficiente prenotare due posti in milonga con quasi una settimana di anticipo (come ho fatto per il Treno che riapre il 15 settembre).

A proposito di programmazione, non mi piace nemmeno quella scolastica, sebbene ne intenda la necessità. Il fatto è che sono incline a insegnare focalizzandomi sulle persone e adeguando le lezioni alle loro capacità, al loro livello di competenze e alle loro specifiche necessità di apprendimento. Per questo, nei corsi privati, procedo navigando a vista, pur avendo ben chiari gli obiettivi finali. Quest'anno invece mi toccherà proprio, a breve, metter mano al pomposo e imprescindibile documento chiamato per l'appunto "programmazione".
Spero di riuscire comunque a mantenere la concentrazione più sui ragazzi che sui programmi, mirando alla concretezza della loro crescita ed evitando di smarrirmi nella fumosa astrazione di pretenziose normative.

08 settembre 2019

Buone telecomunicazioni

Oggi, ancora una volta*, sono stato tessitore di contatti.
Nel dopopranzo di una festa parrocchiale alla quale avevo accompagnato mia mamma per farla distrarre un po', è saltato fuori che un paio di volontari lì presenti erano stati allievi di Antonia Mazzoni, per me "la Tonina", che da Galeata era venuta a insegnare a Seregno negli anni '70, soggiornando anche a casa nostra per un po'.
Mi sono fatto dare il numero dall'agendina che mia madre conserva e aggiorna da non so quanti decenni e l'ho chiamata. Quando, dopo affettuosi saluti in romagnolo, le ho passato i suoi ex scolari Giovanna e Fiorenzo (che lei ricordava perfettamente), ho sorriso di gusto vedendo riaffiorare nelle loro espressioni gli atteggiamenti dei bambini di fronte alla "signora maestra".
È stato divertente e bello. Per loro, molto bello: l'hanno dichiarato, ma lo sapevo già, perché in questi ultimi anni in più occasioni ho parlato al telefono con la mia maestra Annamaria Bianchini e ogni volta è stata una gioia piena.

* come avevo già detto, a suo tempo bgeorg mi aveva inserito tra i "tessitori".

07 settembre 2019

La parola è d'argento

Le cose, anche quelle scontate, forse soprattutto quelle, bisogna dirle. Va bene tacere anziché parlare a vanvera o solo per riempire vuoti apparenti durante le pause di cui invece abbiamo bisogno, ma fidarsi dell'interpretazione di un silenzio, specie a distanza, non è sempre saggio.
Pensa a quante volte gli innamorati, più che mai bisognosi di rassicurazione, si ripetono sdolcinatezze che a rigor di logica non sarebbero necessarie, almeno fintanto che gli occhi brillano. Così, dichiara che vuoi bene a chi vuoi bene, anche quando si sa. Denuncia il senso di mancanza, assicura la tua disponibilità, pronuncia i nomi, evoca i gesti affettuosi, in attesa di poterli esprimere dal vivo.

06 settembre 2019

Silenzi d'oro

Sono quelli che mantieni con le persone cui vuoi bene, quando sai che è meglio per loro non subire interferenze. Per esempio con i figli, quando hanno bisogno di volare liberi per sperimentarsi; con le ex, quando hanno bisogno di staccarsi per trovare altre strade; con i genitori anziani, quando hanno bisogno di riposare.
Altri silenzi d'oro sono quelli che mantieni con chi sta lavorando sul serio e necessita di grande concentrazione; con chi sta ballando e vuole godersi la musica mentre cerca di interpretarla insieme a te; con chi sta leggendo, qualsiasi cosa stia leggendo. E naturalmente, come diceva Marquant in Zitti al cinema, quando si guarda un film sul grande schermo.

05 settembre 2019

Antidoto

Non ostanti il dolore al piede e l'orario già tardivo, direi che è tempo di tornare in milonga.
Vado a prepararmi, ché musica e abbracci, per chi non lo sapesse, sono il miglior antidoto alla stanchezza!


a cura di Giulio Pianese

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