21 aprile 2016

Dovrei dire

Dovrei dire di un brano con la più bella intro e di quella volta che sentendolo in birreria, complice il luppolo, ci misi per l'appunto tutta l'intro per individuarlo, sebbene fin dalle primissime note avessi detto a boccoli d'oro, lì con me a far fuori boccali artigianali al Fermento, che quel pezzo era... certo, lo conosco, cavoli, aspetta, adesso inizia, è... caspita, che bella intro, eh? non la ricordavo così lunga, ma senti quant'è imperdibile, ora arriva, ora arriva, senti... Eccola! Sweet Jane, Lou Reed, da Rock n Roll Animal.
Sorrisi musicali condivisi, belli quanto le chiacchiere autentiche di una vita che continua.

13 aprile 2016

Durante e dopo la pioggia

Oggi ho fatto venire a piovere, come ha constatato anche la tanguera corsara che da sotto un ombrello mi ha salutato al Parco Nord. Le mie corsette sono diventate talmente rade che il cielo si commuove quando le intraprendo.
Poi però, mentre gli occhiali già si velavano come un parabrezza dai tergicristalli rotti, quello stesso cielo mi ha sorriso, colorandosi di un arcobaleno a tutto sesto, intenso ed elegante, ambito quanto lo striscione di un traguardo mondiale. Ed è lì che a tutto sesto ho riso e risorriso anch'io, a braccia aperte di contentezza.
Poco dopo ha pure spiovuto e sono stati raggi caldi ad accompagnarmi verso la via di casa.
Ora vado, che ho una lavatrice da svuotare.

30 marzo 2016

Fino in fondo al giorno

Oggi, su facebook, clicco su un video musicale di un cantautore che piace anche a me. Ascolto, rapito da quella musica, sobria ma toccante come la voce che l'accarezza di parole. Gianmaria Testa. Mi sono goduto la canzone senza sapere. Poi ho trovato vari link pubblicati da qualche altro mio contatto, che coincidenza. Ho anche letto qualcosa, qualche frase stramba, ma forse ero soprappensiero o forse non so, fatto sta che solo dopo un po' ho capito. È stato a quel punto che mi è presa una corrente allo spirito, una brezza d'anima nel fisico, fino al prorompere di un rassegnato desiderio, così: Vorrei bermi un bianco da una terrazza che verso sud guardi al mare, condito da una malinconia e una bellezza come quelle che porge tra le parole Jean-Claude Izzo, che di Gianmaria Testa era grande estimatore.

--
per esempio: Gianmaria Testa, Per accompagnarti

27 marzo 2016

Avrei fatto, avrei detto, avrei scritto

Avrei fatto, avrei detto, avrei scritto, ma mi hanno tolto un'ora. Me l'hanno tolta, giuro, un attimo prima era lì e poi è sparita. A un dato momento si era fatta una certa e un istante dopo era una certa più una. Mi hanno tolto un'ora e senza chiedermi il parere, me l'hanno tolta in automatico. In automatico sui dispositivi più avanzati; gli altri stanno ancora col vecchio orario, infatti passando da una stanza all'altra non so più in che fuso mi trovo. Quel che so è che mi hanno tolto un'ora, altrimenti avrei fatto, avrei detto, avrei scritto, altroché. Avrei fatto, detto, scritto, sempre che non mi fossi perso via a giocare a dama.

--
bonus: Rolling Stones, Time Waits For No One

29 febbraio 2016

Problematici snellimenti

Ultimamente mi sono avvicinato a libri che non solo procurano il piacere immediato della lettura, ma promettono di far leva nel profondo per indurre cambiamenti immediati e concreti nel quotidiano vivere. Mi riferisco in particolare a un manuale sul riordino casalingo e a un testo sul cibo proveniente dagli allevamenti intensivi.

Il primo è Il magico potere del riordino di Marie Kondo, altresì detta "giappa pazza" dagli utenti di qualche piccolo social network. L'approccio è drastico, l'intimazione preliminare e conclusiva è un perentorio "butta via", atteggiamento che serve a darsi il coraggio di riordinare davvero, trovando un posto per ogni cosa, ma solo alle cose che saranno sopravvissute a un'attenta e draconiana selezione. La sequenza in cui procedere è di fondamentale importanza: vestiti, libri, carte, oggetti, ricordi. Solo rispettandola sarà possibile accedere alle difficoltà di grado superiore con la necessaria efficacia e decisione.

L'altro è Se niente importa. Perché mangiamo gli animali? di Jonathan Safran Foer, che sto leggendo anni dopo averne sentito parlare. I punti sono tanti, giacché è un libro denso di informazioni, sia pur presentate con il garbo di chi sa davvero raccontare storie. Un punto è che il 99% della carne che mangiamo proviene dagli allevamenti intensivi, che sono una porcheria disumana per noi, per gli animali, per l'ambiente: per noi a causa di varie schifezze, tra cui per esempio gli antibiotici di cui sono imbottite le bestie o il brodo di feci assorbito dai polli raffreddati "ad acqua"; per gli animali a causa delle condizioni di sadica crudeltà nelle quali sono costretti a trascorrere lo spezzone di esperienza subvitale che tocca loro in sorte grazie all'avidità dei magnati dell'allevamento industriale e alla golosità di tutti noi magnoni avvezzi alla distribuzione commerciale; per l'ambiente perché il basso prezzo della carne è un artifizio che non tiene conto dei costi e dei danni legati al pesantissimo inquinamento di terra, acqua e aria, costi e danni che ricadono sull'intera comunità a differenza dei profitti, strettamente canalizzati.

Nell'uno e nell'altro caso alla lettura dovrà e vorrà seguire l'azione, ma so già che sarà un'azione parziale e limitata.
Riguardo all'alimentazione, non mi illudo di potere né volere abbracciare posizioni e comportamenti estremistici, per quanto eticamente corretti. M'accontenterò di una crescita di consapevolezza e di un miglioramento, consistente in una maggiore attenzione e in un contenimento dei consumi.
Quanto alla riorganizzazione domestica, sto già facendo tesoro di alcuni accorgimenti (vedi la verticalizzazione degli indumenti o degli asciugamani) e procederò senz'altro a una cernita totale, ma anziché buttar via, seguirò per gli articoli d'abbigliamento le consuete strade del riutilizzo: mercatino dell'usato, cassonetti gialli per la redistribuzione, impiego come stracci.

Il comun denominatore è per me l'esigenza di snellire la vita, in tutti i sensi. Sgombrare gli spazi, ridurre gli oggetti, assottigliare la figura, ampliare il respiro, alleggerire il passo. Perché vivere sia davvero un ballo e un vero sballo.
Tutto questo, sapendo che la presa di coscienza altro non è se non il risveglio di ciò che già c'è, ricordando che l'esigenza primaria del benessere è intimamente connessa con quella della bellezza, ribadendo che tutto è collegato, e che fino a un attimo prima del buio, tutto è illuminato.

--
"se non ora quando" è il bonus musicale dedicato al giorno in più: Tracy Chapman, If Not Now

21 gennaio 2016

Luci come baci

Dev'esser stato un trucco per convincere dell'opportunità di alzarsi presto, molto presto: in ora antelucana, nel cielo verso sud appariva una teoria di pianeti, ieratico corteo, sfilza di perle luminose, catalogo completo di quelli visibili a occhio nudo. In verità, dal mio balcone il catalogo era limitato, forse perché non ho l'abbonamento a sky, o più logicamente a causa dell'inquinamento luminoso, a quattro su cinque, ma lo spettacolo era comunque niente male.

Poi va be', sarà pure vero che un'occhiata al cielo non basta da sola a illuminare una giornata, però lo sguardo puntato sul bello rappresenta sempre un buon allenamento per chi intenda approfittare di ogni possibile istante favorevole, di ogni sia pur fuggevole gioia o godimento, della polvere dorata di ogni favoloso sfavillio. Della musica che suonerà, del concerto che risuonerà per chi saprà ascoltare le frequenze giuste, cogliendo e accogliendo tra i boati i trilli.

--
bonus: che l'entusiasmo si carichi d'energia (The Flaming Lips, Everything's Explodin').

08 gennaio 2016

Forse non tutti sanno che...

Guardo gli asini che volano nel ciel, ovvero la canzone dal testo assurdo e bellissimo ballata e cantata rispettivamente da Stanlio e Ollio nella versione italiana del film "I diavoli volanti" non riproduce affatto l'originale.
Nel film The Flying Deuces, Oliver Hardy riprendeva Shine On, Harvest Moon, una canzone romantica dal testo normale, solo lievemente strano dato il contesto (menziona la neve mentre loro si trovano nei pressi del deserto).
Molto probabilmente, dice Wikipedia, il surreale testo della versione italiana fu creato da Alberto Sordi, doppiatore di Ollio.
Una curiosità per chi non avesse mai ascoltato in versione originale la più classica delle coppie comiche cinematografiche: la voce più grave era quella di Stan, mentre Oliver aveva un timbro tenorile.



03 gennaio 2016

A piedi per il piede

C'erano ciuffi di neve tra l'erba, al parco.

Ho rimesso le scarpette, indossato la maglia termica sotto la tuta e sono uscito al freddo. L'aria era umida, ma dava almeno l'illusione di essere pulita. Non ho corso, ma ho camminato velocemente per poco più di un'ora. Un'ora e dieci comprese l'andata e il ritorno da casa, percorso urbano ma con scarso traffico. Percorso suburbano considerando il tunnel delle vomitate, quello che passa sotto la tangenziale. A parte quello, però, il giro è stato piacevole anche per lo sguardo, specialmente girando per il parco Nord, che non delude mai. Quasi mai: a un certo punto, da dietro la collina si sente un rumore di fondo, come lo scorrere d'un fiume; invece è una semplice salita, verso un ponte pedonale che passa sopra un flusso quasi regolare di automobili. Comunque, dopo la curva gli occhi ritrovano alberi e piante, erba e terra, rimasugli di foglie e rami e tronchi scuri e chiari.

Il piede ha reagito bene. Il corpo è fatto per muoversi. Per muoversi tutto quanto, il su-e-giù non basta. Il piede ha reagito bene dopo un po', ché all'inizio doleva alquanto. Dentro le scarpe, però, c'erano i plantari.
Per ballare invece non li indosso, nelle scarpe da tango non entrano, e sarà per questo che l'altra sera ho patito non poco durante quasi tutte le tande, inficiando in parte quel che mi sembrava ormai di saper fare con disinvoltura.

Ora, siccome ci tengo, ci tengo al tango e al benessere quotidiano, ho deciso di intervenire come posso. Le buone intenzioni rimangono tali se non diventano propositi, ma i buoni propositi buoni sono solo quelli verificabili, meglio ancora se di immediata applicazione.
Dunque, al mattino ho seguito la piccola serie di esercizi per i piedi già consigliata o condivisa su fb dalle mie amiche tanguere bolzanine Tania e Laura:



P.S.: altri esercizi: per il rafforzamento dei piedi.


a cura di Giulio Pianese

scrivimi