08 giugno 2013

Variopinto svaporare

È solo che si era addormentato. Lui, l'omino che girava le pagine dei calendari, stava pisolando da mesi. In assenza della sua opera, i mesi non riuscivano a trascorrere normalmente, le stagioni s'inceppavano, le settimane andavano ripetendosi con sovrapposizioni cronoclimatiche in grado di confondere e ubriacare chiunque.
Anche lui s'era addormentato. Lui, l'omino dal sorriso ostinato, s'era assentato da settimane. In mancanza della sua energia, le settimane non riuscivano a sbrogliarsi e anziché dipanarsi normalmente, le decadi si mischiavano, i giorni confondevano nomi e numeri, sovrapponendo dati e cognizioni fino a stranire tutti quanti.
S'erano addormentati anche i sensi. Non già i cinque corporei, ma gli altri: quello del dovere, quello dell'opportunità, fors'anche quello del ridicolo. Il dovere di girare le pagine, l'opportunità di farlo al momento giusto e la capacità di riderci su anziché farsi ridere dietro. Perdere i sensi ne fu la conseguenza immediata, quasi come un lento svaporare.
Senza sensi su cui contare, la sensazione che tutto fosse senza senso fece capolino. I vapori del sonno inebriavano il sentire, ottundendo il senso del tempo. Il senso della musica, però, vorticando come un soffio azzurrato si estese ad avvolgere carni e spirito, ancora sfarfallanti di baci e di versi colorati, di diversi baci e colori di poesia, tra quelle variopinte rime blu.

3 commenti:

  1. il mio sesto senso mi dice che questo è un cazzutissimo, bellissimo pezzo!
    :)

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Grazie per aver letto le mie parole, sarò lieto di leggere le tue.



a cura di Giulio Pianese

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