14 marzo 2017

Linea punto

Sto sfruttando la quaresima. Non si tratta di una vera e propria dieta, tant'è vero che ho cominciato di domenica e non, come nel più classico dei cliché, di lunedì. Comunque sia, da più di una settimana mi sto moderando nell'alimentazione: a dire il vero, lo sto facendo moderatamente, nel senso che non mi sono certo trasformato in un asceta, però di fatto mi sto astenendo dai dolci e soprattutto dai fuori-pasto. Erano soprattutto questi ultimi ad aver acquisito la capacità di moltiplicarsi per numero, qualità e quantità, contribuendo non poco ad arrotondarmi in modo abbondantemente indesiderato.

Chissà quanto mi ci vorrà per riacquisire una linea tale da non farmi sentire in imbarazzo con me stesso e con qualche "voce affettuosamente critica". So che a Pasqua mangerò la pastiera, ma l'obiettivo è quello di riuscire a mantenere la capacità di controllarmi anche a medio-lungo termine, così da stabilizzare eventuali conquiste di forma e peso. Naturalmente sono consapevole della necessità di incrementare l'attività fisica e so che lo farò, pur senza farne necessariamente un totem. L'importante, per qualsiasi percorso, è compiere il secondo e il terzo passo dopo il primo, di modo che questo non risulti un'eccezione, ma l'inizio di un bel cammino.

Giorno di metà marzo, quasi, e mentre scrivo riascolto dopo tanto tempo un CD che mi è caro per colei che vi canta: Welela.

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bonus per te che leggi: Miriam Makeba, Hapo Zamani

08 marzo 2017

Mimose

Servirà lo sguardo dell'antropologo, quello che ti fa apparire vicino ciò che è lontano e lontano ciò che è vicino. Quello che serve a sottolineare le ingiustizie e discriminazioni che sono talmente sotto gli occhi di tutti giorno dopo giorno da diventare invisibili.

Servirà insegnare o ricordare a noi stessi e ai figli maschi che uguaglianza non significa appiattimento, ma parità di diritti e riconoscimento delle proprie e altrui particolarità.

Servirà abbracciarsi, uomini e donne, esseri umani.
Servirà essere umani, sempre.

Buon otto marzo.


a cura di Giulio Pianese

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