25 novembre 2014

Tempo contato

Per una serie di circostanze ero rimasto un'intera settimana senza tango. Senza ci si può stare, certo, però è molto meglio non doverne fare a meno. Stasera sono tornato a lezione, prestandomi volentieri per una tanguera del quarto corso, e ne sono lieto. Ne sono lieto anche le volte in cui so di sottrarre ore al sonno necessario, ma si sa che quasi sempre è proprio lui la prima vittima delle cose più divertenti, quelle che magari si relegano in orari improbabili pur di non tralasciarle.
Com'è difficile prendersi il tempo per fare tutto, com'è arduo rispettare i propri limiti per non mettere a repentaglio la lucidità il mattino dopo, com'è complicato trasmettere un pizzico di saggezza nelle istruzioni per l'uso del quotidiano vivere che si vorrebbero consegnare ai figli o più in generale alle generazioni successive. Tutto si gioca sull'equilibrio, come nel tango, ed è tutt'altro che facile.

2 commenti:

  1. Caro Giulio vedi ,tu se manchi una lezione non succede niente ,ma se la perdo io sono rovinato,perchè sono non alle prime armi ma anche meno .
    Colgo l'occasione per salutarti con un arrivederci Vittorio Bardile

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    1. Ciao Vittorio, l'importante è non mollare!

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Grazie per aver letto le mie parole, sarò lieto di leggere le tue.



a cura di Giulio Pianese

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