05 maggio 2013

Alle giostre con la puzza al naso

Devono essersi moltiplicati, non c'è altra spiegazione. Mi riferisco ai baracchini che vendono frittura alle giostre, roba fritta con olio di chissà quale specie, miasma fritto e rifritto che lascia nell'aria un odore di burro rancido invadente e persistente. Devono essersi moltiplicati, dico, perché non avendone un ricordo così spiacevole e marcato nelle esperienze della fanciullezza, non posso accettare di aver trascurato un elemento olfattivo talmente spiccato, né posso credere di averlo semplicemente rimosso dall'archivio della memoria. L'unica spiegazione è che prima, ai tempi che furono, non ce n'erano così tanti in rapporto al numero di attrazioni presenti. A parte questo particolare nauseabondo, oggi è stato divertente far divertire i pargoli, ovvero i miei nipotini più piccoli, con Lorenzo a fare quasi da chaperon, alle giostre di santa Valeria, tradizionale appuntamento seregnese che ha mutato il luogo ma non il periodo rispetto ai tempi che furono, quelli in cui l'impatto visivo non era pressoché soffocato in modo così intenso dalle sgradevolezze olfattive.

1 commento:

  1. spin (tiziana)7 maggio 2013 07:24

    quindi poi te ne andrai a Calen Di Maggio, immagino...
    La sgradevolezza olfattiva sei tu che stai invecchiando, sappilo :)

    perché non fai fare le frittelle ai bambini a casa tua? E' semplice...
    250 ml di latte temperatura ambiente, nel caso rabbocchi.
    4 / 5 cucchiai di di zucchero
    1 cucchiaino di sale
    un po' di scorza di limone se possibile gratuggiata, altrimenti triturala con il coltello, che va bene lo stesso
    se ce l'hai in casa un pochino di vaniglia, al limite un pizzichino di vanillina, fialetta no, lascia perdere decisamente!

    Mescola.

    500 gr farina, meglio se manitoba o se in parte manitoba - non mi chiedere, non sono brava coi lievitati, ma la manitoba con il lievito funziona sempre bene
    1 cubetto di lievito di birra fresco (che di solito in casa non ci sta mai) o una bustina di lievito di birra liofilizzato.

    Aggiungi e impasta. O fai impastare ai bambini, così si divertono.

    Poi c'è chi ci mette anche l'uovo e chi no. Mio marito vuole l'uovo perché dice che è più da dolci, vedi tu, per un uovo non muori.

    Aggiungi un tocchettino di burro - un cucchiaio?
    Giusto per. Poi pure qui ci sono le varianti e c'è chi mette l'olio, e allora si apre al diatriba se di oliva, extravergine, o se di semi e che semi e blah e blah e blah. Va di burro che è meglio.

    Se è troppo liquidio rabbocca di farina, se è troppo solido rabbocca di latte, ma che te lo dico a fare?

    Quando hai impastato, metti in un recipiente - c'è chi lo unge di olio, chi di farina, ma secondo me sono tutti sofismi, tu sbattilo al tiepido e al buio a riposare.
    1h e mezza, 2 non di più eh!

    Poi lo fai dividere in pallette (16 in questo caso, forse 18), le lasci un cicinino a riposare
    e poi le fanno a fora di frittella come i pizaioli e se le friggono nell'olio. Zucchero e via.

    La tua cucina puzzerà fino al giorno dopo, sappilo - chiudi la porta e tieni le finestre aperte, quanto meno, per limitare i danni.


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Grazie per aver letto le mie parole, sarò lieto di leggere le tue.



a cura di Giulio Pianese

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