28 febbraio 2013

Se ti tango con le parole

Riguardo alla scuola di tango che frequento, già avevo detto della bravura dei maestri nel creare e tenere insieme il gruppo. Alla gradevolezza della reciproca vicinanza umana si affianca una disponibilità grazie alla quale i più esperti aiutano i nuovi arrivati, mettendosi a disposizione per il ballo e nell'elargire consigli tecnici.

Col tempo, aumentando la confidenza, durante le lezioni si moltiplicano le osservazioni fatte ad alta voce, che mostrano molteplici sfaccettature. Difficile ricordare tutte quelle degne di menzione, ma si va, per esempio, dalle irrituali definizioni di Marzia ("Qui è dove il cavaliere cambia il peso di nascosto") alla delicatezza espressiva di Federico ("Questo passo è come un acquerello"), passando attraverso il surrealismo di Carlo ("Entro come un plotone di fanteria in una cruna d'ago").

Vien voglia di continuare.

3 commenti:

  1. .....e così dev'essere! SE per ognuno il tango dev'essere un q.sa di personale nel ballarlo dev'esserlo ancor prima nel visualizzarlo nell'apprendimento.
    Le definizioni che si dicono per se stessi aiutano ad apprendere di più.
    AntonioyAnna

    RispondiElimina
  2. Uaz uaz uaz me lo vedo Carlo :)))) Belli che siete voi tangueri!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ehehe, ormai ci sei dentro anche tu!

      Elimina

Grazie per aver letto le mie parole, sarò lieto di leggere le tue.



a cura di Giulio Pianese

scrivimi