22 gennaio 2013

Senti che bello: overwhelm

C'è molto più di quel che serve. Di tutto. E c'è un verbo inglese, overwhelm (sommergere, sopraffare), capace di trasmettere il senso anche col suono, con quella massa fluida fatta di onde benefiche o di fango soffocante a seconda dei casi, che travolge nel bene e nel male con il di tutto e di più dell'umano vivere.

Ci sono momenti in cui quel "molto più di quel che serve" è fatto di sentire e sono istanti in cui il bene è talmente intenso da riempire fino a far male; l'avrai provato qualche volta per un(')amante, per qualche amicizia euforizzante o per il sangue del tuo sangue.

Naturalmente, ci sono circostanze in cui di quel molto di più faresti a meno, perché spiacevole, gravoso e foriero d'apnee insopportabili. Momenti o periodi in cui scegliere se rimboccarsi le maniche per spostare macerie o soccombere.

Tuttavia, se anche in quelle circostanze terrai a mente la natura sinusoidale delle vicende nonché gli insegnamenti del tempo nel tempo capace di farti mutare le prospettive e la visuale e se ti ricorderai di respirare anche in assenza di virgole promemoria, scollinerai più agilmente di quanto pensi.

4 commenti:

  1. Bisogna sorridere sempre...vedi sorrido :(
    Stella*
    Ma anche si ) ma non mi trovo gli occhi.

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  2. Ma avevi scritto

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  3. amicizia euforizzante

    foriero d'apnee

    natura sinusoidale delle vicende

    scollinerai


    Scrivi in maniera bislacca, immagino deliberatamente. Io, almeno, capisco di rado che cosa intendi dire e mi dispiace, perché il tono è quello delle cose importanti.

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    1. ahahahah, dando un'occhiata al tuo blog non mi pare tu debba aver bisogno di sottotitoli qui, ma nel caso provvederò.

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Grazie per aver letto le mie parole, sarò lieto di leggere le tue.



a cura di Giulio Pianese

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