08 marzo 2012

Donna fanciulla preziosa

Oggi anziché mimose ho portato parole. Dopo averla letta in classe insieme ai ragazzi di "4a elettrici", ho lasciato in segreteria e in aula professori una fotocopia della poesia di Pablo Neruda Niña morena y ágil.
Mi sembra una celebrazione degna della magia femminile, magia che va riconosciuta ogni giorno e non solo l'8 marzo con un fiore reciso e un pochino puzzolente (ma in fondo anche una mimosa è meglio che niente, via). Ovviamente, colori e forme non sono vincolanti.

Eccone il testo originale e la traduzione di Roberto Paoli:
Niña morena y ágil, el sol que hace las frutas,
el que cuaja los trigos, el que tuerce las algas,
hizo tu cuerpo alegre, tus luminosos ojos
y tu boca que tiene la sonrisa del agua.

Un sol negro y ansioso se te arrolla en las hebras
de la negra melena, cuando estiras los brazos.
Tú juegas con el sol como con un estero
y él te deja en los ojos dos oscuros remansos.

Niña morena y ágil, nada hacia ti me acerca.
Todo de ti me aleja, como del medio día.
Eres la delirante juventud de la abeja,
la embriaguez de la ola, la fuerza de la espiga.

Mi corazón sombrío te busca, sin embargo,
y amo tu cuerpo alegre, tu voz suelta y delgada.
Mariposa morena dulce y definitiva
como el trigal y el sol, la amapola y el agua.


--

Fanciulla snella e bruna, il sole che crea la frutta,
quello che incurva le alghe e fa granire i grani,
creò il tuo corpo gaio, i tuoi occhi di luce
e la tua bocca che sorride col sorriso dell’acqua.

Un sole nero e ansioso ti si avvolge a ogni filo
dei tuoi neri capelli, quando stiri le braccia.
Tu giochi con il sole come con un ruscello
e due oscuri ristagni lui ti lascia negli occhi.

Fanciulla snella e bruna, niente a te mi avvicina.
Tutto da te mi scosta come dal mezzogiorno.
Tu sei la gioventù frenetica dell’ape,
l’ubriachezza dell’onda, la forza della spiga.

Eppure, tenebroso, il mio cuore ti cerca:
amo il tuo corpo gaio, la tua voce svelta e lieve.
Farfalla bruna, dolce e definitiva,
come il frumento e il sole, il papavero e l’acqua.
--
Se vuoi ascoltarla dalla voce del poeta che l'ha scritta, clicca qui.

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Grazie per aver letto le mie parole, sarò lieto di leggere le tue.

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a cura di Giulio Pianese

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