08 febbraio 2006

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Stavo quasi mancando la fermata nei pressi della Centrale, preso e perso a scribacchiare tra i sobbalzi...

...quasi ogni esperienza del presente istante richiama un frammento di passato, a partire dal mattino presto, che in data odierna mi coglie a ghiacciarmi il culo sulla plastica arancione appena assegnata alla circolazione cittadina in filobus cadenzati.
Una volta, Carate Brianza e via Farini a Milano erano collegate dal "gamba de lègn", storico tram interurbano sul quale mio padre saliva a Seregno per raggiungere Desio e il suo bancolotto durante la settimana, Milano e la sacra Intendenza di Finanza il sabato, per portare il piego.
Non so più in quale occasione, mi trovavo con lui e mi spiegò il trucchetto che adottava nei primi tempi, quando pativa ancora troppo il freddo di quel lontano settentrione raggiunto per amore: aspettare che qualcuno si alzasse dal legno dei sedili per subentrare, accomodandosi in un posto caldo.
Ove mi dovessi trovare a salirci lungo il tragitto anziché al capolinea, sperimenterò se funziona anche per la plastica arancione di questi filobus. Per oggi, montgomery corto, mi ghiaccio il culo.

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a cura di Giulio Pianese

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